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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

NOLA. PARANZA “STELLA” E SOLIDARIETA’, IL BINOMIO VINCENTE

Sabato di solidarietà ed amicizia per la paranza nolana Stella di Giuseppe Guerriero. Gli uomini del sodalizio dell’omonimo rione saranno infatti protagonisti di due importanti iniziative. Alle 12 di sabato 28 marzo appuntamento nei locali della mensa fraterna di vico Duomo dove, muniti di mestoli e padelle, saranno alle prese con i fornelli per preparare il pranzo interamente offerto dalla paranza. Dai prodotti, alla loro preparazione, al servizio ai tavoli: il menù è targato Stella. “Continuiamo il percorso voluto da mio padre – ha dichiarato Lello Guerriero – Il nostro modo di fare festa si basa anche su questi principi legati al messaggio paoliniano che affonda le sue radici nella solidarietà e nell’amicizia. Saremo ben lieti di contribuire a donare un sorriso e un pasto caldo”. E dopo il pranzo tutti al rione dell’associazione dove nel pomeriggio sarà consegnata una piccola bandiera della kermesse in onore di san Paolino ad un ragazzo disabile di Napoli da sempre grande appassionato della Festa dei Gigli. “Porteremo un po’ di nolanità in una casa napoletana regalando gioia e felicità ad un giovane che porta i Gigli nel cuore”, ha concluso Lello Guerriero.

di ra.na.

BAIANO. SQUARCI DI STORIA SOCIALE ED ECONOMICA

SALVATORE ASCIONE E ANGELO PERNA ALL’”INCONTRO” RIVISITANO LE FILIERE PRODUTTIVE DELLA LAVORAZIONE ARTISTICA DEL CORALLO E DEI CAMMEI CHE DANNO RINOMANZA INTERNAZIONALE A TORRE DEL GRECO E GLI STATUTI DEL REAL COLONIA E DELL’OPIFICIO SERICO DI SAN LEUCIO DI CASERTA.

Percorsi retrospettivi, con l’obiettivo sull’attualità e sul futuro, da Torre del Greco a San Leucio. Come a dire dal litorale partenopeo al cuore di quella che – fino al 1861 – nella mappa amministrativa del Regno delle Due Sicilie si identificava con la denominazione di Terra di Lavoro, includendo l’area nolana e la cosiddetta Bassa Irpinia, e che attualmente coincide con la provincia di Caserta. Sono i percorsi, con cui si è sviluppato il Focus dell’agenda della conoscenza della micro-storia dei territori, nei locali del Circo socio-culturale de “L’Incontro”. Un Focus, animato con ricchezza di argomenti e di dettagli documentali, da Salvatore Ascione, imprenditore di lungo corso e con interessanti esperienze internazionali, in Europa e in Asia, e da Angelo Perna, docente di Economia negli Istituti statali d’istruzione superiore.

Tema allettante, quello analizzato da Ascione, per condurre alla ri-scoperta di Torre del Greco attraverso la secolare quanto raffinata lavorazione artistica ed artigianale del corallo, dei cammei e delle perle, che ha conferito rinomanza e prestigio internazionale alla città il cui toponimo deriva, secondo attendibili studi, dalla pietra miliare della Turris octava, che ne segnava la distanza da Napoli; pietra miliare, che sarebbe diventata il fulcro dell’assetto urbanistico, che è venuta assumendo la città nel corso dei secoli, la quarta per indice demografico in Campania, dopo Napoli, Salerno e Giugliano. Una lavorazione di pregio, la cui materia prima si trovava nel Golfo partenopeo, anche se non in larga disponibilità; lavorazione, che con la correlata e capillare commercializzazione sui mercati interni ed esteri, si è notevolmente diffusa ed incrementata nell’Ottocento e fino alla prima guerra mondiale, facendo collocare con autorevolezza Torre del Greco nelle posizioni di “vertice” della scala del commercio internazionale per il settore, in particolare competizione con Marsiglia, il Giappone e la Cina. Un ruolo, che si consolida ed amplia dal secondo dopo-guerra ai nostri giorni, per un trend che si apre a prospettive, anche in correlazione con lo sviluppo dell’arte orafa, pur in un contesto concorrenziale cresciuto e coincidente con le dinamiche della società globalizzata.

