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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

NOLA. PRIMARIE PD, LA TRIPALDI ANNUNCIA: “VOTO ANDREA COZZOLINO”

Dopo ben quattro rinvii domani, domenica 1° marzo 2015, si terranno le primarie del PD per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Campania. Seicentosei i seggi sul territorio regionale. Si voterà dalle 8 alle 20. A presiedere i seggi saranno 3.600 volontari. I risultati saranno attesi nella notte.

Tre i candidati: l’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, l’europarlamentare Andrea Cozzolino ed il socialista Marco Di Lello, mentre hanno abbandonato la competizione Gennaro Migliore e Nello Di Nardo.

Nell’area nolana si voterà a Nola in via Tansillo (sede del PD), a Casamarciano in via Curti, a Camposano in via Roma, a Cicciano in via Matteotti 82, a Cimitile in piazza Conte Filo della Torre, a Comiziano in via Roma 12, a Roccarainola in piazza S. Giovanni, a S. Paolo Belsito in via F. Scala, a Saviano in Corso Umberto, a Tufino in piazza Rosella. Al voto potranno partecipare tutti gli iscritti al PD e i simpatizzanti muniti di un documento di identità e di € 2,00.

tripaldi e cozzolinoA Nola ad annunciare il suo voto alle primarie del PD per l’europarlamentare Andrea Cozzolino è il consigliere comunale Maria Franca Tripaldi, candidata sindaco alle ultime amministrative per la coalizione “Nola che Cambia”.

“La mia scelta – ha postato su Facebook la Tripaldi – è sul progetto per una Campania che sappia rilanciarsi sui temi dello sviluppo, della cultura, del lavoro, della salute e del benessere dei cittadini. La mia scelta – continua la Tripaldi – è sulla persona che ha saputo scegliere e sostenere con coraggio il cambiamento per la nostra Città e non posso dimenticarlo”.

C’è grande attesa in Città per il voto di domenica, soprattutto per capire se la scelta del voto all’europarlamentare Cozzolino da parte della Tripaldi possa preludere a nuovi assetti all’interno del PD locale. Al momento solo voci, ma già dalla prossima settimana ne sapremo di più. C’è chi non esclude che, in caso di vittoria e di un ottimo risultato a Nola di Andrea Cozzolino, la Tripaldi sarà una possibile candidata nella lista del futuro candidato alla presidenza della Regione Campania.

Al momento l’unica certezza nel PD locale è la candidatura per le prossime regionali della presidente del locale partito, Raffaella Mauro, annunciata dal sottosegretario alle infrastrutture e trasporti Umberto Del Basso De Caro, quindi se i mormorii sulla candidatura di Maria Franca Tripaldi si avverassero, si potrà dire senza ombra di dubbio che il PD bruniano si tinge di rosa.

di ra.na.

AL COMUNE DI NOLA NON VALE IL DETTO «ROPP’ ARRUBBAT’ SANTA CHIARA METTETTE ‘E PORTE ‘E FIERRO»

ladri in comune 1Lo straordinario detto napoletano «ropp’ arrubbat’ Santa Chiara mettette ‘e porte ‘e fierro» per il Comune di Nola non vale.

Vi ricordate il furto dei 171 documenti di identità in bianco, scoperto alcuni giorni fa dai dipendenti comunali alla riapertura degli uffici ad opera di ladri che entrarono nel cortile dall’uscita di emergenza del Teatro Umberto, scavalcando con uno scaletto l’inferriata? Una volta all’interno del cortile comunale, attraverso una finestra sulla destra, i malviventi segarono con un flex una barra ed arrivarono alla porta di emergenza al primo piano e con un piede di porco forzarono la porta blindata e si immisero nel corridoio. Aprirono la porta dell’ufficio economato e con lo stesso arnese aprirono la cassaforte che custodiva il prezioso bottino.

ladri in comune 2Ebbene, ad oltre dieci giorni dal furto, la scena è rimasta ferma. Lo scaletto appoggiato all’inferriata è ancora lì, la finestra che servì ai ladri per immettersi sulla scala di emergenza ha ancora la barra mancante. La porta di emergenza al primo piano risulta abbandonata su un lato del ballatoio. La cassaforte nella stanza dell’economato è stata chiusa e rimessa nello stesso spazio. Una situazione paradossale. Il dirigente agli affari generali, interpellato, fa sapere che più volte ha sollecitato la dirigente dell’ufficio tecnico per far ripristinare lo stato dei luoghi, ma da dieci giorni, nella indifferenza più totale, lo scenario resta lo stesso.

di ra.na.

