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CASAMARCIANO, LA STORIA DI PEPPINO IMPASTATO APRE LA V ED. DEL FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO

Sarà la compagnia teatrale siciliana “Onirika del Sud” di Augusta (SR) ad aprire questa sera – martedì 1 settembre 2015 – alle ore 20.30 presso il borgo di Santa Maria del Plesco la V edizione del Festival Nazionale del Teatro “Scenari Casamarciano”.

La rappresentazione teatrale che inaugurerà la competizione tra compagnie è “Radio Aut – La voce di Peppino Impastato”, scritta, diretta ed interpretata da Pierpaolo Saraceno per ricordare il giornalista, attivista e poeta italiano ucciso dalla mafia nel 1978. Lo spettacolo vede la partecipazione di un eccellente cast di attori, tra cui Mariapaola Tedesco, Francesco Bellezza, Daniele Baffo.

L’opera rievoca i tragici giorni delle minacce di “cosa nostra” ad Impastato e la battaglia della madre Felicia per salvare quel figlio destinato al martirio. “Radio Aut” sarà la prima messa in scena ad essere sottoposta al giudizio della giuria tecnica e popolare, che anche quest’anno decideranno a chi conferire il premio per la migliore rappresentazione e i premi minori.

Prima della rappresentazione, alle ore 18.30, il sindaco Andrea Manzi inaugurerà il borgo di Santa Maria del Plesco che ospita l’area festival.

festivalEcco il programma del Festival del teatro “Scenari Casamarciano” (prima settimana)

1 settembre Compagnia Onirika del Sud di Augusta in “Radio Aut – La voce di Peppino Impastato”

2 settembre (nella location di Nola – PARCO ARCHEOLOGICO URBANO) Associazione culturale “Mani e Vulcani” in “Inferno neapoletano”

3 settembre Associazione culturale Teatro Studio Assisi in “Andy e Norman”

4 settembre Compagnia Piccolo teatro dello Scalo di Chieti in “Merica- Merica”

5 settembre Compagnia Enter di Roma in “Tribù”

6 settembre Serata di gala condotta da Gino Rivieccio e Serena Rossi – premi alla carriera ad Anna Maria Ackermann ed Antonio Salines

I biglietti per assistere alle serate sono in vendita on line sul portale www.etes.it e nelle rivendite autorizzate, specificate sullo stesso sito.

Per raggiungere Casamarciano si consiglia uscita autostradale Tufino su A16 Napoli-Bari, poi seguire indicazioni stradali.

di Saverio Falco

ARIANO IRPINO, CAPITALE DELLA CULTURA E DELL’INNOVAZIONE

VISIONI UMANISTICHE E SCIENTIFICHE, INTERAZIONI DI VITA E CIVILE PROGRESSO

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IL TEMA DELLA BELLEZZA FILO CONDUTTORE DEL MEETING DE “LE DUE CULTURE”

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L’EVENTO IN SCENA AL BIOGEM, TRA I PIU’RINOMATI E SIGNIFICATIVI CENTRI D’ECCELLENZA INTERNAZIONALI NEL CAMPO DELLA RICERCA BIOMEDICA, FARMACOLOGICA E DELL’ALTA FORMAZIONE SPECIALISTICA. NELL’AVVENIRISTICO COMPLESSO DI CAMPOREALE FITTO E ARTICOLATO IL PROGRAMMA DEI CONVEGNI DI STUDIO DAL 2 AL 6 SETTEMBRE. TRA I PROTAGONISTI TIMOTHY HUNT, PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA, STEFANO ZECCHI, DOCENTE DI ESTETICA DELL’UNIVERSITA’ DI MILANO, PAOLO ISOTTA, CRITICO MUSICALE, E ANTONINO ZICHICHI, PRESIDENTE DELLA WORLD FEDERATION OF SCIENTISTS.

Percorsi interattivi tra le visioni del mondo, che ravvivano e nutrono i multiformi profili del sapere e dell’arte d’impronta umanistica, e quelle che si connettono con il sapere scientifico permeato dal fervore della ricerca – metodica e inesauribile – con cui si dischiudono gli spazi della conoscenza mai esaustiva per se stessa, mentre le sue traiettorie si protendono verso altri orizzonti incogniti, la cui esplorazione si carica di stimolanti interessi per nuove prospettive; un crescendo di percorsi, che si pone al servizio dei valori della vita e del libero progresso civile dell’umanità.

Sono le connotazioni dell’idea ispiratrice del Meeting de “Le 2 Culture ”, i cui battenti si apriranno mercoledì per chiudersi domenica 6 settembre, nel Centro Biogem, nell’area industriale della Contrada di Camporeale, a Ariano Irpino. Un appuntamento che si rinnova – ed è approdato alla settima edizione- costituendo una testimonianza ben rappresentativa delle valenze del progetto tradotto gradualmente- nell’arco di un decennio- in concreta realtà, identificato appunto dal Biogem, che si colloca tra le più rinomate e prestigiose “Eccellenze” di caratura internazionale nel complesso ambito della ricerca sulle Biotecnologie e sulla Medicina molecolare, con l’annesso Campus universitario per l’alta formazione specialistica.

E’, quella del Biogem, una presenza che si radica nella Città del Tricolle, le cui radici d’identità affondano nella storia del Regno di Sicilia e della civiltà normanna, che non va considerata come un’azzardata… sfida vinta a sorpresa. E’ , invece, la risultante di congrue scelte, di cui va dato atto al ceto politico-amministrativo del territorio, e segnatamente a Ortensio Zecchino, uomo di cultura, prima che politico del fare in chiave di autentico spirito meridionalista; risultante, in cui si “legge” la chiarezza delle idee di progettazione per obiettivi programmatici definiti e praticabili. Gli esiti del cammino compiuto sono tanto più rilevanti, perché si sono venuti “materializzando” nel cuore delle aree interne del Sud, sull’asse di collegamento tra la Campania e la Puglia .

