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NOLA. IMMINENTE LA CONFERENZA DEI SERVIZI PER LA MESSA A PUNTO DELL’ORGANIZZAZIONE E CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI PER LA RIAPERTURA DELLA VILLA COMUNALE

Sono in tanti a chiedersi: “Quando riaprirà la Villa Comunale?”. A rispondere al nostro interrogativo è la dirigente all’ambiente del Comune di Nola, Stefania Duraccio.

“Stiamo lavorando – afferma la Duraccio – Tra alcuni giorni ci sarà una conferenza dei servizi con i CTU della Procura della Repubblica, i direttori del Piano di gestione della Villa Comunale, i due agronomi nominati dal Comune, Giuseppe Cardiello e Luciano Mauro, la Sovrintendenza, presenti anche le due ditte impegnate per l’abbattimento dei 25 alberi – quasi tutti lecci – (Interflora srl) e della messa in sicurezza dell’area del Montezuma (Eurogiardinaggio di Villaricca). La conferenza – fa sapere la Duraccio – servirà per la messa a punto dell’organizzazione e cronoprogramma dei lavori”.

Il Piano di gestione prevede una manutenzione straordinaria finalizzata alla riapertura della Villa entro 90 giorni dal dissequestro, avvenuto il 31 marzo scorso, ed un’altra ordinaria decennale per il mantenimento e la gestione dell’intero patrimonio arboreo.

Intanto per la fase straordinaria sono previste spese per oltre centomila euro. Circa € 18.000,00 per l’abbattemento degli alberi (ditta Interflora srl); € 33.000,00 per la messa in sicurezza del Montezuma, che farà perdere un pezzo di Villa Comunale a causa dell’unificazione dei viali e degli spazi circostanti (ditta Eurogiardinaggio di Villaricca).

di ra.na.

NOLA. INIZIATI I LAVORI DI ESTIRPAZIONE DELLE ERBACCE NEL RIONE GESCAL DI VIA SEMINARIO, I RESIDENTI: “SPERIAMO CHE NON SI TRATTI DI ‘UNA TANTUM’ MA CHE IL SERVIZIO AVVENGA CON REGOLARITA’”

Al via questa mattina i lavori di estirpazione delle erbacce al rione Gescal di via Seminario a Nola. I residenti tirano un primo sospiro di sollievo dopo le tante polemiche e denunce dei giorni scorsi.

“Finalmente – commentano i residenti – l’erba alta oltre due metri è stata estirpata. Ci auguriamo che anche i sacchetti dell’immondizia depositati e nascosti dalle erbacce vengano rimossi Restituire decoro e pulizia – continuano i residenti – non dovrebbe essere una eccezione per una società civile ma piuttosto la regola. Speriamo soltanto che non si tratti di ‘una tantum’ ma che la bonifica e la pulizia avvenga con regolarità”.

Aspettavano da tempo che la zona venisse ripulita; certo c’è ancora tanto da fare. Il prossimo passo deve essere quello di asfaltare le strade perchè quando piove s’allaga con numerosi disagi non solo per i pedoni ma anche per i veicoli.

Il manto stradale in più punti presenta delle buche profonde che danneggiano non solo la meccanica dei mezzi di trasporto ma spesso sono la causa principale di tanti incidenti, alcuni dei quali anche gravi.

“Siamo al limite della sopportazione – chiosano i residenti – Negli ultimi tempi capita di frequente che i rifiuti, abbandonati da incivili, sono lasciati per alcuni giorni sui marciapiedi, oltre a rendere l’aria irrespirabile attirano insetti e ratti. Ci sentiamo abbandonati da tutti”.

La ditta affidataria dei lavori è “Rainone Luciano” per un importo di € 4.000,00. Intanto si aspetta che la C.U.C. (Centrale Unica di Committenza) dell’Agenzia Locale di Sviluppo affidi la gara trimestrale per l’estirpazione delle erbacce per l’intero territorio comunale (importo a base d’asta € 70.000,00).

di ra.na.

CICCIANO. L’ESEMPLARITA’ CIVICA DI GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO, I GIOVANI SFILANO IN CORTEO PER LA GIUSTIZIA E LA LEGALITA’

Mobilitate per la Marcia della legalità tutte le rappresentanze delle articolazioni del Polo scolastico cittadino, dell’associazionismo di volontariato – laico e religioso- insieme con l’associazione “Voci di donne”, i Gruppi degli scout del territorio e tante famiglie, ricordando l’esemplarità di vita civica e di cultura, di cui sono stati testimoni Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati al servizio della legge e dello Stato per l’ordinata convivenza sociale nel rispetto dei principi di giustizia e della libertà. Una risposta di straordinario valore e coinvolgente significato all’iniziativa promossa dalla civica amministrazione, con l’appello del sindaco Raffaele Arvonio, e curata al meglio dall’assessorato alle attività culturali, all’istruzione e all’associazionismo, di cui è responsabile la professoressa Lucia Marotta, in collaborazione con le dirigenze scolastiche locali.

Per la genericità dell’uso e abuso che se ne fa in convegni d’occasione, l’ espressione-legalità rischia di diventare un mantra, la cui ripetitività la svuota di significato e contenuti, se non si salda e coniuga con la conoscenza e le modalità d’attuazione nella quotidianità dei valori della giustizia e delle responsabilità civiche, di cui la Carta costituzionale è bussola d’orientamento esclusiva e irrinunciabile.