LA SEDE, NON SEDE (THAT IS THE QUESTION)

di maio & iovinoLa sede “non sede” del Movimento 5 Stelle inaugurata il 13 Febbraio da alcuni volenterosi ed entusiasti giovani di San Paolo è stata salutata tra polemiche e dubbi a seguito di accuse e borbottii sulla mancata chiusura al traffico del tratto di piazza “Castelnuovo delle Lanze” interessato.

Sono stati investiti da questa polemica Il Sindaco Manolo Caffarelli e i responsabili del servizio di polizia municipale. Al Sindaco, tra l’altro, viene rimproverata la mancata presenza istituzionale doverosa, vista l’annunciata presenza del vice presedente della Camera dei Deputati On.le Luigi Di Maio. Abbiamo, per questo motivo, ritenuto dover intervistare il Sig. Sindaco su questi accadimenti.

Fer.mi.-“Sig. Sindaco, per quale motivo, raccogliendo le lamentazioni serpeggianti tra i giovani grillini, lei non ha chiuso al traffico la strada interessata all’evento?”

Sig. Sindaco- “premessa la mia naturale diversa posizione politica verso il movimento grillino, ritengo tuttavia che le aggregazioni di giovani in questo paese debbano essere guardate con simpatia e benevolenza, giacché il loro impegno è una “palestra” di vita ed il confronto democratico necessario per la crescita sociale e culturale del nostro paese.

Le nuove generazioni, con questa loro esperienza, costruiranno la “nuova” classe dirigente.

Nel merito della contestazione per la mancata chiusura, al momento dell’inaugurazione, del tratto di strada antistante alla sede 5 stelle, devo rilevare e sottolineare l’adeguatezza del provvedimento adottato dal responsabile del servizio di polizia municipale in data 11 Febbraio 2015, protocollo 598: con tale provvedimento si è ottemperato puntualmente alla i richiesta dei grillini, salvaguardando tra l’altro la riuscita dell’evento e la sicurezza dei cittadini. Ergo, la polemica sorta mi sembra davvero pretestuosa e demagogica: con tale provvedimento si è provveduto a fare interessare all’evento il servizio civile sanpaolese e la stazione dei carabinieri di San Paolo; la nota a piè pagina del provvedimento sottolineava inequivocabilmente che bisognava salvaguardare la riuscita della manifestazione arrivando anche alla chiusura totale del traffico, laddove ci fosse stata una numerosa e cospicua affluenza.

Fer.mi. -“ Tuttavia ci sorge spontanea una domanda circa la sua assenza all’evento, vista anche la presenza dell’ On. Di Maio. Qual è stato il motivo della sua assenza? ”.

