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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

PERFORMANCES AD ALTO RICHIAMO ATTRATTIVO. LAGO SAN PIETRO A MONTEVERDE, CUORE DELL’ALTA IRPINIA: IL GRANDE SPETTACOLO DELL’ACQUA CONTINUA A FINE AGOSTO

20160823_192402_1E’ mirabile e straordinaria, la forza di suggestione con cui si esprime e dispiega. E l’eccezionale partecipazione del pubblico, che si rinnova – e cresce per entità – di anno in anno, ad iniziare dal 2005, ne costituisce la più concreta e visibile testimonianza. E’ davvero un evento unico in Europa e forse nel mondo, quello del Grande spettacolo dell’acqua, sulla cui sequenza di repliche, iniziata il 3 agosto, il sipario doveva calare domenica 21, giorno fissato per il clou finale della manifestazione, a cui hanno assistito circa quattro mila spettatori, provenienti da tutta la Campania e, in particolare dall’area salernitana. Un’esibizione di successo e coinvolgente emozione, con pienezza di applausi a scena aperta e con la conseguente e… larga richiesta di continuare nella lunga serie delle strepitose e splendide performances finora inanellate; richiesta accolta dalla Fondazione Insieme per… promotrice della manifestazione ed attivamente impegnata in opere di valenza solidale e umanitaria, segnatamente verso i bambini che vivono la condizione del bisogno e della marginalità socio-familiare in Italia e nel mondo.

20160823_192324_1La replica conclusiva dell’edizione 2016 andrà in scena venerdì, sabato e domenica di fine settimana…come per salutare agosto che cede il passo a settembre. Un week end di eccezionale attrattiva da trascorrere e …godere nella bella realtà di piccola e laboriosa comunità qual è quella di Monteverde dove pulsa il cuore dell’Alta Irpinia. Ed è il cuore dell’Oasi naturalistica disegnata dall’intenso verde degli incontaminati manti di vigorose pinete e boschi che incorniciano la magia dell’acqua del Lago San Pietro. E’ lo scenario, nel quale aleggiano e si effondono le simboliche scie di quella profonda spiritualità, che evoca la figura e l’opera di San Gerardo Maiella, il “Santo amico dei poveri”, a cui il Grande spettacolo è dedicato, e che in questi luoghi visse nel ‘700 nell’impegno del suo apostolato.

20160823_192238_1L’Acqua, principio assoluto di vita, diventa la linfa di un palcoscenico plastico e mobile, del tutto originale e particolare. Un apparato scenico costituito da leggere piattaforme lignee che accarezzano lo specchio del Lago e sulle quali si librano verso il cielo con corpi slanciati e stilizzati ballerini e ballerine, artisti e attori, elaborando ghirigori di figure e scenografie, su cui giocano fasci di luci multicolori, seguendo le scansioni delle vibrazioni sonore e l’incanto delle musiche, che creano atmosfere d’armonia. E’ la Poesia del vivere, pervasa di natura e arte umana. Si anima così la multiforme trama narrante, in cui si incastonano aspetti e momenti caratterizzanti della generosa ed altruistica vicenda biografica di San Gerardo Maiella, che si venera nel Santuario della vicina Materdomini, tra i più visitati e frequentati della cristianità europea.

20160823_192156_1Tre giornate, quelle di fine-agosto, da vivere a Monteverde. C’è tanto da vedere. Ed ammirare.

di Geo (Foto di Francesco Barlotti)

Gori Spa, chiude lo sportello di Nola. Il Vice Sindaco di Saviano Antonio Ambrosino scrive ai vertici societari

antoambrosinoDa lunedì 22 agosto non è più operativo lo sportello della GORI Spa di Nola, l’azienda rifornitrice che gestisce il servizio idrico integrato dell’Ambito Distrettuale ATO3 Sarnese-Vesuviano della Regione Campania.

A comunicarlo la società stessa, con una nota pubblicata sul proprio sito web. Nel comunicato si legge che, in seguito a tale chiusura, gli utenti potranno recarsi presso lo sportello di Pomigliano d’Arco (Via Trieste, ex Via Vesuviana) aperto il martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 8:30 alle 16:30,  oppure presso lo sportello di Nocera Inferiore, in Via Napoli, 55 – aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle 16:30 ed il sabato dalle ore 9:00 alle 13:00, o ancora  collegandosi allo SPORTELLO ON-LINE presente sul sito web GORI.

Ad adoperarsi per evitare la chiusura dell’ufficio nolano è il Vice Sindaco di Saviano, Antonio Ambrosino, che questa mattina ha protocollato una missiva indirizzata al direttivo della Gori Spa, nella quale si invitano i vertici societari ad attivarsi per organizzare un tavolo di concertazione con tutte le amministrazioni comunali del territorio.

“La presenza di un unico sportello nel territorio nolano – dichiara il Vice Sindaco Ambrosino – era di per sé, già motivo di disagi e gravi difficoltà per gli utenti, in particolar modo per le fasce deboli (disabili, anziani, etc.). Eliminarlo definitivamente rappresenta l’ulteriore riprova del disinteresse della Gori S.p.a. verso i contribuenti dei Comuni dell’hinterland nolano.”

“Con disappunto e stupore – prosegue Ambrosino – apprendiamo, per altro, per vie informali e senza adeguata informazione e consultazione preventiva, che la Gori Spa avrebbe intenzione di chiudere definitivamente il “punto di contatto – sportello commerciale” riservato all’utenza dell’area nolana, attivo fino a qualche giorno fa a Nola in via dei Cipressi, 13.”

