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Nola. La mission del Museo del Masullo-Theti: quando la Scuola fa da ponte tra il passato e il futuro del territorio…

L’Arte vetraria, testimonianza di economia produttiva, coniugando cultura del lavoro e cultura d’impresa.

Sono di raffinata eleganza e pregevole qualità, i modelli e prototipi con cui si connotavano sia le produzioni di largo uso e costante richiesta,come bicchieri,caraffe, bottiglie, contenitori per oleifici e distillerie, sia vasi, lampadari e brocche in stilizzate forme artistiche, disegnate con l’ardua tecnica della lavorazione a soffio del vetro, ispirata dalla Grande e nobile tradizione dei Maestri di Murano. Una variegata gamma di produzioni ormai da collezione, che si può ammirare in ordinata rassegna nell’appena inaugurato Museo scolastico, allestito negli spazi dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri, intitolato alla memoria di Antonio Masullo e Carlo Theti, ambedue nolani, il primo figura di imprenditore moderno, il secondo tra i migliori architetti ed ingegneri-progettisti di fortezze militari che fu al servizio di Principi italiani e stranieri nell’Europa del ‘500, ideatore e geniale realizzatore di innovative strumentazioni tecnologiche, tra cui il compasso a più scale, utilissimo per eseguire calcoli ad alta precisione, oltre che le misure delle altezze e delle distanze, mentre erano ancora di là da venire gli algoritmi e gli input ad alta sofisticazione dell’intelligenza artificiale; Museo, che resterà aperto ancora per pochi giorni al pubblico fino a sabato prossimo, 11 luglio, dalle ore 9,00 alle ore 11,00 e dalle ore 18,00 alle ore 20,00, con turnazioni che, ovviamente, cambieranno con il nuovo anno scolastico, 2020\2021 che inizierà il 24 settembre. E’ la variegata esposizione,il cui cuore pulsa delle tonalità di quell’Arte vetraria, che ha rappresentato in città e sul territorio per almeno un secolo non solo l’affidabile certezza di una visione imprenditoriale ben strutturata, ma anche la garanzia e la continuità di lavoro per le maestranze locali, altamente specializzate e qualificate.

Si tratta di una storia tutta-nolana che si dipana, discreta e sobria, dalla seconda metà dell’Ottocento, per proiettarsi sui tornanti della prima parte del Novecento lungo i quali, specie dopo il secondo dopo-guerra mondiale, toccando l’apice della produttività, in virtù della quale le Vetrerie Masullo e le Vetrerie Cerasuolo, con i loro efficienti sistemi di fabbrica hanno concorso a rendere la Campania autentica eccellenza del Sud , in grado di competere sui mercati senza difficoltà nel comparto vetrario a fronte degli ultra-rinomati poli manifatturieri del Veneto e della Toscana.

E’ la bella storia, in cui l’ingegnosa cultura del lavoro specializzato e della creativa laboriosità è stata coniugata e vissuta al meglio e compiutamente con la cultura del “fare impresa”. E’ la storia dell’ Arte vetraria, quella che la Scuola, nella fattispecie il Masullo-Theti con i suoi due moderni plessi di via Mario De Sena, recepisce e accoglie; un magnifico tassello, destinato a rapportarsi con altre storie di lavoro e impresa che il territorio ha espresso, nel segno della rinomata affidabilità e di importanti livelli occupazionali di lavoro produttivo, dalle varie filiere artigianali all’agricoltura e all’agro-alimentare. Una patrimonio di valori ideali e di cultura materiale, lasciato disperdere nei mille ingannevoli rivoli dell’assistenzialismo clientelare che svilisce la mente e la dignità personale, fiaccando lo spirito d’iniziativa; un patrimonio di valori ideali e di cultura materiale, al contempo, che,invece, va recuperato e rimesso al centro della realtà e della vita sociale dei territori. Sotto questo aspetto, il Museo scolastico risponde all’esigenza di far conoscere alle giovani generazioni le positività e i punti di forza del passato, per costruire il presente e il futuro. Una scelta di missione che connette ed integra la Scuola nel territorio e nella società di cui è parte, per far dischiudere orizzonti aperti al sapere e al lavoro, bussole d’orientamento irrinunciabili per le giovani generazioni e la civile evoluzione della società.

E torna davvero calzante ed originale per la carica suggestiva che evoca, il logotipo immaginato e scelto, per identificare il Museo del Masullo-Theti. E’ l’Icosaedro, uno dei cinque poliedri della Geometria solida, che nella concezione di Platone, ispirata dalla visione di Pitagora danno forma e corpo ai quattro elementi costitutivi dell’ Universo Cosmo. Ed è l’acqua l’elemento cosmico che l’icosaedro rappresenta con le sue venti facce triangolari, che ne simboleggiano la fluidità e la mutevolezza delle forme, mentre l’ esaedro dalle sei facce simboleggia la terra, come l’aria è raffigurata dall’ ottaedro con le sue otto facce e il fuoco si ritrova con la mobilità delle sue lingue nel tetraedro dalle quattro facce. Una varietà di distinti che si fa ordine ed equilibrio. La chiave di sintesi che ricomprende tutti gli elementi appena abbozzati è fornita dal dodecaedro, la sublime quintessenza in cui si dispiega Dio, cui corrisponde l’armonioso disegno dell’Universo.

L’ Icosaedro riflette un’idea forte, qual è quella del far memoria, per costruire ponti tra il passato,il presente e il futuro, attraverso il Museo, lanciata dalla dirigente del Masullo-Theti, la professoressa Anna Maria Silvestro e resa concreta realtà con il supporto dello staff dell’Ufficio tecnico della Città metropolitana di Napoli, diretto dall’architetto Marianna Pedalino, per gli interventi di restyling alle sale dedicate al Museo. E senza tralasciare la fattiva collaborazione dei docenti, Alfonso Nisi, Luigi Ugolino, Giuseppe Mollo, Stefano Ganzerli, Susy Barone, Anna Maria Coppola, Anna Rega, Elena Silvestrini, Giuseppe Piccolo e Aldo Maffucci. Ed una menzione di merita spetta ai giovani che frequentano i corsi specialistici di Costruzione-Ambiente-Territorio, il Cat con cui si identificano quelli che fino a qualche decennio fa erano i corsi di formazione specialistica e studio tecnico per geometri, così come i corsi di formazione tecnica e specializzata di indirizzo ragionieristico e commerciale rientrano attualmente negli ambiti degli Istituti tecnici economici. Ed è notevolmente ampliato il ventaglio degli indirizzi sia degli Istituti- Cat che degli Ite, per tenere il passo aderente alla velocità e intensità delle trasformazioni sociali.

I saluti del Ministro dell’Università e della Ricerca
Professore Gaetano Manfredi

E’ con rammarico che sono a comunicarLe- scrive il Ministro nella nota inviata alla professoressa Silvestro- l’impossibilità di partecipare alla cerimonia inaugurale del Museo scolastico Masullo-Theti mi ha cortesemente invitato. Purtroppo, improrogabili impegni istituzionali coincidenti mi tengono lontano da Voi e dalla mia cara Nola.

Non voglio però esimermi dall’augurare tutto il meglio per il Vostro evento, che sono certo sarà un gran successo, e che porta lustro alla comunità nostra tutta.