fer.miLa risposta del signor Sindaco ci ha lasciato perplessi e contemporaneamente piacevolmente sorpresi- “Ubi maior, minor cessat… tradotto maccheronicamente, dove c’è Di Maio non si può pretendere la presenza del rappresentante dei cittadini di San Paolo Belsito. Il suddetto infatti, in una sua interrogazione parlamentare al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, riguardante lo stato dei beni archeologici del comune di Nola, in località Saccaccio, “asseriva” testualmente nell’interrogazione che quei beni archeologici erano stati trascurati nella manutenzione e salvaguardia mentre si spendevano 873.498,50 per la realizzazione di un “inaccessibile centro visite con laboratori didattici a corollario di un parco con ricostruzione virtuali posto sulla collina Montesano nel comune di San Paolo Belsito”. Nel virgolettato si legge chiaramente l’incompetenza dell’On. Di Maio e l’atteggiamento tracotante nei riguardi della comunità di San Paolo, mettendo in forte imbarazzo il nostro comune in una interrogazione a divulgazione nazionale, con diffusione di notizie false, oltre che calunniose. La mia osservazione è stata chiaramente denunciata nella risposta scritta dallo stesso Ministro, la quale recita: “[..] non si possono, invece, condividere le critiche mosse nell’interrogazione in relazione all’intervento, tutt’ora in corso, nel comune di San Paolo Belsito, in località La Vigna e non Montesano. La collina della Vigna è un sito di eccezionale interesse archeologico in quanto è sempre stato occupato fin dalla più remota antichità da siti dell’età del bronzo(sulla collina vennero in luce i più antichi scheletri rinvenuti in Campania di due fuggitivi, un uomo e una donna, morti a causa dell’eruzione del Vesuvio, detta “delle pomici di Avellino”) e, successivamente da un santuario di età ellenistica che ancora oggi restituisce splendidi esemplari di decorazione architettonica in terracotta e da una villa romana con notevole sistema idraulico che trafora tutta la collina e che attualmente si sta riportando in luce. Si fa presente inoltre che l’intero sito di San Paolo Belsito dove si sta realizzando il parco archeologico è stato acquisito dalla regione Campania e che i fondi attualmente utilizzati fanno parte di un progetto finanziato dalla comunità europea. Non si comprende per quale motivo la realizzazione di un parco archeologico a San Paolo Belsito, che permetterà una maggiore comprensione della storia del territorio, consentendo sempre maggiore fruizione turistica e culturale possa essere messo in competizione con il complesso di via Saccaccio, che in ogni caso è da anni fruibile al pubblico”. Da una persona che comunque viene dal territorio (Pomigliano D’Arco), la interrogazione sa di pura speculazione politica, fondata sulla mancanza di conoscenza e volontà di tutela delle comunità interessate; il sito archeologico sanpaolese è tra l’altro il frutto di numerosi studiosi italiani e non, e l’impegno di personalità politiche della regione e della nostra comunità: può il Sindaco di San Paolo Belsito accogliere festosamente un personaggio del genere, per quanto sia vicepresidente della camera dei deputati?

Si potrebbe riportare qui l’espressione di un noto politico italiano, quando comparve Cicciolina tra i banchi della camera dei deputati: “qui è andato tutto a putt**e!”.”

Fer.mi.- “Ringraziamo il Sindaco Cafarelli per averci donato un po’ del suo tempo”.

Sindaco Cafarelli- “Ringrazio soprattutto voi per l’opportunità offertami di chiarire che la mia posizione non è personale, ma istituzionale, a garanzia della dignità della comunità di San Paolo Belsito, che in questo momento rappresento. Così si ama e si è trasparenti con il proprio paese”.

di Fer.mi.

NOLA. OSPEDALE: PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO, NOMINE VERTICI AZIENDALI “BLOCCATE” DAL NODO ALLEANZE PER LE REGIONALI

L’acqua dalla controsoffittatura del pronto soccorso dell’ospedale di Nola è stata la classica “goccia” che ha fatto traboccare il vaso. È servita per evidenziare per l’ennesima volta le criticità del nosocomio, unico presidio di emergenza per oltre cinquecentomila abitanti.

A dieci mesi dall’inaugurazione il reparto di nove posti letto dell’osservazione intensiva breve (OBI) al pronto soccorso è ancora al palo. Una situazione che vanifica tutti gli sforzi fatti per migliorare l’accessibilità ai vari reparti. Ancora oggi le barelle ed i disagi in alcuni reparti sono sotto gli occhi di tutti. Ad operare al pronto soccorso sono per ogni turno tre medici, quattro infermieri e tre operatori socio-sanitari, troppo pochi per gli ottantamila accessi all’anno. Molti gli operatori che mettono sotto accusa i vertici aziendali, accusandoli di nascondersi dietro il blocco delle assunzioni. “Iniziassero a farsi un esame di coscienza – gridano le sigle sindacali e gli operatori più attivi – l’ospedale è aperto per sette giorni su sette ogni settimana, invece la politica aziendale da tempo ha pensato di potenziare i servizi centrali sul territorio utilizzando personale sanitario per pratiche burocratiche, svuotando gli ospedali, tra l’altro gli uffici distrettuali sono aperti dal lunedì al venerdì. Questo è il motivo della fuga dei sanitari dagli ospedali. Occorre – concludono gli operatori – un’urgente verifica della distribuzione del personale su tutto il territorio, potenziando le aree di emergenza ospedaliere con l’utilizzo di personale in esubero in quei presidi meno operativi”. “Ho da tempo avviato una verifica del personale su tutto il territorio – replica il direttore Luigi Stella Alfano – Se non si sblocca il turnover, il super afflusso degli utenti nei presidi ospedalieri continuerà a stressare gli operatori”. Ad aggravare la situazione del nosocomio nolano è la mancata apertura delle quattro camere operatorie, i cui lavori sono terminati da oltre un anno, dopo un contenzioso con la ditta affidataria dei lavori. Ad oggi la gara per gli acquisti degli attrezzi ed arredi è ancora al palo. Non è escluso che questo ritardo provochi un nuovo contenzioso con la stessa ditta per la mancata consegna delle due camere operatorie al terzo piano. “Non è di mia competenza l’indizione della gara per l’acquisto delle attrezzature e degli arredi – afferma il direttore sanitario Stella Alfano – Effettivamente i ritardi sono inspiegabili”. Intanto in Regione perdono tempo per le nomine dei vertici aziendali, più che la quadra sui nomi si aspetta le future alleanze per il rinnovo dell’assemblea che è stato fissato per il 17 maggio prossimo.