E va ricordato che il Biogem è un presidio, a cui afferiscono, in regime consortile, il Cnr e varie Università, con la precipua funzione d’integrare ricerca scientifica e formazione specialistica, costituendo non solo un’importante filiera che fornisce conoscenza e servizi al mondo della salute e all’industria, con cospicui livelli di competitività- ed è recente l’apertura verso la realtà dei Paesi arabi- ma anche un fattore di valorizzazione del territorio per le opportunità che ò riserva alle giovani generazioni. E’ il quadro, in cui il Meeting de “ Le 2 Culture ” si propone di anno in anno, come una …vetrina dell’attività del Biogem. Vetrina di conoscenza e comunicazione verso l’opinione pubblica ed efficace occasione di confronto per l’intera comunità scientifica. E il… collante tematico delle ”2 Culture” per l’edizione 2015 sarà la Bellezza, mentre nelle precedenti edizioni si è dipanato sulle tematiche della Vita, del Tempo, del Dubbio, della Memoria e dell’Oblio.

BASSOLINO E CALDORO, INAUGURANO PADIGLIONI E LABORATORI

Il prologo all’apertura del Meeting sarà segnato dagli interventi del sindaco Domenico Gambacorta, del vescovo della diocesi arianese, monsignor Sergio Melillo,e dei presidenti della Regione-Campania delle ultime due decorse legislature, Antonio Bassolino e Stefano Caldoro per l’inaugurazione di otto nuovi laboratori e di un incubatore d’impresa, destinato ad accogliere realtà imprenditoriali innovative,oltre che dell’Edificio polifunzionale per i servizi didattici e culturali, con la Sala delle conferenze in forma ottagonale, sede –questa ultima- del Meeting. Nell’Edificio polifunzionale, realizzato in acciaio e cristallo si isolatori sismici, con cui sono mitigati efficacemente gli effetti di un eventuale terremoto, é allocato il Museo Biogeo, con la straordinaria Sala multimediale 7D, per la proiezione di filmati e documentari sull’origine della vita e sull’era mesozoica. Ulteriori elementi attrattivi sono formati dalla Quadrisfera e dalla Biblioteca, in costante aggiornamento culturale e scientifico.

La partecipazione di Antonio Bassolino e Stefano Caldoro alla cerimonia d’inaugurazione delle strutture che completano il Biogem, attivando il Biostart, é strettamente correlato al ruolo esercitato dai due presidenti del governo regionale della Campania, a sostegno della realizzazione delle opere, finanziate con le risorse comunitarie europee nell’ambito del Por-Fesr 2007\2013, avvalendosi sia del Parco progetti regionale sia delle disposizioni per l’accelerazione di spesa dei fondi strutturali di Bruxelles.

LE GIORNATE DELLE DECLINAZIONI DEL BELLO

Mercoledì, 2 . L’apertura del Meeting è fissata alle ore 17,15 con l’introduzione del professore Ortensio Zecchino, presidente del Biogem, già parlamentare e Ministro dell’istruzione, della ricerca e dell’Università. Seguirà l’intervento su “La bellezza moderna”, con le riflessioni di Stefano Zecchi, docente ordinario di Estetica nell’Università degli Studi di Milano. Timothy Hunt , premio Nobel per la medicina per gli sutdi riguardanti il ciclo cellulare e l’attività delle cicline, focalizzerà il tema: “ Is creative science beautiful?”

Giovedì, 3. Ore 16. “ La bellezza dello spirito. Il caso della Rosa bianca”, sarà il filo di analisi del saggista Lorenzo Tibaldo, con il successivo dibattito sul dilemma “ Bellezza dell’universo o armonia del caso?”; dilemma, a cui fa da sponda il dialogo sull’arioso e interessante libro di Paolo Portoghesi, intitolato “Il sorriso di tenerezza. Letture sulla custodia del creato”; dialogo,animato dallo storico del Cristianesimo Alberto Melloni e da Antonio Ereditato, tra i più autorevoli esperti di Fisica e direttore dell’”Albert Einstein Centre for fundamental physics”. Alle ore 19,Giuseppe Remuzzi, presidente della Società internazionale di nefrologia, porrà sotto i riflettori il quesito su “La bellezza dell’ignoto: è utile sapere quello che c’è da sapere del nostro Dna? ”.

Venerdì, 4.Ore 16. “La bellezza del pensiero scientifico arcaico. Dal taoismo all’energetica dei sistemi”: sarà l’argomento che svilupperà Fabrizio Jacoangeli dell’Università degli Studi Tor vergata di Roma. A seguire confronto sul tema sul rapporto tra “Pace e bellezza”; rapporto reso sempre più precario dall’attualità dei nostri giorni, in particolare, con l’esodo verso l’Europa di uomini e donne dalle terre del Medio Oriente e dell’Africa, martoriate da guerre, regimi totalitari, fame e miseria. Lo animeranno Cosimo Risi, ambasciatore d’Italia a Berna, e Yahya S.Y. Pallavicini, tra i maggiori e più acuti conoscitori della cultura dell’Islam, oltre che vice-presidente della Comunità religiosa islamica italiana. A coordinare il dibattito, sarà Marco De Marco, editorialista de “Il Corriere della Sera”. Paolo Isotta, tra i migliori musicologi e critici musicali nel panorama culturale europeo, proporrà l’attesa lectio su “La bellezza nell’estetica de “I maestri cantori di Norimberga” di Wagner”.

