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De Mita presenta il Movimento dei Popolari, a Soveria Mannelli

Etica della Politica e delle Istituzioni nel quadro delle lezioni della quindicesima edizione del corso dell’ Università dEstate, promosso nell’ambito delle iniziative “Essere a Soveria Mannelli”, in provincia di Catanzaro, con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Tema ispiratore, “LItalia capovolta, prove tecniche di futuro”.

Il corso, che costituisce uno dei più interessanti eventi di valenza e richiamo culturale nel panorama meridionale, sarà aperto in serata- lunedì, 19 agosto- da Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Argomento sotto analisi, L’Italia che vogliamo. Giovedì –22 agosto- focus su “Il rito ambrosiano”, con relazione di Roberto Maroni, Ministro dell’Interno  dal 1994 al 1995  e dal 2008 al 2011. Sabato – 24 agosto- “ Per il  Movimento dei popolari” sarà il  filo conduttore dell’intervento di Ciriaco De Mita, già segretario nazionale della Democrazia cristiana e Presidente del Consiglio dei ministri dal 1998 al 1999, attualmente sindaco di Nusco.

Gli appuntamenti del corso dell’Università dEstate sono fissati alle ore 18,00 nell’accogliente Biblioteca intitolata alla memoria di Michele Caligiuri che vanta una cospicua dotazione libraria e sviluppa importanti attività di animazione sociale e culturale. E va ricordato che Soveria Mannelli è la città, in cui opera la Casa editrice Rubbettino  con la storica casa editrice “Laterza” di Bari e  la Sellerio  di Palermo- condivide una consolidata dimensione nazionale per la varietà e qualità dei cataloghi che propone, soprattutto per la ricerca storiografica, la saggistica economica, socio-politica e meridionalista.

Le lezioni sono introdotte da Mario Caligiuri e Florindo Rubbettino, docenti, rispettivamente, nell’Università della Calabria e del Molise, gli indirizzi di saluto saranno dati dal sindaco Leonardo Sirianni.

di Geo

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Nola. Caso aperto, ma i tempi delle decisioni stringono

No alla dichiarazione di dissesto finanziario, la diffida sottoscritta da otto consiglieri della minoranza. Il deliberato della Giunta avallato dagli atti di valutazione preliminare della competente Commissione sarà allesame del Consiglio comunale convocato per il 26 agosto in un confronto che si annuncia complesso sul versante amministrativo e tecnicocontabile, a fronte delle criticità economico-finanziarie che nellimmediatezza gravano sullEnte di piazza Duomo.

…. i rappresentanti dellamministrazione comunale ad oggi  (e dopo oltre un anno dallinsediamento del commissario prefettizio) non sono in grado di riferire lammontare degli accertamenti notificati per l’anno 2013, e la ragione per cui, nel corso del 2019, non sono stati verificati gli accertamenti per i periodi successivinonostante durante lanno di commissariamento, sia stato affidatocon un incarico esterno, tale specifico compito”…..

nel caso di specie  non sono state poste in essere le azioni necessarie al recupero di risorse finanziarie già accertate ( ed altre facilmente accertabili) che, se attuate, com’è di dovere, determinerebbero con assoluta certezzalimpossibilità della dichiarazione di dissesto dellEnte a favore tutt’al più (e sempre che ne ricorrano le condizioni di legge)- dellalternativa procedura di riequilibrio di bilancio”…

…. “ lesistenza dei parametri fissati dalla legge per lattuazione della procedura di dissesto, deve sussistere unicamente con riferimento alla reale (e non artificiosa) situazione finanziaria dellEnte allattualità della dichiarazione di dissesto, essendo, tra laltro, inammissibile ogni previsione futuristica slegata  dal riscontro  dellesistenza dei medesimi (parametri) allattualità”….

Sono alcuni dei passaggi-chiave dell’atto di diffida, mirato a bloccare la procedura di dichiarazione di dissesto finanziario dell’ Ente di piazza Duomo, innescata dall’approvazione del relativo deliberato della Giunta comunale, approvato il 30 luglio; atto di diffida sottoscritto da otto consiglieri della minoranza, espressione della coalizione civica con prevalente matrice di centro-destra, Cinzia Trinchese, Carmine Coppedo, Raffaele Parisi, Giovanni Erasmo Carrella, Carmela Scala, Enzo De Lucia, Claudia Mauro e Giuseppina Arvonio. Destinatari dell’atto di diffida sono  i dirigenti dei due settori competenti – Finanziario e Bilancio\Tributi-  Fusco e Fattore, il sindaco Minieri, i componenti della Giunta e del civico consesso, nonché il presidente della commissione bilancio, Antonio De Lucia, il Collegio dei revisori dei conti e il Nucleo di valutazione dell’attività dell’Ente

Al centro del documento -alla cui sottoscrizione non si è associato l’altro consigliere di minoranza, il pentastellato Giuseppe Tudisco– figura la rappresentazione, giudicata tuttaltro che veridica e reale,  della situazione economica che dà motivazione e fa da supporto al deliberato della GiuntaMinieri per la proposta di dichiarazione di dissesto finanziario  dell’Ente di piazza Duomo; proposta, a sua volta,  vagliata in tre riunioni dalla Commissione ordinaria di bilancio, presieduta da Antonio De Lucia, con la conseguente formulazione del parere di valutazione favorevole. Due passaggi, le cui valenze saranno all’esame del civico consesso, convocato lunedì- 26 agosto, alle ore 10,00 –  per deliberare sugli argomenti all’ ordine del giorno, che contemplano lapprovazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio e dassestamento generale; la dichiarazione di dissesto finanziario; lesternalizzazione della fase coattiva di riscossione dei tributi comunali. E i provvedimenti che ne seguiranno, daranno l’impronta al ciclo amministrativo, aperto con il voto di ballottaggio dell’11 giugno ; ciclo, che non si annuncia, in ogni caso, agevole per vincoli, obblighi e condizioni da osservare che limitano il raggio d’azione politica e gestionale, elevando gli indici di fiscalità comunale che sono già oltremodo sostenuti.        