di ra.na.

BAIANO. PALAZZO MUNICIPALE: FOCUS SUL BILANCIO PARTECIPATIVO, STRUMENTO DI DEMOCRAZIA, TRASPARENZA E ANTI-CORRUZIONE

amodeoOBIETTIVO SUL “GOVERNO” COMUNALE DI CASAMARCIANO, NEI DOCUMENTATI E QUALIFICATI INTERVENTI DEL SINDACO ANDREA MANZI E DELL’ASSESSORE FRANCESCO BUONO. L’ASSOCIAZIONISMO DEGLI ENTI E LE PROGETTUALITA’ PER AREE TERRITORIALI OMOGENEE FUNZIONALI ALLE AUTONOMIE LOCALI E ALL’L’INTERLOCUZIONE CON L’EUROPA COMUNITARIA. SI’ ALLA CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI, MA SENZA LE ASFISSIE DEL NAPOLICENTRISMO. IL CONVEGNO PROMOSSO E ORGANIZZATO DAL CIRCOLO “L’INCONTRO” NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA SULLE CONOSCENZE DELLA REALTA’ SOCIALE.

“ Il bilancio partecipativo costituisce lo strumento, che immette nella realtà delle amministrazioni locali forti e qualificanti elementi di trasparenza sia per la programmazione che per la gestione e l’attuazione degli obiettivi previsti per il buon governo delle comunità e dei territori. Ma è anche lo strumento, che permette ai cittadini di esercitare i valori della democrazia diretta e responsabile, per concorrere in modo attivo ai processi di sviluppo e di crescita civile del contesto comunale, in cui vivono ed operano. E su questa traccia, il bilancio partecipativo nel configurarsi quale anti-corpo alla corruzione si delinea come l’itinerario, che permette ai cittadini di ri-avvicinarsi alla politica, intesa nella più compiuta valenza di significato, quale attività di governo per il bene comune; un itinerario di ri-appropriazione della funzione più autentica della politica, che non rincorre demagogie d’occasione né si avvita in sterili, inconcludenti proteste, ma punta ad operare fattivamente per obiettivi generali”.

E’- questo- il passaggio, con cui l’avvocato Andrea Manzi ha introdotto l’intervento di presentazione dei profili politici, con cui si connota il bilancio partecipativo, modello di amministrazione largamente diffuso nelle realtà locali dell’Italia centrale,; modello, che si attua con significativi riscontri da alcuni anni a Casamarciano, il piccolo Comune alle porte di Nola e di cui Manzi è sindaco, alla guida di una compagine consiliare dinamica e propositiva, nella componente di maggioranza come in quella di minoranza. Un’esperienza, tra le poche in atto nel Sud, su cui a settembre scorso, la rivista internazionale specializzata in materia di Economia e Finanza, Futuri, ha aperto i riflettori dell’interesse con l’articolo di Andrea Gatto; articolo, in cui viene prospettato, con i dovuti parametri di scala, il rapporto tra la realtà di Porto Alegre, la città brasiliana, che conta attualmente meno di due milioni di abitanti e che negli anni ’90, per prima nel mondo, ha adottato il bilancio partecipativo con importanti e rilevanti esiti positivi- confermati anno dopo anno- e la realtà di Casamarciano, con analoghi ed interessanti riscontri, che denotano un sostanziale “cambiamento culturale dei cittadini” nel rapportarsi all’Ente locale per la “governance” migliore possibile e praticabile del territorio di riferimento. E la “governance” va intesa – e praticata- anche quale complesso di iniziative ed attività, attraverso le quali i cittadini e le associazioni di impegno civico e di profilo volontaristico, in particolare, concorrono ad animare e a far evolvere la vita della comunità sui versanti della conoscenza e culturali come su quelli della promozione della solidarietà.