Sabato, 5. Ore 16,30 Spazio agli incontri su architettura, pittura e musica. Alessandra Ricci, ordinaria del Dipartimento di Archeologia e di Storia dell’arte della Koc University di Istanbul, svilupperà il tema “ Splendida Bisanzio, o degli sguardi incrociati tra Oriente e Occidente”; fulcro ispiratore dell’incontro con Ettore De Conciliis, pittore e scultore irpino, sarà l’analisi della correlazione tra “La bellezza e la verità dell’arte”. Il direttore d’orchestra Francesco Libetta si soffermerà sul senso de “La bellezza nel suono: armonia, sentimento e virtù”.

Domenica, 6. Gran finale, con sessione antimeridiana e pomeridiana. “Mente e bellezza” e “La bellezza dei diritti ? ”, saranno gli argomenti al centro degli interventi dello psicologo Ugo Morelli e di Dino Cofrancesco, ordinario di Scienze e dottrine politiche dell’Università di Genova. “Il bello, l’interessante, lo “spettacoloso”. Peripezie dell’ Estetica, da De Sanctis a Croce” sarà l’intrigante itinerario di riflessione che traccerà Emma Giammattei, preside dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”. Antonino Zichichi, docente emerito di Fisica nell’Università di Bologna, con particolari studi sulle particelle elementari, ma soprattutto limpido e efficace divulgatore di cultura scientifica – per il grande pubblico- oltre che presidente della World Federation of Scientists, calibrerà il suo intervento su “La bellezza del creato”.

A fare da …corredo attrattivo del Meeting, saranno sia la pregevole Mostra di disegni e sculture di Emilio Greco, intitolata “L’istante della tua bellezza”, sia i Concerti eseguiti dal Duo Chaminande del Coro della Cattedrale di Ariano Irpino, consacrata a Santa Maria Assunta in Cielo e a Sant’Ottone, e di Francesco Libetta, che eseguiranno opere di Rossini, Verdi e Beethoven. Un corredo attrattivo, in cui spicca la Buona poesia, con la selezione di composizioni- curata da Paola Villani e Nicola Prebenna- delle opere più significative di Giuseppe Ungaretti e Charles Baudelaire, i cui scandagli d’ispirazione penetrano e trasfigurano la dimensione del reale, nelle alternanze delle gioie e dei dolori, degli aneliti di vita e delle lancinanti disillusioni. La recitazione è affidata alla fine dizione di Gabriele Ferrara.

di Geo

NOLA. BUONA LA PRIMA: BILANCIO APPROVATO DALLA MAGGIORANZA SENZA INDUGI, SCALA CHIARISCE LA SUA POSIZIONE

seduta c.c. bilancio 2015Disco verde al primo colpo per il bilancio di previsione 2015, questa mattina infatti, come preannunciato nei giorni scorsi, una maggioranza quanto mai prima d’ora determinata e coesa, ha approvato senza indugi – con 15 voti favorevoli e 3 contrari – il documento finanziario dell’ente di piazza Duomo.

La seduta è valida, con la presenza di 20 consiglieri di cui 15 di maggioranza (Geremia Biancardi, Salvatore Notaro, Raffaele Giugliano, Antonio Tufano, Angelo Siano, Franco Nappi, Carmine Pizza, Antonio Annunziata, Laura Napolitano, Giusy La Marca, Ines Miccio, Giovanni Velotti, Giancarlo Moccia, Rino Barone e Pasquale Petillo) e 5 di minoranza (Carmela Scala, Francesco Pizzella, Vincenzo Iovino, Emma Vecchione e Mariafranca Tripaldi).

Per la maggioranza era assente giustificata il consigliere Maria Esposito, mentre per la minoranza (tutti giustificati): Arturo Cutolo, Domenico Vitale, Maria Luisa Marone e Raffaele Parisi. Alla votazione sul bilancio per la minoranza escono dall’aula i consiglieri Emma Vecchione e Mariafranca Tripaldi.

A conclusione del consiglio il sindaco Geremia Biancardi, vivamente soddisfatto, dichiara: “La sistemazione delle strade e marciapiedi, le opere pubbliche come l’auditorium nella Gescal, le fogne a Piazzolla, l’asilo nido comunale di via S. Massimo, un centro polifunzionale sono le opere più importanti che andremo a realizzare. In cantiere anche la realizzazione di infrastrutture necessarie per favorire lo sviluppo delle attività produttive e migliorare la qualità della vita comunitaria, nonché l’installazione delle telecamere per rispondere alla domanda di sicurezza dei cittadini. L’amministrazione comunale di Nola – continua Biancardi – approva il bilancio di previsione e nonostante i tagli inferti dal Governo centrale agli Enti Locali non mortifica gli inteventi rivolti ad accrescere la vivibilità della città. Una politica di rilancio perseguita attraverso la realizzazione della spesa, l’intensificazione della lotta all’evasione fiscale e senza gravare sulle tasche dei cittadini e sui redditi delle famiglie attraverso l’aumento delle tasse”.

“Nola – chiarisce poi l’assessore al bilancio Roberto De Luca – resta uno dei comuni che, grazie all’oculatezza dell’amministrazione comunale, detiene le aliquote IMU più basse d’Italia a salvaguardia del valore della prima casa e per non gravare su un peso tributario già rilevante”.

A non aver subito rincari nemmeno alcuni importanti servizi, fermo restando gli standard di qualità. E il caso dell’asilo nido, della mensa scolastica e del trasporto scolastico.

“Continua l’impegno – conclude Biancardi – a cambiare il volto della città. A settembre comincieranno i lavori per la realizzazione del parchegguio nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo. Stesso discorso per il rifacimento dell’impianto di illuminazione in città e dell’isola ecologica di via Sarnella. Infine il cantiere delle fogne a Piazzolla aprirà tra pochissimi giorni. E’ dal 2011 che il comune di Nola realizza lavori senza accendere mutui”.