L’atto di diffida, in sostanza, non riconosce validità e legittimità all’intero percorso compiuto dalla Giunta, per deliberare la proposta di dichiarazione di dissesto; e, al contempo, sollecita, invece e in ordine alle loro competenze, i destinatari dell’ atto a dare  “attuazione agli strumenti previsti dalla legge al fine di procedere alla ricostruzione della reale situazione finanziaria dellEnte e, poi, alla conseguente verifica della sussistenza o meno dei presupposti per la dichiarazione di riequilibrio finanziario o dissesto dellEnte stesso ”. E’ un’inversione di rotta radicale, quella indicata, alla cui base, tra gli altri fattori enunciati, figura la mancanza di riscossione e accertamento dei tributi determinata dalla  carenza di personale dedicato, così come evidenziato a più riprese dai rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Come dire, se questo è il senso, che la mancanza di riscossione e di accertamento dei tributi – quale causa del dissesto, ed imputabile soprattutto alla carenza di personale- non fotografa una situazione  strutturalmente deficitaria e insanabile. Di qui le ragioni, per ricostruire ex novo la situazione, mettendo al posto giusto i tasselli della intricata vicenda. E’ un dato che, per quanto si voglia condividere, farebbe porre, tuttavia, il problema sia politico che in ambito dirigenziale amministrativo sulle ragioni per le quali non si sia provveduto nei tempi e modi adeguati a potenziare l’organico del personale dedicato, per evitare la mancata riscossione dei tributi, correlati agli specifici accertamenti. E va da sé che nella partita non c’è solo il capitolotributi, ma vanno collocati anche i capitoli del contenzioso giudiziario e dei debiti fuoribilancio, la cui portata s’è progressivamente “accresciuta” negli ultimi mesi, facendo cambiare il quadro di riferimento a cui è stata ancorata la proposta del Piano di riequilibrio, inteso come pre dissesto, e formulata nella delibera del 2 febbraio approvata e trasmessa ai competenti organi  dal commissario straordinario, il prefetto Anna Manganelli  

Lo scenario è  grigio-scuro. La Giunta e la maggioranza hanno fatto la loro scelta di campo, la minoranza civica di centrodestra ha varato la contro-mossa. Ma i tempi di legge concessi per porre in carreggiata la “macchina amministrativa” con la salvaguardia degli equilibri di bilancio sono in scadenza. E il Consiglio comunale è chiamato ad assolvere una funzione davvero delicata e impegnativa per la città; funzione che richiede un  forte e responsabile cambio di passo rispetto al passato remoto e recente.

di Geo

Nola. Palazzo di città: disavanzo e indebitamenti per 40 milioni, dichiarazione di dissesto obbligata e rilancio dell’azione amministrativa

La proposta della Giunta Minieri per la dichiarazione ufficiale di dissesto economico dellEnte di piazza Duomo sarà allesame del civico consesso il 26 agosto. Il deliberato  dellEsecutivo vagliato dalla Commissione consiliare per il bilancio, presieduta da Antonio De Lucia. Alla base del provvedimento senza vie d’uscita, le criticità non soltanto di ordine economico e finanziario, ma anche di profilo organizzativo con il correlato sottodimensionamento del personale.

    La decisione finale spetta al Consiglio comunale, convocato dal presidente Rino Barone in prima seduta il 26 agosto -alle ore 10,00- w in seconda seduta il 27 agosto, stesso orario. E, al di là dei contenuti e degli sviluppi che connoteranno il dibattito in assemblea, l’esito, se non del tutto scontato, tuttavia, si prospetta  con larga probabilità già segnato con l’approvazione – a maggioranza o all’unanimità, resta da verificare- del deliberato della GiuntaMinieri, in ordine alla proposta della dichiarazione di dissesto economico e finanziario dell’ Ente di piazza Duomo; proposta forte e d’impatto radicale, che ha rappresentato il primo fondamentale atto politico e amministrativo della Giunta appena costituita – dopo il voto di ballottaggio dell’11 giugno- e presentata dal “Primo cittadino” con l’enunciazione delle linee programmatiche dell’azione amministrativa approvate all’unanimità dall’assemblea, in aderenza allo spirito e all’auspicio del generale rinnovamento e progresso della città sul piano della modernizzazione, nucleo centrale del programma elettorale proposto dalla coalizione civica ProMinieri sindaco.

    E che si vada verso l’accoglimento della proposta di dissesto è avvalorato, per dir così, dalle risultanze  di tre riunioni, in cui è stata impegnata la Commissione consiliare per il bilancio, presieduta dal dottore commercialista Antonio De Lucia, ponendo sotto analisi i deliberati  approvati dalla Giunta – n. ro 2  e n. ro 3 del 30 luglio- relativi sia alla salvaguardia degli equilibri di bilancio e all’assestamento generale di bilancio per il 2019, sia alla dichiarazione di dissesto finanziario appunto. Un vaglio di analisi condotto in modo articolato e approfondito anche con la partecipazione dei funzionari amministrativi del Settore finanziario e tributi, dottor Giovanni Fusco e dottor Salvatore Fattore, dell’ Avvocatura comunale, l’avv.to Maurizio Renzulli, oltre che con la partecipazione dell’assessore al bilancio, il dottor Antonio Galasso  e dei componenti del Collegio dei revisori dei conti, dott.ssa Rosanna Perrupato e dottor Luca De Franciscis.

    In sostanza, l’attività della Commissione ha confermato il graduale e progressivo incremento delle criticità in atto, fino a determinare il completo ribaltamento  dello scenario, in virtù del quale il Commissario straordinario con l’esercizio dei poteri del Consiglio comunale, il prefetto Anna Manganelli, il 2 febbraio scorso aveva deliberato il Piano di riequilibrio finanziario, il cosiddetto Piano di pre-dissesto; ribaltamento,che nel volgere di pochi mesi ha reso impraticabili le necessarie e irrinunciabili azioni previste, per rimettere in sesto i conti e l’agibilità economica minima ed essenziale. Di qui, la convalida di fatto della proposta della Giunta per la dichiarazione di dissesto, non essendo più percorribili le strade del meno invasivo pre- dissesto, inteso e percepito come fallimento soft e sostenibile, pur restando tale per la città. Una soluzione- quella del dissesto– diventata così inevitabile e senza vie di uscita, accentuata dai pesanti limiti di organizzazione burocratica, ma anche dal sottodimensionamento del personale.

