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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

SPERONE. FORUM AL PALAZZO COMUNALE: LA CENTRALITA’ DEI BOSCHI NELL’ECONOMIA DI IERI E LE PROSPETTIVE DI OGGI

LA SCUOLA E L’IMPEGNO PER LA DIVULGAZIONE DELL’IDENTITA’ DEL TERRITORIO. VERSO LA FORMAZIONE DEI LABORATORI DEI MESTIERI ANTICHI NEL PLESSO DI VIA DEI FUNARI.

E’ stata una funzione di evidenza plurisecolare, quella della centralità del patrimonio boschivo nel sistema economico-produttivo delle comunità locali, innescando e generando un’articolata e strutturata filiera di rinomate attività artigianali,con eccellenti botteghe e laboratori di elevata efficienza e qualità nella lavorazione e trasformazione dei materiali lignei; un’evidenza connotata dall’esercizio di diffusi mestieri, da quello del falegname a quello del bottaio, da quello del carbonaio- ‘o cravunaro- a quello del cestaio, particolarmente faticosi, ma anche ben remunerativi, senza dire delle aziende impegnate da sempre nella commercializzazione di legna e legname. E spesso- segnatamente per i cestai- alla pratica del mestiere consueto si accompagnava quella del “musicante di complessi bandistici” che si esibivano tra luglio e agosto nelle piazze di tanti Comuni della Campania, della Calabria e della Puglia in prolungate tournée per i tradizionali festeggiamenti patronali- ora decisamente più diradate per le nuove tendenze musicali che non premiano le Grandi opere della tradizione italiana, austriaca e tedesca in particolare.
Era l’ingegnosa modalità, con cui si coniugavano l’amore per l’armonia del pentagramma con il miglioramento delle disponibilità economiche famigliari, mettendo “da parte qualche utile e necessario risparmio” per la vecchiaia. Una vera e solida cultura del lavoro, illustrata negli stand allestiti in piazza Luigi Lauro per animare il Teatro dei Mestieri antichi che ha fatto registrare uno straordinario successo di partecipazione e visite delle Scuole del territorio e di gruppi organizzati, con due guide davvero speciali, quali sono Nicola Montanile, con la sua verve aneddotica, e Almerigo Pantalone, meticoloso e perspicace; cultura del lavoro ri-visitata nel Forum, svoltosi nella Sala consiliare del palazzo comunale ed incentrato sul tema: L’economia delle attività boschive nella storia civile della Comunità di Sperone e dell’Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanio. Una ri-scoperta, a cui ha fatto da prologo l’incisiva e spigliata sequenza di video-interviste, curata e realizzata dal dottor Pio Stefanelli -autore anche di un preziosa ed agile guida- con gli artigiani del tempo andato e con gli artigiani- pochi- che hanno raccolto al meglio la tradizione familiare, innovando e modernizzando le attività produttive in laboratori e aziende attive sul mercato, avvalendosi di un adeguato background di formazione culturale, come attestano le dichiarazioni di Giancarlo Solombrino, Gennaro Iasio e Stefano Festa.
E proprio il doppio registro dell’ieri e dell’oggi è stato il fulcro del Forum, coordinato dalla professoressa Anna D’Avanzo, docente di Materie letterarie nel plesso cittadino della Scuola media del “Giovanni XXIII”. Un percorso tracciato dal sindaco l’avvocato Marco Santo Alaia, che, in particolare, focalizzava il ruolo svolto dall’artigianato e dalla correlata filiera dei mestieri nelle dinamiche economiche e sociali; ruolo che nella campagna elettorale in corso per le “Legislative” del 4 marzo è quasi eluso, se non del tutto ignorato. Un’”assenza” priva di senso, mentre sarebbe basilare puntare su politiche di promozione e sostegno capillare allo sviluppo della rete delle piccole e medie imprese artigianali, che saldano tradizione innovazione, generando economia produttiva reale. Una riflessione significativa dell’intervento del “Primo cittadino” era dedicata alle ragioni della coesione nelle politiche di programmazione e gestione amministrativa del territorio dell’Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanio costitutivo ormai di un’unica conurbazione; ragioni che ancora stazionano nell’amorfo limbo dell’astrattezza teorica, senza tradursi nella necessaria concretezza, perdendo opportunità di azioni e scelte condivise per il normale governo del territorio e la buona amministrazione dei servizi;una perdita secca, che penalizza le comunità locali. E va aggiunto che tutto ciò costituisce lo scacco profondo e forte nella storia locale, la cui responsabilità non ricade sulle spalle degli alieni, ma di politici e amministratori …. che nel corso dei decenni hanno occupato la scena.