Un rischio da evitare. E, in questa luce, è stato accolto con piena partecipazione dai giovani,l’appello lanciato dal sindaco Raffaele Arvonio, per la Marcia della legalità, che si è sviluppata lungo il percorso perimetrale del centro storico della città, in coincidenza con il 25. mo anniversario della Strage di Capaci, nella quale la Mafia- era il 23 maggio del 1992- annientò Giovanni Falcone, magistrato impegnato in importanti inchieste sulle criminalità mafiosa, culminate nel maxi-processo a “Cosa nostra” che ha segnato una svolta della storia giudiziaria italiana e comunitaria europea, la moglie, Francesca Morvillo, anch’ella magistrato, e gli agenti che componevano la scorta di protezione della Polizia di Stato. E il 19 luglio dello stesso anno fu annientato Paolo Borsellino, nella Strage di via d’Amelio. Un appuntamento, ch’è stato l’epilogo di un percorso di analisi e studio sull’azione di prevenzione e di contrasto che lo Stato e le sue articolazioni sviluppano, per debellare la criminalità economica e finanziaria, di cui le Mafie sono la proiezione nel tessuto sociale, con i noti strumenti utilizzati sui territori, dalla violenza omicidi aria e psicologica all’usura, dalle estorsioni allo spaccio della droga, dal grande giro di arricchimenti realizzato con lo smaltimento contro legge dei rifiuti nocivi e speciali al traffico delle armi e alla corruzione negli Enti locali.

Focalizzati gli aspetti innovativi e incalzanti dell’architettura legislativa degli ultimi anni, alla cui formazione hanno concorso e dato intelligente impulso proprio le metodologie investigative sviluppate da Falcone e Borsellino, con inchieste che hanno minato le strutture delle Mafie, soprattutto sul versante economico e finanziario con l’applicazione delle normative di confisca dei beni di illecita e criminosa provenienza, rese particolarmente stringenti, avendo come ancoraggio l’impianto della legislazione La Torre-Rognoni. Un fattore di forte rivendicazione del primato dello Stato, il cui merito va ascritto anche e soprattutto a Falcone e Borsellino. E’ stato un percorso di preparazione, che i giovani hanno compiuto negli Istituti che frequentano, grazie all’impegno profuso dai docenti coinvolti, nel quadro dell’iniziativa promossa e organizzata dall’assessorato alle attività culturali, all’istruzione e all’associazionismo, di cui è titolare la professoressa Lucia Marotta, in collaborazione con il sodalizio “Voci di donne” , l’esperta di criminologia, la dottoressa Mariarosaria Alfieri e il dottor Paolo Trombelli.

Location del raduno, piazza Mazzini, con gli interventi dei promotori della manifestazione, che evidenziavano lo spirito di servizio a tutela delle libertà civili e il senso dello Stato, di cui sono stati operosi protagonisti e attivi testimoni Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, don Peppino Diana, simboli delle tante vittime delle Mafie; simboli che vivono nelle civili coscienze, per aver saputo additare il cammino da seguire nel contrastare i sistemi e i condizionamenti della criminalità organizzata, da cui é oppressa e negata la normalità della convivenza sociale. Un ricordo, che i giovani hanno ravvivato, leggendo personali riflessioni e pensieri.

“E’ stata scritta una bella pagina di civili virtù per la nostra comunità- ha affermato il “primo cittadino”-con l’attiva presenza dei giovani delle Scuole, di tutte le associazioni cittadine e di tanti genitori. Certamente, una manifestazione sentita e vissuta, ma soprattutto percepita nel suo significato più autentico di testimonianza civica e sociale. Non c’è stata alcuna forma retorica e si è evitata la dimensione della ritualità- ha concluso Arvonio- rendendo la manifestazione espressione di libertà e di responsabilità, con protagonisti assoluti i giovani”.

“Una manifestazione di alto profilo e incoraggiante- ha affermato Franco Barbato, sindaco di Camposano e già parlamentare alla Camera dei deputati in rappresentanza del Collegio di Nola- con i giovani, i ragazzi e le ragazze in prima fila, come dire coloro che rappresentano il futuro, su cui è necessario, anzi doveroso puntare ed investire sul piano culturale e su quello della formazione civica. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno segnato uno spartiacque, per far valere il senso dello Stato, presidio delle libertà e della giustizia. Il loro lavoro, al servizio dello Stato e della società, è stato eccezionale. La loro memoria,però, deve essere ravvivata nell’impegno a migliorare la società, tenendo ben chiaro che il progresso civile fa coniugare giustizia, legalità e lavoro. Un messaggio positivo, quello che arriva dalla Marcia della legalità, indetta e promossa dall’amministrazione comunale di Cicciano, e che denota un cambio di passo nelle dinamiche sociali dell’area nolana”.

La manifestazione ha davvero lasciato il segno. E’ il segno della “Cicciano che piace” per spirito pubblico e civico espresso, come con partecipe e entusiastica emozione ha affermato Lucia Marotta, l’anima della Marcia della legalità. E vedere sfilare con compostezza tanti giovani e i loro genitori è stata una bella scena.

di Geo

Giugno Nolano: le “muse” di Troisi aprono il cartellone

Trenta giorni di musica, teatro e spettacolo aspettando la ballata di domenica 25.