    Nel passaggio dal pre dissesto possibile al dissesto da deliberare, sono emerse- alla luce di successive ricognizioni del Settore competente- ulteriori criticità nello stato dei conti economici dell’Ente di piazza Duomo, passando dalla soglia degli oltre 30 milioni di disavanzo e indebitamenti vari- funzionale a far approvare il Piano di riequilibrio– alla massa di passività superiore ai 40 milioni. Un mutamento di rotta in direzione del dissesto senza alternative di legge percorribili, come si desume dalle prese d’atto, a cui è approdata la stessa Commissione con le verifiche sviluppate. Uno stato di difficoltà, accentuato persino dalla mancanza di liquidità di cassa. Un dato tutt’altro che sorprendente, anche e soprattutto per l’intervenuta paralisi nelle attività delle riscossioni di tributi e indennità; paralisi attribuita al sotto-dimensionamento del personale di servizio. 

E’ una paralisi per molti aspetti sconcertante, a cui corrisponde, per quanto risulta nei rilievi statistici, il pesante blocco di evasione dal pagamento delle tasse e tariffe comunali comprensivo di oltre quattro mila utenze. E’ il blocco che insieme con contenziosi giudiziari in corso che valgono alcune decine di milioni e con il sostanzioso corredo dei debiti fuori bilancio di lunga incubazione che spuntano come … funghi,  d’improvviso e per ogni stagione spiegano il dissesto in dirittura d’arrivo. Ed è il primo nella storia politica e amministrativa della città, che, però, è ben ricca di suo, con il solo patrimonio immobiliare di cui dispone. E, al netto di tutti gli altri patrimoni immateriali che vanta nella sua millenaria vicenda.

Un  punto su cui la politica cittadina in tutte le sue articolazioni ed espressioni dovrebbe pur interrogarsi, facendo auto-critica responsabile. E tracciare la linea di rilancio nel fare e nel saper fare, a favore della città e della sua crescita sociale. Il dissesto, per quanto traumatico, può costituire una straordinaria opportunità evolutiva.

di Geo

Nola. Palazzo di città: aspettando il dissesto economico, occhio alle sanzioni

La linea di demarcazione che scinde ieri da oggi … domani

L’arduo dilemma del Consiglio comunale: radicale risanamento per obbligo dovuto e irrevocabile o rinvio per tempi migliori, confidando nellimprobabile recupero delle cadenze soft del Piano di riequilibrio più apparenti che concrete

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Il passaggio non è agevole. Di certo, sono traumatici e diretti gli effetti che saranno generati in automatico, fin dall’immediatezza dell’approvazione della dichiarazione ufficiale del dissesto economico. Ed eccone per sommi capi il prospetto. In primo piano, si disegnano le balze del girone in cui  si ritrovano i creditori che vedranno congelati per altro lungo tempo gli attesi e sperati pagamenti per i crediti che vantano, sperando nella stabilizzazione economica dell’ Ente; stabilizzazione che può essere favorita, però, dalla transazioni a largo ribasso accettate dai creditori persoperperso. In parallelo, si profila il girone del personale burocratico e dirigenziale esposto al ridimensionamento d’organico, senza dire della riduzione dei servizi e l’incremento ulteriore della fiscalità comunale, che già grava ai livelli massimi  sui contribuenti della normalità civica e responsabile.

 E poi scatteranno inevitabili a stretto giro di tempo, nei confronti di coloro che saranno riconosciuti  responsabili del dissesto- amministratori e dirigenti che siano- sanzioni di ordine pecuniario, con il sequestro cautelativo dei beni patrimoniali a pareggiare in equivalente la portata dei danni prodotti alle “casse economiche” comunali, oltre che  il divieto ad assumere cariche pubbliche, essendo escluso drasticamente l’esercizio dei diritti di elettorato passivo per dieci anni; sanzioni, decretate e fatte eseguire dalla Corte dei Conti.

        Lo start, tuttavia, della linea di demarcazione da tracciare, innestandovi la dichiarazione del dissesto, chè il fallimento tout court, risiede nel deliberato di approvazione che spetta al Consiglio comunale, insediatosi qualche mese fa; un’assemblea che nella misura di circa il 50 % dei componenti, tra maggioranza e minoranza, appartiene ai pregressi cicli amministrativi, con potenziali  responsabilità nel dissesto, avendo occupato, a seconda delle convenienze di circostanza, sempre i banchi di maggioranza, pur provenendo per elezione  dai banchi di minoranza, abbandonati al … loro destino di marginalità con il classico salto di quaglia. E’ decisamente una cospicua e corposa parte dell’assemblea che dovrebbe votare per l’ autocapestro. Davvero arduo immaginare una scelta di così esplicita autocondanna, dichiarando le proprie inadeguatezze di pubblico ruolo, confermando il pubblico tradimento verso il mandato fiduciario conferito dai cittadini.  

E’ davvero una situazione complicata e confusa di scorie e detriti vari. Un contesto – s’è lecito concedersi comparazioni simili- che non riuscirebbe neppure a smuovere la capillare operosità dell’ultra … “rivoluzionaria scopa di don Abbondio” di proficua e inesauribile memoria manzoniana, a cui allude con profondo acume storico e i consueti graffi d’ironia Luciano Canfora, filologo classico di grande caratura, nell’omonimo saggio pubblicato a settembre scorso, ispirato da ben altre e più rilevanti tematiche. E’ l’operosità della “scopa della storia”, per rappresentare l’irreversibile vigore innovativo e rivoluzionario delle migrazioni del Terzo Millennio, un po’ come la  pestespazzatrice del romanzo di don Lisander che liberò con certezza  il curato dai suoi … nemici.