LA RASSEGNA DEI MESTIERI ANTICHI, LEZIONE DI VITA PER IL PRESENTE

L’input del sindaco Alaia innescava l’intervento del professore Vincenzo Serpico, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, che evidenziava la funzione che spetta alla Scuola, quale presidio di formazione educativa e culturale per le giovani generazioni, ma anche quale attiva componente che concorre a promuovere in sintonia con le altre Istituzioni e, in specifico, con l’associazionismo operante nel segno della gratuità del volontariato civico alla “divulgazione dell’identità del territorio”. E’ la Scuola che vive e fa suo lo spirito delle più recenti normative, per esercitare al meglio possibile la propria funzione di servizio per l’evoluzione delle comunità. Ed in questa prospettiva si colloca il supporto che il “Giovanni XXIII” ha già dato alla seconda edizione del Premio “Galante Colucci” per il conferimento dei Mai d’Argento, con la Festa della Primavera, a Baiano, e alla “Fiera del libro e del fumetto” che sarà allestita ad aprile ad Avella, così come ha dato all’organizzazione della rassegna dei Mestieri antichi collegati con le risorse dell’immenso patrimonio dei boschi, per la quale s’è prodigata l’Associazione Maio di Sant’Elia Profeta. E’ la rassegna- sottolineava Serpico- che costituisce “una vera lezione di vita e di laboriosità” che parla al presente. Una lezione di vita che – ed ecco l’interessante proposta lanciata da Serpico– andrebbe salvaguardata allestendo alcuni laboratori degli antichi mestieri nel plesso della Scuola media del plesso di via dei Funari. Un modo per educare le giovanissime generazioni al significato del lavoro artigianale e al suo valore ….