Saranno le attrici Maria Grazia Cucinotta e Giuliana De Sio le protagoniste del “Giugno Nolano”, il cartellone di eventi che farà da cornice alla secolare Festa dei Gigli, patrimonio dell’Unesco. Le due popolari artiste, note al grande pubblico per aver interpretato ruoli di primo piano nelle pellicole di successo di Massimo Troisi, saranno ospiti della città di Nola nel parco archeologico urbano di via Merliano con due spettacoli di musica e teatro. Alle 20,30 di domenica 4 giugno il primo appuntamento con “Salotto italiano: Maria Grazia Cucinotta si racconta”, un viaggio musicale in cui l’artista siciliana, accompagnata dalla Melos Orchestra, interpreterà alcune famose poesie dialogando con gli spettatori e ripercorrendo le tappe più significative della sua carriera. Stessa location e stessa ora per “Giuliana De Sio legge Napoli” che, martedì 13, darà voce ad una serie di racconti fantastici ispirati dalle tradizioni campane.

Ed il teatro musicato sarà il leitmotiv dell’intero programma del Giugno Nolano, promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi e curato dall’assessore alla cultura Cinzia Trinchese. Tanti gli appuntamenti che per 30 giorni interesseranno non solo i siti storici ma anche le principali piazze della città con show itineranti per ogni tipo di pubblico, a cominciare dai più piccoli. Per loro infatti, ma anche per gli adulti, il Bus Theater: dal 6 al 9 l’autobus a due piani della cultura alternativa viaggiante si fermerà a piazza Duomo, dalle 10 alle 24, trasformandosi in un vero e proprio palcoscenico all’aperto ospitando manifestazioni e spettacoli. E con il bus theater arriva in città anche la prima edizione della “Nola street art fest” con gli artisti da strada. Imperdibili anche i concerti organizzati nel museo storico archeologico che sarà tra i luoghi in primo piano del Giugno nolano con l’obiettivo di implementarne la presenza di visitatori. Ad esibirsi, tra gli altri, ci sarà la pianista e compositrice Giuseppina Torre, vincitrice per ben 3 volte del Los Angeles Music Awards. Immancabile la “Musica dei Gigli in concerto” che si terrà alle 20,30 di venerdì 16 giugno e che è giunta quest’anno all’edizione numero 22. Spazio anche alla bellezza con la sfilata di Miss Italia – selezione provinciale – in calendario venerdì 30. Proposta nella proposta, lo Sport sarà in primo piano con la “Giornata nazionale dello Sport”. L’appuntamento promosso dall’assessore al ramo Carmela De Stefano è in programma per venerdì 2 giugno: dalle 16,30 a piazza Duomo sarà possibile cimentarsi in diverse discipline sportive con il supporto di tecnici professionisti del settore. Protagonisti del Giugno Nolano anche gli alunni delle scuole con il concorso artistico “PaolinArte” riservato alla figura e all’opera di Paolino. Il contest é promosso dal Comune in sinergia con la fondazione Festa dei Gigli e l’istituto Munari di Acerra.

“Il Giugno Nolano di quest’anno è ricco, variegato ed importante con eventi diversi per forme e contenuto ma accomunati dall’originalità e creatività delle singole proposte – dichiara l’assessore alla Cultura Cinzia Trinchese – Anche quest’anno siamo riusciti a proporre una formula innovativa che punta a valorizzare non solo il centro ma anche i siti storici in un’ottica di promozione turistica della Città. Obiettivo è creare un unico grande format che unisca le forze della Città per il lancio del marchio “Festa dei Gigli” in circuiti sempre più prestigiosi”.

“La proposta di eventi migliora di anno in anno. La festa dei Gigli di Nola – evidenzia il sindaco Geremia Biancardi – assume dimensioni sempre più ampie ed il Giugno nolano deve rappresentarne la giusta cornice. Valorizzare la nostra tradizione culturale e religiosa significa valorizzare Nola, il ruolo di prestigio che riveste ed i luoghi che custodisce”.

Clicca sul programma per scaricarlo e visualizzarlo

BAIANO. MIGRANTI E CITTADINANZA UNIVERSALE ALL’”INCONTRO”

Agenda aperta sulla tematica “Migranti, cittadinanza universale, libertà e ricchezza interculturale”, nei locali del Circolo “L’Incontro” in via Luigi Napolitano, domenica 4 giugno, alle ore 10,30. Tematica di variegata e spiccata attualità, che connota uno degli snodi della complessa società della globalizzazione dei mercati, attraversata da molteplici dinamiche di progresso e sviluppo materiale per le condizioni generali di vita dei popoli sotto la spinta dell’innovazione tecnologica permanente, ma anche segnata da diffuse e inumane situazioni di sottosviluppo, arretratezza, disastri ambientali, per non dire dei laceranti e profondi divari presenti nelle stesse realtà progredite.

E lo scenario, di cui una rappresentazione degna d’interesse é data dal saggio appena pubblicato da il Mulino ed intitolato “Il piano inclinato”, in cui la rigorosa analisi tracciata da Romano Prodi focalizza le facce della crescita senza uguaglianza. Una trappola che ha reso le nostre società più ingiuste. Per disegnare un futuro migliore, dobbiamo restituire valore e peso politico al lavoro.

I migranti, che dall’Africa e dal Medio-Oriente affrontano le rotte del Mediterraneo, per approdare nell’Europa comunitaria, fuggendo da fame, miseria, guerra e violenze sono la testimonianza sofferta e sofferente di uno dei Sud del Mondo, la cui mappa si estende dall’America centrale all’Asia e al Continente nero appunto. Una testimonianza, che per vari aspetti e profili costituisce e fa da contrappunto del declino demografico dell’Occidente, segnatamente del Vecchio continente, che appare sempre più ingabbiato nella rete di particolarismi egoistici e deteriori populismi.