E’ la competizione, che, ieri come oggi, la città fronteggia al meglio con la laboriosità dei suoi artigiani\artisti del corallo e meticolosi incisori degli eleganti e ricercati cammei. Una competizione, fatta di sofisticate tecniche di manipolazione e di creatività, che crea la ricchezza di Torre del Greco, in uno con la cantieristica e le imprese armatoriali, funzionali alla costruzione e all’allestimento delle “coralline”’, le navi, che si utilizzavano per il trasporto delle preziose partite di corallo, destinate ai tanti laboratori artigianali cittadini. Ed il corallo, per lo più, si “pescava” nei fondali del Mare Mediterraneo , con l’utilizzo del cosiddetto “ingegno”, lo strumento che permetteva d’incidere i banchi, per estrarre la preziosa materia, che finivano in reti speciali. Le partite di corallo, “pescate” o comprate provenivano- e provengono- dai Paesi dell’ Africa del Nord, dalla Cina e dal Giappone, oltre che da Sardegna, Corsica e da quella Sicilia, resa celebre per i coralli di Sciacca, caratteristici per le straordinarie sfumature di colore arancione, vere gemme di eccellente attrazione e bellezza per la varietà dei modelli, in cui sono trasformate per produzioni raffinate. Per la marineria torrese, tuttavia, nel passato e in assenza anche di codici di regolamentazione internazionale, l’attività della “pesca” era piena di insidie e pericoli,soprattutto nelle aree costiere africane, e le “coralline” subivano le frequenti scorrerie dei pirati.

Un prospetto significativo, quello presentato da Salvatore Ascione, nel disegnare la mappa dei siti di “pesca” del corallo, in combinazione con la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti “finiti” in ogni angolo del mondo; una connessione, che rende Torre del Greco non solo città di mare, ma anche e soprattutto cosmopolita, sotto tutti i profili. Una condizione, per la quale la città guarda gli ampi orizzonti del mare, su cui si specchia il Vesuvio; e sono gli orizzonti sia delle attività produttive e commerciali in sé, sia… delle vie di fuga e salvezza, quando si scatena con le sue furibonde eruzioni lo “sterminator Vesevo”, tanto efficacemente descritto e narrato ne “La ginestra, o fiore del deserto”, la vigorosa e splendida lirica, permeata di “pensiero poetante” nel segno dell’” arido vero” e composta da Giacomo Leopardi nella Villa Ferrigni, proprio a Torre del Greco, respirandone l’aria salubre, frammista di brezza marina e dell’ossigenazione delle aree montane circostanti.

IL CODICE LEUCIANO E IL REAL OPIFICIO SERICO

Nel rapportarsi all’eccellenza produttiva, che ruota intorno al corallo, il professore Angelo Perna, attento ed operoso cultore di storia locale, apriva i riflettori dell’attenzione sul ‘70O, il secolo dei Lumi, da cui promanò il “dispotismo illuminato”, attecchendo nel Regno delle Due Sicilie, governato da Ferdinando IV e dalla regina Maria Carolina, sulla scia della realizzazione – nel Regno di Napoli – di quel notevole programma di opere pubbliche e riforme, di cui era stato promotore e artefice Carlo III, in virtù anche del lucido apporto di Bernardo Tanucci, primo ministro, a cui si deve, tra l’altro, sia la marcata rivendicazione del primato della laicità dello Stato nell’esercizio delle proprie funzioni rispetto al potere temporalistico della Chiesa cattolica, sia l’attivo impegno l’abolizione dei privilegi feudali di cui beneficiava il clero.

L’identikit delle opere pubbliche realizzate in quel periodo – dalla costruzione dell’Acquedotto carolino all’eccezionale e mirabile sistema ingegneristico dei Ponti della Valle di Maddaloni, dalla Reggia di Caserta alle Regge di Portici e Capodimonte, dall’Albergo dei poveri al grande complesso della Reggia di Carditello, con l’annessa azienda agricola e l’allevamento zootecnico, specie per le razze equine- costituisce la testimonianza vissuta e concreta dell’influsso, esercitato ad ampio raggio in Europa dalle idee innovative d’Oltralpe. Un processo alimentato in Europa da fior di pensatori, quali sono stati Condillac, D’Holbach, Voltaire, per non dire dell’ Enciclopedia delle scienze, delle arti e dei mestieri, l’ Encyclopedie ou Dictionaire raissoné des sciences, des arts et des métiers, la grande opera di divulgazione culturale, elaborata da D’Alembert e Diderot, quale veicolo di emancipazione dalla schiavitù dell’ignoranza, dal fanatismo e dalle superstizioni, dischiudendo gli orizzonti della cittadinanza, incentrata sulla parità di diritti e doveri.