“E’ inimmaginabile – conclude il Vice Sindaco – che un’area comprendente 18 comuni, estesa su una superficie di 185 kilometri quadrati e popolata da 167mila abitanti, venga privata dell’unico sportello aperto al pubblico tra chi fornisce un servizio essenziale ed i cittadini”.

di Saverio Falco

POLVICA DI NOLA, SABATO 27 AGOSTO IL FILM DEI “MINIONS” IN PIAZZA SAN VINCENZO FERRERI

Screenshot_2016-08-23-14-34-08_1“È con immenso piacere che invito tutta la cittadinanza per sabato 27 agosto 2016 a partecipare alla proiezione cinematografica del cartone animato ‘Minions’ che si terrà in Piazza S. Vincenzo Ferreri di Polvica”. Così il vicesindaco ed assessore ai LL.PP. del Comune di Nola, nonché delegato alla circoscrizione di Polvica Enzo De Lucia.

“L’amministrazione comunale di Nola è sempre presente anche in questi periodi estivi – afferma il vicesindaco – ed ha previsto sia per Nola centro che per le popolose frazioni di Piazzolla e Polvica questi piacevoli eventi. Ringrazio e mi complimento in modo particolare con l’assessore ai beni culturali Cinzia Trinchese per la cura e l’organizzazione di questa splendida proiezione cinematografica. Rinnovo l’invito – conclude la vice fascia tricolore bruniana – estendibile a tutti”.

(red)

NOLA. 460 ANNI FA, IL FEROCE VERDETTO DELL’INQUISIZIONE: IL MARTIRIO DI POMPONIO ALGIERI

Pomponeo 1FU IMMERSO IN UNA CALDAIA PIENA DI OLIO BOLLENTE, PECE E TREMENTINA.

Era il 19 agosto del 1556. E Piazza Navona, a Roma, si trasformò, ancora una volta, in cupo e fosco teatro di bruta e feroce violenza, perché fosse data esecuzione alla tremenda sentenza, con cui il Tribunale dell’Inquisizione mandò a tortura e morte Pomponio Algieri (o de Algiero), posto sotto accusa per la professione delle tesi e dei principi della Riforma protestante, propugnata e diffusa da Martin Lutero.

220px-Paolo_IVPomponio Algieri fu immerso in una caldaia piena di olio bollente, pece e trementina. Una mistura tremenda da cui fu ucciso – nel volgere di mezz’ora o poco meno – con una morte straziante nell’osceno e… “pedagogico” spettacolo, che gli “uomini” del Tribunale avevano fatto allestire – secondo consuetudine – tra la folla salmodiante, nel centro della celebre e monumentale Piazza dell’Urbe. E il grande inquisitore delle inconcusse e inconfutabili “certezze”, mai safiorate da un refolo di dubbio (e di che?) con cui impostò e condusse l’istruttoria del processo e la condanna di morte per il giovane nolano, fu il cardinale Gian Pietro Carafa, ch’era alla guida del Santo Uffizio. Originario di Sant’Angelo a Scala nell’attuale provincia di Avellino, Gian Pietro Carafa apparteneva ad uno dei potentati feudali più influenti del sistema ecclesiastico dell’assolutismo temporalistico ed assurgerà al soglio pontificio con il nome di Paolo IV.

E va evidenziato che quella di Pomponio Algieri è una vicenda biografica che si dipana per il breve, ma intenso segmento di un’esistenza durata appena 25 anni. Un segmento di vita – era nato a Nola nel 1531 – lungo il quale aveva espresso vivacità di pensiero e larghezza di interessi culturali. Così, una volta compiuti i corsi di istruzione e formazione nel cittadino Collegio Spinelli, si era recato a Padova, per intraprendere gli studi di Teologia, Filosofia, Medicina e Diritto proprio nelle aule di quel presidio di libero sapere che nella città veneta si fregia del motto “Universa universis patavina libertas”. Ma ben presto sulla figura e sull’operato di Pomponio Algieri aleggiarono e si addensarono i sospetti, che lo davano quale fervido e convinto assertore dei principi generali della Riforma protestante, specie sul versante anti-curiale e anti-papale. Il giovane studente comprese presto che correva seri rischi ed allora si rifugiò in terra svizzera, a Ginevra. Era il 1552. Ma era ormai un bersaglio da… colpire. E nel 1555 fu tratto in arresto e sottoposto ad un primo processo, secondo la prassi dell’Inquisizione cattolica, nell’ambito della giurisdizione di Venezia. Non era quello che voleva il Santo Uffizio, che chiese ed ottenne dal governo della Serenissima l’estradizione immediata di Pomponio Algieri, per sottoporlo al processo di conclamata eresia nel Tribunale dell’Inquisizione, a Roma. Era il 1555. E il verdetto fu quello ben noto e di cui si è fatto cenno per sommi capi.

il-tribunale-dellinquisizioneUna triste e brutta storia di persecuzione e di intolleranza, quella vissuta dal giovane nolano e che lo accomuna a Giordano Bruno, l’altro nolano, il pensatore degli Infiniti mondi, che sarà martirizzato dall’Inquisizione circa mezzo secolo dopo sul rogo di Campo de’ Fiori, non molto lontano da Piazza Navona. Una storia simile a tante, infinite altre che si sono consumate – e si consumano – sotto tutte le latitudini, l’altro ieri, ieri e, purtroppo, di spiccata attualità.

Sono le storie delle religioni rese dagli uomini – che se ne fanno interpreti e portatori – ideologizzate e strumentali per la pratica del potere, con cui soggiogare i propri simili; religioni, che diventano la negazione di quella libertà e di quella ragione, da porre al servizio della vita e della convivenza tra gli uomini e i popoli, senza discriminazioni etniche e, meno che meno, razziali.

di Geo

Nemo propheta in patria!

Pomponeo 1Forse la massima latina non è mai stata così calzante come con il caso di Pomponeo Algeri. Giovanotto della Nola bene del 1500, arso vivo il 19 agosto del 1556 in Piazza Navona con l’accusa di essere protestante ed assolutamente non interessato a nessun tipo di abiura.