IL FUTURO E’ NELLA CULTURA DEL LAVORO PASSATO

Il futuro delle comunità del territorio è, forse, scritto anche e soprattutto nello spirito della cultura del lavoro e della piccola impresa che deriva dalla memoria dei Mestieri antichi, la cui rassegna ha costituito un’interessante e plastica testimonianza. Era- questo- il punto di riflessione espresso da chi scrive la presente nota, sollecitato dalla domanda della professoressa Anna D’Avanzo sul tema delle ipotesi di valorizzazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico e boschivo del territorio. E’ la cultura del lavoro del passato- a cui si aggancia delle piccole imprese del settore conserviero pressoché scomparse, tranne importanti ed encomiabili eccezioni- che sollecita il ceto politico-amministrativo del territorio ad interrogarsi sui percorsi praticabili, per restituire al patrimonio montano esistente, ch’è pure parte integrante del Parco regionale del Partenio, la funzione da sempre esercitata, ma sul piano dell’innovazione, come le istanze del Terzo Millennio chiedono. Ed un percorso è certamente quello del turismo ambientale, guardando al modello del Trentino, che vive della cultura sociale del turismo ambientale, con ritorni economici che superano quelli di tutte le Regioni del Sud messe insieme sul versante proprio delle attività turistiche, con mari, monti e grande patrimonio storico-artistico ed archeologico. Come dire, a fronte di tempi nuovi, c’è da considerare come valorizzare le aree montane, senza abbandonarle al degrado che dura da decenni ormai, facendo devastare boschi e vegetazione spontanea dai periodici incendi generati dai clan di criminalità che sono attivi nell’invenzione integralmente meridionale dell’ ”industria del fuoco”.
Degno di rilievo Io scenario descritto da Antonio Bellavista, seguendo il tracciato della Via dei cestai, da Mugnano del Cardinale a Sirignano, attraversando Baiano e Sperone, attingendo Avella, con circa duecento laboratori artigianali, tutti a conduzione familiare. Una ricostruzione storica dettagliata, facendo risaltare tecniche produttive e le modalità di commercializzazione delle produzioni che si realizzavano, lavorando fino a quattordici ore al giorno. A corollario del Forum, l’intervento della “Guida indiana”, come si è definito con auto-ironia, il professore Nicola Montanile ch’è stato il “cicerone” del Teatro dei Mestieri antichi. Un intervento, in cui era evidenziata l’importanza delle informazioni corrette e integrate che vanno date a quanti visitano i luoghi d’interesse storico-artistico e archeologico. Tanti spunti di rilievi e considerazioni, con scherzose battute, per sottolineare la delicatezza del ruolo delle guide turistica nel fare appeal per il territorio.
Nel corso del Forum presentato il testo documentario di ricerca storiografica realizzato dalla comunità della terza classe della locale Scuola media, intitolato “A caccia di briganti nel nostro territorio”. Merita un servizio a sé, che sarà proposto tra qualche giorno.

di Geo (Foto di Pio Stefanelli)

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BAIANO. PER LA FESTA DEVOZIONALE DEL 26 FEBBRAIO: CHIESA DI SANTO STEFANO, SPECIALE CONCERTO MUSICALE PRO-TELETHON

Dagli splendidi e gradevoli arabeschi sonori che dispiega Falko, con la “sua” rinomata ”armonica d’oro” alle raffinate vibrazioni con cui il Maestro Antonio Marotta anima la ”sua“ chitarra classica, con il filo conduttore impreziosito dalla voce solista della cantante Anna Giusti. Ecco il mix del Concerto musicale, promosso ed organizzato dal Circolo socio-culturale “L’Incontro” in coincidenza con la Festa devozionale dedicata a Santo Stefano, Protomartire della cristianità e Patrono della comunità cittadina; Festa memoriale, in omaggio al miracolo del Santo Levita che liberò Baiano dal flagello della mortale malattia del vaiolo. Il Concerto in agenda lunedì 26 febbraio- alle ore 19,00- segna la conclusione dei festeggiamenti, che in mattinata- alle ore 10,00- vivranno la liturgia solenne della concelebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino.

Falko, ovvero Elia Falco per l’Ufficio anagrafico di Avella, e Antonio Marotta, cultori delle arti popolari, esprimono un background di alto profilo con l’eccellente formazione culturale acquisita nel Conservatorio musicale “Domenico Cimarosa” di Avellino e sono docenti nell’Istituto comprensivo scolastico “Enrico De Nicola” di Casalnuovo.

Ricca e variegata la gamma dei brani musicali e delle canzoni che il Trio di concertisti proporrà, tra cui l’Ave Maria di Gounod, l’Ouverture di Carulli, “Movimenti sincronici” di Colonna, “Oblivion” e “Liber tango” di Piazzolla, “Caruso” di Lucio Dalla. Un cocktail di buona musica e bel canto.

Il Concerto apre la campagna di raccolta-fondi a favore di “Casa-Telethon” cittadina per il 2018 e si rapporta alla Giornata mondiale del 28 febbraio per la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare e ignote. La presentazione dell’evento è affidata all’avvocatessa Giusy De Laurentiis, mentre la dottoressa Teresa Milite focalizzerà le finalità scientifiche ed umanitarie della Fondazione Telethon che fa leva basilare sul sostegno diffuso delle piccole e libere donazioni dei cittadini, a fronte delle ridotte disponibilità pubbliche e della grande industria farmaceutica.

di Geo

“Storia dell’arte della cartapesta”: il libro di Ezio Flammia sarà presentato domenica 25 febbraio a Nola al circolo Giordano Bruno

Si svolgerà domenica 25 febbraio alle ore 11.00, presso il Circolo Giordano Bruno, la presentazione del libro “Storia dell’Arte della Cartapesta” a cura di Ezio Flammia.