E’ lo scenario, in cui si inserisce l’istituzione della Colonia di San Leucio – con il Real opificio serico- sull’omonima collina, nel più ampio e articolato contesto della Reggia di Caserta. Era il progetto di Ferdinandopoli, che avrebbe dovuto rappresentare la Città della società ideale, quasi riproducendo le Utopie, di cui furono alfieri ed assertori nel ‘500 e nel ‘600 Tommaso Moro e Tommaso Campanella. E’ la società ideale, che, tuttavia, rispecchia il pensiero del tempo, orientato sulla modernità, che irrompe sul teatro della storia umana proprio nel ‘700; spirito di cui danno rappresentazione eloquente gli Statuti della Colonia e del Real opificio, il cui compendio forma il famoso Codice leuciano.

Negli Statuti – evidenziava Perna – l’egalitarismo e il valore della libertà primeggiano, configurando un modello ante litteram di socialismo o di solidarismo socialista. Il primato dell’istruzione e dell’educazione formativa è una delle coordinate degli Statuti, in uno sia con il principio della buona fede, a cui vanno conformate tutte le relazioni sociali, senza soperchierie verso il prossimo, sia con il principio del rispetto del merito, che esprime le qualità e la dignità reale della persona umana. La valorizzazione del ruolo della donna e la centralità della famiglia formano un altro capitolo degli Statuti. Di particolare durezza e severità sono, altresì, le disposizioni che condannano le ruberie pubbliche e private, additandone i responsabili alla vergogna e al disprezzo generale.

Nell’osservanza dei principi statutari, la Colonia di San Leucio è strutturata come un’organizzazione di lavoro, che richiede alta specializzazione, qual è quella funzionale alla produzione della seta. E’ l’assetto del Real opificio serico, una specie di industria di Stato, che non persegue l’attuazione del profitto in sé e per sé quanto, a voler semplificare, il congruo equilibrio di bilancio tra la remunerazione delle produzioni commercializzate e i costi sostenuti, inclusivi sia delle giuste retribuzioni per i lavoratori che della materia prima e della manutenzione delle macchine idrauliche, utilizzate per il ciclo di lavorazione, la cui energia era alimentata dall’Acquedotto carolino. E c’è da evidenziare che alla filiera delle produzioni seriche si rapportava l’allevamento dei bachi da seta, le cui secrezioni in filamenti erano l’essenza della materia prima da trattare; bachi, il cui nutrimento era dato dalle foglie dell’albero di gelso. Un albero, quello del gelso, la cui coltura e cura si diffuse sui territori in modo considerevole, fornendo ritorni economici significativi. Un sistema efficiente, che rese le produzioni seriche del Real opificio ben presto rinomate e richieste sui mercati interni e internazionali. Un trend di eccellenza che prosegue, con le innovazioni imposte dai tempi e l’inserimento del sistema produttivo nell’ambito dell’Area di sviluppo industriale di Caserta.

E, per inciso, sarà superfluo rilevare che le prescrizioni degli Statuti, nella loro visione rivoluzionaria e pur destinate alla ristretta società della Colonia di San Leucio, senza che ne fosse prefigurato l’ampliamento del raggio d’azione sull’intero Regno delle Due Sicilie, restano un’importante rappresentazione delle idee, da cui furono ispirate, tributarie della cultura illuministica e delle istanze della Massoneria umanitaria, di cui era voce autorevole Antonio Plandelli, che esercitò un ruolo di rilievo nella Corte ferdinandea.

Per la costruzione della società libera e democratica, il cammino della storia sarà ancora lungo, attraversando il travagliato Secolo breve del ‘900, attraversato dai totalitarismi e dagli autoritarismi, con il contrappunto di due guerre mondiali e una miriade di conflitti regionali. Ma questa è un’altra narrazione, con vicende composite e multiformi nei profili, la cui comprensione è possibile, se si evitano “letture” di senso unico e di pre-giudizio o, peggio ancora, filtrate da schemi ideologici.

di Geo

“COMUNI IN RETE – E’ ORA DI VEDERLI”, NOLA CAPOFILA DELL’AREA NOLANA NELLA PROMOZIONE DEL TERRITORIO

francesco iovinoIl progetto reso possibile grazie all’impegno della Città Metropolitana.