A trattare la tematica, sarà Nicola Di Mauro, giovane ricercatore del Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo nell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Di Mauro é conoscitore dell’area maghrebina e in particolare delle condizioni socio-economiche del Marocco, dove ha completato un impegnativo e interessante periodo di ricerca socio-economica un mese fa.

di Geo

UNA BUONA NOTIZIA

Giorni fa ho avuto modo di visitare una piccola Cooperativa Agricola, denominata “Eccellenze Nolane” operante nell’area nolana, costituita da poco tempo da un gruppo di giovani imprenditori. Ragazzi tra i 25 ed i 30 anni, spinti dall’amore per la terra, che hanno deciso di abbandonare l’aspettativa del “posto fisso” per mettersi alla prova, scegliendo di lavorare in campagna e non solo per ripiego.

Si tratta di una visione moderna dell’agricoltura, aperta all’innovazione tecnologica e ad una nuova cultura dell’alimentazione e dell’ambiente, orientata a valorizzare le risorse territoriali, a curare il paesaggio ed a migliorare la qualità della vita in campagna.

Oggi, difatti, mentre i dati sulla disoccupazione giovanile sono sempre più allarmanti, l’agricoltura è uno dei pochi settori che invece è in controtendenza a fronte del calo generalizzato degli altri settori.

Questi giovani, nè choosy, nè bamboccioni, nè “neet” (not in education, employment or training) hanno deciso di investire nella terra. Pionieri di un nuovo modo di fare agricoltura attenta all’ecosistema, alla qualità dei prodotti, ma anche alla solidarietà. Ospitano nei campi in cui operano anche attrezzi e dispositivi per ragazzi svantaggiati, offrendo loro la possibilità di un impegno concreto che vale molto di più di una pur lodevole “assistenza”.

E così, oltre ad aver imboccato una strada giusta per superare la crisi occupazionale, stanno anche lavorando per un futuro più sostenibile ed eticamente responsabile, contribuendo alla salvaguardia dei beni comuni (acqua, terra, suolo) e puntando sulla qualità del cibo “nolano” per sfidare la competitività del mercato.

Il punto di forza è la reintroduzione del pomodoro “san Marzano”, già riconosciuto dal “Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta (DOP) pomodoro San Marzano dell’agro Sarnese-Nocerino”, pubblicato il 7 gennaio 2011 sul Supplemento ordinario n. 6 alla Gazzetta Ufficiale.

Non c’è che dire. Un lavoro che ridà forza alle storiche caratteristiche del nostro territorio, capace di offrire qualità ed unicità dei suoi prodotti, con forti implicazioni anche in termini culturali, tutelando e salvaguardando i caratteri identitari di quell’agrosistema che in epoca non sospetta fu definito Campania Felix.

Da diversi anni la nostra area rurale, sicuramente la terra più fertile del mondo, è oggetto di sottrazione di ingenti superfici che ne hanno modificato la sua naturale vocazione. Aree industriali, commerciali, infrastrutture e, solo da ultimo, un nuovo modello di Carcere, hanno irreversibilmente mutato la destinazione di questi preziosi terreni, senza comportare peraltro significativi vantaggi per l’economia dell’area. Anzi la loro presenza, a cominciare dal sostenuto traffico veicolare, è sicuramente concausa dei dannosi effetti di inquinamento da polveri sottili, tanto che l’unica Centralina di San Vitaliano già nel mese di marzo ha sfondato il tetto dei 35 superamenti giornalieri ammissibili, attestandosi a quota 45.

A fronte di tale disastro ambientale l’iniziativa dei neo imprenditori agricoli, dotati di competenza e passione per il proprio lavoro, potrà imprimere una svolta nella “visione strategica” di quest’area, sempre che tale prospettiva diventi patrimonio comune dei Responsabili a vario titolo della gestione del territorio.

Dire basta all’indiscriminato consumo dei suoli, alle opere che mortificano l’alto valore ecologico dei residui suoli agricoli dell’area nolana è cosa da fare non in nome di una bucolica e nostalgica visione dell’agricoltura, ma affermazione consapevole dell’alto potenziale dei legami sistemici tra sviluppo rurale, alimentazione, ambiente, paesaggio, cultura e salute, da sostenere per un vero futuro ecocompatibile.

Allora un caloroso benvenuto ai nuovi agricoltori, fieri di un lavoro straordinario, che consente l’acquisto, anche a prezzi vantaggiosi, di genuini prodotti biologici a chilometro zero. Solo freschi e puramente di stagione, assecondando le affermate teorie nutrizioniste, degustabili anche lavorati presso il loro Eccellenze Punto Assaggio, in Nola alla via Mario de Sena 247.

Grazie per tutto quanto state facendo.

di Guido Grosso

NEL NOME DELL’ONNIPOTENTE UNO E TRINO, PRESENTATO A TARANTO IL ROMANZO DI ANTONIO CACCAVALE

MARIA ROSARIA PICCINNI E MARCELLO BARLETTA HANNO RIVISITATO LA TRAMA DELL’OPERA DELLO SCRITTORE DI TUFINO. SOTTO I RIFLETTORI ASPETTI DELLE VICENDE DEL BRIGANTAGGIO NELL’AGRO NOLANO E NELLA VALLE CAUDINA. LA COORDINAZIONE DELL’EVENTO E’ STATA DI MARIA LIUZZI, GIORNALISTA-CONDUTTRICE DI TELE NORBA.