L’iniziativa è promossa dall’associazione MU.S.A in collaborazione con la Fondazione Festa dei Gigli. Ad intervenire, saranno, tra gli altri, Maurizio Barbato, segretario dell’associazione MU.S.A., l’artista Vittorio Avella, Angela Celentano, consigliere della Fondazione Festa dei Gigli, Pellegrino Sirignano, presidente del Circolo Giordano Bruno, oltre all’autore.

L’arte della cartapesta in Occidente è, senza dubbio, un’eccellenza della cultura italiana anche se in passato è stata poco studiata e per questo è ancora quasi sconosciuta. La causa principale del disinteresse è dovuta alla sua materia che, originata da umili stracci, è ritenuta una sostanza vile e quindi inadatta alla produzione di opere d’arte.

L’autore del libro esamina tutti i motivi che hanno causato lo scarso interesse da parte degli studiosi per quest’arte e demolisce il preconcetto della poca affidabilità della materia cartacea alla produzione di opere d’arte. Flammia, che è anche lui stesso un maestro della cartapesta, attraverso un esame rigoroso e meticoloso rivaluta l’arte della cartapesta dalle prime sperimentazioni nelle botteghe toscane alla metà del ‘400 sino all’arte moderna. Una piccola parte del libro è dedicata anche a Nola dove l’arte della cartapesta è legata alla realizzazione egli allestimenti per le nove macchine da festa della kermesse dei Gigli oggi patrimonio Unesco. La stessa madonna posta alle spalle dell’altare maggiore della cattedrale è in cartapesta.

Nello studio meticoloso di Flammia emerge inoltre un patrimonio demo – antropologico straordinario, dai giocattoli alle arti applicate, dalle suppellettili agli allestimenti scenici ed effimeri. L’autore evidenzia la duttilità della cartapesta utilizzata persino nell’edilizia e nella produzione di imbarcazioni.

ELEZIONI POLITICHE 2018: INTERVISTA AD ONOFRIO PETILLO, CANDIDATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI NELLA LISTA DI POTERE AL POPOLO

È una storia di impegno politico la biografia di Onofrio Petillo, nato a Tufino e storico ambientalista dell’area nolana. Il 4 marzo sarà lui a rappresentare il territorio nella lista di Potere al Popolo, sotto il cui simbolo si presentano alle elezioni i movimenti che negli ultimi anni, dal basso, senza l’appoggio di partiti vecchi e nuovi, hanno lottato per i beni comuni, la difesa dell’ambiente, servizi pubblici gratuiti e di qualità, per i diritti nel lavoro e nella scuola, contro le grandi opere inutili e le privatizzazioni fallimentari.

Petillo, docente di lingua e letteratura inglese, ha vissuto negli ultimi anni le battaglie contro la “Buona Scuola” del governo Renzi, ma è noto ai più per le battaglie ecologiste, contro le discariche di Tufino, lo Stir, la cava di Casamarciano, per l’acqua pubblica.

Lo abbiamo incontrato, per fargli qualche domanda, per capire come nasce la sua candidatura e cosa propone. Ma gli abbiamo chiesto anche di Potere al Popolo e di come sia possibile che, in poco tempo e pochi mezzi, questa esperienza stia suscitando tanta curiosità, entusiasmo e consenso.

Parlaci di Potere al popolo. Come nasce e soprattutto dove vuole arrivare?