Nola comune capofila dell’area nolana per l’informazione on line messa a disposizione dalla Città Metropolitana. L’ente bruniano è infatti tra gli assegnatari delle sei postazioni messe a disposizione dalla Città Metropolitana di Napoli nell’ambito del progetto ‘comuni in rete – E’ ora di vederli’ che prevede la creazione di una redazione diffusa sul territorio per la realizzazione di prodotti audiovisivi da pubblicare sui circuiti multimediali dell’ente guidato da Luigi de Magistris – e nello specifico metronapoli.it e la web tv dell’ente – con l’obiettivo di far conoscere l’attività delle amministrazioni locali utilizzando le più moderne tecnologie ed i nuovi strumenti di comunicazione.

La notizia é stata appresa con soddisfazione dal sindaco di Nola, Geremia Biancardi che ha dichiarato: “É questa un’altra conferma del ruolo strategico ricoperto dalla nostra città. Utilizzeremo questa ulteriore opportunità che ci é stata messa a disposizione dalla Città Metropolitana di Napoli per promuovere, nel segno della trasparenza, la nostra azione amministrativa e soprattutto per far conoscere ancor di più le straordinarie risorse della nostra terra. Ringrazio pertanto i nostri rappresentanti in seno al nuovo ente, a cominciare dal consigliere metropolitano Francesco Iovino, per il costante impegno e la puntuale attenzione riservata a Nola ed al suo territorio”.

(red)

NOLA. BRANCO DI BALORDI AGGREDISCE SENZATETTO ED IL SUO CANE ALLA STAZIONE, E’ ALLARME IN CITTA’

senza tetto aggredito dal branco a nolaLo hanno aggredito, preso a bastonate, colpito più volte con spranghe e calci provocandogli fratture bilaterali multiple ad entrambe le gambe e ai polsi lasciandolo esanime a terra. Il tutto mentre un telefonino filmava l’inaudita violenza.

Sembra la scena di un film ma invece è la dura realtà. Teatro di quella che poteva diventare una vera e propria tragedia è la stazione centrale di Nola dove l’altra sera un giovane trentasettenne di origine ceca senza fissa dimora è stato brutalmente aggredito da un branco di ragazzi. La sconcertante notizia in breve tempo si è diffusa sul noto social network Facebook. Il povero malcapitato è stato trasportato all’ospedale civile di Nola, “salvato” da alcuni residenti che, attratti da urla e grida, si sono riversati in strada mandando in fuga i malviventi. Il trentasettenne è tutt’ora ricoverato nel reparto di ortopedia del nosocomio cittadino. Ha gli arti completamente ingessati che gli impediscono anche il più semplice gesto come mangiare e bere in modo autonomo. E’ costantemente assistito dal personale medico e paramedico. E’ lo stesso uomo a raccontarci la sua storia con voce flebile e in evidente stato di shock. “Erano le 23:30 di martedì scorso – racconta – io mi trovavo alla stazione centrale quando all’improvviso un gruppo di 6-7 giovani poco più che ventenni ed a viso coperto, muniti di spranghe e mazze hanno incominciato senza ragione a colpire me ed il mio cane mentre uno di loro, una donna, filmava con un telefonino l’aggressione. Se oggi posso raccontare quanto mi è successo lo devo solo grazie all’intervento di alcuni residenti che, messo in fuga il branco, hanno immediatamente chiamato i soccorsi”. Una vicenda assurda, dai toni violenti, che fa scattare l’allarme in città. Da alcune testimonianze infatti, sembrerebbe che non sia il primo caso registrato e che già altre volte il branco abbia agito colpendo soprattutto extra-comunitari e senzatetto in ore serali. Il trentasettenne, nel ringraziare coloro che lo aiutano durante il giorno a mangiare, con voce forte grida di essere contento che il suo cane sia riuscito a salvarsi e che ora si trova al sicuro a casa di un amico polacco, smentendo le voci che lo dichiaravano morto. “No – ribatte – non è vero che è stato ucciso. E’ vivo e non vedo l’ora di riabbracciarlo. Gli ho fatto da scudo con il mio corpo”. Intanto i medici fanno sapere che tra qualche giorno il povero malcapitato sarà dimesso, ma che dovrà tenere l’ingessatura alle gambe ed ai polsi per almeno altri trenta giorni. Sarà ora compito dei servizi sociali del comune di Nola trovare una sistemazione con annessa assistenza. Intanto è già scattata la gara di solidarietà nei confronti dell’uomo.