Preferì il martirio di essere arso vivo in una caldaia colma di olio bollente e pece piuttosto che di rinunciare alla sua libertà di uomo. La storia, pietosa e povera di particolari, ci racconta di uno studente della prestigiosa Università di Padova, arrestato e processato per eresia dinanzi al tribunale confessò di essere seguace delle teorie di Lutero, negò l’autorità del Papa, ed espresse dubbi circa la presenza del corpo di cristo nell’eucarestia.

Estradato il 14 marzo del 1556 verso lo stato della Chiesa, pur con molte difficoltà e dubbi da parte delle autorità Padovane, fu processato nuovamente in Roma ed affrontò il martirio con coraggio e dignità tali da suscitare ammirazione nei presenti. In particolare l’ambasciatore Veneziano Navagero così scriveva ai capi dei dieci: “Quel scolaro da Nola, che le eccellentissime signorie vostre mandarono qui, fu, un di di questi, in Piazza Navona bruciato vivo, con tanta constantia che fece meravigliar ogn’uno. Et intendo che leggendoseli il processo disse: “di gratia leggetem, la sentetia” la qual udita che ebbe, ringraziando Dio, disse: “questo è quello ch’io ho sempre dimandato al mio Signore, vivat Dominus meus in Aeternum”.

Pomponeo 2Nel 2008 L’università di Padova decise di dedicargli una lapide posta nel piazzale della stessa a ricordo dello studente Nolano sacrificato al martirio da parte della cultura della Chiesa della controriforma incapace di consentire ed accettare un qualsiasi minimo dissenso.

Certo l’impianto logico ed ideologico è profondamente distante dalla monumentalità del discorso Bruniano, eppure il martirio del De Algeri è significativo e mostra le sofferenze e le pene pagate dal mondo occidentale in virtù della tolleranza e della “diversita”. Temi di grande attualità visto che viviamo un momento dove l’intolleranza religiosa continua a spargere sangue ed ad alimentare la caldaia dell’odio e della pece.

Nella Nola dove per entrare nella storia basta una “girata a Caparossa”, nulla ricorda questo coraggioso e dignitoso nolano.

di Nello Laudanno

Fondazione Festa dei Gigli, Antonio Santella nominato nuovo membro del consiglio di amministrazione

Antonio santellaAntonio Santella è il nuovo membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Festa dei Gigli.

La nomina del sindaco è stata formalizzata nei giorni scorsi. Santella, 47 enne, dal 1996 in servizio come cancelliere presso il tribunale di Nola, sostituisce Antonio Daniele, segretario della Fondazione dimessosi per sopraggiunti impegni professionali.

“Sono davvero onorato per questa nomina – dichiara Santella – ringrazio quanti hanno riposto in me fiducia per questo delicato e importante incarico rispetto al quale metterò in campo il massimo impegno, l’esperienza e le competenze maturate ma soprattutto la grande passione per la Festa sviluppata in una famiglia da sempre legata a questa straordinaria tradizione”.

Soddisfatto della nomina il presidente della Fondazione Festa dei Gigli, Raffaele Soprano. “Il consiglio di amministrazione della Fondazione Festa dei Gigli si arricchisce di nuova linfa – afferma Soprano – La nomina di Antonio Santella avviene in sostituzione di Daniele dimessosi per sopravvenuti impegni di lavoro. Auguro a Santella un proficuo lavoro nella certezza che la sua esperienza e competenza contribuiranno a quel processo di promozione della nostra Festa già in atto ormai da tre anni. Ancora molta strada c’è da percorrere – conclude Soprano – ma sono sicuro che l’obiettivo sarà centrato con la collaborazione della comunità nolana, delle associazioni, dei maestri di festa e di tutti gli operatori che agiscono in questa straordinaria kermesse”.

(red)

OBIETTIVO DI VALORIZZAZIONE. FONTI SORGIVE, TESTIMONI DI LAVORO E DEL TEMPO: PROGETTO “IN COMUNE” DI SPERONE, BAIANO E MUGNANO DEL CARDINALE

baiano1_1_1Un’interessante opportunità fornita dal Programma operativo complementare, che rientra nel Por Campania 2014\2020, per interventi di recupero, manutenzione e fruibilità integrale di siti di interesse storico-culturale, con attrattività di valenza turistica.

Con la proposta di partecipazione allo specifico avviso pubblico diffuso dall’amministrazione regionale, le civiche amministrazioni di Sperone, Baiano e Mugnano del Cardinale puntano sulla valorizzazione della Fontana della Silva Paradina, di Fontana Vecchia e della Fontana del Litto, che hanno segnato la vita rurale e silvicolo-pastorale del territorio dei tre Comuni.

litto1_1_1Parlano con il gioioso chiacchiericcio sia dell’acqua che dell’intreccio dei suoi guizzanti ed argentini riverberi a scaglie nell’effondersi dei raggi solari. E sono le civettuole testimoni della vita del territorio, che si estende in gran parte tra i 200 e i 300 metri sul livello del mare, prima di assumere il profilo collinare, sotto la protezione della corona montana del vigoroso Arciano, del maestoso Tavertone, del discreto Torone, dell’ospitale Valle Fredda e della fastosa Cerreta, con i loro pregiati manti di verde fitto e intenso, intessuti da castagneti, querceti e faggete.