LA CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI E LE UNIONI INTERCOMUNALI

amodeo 3Altro dato di riflessione, Manzi riservava alle ragioni della politica, per la quale gli Enti locali sono sollecitati a realizzare percorsi di associazionismo nei servizi, la cui efficienza, efficacia ed economicità rappresentano la cartina di tornasole delle concrete, buone pratiche amministrative, al cui centro siano i cittadini e le loro istanze, riconducibili all’attuazione degli interessi generali rispetto a quelli particolaristici. Una prospettiva, che per se stessa fa coniugare il ruolo delle Unioni intercomunali e del bilancio partecipativo, che costituisce l’ importante profilo caratterizzante di democrazia diretta e responsabile.

E sul punto tematico il “primo cittadino” di Casamarciano calibrava interessanti elementi di analisi sulla Città metropolitana di Napoli – istituita a gennaio- per il cui varo la navigazione procede…a vista, mentre la competente Commissione, presieduta dall’on.le Domenico Tuccillo, sindaco di Afragola, è impegnata nell’elaborazione dello Statuto, da approvare a giugno prossimo. Un percorso, che allo stato si è venuto sviluppando con una sequenza di incontri, nella sala “Gaetano Filangieri” della sede del Tribunale amministrativo regionale, in piazza Municipio, nella città partenopea; incontri con i sindaci dei 92 Comuni della Città metropolitana, oltre che con i rappresentanti delle parti sociali, del sistema produttivo, delle associazioni e del mondo della cultura dei territori, per approdare ad una bozza condivisa nel rappresentare le istanze dell’intera Città metropolitana, la cui popolazione supera i tre milioni e mezzo di abitanti.

Per Manzi il nuovo Ente, che cambia sostanzialmente l’architettura delle Autonomie locali, può assolvere in positivo le funzioni di competenza, ma con il discrimine ben netto e chiaro, in virtù del quale non si determinino le condizioni del “ripetersi” degli errori del Napoli-centrismo, che sono stati costantemente penalizzanti per le Aree dell’ormai abrogata provincia, come attestano le vicende emergenziali degli scorsi anni nel settore del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti. Gli anti-corpi al Napoli-centrismo invasivo si possono tradurre proprio nelle Unioni intercomunali, calibrate sull’omogeneità sociale e territoriale, rapportate a popolazioni fino a duecentomila abitanti, in grado, per di più, di interloquire con autorevolezza e direttamente con l’ Unione europea, proponendo progettualità coerenti e realizzabili.

E’ il modello- affermava Manzi- che può permettere di salvaguardare e valorizzare le Autonomie di governo dei territori, se si realizzano le buone pratiche amministrative. La rivendicazione del ruolo delle Autonomie locali, tuttavia, non può essere scisso dalla ri-visitazione delle funzioni del sistema-Regione; sistema, che è stato trasformato progressivamente, nel corso dei decenni, alterandone l’originario ruolo di indirizzo e di programmazione, fino a renderlo sistema non solo di gestione, ma soprattutto di spesa spesso incontrollata. E in proposito, con eloquenza massima “parlano” i dati statistici rappresentativi del disastro economico e finanziario, verificatosi in Campania – dagli anni ’ 70 al primo decennio del Duemila- nel campo della sanità. Un mutamento genetico, con la conseguente somma di poteri reali ed economici concentrati in capo ai “padrinati partitici” di turno nel sistema-Regione, con forte condizionamento verso sindaci e amministratori locali, resi “proconsoli” dei territori. Una situazione, che rischia di accentuarsi ed amplificarsi con il permanere del sistema-Regione, così come si è attuato finora su scala nazionale, e, nello specifico dei territori sotto esame, con l’avvento della Città metropolitana.