    In realtà, la vicenda con cui deve misurarsi la GiuntaMinieri non arriva dagli spazi siderali. Scaturisce,invece e tanto per dire, dall’evasione ad oltre il 50 % dei tributi locali e alla mancata riscossione dei canoni di fitto e indennità del cospicuo patrimonio immobiliare- tra case, palazzi e terreni agricoli di prima classe-che appartiene all’Ente di piazza Duomo; senza dire dell’ingente massa di contenziosi, che valgono alcune decine di milioni e per i quali è da mettere in preventivo, secondo l’inevitabile consuetudine e la scontata assuefazione, neppure a dirlo la sicura “perdita giudiziale” a carico dell’amministrazione comunale. E, come se non bastasse, il banco-mat che manda in riscossione debiti fuori bilancio, non conosce interruzioni. Uno scenario squallido, che svilisce una città ricca di suo per risorse e patrimonio materiale  da curare e amministrare soltanto con normalità, insignita del marchio-Unesco  per il suo eccellente patrimonio di cultura immateriale nel panorama del folclore mediterraneo

Va da sé, intanto, che politica, partiti, movimenti,  gruppi che, pur sono soliti non risparmiarsi nel formulare rivendicazioni di ogni genere, chiedendo e ottenendo consensi elettorali, si tengono ben alla larga dalla problematica-dissesto che impegna il “Primo cittadino” e la Giunta con ragionevole e comprensibile assillo. Allo stato, le loro … loquacità e perspicaci attitudini a discettare di “ tutto e di più sui massimi sistemi duniversale intendere” sono “raccolti” in religioso silenzioso e sono in latitanza dai social net work  che, in genere, prediligono spesso occupare.

E’ tempo di fresche e spumeggianti vacanze … al mare, possibilmente.

di Geo

Nola. Si allungano gravi ombre sulla situazione economica: la Giunta-Minieri e l’uscita di sicurezza, O.K. alla dichiarazione di dissesto con passività di oltre 40 milioni

Condizione più fosca e pesante di quella che era stata data da immaginare, in relazione alla realtà dei conti economici dell’ Ente di piazza Duomo. Non sussistono più i fattori concorrenti e determinanti nella formalizzazione della dichiarazione dello  stato di pre- dissesto; nel volgere di appena qualche mese si sono innescate, invece, le cause per la dichiarazione del dissesto dell’Ente, su cui punta la GiuntaMinieri. Uno scenario nuovo e di assoluta criticità che corrisponde alla drastica e irrevocabile dichiarazione  di fallimento, con effetti duri sia per i creditori, che subirebbero di fatto il congelamento delle loro spettanze che verrebbero saldate in tempi prolungati, sia per il personale dipendente che finirebbe in soprannumero. E, sigillo finale, sarebbero adottate sanzioni  severe per coloro che dovessero risultare responsabili del fallimento ed in carica nei pregressi cicli amministrativi; sanzioni economiche e di esclusione dall’esercizio dei diritti politici di elettorato passivo, con la drastica esclusione dal poter svolgere le funzioni e incarichi pubblici.

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La soglia delle criticità economiche dell’Ente di piazza Duomo risulta più elevata e consistente di quel ch’era stato reso possibile immaginare e conoscere sulla base dei riscontri scaturiti dalle ricognizioni condotte dalla commissione straordinaria alla guida dell’amministrazione comunale disciolta a maggio del 2018  e coordinata dal prefetto Anna Manganelli; ricognizioni, per le quali veniva profilata, a marzo scorso,  la praticabilità della proposta – indirizzata per l’accoglimento al  Ministero dell’Economia e Finanza e alla Corte dei Conti- del Piano di predissesto, inteso come Piano di riequilibrio, e “licenziato” dalla commissione, con l’obiettivo mirato sul risanamento del “rosso” in bilancio – tra disavanzo e indebitamento accertato e riconosciuto- stimato per oltre 35 milioni di euro, prefigurandone l’attuazione su un percorso di durata spalmato su venti anni, facendone pagare il pedaggio alle attuali giovani generazioni. Una durata, in realtà, apparsa subito discutibile, sicuramente eccessiva e di difficile ricezione per le competenze del Ministero d’Economia e Finanza e della Corte dei Conti. E in ogni caso, il pre-dissesto, da attuare …. quale fallimento soft era stato accolto senza scossoni particolari in città e nei cosiddetti ambienti politici che “contano”. Un rinvio di lungo corso, confidando, magari, nello “stellone” di “sanatorie”, ancorché impossibili e improbabili a concretizzarsi. 

    Di fatto, alla luce di nuove e più analitiche ricognizioni su atti sopravvenuti, non sussistono più le condizioni, per  puntare sulla realizzazione degli obiettivi del piano di pre – dissesto, che, per se stesso non costituisce affatto una passeggiata distensiva e allegra, ma esige l’osservanza di vincoli e obblighi stringenti che lasciano ben pochi margini alla discrezionalità delle scelte politiche e amministrative, avendo come esclusiva finalità primaria il risanamento economico integrale dell’Ente. Una macchina con pilota automatico in funzione ed etero diretto su itinerario predefinito da seguire come i binari ferroviari. In realtà, la massa delle passività sarebbe cresciuta fino a raggiungere e superare addirittura la striscia dei quaranta milioni di euro. Un’enormità che impone l’approdo alla dichiarazione di dissesto dell’Ente di piazza Duomo, senza alcun indugio, facendo di necessità virtù. Una decisione di forte valenza  politica e amministrativa, su cui punta, per lo stato di cose prodottosi, la GiuntaMinieri, che darebbe la soluzione radicale alla pesante problematica in atto, fissando la classica la linea di demarcazione, per distinguere nettamente la mala gestio del “lungo ieri”, intessuto di decenni, a palazzo di città rispetto al  nuovo corso– auspicabile e auspicato- per il positivo  cambiamento delle cose nella trasparenza. 