Un gradevole e interessante pomeriggio all’insegna della Letteratura che fa da risonanza e riflesso nella verosomiglianza della Storia locale, quello che si é vissuto nella Sala degli Specchi del Palazzo di città, a Taranto, grazie allo straordinario impegno organizzativo, profuso da un gruppo di noti animatori culturali della Città dei due Mari, per la presentazione del romanzo “Nel nome dell’Onnipotente Uno e Trino”, l’affresco narrativo di Antonio Caccavale, ambientato nell’Agro nolano e nella Valle Caudina, con squarci aperti sulle grotte aree montane di Avella.

Due ore di riflessioni articolate e puntuali per la profondità dei contenuti, al filtro degli interventi di Maria Rosaria Piccinni, docente a contratto di Diritto delle Religioni all’Università di Bari, e dell’avvocato Marcello Barletta, cultore di Diritto dei Beni culturali nello stesso Ateneo. L’incontro è stato condotto e coordinato dalla giornalista Maria Liuzzi, nota conduttrice di Tele Norba. Nei loro interventi i due relatori e la stessa giornalista hanno espresso unanime apprezzamento per il modo accattivante, con cui vengono raccontate le vicende, “uno stile scorrevole che cattura il lettore e lo spinge a leggere tutto d’un fiato l’intero romanzo.

Maria Rosaria Piccinni ha articolato e sviluppato con incisiva efficacia l’analisi dell’opera di Caccavale. Sotto i riflettori, i temi connessi con il brigantaggio preunitario, su cui il racconto apre ampi squarci, marcandone le modalità con cui si manifestò sui territori dell’Agro nolano e della Valle Caudina; uno scenario – sottolineava – rappresentato con chiarezza, dando risalto al potere politico ed economico dell’epoca, alle dure condizioni di vita dei contadini, alla marginalità che segnava la vita delle donne, alle credenze popolari. Ed erano tracciate con ampiezza argomentativa le coordinate di critica storiografica, con cui Maria Rosaria Piccinni squadernava la contrapposizione tra i principi del legittimismo borbonico e quelli del liberalismo moderato e degli ideali democratici e repubblicani, che sono una parte basilare della narrazione.

Esperta e profonda conoscitrice dei ruolo che le Religioni e le tradizioni che le ispirano esercitano nella dimensione pubblica e popolare, la professoressa Piccinni ha focalizzato il ruolo che, in particolare, la Chiesa, il clero e la religione cattolica avevano nella società dell’età in cui è ambientato il romanzo di Caccavale, particolarmente fondato sulla capillare capacità di forza di orientamento nella formazione dei costumi sociali dei ceti popolari, la cui fede sincera nel Dio onnipotente si accompagnava sempre all’irrinunciabile tributo alle superstizioni e alle credenze fanatizzanti.

Originale e significativa, la chiave di lettura e interpretazione che era data al romanzo dall’avvocato Marcello Barletta; un traiettoria di riflessione, con cui evidenziava quelli che possono considerarsi i tratti tipici che accomunano la condizione precaria delle masse contadine del 1859 – 1860 alle condizioni di vita di tanta parte della popolazione italiana, specialmente meridionale, dei giorni nostri a cui, troppo spesso, assieme alla mancanza di lavoro viene negato il diritto ad una vita dignitosa.

Tocco finale all’evento, l’esibizione canora del soprano Rebecca Scano, accompagnata al pianoforte dal maestro Vincenzo Lentini. Un mix di ingredienti letterari, storici e musicali scelti al meglio dalla sapiente regia di Claudio Taranto validamente coadiuvato da Cosimo Pignatelli, e ben graditi.

di Geo

San Vitaliano. Chiusura salumificio Spiezia: domani veglia di preghiera col vescovo Marino

A San Vitaliano, lunedì prossimo 29 maggio, alle 21, veglia di preghiera cittadina di solidarietà ai lavoratori del salumificio Spiezia che rischia la chiusura. Annunciata anche la presenza del vescovo di Nola Francesco Marino.

In queste ultimi giorni i lavoratori dello storico salumificio Spiezia di San Vitaliano (Na), aperto nel 1907, si stanno misurando con l’acuirsi della crisi della loro azienda che rischia la chiusura, con la conseguente perdita di lavoro per circa 80 dipendenti, e gli immaginabili effetti negativi sull’indotto.

Per testimoniare vicinanza a quanti sono coinvolti e invocare in extremis una soluzione che possa scongiurare la chiusura permanente della storica azienda sanvitalianese, lunedì 29 maggio, alle ore 21, ci sarà una veglia di preghiera patrocinata dal comune di San Vitaliano, e promossa in collaborazione dall’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi di Nola e dalla parrocchia Maria SS. Della Libera di San Vitaliano, assieme alle varie realtà parrocchiali: l’Azione cattolica, il Gruppo G.A.M., il Gruppo Padre Pio e la Caritas parrocchiale San Vincenzo De’ Paoli. Tante altre le associazioni che sostengono l’evento: l’Associazione Libera, la Pro Loco cittadina, il Forum dei Giovani, la Populorum Progressio Onlus, G.A.D. Radici.