BILANCIO PARTECIPATIVO GUIDATO E IL RUOLO DEL COMUNE

buonoSe il sindaco Andrea Manzi prospettava il quadro politico delle scelte fatte in materia di programmazione economica e gestionale dall’amministrazione comunale, di cui è “ primus inter pares ”, l’assessore Francesco Buono, giovane dottore commercialista, con articolate competenze professionali, delineava i caratteri tecnici e le modalità amministrative di programmazione e attuazione del bilancio partecipativo, della cui adozione per l’Ente di piazza Umberto I si è reso promotore, con il connesso regolamento attuativo. Una presentazione chiara e bene “argomentata”, per evidenziare, che quello adottato a Casamarciano è il modello di bilancio partecipativo “guidato”, che si vale della “Guida illuminata”, secondo gli indirizzi deliberati dell’amministrazione; ed è il modello distinto da quello della partecipazione integrata, che è correlato all’innovazione dal basso.

Gli attori coinvolti nel progetto -sottolineava l’assessore- sono il Sindaco e la Giunta, il Consiglio comunale, le Consulte dei quartieri e i cittadini. Quattro “soggettività” impegnate, tenendo presente che il territorio è suddiviso in quattro quartieri, Schiava, Centro storico, Quaranta moggi, Gescal. Spetta al Sindaco e alla Giunta indicare, annualmente, le aree tematiche e l’entità delle risorse da sottoporre alla procedura partecipata; entità che corrisponde, in genere, al 10 % del budget spendibile per il funzionamento dell’intera macchina amministrativa. Spetta ai cittadini decidere, invece, le priorità d’intervento nell’ambito della procedura partecipata e la verifica dell’attuazione, mentre è compito dell’assessore al bilancio organizzare e gestire il bilancio partecipativo.

Buono proponeva, poi, i profili delle quattro aree del bilancio partecipativo per il 2015, secondo il deliberato di Giunta del 12 novembre scorso, in ordine alla spesa corrente. Sono le aree identificate dalle Politiche sociali, dalla Cultura, dalla Qualità urbana e dalle Politiche giovanili. E per i dettagli di cronaca va considerato che per le attività culturali, a Casamarciano da qualche anno viene organizzato a settembre, con ampia risonanza e crescente consenso di pubblico, il Festival nazionale del teatro all”improvviso” nella splendida e suggestiva location del complesso architettonico dedicato a Santa Maria in Plesco, mentre per la qualità urbana fin dagli anni ’90 la pratica della raccolta differenziata ha raggiunto livelli, per i quali costantemente la comunità locale si è confermata tra le più virtuose della Campania. Una condizione di “virtuosità”, che sarà potenziata e migliorata, grazie ai finanziamenti per 90 mila euro, erogati a dicembre dalla Provincia; finanziamenti, che permetteranno di rendere più efficiente il Centro ecologico, attivo nel sito di Quaranta moggi, con la dotazione della pesa elettronica dei rifiuti differenziati conferiti e relativa registrazione sulla carta elettromagnetica, utilizzata dai cittadini; registrazione, a cui si rapporta il calcolo delle tariffe da addebitare agli utenti.

Informazione, consultazione e monitoraggio- affermava Buono- sono le fasi , attraverso le quali si realizza il processo partecipativo. E il voto dei cittadini dei quartieri è decisivo nella formulazione delle proposte e delle priorità, rispetto alle aree tematiche; proposte priorità, vagliate, ai sensi del regolamento, da Sindaco, Giunta e Consiglio comunale. I luoghi-simbolo delle consultazioni in assemblea sono l’Istituto scolastico comprensivo, per il Centro storico, l’Arica, per il quartiere Gescal, l’Az Service per il quartiere Quaranta moggi, e la Sagrestia della Chiesa di San Michele per il quartiere Schiava.

Una volta definito- chiariva l’assessore- il documento del bilancio partecipativo sarà trasmesso alla Giunta per le verifiche di congruità e rispetto del regolamento, per essere-successivamente- allegato alla proposta di bilancio di previsione, che la Giunta si appresta a sottoporre all’esame del Consiglio per l’anno in corso.