E’ la divide line diventata irrinunciabile e dovuta, anche se dell’accoglimento o meno della proposta del Piano di riequilibrio prospettato agli organi competenti lo scorso marzo, nulla di ufficiale è stato reso possibile di conoscere in termini di risposta con atti formali; il che lascia presumere, che il Piano risulta impraticabile e vanificato dalle sopraggiunte ricognizioni che attestano l’aggravarsi delle criticità economiche dell’Ente di piazza Duomo, con pesanti carenze di liquidità di cassa, con spese vincolate e dovute, a cui già non corrisponderebbero congrue riscossioni per tributi e servizi.

di Geo

Avellino. Politiche turistiche di sistema, in dirittura d‘arrivo la Fondazione Irpinia

E’ stato messo a punto, lo Statuto per la Fondazione Irpinia, l’innovativo e importante organismo, la cui istituzione è promossa dall’amministrazione provinciale, presieduta dall’avvocato Domenico Biancardi per la valorizzazione turistica dei territori. Lo Statuto sarà al centro della seduta del “Parlamentino” di palazzo Caracciolo, convocato per domani. Tra i supporti della Fondazione l’allestimento della piattaforma digitale e l’articolazione della Verde Irpinia in Distretti culturali con strutture di servizio  per aree omogenee, impegnando operatori di settore professionalmente qualificati nella comunicazione e nel marketing turistico.

E’ un progetto di lunga prospettiva, per la cui attuazione il presidente dell’amministrazione provinciale di Avellino, l’avvocato Domenico Biancardi, è attivamente impegnato, fin da quando si è insediato alla guida dell’Ente di palazzo Caracciolo,  circa un anno fa. E’ il progetto per le politiche di promozione turistica del vasto e significativo patrimonio ambientale, storico-culturale e paesaggistico-naturalistico della Verde Irpinia, ma non adeguatamente conosciuto, nonostante le valenze attrattive che lo connotano; strumento e leva operativa del progetto, sarà la Fondazione Irpinia, quale organismo di sistema a rete, per programmare e coordinare le iniziative e manifestazioni che corrispondono in pieno alle finalità delle politiche per il turismo culturale e ambientale.

Il percorso di progetto si è ufficialmente aperto con gli incontri di gennaio scorso, a palazzo Caracciolo, indetti e organizzati dal presidente Biancardi con le rappresentanze di Confindustria, Camera di Commercio, Ufficio scolastico provinciale, Consorzio universitario, Dipartimento d’Architettura della Federico II e Confcommercio e dell’associazionismo; incontri mirati sia a realizzare la più ampia e possibile condivisione delle Istituzioni e degli Enti interessati, sia a tracciare  le linee portanti del progetto, ponendo a punto lo Statuto che  fa matrice e riferimento della Fondazione Irpinia e delle strategie che metterà in campo; Statuto, appena definito e che – per l’approvazione- sarà  illustrato e proposto da Biancardi  al  Consiglio provinciale convocato alle ore 10,00 di domani, a palazzo Caracciolo. Nelle linee direttrici della Fondazione, si colloca non solo l’istituzione dei Distretti culturali sui territori della provincia distinti in aree omogenee, ma anche e soprattutto la funzione di polo di confluenza e aggregazione di tutte le Fondazioni già operative con i loro programmi e iniziative con gli obiettivi  che costituiscono l’asse portante della Fondazione Irpinia quale organismo di sistema e di coordinazione; obiettivi di vasta scala, per elevarne la caratura nel pieno rispetto delle loro peculiari specificità, animandone, tuttavia, la rete diffusa sui territori.

Una volta approvato lo Statuto, seguirà la formalizzazione con atto notarile della Fondazione Irpinia e, contestualmente, sarà attivata la procedura d’appalto per l’allestimento della piattaforma digitale, a cui è affidato il racconto dellIrpinia e dei suoi tesori di profilo naturalistico e paesaggistico, dinteresse storicoartistico ed archeologico, oltre che architettonico. E’ un passaggio fondamentale, tenendo ben presente il ruolo e la funzione che esercita il web e le pervasive trasformazioni di usi e costumi che ha generato- e genera- nei modi vivere e di essere della realtà sociale.  

Caposaldo dell’impalcatura progettuale di Fondazione Irpinia, è il coinvolgimento nell’azione di coordinamento come nei Distretti di figure professionali qualificate in comunicazione culturale e marketing turistico. E sotto questo aspetto, un riferimento di sicuro interesse è l’operatività del Siat, il Servizio d’informazione e accoglienza turistica istituito oltre due anni fa proprio ad Avella, la città di cui è sindaco Biancardi; Servizio che si richiama alla specifica legge regionale sul turismo in Campania, in larga parte disattesa, che fa registrare crescenti e positivi riscontri sempre crescenti, con eventi di grande caratura attrattiva, tra cui spiccano il Pomigliano Jazz Festival, i Concerti, gli spettacoli di danza e arte varia  nellAnfiteatro romano, il Festival Jazz al Castello longobardo, le Rassegne del teatro amatoriale,  senza dire del graduale incremento del turismo scolastico. E, di passaggio, si noterà che quello di Avella è ancora l’unico Siat attivo in ambito regionale.

di Geo

Baiano. Enogastronomia & Territori: nell’hit parade nazionale la Festa della Nocciola

Conferito il Marchio di qualità a ventuno eccellenze che allinsegna dellenogastronomia e della promozione turistica ravvivano il panorama delle Sagre, Feste e Festival del Belpaese, coinvolgendo lassociazionismo delle Pro Loco con lattivo impegno di 600 mila volontari civici nel segno della gratuità sociale. A Roma, la cerimonia ufficiale nella Sala Koch di palazzo Madama, con l’intervento della presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati e del senatore, Antonio De Poli. Presenti sindaci e amministratori locali. Per la Campania, sugli scudi le Pro Loco di Buonalbergo e Baiano.