baiano3_1_1Sono le Fontane, i cui flussi permanenti e inesausti si nutrono e alimentano, attingendo direttamente dalle circostanti falde sorgive e superficiali; sono le Fontane preziose…compagne delle attività rurali e silvicolo-pastorali, che per lungo corso di secoli hanno costituito uno degli assi portanti del sistema economico locale. Era il sistema di autoconsumo, connesso non soltanto con l’agricoltura intensiva, non ancora votata esclusivamente alla monocoltura dei noccioleti “risparmiosa” nei ridotti costi del lavoro e di produzione e ben vantaggiosa nei ritorni economici, ma anche on la lavorazione dei materiali lignei dei boschi e con l’allevamento ovino e caprino. Un sistema, ancora vivo e vitale fino agli anni ’50 del secolo scorso, per depotenziarsi e sfibrarsi con il progressivo abbandono degli anni successivi, con la fuga del lavoro dell’uomo. Ed era il quotidiano lavoro dell’uomo, che rappresentava la migliore forma di tutela e salvaguardia dell’intero spazio fisico e ambientale, in cui era praticato, specie nelle arre collinari e montane, per le quali vigeva la costante e diuturna azione di vigilanza e sicurezza delle guardie boschive comunali e, ancor più, degli agenti del Corpo forestale dello Stato, tutti attenti nell’assolvere i sociali doveri istituzionali con piena dedizione verso il bene comune costituito dal patrimonio boschivo e dal suo contesto paesaggistico.

IL PARCO DELLA SELVA PARADINA, FONTANA VECCHIA E LA SORGENTE DEL LITTO

litto3_1_1Di questo sistema la Fontana della Selva Paradina, a Sperone, Fontana Vecchia, a Baiano e la Sorgente del Litto, a Mugnano del Cardinale sono un eloquente simbolo, nel rappresentare la memoria storica e sociale del lavoro delle comunità, e un elemento di identificazione e di peculiarità del contesto paesaggistico, anche se l’usura del tempo, combinata con l’incuria umana e la stupida violenza esercitata verso i luoghi e i beni comuni, negli ultimi anni ha inferto loro frequenti sfregi e vandalici oltraggi. Né vanno tralasciati gli effetti pervasivi ed invasivi contaminazione dei suoli e delle falde acquifere per l’uso indiscriminato di erbicidi e pesticidi funzionali al ciclo della nocciolicoltura, con l’inevitabile conseguenza di rendere dura e spesso impura, se non a rischio, quella che un tempo era acqua cristallina e di straordinaria leggerezza. Un’alterazione, che si è venuta registrando negli ultimi tempi soprattutto nel sito di Fontana Vecchia, in cui s’incrocia la viabilità rurale di Baiano, Mugnano del Cardinale e Visciano.

baiano2_1_1Le tre storiche Fontane sono al centro della proposta progettuale, con cui le civiche amministrazioni puntano a recuperarne la migliore e maggiore fruibilità possibile, nel più ampio quadro della valorizzazione dei fattori attrattivi del territorio. E l’opportunità è fornita dal Programma operativo complementare, che fa riferimento alle risorse economiche dell’Unione europea per il Por Campania 2014\2020; sottoscritto il Protocollo d’intesa, in virtù del quale le tre amministrazioni si sono associate, per partecipare all’avviso pubblico diffuso dalla Regione-Campania per l’annualità 2016\2017. E, una volta superato l’esame del competente Nucleo di valutazione, la proposta progettuale sarà ammessa al riparto dei contributi, con cui realizzare gli interventi che coniugano i parametri delle rigenerazione dei siti, con i relativi apparati di funzione, per migliorarne e potenziarne l’attrattività.

L’ARTICOLAZIONE PROGETTUALE

litto5_1_1La proposta di progetto, di cui l’amministrazione comunale di Sperone è Ente capo-fila e stazione appaltante, contempla opere di manutenzione e integrazione funzionale della Fontana, che costituisce la gemma del Parco della Selva Paradina tra i 200 e i 250 metri sul livello del mare. La Fontana, alimentata dall’acqua di una falda superficiale, fu fatta realizzare- come attesta lo storico locale monsignor Luigi Napolitano- nel 1899 dalla principessa di Avella, Livia Colonna, moglie di Ferdinando Alvarez de Toledo, conte di Caltabellotta. L’istituzione del Parco della Selva Paradina fu varata, invece, dopo un secolo, con l’acquisizione del sito e della Fontana, al patrimonio comunale.

Per i dettagli di cronaca – come raccontano Luisa Peluso e Nicola Montanile nei testi pubblicati sull’edizione cartacea de Il Meridiano- va ricordato che la cerimonia dell’istituzione del Parco avvenne il 20 luglio del 2000 , con la partecipazione del prefetto di Avellino, Renato Stranges, del sindaco di Solofra e consigliere regionale della Campania, Aniello De Chiara, dei sindaci Mugnano del Cardinale e Sirignano, Giovanni Colucci e Antonio Napolitano, oltre che del presidente della Comunità montana Baianese- Vallo di Lauro, Salvatore Isola. Officiò la celebrazione eucaristica, don Elia Ferone, mentre a rendere gli onori di ospitalità fu il sindaco Adolfo Alaia, la cui amministrazione si era resa artefice e promotrice del varo del Parco, in cui spicca la cappella dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo, che si festeggia nella canonica giornata del 15 agosto, riservatale dal calendario liturgico.