Potere al Popolo nasce davvero da un movimento di popolo e riempie finalmente un grande vuoto che si era creato nella società italiana. Per lungo tempo abbiamo atteso che si costituisse un fronte unitario della sinistra che fosse democratico, inclusivo, aperto alle innovazioni. Il risultato è stato il cartello di Liberi e Uguali, contenitore elettorale dei soliti noti, un film già visto buono solo per D’Alema e compagnia. Non si poteva restare a guardare e dal centro sociale Ex OPG di Napoli è nato un appello raccolto da tutta Italia. Centinaia di assemblee in pochi giorni hanno dato vita a un soggetto politico che mette al centro l’ambiente, i beni comuni, le battaglie per un lavoro dignitoso, per la difesa della scuola e della sanità pubblica. Il programma è nel nome: siamo il 99% della popolazione e gli interessi della maggioranza non possono essere mortificati dai pochi badano al proprio profitto, fregandosene del fatto che oggi la gente si ammala e muore perché vive in posti insalubri, se ha la fortuna di lavorare non ha diritti e fatica ad arrivare a fine mese, non riesce a pagare l’affitto o il mutuo, è ostaggio di usura e clan camorristici.

Perché hai deciso di candidarti?

Dalla vita ho imparato che le battaglie in cui credi vale sempre la pena combatterle. Oggi siamo quasi tutti in condizioni peggiori rispetto a venti anni fa. I nostri figli hanno davanti un futuro di incertezza e di paura. Ho deciso di candidarmi per offrire il mio contributo contro la paura, un sentimento che colpisce gli uomini quando si sentono soli e senza speranza di cambiare le cose. Potere al popolo parla a tutti e dice: “se stiamo uniti possiamo cambiare le cose in meglio. Per tutti.”

Da sempre il tuo impegno è stato all’insegna dell’ecologismo. Cosa proponi per l’area nolana?

Il futuro dell’area nolana si può racchiudere in due parole: cultura e agricoltura.
È vero, hanno fatto di questa terra lo sversatoio della Campania umiliandone il passato agricolo, ma il futuro può essere diverso. Penso allo sviluppo dell’agricoltura di qualità, non chimicizzata, per ritrovare la salubrità dell’ambiente e degli alimenti. Un’agricoltura sana comporta un incremento di occupazione e di reddito per gli addetti, che tornerebbero ad essere le migliori sentinelle del territorio, come i contadini di una volta.

Sarebbe importante che si costituisse l’unione dei Comuni per affrontare le problematiche dell’area nolana in termini sistemici ed organici: ad esempio, si potrebbe ottenere dalla Regione il potenziamento delle figure degli idraulici forestali per meglio controllare il territorio collinare e scongiurare i ripetuti e devastanti incendi che desertificano le nostre colline e le espongono a frane, oppure avrebbe la forza economica gestionale per riutilizzare le ex cave dismesse al fine di realizzare attività culturali, ricreative e produttive sostenibili.

Un’altra proposta che facciamo da anni è quella di una efficiente irreggimentazione delle acque meteoriche tramite vasche di contenimento come quella situata in località “Purgatorio” nel comune di Avella, così da frenare la furia dei torrenti in caso di piogge torrenziali. Queste vasche avrebbero anche la funzione di rendere la zona umida, fungerebbero da serbatoio per irrigare campi, da bacino per attingere acqua in caso di incendio. Abbiamo idea di quanti vantaggi economici e di vivibilità tutto ciò comporterebbe?

Il senso è chiarissimo. Ma dicevi che l’area nolana dovrebbe puntare anche sulla cultura.