di Autilia Napolitano

IV FESTA DELLA PRIMAVERA, IN ARRIVO A NOLA OLTRE 350 CAMPERISTI

Saranno oltre trecentocinquanta i turisti provenienti dal Centro Sud Italia che nel prossimo weekend giungeranno a Nola per partecipare alla 4°edizione della Festa della Primavera, riservata ai camperisti italiani.

La manifestazione in programma in città da venerdì 27 a domenica 29 marzo è promossa ed organizzata dall’assessorato ai beni culturali guidato da Cinzia Trinchese in collaborazione con Raffaele Piccirillo di Tecnocamper. Una tre giorni che prevede un programma ricco ed articolato che coniuga arte, musica e gastronomia mediante un percorso turistico itinerante interamente dedicato alle bellezze del patrimonio storico-artistico cittadino volto alla riscoperta dei tesori del territorio. Una iniziativa che per la seconda volta fa tappa a Nola triplicando i numeri dello scorso anno in quanto ad adesione e partecipazione con il coinvolgimento diretto delle maestranze locali da sempre impegnate nella divulgazione delle eccellenze nolane come la cartapesta e i Gigli. Tante le novità come la “Notte rosa” in programma sabato 28 che vedrà alternarsi sul palco di piazza Duomo i ballerini della Star Dance, la band “Queen of Bulsara” e dj Felix. Non solo show, ma anche premi, come quello che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi consegnerà al turista che avrà percorso più chilometri per raggiungere Nola.

Individuata anche un’area parcheggio attrezzata e gratuita per i camperisti per i quali sono stati organizzati dei percorsi guidati con il supporto dell’associazione Meridies.

“Un nuovo modo di fare turismo culturale in rete che – come ha spiegato l’assessore ai beni culturali Cinzia Trinchese – punta a far conoscere le bellezze cittadine proponendo un’offerta turistica di qualità. Un programma qualificato che non si esaurirà con questa tre giorni e che punta, invece, a promuovere in modo costante l’immagine della città e a creare indotto economico. Un ringraziamento va a Raffaele Piccirillo di Tecnocamper con il quale da subito si è creata una grande sinergia e con cui stiamo lavorando ad un progetto ambizioso che prevede l’individuazione di un’area attrezzata permanente per favorire ed incentivare il turismo plain air anche a Nola. Un modo nuovo di fare rete e vivere la città”.

IL PROGRAMMA

Venerdì 27 Marzo:
– Ore 14,00: arrivo e sistemazione equipaggi nel parcheggio in via Mario De Sena. Consegna del kit del camperista offerto da aziende del settore e di materiale promozionale/turistico del territorio
– Ore 18,00: “benvenuti a Nola“ – cocktail di benvenuto
– Ore 21,30: spettacolo musicale nell’area parcheggio

Sabato 28 Marzo:
– Ore 8,00-9,15: ‘il buon giorno si vede dal mattino’ – colazione offerta ai camperisti
– Ore 9,30-12,30: partenza con bus per Avella: visita all’Antiquarium, all’Anfiteatro e ai Mausolei Funerari
– Ore 16,00-18,00: alla scoperta dei tesori nascosti di Nola. Visita guidata alle chiese e ai palazzi del centro ed al Museo Diocesano.
– Ore 22,00: piazza Duomo Nola saluta i camperisti – show musicale con la tribute band “Queen of Bulsara”

Domenica 29 Marzo:
– Ore 9,30-12,00: alla scoperta delle vestigia della “Nolana Colonia Felix Augusta”. Visita guidata
– Ore 13,00: saluti e arrivederci dallo staff

(CS)

LA MASCHERA DEL FESTIVAL NAZIONALE DEL TEATRO E’ LA NUOVA ICONA DI CASAMARCIANO

maschera casamarcianoDa oggi Casamarciano è la “Città del Teatro”. Il binomio tra il Comune del Nolano e il teatro viene rafforzato grazie alla installazione permanente di un’opera in ferro battuto all’entrata del paese.