La proposta di progetto, se recepita e finanziata dalla Regione-Campania, mira a ri-vitalizzare l’assetto ricettivo del Parco della Selva Paradina, di cui la Fontana è l’elemento caratterizzante. Ed è la stessa linea di prospettiva, a cui guarda l’amministrazione comunale di Baiano per il recupero e la fruibilità di Fontana Vecchia, incastonata in un comprensorio di edilizia rurale con piccola cappella. La Fontana si alimenta con l’acqua di una falda superficiale, esposta, come in tutti i casi analoghi, alle insidie d’inquinamento dai…ricordati eccessi della “chimicizzazione”, praticata nei fondi agricoli. E soffre dell’abbandono e dell’incuria in atto da anni.

baiano4_1_1Il ripristino funzionale del sistema idrico, che deriva da un pozzetto di sedimentazione affine per alcuni aspetti alle tecniche degli antichi qanat e, più ancora, la sicurezza qualitativa dell’acqua sono le basilari finalità della proposta di recupero di Fontana Vecchia; finalità che s’inscrivono nella possibilità di recuperare almeno la vivibilità normale del sito, al di là della destinazione d’uso del comprensorio edilizio, ch’è di proprietà privata. Ed è la vivibilità normale simboleggiata dal secolare platano, che vi insiste…sopravvivendo ad offese di vario genere subite e per il quale è in corso la procedura di riconoscimento di tutela, che la normativa assicura ai monumenti verdi, custodi dell’ambiente e simboli della natura. Una forte espressione di vita in uno scenario deprimente.

L’OASI NATURALISTICA

litto4_1_1Gradevole e interessante è la Sorgente del Litto, integralmente immersa nei boschi, in prossimità dei ruderi dell’omonimo castello, lungo il tratturo che conduce a Montevergine e al Santuario della Madonna Bruna. E’ il sito in cui s’incrociano molteplici sentieri, che attraversano l’arco intero dei Monti Avella e del Partenio, sfociando in terra caudina e sannita. Di rilievo nell’area della Sorgente e di Campo Spina, il ben curato e manutenuto Sentiero delle Neviere, storica testimonianza dei siti di fossa, in cui fin dall’antichità l’uomo ha conservato con laboriose tecniche la neve, per trasformarla in ghiaccio naturale e innescarne la filiera commerciale nei mesi estivi, fino all’avvento della rivoluzionaria e…pacifica innovazione dell’industria del ghiaccio del secolo scorso.

Con il prospetto di progetto, l’amministrazione comunale mira ad elevare il livello di accoglienza della Sorgente del Litto, oasi naturalistica e paesaggistica, ch’è già meta rinomata e frequentata dagli amanti del turismo montano-collinare, soprattutto nei mesi estivi. Una meta, che si combina con vari altri siti di sicuro attrazione, tra cui la Pineta di San Pietro a Cesarano. Un contesto, quello collinare e montano, che Mugnano del Cardinale potrà valorizzare ancora di più e meglio, quando sarà completato il programma dei lavori per la realizzazione del vasto Orto botanico nell’area pedecollinare, a ridosso di quell’imponente complesso di edilizia residenziale qual è l’ex-Educandato “Maria Cristina di Savoia”, il cui restauro con ripristino funzionale è in fase conclusiva.

litto2_1_1_1Come dire tasselli…reali per una vocazione ambientalista, decisamente cospicua e qualificata. Attende di essere valorizzata al meglio e in pieno. E si è nella visione del Piano territoriale regionale della Campania, varato nel 2004 e …ribadito dal Piano territoriale di coordinamento provinciale di Avellino. E’ la visione che prefigura per i Comuni dell’Unione del Baianese e dell’Alto Clanio un’unica entità di Sistema con la dominante dello sviluppo rurale e culturale, con precipui addentellati turistici.

di Geo (Foto di Francesco Barlotti)

REGIONE-CAMPANIA, PER IL PROGETTO CULTURA 20\20 STANZIATE RISORSE PER 20 MILIONI DI EURO

Sebastiano-MaffettoneVALLO DI LAURO-NOLA, TRA GLI ITINERARI DI VALORIZZAZIONE DEI TERRITORI.

I FONDI AI COMUNI STRUTTURATI IN UNIONI-DISTRETTO CON IDEE PROGETTUALI DI QUALITA’.

E’ un asse di connessione geografica naturale e diretto, quello che, sulla distanza di una decina di chilometri, rapporta il Vallo di Lauro – formato da sette Municipalità per un popolazione complessiva di circa 17 mila abitanti – e Nola. Un asse non solo di stratificata e diffusa comunanza di carattere storico e socio-culturale, ma anche di ordine giurisdizionale-amministrativo fino al 1861, l’anno della proclamazione dell’Unità nazionale, avendo fatto parte della grande provincia di Terra del Lavoro nell’ordinamento del Regno delle Due Sicilie, senza tralasciare la bimillenaria appartenenza alla Diocesi di San Felice e San Paolino, tra le prime della cristianità cattolica. E’ l’asse che attraversa uno spicchio delle aree interne pianeggianti della Campania, baricentrico alle province di Avellino, Salerno, Napoli e Caserta e snodo basilare dei collegamenti assi viari, autostradali e ferroviari del Sud.

E proprio lungo la traiettoria che collega le Municipalità del Vallo e la Città nolana corre uno degli undici Itinerari definiti dall’amministrazione regionale della Campania, per dare concreta attuazione al Progetto Cultura 20\20, la cui ideazione ed impostazione si deve a Sebastiano Maffettone, filosofo e già titolare di cattedra in varie Università italiane ed estere, attualmente direttore e docente del Dipartimento di Scienze politiche della Luiss-Guido Carli a Roma ed impegnato attivamente nella funzione di consigliere per la promozione e l’organizzazione delle iniziative e attività culturali del presidente della Regione-Campania, Vincenzo De Luca. E’ un Progetto, la cui idea-guida, in aderenza ad una visione organica della realtà regionale, è stata presentata in modo informale da Maffettone al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 20 gennaio; idea-guida, che allo stato presente viene immessa sulla corsia operativa con l’articolazione degli undici Itinerari, configurati proprio dall’amministrazione regionale e formalmente costituiti con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Campania di qualche settimana fa.

castellolancellottiL’idea-guida, che declina i principi dell’Economia generata dalla Cultura e dagli eventi con cui viene diffusa e fatta circolare, è ispirata dalle ragioni prioritarie da conferire alla valorizzazione proprio del patrimonio culturale regionale, inteso in tutta la variegata e ricca gamma dei beni materiali e immateriali, con cui si connota. Una gamma, i cui profili evidenziano larghe potenzialità di crescita tali da costituire in prospettiva una sicura e considerevole “leva per la cultura, il turismo, il progresso economico e sociale della Campania, delineando un unico, grande distretto culturale”. Il prospetto degli Itinerari che attraversano i territori regionali, n’è una testimonianza significativa, facendo proprie le esigenze di un rapporto equilibrato e di armonia tra aree interne e aree costiere, per ancorarsi agli attrattori di consolidata valenza nazionale e comunitaria, tra i quali hanno una specifica rilevanza quelli identificati con i sigilli di riconoscimento-Unesco che ne fissano l’alto indice di credenziali in ambito internazionale.