Tipicità colturali, enogastronomia e promozione turistica dei territori, con la conoscenza e valorizzazione delle tradizioni e dei costumi sociali, che ne segnano e connotano la storia. E’ il percorso ravvivato da Sagre, Feste e Festival che scandiscono, specie in estate e autunno nei piccoli contesti di comunità, la vita del Belpaese dal Nord al Sud, in Sicilia e Sardegna. Un progetto di lunga visione,per coniugare gli eventi, di cui sono artefici e promotrici le Pro Loco, con lo spirito del volontariato civico e della gratuità sociale,da cui sono caratterizzate, con le filiere degli operatori che, direttamente o indirettamente, ne sono coinvolti, dai produttori ai ristoratori, dagli albergatori agli addetti all’allestimento e alla logistica degli eventi stessi.

Nel segno di questa prospettiva lanciata dall’ Unione nazionale delle Pro Loco italiane,l’importante iniziativa del conferimento del Marchio di qualità alle eccellenze degli eventi che declinano e rappresentano al meglio la promozione delle tipicità dell’enogastronomia e le loro valenze attrattive, per favorire  il turismo culturale e ambientale dei territori. Un concorso di alto profilo, connesso con l’annualità del 2018, per il quale 21 manifestazioni sono state gratificate dell’importante riconoscimento dell’Unpli, attribuito sulla base di rigorosi criteri e verifiche, per accertarne la piena rispondenza ai principi della territorialità, della storicità, oltre che dell’osservanza degli standard di sicurezza e igienicità.

21 manifestazioni-eventi, per le quali sono state insignite altrettante Pro Loco, nella bella cerimonia svoltasi nella sala Koch di palazzo Madama,a Roma, con l’intervento della presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati e del senatore Antonio De Poli. Una cerimonia ben partecipata, con adeguata ed ampia risonanza nell’informazione specializzata radio-televisiva, dei social e giornalistica, con una platea formata da rappresentanti delle Pro Loco e dei “vertici” delle Regioni e nazionali dell’Unpli, sindaci e amministratori comunali.

Una platea, a cui si è rivolta la presidente Casellati, per  evidenziare il ruolo che svolgono le Pro Loco nell’operosa e accurata custodia dei valori delle tradizioni e della vita comunitaria. Il senatore Antonio De Poli, dato rilievo alla grande realtà umana dei 600 mila volontari che formano l’anima e la struttura operativa delle Pro Loco,ha annunciato la presentazione di un progetto di legge, di cui sarà il primo firmatario, per snellire le procedute burocratiche con cui devono misurarsi le Pro Loco per allestire le manifestazionieventi, da far riconoscere come manifestazioni temporanee, alleviando le difficoltà economiche da sostenere, fermo restando, tuttavia, il rispetto assoluto degli standard di sicurezza introdotti dalle recenti normative. E con lata configurazione giuridica di temporaneità da far valere per le manifestazioni che promuovono e organizzano, alle Pro Loco va riconosciuta sul piano dell’etica civile – secondo il sen. De Poli –  una funzione d’interesse nazionale che onori i valori del volontariato e della gratuità sociale, di cui concrete espressioni.

La delegazione della Pro Loco cittadina insignita del brand d’eccellenza per la Festa della Nocciola, era guidata dal presidente Felice DAnna con la partecipazione del sindaco Enrico Montanaro, dell’avvocatessa Giusy De Laurentiis e dell’imprenditore Franco Sodano, titolare dell’omonima Azienda agricola, operante ad Avella, con importanti presenze sui mercati regionali, nazionali ed estere. Poi, il caloroso scambio dei doni con il loro variegato linguaggio delle tipicità territoriali, a suggello di una preziosa esperienza d’incontro e relazioni … foriera, magari, di gemellaggi culturali. Mai dire…mai.

di Geo

Nola. Per il sindaco Gaetano Minieri, il metodo del fare per i banchi di prova che l’amministrazione è chiamata a superare

Sono stati votati all’unanimità gli obiettivi programmatici disegnati e illustrati dal “Primo cittadino” nella seduta inaugurale del civico consesso. Un atto di significativa valenza politica che ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica cittadina, con l’apertura di credito delle minoranze consiliari del centro-destra civico e del Movimento5Stelle, ferme restando le distinzioni di ruolo, nel denotare la consapevolezza delle difficoltà da affrontare, per assicurare la normalità amministrativa alla città. E c’è la scala delle priorità da gestire, per le quali il metodo del fare ponderato non ammette incertezze.