A rispondere al sindaco Biancardi e soprattutto a chiarire la sua posizione è il consigliere di opposizione Carmela Scala: “Non ho mai pensato di passare in maggioranza nè di fare la ‘stampella’ di questa amministrazione. Sono per la chiarezza e per la trasperenza dei comportamenti – continua Scala – Non ho mai creduto che quei quattro consiglieri comunali facessero sul serio a sfiduciare il sindaco Biancardi. Se fossero stati seri come primo atto avrebbero fatto dimettere il loro assessore, cosa mai fatta e non pensata. Posso dire – rincara Scala – che molti consiglieri della maggioranza non conoscono nemmeno gli atti che hanno votato, invece personalmente ho partecipato a tutte le commissioni consiliari ed ho studiato gli atti. Sul bilancio sono tante le negatività – chiosa Scala – Infatti la TARI è aumentata (altro che invariata) per gli esercizi commerciali. Un bilancio senza una programmazione con gli investimenti provenienti dalle alienazioni i cui proventi secondo i revisori (molto critici su diversi punti) non sono ascrivibili in bilancio e non danno sviluppo all’ente. Niente riduzione IMU sui terreni agricoli, mentre per la prima casa i cittadini pagano la TASI in base alla rendita catastale e non sul reddito familiare, infine il piano triennale delle opere pubbliche continua a restare nel libro dei sogni. Voglio precisare – conclude Scala – che l’onorevole Pasquale Sommese non ha influito sulla mia scelta di non tornare dalle vacanze per andare in uno studio notarile a farmi prendere in giro. Sia ben chiaro che l’onorevole Sommese è per una politica territoriale chiara, avente come scopo la crescita della comunità. Pensare che avesse concordato tutto con me è stata l’ennesima bassezza da parte di chi è abituato solo agli inciuci”.

di ra.na.

NOLA. GIGLI, SOPRANO: “ANCORA FANGO SULLA NOSTRA FESTA, ACCOSTATA AL CLAMOROSO FUNERALE DEL BOSS DEI CASAMONICA”

soprano dono“Non possiamo tollerare oltre: difenderemo il valore culturale della kermesse in tutte le sedi competenti”.

“Con assoluto stupore e totale disapprovazione ho letto il contenuto dello articolo pubblicato domenica 23 agosto 2015 dal quotidiano IL MATTINO nel quale viene effettuato un infamante accostamento tra la Festa dei Gigli ed i gravi fatti di cronaca riguardanti le esequie del boss Casamonica” .

Così il presidente della Festa dei Gigli, Raffaele Soprano, ha commentato l’ articolo in questione affermando che lo stesso opera una indebita commistione tra criminalità organizzata e Festa dei Gigli. “È ora di smetterla – continua Soprano – con questi articoli infamanti che riportano fatti non veri che non riguardano e non hanno mai riguardato la nostra Festa millenaria. La nostra festa viene colpita periodicamente da attacchi mediatici che ne rimandano un’immagine completamente distorta e assolutamente non veritiera. Già in altre circostanze siamo dovuti intervenire per evidenziare che la nostra millenaria tradizione, insignita del riconoscimento Unesco, non ha nulla a che vedere con episodi di criminalità né con inchini di camorra; e già in altre circostanze abbiamo tutelato l’ immagine della Festa nelle competenti sedi giudiziarie. Oggi, con riferimento all’articolo in esame – prosegue Soprano – restiamo stupiti come sia stato possibile che un siffatto accostamento infamante tra festa e criminalità organizzata sia stato posto in essere proprio da un quotidiano quale “IL MATTINO” così sempre attento alle realtà territoriali e conoscitore della storia, della tradizione e della devozione che muovono la Festa dei Gigli.

Non possiamo – aggiunge ancora Soprano – accettare che interventi qualunquistici, denigratori e fuorvianti proseguano ulteriormente ed è nostro preciso dovere difendere l’ alto valore culturale della Festa dei Gigli da ogni attacco da qualsiasi parte esso provenga ed è per questo che ancora una volta tuteleremo nelle sedi giudiziarie l’ immagine della Festa dei Gigli. Lo faremo ancor più nella fattispecie di cui trattasi atteso che non appena letto l’articolo abbiamo chiesto un incontro chiarificatore con il direttore della testata giornalistica il quale ad oggi non solo non lo ha fissato ma non ha sentito neanche il dovere di scusarsi con la città di Nola e con la Fondazione Festa dei gigli. Episodi come quello in questione – conclude Soprano – finiscono per vanificare tutto, generando danni irreparabili: non possiamo più consentire che questo accada”.

(red)

NOLA. OK AL BILANCIO DI PREVISIONE IN DIRITTURA D’ARRIVO, AL VIA LA “RIVOLUZIONE” DI PIAZZOLLA

Settimana decisiva per la “sopravvivenza” del consiglio comunale di Nola, l’assise cittadina si riunirà in prima convocazione alle ore 10:00 di mercoledì 26 agosto per l’approvazione del bilancio di previsione 2015 ed eventualmente in seconda convocazione lunedì 31 agosto alle ore 17:00.

Al momento tutto fa pensare che l’approvazione ci sarà mercoledì anche se gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. La scorsa settimana si è tenuta infatti l’ultima commissione consiliare alle finanze presieduta da Carmine Pizza per i chiarimenti conclusivi di alcuni punti. Oltre ai consiglieri di maggioranza era presente anche l’ex assessore alle finanze Antonio Russo, mentre per l’opposizione era presente solo il consigliere Carmela Scala, che ha invitato i commissari a rivedere l’aliquota IMU sui suoli agricoli che già lo scorso anno era stata fissata al 10,60 per mille.