La veglia inizierà presso la parrocchia Maria SS. Della Libera: da lì i partecipanti si porteranno in processione verso il salumificio Spiezia dove si terrà il momento di preghiera. Anche il vescovo di Nola, Francesco Marino, sarà presente alla serata. «Questa del salumificio Spiezia, purtroppo, non è la sola vicenda problematica del nostro territorio – ha dichiarato il vescovo di Nola – Anche in altre città, proprio in questi giorni, i lavoratori vivono giorni d’angoscia per il futuro incerto che si prepara dinanzi a loro. Come Chiesa non abbiamo soluzioni tecniche da offrire, ma dobbiamo essere vicini a chi vive questo dramma e fare tutto il possibile affinché i responsabili del mondo imprenditoriale e istituzionale possano cercare tutte le soluzioni nell’interesse dei lavoratori e delle loro famiglie. Senza lavoro non c’è dignità».

BAIANO. DE LUCA HA INAUGURATO IL RESTAURATO CINE-TEATRO “COLOSSEO”, PER LA STORY COSTRUTTIVA CHIUSA SI APRE IL CAPITOLO DELL’UTILIZZO SOCIALE

IL RECUPERO FUNZIONALE DEL COMPLESSO DI VIA MARCONI RESTITUISCE AL TERRITORIO UNA STRUTTURA CHE GESTITA CON UNA CONGRUA PROGRAMMAZIONE PUO’ ESSERE LOCATION DI INIZIATIVE E MANIFESTAZIONI DI QUALITA’, FACENDO RETE CON I SITI ATTRATTIVI DI AVELLA E DELL’INTERA AREA DELL’UNIONE INTERCOMUNALE DELL’ALTO CLANIO PER PROMUOVERE CULTURA E ARTI VARIE, DALLE RASSEGNE TEATRALI DI PROFILO REGIONALE E NAZIONALE ALLA MUSICA CLASSICA E AL JAZZ. IL RIPRISTINO DELL’OPERA, REALIZZATA SUL FINIRE DEGLI ANNI ’40 DEL SECOLO SCORSO, HA RICHIESTO UN IMPEGNO DI SPESA PER DUE MILIONI E MEZZO DI EURO, CON PROGETTAZIONE ELABORATA DAL PROFESSORE PASQUALE MIANO, DOCENTE DELLA FACOLTA’ DI ARCHITETTURA DI NAPOLI. L’INTERVENTO E’ STATO COMPIUTO DALL’ASSOCIAZIONE TEMPORANEA DI IMPRESE RAUCCI-ZAMPELLA.

Si è conclusa la story del programma dei lavori per il restauro e il ripristino funzionale del “Cine-Teatro Colosseo”; programma realizzato dall’Associazione temporanea d’imprese Raucci–Zampella, in esecuzione della progettazione elaborata e sottoscritta dal professore Pasquale Miano , docente della Facoltà di Architettura della Federico II. Un percorso, che si è sviluppato nell’arco di oltre dieci anni tra stop and go, com’è prassi corrente per le opere che si avvalgono di finanziamenti pubblici, nazionali o regionali. E la svolta si è registrata con le normative sull’accelerazione della spesa pubblica, per evitare soprattutto la “perdita” delle risorse erogate dall’Unione europea; normative che hanno mitigato, per dir così, le disposizioni sulla razionalizzazione della spesa pubblica, “sbloccando” risorse e pagamenti.

Un passaggio avvenuto a settembre nel 2015 con gli specifici provvedimenti della Giunta-De Luca, dopo una lunga pausa di chiusura del cantiere proprio per mancanza di fondi; passaggio che, andava esaurito entro il 31 dicembre dello stesso anno, in osservanza disposizioni normative della Regione-Campania per la presentazione degli atti di rendicontazione finale e collaudo, propedeutici al reale accesso ai finanziamenti pubblici previsti e deliberati. Il termine previsto è slittato e la parola “fine” è stata appena scritta, restituendo al territorio e all’ Unione intercomunale dell’Alto Clanio, una struttura che insieme con i siti attrattivi naturalistici, storico-artistici e archeologici di Avella e dell’intera area può costituire un importante fattore di promozione e diffusione di attività e iniziative culturali, per la crescita civile delle comunità. Un capitolo di pagine bianche tutte da scrivere e che rappresenta un banco di prova serio e impegnativo per la politica locale.

Ma, per dare senso alla story conclusa con la cerimonia inaugurale a cui hanno partecipato il presidente della Regione-Campania, Vincenzo De Luca, il consigliere regionale Vincenzo Alaia, i parlamentari Massimiliano Manfredi, Luigi Famiglietti e tutte le rappresentanze delle amministrazioni locali del territorio, va ricordato che il programma di interventi è stato finanziato dalla Regione-Campania con risorse pari a poco più di tremilioni di euro, con successivo ridimensionamento a due milioni e circa 500 mila euro, deliberato dalla Giunta-Caldoro, in applicazione delle sopraggiunte e stringenti norme sulla razionalizzazione e sul risanamento della spesa pubblica, che hanno interessato, a loro volta, tutti i finanziamenti destinati alle opere pubbliche da realizzare nei Comuni della Campania, come di altre regioni del Sud, in particolare.. E di cui si è fatto già riferimento.