Creata sul disegno dell’artista napoletano Gianluca Abbruzzese, rappresenta la maschera iridata che da cinque anni è il simbolo del “Festival Nazionale del Teatro”, kermesse che si svolge presso Santa Maria del Plesco. Nel corso della manifestazione infatti le compagnie che vincono la competizione e gli artisti di chiara fama ricevono come onorificenza l’immagine realizzata da Abbruzzese, ormai effigie ufficiale del festival. Sulla base di quel disegno si è dato forma alla scultura che oggi accoglie chi arriva a Casamarciano.

“La maschera del festival – spiega il sindaco di Casamarciano Andrea Manzi – sarà per sempre il segno di riconoscimento della nostra comunità. E’ il simbolo con cui leghiamo il destino del nostro paese al festival che promuoviamo da un lustro”.

“Un biglietto da visita elegante – commenta l’assessore agli Eventi Angelo Piscitelli – con cui ribadiamo la volontà di rafforzare l’identità culturale del paese”.

(CS)

VESUVIO: NESSUN ALLARME, OGGI SOPRALLUOGO TECNICO

“Dal monitoraggio costante effettuato dall’Osservatorio Vesuviano non risultano alterazioni dei parametri. Nessun allarme per il Vesuvio”. Così l’Assessore regionale alla Protezione civile, Edoardo Cosenza dopo aver sentito il direttore dell’Osservatorio, Giuseppe De Natale, in merito alle emissioni di fluidi al largo del Porto di Napoli, segnalate da alcuni quotidiani e siti web.

“Oggi – ha riferito l’Assessore Cosenza – i ricercatori dell’Osservatorio, insieme ad unità navali della Guardia Costiera, si recheranno in ogni caso sul posto per effettuare un sopralluogo tecnico e definire con esattezza le cause di queste emissioni”.

“Il fenomeno segnalato – dice Giuseppe De Natale – non è accompagnato da alcun parametro anomalo nelle nostre aree vulcaniche (di tipo sismico, deformativo, termico, ecc). Oggi i ricercatori effettueranno prelievi e misurazioni per accertare la reale natura di tali emissioni che, allo stato attuale di conoscenza, potrebbero essere prodotte da molti fenomeni diversi (es. rottura di condutture, fognature sottomarine, ecc.) piuttosto che da fenomeni vulcanici. In particolare, la localizzazione fornita del punto di emissione risulta esattamente in corrispondenza con le condutture fognarie che partono dall’impianto di depurazione localizzato sul punto della costa più prossimo ad esso”.

(CS)

NOLA. CAMPANIA FELIX, LA GIUNTA PROPONE LA SOLUZIONE PER CONCLUDERE LA VERTENZA

Chiesto al consiglio comunale il riconoscimento del debito contratto dal 2006 al 2008.

Campania Felix: la giunta propone al consiglio comunale il riconoscimento del debito per concludere la vertenza con la società pubblica. É quanto contenuto nella delibera dell’esecutivo locale guidato dal sindaco Geremia Biancardi.

Sindaco ed assessori hanno in ogni caso sottolineato che sarà avviato un percorso di accertamento delle eventuali responsabilità nella gestione dell’intera vicenda da parte di terzi.

Il debito di cui si chiede il riconoscimento é quello che la società Campania Felix, attualmente in liquidazione, ha notificato al Comune di Nola il 29 maggio 2012.

Si tratta di 2milioni 480mila euro di cui un milione 854mila in quota capitale e 626mila per interessi. Una somma rivendicata in virtù di un lodo arbitrale in base al quale la società pubblica ha rivendicato crediti nei confronti del Comune di Nola vantati per il periodo 2006 – 2008.

“Abbiamo una emergenza ed é – sottolinea il primo cittadino Geremia Biancardi – quella di evitare che il protrarsi dell’annosa situazione possa penalizzare ulteriormente le casse comunali”.

(CS)

NOLA. COMPAGNIA DI SAN PAOLINO: RINNOVATE LE CARICHE SOCIALI, DE RISI RICONFERMATO PRESIDENTE

Luca De RisiIl 22 gennaio scorso si è riunita l’Assemblea dei Soci della Compagnia di San Paolino, per procedere al rinnovo delle cariche sociali.