“Il bilancio di quest’anno sarà più che altro un bilancio di ‘risanamento’ per le casse comunali – afferma l’assessore Roberto De Luca – Sono previsti infatti circa 5 milioni di euro per il pagamento dei debiti fuori bilancio, tutti pregressi, alcuni risalenti agli inizi degli anni ’90. Le voci più importanti dei debiti riguardano i 2.850.000 euro rinvenienti dal lodo arbitrale di cui alla vertenza con Campania Felix, la multiutility dell’agro nolano per la raccolta dei rifiuti, attualmente fallita. Circa 1.350.000 euro da sentenze passate in giudicato per richieste di risarcimento danni da parte di cittadini per incidenti stradali. Circa 400.000 euro per servizi e prestazioni senza alcuna copertura finanziaria. I fondi per il pagamento dei debiti – chiosa l’assessore De Luca – arriveranno dalla riduzione delle spese correnti mentre le aliquote IMU, TASI e TARI resteranno invariate rispetto al 2014”.

Grande visibilità per la frazione di Piazzolla. Sono previsti per quest’anno il rifacimento dei marciapiedi di via Castellamare, il completamento di alcune aule della scuola media Mameli, che riduranno i canoni dei fitti. Ci sarà poi la riqualificazione e la costruzione di nuovi loculi per il cimitero: tale opera sarà a costo zero per l’amministrazione in quanto sarà auto-finanziata dai cittadini. Per fine settimana ci sarà la consegna definitiva dei lavori per le fogne alla ditta aggiudicataria del bando, IMPREGIVI srl, quindi dal 1° settembre prossimo inizieranno i lavori, a partire da via Napoli e Costantinopoli. Entro la fine dell’anno sempre per Piazzolla ci sarà la riqualificazone della piazza e quasi sicuramente l’inaugurazione del parco giochi.

“Mi sono attivato – dichiara il delegato della frazione Raffaele Giugliano – non solo ad impegnare ma anche a spendere tutte le risorse destinate alla frazione, cosa che per il passato avveniva con difficoltà. Entro il mese di ottobre le FF.SS. ci concederanno in comodato d’uso il tratto ferroviario dismesso nella zona di Villa Albertini, che ci permetterà di riqualificare l’area rendendola fruibile per una pista ciclabile e podistica”.

di ra.na.

PAGINE AVELLANE, “NON SOLTANTO SULLA PIETRA”

Piazza Convento ex Parco della Rimenbranza con il cannoneSOLDATI IMMOLATI AL DEMONE DELLA GUERRA E LA MEMORIA CHE LI FA RIVIVERE

DAL PARCO DELLA RIMEMBRANZA ALLE EPIGRAFI NELLE CHIESE E SULLE FACCIATE DEI PALAZZI DEL CENTRO STORICO CON IL SIGILLO DELL’ATTUALE SCENOGRAFIA MONUMENTALE DI PIAZZA CONVENTO, IL COLLAGE DOCUMENTALE DI NICOLA MONTANILE EVOCA I SENTIMENTI DELLA COMUNITA’ CITTADINA NELLA “PERCEZIONE VISSUTA” DEL PRIMO E DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE. LE LETTERE E LE “CARTOLINE POSTALI” DEI FANTI-CONTADINI: SIMBOLICI PONTI D’AMORE PROTESI DAI FRONTI DI BATTAGLIA VERSO LA TERRA NATIA, GLI AFFETTI FAMILIARI E IL LAVORO DA RIPRENDERE.

Monumenti ai caduti in Piazzetta Convento davanti al quel è stato messo il cannone dagli anni '70Sul finire degli anni ‘20 del secolo scorso, le disposizioni emanate dal governo fascista sancirono l’istituzione dei Parchi della rimembranza, in onore dei Caduti sui fronti della Grande guerra. Un omaggio da rendere a quanti si erano immolati sulle trincee dell’arco alpino per la Patria, ma anche e soprattutto una rappresentazione di plastica e visiva fisicità di quegli elementi considerati di primaria rilevanza non solo nel costituire la memoria collettiva, ma anche nel marcare la plastica identificazione nazionalista italiana da ravvivare costantemente, dando compiutezza spiccata ai canoni della cultura bellicista del regime mussoliniano; canoni, che divennero pregnanti e pervasivi del costume sociale nel decennio successivo, sotto lo stimolo dell’assuefazione della psicologia di massa, in virtù dei supporti propagandistici sia radiofonici che dei cine-giornali. E la programmazione ”ideologizzata” di questi ultimi era elaborata e gestita dall’Istituto de L’Unione cinematografica educativa, a cui corrisponde il lemma Luce, ch’era stato fondato nel 1924 da Mussolini, per acquisire nel 1925 lo status di Ente morale di diritto pubblico. I Parchi – come i Viali- della rimembranza dovevano essere allestiti e allocati in tutte le grandi, medie e piccole città, oltre che nelle borgate, privilegiando i centri storici, ma anche le aree di periferia, quali scenari obbligati e idonei a conferire la maggiore evidenza possibile al “messaggio” di cui erano “veicoli” e da diffondere nella loro “monumentalità”, quale segnacolo e tema di contemplazione o ammirazione, in stretta correlazione con il senso della natura vivente , simboleggiata dagli alberi. Parchi e Viali della rimembranza erano “spazi di devozione ”, così come venivano definiti, con connotazione laica e patriottica.

ONORE AI FANTI-CONTADINI CADUTI IN GUERRA
CON LAPIDI PUBBLICHE E PRIVATE

Lapide 1915 - 1918 chiesa del Convento della S.S. Annunz.Nella città del Clanio – a metà degli anni ’30 – si diede attuazione alle disposizioni emanate qualche anno prima e fu allestito il Parco della rimembranza nell’area che si affaccia sulla storica piazza Convento e contigua alla chiesa della Santissima Annunziata dei Frati minori. L’allestimento del Parco coincise con i convulsi anni, in cui il Regno d’Italia e il regime mussoliniano che ne formava l’asse autoritario di governo, venivano attuando le “missioni” militari per la “conquista” dell’Etiopia e per l’intervento nella Guerra civile di Spagna, a sostegno di Francisco Franco e in contrasto con le formazioni della democrazia repubblicana iberica. Furono “missioni” in escalation dal 1935 al 1937 .