Spero che ci sarà presto occasione di partecipare di persona a queste interessanti iniziative che portate avanti; nel frattempo l’occasione mi è gradita, per porgerLe i miei più Distinti saluti, f.to Il Ministro ….

I complimenti di Padre Beniamino, già Vescovo della Diocesi nolana

Mi complimento per questa notevole iniziativa- si rivolge così alla professoressa Silvestro, Padre Beniamino, il Vescovo Beniamino Depalma, guida spirituale per oltre 20 anni della Diocesi di San Felice e San Paolino- che rappresenta l’apertura al territorio e alle Istituzioni con un nuovo modo di fare Cultura. Non mi trova in zona, non posso essere stasera con voi, ma verrò appena possibile a visitare il neo Museo scolastico.

Gentile preside, La incarico di portare alla comunità scolastica i miei vivissimi auguri, tutta la mia vicinanza alla manifestazione, l’affetto e i complimenti ancora per la nascita di un Museo a scuola.

di Geo

Nola. Sabato s’inaugura il Museo dell’arte vetraria, omaggio all’attività manifatturiera, eccellenza del Sud nel ‘900. Una storia che coinvolge l’imprenditoria locale e l’Istituto Masullo-Theti

E’ un’attività manifatturiera, la lavorazione del vetro, che a lungo ha assicurato una considerevole e rilevante ricaduta occupazionale, incidendo in profondità sul tessuto economico della città e del territorio. Una magnifica e bella storia tutta da ri-scoprire e far conoscere, per valorizzarne la memoria quale esemplare ancoraggio per il presente e per il futuro,non solo per la lungimirante visione imprenditoriale da cui è stata generata e ravvivata nel tempo, ma anche e soprattutto per le straordinarie valenze di laboriosa creatività artistica  che incorpora e veicola nella qualità e nell’originalità delle produzioni realizzate e che per stile hanno fatto tendenza, specchio- è proprio il caso di scriverlo, restando in argomento- dell’abilità manipolatoria e della tecnica specialistica ch’esprimevano i Maestri artigiani dell’intero comparto.

    La riscoperta, per conservare  la memoria di un così cospicuo patrimonio storico-culturale, si affida al racconto che si potrà leggere nel corposo e articolato apparato di atti, documenti, illustrazioni fotografiche e soprattutto nel linguaggio delle varie tipologie di manufatti, utensili, oltre che di produzioni strettamente artistiche. Un racconto e, al contempo, anche un campionario di rarità che sarà in esposizione nel Museo scolastico dell’arte vetraria, allestito nell’ex Casa del custode dell’Istituto tecnico-commerciale e per geometri “MasulloTheti”, in via Mario De Sena, e che sarà inaugurato sabato,quattro luglio, alle ore 19,00, dando concreta attuazione all’idea fortemente sostenuta dalla dirigente, la professoressa Annamaria Silvestro. Sono due sale, interessate da un ingegnoso intervento di restyling coordinato dall’architetto Giuseppe Mollo, che permettono di rivisitare una significativa parte di vita produttiva della città, il cui start originario si ritrova nell’opificio per la lavorazione e produzione di oggetti e manufatti in vetro  che Luigi Masullo, realizza  a Monteforte Irpino, nell’area dell’omonimo valico lungo la direttrice della via Regia, nel 1850.

 La scelta dell’imprenditore nolano è determinata dalla larga disponibilità di legna che assicurano i folti boschi della circostante e vasta area di valico, incorniciata dai Monti del Partenio, a poco più di 500 metri d’altezza sul livello del mare; è la legna, la cui combustione serve ad alimentare in flusso continuo i forni, funzionali alla lavorazione del vetro. Ed è, quella del valico, l’area in cui per secoli sono state attive le “neviere” per la produzione del “ghiaccio naturale”, con le complicate tecniche di conservazione della neve in fosse, e che veniva venduto nell’intera area  napoletana e nella città partenopea. Un fiorente commercio soppiantato dall’avvento della produzione del “ghiaccio artificiale” con la sempre  più sofisticata catena dell’ “industria del freddo” a lunga conservazione.

 Di certo, e fin dall’iniziale avvio,la crescente domanda, con la connessa remunerazione, assicura all’opificio produttività di buon livello, favorita anche e soprattutto dall’esperienza tecnica fornita dai Maestri artigiani della tradizione di Murano, che garantiscono l’ottima gestione dell’intero ciclo lavorativo. E quale sia stato il ruolo esercitato dall’opificio nel territorio di Monteforte Irpino, è fornita un’eloquente testimonianza nella documentata e preziosa monografia scritta e pubblicata nel 2013 dal compianto Carmine Santulli – poliedrico uomo di cultura, geometra di lungo corso professionale e ben stimato dottore in Scienze biologiche, ambientalista di  virtuosa caratura- ed intitolata “I Segni, i Luoghi,le Memorie del Montis Fortis”, un’organica e intelligente guida di primaria importanza per la conoscenza della storia civile ed economica dell’intera area. E non è affatto casuale che l’intero contesto del valico montefortese, abbia assunto nella corrente parlata nostrana quale toponimo identificativo “ ‘ A Vetrera”, a riconoscimento della funzione sociale svolta dall’opificio di Luigi Masullo. Una realtà produttiva che nei decenni successivi viene trasferita ad Avellino, in strutture in cui è possibile attivare i forni della lavorazione del vetro con l’utilizzo del carbone fossile, fonte energetica sicura, potente e di agevole impiego, certamente meno ingombrante dei materiali lignei da ardere.

 A seguire, l’opificio è interessato da un’ulteriore delocalizzazione, in quel  di Cimitile, nella località, Bracciolla, e sempre nel segno dell’innovazione energetica, che, nella fattispecie, deriva dall’utilizzo dei combustibili liquidi, quali sono le nafte derivate dal petrolio, che permettono di ridurre sensibilmente i costi di produzione nella gestione dei forni; ma quello cimitilese sarà soltanto  il sito di transizione per la definitiva localizzazione nel 1904 a Nola dell’opificio notevolmente cresciuto, che aveva  “creato” Luigi Masullo ed era affidato alle sapienti mani e capacità imprenditoriali dei figli, Carlo e Antonio Masullo. E con quella dell’opificio- Masullo, diventato importante complesso produttivo nella località “Polveriera” interagisce e si salda la vicenda dell’opificio-Cerasuolo, pure dedito alla lavorazione del vetro in città, con minore risonanza, ma di analoga importanza per la qualità delle produzioni. E, per inquadrare i valori lavorativi, economici e imprenditoriali, rappresentati dalle due consimili realtà imprenditoriali, basterà considerare che nella prima parte del ‘900, la Campania diventa per fatturata e competitività  il terzo polo produttivo nazionale nell’arte vetraria, dopo quello veneto e quello toscano. Un ‘eccellenza del Sud per un trend di crescita determinato proprio  dall’attività degli stabilimenti Masullo e Cerasuolo. E il complesso industriale della VetreriaMasullo contava su una forzalavoro costituita da 500, tra tecnici ed operai specializzati.