Luca De Risi è stato riconfermato presidente della Associazione, eletto con il 90% dei voti (72 su 80 votanti) per il mandato triennale 2015/2018.

Il Consiglio Direttivo risulta così composto:
Lanzaro Giuseppina, eletta dal consiglio all’unanimità come Vice Presidente;
Morisco Gennaro, eletto dal consiglio all’unanimità come Segretario;
Esposito Mario, eletto dal consiglio all’unanimità come Cassiere;
Napolitano Antonio, eletto dal consiglio all’unanimità come Cerimoniere;
Di Somma Guido;
Franzese Francesco;
Foglia Palmira;
Stefanile Salvatore.

“Assumendo questo nuovo incarico, ringrazio l’Assemblea per la fiducia espressa sia nei miei confronti che nei confronti dei neo-consiglieri eletti – afferma il presidente Luca De Risi – Assicureremo alla città il nostro impegno al fine di consolidare quanto di buono fatto in questi anni con l’aiuto di tutte le forze presenti sul territorio, in primis il Comune, nella persona dell’Assessore ai Beni Culturali Arch. Cinzia Trinchese, la Fondazione Festa Dei Gigli ed i maestri di festa, onde costruire sinergie concrete che contribuiscano a dare alla nostra Città, alla nostra Festa e, soprattutto, alla devozione per il nostro San Paolino uno slancio maggiore, necessario, oggi più che mai, anche alla luce del riconoscimento Unesco. Faccio mio anche l’augurio formulatoci da padre Beniamino nostro arcivescovo e cioè di diffondere e vivere il messaggio del Santo, perché possa animare i diversi àmbiti della vita cittadina”.

(red)

AGENZIA AREA NOLANA, NASCE L’OSSERVATORIO TERRITORIALE SULLE ISTANZE SOCIALI DELLA COMUNITA’

Nasce l’osservatorio territoriale sulle necessità sociali dei cittadini: l’iniziativa è firmata dall’Agenzia di sviluppo dell’Area Nolana che impiegherà i volontari del servizio civile in un progetto che punta ad ottenere la fotografia di un contesto sociale i cui confini sono delimitati dai 18 Comuni della società pubblica di cui è Amministratore Unico Biagio Ciccone.

Il progetto si chiama “Osserviamo l’Area Nolana” e vede protagonisti i 20 giovani under 29, tutti residenti nell’area e nei centri limitrofi e tutti motivati a svolgere un’attività che avrà il duplice obiettivo di formare i protagonisti e di restituire alla comunità un’immagine nitida sulle emergenze di carattere sociale cui la classe dirigente territoriale sarà chiamata a dare risposte.

“Contribuiremo – spiega Biagio Ciccone – alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani che svolgeranno il servizio civile. Per questo motivo, non solo la formazione ma anche l’intero corpo delle attività previste sono immaginati come un unico percorso trasversale di acquisizione dei valori e di apprendistato, teso a concretizzare una esperienza di cittadinanza, di solidarietà, di comunità e di impegno. Non c’è sviluppo senza una leva civica consapevole dei propri diritti e dei propri doveri”.

L’Osservatorio territoriale avrà come fulcro un banca dati che conterrà tutte le informazioni e i risultati di ogni intervento e servizio sociale assicurato. Si tratterà di un vero e proprio archivio costantemente aggiornato e soprattutto a disposizione delle istituzioni coinvolte. Il percorso intrapreso dai giovani li impegnerà, infatti, nella mappatura delle domande e dei bisogni sociali finalizzata ad offrire un supporto ed un orientamento all’individuazione di politiche sociali effettivamente rispondenti alle attese.

Le attività comprendono anche una fase di formazione che si svolgerà nella sede dell’Agenzia Area Nolana. Le lezioni, i lavori di gruppo e le simulazioni pratiche riguarderanno soprattutto la storia ed il valore del servizio civile, il ruolo ed il significato della protezione civile, il tema dell’educazione alla pace e dei diritti umani, ma anche la trattazione delle politiche sociali integrate con lo sviluppo locale, le metodologie e gli strumenti per implementare una banca dati e per la individuazione dei bisogni della comunità locale.

(CS)

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