LA VIRTUOSITA’ DELLA COMUNITA’ PREMIATA

Di certo, un investimento premiale, con cui l’amministrazione regionale riconobbe la virtuosità civica della comunità nell’osservanza dei criteri della normale pratica della differenziazione dei rifiuti per il riciclo e il riuso; osservanza in atto fin dagli iniziali anni ‘ 90, nel rispetto delle disposizioni della normativa-Ronchi, grazie anche alla partecipazione azionaria della civica amministrazione pro-tempore, guidata dal sindaco Raffaele Napolitano, alla società pubblica della Pomigliano ambiente, attualmente dismessa, un modello di efficienza in quegli anni, ed ora sostituita dall’Eam, partecipata interamente dall’amministrazione della città del Polo automobilistico ed aerospaziale. Un assetto di organizzazione di servizi, che permise all’Ente di Corso Garibaldi di essere inserito nella specifica graduatoria dei Comuni-ricicloni della Campania, alla pari di Mercato San Severino, Atena Lucana, Cicciano, Casamarciano, Comiziano e la stessa Pomigliano d’Arco, tanto per citare alcuni territori urbani mai afflitti dall’emergenza-riifiuti.

Né va dimenticato che si deve proprio all’amministrazione-Napolitano l’acquisizione definitiva del Cine–Teatro Colosseo al patrimonio comunale, a cavallo degli anni ‘90 e del successivo decennio; acquisizione a cui si accompagnò lo stanziamento dei tre milioni di euro per la premialità riconosciuta. L’affidamento della progettazione –e conseguente gara d’appalto- tramite un bando di concorso di idee, si deve all’amministrazione, guidata dal sindaco Cavaccini nel 2006; progettazione, inserito nella specifica graduatoria del Parco–progetti messa a punto dalla Giunta di palazzo Santa Lucia, presieduta da Bassolino, impegnando i 511 Comuni del territorio regionale ad “attrezzarsi” adeguatamente nella redazione di progetti esecutivi per opere di pubblica utilità, da inserire nelle corsie dei parametri sulla spendibilità delle risorse comunitarie europee, rese disponibili ed erogate dall’Unione europea. E la progettazione-Miano fu inserita tra le prime posizioni,che valse l’accesso alla corsia giusta dei finanziamenti pubblici, una volta resi spendibili.

LA CONFIGURAZIONE DEL “NUOVO” COLOSSEO: PLATEA, SALA-CONVEGNI, COLONNA SCENICA… E LA “GALLERIA” DI COLLEGAMENTO TRA VIA DIAZ E VIA MARCONI

Occhio al Teatro Colosseo, riconfigurato secondo le coordinate progettuali del restauro, con cui è stato interamente ri-disegnato l’atrio non più ampio come in origine, ma reso meglio funzionale e “accogliente”. Tra gli elementi caratterizzanti dell’impianto hanno rilievo specifico la spaziosa colonna scenica alta trenta metri, il vasto palcoscenico, la platea con oltre 300 posti a sedere, la sala convegni, con circa 100 posti – un … gioiello di accogliente con una bella esposizione a mezzogiorno- l’innovativa apertura della “galleria” utilizzabile anche come spazio espositivo e che fa da asse di collegamento tra Via Marconi e Via Diaz, e tanti altri ambienti, includendo i servizi igienici e l’impianto illuminotecnico di avanguardia.

Sono elementi caratterizzanti strutturati con materiali e tecniche costruttive secondo criteri ingegneristici e architettonici al passo con i tempi, fermo restando l’integrale rispetto delle volumetrie preesistenti e connotative del Cine–Teatro Colosseo, concepito, progettato, realizzato con l’esclusiva destinazione di Spazio di intrattenimento e spettacolo nel centro storico cittadino, ad un centinaio di metri dalla stazione terminale della Circumvesuviana, in via Marconi. Un intervento costruttivo di ampia portata e mai prima realizzato sul territorio, concluso con l’inaugurazione del 1949. Il cantiere dei lavori restò aperto circa due anni e vi furono impegnate, in prima battuta, folte e cospicue maestranze locali- poco meno di cento addetti- che praticavano le faticose modalità costruttive del tempo, con l’uso esclusivo delle pietre tufacee e malte formate da calce e sabbia. L’impegno lavorativo delle maestranze locali fu integrato, per completare la struttura, da un’impresa edile di Roma, specializzata nella sistemazione delle capriate costitutive della volta. Un’operazione, anche questa, che si realizzava , per la prima volta, sul territorio.

Negli anni ’70, però, il complesso di via Marconi non era più la Sala cinematografica attrattiva, quale ormai era diventata, con varie gestioni che si susseguirono, ma in perdita,inclusa quella dei Troncone di Atripalda,nel cui “giro” rientravano numerose altre “Sale”.La televisione non ammetteva concorrenza. E fu giocoforza l’approdo alla dismissione e alla trasformazione della struttura in un frequentato super-mercato per la vendita di detersivi e di oggettistica. Era la fase terminale della parabola della … visione che aveva avuto un imprenditore sui generis, “don” Mimi’ Candela ch’era il direttore del locale Ufficio delle Poste; un’intuizione tradotta in una struttura che visse i suoi momenti aurei fino agli anni ’60, mentre negli anni ’50 non solo era specializzata nella proiezione di film di “prima visione”, ma ospitava anche rinomate e importanti compagnie teatrali con elettrizzanti spettacoli di varietà e cabaret. Ed era il meglio dell’arte scenica di Napoli. Una programmazione di alto profilo, quella che il “Colosseo” proponeva grazie ai validi collaboratori, a cui si affidava “don” Mimi’ Candela e che erano assidui, esperti e ..selettivi frequentatori nella città partenopea della Galleria Umberto primo e del Salone Margherita, ma soprattutto di piazza del Gesù, dove operavano gli uffici dei Centri di “noleggio” delle produzioni filmiche- le cosiddette “pizze”- delle maggiori Case cinematografiche italiane ed estere.

di Geo (Foto di Enrico Stago)

NOLA. IL TERMINE ULTIMO PER LA PRESENTAZIONE DELLE ISCRIZIONI AL NIDO COMUNALE E’ IL 31 MAGGIO, TUTTE LE TARIFFE

Scade il 31 maggio l’iscrizione dei bambini da tre a trentasei mesi al nido comunale; attualmente il servizio ( eccellente) viene erogato alla sua massima capacità di fruizione rispetto alla ricettività della struttura tanto che esiste una numerosa lista di attesa che non permette a tante famiglie di Nola di usufruire del servizio.