E’ la storia che negli anni ’50 s’intreccia con la “nascita” del primo Istituto statale ad indirizzo tecnico commerciale e per geometri, a servizio dell’ area nolanomariglianese, includendo Pomigliano  d’Arco, dell’ area bassoirpina, versante avellano e lauretano, e dell’area vesuviana “interna”. Una platea di potenziale utenza  per Comuni, che in quegli anni contavano una popolazione complessiva di circa 300 mila abitanti. Una “nascita” che accompagnava la sostanziale trasformazione sociale del territorio, che dai profili di economia agricola, legata alla rendita derivata dalla grande e media proprietà terriera, e silvo – pastorale passa ai profili del crescente terziario, della piccola e media impresa, dei servizi e  impiego nelle pubbliche amministrazioni, mentre era in dirittura d’arrivo il boom economico degli anni ‘60 e il contrasto all’analfabetismo di massa aveva già vinto in rapida successione le sue pacifiche  “battaglie” d’emancipazione umana e riscatto sociale, specie nel Sud. Uno scenario, in cui la domanda di elevazione civile e culturale era ben avvertita e sul territorio se ne fecero interpreti attenti e solerti, imprenditori, come Antonio Masullo, in sintonia con i sindaci e gli amministratori comunali, segnatamente dell’ area nolana e dell’ area bassoirpina, che seppero dare nella circostanza una delle rare testimonianze di coesione per la buona governance del territorio, senza guardare a campanili ed orticelli di sterili e deteriori localismi. “Nasceva” così l’Istituto statale superiore a indirizzo tecnico, nel ’54 per ragionieri, e nel  ’59 per geometri, ma senza … aule e spazi fisici nel palazzo comunale di piazza Duomo e a piazza d’Armi, in un’ala ri-sistemata dell’ex Caserma del48 diroccata in gran parte per le profonde ferite subite nel secondo conflitto mondiale. Successivamente sarà costruito l’edificio dedicato all’ Istituto, in via De Sena, e sarà intitolato proprio ad Antonio Masullo, attestandone la bella e lucida visione imprenditoriale e lo spirito di servizio per il territorio la cui promozione di civile sviluppo non può mai essere scissa dal ruolo della Scuola e dalle sue articolazioni d’istruzione e formazione delle giovani generazioni. Un messaggio di larga attualità nei tempi che ancora risentono della socialità sospesa per il lockdown  innescato dal Covid19. Tempi che i giovani hanno saputo vivere- e vivono- con senso di consapevole responsabilità.

di Geo

Nola. Palazzo di città: la dichiarazione di dissesto “confermata” dal Tar di Napoli, ricorso respinto

 

La sentenza della prima sezione del Tribunale di piazza Municipio fa emergere  il carattere strutturale e irreversibile delle criticità economiche e finanziarie dell’Ente di piazza Duomo. Previsioni di entrate senza fondamento, non attendibili le condizioni del risanamento del piano di riequilibrio pluriennale  approvato nel febbraio del 2019 con delibera commissariale del prefetto Anna Manganelli. Annunciato dai ricorrenti, nuovo gravame al Consiglio di Stato, mentre per i cittadini il carico fiscale è al livello massimo.

Lincapacità funzionale spicca nel prospetto delle motivazioni, con cui il collegio giudicante della prima sezione del Tar di Napoli – presieduto da Salvatore Veneziano, con giudice referendario Domenico De Falco e giudice estensore Gianluca Di Vita– ha emesso la sentenza di rigetto del ricorso presentato da 14, tra consiglieri comunali in carica nei banchi della minoranza, ex-amministratori, tra cui l’ex-sindaco Geremia Biancardi ed ex-dirigenti, con la richiesta di annullamento del deliberato di dichiarazione di dissesto economico e finanziario dell’Ente di piazza Duomo, approvato dalla maggioranza consiliare nella seduta del 26 agosto del 2019, recependo la specifica proposta deliberata dalla Giunta guidata dal sindaco Gaetano Minieri, a due mesi dall’insediamento ufficiale della neo-compagine amministrativa eletta con il voto di ballottaggio dell’11 giugno. E va evidenziata nello sviluppo dell’intera procedura, che ha condotto alla dichiarazione di dissesto, la funzione tecnica di ricognizione svolta dall’assessore pro tempore al bilancio, Antonio Galasso, con puntuali e congrue relazioni di ordine giuridico – legale, filtrate da un’attenta “lettura” di atti e documenti.

In realtà, è proprio lo stato d’incapacità funzionale una volta accertato,così com’è fatto evidenziare dalla sentenza,  a rendere dovuta e doverosa la dichiarazione di dissesto; ed i presupposti che ne integrano la configurazione, si verificano sia quando  lEnte non è in grado di garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili la configurano, sia quando sussiste una situazione fattuale e pervasiva di illiquidità, in ragione di debiti liquidi ed esigibili di terzi a cui l’Ente non può validamente far fronte con la delibera di salvaguardia degli equilibri di bilancio con quella del riconoscimento dei debiti fuoribilancio. Ed è  questa lo scenario, con cui è cristallizzato lo stato di default dell’ Ente di piazza Duomo che viene rappresentato dalle argomentazioni in sentenza.

E’ un passaggio basilare, quello dell’accertamento dello stato d’incapacità funzionale, che conduce, a sua volta, al piano di riequilibrio per il pre-dissesto deliberato il 22 febbraio del 2019 dal commissario straordinario- il prefetto Anna Manganelli– che reggeva le sorti dell’ Ente, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale nel maggio del 2018 per la mancata approvazione del bilancio; piano di risanamento pluriennale (n.d.r. con durata di 20 anni e quota di ammortamento annua, pari 1660 euro da inserire nel capitolo delle spese correnti in bilancio ) per fronteggiare il disavanzo di 33 milioni, emerso dal rendiconto del 2017. E  contestualmente con l’approvazione della delibera del 5 maggio del 2019 per il  rendiconto del 2018, si registrava il miglioramento della situazione contabile, in relazione all’operatività del piano di riequilibrio, con il disavanzo calato da 33 milioni a 28 mila euro circa.

Non attendibile il Piano di riequilibrio per il predissesto

Previsioni erronee e tempi lunghi

Tra gli elementi caratterizzanti il ricorso per l’annullamento di tutti gli atti preordinati alla dichiarazione del dissesto si colloca in modo marcato il piano di riequilibrio correlato alla delibera di approvazione del predissesto, adottata con i poteri commissariali dal prefetto Manganelli per il risanamento economico e finanziario dell’ Ente con durata pluriennale; delibera di predissesto che doveva essere revocata- secondo la tesi dei ricorrenti con interessi difesi dagli avvocati Andrea Abbamonte e Olimpia Napolitano che si sono avvalsi della consulenza del professore Nicola Quirino, docente alla Luiss “Guido Carli” di Roma- prima di procedere alla dichiarazione di dissesto. Una revoca mancata- secondo il ricorso- che avrebbe generato una situazione di confusione tra la praticabilità del piano di riequilibrio e i percorsi conseguenti alla dichiarazione di dissesto.   