Le severe sanzioni che Le furono inflitte dalla Società delle Nazioni per le plateali violazioni del diritto internazionale come per l’ ignominiosa e ingiustificata aggressività, con cui si consumarono gli orrendi massacri e le terrificanti atrocità sulle inermi popolazioni del Paese africano, determinarono per l’ Italia il definitivo appiattimento sugli obiettivi della politica nazional-socialista della Germania hitleriana, con l’infausto sigillo finale dell’emanazione delle leggi anti-ebraiche e contro le minoranze etniche del 1938, in copia quasi conforme con gli analoghi dispositivi della legislazione tedesca del 1933 e successive integrazioni, in funzione di una sempre più stringente, aspra e violenta l’applicazione nella disumanità che ne esprimeva la ratio . Un connubio tragico e letale, per tutti i popoli che ne subirono il duro e pesante scotto….con la tragedia del Secondo conflitto mondiale.

Semplice e significativa la mappa del Parco, con l’ara votiva e la corona degli alberi messi a dimora- quarantuno – come per testimoniare la continuità in vita dei fanti-contadini , che, con la tradotta miliare nelle “radiose giornate” del maggio del ’ 15 erano partiti da Avella, per combattere nelle trincee della Grande guerra contro le truppe austriache, pure formate in larga parte da fanti-contadini, provenienti, a loro volta, da quel mosaico di popoli e territori che formavano appunto l’Impero austro-ungarico. Ma i quarantuno da vivi non fecero …più ritorno ad Avella , portando nelle tombe, anche se i più risultarono dispersi e privi di sepoltura, gli affetti familiari perduti e le speranze di una vita migliore, per consegnare ad una targa e ad una lapide votiva, affisse nella chiesa della Santissima Annunziata le generalità anagrafiche di giovani combattenti che avevano risposto di sì all’appello della Patria che aveva chiamato a sé “i suoi figli ”, forse neanche sapendo perché andavano in guerra….

Con l’ara votiva e gli alberi-metafora della vita dei quarantuno che continuava, nel Parco della rimembranza faceva mostra di sé il cannone de-potenziato, uno dei tanti, sottratto all’esercito austriaco sconfitto… Era il …Trofeo di guerra, di cui compiacersi ed….esaltarsi in fremiti di …civico orgoglio . C’è di più: le generalità anagrafiche dei 41 immolati nella “Guerra di trincea” sono incise nei marmi delle lapidi affisse anche nelle chiese della Collegiata di san Giovanni Battista dei Fustiganti, che fa parte della parrocchia di Santa Marina, nella chiesa della Madonna delle Grazie, conosciuta anche come la chiesa delle “Case nove”, il cui piazzale antistante s’affaccia sul Clanio.

lapide caduti seconda guerra mondialePoi, arrivò il Secondo conflitto mondiale, filiazione diretta- con altre concause- della Grande guerra. La comunità cittadina ne pagò il pesante tributo con 38 vittime. Ed erano in larga prevalenza fanti-soldati, come già era accaduto sui campi della guerra del ‘15\18 ….Di certo, l’epilogo del conflitto del ‘39\45 segnò non solo la devastazione materiale di città e territori, ma anche lo scacco civile e morale del bellicismo e della virulenza peculiare di tutti i nazionalismi. Prendeva così forma e consistenza la cultura della pace, della libertà e della democrazia, per una società nuova, liberale e più giusta. E così il Parco della rimembranza di piazza Convento, con la simbologia che rappresentava, finì nell’abbandono… Bisognerà attendere gli anni ’70 per la realizzazione dell’attuale scenografia monumentale nell’area dell’ex-edificio scolastico che s’affaccia su piazza Convento; una rappresentazione – consona con lo spirito della Carta costituzionale – caratterizzata da una lunga stele proiettata verso l’azzurro cielo e il mappamondo che le fa base, a rappresentare la visione pacifica della coesistenza tra i popoli,in metaforica antitesi con il cannone-Trofeo… campeggiante in proscenio. E le generalità anagrafiche e gradi militari dei 79 cittadini avellani immolati alla Patria nelle due Guerre sono incise sulle lapidi affisse sulla facciata del monumentale edificio.

Ma l’onore che la città del Clanio – ieri come oggi- dedica ai Caduti in guerra non è affidato solo all’ ufficialità dei pubblici monumenti. C’è anche quello che si radica- e si tramanda- nella memoria delle generazioni delle stesse famiglie dei Caduti. Ed è testimoniato dalla ventiquattro lapidi, le cui iscrizioni si leggono sulle facciate di palazzi e di edifici del centro storico, oltre che della periferia. Sono lapidi incorniciate, per lo più, da edicole di protezione e spesso dotate di lampade votive, come per rappresentare l’omaggio perenne riservato dalle famiglie ai loro antenati, annientati dalle guerre per la Patria. Un ammirevole segnacolo di “pietas ”che travalica uomini e tempi con la forza dei sentimenti veraci e dei sani costumi civili.

IL COLLAGE DOCUMENTALE: LE LETTERE DAL FRONTE E LA RETORICA PATRIOTTICA

copertina libroIl collage di atti, documenti e articoli giornalistici, con un pertinente e congruo corredo fotografico, realizzato da Nicola Montanile, direttore della locale Biblioteca comunale “ Ignazio D’Anna ” é lo specchio del rapporto della città con i “suoi” Caduti sui fronti di guerra. S’intitola “ Non soltanto sulla pietra” ed è stato pubblicato – con il patrocinio della Fondazione Avella Città d’Arte- dalla Casa editrice d’Oriano’, con sede a Pompei. Impaginato in Dpt dal professore Rino Conte, il testo ri-visita i percorsi della memoria storica della città, così come sono attraversati, con la corale partecipazione della comunità, nelle annuali ricorrenze del 4 novembre, la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate.