LE RISORSE ECONOMICHE PER LA PROMOZIONE DEI TERRITORI

medium_18Nch01ALa dotazione economica del Progetto è pari a 20 milioni di euro. Una dotazione decisamente considerevole, il cui riparto sarà fatto con criteri innovativi e sostanzialmente mirati su idee, da tradurre in di attività ed iniziative di adeguato e affidabile respiro tematico che non siano soltanto aderenti alle realtà e alle vocazioni dei territori degli Itinerari, ma siano anche e soprattutto rappresentative della capacità di programmazione e di responsabilità gestionale dei Comuni nel sapersi coordinare tra loro, attuando i princìpi della coesione sistemica, strutturandosi in Unioni, a cui corrispondono i Distretti innervati appunto dalla mappa degli Itinerari.

Sul punto Sebastiano Maffettone è chiaro ed esplicito. “… Noi procediamo in funzione dei Comuni che si organizzano per Distretti. I Comuni – ha affermato – si devono sforzare di trovare un’idea, che sia l’anima del progetto di un Itinerario culturale tematico, a cui si accompagnino anche ricadute di ordine turistico. Sotto questo aspetto, il modello organizzativo dell’Unione dei Comuni scompagina – ha aggiunto – un po’ le logiche abituali, crea net work e vuole contrastare il criterio dei finanziamenti a pioggia… erogati senza criteri e finalità di media e lunga prospettiva. Prima il Comune amico chiedeva aiuto all’amico – ha spiegato con estrema semplificazione – ottenendo i soldi per questo o quell’evento o sagra. Noi, ripeto, vogliamo premiare i Progetti di iniziative che siano di prestigio e di valorizzazione dei territori, con il diretto, responsabile coinvolgimento dei Comuni in grado di formare un sistema vivo e funzionale di attività e manifestazioni che suscitino interesse diffuso e siano portatrici di valore aggiunto”.

E’, in sostanza, l’indicazione del metodo, per il quale se – è di primario risalto il… condizionale – le idee-di-progetto sono significative per l’articolazione, la caratura di spessore e gli obiettivi dei contenuti tematici si aprono gli accessi alle risorse finanziarie rese disponibili, per rendere concreti e praticabili gli Itinerari di Cultura 20\20. Se, invece, i contenuti tematici, sono di fragile impostazione e riproducono schemi abitudinari, gli accessi… restano chiusi. Più che una sfida, è di tutta evidenza che alla base di Cultura 20\20 si pone un impegno da assumere con responsabilità e che interpella direttamente le amministrazioni comunali, sollecitandone l’attitudine a… volare alto, sia con la congruità delle conoscenze e competenze sia con la capacità di ideazione, restando aderenti alle identità dei territori e ai loro patrimoni culturali. Non c’è spazio per la superficialità e la faciloneria…

SGUARDO PARZIALE ALLA MAPPA

gigli 2016 in piazza duomo nolaOcchio, intanto, alla mappa di Cultura 20\20, ma in modo parziale.

Per l’Itinerario sull’asse Vallo di Lauro- Nola sono previste risorse pari a 800 mila euro. La Festa eterna della città nolana è l’elemento trainante e caratterizzante dell’Itinerario, essendo parte integrante della rete delle Grandi macchine scenografiche a spalla che rappresentano un aspetto fondamentale della cultura folclorica dei popoli e della civiltà dell’ Area mediterranea e che dal 2013 fanno parte del patrimonio immateriale dell’umanità sotto l’egida tutelare dell’Unesco; rete, che include anche città di storia millenaria, quali sono Viterbo, Sassari e Palmi Calabro, con le nobili tradizioni della Macchina di Santa Rosa, della Faradda de li candelieri e della Varia. Ad arricchire e a dilatare l’orizzonte del sito tematico della Festa eterna, c’è anche il cospicuo patrimonio dei beni culturali che vanta la città nolana, in cui spiccano, tra gli altri, l’Anfiteatro romano, Il Museo con Pinacoteca di via Cocozza e il Parco archeologico di via La Rocca, il Borgo di Cicala con l’omonimo diroccato Castello di età longobarda.

Sul versante lauretano, tra i beni di interesse storico-archeologico e architettonico, sono degni di attenzione il monumentale complesso ecclesiale dedicato a Maria Santissima Assunta in Cielo – in quel di Pernosano a Pago del Vallo di Lauro – risalente al Basso medio-evo e interessato una decina di anni fa da eccellenti opere di restauro integrale con il pieno recupero della sobria armonia d’origine costruttiva, l’imponente e maestoso Convento di San Giovanni in Palco, a Taurano, e il Castello Lancellotti, in buon stato di conservazione e manutenzione, cuore di eventi e manifestazioni, a Lauro.