Nulla di tutto ciò sul punto, per il quale la sentenza,invece, è netta e chiara. E vale farne diretta menzione, eccola. “L’approvazione della delibera sul dissesto non doveva essere preceduta dalla delibera di revoca del pre- dissesto, rappresentando una determinazione vincolata e ineludibile, una volta acclarato lo stato di decozione finanziaria ( n.d.r. decozione è il brutto il termine di gergo che corrisponde all’ incapacità funzionale) dell’Ente”. Si colloca in questa situazione la sequenza delle previsioni erronee che per se stesse svuotano e vanificano gli obiettivi del piano di risanamento predissesto. Sono- si sottolinea- le previsioni  di entrate prive di fondamento, di cui danno testimonianza diretta le attestazioni dei dirigenti di settore dell’amministrazione, nonché l’entità dei debiti dell’Ente di piazza Duomo per contenziosi pregressi che supera quella indicata nel piano di ri-equilibrio. Un quadro di negatività, in cui s’innesta l’impossibilità di procedere all’incremento del gettito erariale che è già al massimo a carico dei cittadini, responsabilmente rispettosi della legalità fiscale e tributaria  verso lo Stato, la Regione, la Città metropolitana e l’ EnteComune.

La sentenza va oltre- e le ricomprende,ovviamente- le previsioni erronee del piano di riequilibrio, eccependone e contestandone la lunga durata negli anni, con tutti i vincoli e condizionamenti che ne derivano. “Di fronte all’impossibilità di risanare strutturalmente l’Ente in disavanzo, la procedura del pre -dissesto non può essere procrastinata  in modo irragionevole, dovendosi necessariamente porre una cesura con il passato, così da consentire ai nuovi amministratori di svolgere il loro mandato senza gravose eredità”. Come per dire, via libera al default, fissando la linea di discrimine tra la realtà di  ieri mal gestita o gestita con superficialità, e quella presente rispetto  alla quale gli  amministratori sono chiamati a porre in atto capacità di buon governo nella trasparenza con i bilanci in regola, rispettando il mandato conferito dai cittadini. 

Partita chiusa con la sentenza del Tar di Napoli? Interrogativo d’obbligo, con risposta negativa quale reazione immediata dei ricorrenti, che hanno annunciato la presentazione di un altro gravame al Consiglio di Stato, per far valere le loro istanze che, per quel che si comprende, ruotano sulla validità del piano di risanamento predissesto. Una scelta del tutto comprensibile e certamente legittima, senza alcun dubbio. Resta, tuttavia, il punto di domanda su quale possa essere il ritorno in positivo per i cittadini, il cui notevole carico fiscale- il più alto nell’intera area intercomunale-  è destinato, però, a restare inalterato ancora a lungo.

Di certo, quale che siano gli sviluppi della vicenda, a Palazzo di città c’è solo da ben programmare e fare, non sono ammissibili passi falsi. Una prospettiva di percorso  lineare, a cui guarda il sindaco  Gaetano Minieri.

di Geo

Verso i colloqui che inizieranno mercoledì. Esami di Maturità, in edizione speciale e con innovativi elementi di prospettiva

Dell’argomento da trattare e sviluppare in elaborato scritto– focalizzando e analizzando i contenuti degli allegati documenti e brani di opere, coerenti con le Discipline curriculari caratterizzanti il corso di studio-  “maturande” e “maturandi” hanno avuto diretta e personale conoscenza in via telematica il primo giugno, quale vero e proprio atto preliminare per gli Esami di Maturità in versione inedita e semplificata per l’osservanza delle disposizioni di sicurezza personale e sociale per il contenimento e il contrasto al Covid19; argomento  messo a punto dai docenti delle Discipline caratterizzanti il corso di studio, connotato nell’anno appena concluso dall’insegnamento a distanza e dalla didattica d’emergenza, con il pit-stop trimestrale imposto proprio dall’emergenza sanitaria del Corona virus.

E sarà il filo conduttore dell’elaborato scritto in formato Pdf  articolato in cinque cartelle al massimo e con margini larghi, il cui di termine di trasmissione in via telematica agli Istituti è scaduto nell’odierna giornata del 13 giugno– a segnare l’apertura dei colloqui, che, secondo il calendario a gruppi fissato dalle commissioni, scandiranno, per la durata di almeno un’ora, gli Esami, ad iniziare da mercoledì, 17 giugno. Un impegno in maxi-orale, essendo state  rimosse le prove scritte d’Italiano e sulle Discipline d’indirizzo dei corsi di studio.

Lo schema dei colloqui

E sulla scelta  della tematica dell’elaborato scritto, i docenti hanno potuto assegnare a ciascun candidato un argomento diverso, o assegnare a tutti o a un gruppo di candidati lo stesso argomento. Un’innovativa variabilità di scelta stimolante e ben significativa nell’approccio alla prova da affrontare. In sostanza- e nella presente nota si fa riferimento agli Esami di Maturità nei Licei classici– l’elaborato, il cui impianto fa da base dell’incipit del colloquio, contempla l’analisi contenutistica e il commento dei testi di autori di Letteratura Greca e Latina proposti, con la contestualizzazione comparativa tra i testi stessi e l’eventuale ampliamento discorsivo con riferimento ad altre opere degli stessi autori. Il fattore che corrobora e avvalora l’analisi contenutistica e il commento dei testi degli autori classici vagliati, è  formato dalla loro attualizzazione, quale rappresentazione della  dimensione sincronica dei valori universali della cultura e dell’umano incivilimento, per i quali il presente è generato dall’antico che irradia conoscenze e saperi, proiettandosi nel futuro; una dimensione, che permette di cogliere la capacità sia di elaborazione originale e personalizzata che di attitudine al pensiero critico acquisita  dalle candidate e dei candidati.

Alla trattazione dell’elaborato, seguirà l’analisi del testo di un autore di Letteratura italiana, la cui poetica ed opere sono state studiate nell’ultimo anno di corso, alla luce degli atti contenuti nello specifico Documento di programmazione presentato dai Consigli dei docenti di classe. Di qui deriverà il passaggio alla discussione interdisciplinare su argomenti assegnati che costituisce il cuore degli Esami, con l’approdo alla presentazione che  “maturande” e “maturandi” sono chiamati a proporre in forma multimediale o con relazione   sui Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento -il Pcto- seguiti e che corrispondono all’ex modalità dell’Alternanza ScuolaLavoro. Le istanze e le attività di cittadinanza attiva svolte, declinandole nella conoscenza dei principi della Carta costituzionale, ai quali è ancorato lo Stato repubblicano della democrazia liberale e plurale, chiuderanno il cerchio dei colloqui.

La Scuola dei meriti presidio di crescita civile

E’ un percorso da maxiorale che, nella contingenza imposta dall’eccezionalità della pandemia in atto, rappresenta il meglio delle possibilità praticabili. E’ il meglio– va evidenziato- in cui si ritrova la Scuola, intesa come sistema, in tutte le sue articolazioni sia di personale docente e non-docente, sia di organizzazione, ch’è stata in grado di esprimere un proficuo patrimonio di virtù collettiva, accelerando, per lo più, l’esercizio delle modalità della didattica a distanza, che fa dilatare e arricchire di valori e stimoli formativi quegli orizzonti della didattica in presenza  che si disegnano e attuano soltanto vivendo le sociali interazioni delle comunità di classe reali.