BUDGET STRIMINZITI PER LE SPESE DEL PERSONALE, LIMITE AL BILANCIO PARTECIPATIVO

amodeo 2Varie le voci, che hanno scandito il dibattito, arricchendo di contenuti il convegno, promosso ed organizzato dal Circolo socio-culturale de L’Incontro; ed è impossibile darne conto…per ragioni di spazio. Da evidenziare, tuttavia, per lo spessore giuridico, legale e istituzionale le puntualizzazioni prospettate dall’avvocato Marco Santo Alaia, sindaco di Sperone, in ordine alla complessa materia dei bilanci degli Enti locali, tra norme statiche e rigide, che la disciplinano, tra cui la vincolante legge di stabilità, che impedisce di spendere anche quando sono disponibili le risorse. Ed è il caso proprio dell’Ente di piazza Luigi Lauro. E’ lo scenario, che suscita…strabismo, in cui s’innesta la fluidità… instabile delle proroghe di governo nazionale per il varo dei bilanci di previsione; varo che spesso coincide con gli ultimi mesi dell’anno di riferimento, quando, invece, si dovrebbe predisporre l’approvazione del bilancio a… consuntivo. E’ l’incertezza… da proroghe, che fa tutt’uno con le immancabili riduzioni dei trasferimenti delle risorse economiche dall’erario statale agli Enti locali, la cui incidenza e portata sono in genere imprevisti e imprevedibili.

Altro rilievo da segnalare, la “modestia” della generalità dei bilanci dei Comuni, per lo più dislocati nel Sud, che versano in sostanziale dissesto economico e finanziario. Un elemento di riflessione indicato dal professore Angelo Perna, docente di Economia in Istituti statali di istruzione superiore; elemento, per il quale con le inadeguatezze delle politiche sulle entrate, determinata dall’evasione e dall’elusione diffuse dei tributi e tasse comunali, si combina l’onerosità per le spese destinate al personale in organico. E’ l’onerosità, che, notoriamente e nella gran parte dei casi supera il cinquanta per cento- ma anche il 70 o l’80%- delle entrate, con conseguente ridimensionamento dell’eventuale quota di budget da riservare al bilancio partecipativo. Un’onerosità, che costituisce per se stessa un ostacolo sia alle politiche dei servizi per i cittadini sia, a maggior ragione, per porre in atto il bilancio partecipativo.

Come dire che il…cane finisce per mordersi la coda, se si vuole puntare sulla qualità della buona amministrazione locale. E, a ben riflettere, questo è il dato che, in uno con le patologie del clientelismo e l’assistenzialismo praticato per decenni dai partiti, favorendo adepti e comprando …il consenso di elettori ….in vendita; patologie, che “spiegano ” la pesante crisi che attanaglia la democrazia locale.

di Geo

Foto di Enrico Stago

NOLA. RASSEGNA “LA BELLEZZA DELLA LEGALITA'”, SECONDO APPUNTAMENTO CON LO SCRITTORE PINO IMPERATORE

Domani alle 19 al teatro Umberto. Presente l’intero cast della commedia teatrale “Benvenuti in casa Esposito”.

Nuovo appuntamento con la rassegna “La bellezza della legalità” promossa ed organizzata dalla libreria Biblos di Nola e dal circolo culturale Passepartout con il patrocinio dell’assessorato ai beni culturali del Comune, guidato da Cinzia Trinchese. Domani, venerdì 27 febbraio, lo scrittore napoletano Pino Imperatore presenterà il romanzo “Benvenuti in casa Esposito” di cui è stata realizzata anche una versione teatrale con la regia di Alessandro Siani. L’appuntamento è alle 19 presso il teatro Umberto di via Giordano Bruno. All’incontro, oltre all’autore, sarà presente anche l’intero cast dello spettacolo tra cui gli attori Paolo Caiazzo, Nunzia Schiano, Loredana Simioli e Salvatore Mistione.

(CS)

VISCIANO, PRESENTAZIONE LIBRO “LA MIGLIORE SPERANZA” DI FRANCO VITTORIA

speranzaSabato 28 febbraio a Visciano presso la Chiesa di San Sebastiano alle ore 18.30 si terrà la presentazione del libro di Franco Vittoria, “La migliore speranza” in collaborazione con l’associazione Culturale Comunità 2000 Visciano. Sarà presente il deputato Pd, Massimiliano Manfredi.

(CS)

FORZA ITALIA: NOLA, DOMANI LA CAMPAGNA DI ASCOLTO SULLA CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI

fi nolaAppuntamento a via Madonna delle Grazie, nella sala Vittoria della segreteria politica del parlamentare Paolo Russo.