Nelle ultime settimane stanno espropriando terreni agricoli fertili per allargare ulteriormente l’area ASI Nola Marigliano, un deserto industriale fuori da ogni logica di programmazione economica e di attenzione ai bisogni dei cittadini. Una cosa surreale, se non fosse spiegabile con le logiche dei soliti affaristi e lottizzatori. Il nostro territorio ha già grandi insediamenti che potrebbero dare lavoro e benessere ai cittadini dell’area se fossero gestiti a dovere e che sono tutti all’insegna della cultura e della socialità. È impossibile citare tutto, basti pensare alle Basiliche paleocristiane di Cimitile o al Villaggio preistorico di Nola, finito sotto terra a causa dell’insipienza dell’amministrazione comunale, la Festa dei Gigli patrimonio Unesco, la straordinaria figura di Giordano Bruno. Non è accettabile che dall’alto si decida che l’area nolana debba essere una periferia colonizzata dai conquistatori. Dobbiamo far sentire la nostra voce, smarcandoci dai falsi protettori che in questi decenni hanno prodotto scempi e ruberie.

di ra.na.

Manzi (Pd): “Rifiuti come risorsa economica. Da Ato 200mila posti di lavoro”

Lo smaltimento dei rifiuti come opportunità economica e non più emergenza. Nel giorno in cui l’Italia si “illumina di meno” aderendo all’iniziativa ecologica di Radio Due, Andrea Manzi – candidato alla Camera dei deputati nel Collegio di Nola per il Partito democratico – rilancia il dibattito sull’ambiente: “Il concetto da cui partire – dichiara Manzi – è quello dell’economia circolare, nella quale i rifiuti si trasformano da problema da risolvere a opportunità da sfruttare per generare una crescita sostenibile con nuovi posti di lavoro. Nell’economia circolare un prodotto è pensato sin dal design e dalla scelta del materiale, per durare, essere riparato e riciclato. Alla fine della sua vita, questo oggetto sarà di nuovo materia prima per un altro prodotto, con benefici per l’ambiente e riduzioni emissioni di anidride carbonica. Anche nel nostro territorio possiamo inserire questi concetti e queste opportunità nei piani d’ambito che gli Ato dovranno redigere. Ed io in qualità di presidente dell’Ato 3 mi impegnerò a farlo e da parlamentare darò impulso a farlo in tutta la Regione Campania”.

“Nell’Ato 3 – continua – ci sono ingenti risorse già stanziate da destinare ad interventi strutturali per impiantistica e per sviluppare al meglio un progetto complessivo dove anche il riuso possa essere un elemento che migliori innanzitutto la qualità della vita dei nostri cittadini e il sistema complessivo di smaltimento dei rifiuti. Ma principalmente può essere una straordinaria occasione di sviluppo e di creazione di posti di lavoro e qualificati e duraturi. Dagli studi effettuati dall’Osservatorio del sistema integrato dei rifiuti predisposto dalla Regione Campania, negli Ato sarà possibile ottenere oltre 200.000 posti di lavoro oltre a garantire la stabilizzazione degli ex Cub”.

NOLA. NUOVA PROROGA DEL SERVIZIO IGIENE URBANA ALLA BUTTOL SRL FINO AL 31 LUGLIO 2018

E’ stato ulteriormente prorogato dal 1° febbraio al 31 luglio prossimo con determina dirigenziale n. 27 del 25 gennaio 2018 a firma del dirigente all’ambiente Stefania Duraccio il servizio integrato di igiene urbana alla ditta Buttol srl (contratto repertorio 7590 del 28 09 2012). La seconda proroga tecnica – essendo il contratto scaduto il 25 luglio 2017 – si è resa necessaria in quanto ad oggi (si legge nella determina) la gara indetta con decreto dirigenziale n. 224 del 26 07 2017 (quinquennio 2017-2022) non è stata ancora espletata in quanto si è in attesa della sottoscrizione della convenzione con la Prefettura di Napoli, il Provvedidorato alle OO.PP. di Napoli e il Comune di Nola per l’adesione alla Stazione Unica Appaltante (SUA).

Con tale proroga (si legge nella determina), essendo il servizio di pubblica utilità, si vuole evitare con la sospensione l’insorgere di gravi problemi di carattere igienico-sanitario con conseguenti pericoli per la salvaguardia della salute pubblica e per la tutela dell’ambiente.