Il capitolo… del sapere filosofico e scientifico, che potrebbe – o dovrebbe – essere assunto quale emblema dell’Itinerario, si riempie e ridonda del pensiero e dell’azione di Giordano Bruno e Umberto Nobile, uomini di età diverse e lontane tra loro, ma anche forti testimonianze di vita vissuta; testimonianze che hanno segnato – e segnano – in profondità il cammino dell’umano incivilimento per l’esemplarità di cui sono portatrici e che parlano alla coscienza del Terzo Millennio.

veliaDi rilievo spiccato, si configura l’Itinerario di Napoli. E’ di quattro milioni di euro l’investimento previsto e contempla la valorizzazione dei siti con tutela-Unesco sia del Centro storico della città partenopea che delle Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata. Di un milione e duecento mila euro è, invece, l’importo riservato all’ Itinerario del Cilento e del Vallo di Diano. E’ il contesto che esibisce i siti archeologici di Paestum Velia con il Parco di Elea – la straordinaria e splendida location dei Festival della Filosofia e del Teatro antico, eventi di grande richiamo e che rappresentano una novità nel Sud, diversamente dal Nord, in cui manifestazioni del genere non sono… un’eccezione – e della Certosa di Padula, con il sito tematico del sigillo-Unesco conferito alla Dieta mediterranea, la cui importanza è… emersa con gli studi scientifici sviluppati proprio nel Cilento.

Sono Itinerari – tutti gli altri sono analoghi per valenza – che rispondono ad una chiara e coerente visione d’insieme. Il banco di prova e verifica, naturalmente, sarà costituito dai fatti. La linea tracciata ha già un senso direzionale ben leggibile. E non è poco.

di Geo

IL “MODELLO” MUGNANO DEL CARDINALE E LE ECCELLENZE AGRO-ALIMENTARI, VERSO IL MARCHIO DI TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL SALAME DI NAPOLI

stabilimento-spiezia-san-vitalLA REGIONE CAMPANIA ACCOGLIE L’APPELLO DEGLI OPERATORI DEL COMPARTO, COSTITUITO IL GRUPPO PROMOTORE DEL RICONOSCIMENTO DELLA TIPICITA’ PRODUTTIVA.

Il progetto è di notevole caratura sociale e s’innesta nel ventaglio di quelle azioni di ampio respiro socio-politico ed amministrativo, che determinano le condizioni d’impulso allo sviluppo e alla crescita qualitativa delle filiere agro-alimentari dei territori della Campania, favorendone la competitività e l’espansione sui mercati interni e comunitari. E’ il progetto della valorizzazione delle produzioni delle carni insaccate che hanno costituito fin dal tardo Medio-Evo, specie in coincidenza con le festività popolari, la componente “lussuosa”, per dir così, dei consumi alimentari, diventati di massa nella società contemporanea; valorizzazione che è strettamente correlata con il pubblico riconoscimento del marchio di tutela e garanzia del Salame di Napoli, denominazione, che, per consuetudine diffusa e consolidata, identifica, come brand unico, l’intera gamma delle tipicità conserviere di carni suine così come si realizzano sull’intero territorio regionale, con relative differenziazioni di nell’utilizzo degli ingredienti di base naturale, con l’osservanza dei canoni della tradizione.

E per la memoria… storica, sarà opportuno considerare che il prototipo “esemplare” del Salame di Napoli come di tutte le simili tipicità conserviere dei territori regionali, è costituito dal rinomato Salame di Mugnano del Cardinale, un’autentica prelibatezza che negli anni scorsi il Ministero delle politiche agricole, su specifica istanza dell’amministrazione regionale, ha inserito nell’elenco ufficiale dei “prodotti agro-alimentari tradizionali”, parte integrante del patrimonio culinario nazionale. Un titolo di riconoscimento significativo sia della bontà del prodotto che dell’accuratezza praticata nelle fasi del ciclo di lavorazione, con cui si realizza. E’ il ciclo produttivo e di confezionamento, con prevalente impiego del lavoro femminile, coniugato con il crescente utilizzo delle tecnologie meccaniche ed elettroniche più sofisticate, i cui ritmi si sono venuti affinando per tecniche e modalità nel corso dei secoli proprio nell’operosa comunità della Valle munjanense, una delle propaggini del Parco regionale del Partenio che cala da Monteforte Irpino e che fa da trait-d’union con il cuore di quella ch’è stata la Campania felix. Un contesto ambientale ottimale per l’industria conserviera delle carni suine e bovine, sia per il clima asciutto che per la ventosità appropriata, favorevoli all’asciugatura e alla stagionatura delle produzioni.

mugnanoSotto questa visuale si spiega l’effetto domino che ha generato nel corso degli anni la formazione dei salumifici, per lo più a conduzione familiare, proprio nel segno del “modello” – Mugnano non solo nella Bassa Irpinia, ma anche nell’Area nolano-vesuviana. E in quest’ultima di particolare rinomanza… gode la caratteristica soprassata. Con queste credenziali storico-economiche, oltre che di radicata presenza del comparto nei mercati regionali ed extra-regionali ha preso forma la richiesta, diretta al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per attivare il “tavolo istituzionale” con la partecipazione di esperti e rappresentanti di categoria, con l’obiettivo di fissare i percorsi e i “disciplinari” di qualità e bontà produttiva a garanzia dei consumatori; un’operazione di tutela e di valorizzazione del Salame di Napoli e della filiera lavorativa di riferimento.