E’ l’integrazione, quella della possibile didattica a distanza, specie quando si realizza in pieno, e quella della necessaria e fondamentale didattica in presenza, può concorrere ad elevare la qualità del servizioScuola, presidio di crescita civile. Le opportunità che si prospettano in questa direzione sono davvero tante. E vanno interpretate e recepite, per dispiegarle nella loro positività. La Società ha bisogno di una Scuola seria in grado di valorizzare nei meriti per conoscenze e competenze le giovani generazioni.

di Geo

Napoli. Buon compleanno Federico II, premiate le giovani eccellenze: il sistema universitario volano di progresso culturale e civile, al centro dell’intervento del Ministro Gaetano Manfredi

Nelle passate edizioni, la festosa cerimonia del Buon compleanno della Federiciana instaurata nel 2015 per la volontà del Rettore pro tempore, Gaetano Manfredi– si è dipanata con applauditi spettacoli d’arte musicale e manifestazioni di varia e stimolante umanità proprio  nei luoghi e contesti federiciani per antonomasia, come per focalizzare la stretta e forte correlazione che lega profondamente  Napoli e la “suaUniversità; un evento da vivere pienamente quale modalità di riconoscimento e d’identità per le generazioni che frequentano l’una e l’altra- e le hanno frequentate negli anni giovanili- per la loro formazione culturale e professionale per l’attivo inserimento nella società. Una bella consuetudine d’incontro e di vicinanza open air, che, tuttavia, per le disposizioni di sicurezza e distanza sociale in materia anti Covid19, non è stato possibile osservare  nella ricorrenza del 796 anniversario dell’istituzione di quella ch’è una delle più antiche e prestigiose Università d’Europa e del mondo occidentale, la cui fondazione, sancita il 5 giugno del 1224,  costituisce uno degli atti più significativi di Federico II, lo Stupor mundi sia per la ricchezza  e  molteplicità degli interessi culturali con cui si connotava, da poliglotta qual era, sia per la laica visione della politica quale arte per il buon governo dei popoli.

Ed in tempi di didattica a distanza in modalità telematica – che in tutte le Università ha funzionato bene, anche per le sedute di laurea, mentre, con il superamento delle fasi emergenziali, si va ormai verso la normalità della didattica sia in presenza che in forma mista, integrando al meglio la modalità digitale e quella di presenza, a seconda delle esigenze degli Atenei– a far da sfondo alla cerimonia del Buon compleanno  2020 non poteva che essere l’Aula del Senato accademico, con il Rettore, Arturo De Vivo, a rendere gli onori di ospitalità e di coordinamento. Un’ambientazione simbolica, che nulla ha tolto all’atmosfera vissuta nelle precedenti edizioni, segnandola con un tocco di maggiore raccoglimento e soprattutto di maggiore consapevolezza verso le dure contingenze che si vivono nel mondo per effetto del Covid19 e che richiedono un impegno collettivo di responsabilità condivisa, per superarle nelle cause, genesi ed effetti, concorrendo a costruire un mondo migliore e vivibile.

 Cuore dell’evento, la premiazione di sessantasei giovani– numero raddoppiato rispetto allo scorso anno, con il conferimento dell’assegno di 500 euro- per l’impegno che profondono nella loro formazione e nel campo della ricerca da vere e proprie eccellenze che onorano la Federiciana. Un riconoscimento dovuto e doveroso, per dare spazio e rilevanza ai merito reali con cui la cultura e il lavoro veicolano e alimentano la crescita civile della società negli scenari del Terzo Millennio. Un tema focalizzato da Gaetano Manfredi, ministro dell’Università e della Ricerca,ch’è di … casa nella Federiciana, di cui è stato Rettore, presiedendo, al contempo, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

“ E’ stato emozionante- ha dichiarato- festeggiare il 796° anniversario dell’Università degli studi di Napoli Federico II, Ateneo al quale sono particolarmente legato per la mia esperienza, prima da studente e poi da accademico. E’ stata un’occasione di riflessione sul valore dell’Università e sul suo ruolo nella società. Ci attende un futuro di grandi cambiamenti e il mondo universitario ha la responsabilità di diventare con sempre maggiore incisività il motore del progresso, tanto in campo scientifico quanto in ambito umanistico, affidandosi ad una visione basata sul merito, capace di dare spazio alle competenze e risposte concrete alle nuove esigenze della società”.  

Ed ecco l’elenco delle giovani eccellenze premiate.

DI VECE CAMILLA SCIENZE GASTRONOMICHE MEDITERRANEE AGRARIA DIPARTIMENTO DI AGRARIA Agrartia Medicina Vet
CONTE MARCELLA SCIENZE E TECNOLOGIE AGRARIE AGRARIA DIPARTIMENTO DI AGRARIA Agrartia Medicina Vet
CRISTOFARO BRIGIDA SCIENZE E TECNOLOGIE DELLE PRODUZIONI ANIMALI MEDICINA VETERINARIA DIPARTIMENTO DI MEDICINA VETERINARIA E PRODUZIONI ANIMALI Agrartia Medicina Vet
GRIMALDI CHIARA TECNOLOGIE DELLE PRODUZIONI ANIMALI MEDICINA VETERINARIA DIPARTIMENTO DI MEDICINA VETERINARIA E PRODUZIONI ANIMALI Agrartia Medicina Vet
IMBO’ LORENZO EMILIANO SCIENZE ERBORISTICHE FARMACIA DIPARTIMENTO DI FARMACIA Medicina e Chirurgia
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di Geo

Napoli. 796 anni di cultura viva per una storia che continua… “Buon compleanno Federico II”, si premiano 66 giovani eccellenze. Partecipa Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca

E’ stata istituita il 5 giugno del 1224, per la ferma volontà di Federico II– precursore nell’età medievale delle visioni della modernità e delle interazioni delle culture senza frontiere- l’Università degli Studi, che s’intitola alla sua memoria. Un itinerario che corre lungo 796 anni ben portati di cultura viva che viene irradiata da Napoli, promuovendo la circolazione delle idee e la formazione delle professioni per una storia che continua. Una storia che colloca l’ Ateneo federiciano  nel ristretto numero delle Università più antiche e prestigiose d’ Europa e dell’Occidente, per proiettarlo negli scenari della società mondializzata del Terzo Millennio con una fisionomia di alto profilo per la didattica e la ricerca. Una proiezione di cui sono eloquenti e ragguardevoli testimonianze il Polo scientifico operante a pieno regime da qualche anno a San Giovanni a Teduccio e la Scuola di formazione superiore, con i corsi iniziati nel novembre dello scorso anno. Due realtà di studio, ricerca, innovazione e formazione, nei cui orizzonti è scritto il futuro delle giovani generazioni; due realtà che attestano quale sia stato -ed è- il senso della lungimiranza della governance che caratterizza l’Ateneo napoletano.

Per la Federiciana, quella odierna, è la speciale giornata del “Buon compleanno”, che, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dai decreti anti Covid-19, sarà possibile seguire con le modalità della piattaforma Youtoube, ad iniziare dalle ore 11,30. Un appuntamento, a cui parteciperà il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi. Ed è un … ritorno in casa, per Manfredi, che nel corso del suo operoso Rettorato ha istituito  l’ eventoBuon compleanno Federico II, quale momento d’incontro intergenerazionale e d’identificazione per i valori e il patrimonio etico-civile che lo storico Ateneo rappresenta nella società italiana ed europea; valori e patrimonio, di cui è sintesi l’iscrizione che campeggia sul frontone del complesso che s’affaccia su corso Umberto I – il Rettifilo- Ad scientiarum haustum et seminarium doctrinarum…. Alla fonte delle scienze e al seminario delle dottrine.