La campagna di ascolto dei territori per la redazione dello statuto della Citta’ Metropolitana di Napoli, promossa dal coordinamento e dal gruppo consiliare di Forza Italia della Città metropolitana, prosegue il suo percorso. Sono stati invitati sindaci, amministratori, cittadini, associazioni con l’obiettivo di scrivere le regole di una “carta costituzionale” che sia condivisa dalla comunità.

All’incontro, in programma per le 15:30, parteciperanno oltre al padrone di casa, i consiglieri metropolitani Pentangelo, Pinto, Capone, Lanzotti, Iovino, Mundo e Marrazzo.

(CS)

NOLA. MONTEZUMA INGIALLITO E DETERIORATO, PER CARDIELLO HA POCHE SPERANZE DI SOPRAVVIVERE

montezuma“Il Montezuma, l’albero più pregiato del patrimonio arboreo della Città bruniana, nell’ultima settimana ha avuto un deterioramento generale dello stato della chioma. Ma quello che più preoccupa è l’ingiallimento e la riduzione di dimensioni delle foglie”.

Così l’agronomo Cardiello, che prosegue: “L’ingiallimento delle foglie è dovuto alla presenza dei funghi (ganoderma e phellinus), che interessa buona parte del legno del fusto. Le radici ormai non assorbono più le sostanze minerali del terreno. L’ingiallimento porta alla perdita graduale dell’estremità della chioma. Allo stato è già visibile il disseccamento dell’apice vegetativo, quindi la morte avverrà per disseccamento o per schianto improvviso. Per i tempi – continua Cardiello – dipende dall’andamento climatico e dallo stato della capacità della pianta di reagire. Capacità che in questo momento la pianta non manifesta, anche per l’età, circa 8o anni. Il cipresso Montezuma non è una pianta del nostro territorio. E’ molto diffusa in Messico, vive nelle paludi e Nola non è una palude. Le prove SIM effettuate dal tecnico Lo Giudice non hanno creato alcun tipo di danno. La monumentalità della pianta – conclude l’agronomo – è regolata dalle legge n. 10 del 14 gennaio 2013, che introduce in Italia la tutela degli alberi monumentali”.

Finalmente oggi abbiamo un quadro normativo omogeneo in tutte le regioni, cosa che non avveniva per il passato, dove ogni regione legiferava a suo piacimento. L’art. 7 della legge dà una definizione precisa di cosa è un albero monumentale. Occorre mettere in risalto il loro valore ambientale, paesaggistico, storico e culturale. I Comuni sono tenuti a definire i principi ed i criteri per il censimento di tali alberi nel proprio territorio, inviando gli atti alla Regione, che redige un elenco regionale aggiornato, che viene successivamente inviato al Corpo Forestale dello Stato. Quest’ultimo è l’Ente che ha il compito di gestire l’elenco nazionale degli alberi monumentali. Il Comune ha tempo di segnalare la monumentalità dell’albero fino al 31 luglio prossimo. Purtroppo, secondo la nuova normativa, un albero in pericolo non può essere dichiarato monumentale.

di ra.na.

NAPOLI. TURISMO SANITARIO IN CAMPANIA, WORKSHOP PROMOSSO DA REGIONE CAMPANIA ED ASL NA 3 SUD

“La Campania riveste un posto di primo piano in Europa per l’offerta di strutture termali. E’ perciò un settore verso cui la nostra attenzione resta alta, pronti a fare il necessario per razionalizzare l’offerta e completarla con strutture pubbliche e private in grado di mettere a disposizione non solo cure termali ma anche di soddisfare le più disparate esigenze di un’utenza nazionale e internazionale”. Così l’assessore Pasquale Sommese, intervenuto al Workshop promosso dalla Regione Campania in collaborazione con l’ASL Napoli 3 Sud sul tema “La politica della salute nel turismo in sinergia con l’Unione Europea”. Al centro della riflessione, il progetto “Mattone Internazionale”, di cui la Campania è capofila per la linea sanità nel Mediterraneo, il termalismo terapeutico e il benessere termale. “La nostra Regione – ha concluso Sommese – è la patria dei tanti turismi. E tra essi il turismo sanitario però deve rappresentare una risorsa importante per la crescita dell’economia, il benessere ed il cambiamento sociale”.

di ra.na.

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