E’ il percorso del fare per gradi, tenendo la barra dritta con determinata convinzione, quello che su cui punta il sindaco Gaetano Minieri, per dare l’impronta ben caratterizzante ai primi tornanti che si prospettano nel cammino amministrativo appena avviato, sgombrando nell’immediatezza il campo dalle insidie di deteriori polemiche pretestuose e particolarismi inconcludenti, per dare, invece, risposte credibili e di fatto alle problematiche che attraversano la città, adottando organiche e trasparenti scelte politiche e amministrative. E’ il cambio di passo, in grado di far lievitare la qualità del discorso pubblico, con finalità mirate sugli interessi generali della città da promuovere e realizzare.
Su questo piano è importante l’applicazione del metodo del fare, una volta acquisita la conoscenza analitica e certa delle problematiche da risolvere nell’immediatezza. E nell’agenda del Primo cittadino due sono le priorità che già incalzano e destano preoccupazione, quella della quotidianità, collegata alla garanzia della regolarità del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e quella, per dir così, di permanenza pluriennale per poter concretizzare gli irreversibili obiettivi prefigurati dal Piano di riequilibrio finanziario di durata ventennale per il risanamento dell’Ente di piazza Duomo.
In realtà, il servizio-rifiuti, pur disponendo Nola di una di un’efficiente e ben strutturata isola ecologica in località Sarnella, è da alcune settimane in sofferenza, per le note difficoltà in cui versano tutti i 92 Comuni dell’area metropolitana di Napoli sia per lo smaltimento della frazione umido-organica dei rifiuti, in mancanza d’impianti, con conseguenti incrementi di spesa per il relativo trasporto in strutture fuori-regione, sia- nella fattispecie della città- per le crescenti difficoltà d’accesso persino al sistema-Stir della vicina vicina Tufino, ad appena qualche chilometro di distanza dall’ “isola” della Sarnella. Una situazione che potrebbe diventare critica, quando sarà interrotta la funzionalità operativa del termovalorizzatore di Acerra, tra settembre e ottobre.
L’altro fattore che polarizza cautela e vigilanza è costituito dalla complessità e dall’onerosità da sostenere, senza deroghe e sconti di alcun genere, per adempiere gli obblighi vincolanti del Piano di riequilibrio del risanamento economico, che ha già tracciato la strada da seguire con tanti step da superare. E resta da verificare quale sia la reale durata del Piano di rientro economico ch’è stato approvato dal commissario prefettizio, Anna Manganelli, ma il cui cammino attuativo sarà fissato dai competenti ministeriali competenti. Tutto lascia considerare, invece, che la prevista durata ventennale non sarà resa praticabile, per essere ridimensionata e contenuta nell’arco di dieci anni con ulteriori effetti ristrettivi. Un quadro che richiede cautela e serietà rispetto agli adempimenti da assolvere. E non sono ammesse fughe in avanti e incongrue dispersioni d’interesse.
Sono due scenari che da soli impongono il metodo del fare bene e senza remore. Una prospettiva verso cui il Primo cittadino e la Giunta possono muoversi senza indugi anche e soprattutto alla luce degli obiettivi programmatici votati all’ unanimità dalla compagine consiliare giovedì scorso. Una scelta di considerevole caratura politica, in cui spicca l’apertura di credito verso l’auspicato e atteso buon governo della città, formulata dalle minoranze del centro-destra civico e dal gruppo del Movimento5Stelle, con le dichiarazioni di Cinzia Trinchese e di Giuseppe Tudisco -candidati sindaci- ferme restando le distinzioni di ruolo rispetto alla coalizione di maggioranza civica nella dialettica da sviluppare nell’Aula consiliare. E l’unanimità è un atto politico forte e impegnativo, che non può … tramutarsi nei pettegoli vaniloqui e di retroscena senza costrutto e senso, mentre la situazione generale richiede consapevole responsabilità e spirito operativo di netta trasparenza.

di Geo

Baiano. A Roma, nella Grande vetrina dell’Unpli spazio per la Festa della Nocciola

A Palazzo Madama, lunedì sarà conferito il Marchio di qualità per l’evento-simbolo dell’enogastronomia e dell’arte culinaria del territorio dell’Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanis nel quadro delle attività di promozione dell’Associazione nazionale delle Pro Loco italiane per la riscoperta delle tradizioni e delle identità comunitarie locali, dal Nord al Sud. Alla cerimonia ufficiale interverranno la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, il ministro dell’agricoltura, Gianmarco centinaio e il sottosegretario, Antonio De’ Poli.

E’ di ottima filigrana, lo spaccato del Belpaese che si anima di vibrante intensità e calore umano nelle iniziative e attività delle Pro Loco, presidi di riferimento e salvaguardia dei patrimoni culturali e delle tradizioni dei territori; filigrana che fa leggere i multiformi e ricchi racconti spesso punteggiati da aneddoti, persone e personaggi simbolici, motti e proverbi, in cui si ritrova e ravviva l’anima- il genius loci- dei tanti “piccoli grandi mondi” che vivono nelle piazze e nei perimetri di maggiore o minore vastità, su cui si affacciano Campanili e Torri civiche più o meno espressivi nel linguaggio architettonico, ma sicuri ancoraggi identificativi delle comunità cittadine dal Nord al Sud. Una lunga trama di micro-storie che nelle cui pieghe e profili si distende quel verace humus di schietta autenticità che dà senso alla macro-storia nazionale e che si ritrova nell’universale cultura del cibo, che trascrive e proietta sullo schermo della quotidianità non solo storie di lavoro e di territori con le loro tipicità, ma anche usi, costumi, riti e culti che ruotano intorno all’ agricoltura, attività primaria per eccellenza e chiave di volta in assoluto dell’umana civiltà.

Andar per Sagre, Feste e Festival

Si colloca in questo scenario, l’importante progetto, messo in campo dall’ Unione nazionale delle Pro Loco italiane per il conferimento del Marchio di qualità alle Sagre, Feste e Festival che fanno da veicolo di conoscenza, scoperta e ri-scoperta delle tradizioni culinarie e dell’enogastronomia dei territori del Belpaese; un progetto di ampio respiro sociale e culturale con significative ricadute economiche, puntando a promuovere e a valorizzare le filiere di produzione, lavorazione e trasformazione coinvolte direttamente e indirettamente nel vasto comparto dell’enogastronomia; un percorso di promozione e valorizzazione, che, al contempo, concorre a veicolare le valenze attrattive dei territori sul versante turistico.

E’ una mission di alto impegno, quella a cui viene riconosciuto il Marchio di qualità alla luce della piena osservanza dei parametri previsti dagli specifici “Protocolli”, a cui devono conformarsi Sagre, Feste e Festival che aspirano ad acquisire l’importante brand; parametri da osservare con rigore, tra i quali spiccano l’aderenza alla territorialità, le conclamate tipicità colturali ed enogastronomiche, la storicità degli eventi, gli assetti logistici e di ospitalità, l’igienicità, l’ abilitazione sanitaria degli addetti alla preparazione dei cibi e menù, e via proseguendo. Criteri sottoposti a controlli e verifiche al filtro di più edizioni degli eventi.

La Nocciola avellana nell’hit parade dell’arte culinaria

La cerimonia ufficiale per il conferimento del Marchio di qualità è in programma lunedì 22 luglio – alle ore 10,00 a palazzo Madama, con la partecipazione della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, del ministro dell’agricoltura, Gianmarco Centinaio e del sottosegretario di Stato, Antonio De’ Poli, che renderanno gli onori di ospitalità alle delegazioni delle 21 Pro Loco del Belpaese insignite dell’importante riconoscimento. Un riconoscimento che premia impegno, cura e dedizione ai territori di riferimento, nella pratica attuazione dei valori del volontariato e della gratuità nel significato più autentico dello spirito civico ch’è anche affermazione dei principi di quella sussidiarietà con cui il privato sorregge il pubblico, senza inseguire interessi particolaristici e autoreferenziali.