Il top del Buon compleanno sarà vissuto nell’Aula del Senato dell’Ateneo con la cerimonia di premiazione di sessantasei giovani particolarmente meritevoli nell’impegno di studio e ricerca scientifica nel corso dell’anno accademico, con la gratificazione di un assegno di 500 euro. Motivazioni e nomi delle giovani eccellenze saranno presentati da Luigi Califano, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, Giuseppe Cringoli, presidente della Scuola di Agraria e medicina veterinaria, Marco d’Ischia, presidente della Scuola politecnica  di Scienze di base, Andrea Mazzucchi, presidente della Scuola di Scienze umane e sociali.

Da evidenziare che il Buon compleanno, edizione 2019,  coincise con gli interventi ben realizzati e promossi dalla Federiciana in ordine al restauro di un tratto delle mura greche della Napoli del V secolo a.C.  “ Un programma di scavi proseguito- sottolinea il Rettore, Arturo De Vivo– portando alla luce tracce ancora più estese di quelle mura nell’insula di Mezzocannone”.

di Geo

Nola. Minieri-bis, largo riassetto in Giunta per il dopo – Corona virus

Cambiamento radicale, nella configurazione della Giunta comunale disegnata e messa a punto dal sindaco Gaetano Minieri, dopo la revoca delle dimissioni che aveva rassegnato il 12 maggio e formalizzata alla vigilia della scadenza del termine dei canonici 20 giorni, prima che diventassero irrevocabili, determinando con largo anticipo la conclusione del ciclo amministrativo  apertosi, di fatto, a luglio del 2019. E’ il cambiamento, che rispecchia il ritrovato equilibrio tra le componenti della coalizione maggioritaria, per rapportarsi con quello che viene prospettato e rivendicato genericamente quale profilo di rappresentanza politica aderente agli orientamenti delle stesse componenti, che oscillano da quelle di matrice civica a quelle di centro-sinistra, superando e… rimuovendo il profilo cosiddetto tecnico assunto dalla prima versione della Giunta, con figure provenienti dalla società civile e dall’esercizio delle professioni, restata in carica per undici mesi. E non si possono ritenere affatto estranei nel passaggio – per quanto programmato e… annunciato già a dicembre scorso – dall’uno all’altro profilo della Giunta, i determinanti impulsi di accelerazione innescati  dagli appuntamenti elettorali in dirittura d’arrivo tra settembre e dicembre. E quella di Nola, città media di sicura rilevanza,  è una piazza elettorale che ha sempre esercitato un peso specifico marcato negli equilibri politici dell’area metropolitana di Napoli. Una realtà, quella del contesto bruniano, il cui governo politico ed amministrativo ha una valenza di notevole portata nell’orientare consensi e scelte, specie per il voto del rinnovo del Consiglio regionale della Campania, su un territorio in cui si fronteggeranno candidature forti sia di  consiglieri uscenti che di “new entries” nella corsa elettorale, per conquistare  seggi di rappresentanza nell’assemblea del Centro direzionale partenopeo.

Di certo, la “lettura” del senso del cambiamento profondo impresso alla Giunta del dopo Corona virus in ragione delle scelte compiute dal “primo cittadino”, alla luce delle trattative sviluppate per uscire dall’impasse della crisi, si ritrova nella conferma dell’avvocato Ruggiero Iovino, con le delega per gli affari generali dell’Ente di piazza Duomo, e della dottoressa Elvira Caccavale, con delega all’annona e sport. Sono gli unici assessori confermati del Minieri prima edizione, per uno schema di organigramma che si prospetta, come di seguito: Ferdinando Giampietro (Più Nola), con delega per l’urbanistica, i beni culturali e la pubblica istruzione; Angelo Siano (Uniti per Nola), con delega per i lavori pubblici; Francesca Giglio (Uniti per Nola), con delega per il bilancio; Francesco Pizzella (Nola democratica) con delega per le politiche ambientali; Berenice Candela (Nola democratica), con delega per le politiche sociali.

Tratto caratterizzante del Minieribis, è la presenza degli architetti. Sono Ferdinando Giampietro – la novità nell’agone politico cittadino, con un significativo back ground nella promozione delle attività sociali per il territorio – Francesco Pizzella e Angelo Siano, amministratori di lungo corso, approdati al quinto mandato consiliare. Pizzella, attivamente interessato alla risoluzione delle problematiche ambientali, è stato anche presidente del Consiglio comunale, con esperienze maturate nella rappresentanza dell’Udc, mentre Siano è stato tra i più attivi rappresentanti e promotori di Forza Italia in città, fin dagli anni ’90. Due assessori rappresentano l’avvocatura, sono Berenice Candela e Ruggiero Iovino; dottoressa commercialista di considerevole esperienza professionale è poi Francesca Giglio. Con Gaetano Minieri – novità in assoluto – per la prima volta sindaco della città è un ingegnereimprenditore. E nelle funzioni di sindaco e podestà, dall’Unità nazionale ad oggi, in città si sono alternati avvocati, in lunga schiera, e medici. Tra gli anni ’ 80, ’90 e il primo decennio del 2000 ancora notevole è stata la partecipazione dei medici alla vita politica ed amministrativa, espressa da Franco Ambrosio, Ferdinando Avella, Peppino Serpico e Felice Napolitano. E hanno guidato l’amministrazione comunale con chiarezza di idee sia Ambrosio che Serpico e Napolitano …. incontrando, però, ostacoli e pietre d’inciampo di vario genere, all’interno degli antagonismi fini a se stessi, generati dalla… città.

 Ma questo è un altro discorso… sulle occasioni perse da Nola

di Geo

Nola. Minieri revoca le dimissioni, scelta di responsabilità politica. Obiettivi programmazione e rilancio dell’amministrazione, primo step il bilancio

Due segnali erano apparsi evidenti nel far risaltare l’ormai maturata decisione – avvalorata e caldeggiata dai tanti attestati di stima e solidarietà avuti da cittadini e rappresentanze di partiti e associazioni in questi  giorni- a cui era approdato l’ingegnere Gaetano Minieri, ma senza manifestarla, in ordine alla revoca delle dimissioni rassegnate il 12 maggio dall’esercizio delle funzioni di sindaco; decisione confermata e formalmente resa ufficiale dal sindaco …. eletto per la seconda volta, come ha sottolineato, nella conferenza-stampa svoltasi nell’odierna tarda mattinata a Palazzo di città.

Il primo segnale era stato lanciato da Minieri, nelle puntuali e convincenti riflessioni sviluppate il 30 maggio nel format telematico di ampio respiro- articolato e arricchito per la qualità dei contenuti dagli interventi focalizzati da Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca, Sebastiano Maffettone, Michele Ciliberto, Arturo De Vivo e Giovanni Lo Storto– per la presentazione ufficiale del nuovo corso della Fondazione  Parco Letterario Giordano Bruno, assicurando non solo il pieno sostegno dell’ Ente di piazza Duomo all’importante iniziativa nel quadro delle politiche culturali della città, ma rendendo anche disponibile quale sede di rappresentanza e degli uffici della Fondazione,  gli accoglienti spazi e ambienti dell’ex-Convento restaurato del Santo Spirito, in via Merliano; l’altro segnale, contestuale, era stato espresso dalla sottoscrizione dell’ordinanza di ri-apertura  al pubblico del secolare e monumentale complesso arboreo e naturalistico della Villa comunale, a far data da ieri- domenica 31 maggio- nel rispetto delle prescrizioni dei decreti anti Covid19.