Pertanto viene affidato il servizio di raccolta, trasporto e conferimento rifiuti solidi ed assimilati agli stessi patti e condizioni dell’appalto principale per un importo di € 2.343.874,92 alla ditta Buttol srl.

di ra.na.

NOLA. IN FASE DI ULTIMAZIONE I LAVORI DI POTATURA E PULIZIA DELL’AREA RETROSTANTE LA CASERMA AMEDEO D’AOSTA, ANCORA LUNGHI I TEMPI DI RECUPERO DELL’AREA PER LA PRESENZA DI MIGLIAIA DI TONNELLATE DI RIFIUTI

Sono in fase di ultimazione i lavori di pulizia e potatura dell’area restrostante la Caserma Amedeo d’Aosta di proprietà comunale dal 1888; al momento manca la pulizia della fascia adiacente il Parco privato Vanvitelli; i lavori dovevano durare alcune settimane ma hanno subito rallentamenti in corso d’opera a causa della presenza in loco di migliaia di tonnellate di rifiuti (si parla di circa 10.000 tonnellate) inerti essenzialmente calcinacci, macerie, residui di demolizioni, oltre a guaina di asfalto e centinaia di ecoballe di plastica abbandonate da anni; sicuramente il progetto dell’amministrazione comunale di trasformare l’area da ex scuderie a percorso jogging possa avere dei tempi lunghissimi.

Al momeno si aspetta le analisi, la caratterizzazione e la classificazione dei rifiuti da parte dell’Arpac allertata dagli uffici comunali e non ancora intevenuta; un’altra questione che allungherebbe i tempi di recupero dell’area è il reperimento delle risorse per lo smaltimento dei rifiuti, si parla di oltre quattrocentomila euro.

I lavori di potatura e pulizia sono stati aggiudicati dalla Centrale Unica di Committenza dell’Area Nolana alla ditta Vivai Marrone per € 42.000,00 con un ribasso a base d’asta del 72%; 26 le ditte partecipanti.

di ra.na.

NOLA. TUTTE LE DATE DELLA DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE DEL PRIMO SEMESTRE 2018, I CITTADINI CHIEDONO MAGGIORI CONTROLLI

L’ufficio igiene dell’Asl Na 3 Sud ha reso noto il calendario del servizio disinfestazione, disinfezione e derattizzazione del primo semestre 2018.

Negli ultimi tempi i cittadini chiedono la verifica dell’efficienza del servizio, soprattutto se i trattamenti sono effettuati regolarmente e se ci sono controlli del personale del Comune, in quanto per il passato nonostante la disinfestazione e la derattizzazione per liberare la Città dai fastidiosi insetti e roditori non si vedono effetti positivi.

Ormai la Città da anni è preda dei rodotori e zanzare. Sono molte le strade a rischio del centro storico e periferie, specialmente nel periodo estivo sono in tanti a postare sui social “passeggiate” di topi vivi o carcasse di roditori che restano per strade a marcire per giorni senza che nessuno provveda a rimuoverli.

Sono quattro i trattamenti di ovicida e larvicida: si inizia il 30 marzo prossimo per Nola centro ed il 2 aprile (lunedì in albis?) per le frazioni, a seguire il 26 aprile per Nola e 27 aprile per le frazioni, 18 maggio per Nola e 21 maggio per le frazioni per finire il 15 giugno per Nola e 18 giugno per le frazioni.

Anche per la disinfestazione adulticida i trattamenti sono quattro nel primo semestre: il primo è programmato per il 9 aprile per Nola e frazioni, a seguire il 7 maggio, il 4 giugno e per finire il 25 giugno.