Nell’anno 2016 sottolinea la responsabile Adriana Masullo sono pervenute 125 domande di iscrizione I posti disponibili sono 80, quindi al momento abbiamo una lista di attesa di 45 bambini.

Il nostro obiettivo- continua Adriana Masullo- è quello di eliminare la lista di attesa; al momento si sta valutando la possibilità di spostare il nido in una struttura più ricettiva; mi auguro che in tempi brevi possa essere operativo il nuovo nido di via S. Massimo.

A cucinare sono due cuoche – dipendenti comunali- chiosa Masullo- c’è una dieta che varia a seconda dell’età ed eventuali allergie e intolleranza; attualmente abbiamo dieci bambini intolleranti al lattosio, nessuno ciliaco; i bambini fino a 18 mesi hanno una culla personale mentre quelli da 18 a 36 mesi hanno sediolone e lettino personale; sono dodici i bambini da tre a dodici mesi; venti da tredici a diciotto mesi; ventotto da diciannove a trenta mesi; e venti da trenta a trentasei mesi; una curiosità sono quarantacinque femmine e trentacinque maschi.

L’asilo nido comunale di Nola ( come gruppo pilota) partecipa al progetto CHOP- CHOKING PREVENTION Project- Si tratta di un pacchetto sicurezza degli alimenti nelle scuole italiane per la salvaguardia della salute dei bambini; in tutta Italia sono stati selezionati 48 scuole.

La tariffa del servizio viene determinata dalla situazione socio- economica delle famiglia tenendo conto il valore ISEE.

Iscrizione di€30,00 per ogni bambino- La fascia oraria 8,00/11,00 con retta fissa indipendentemente dal reddito di €130,00; sono riservati 3 posti per bambini esonerati dal pagamento delle rette sulla base di una motivata proposta dei servizi sociali del Comune.L’importo mensile è fisso a prescindere dai giorni di effettiva fruizione del servizio non sono previste esenzioni dal pagamento nei casi in cui il bambino non frequenti l’asilo nido anche con giustificazione ( malattia,infortuni); riduzione del 20% per I bambini diversamente abili con disabilità certificata dalle competenti autorità sanitarie; fratelli appartenenti allo stesso nucleo anagrafico contemporaneamente frequentanti.

Bambini da tre a sedici mesi; fasce fino ad €5.000,00 €120,00 ( ore 8,00- 14,00) €140,00( 8,00-16,00) €160,00 ( 8,00-18.00); fascia 2 da €5.001 fino ad €8.000,00 €140,00 ( 8,00-14,00) €160,00 ( 8,00-16,00) €180,00 ( 8,00-18,00); 3 fascia da €8001- €12.000,00 €160,00( 8,00-14,00) €180,00 ( 8,00- 16,00) €200,00 ( 8,00-18,00); 4 fascia da €12.001 ad €18.000,00 € 180,00 ( 8,00-14,00), €200,00 ( 8,00-16,00) €220 (8,00-18,00); 5 fascia da €18.001 a € 24.000,00 € 190,00 ( ore 8,00-14,00); 6 fascia da €24.001 ad €30.000,00 €200,00 ( 8,00-14,00),€220,00 ( 8,00-16,00) €240,00 ( 8,00-18,00). 7 fascia oltre 30.000 €210,00 ( 8,00-14,00) € 230( 8,00- 16,00) € 250,00 ( 8,00-18,00), Fascia 8 non residenti €260,00 ( 8-14,00) €280,00 ( 8- 16,00) €300 ( 8,00-18,00).

Per I bambini da diciasette mesi a trentasei mesi la 1 fascia fino ad €5.000 €100,00 ( 8,00-14,00) €120,00 ( 8-16) €140 ( 8-18); 2 Fascia da €5.001 ad €8.000 € 120( 8-14) €140 ( 8-16) €160,00 ( 8-18); 3 Fascia da 8.001a 12.000,00 € 140,00 ( 8- 14,00) €160,00 ( 8-16) €180 ( 8-18): 4 fascia da €12.001 ad €18.000,00 € 150 ( 8-14) €170,00 ( 8-16) €190 ( 8-18); 5 fascia da 18.001 a €24.000,00 €160,00 ( 8-14,00) € 180,00 ( 8,00-16,00) € 200 ( 8,00-18,00); 6 fascia da €24.001 fino ad €30.000,00 €170,00 ( 8-14) €190 ( 8-16) € 210( 8-18); fascia 7 doltre €30.000,00 €180( 8-14) €200 ( 8-16) € 220 ( 8-18); non residenti €230 (8-14) € 250 ( 8-16) € 270 ( 8-18).

La mancata presentazione ISEE comporterà l’applicazione della tariffa massima.

di ra.na.

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