L’APPROCCIO ISTITUZIONALE E LE DICHIARAZIONI

spiezia - cuginiL’iniziativa è stata assunta dalla dott.ssa Paola Spiezia, responsabile della direzione commerciale dello storico Salumificio Fratelli Spiezia, costituito nel 1907 ed operante – a San Vitaliano a mezza strada tra Nola e Marigliano – in uno degli stabilimenti d’industria conserviera tra i più estesi del Sud e che si sviluppa su una superficie di oltre 16 mila metri quadrati. Richiesta avanzata con il dettaglio delle motivazioni sociali ed imprenditoriali, e accolta, con il primo incontro, svoltosi nell’Ufficio di rappresentanza dell’Assessorato all’Agricoltura nel Palazzo della Regione, nel Centro direzionale di Napoli. Al rendez-vous hanno partecipato Franco Alfieri, il consigliere del presidente De Luca per il settore agro-alimentare, Nunzio Vitolo, presidente della Federazione autonoma commercio della Campania, Angelo Frattolillo, vice-presidente regionale di Confagricoltura Campania, oltre i i tecnici di settore dell’Assessorato regionale, Emiddio de Franciscis, Mariella Passari, Tommaso Maglione, Italo Santangelo, nonché i collaboratori ed esperti della Fratelli Spiezia, Oreste Costantini e Angelo Ribecco.

Raggio d’analisi a 360° sulle scelte da fare e sulle prospettive, che si aprono per il comparto che è fonte di lavoro per oltre dieci mila operatori. Un incontro proficuo, suggellato dalla formazione dal Gruppo di studio, presieduto dalla dott.ssa Paola Spiezia, per impostare le iniziative che permettano la realizzazione del progetto-tutela, per una realtà d’impresa e lavoro che ha margini di sviluppo, se adeguatamente sorretta.

vincenzo-de-luca“La Regione Campania condivide le ragioni degli operatori del settore – ha dichiarato il presidente Vincenzo De Luca – e sostiene e difende le produzioni che costituiscono le eccellenze agro-alimentari del Sud. Riteniamo doveroso seguire la procedura di fattibilità per il marchio di tutela e di valorizzazione del Salame di Napoli e di tutto ciò che rappresenta in termini di ritorno occupazionale e produttivo”.

“Il Salame di Napoli – ha affermato l’imprenditrice Paola Spiezia – nasce nell’hinterland vesuviano ed è parte della cultura e della tradizione della nostra terra, fin dal 1600. Si riesce a mantenere intatto il sapore, grazie al lavoro delle donne di queste zone che si tramandano di madre in figlia la sapienza dell’insacco e della legatura a mano. Crediamo che tutelare le produzioni della Campania e del Sud come di Aree geografiche ben definite, aiuterebbe le imprese ad affermarsi sui mercati e contribuirebbe contemporaneamente alla crescita dell’economia agro-alimentare dei territori. C’è da confidare nel pieno impegno del presidente De Luca a dare sostegno agli operatori del comparto per la piena valorizzazione di un’eccellenza, che è unica, della Campania”. Come dire che le produzioni dei territori regionali hanno tutte le peculiarità e requisiti per essere alla pari di quelle del Nord, per le quali i riconoscimenti di tutela e valorizzazione sono già un dato concreto. E per la Campania c’è da recuperare spazi e speditezza di passo.

Sulla stessa linea di contenuti sono i giudizi, espressi da Nunzio Frattolillo, Angelo Vitolo e Bruno Spiezia, amministratore dell’azienda di San Vitaliano direttamente coinvolta nel progetto.

di Geo

BRUSCIANO. IMPIANTO DI CREMAZIONE, LETTERA APERTA PER IL “NO” DEL CONSIGLIERE COMUNALE PINA SPOSITO

pina spositoRiceviamo e pubblichiamo la lettera aperta ai cittadini di Brusciano del Consigliere Comunale Pina Sposito, in merito alla “Proposta di Finanza di progetto per la costruzione del cimitero comunale e dell’impianto di cremazione”.

L’Amministrazione Comunale, con una poca opportuna scelta dei tempi, portava in Consiglio Comunale in data 27/07/2016, la “Proposta di Finanza di progetto per la costruzione del cimitero comunale e dell’impianto di cremazione”.

A quel Consiglio Comunale non ho partecipato poiché ero in ferie, già programmate.

La proposta di delibera prevedeva l’approvazione di tutto il progetto e la dichiarazione di pubblica utilità.

Esprimo tutta la mia contrarietà a tale progetto, in particolare alla costruzione del forno crematorio.

Noi Bruscianesi non ne abbiamo bisogno; i cittadini che scelgono la cremazione, sebbene sia una legittima scelta, sono una minima percentuale; non vedo la “pubblica utilità” nella costruzione del forno sul nostro territorio.

La nostra area è già vessata da problemi ambientali, abbiamo un inceneritore a pochissima distanza e non voglio niente altro che possa aumentare, anche in minima parte, l’inquinamento.

La gestione privata del forno e dei servizi cimiteriali non può che avere come fine il “PROFITTO”.

E’ forte il rischio che i servizi cimiteriali possano avere un incremento delle tariffe; il privato ha tutto l’interesse a far funzionare il forno quanto più possibile.

Non voglio immaginare che cosa diventerebbe via Cimitero, con continui cortei funebri provenienti da altri comuni, considerato che già ora si intasa la domenica mattina o in particolari ricorrenze.

Non è da trascurare la possibilità che in tutta la zona adiacente possa verificarsi un reale deprezzamento degli immobili.

Ribadisco, quindi, la “NON UTILITA’” della costruzione del forno, considerato che già nelle vicinanze esistono impianti funzionanti.

L’esigenza di ampliamento del cimitero potrà trovare senz’altro soluzioni diverse.

Un ente pubblico deve fornire servizi ai propri cittadini, non trarre profitto dalla cremazione. In pochi non possono scegliere per tutti.

Esprimo solidarietà e compiacimento verso tutti i movimenti e gruppi di protesta contro il forno crematorio.

Auspico la collaborazione solidale di tutti i cittadini contro questa scelta scellerata, facciamo informazione in tutte le nostre famiglie.

Vi prego, per il bene di tutti, FACCIAMO FRONTE COMUNE.

Il Consigliere Comunale

Pina Sposito

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