I vantaggi alla lotta larvicida rispetto a quella adulticida sono più evidenti in quanto la prima viene effettuata con lo scioglimento di una pasticca effervescente nei luoghi di riproduzione della zanzara (tombini e caditoie) con ottimi risultati, mentre la seconda avviene con furgoni della ditta affidataria del servizio attrezzata con nebulizzatori che spruzzano disinfettanti ad oltre trenta metri.

I trattamenti di derattizzazione sono tre: il primo, già eseguito il 16 febbraio scorso per Nola ed il 19 per le frazioni; il prossimo trattamento di derattizzazione ci sarà il 30 marzo (venerdì santo) per Nola ed il 2 aprile (lunedì in albis) per le frazioni; l’ultimo del semestre il 15 giugno per Nola ed il 18 per le frazioni.

L’intervento di derattizzazione consiste nel mettere delle esche di colore rosso nei tombini.

La disinfestazione ovicida e larvicida e la derattizzazione vengono effettuate di mattina alle 08:30, mentre la disinfestazione adulticida dalle 23:30.

A seguire la disinfestazione adulticida è il dipendente Onofrio Aruta; la ditta aggiudicataria del servizio è il raggruppamento temporaneo di imprese Sigeco srl – Uniced srl.

di ra.na.

NOLA, SECONDO APPUNTAMENTO CON “VIAGGIO NELLA STORIA”

Domenica 25 febbraio riprende il “Viaggio nella storia” al Museo Storico Archeologico di Nola con l’associazione Meridies. Per il secondo appuntamento, la macchina del tempo condurrà i piccoli visitatori alla scoperta degli usi e dei costumi dei Campani. Anche questa volta la formula dell’evento prevedrà due momenti distinti: la visione e spiegazione dei reperti custoditi nelle diverse sale del museo attraverso il racconto di personaggi in costume e, a seguire, laboratori di coroplastica, oreficeria e di scrittura osca. «La clamorosa partecipazione di bambini e delle loro famiglie al primo appuntamento- ha dichiarato il presidente di Meridies, Michele Napolitano- ci ha riempito di entusiasmo. La curiosità e lo stupore dei bambini sono da sempre il nostro motore, la nostra spinta ad andare avanti e continuare ad occuparci del territorio e della sua tutela». Le attività sono gratuite, è obbligatoria la prenotazione che può essere effettuata inviando una mail a info@meridies-nola.com. Ingresso: 15.30; 16.15 (sold out); 17.00; 17.45.

Info: Associazione “Meridies”
Via Anfiteatro Laterizio 178, Nola
Contatti: info@meridies-nola.org

Pablo Picasso in mostra a Nola dal prossimo 2 marzo, in vetrina anche una creazione dello stilista napoletano Gianni Molaro ispirata alla Guernica

In occasione della mostra di Pablo Picasso, lo stilista napoletano Gianni Molaro esporrà una creazione dedicata proprio all’artista spagnolo. La mostra “Picasso e le sue muse” sarà inaugurata alle 18.30 di venerdì 2 marzo nella chiesa dei Santi Apostoli di via San Felice.

L’abito che Gianni Molaro ha scelto per l’importante appuntamento è ispirato alla “Guernica”, una delle tele ad olio più impegnative e rappresentative della vasta produzione che porta il nome di Picasso ed in cui lo stilista ha voluto sintetizzare al meglio il concetto di Art Couture che mette la moda al centro dell’arte. Una creazione di forte impatto scenico ed emotivo che, nel 2004, è stata in mostra nella casa parigina di Pablo Picasso, durante l’esposizione dell’arazzo Guernica.

Un evento nell’evento promosso dal Comune di Nola guidato dal sindaco Geremia Biancardi con l’assessore alla cultura Cinzia Trinchese che punta a raddoppiare il successo dello scorso anno quando furono esposte le opere di Giorgio De Chirico che, in 30 giorni, richiamarono in città oltre diecimila presenze.

La mostra resterà aperta al pubblico tutti i giorni fino al 28 aprile. Le visite guidate saranno a cura dell’associazione Meridies, previa prenotazione.

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