A catalizzare nel collage l’attenzione, sono le lettere e le cartoline postali, scritte dai fanti-contadini dai fronti dei due conflitti e destinate ai congiunti, figli, mogli, genitori, fidanzate. E’ un pervasivo e scarno lessico di famiglia e d’amore per il “paese”, i suoi usi, pur nell’incertezza della grafia e nelle sgrammaticature; lessico, che declina con semplicità e chiarezza di linguaggio la durezza e la sofferenza della vita di trincea, il peso dei sacrifici da sostenere e gli incubi da patire per l’esposizione alla martellante artiglieria e ai bombardamenti delle truppe nemiche, ma anche l’intenso desiderio del ritorno nella natia Avella per riprendere la cura della “terra” e della famiglia; ed alcune “lettere” sono …portatrici di offerte in denaro per far celebrare la Santa messa in questa o quella chiesa.

In realtà, le lettere e le cartoline postali del collage compongono un coro a più voci di quella grande e imprevista occasione di scrittura collettiva che maturò soprattutto negli anni della Grande guerra. Era la scrittura collettiva in lingua italiana che cominciava, sia pure stentatamente, ad atteggiarsi e a diffondersi attraverso la presenza sui territori delle scuole elementari statali, anche se circoscritta e limitata, come antidoto alle piaghe dell’analfabetismo e della schiavitù dell’ignoranza da cui era attraversato mediamente il 70 % della popolazione italiana, con picchi fino all’ 80 nel Sud. Erano piaghe aggravate dalla plurale diversità – e chiusura- degli idiomi dialettali, chiusura e diversità, per le quali il veneto a stento comprendeva il linguaggio del siciliano, il napoletano quello del torinese, il ligure quello del romano e via seguendo. Ed è merito dell’autore aver recuperato questo…scrigno di comunicazioni epistolari, grazie anche alla collaborazione di comuni amici, tra cui Giovanni e Antonio D’Avanzo, figlio e nipote diretto di uno dei fanti-contadini immolato nella guerra del ‘39\45. E’ lo scrigno che parla di emozioni, sentimenti, assilli, aspirazioni, preoccupazioni…la cui schiettezza suscita sentimenti di commozione e reverenza dovuta, anche a distanza di un secolo o poco meno…

A far da contrappunto alla schiettezza dei contenuti delle lettere e delle “cartoline” dai fronti di combattimento, c’è il capitolo dei documenti della retorica militarista – ricca di luoghi comuni- che salda le vicende della Grande guerra a quelle del Secondo conflitto mondiale. Sono tanti tasselli, che formano la ridondante mitografia della Patria, postulato altamente idealizzato ed enfatizzato in quei lontani anni, per quanto estraneo alla vita reale della gente comune, come i fanti-contadini. Un eloquente saggio è fornito dalla trascrizione dei discorsi e dai comunicati dei rappresentanti del locale notabilato filo-fascista nelle più disparate circostanze dell’ufficialità istituzionale.

Sono testimonianze di eccitata e mistificante verbosità- e si lascia da parte una paludata composizione latineggiante che inneggia alla guerra- che fanno risaltare esaltanti slanci, ma anche e soprattutto la vuotaggine di idee, l’assenza d’autenticità. E sul tema, il discorso che segna il cerimoniale dell’inaugurazione del Parco della rimembranza, fa testo a sé, così come fanno da testi più che esplicativi dell’atmosfera sociale dominante il Credo del fascista, in cui si combinano… l’ Ave Maria e il Padre nostro, o l’ encomiastica “Ode” dell’ Italico impero, proclamato con la conquista dell’Etiopia nel ’36, o il “Contrasto in versi” tra la Lira- simbolo dell’Italia dell’autarchia, dopo le sanzioni inflitte dalla Società delle nazioni per l’aggressione compiuta verso la terra governata da Hailé Selassié – e la Sterlina, simbolo dell’Inghilterra plutocratica, la perfida Albione, oggetto degli implacabili e reiterati strali dell’oratoria mussoliniana. Una spazio particolare è riservato dall’autore all’ Inno del Fascio giovanile di combattimento avellano, con versi di G. Costanzo e musica di A . Bernardo.

“Non soltanto sulla pietra” è un compiuto e proficuo contributo nella tessitura della micro-storia del territorio dell’area avellana. Un plauso per l’autore è doveroso.

di Geo

NOLA. IL “BRANCO” PRONTO AD INCONTRARE SASHA PER LE SCUSE

sashaRitorna nella comunità nolana a vivere la sua vita non più da invisibile straniero ma con l’affetto di chi lo ha conosciuto anche solo mediaticamente.

Sasha, il senzatetto che ha commosso un’intera città, oggi nolano di adozione a cui la curia ha prestato particolare attenzione insieme ai tanti volontari che si stanno adoperando per restituirgli una vita normale, a breve potrebbe coronare il suo sogno di incontrare il padre.

Nel mentre la giustizia fa il suo corso, si fa strada l’idea avanzata da coloro che si sono resi responsabili della ingiustificata aggressione: la promozione di un incontro con il 42enne ceco al fine di rendere le giuste e dovute scuse.

sashaUna vicenda quella di Sasha che ha sconvolto e nello stesso tempo commosso la città di Nola. Aggredito brutalmente la notte del 17 marzo scorso con spranghe e mazze da un ‘branco’ di giovani, mentre dormiva con i suoi cani nei depositi abbandonati delle FF.SS., fino a ridurlo in fin di vita, Vaslav (questo il vero nome) – una persona taciturna e tranquilla, come confermato da molti – venne “salvato” da alcuni residenti della zona che, uditi i lamenti, si precipitarono in strada mettendo in fuga gli aggressori, tra cui figurano anche minorenni, tutti identificati dalle forze dell’ordine. Immediata la reazione di sdegno da parte della comunità nolana nei confronti degli autori dell’aggressione, a cui è seguita quasi simultaneamente la gara di solidarietà da parte di privati ed associazioni locali per aiutare materialmente ed assistere psicologicamente Sasha, culminata poi nell’impegno diretto della curia nolana a trovargli una sistemazione in propri locali durante il periodo di convalescenza post-ospedaliera.