Due segnali  che facevano da “cartina di tornasole” della raggiunta ri-composizione degli equilibri e delle intese nei gruppi politici della coalizione maggioritaria civica, con prevalenza della componente di centro-sinistra; ri-composizione, mirata a superare la solitudine, denunciata da Minieri nel rassegnare le dimissioni, a fronte delle problematiche amministrative, in cui si è venuto a trovare specie nel corso della prima fase dell’emergenza sanitaria del Corona virus. E, tuttavia, l’esito della ricomposizione sarà “leggibile” solo alla luce della formazione del nuovo organigramma di Giunta, il cui profilo sarà più politico, inteso come diretta espressione dei gruppi di maggioranza, che “tecnico”con minori vincoli di rappresentanza, come quello che fu varato a luglio dello scorso anno. Un cambiamento annunciato da Minieri, evidenziando che la nuova Giunta …”sarà a trazione politica maggiore …..ma io avrò sempre i consigli degli assessori che avevo nominato. Avevo chiesto loro dei compiti,hanno superato la mia fiducia. Li ringrazio”. Chi sostituirà … chi, non è dato ancora di conoscere, considerato che c’è da osservare anche il principio della parità di genere nella rappresentanza. Ma non dovrebbe questo dato costituire, una particolare difficoltà, meno  che meno un rompicapo com’è avvenuto nel passato.

Di certo, la città deve essere amministrata con spirito di servizio e dedizione, non sono ammessi né particolarismi, né litigiosità miserevoli e miserande, né interessi di parte fini a se stessi a pregiudizio e danno del bene comune. La revoca delle dimissioni, formalizzata da Minieri costituisce un atto di responsabilità politica verso Nola; un atto di responsabilità, che chiama in causa l’intera compagine consiliare, anche e soprattutto nell’articolazione dialettica di ruoli e funzioni tra maggioranza e minoranza. Un’incisiva, costruttiva ed efficace minoranza …. può essere   buona amministratrice, nell’interpretare con coerenza il mandato conferito dall’elettorato. D’altro canto, un  nuovo commissariamento, dopo una gestione amministrativa di appena undici mesi, successivi ad un altro anno di commissariamento, sarebbe stata per la cittadinanza una vera e propria iattura sociale e politica accentuando la gravità della situazione economica, in cui versa l’ Ente di piazza Duomo, che ad agosto ha dichiarato la stato di dissesto finanziario, afflitto da un pesante stato d’indebitamento e soprattutto dal fenomeno dell’evasione \ elusione di tributi locali, specie per la tariffa dei servizi igienici e ambientali.

E su questo versante, si colloca già il primo, severo ed impegnativo banco di prova, che la maggioranza consiliare è chiamata ad affrontare, qual è il varo del bilancio con il correlato documento unico di programmazione, così come sarà proposto dalla Giunta. Un passaggio delicato e complesso per le pesanti criticità, con cui l’Ente di piazza Duomo deve misurarsi e che non permettono particolari scelte discrezionali e su cui vigilano i componenti dell’Organismo straordinario di liquidazione; criticità acuite dalle emergenze sanitarie e socio-economiche, generate dagli effetti di Covid19, con la generalità delle attività  delle piccole e medie imprese quasi ferme, se non del tutte ferme in  città. E che siano stati erogati dal competente assessorato alle politiche sociali voucher per la spesa alimentare pari al valore di circa 300 mila euro, la dice lunga sullo stato di sofferenza che vivono le famiglie in città. Una situazione che si ritrova identica ed uguale in tanti altri contesti, con gli Enti locali in pesante affanno, tanto più  se in dissesto. Ed è nota la massima condizione di difficoltà di tutti gli Enti locali, per i quali garantire l’erogazione dei servizi essenziali diventa sempre più problematica. Non a caso rivendicano trasferimenti dallo Stato per almeno complessivi tre miliardi, comne attesta il documento delle Città metropolitane, dal Nord al Sud. 

Sotto questo aspetto, non a caso il sindaco Minieri ha marcato fortemente l’impegno che è chiamata ad assolvere l’amministrazione comunale, sia rispetto alle famiglie, sia rispetto alle piccole e medie imprese. L’impegno di vicinanza e condivisione per le esigenze micro-economiche e macro-economiche della città e del territorio, incluso il distretto CisInterportoVulcano buono è dovere- sostiene Minieri– dell’amministrazione che sia in grado di tener fede al contratto politico sottoscritto con la città, con il voto di primo turno e il ballottaggio di giugno dello scorso anno.

di Geo

Maggio dei Monumenti, all’insegna del pensiero di Giordano Bruno: film, streaming e immagini sulle facciate dei palazzi a San Giovanni a Teduccio

Da nessun limite costretto è  un’espressione di Giordano Bruno …. e fa da stimolante e seducente logo della chiave ispiratrice e identificativa  del progetto di spiccata valenza sociale, messo a punto dai giovani della Compagnia Napoli Est Teatro ed articolato in tre sessioni serali nell’ambito delle iniziative per il Maggio dei Monumenti organizzato dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli ed  approdato alla XXVI edizione,  vivendo dal 2 maggio in versione on line, in correlazione con le note misure e disposizioni in ordine ai decreti per l’anti Covid19. Un’edizione, quella in corso, interamente dedicata alla diffusione e conoscenza del pensiero e delle opere proprio di Giordano Bruno, mentre il progetto di Napoli est teatro è interamente ambientato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale della città partenopea, scandito dalle sessioni programmate che si possono seguire sulla pagine facebook dell’Assessorato e sulle … facciate dei palazzi del popoloso quartiere.

Lo start del progetto nell’odierna serata con inizio alle ore 20,30 sarà dato dalla proiezione – sulla facciata di uno dei palazzi del popoloso quartiere- del film “Giordano Bruno”, la celebre opera cinematografica del 1973, interpretata da Gian Maria Volontè per la regia di Giuliano Montaldo; opera che costituisce la rigorosa e documentata ricostruzione della cupa e drammatica vicenda culminata nella condanna al rogo di Campo de’ Fiori, inflitta per eresia dall’Inquisizione  al Nolano.

La sessione della serata di domani- martedì- è affidata alla diretta in streaming, con l’intervento di Michele Ciliberto, tra i maggiori studiosi e più perspicaci interpreti  delle opere di Giordano Bruno. Tema della conversazione, “Il sapiente furore”per un percorso di ampio respiro, con cui Ciliberto marcherà e rappresenterà  la dimensione della modernità che pervade le opere del Nolano, coniugando Scienza, Teologia e Filosofia con il valore sommo della Libertà del pensiero.

La sessione di mercoledì – sempre alle ore 20,30– sarà animata sulle facciate dei palazzi di San Giovanni a Teduccio con la proiezione delle immagini del ciclo pittorico, intitolato “Giordano Bruno, vita rilucente” e realizzato da Roberta Pugno, originaria di Bolzano, raffinata artista di valore nazionale internazionale per la qualità espressiva del linguaggio dei colori ed acuta conoscitrice dei testi bruniani, negli intrecci tra Filosofia, Storia,Letteratura e Antropologia.