A rappresentare la Campania, saranno le Pro Loco di Buonalbergo, in provincia di Benevento, e di Baiano, l’una all’insegna della Sagra del Ciammarucchiello, la caratteristica lumachina, l’altra per la Festa della nocciola, la classica tipicità avellana con cui s’identifica il territorio dell’Unione del Baianese e dell’ Alto Clanis. Un evento- quest’ultimo- che di anno in anno alza sempre più l’asticella della qualità nella raffinatezza dei menù proposti, tutti calibrati sul ricco ricettario a base di nocciola delle cultivar d’eccellenza dell’ area avellana, quali sono quelle della Mortarella e della “San Giovanni” le più rinomate in ambito mondiale. E le tre giornate dell’edizione del settembre 2018 fecero registrare- nella suggestiva ed ariosa ’ambientazione della Villa comunale- l’afflusso di dodicimila visitatori e … consumatori degli speciali menù serviti. Un …. numero che parla da solo per gradimento e accoglienza scandita da spettacoli e manifestazioni d’arte varia, mostre ed esposizioni di produzioni artigianali e agricole, convegni su tematiche d’attualità sociale.

Dieci i componenti della delegazione dell’associazione di corso Garibaldi che lunedì sarà presente a palazzo Madama, guidata dal presidente dal presidente Felice D’Anna, con la partecipazione del sindaco Enrico Montanaro, a rappresentare la comunità cittadina. Una bella opportunità d’incontri e di relazioni. Ed ecco l’hit parade dell’enogastronomia che promuove i territori della “piccola grande Italia”.

Sagra della Porchetta e dei Fagioli, Monte Santa Maria Tiberina, Perugia; Sagra di San Gaetano, Ponte sul Mincio, Mantova; Sagra della Foiata e della Attorta, Sellano, Perugia; Festa del Tortello alla lastra, Chiusi della Verna, Arezzo; Sagra del Ciammarucchiello, Buonalbergo, Benevento; Sagra dei Bigoli e dei Prodotti del Parco del Monte Cucco, Costacciaro, Perugia; Sagra dell’Agnello a bujone, Valentano, Viterbo; Sagra del Fagiolo, Sava, Potenza; Festa della Chisola, Borgonovo Val Tidone, Piacenza; Sagra della Porchetta, Monte San Savino, Arezzo; Festa del grano, Raddusa, Catanzaro; Festa della nocciola, Baiano,Avellino; Sagra dei Fichi, Miglionico, Matera; Festival dell’Aglianico del Vulture, Barile, Potenza; Mostra Mercato dei Marroni del Montenero, Pederobba, Treviso; Sagra della Lumaca, Gesico, Cagliari; Sagra della Varola, Miglionico, Potenza; Sagra della Ciuiga, San Lorenzo, Trento; Sagra delle Olive, Gonnoisfanadiga, Sardegna del Sud; Festa delle Castagne e del Miele di castagno, Valle di Soffumbergo, Udine; Sagra del Baccalà, Sant’Omero, Teramo.

di Geo

Cicciano. Niccolò Siciliano, baby compositore di bel talento musicale: “Dilemmi”, ”singolo” in uscita ad agosto

E’ compositore musicale di innato e raffinato talento, Niccolò Siciliano, in arte #Cuorelibero, che appena undicenne già vanta un’interessante produzione e si appresta a proporre il suo nuovo singolo – “Dilemmi“- in uscita il 3 agosto per l’ Italian Music Record, l’etichetta discografica del Magic Unique Group, con sedi a Los Angeles, News York e Londra, importante e prestigioso gruppo la cui mission si dispiega nella diffusione della buona musica italiana nel mondo.

“Ho composto “ Dilemmi“- dice con franca e schietta disinvoltura, #Cuorelibero- quando mi è cominciata a piacere una compagna di scuola, ma a lei, purtroppo per me, non piaccio. Sono sensazioni che non riesci a spiegare, ma che un ragazzo della mia età può provare. Spero che possa piacere a tutti, in modo particolare ai miei coetanei”. Sensazioni semplici e vissute tradotte in arioso linguaggio musicale che conferiscono a “ Dilemmi” tutte le caratteristiche per entrare nella top ten ed essere ricordata come composizione degna dell’hit parade di questa estate.

#Cuorelibero vive a Roma con la famiglia che ha forti e profonde radici nella comunità cittadina di Cicciano. Una vita familiare, in cui il bello dell’arte musicale e del gusto letterario sono di … casa e … ne riempiono la quotidianità. Il papà è Louis Siciliano, in arte Aluei, tra i più eccellenti compositori contemporanei, impegnato nel recupero dei vari linguaggi musicali colti e popolari dell’Occidente e dell’ Oriente che rielabora e integra sia in magnifiche sinfonie d’orchestra, sia nella personale ed originale visione generata dagli effetti dell’Elettronica e della Computer music; e sotto quest’ultimo profilo ha maturato per circa dieci importanti esperienze artistiche a New York, lavorando come Music producer e Sound engineer ai Bennet Studios. Polistrumentista, Aluei è autore di decine di colonne sonore per il cinema ed è concertista che si esibisce in Italia e all’estero. Ampio e corposo l’albo dei riconoscimenti premiali che ne testimoniano il valore creativo. La mamma di #Cuorelibero è Annalisa Alfano, docente di Materie letterarie e scrittrice di buona e fluida vena narrativa, di cui danno eloquente testimonianza “ I figli dell’Aquila ”, “In viaggio verso la libertà” e “Distacchi”,opere che denotano freschezza di ispirazione e spiccata sensibilità verso le sofferenze umane. E se ne “I figli dell’Aquila” e “In viaggio verso la libertà” la chiave storica fa da matrice della trama raccontata, in ”Distacchi” traspaiono nitide le inquietudini esistenziali dei tempi correnti.

Per il giovanissimo Niccolò Siciliano sentirsi ed essere #Cuorelibero in famiglia è più che normale.

di Geo

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