La storia di Sasha è stata oggetto anche di alcuni servizi giornalistici andati in onda su Rai 3 durante la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, che ha spostato a livello nazionale i riflettori di questa triste vicenda, dove al di là dell’aspetto solidaristico manifestato dalla comunità nolana all’indomani della vile aggressione subita dal 42enne ceco, rimane l’atto insano e deplorevole commesso da un gruppo di giovani una notte di fine inverno, che con il passare del tempo non dovrà spegnere le coscienze in un assordante oblio ma scuoterle affinché cose del genere non accadano più e non restino mai impunite.

di ra.na.

VIDEO-INTERVISTA ALL’ON. PASQUALE SOMMESE

Il neo presidente della commissione regionale per la sburocratizzazione ed informatizzazione della P.A. parla del suo nuovo incarico, del futuro del Ncd-Udc in Campania ed in particolare del Nolano.

(red)

NOLA. PARTE IL PROGETTO HOME CARE PREMIUM, A GIORNI GARA PER AFFIDAMENTO A COOPERATIVA DELLE PRESTAZIONI INTEGRATIVE

“L’Home Care Premium, assistenza domiciliare e supporto rivolto a persone non autosufficienti familiari di dipendenti e/o pensionati pubblici, è dallo scorso giugno attivo nell’ambito n. 23, comprendente 14 comuni dell’agro nolano con Nola comune capofila”. E’ quanto rende noto l’assessore alle politiche sociali dell’ente di piazza Duomo Michele Cutolo.

I beneficiari del progetto sono i dipendenti e pensionati appartenenti alla gestione ex Inpdap, coniugi conviventi e familiari di primo grado dei dipendenti e pensionati della gestione pubblica. Il progetto prevede, in rapporto alla gravità della non autosufficienza e all’Isee del nucleo familiare, l’attivazione di interventi assistenziali.

“L’Inps – precisa Cutolo – eroga un contributo che puoi ‘spendere’ contrattualizzando un assistente iscritto nel registro degli assistenti domiciliari esistente presso l’ambito n. 23, formato da circa duecento persone con titolo di operatore socio sanitario (O.S.S.), operatore socio assistenziale (O.S.A.), operatore tecnico d’infanzia (O.T.I.). Attualmente – continua l’assessore – da giugno sono 30 persone, di cui 20 di Nola, che stanno usufruendo delle prestazioni prevalenti con un contributo mensile variabile in base all’Isee da € 200 ad € 800. In questi giorni – conclude l’esponente dell’esecutivo bruniano – grazie all’impegno dell’intera equipe stiamo espletando la gara per le prestazioni integrative (ore di sollievo, assistenza o servizi erogati tramite telesoccorso), la cui gestione deve essere affidata ad una cooperativa e che permetterà ad altre 53 persone dell’ambito n. 23 di usufruire per sei mesi, prorogabili, di una somma ‘una tantum’ che oscilla tra i 600 ed i 2.600 euro”.

di ra.na.

NOLA. ANCHE I GIGLI PIANGONO, CONTINUA LA “SOAP” DEL BETTOLIERE

Gigli 2015 NolaLa telenovela dell’assegnazione del giglio del Bettoliere 2016 sta diventando la “soap” più seguita della città bruniana. Ad oggi la soluzione sembra ancora lontana.

Inizialmente ci fu la rinuncia del maestro di festa Felice Piccolo perché assegnatario del giglio del Fabbro. Una nuova verifica della documentazione da parte del Cda della Fondazione a carico dei restanti due richiedenti determinò l’assegnazione a favore del maestro di festa Giuseppe Mazzocchi, ma anche questa volta niente da fare, in quanto dai documenti fotografici e cartacei la Fondazione accertó ( dagli striscioni affissi in città ) che lo stesso era maestro di festa del giglio del Panettiere, nonché aveva rilasciato delega a terzi per la gestione del giglio, norma vietata espressamente dal regolamento. L’ultima domanda presentata a firma dei maestri di festa Filomena Castagnini, Enrico Fedele, Francesco De Falco, Erminio Napolitano è stata ritenuta inammissibile perché la firmataria non risultava ( da nessun documento presentato ) esercitare attività di ristoro nonché di vendita al dettaglio di vino e alcolici. A questo punto alla Fondazione non è rimasto altro che riaprire i termini per la presentazione di nuove domande, la cui scadenza è stata fissata per il primo settembre prossimo.

Alcuni giorni fa, con una lettera aperta alla città, i maestri di festa Filomena Castagnini, Enrico Fedele, Erminia Napolitano e Francesca De Falco preannunciavano un ricorso al TAR. Il legale dei ricorrenti ha chiesto l’immediata sospensione del nuovo bando di assegnazione. Sembra che la richiesta sia stata accolta immediatamente dal TAR in quanto è stato ravvisato un danno grave ed irreparabile per i maestri di festa ed ha fissato la discussione nel merito per il 10 settembre prossimo. Al momento il presidente della Fondazione, Raffaele Soprano, conferma di aver ricevuto la notifica del ricorso da parte dei maestri di festa. “Non è escluso – afferma Raffaele Soprano – che il TAR abbia accolto, senza sentire la controparte, la sospensiva e che comunque alla discussione del merito presenteremo le nostre controdeduzioni specificando e chiarendo i motivi della inammissibilità della domanda. Voglio chiarire – conclude Raffaele Soprano – che nella documentazione originaria presentata dai maestri di festa non era allegata la licenza di vendita del vino e degli alcolici del firmatario”.

di ra.na.

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