Nei tempi sospesi del Corona virus  l’iniziativa dei giovani di Nest corrisponde a forme espressive diverse e distinte da quelle del teatro, a cui si dedicano con passione e importanti riscontri. Ma è di pari valore e rilevanza per la testimonianza resa alla circolazione delle idee che va sempre favorita, promossa e sostenuta.

di Geo

Avella. Il trionfo del virtuale, decine di migliaia di like: La Grande piazza del web fa vivere la Festa dei libri e dei fumetti, testi in Cento parole, collage fotografici, video e il racconto del Covid-19

L’operazione culturale promossa da “La Piccola cometa Alessia Bellofatto”,, in collaborazione con la Pro Loco Abella-Gruppo archeologico Amdeo Maiuri, e la Mela, attiva promotrice della cultura teatrale sul territorio.

Sono composite per contenuti e variegate per i pregi grafici e le eleganti illustrazioni, le pagine dei social e del web che nella ricca e multiforme trama del virtuale fanno pulsare e vivere in speciale e insolita versione la  Festa dei libri e dei fumetti, indetta e promossa  dall’associazione “La Piccola cometa Alessia Bellofatto”, in collaborazione con l’associazione “Le ali della vita”, la Pro Loco Abella- Gruppo archeologico Amedeo Maiuri e la Mela, attiva associazione promotrice della cultura teatrale sul territorio, con la direzione artistica di Antonietta Gnerre, poetessa e giornalista. Una scelta di progetto con l’appello lanciato alcuni mesi fa, per dare continuità all’ormai tradizionale ed atteso appuntamento d’interesse sociale e culturale che in città coincide con l’arrivo della primavera e , al contempo, per la responsabile e doverosa osservanza delle disposizioni e modalità generali imposte dallo stato di emergenza sanitaria per la prevenzione e il contrasto del Covid19 che hanno reso inaccessibili al pubblico di occasioni di gran richiamo come l’evento sotto i riflettori il Salotto di piazza Convento con i suoi bei lecci, l’accogliente Teatro  comunaleDomenico Biancardi” e gli ambulacri dalle stupende volte ed archi  del Chiostro del magnifico complesso conventuale dei Frati Minori, come dire gli spaziagorà  dell’antico centro urbano attraversato dal decumanus maximus dedicati all’originale kermesse nelle cinque edizioni andate  in scena con crescente partecipazione di pubblico fino a maggio scorso.

Una scelta imposta, quella per l’edizione-2020, che ha trasformato la Festa dei libri e dei fumetti in una vera e propria Piazza virtuale, adottando la formula di cambiamento … in corsa, rivelatasi di sicuro interesse e con alti indici di frequentazione, come attestano le decine di migliaia di like  che si vengono registrando di giorno in giorno, consegnando lusinghieri e stimolanti riconoscimenti di consenso per le produzioni pubblicate, tanto da superare ogni più rosea e ben promettente aspettativa che  potessero immaginare gli stessi promotori dell’importante iniziativa che onora Avella e il territorio.

E’ una Piazza,  quella ancorata al sito www.alessiabellofatto.altervista.org, che non esibisce la presenza fisica di allineati banchi espositivi distinti per generi di libri e fumetti, aree riservate a convegni su tematiche d’attualità, Mostre d’arte varia, spettacoli canori e musicali,  degustazioni di tipicità dolciarie e culinarie del territorio, per svilupparsi e dilatarsi, invece, in una straordinaria virtuale ambientazione, tutta da leggere,osservare ed ammirare nei tasselli intessuti  da composizioni poetiche, racconti e saggi brevi, preghiere, da contenere in cento parole, che rappresentano un dettaglio puramente orientativo, per nulla contabile e restrittivo del pensare e sentire.  E senza dire dei collage fotografici, tra cui spicca quello intitolato Luce su Roma -messo a punto in bianco e nero da Rino Bianchi e Gabriel Bernard in schietto linguaggio neo realistico- che racconta l’Urbe con i suoi quartieri popolari prima del Covid-19, perennemente indaffarata con se stessa, ma ben calata nel millenario disincanto da trasognata cosmopolita, e del durante  Covid-19 desolata e in clausura, quasi in  fuga da sé stessa.  Un modo, per onorare al meglio il ricordo di Alessia Bellofatto,  poliedrica artista e poetessa scomparsa dieci anni fa. Era appena diciassettenne ….

Sotto tutti gli aspetti,è davvero un Grande laboratorio per scrittura curata e di qualità,  presentandosi in sorprendente ed ammirevole emersione, con l’effetto speciale di aver reso la Festa dei libri e dei fumetti …. altra da sé rispetto al canone tradizionale e finora praticato; un  Grande laboratorio originale e attrattivo, connotato spesso da freschezza di pensieri e sentimenti a tema libero, con chiave ispiratrice predominante fornita, tuttavia, dalla “lettura” con cui  le autrici e gli autori dei testi esposti nella Piazza virtuale interpretano e rappresentano le inquietanti sfaccettature  della pandemia del corona virus che viene interpellando l’umanità, sotto tutte le latitudini, facendole riscoprire limiti e fragilità, ma anche e soprattutto l’importanza dei valori della civile e amorevole convivenza, a fronte della quale gli egoismi, la ricchezza materiale e l’arroganza del potere sono la negazione del vivere. Il nulla.

E  dalla  Piazza virtuale del Grande laboratorio di scrittura animato da autori e autrici, di tutte le età con le più disparate esperienze di vita nel mondo del lavoro e delle professioni, nell’ambito della scuola, della comunicazione, oltre che del clero e delle suore arriva il simbolico primo format, l’Antologia telematica, mentre si vara il secondo format, in cui alla scrittura e ai collage fotografici, si accompagnano video,  con montaggio curato da Felice D’Anna. Un’operazione culturale, a cui sovrintende con cura e passione unica, Saverio Bellofatto, eclettico per l’impegno che profonde nelle iniziative  sociali e con bella vena per la grafica editoriale, di cui Froggy, il pregiato magazine de “La Piccola cometa” che cura direttamente così come il format antologico varato e quello in allestimento danno eloquente testimonianza. 

E’ la Piazza virtuale, da cui è già scattata la maratona on line, in cui competono e concorrono i ragazzi e le ragazze di tutte le Scuole del territorio, della Bassa Irpinia e dell’ Area nolana  con poesie, disegni, racconti, video-clip sui temi della salvaguardia dell’ambiente e sull’importanza della biodiversità naturale e delle specie viventi. EE’ la maratona che annuncia e dà forma alla Festa Live, in agenda dall’ 1 al 4 ottobre  nel Convento dei Frati Minori.  

Occhio, intanto,alla sequenza di alcuni saggi dell’ operazione-Grande piazza virtuale, incluso il video di cui è protagonista Luca De Prisco, il giovane compositore originario di Gesualdo, fisarmonicista di grande classe, protagonista di Festival nazionali e  internazionali all’insegna della Musica classica  e delle suggestioni della polifonia che affascina e rasserena.

E’ la Piazza virtuale, da cui è già partita la maratona on line che sta coinvolgendo  gli studenti delle Scuole del territorio sui grandi temi della salvaguardia dell’ambiente, con poesie, racconti, video-clip e disegni che daranno forma e giostre di attrazioni all Festa Live che è in programma dall’ 1 al 4 ottobre nel Convento dei Frati minori … confidando nella ritrovata normalità con il Corona virus debellato!

di Geo

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