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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

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NAPULE E’

La dolorosa e infausta notizia che un ragazzo di 15 anni, alle 5 di ieri mattina è rimasto ucciso a Napoli, in circostanze non chiare, durante una sparatoria causata, nella zona di Santa Lucia, a quanto pare, a seguito di un tentativo di rapina nei confronti di un carabiniere in borghese, da un colpo di pistola esploso da quest’ultimo, dopo un’inutile corsa all’Ospedale dei Pellegrini, il cui Pronto Soccorso è stato, successivamente, devastato dai familiari della vittima

mi riporta, come una macchina del tempo, a questo articolo, da me scritto, per il giornale telematico GOLEM, esattamente SEI anni fa, il 3 MARZO 2014, che, con i dovuti aggiornamenti, oggi ripropongo:

NAPULE E’

Eduardo De Falco, pizzaiolo di Casalnuovo (NA) si è suicidato il 20 febbraio 2014, per una multa di 2000 € che non era in grado di pagare, inflitta perché sua moglie lo aiutava nel negozio, senza essere regolarmente assunta.

Al momento della verifica, sua moglie si era inginocchiata di fronte ai “solerti” esattori che però… la legge è legge… il dovere innanzitutto… si sono rivelati INFLESSIBILI.

Immediatamente dopo la suddetta notizia, un’altra è stata data dal Telegiornale: “Il 50% dei NAPOLETANI non paga le multe ed evade il FISCO”.

Questa è la situazione. Questo è lo stato dell’arte a Napoli. «L’80% non fa il biglietto su treni, autobus, metropolitane, circumvesuviana, circumflegrea, tram»… aggiungerei… «tanto che, in alcune stazioni, lasciano aperti i varchi per evitare, almeno, che vengano scardinati. Contravvenzioni stradali e parcheggi non ne parliamo proprio. I parcheggiatori abusivi, maestri nei “cavalli di ritorno”, chi ci è capitato sa di che cosa sto parlando, sono i veri PADRONI della CITTA’».

Questo scrivevo 6 ANNI FA, e ancora oggi è così.

La morte violenta del giovanissimo Ugo, nelle prime ore di oggi I marzo, fa seguito alla morte, da definirsi “accidentale”, in mancanza di altre comunicazioni, dell’altro giovanissimo Guglielmo, il 12 febbraio u.s. precipitando da un muretto in zona Aniello Falcone.

E allora?

Sorgono spontanee, come si suol dire, una domanda (anzi due) e una riflessione:

La domanda è: CHE COSA C’E’ SOTTO?

In una città come quella sopra descritta, le chiavi di lettura dei tragici episodi di Eduardo, di Ugo e di Guglielmo, molto diversi tra loro, ma identici nell’evidenziare un malessere profondo che attanaglia soprattutto i giovani a Napoli, e non da oggi, ma da un tempo indefinito, come dimostrano i 6 anni passati come se fossero 6 giorni, che affonda le sue radici in una storia drammatica e tormentata, ma mai ingenerosa e  inconsistente, sono molteplici: 

erano stati mandati i verificatori da pizzaiolo, da qualche concorrente o nemico “ammanicato”? Dalla camorra alla quale lui si rifiutava di pagare il “pizzo”, o non poteva? Erano loro stessi, i pubblici ufficiali, conniventi con la criminalità organizzata ed operavano di concerto, contro il “ribelle”? Era lui troppo debole, esposto, per i molti guai in una città metropolitana (la Grande Ammalata è sempre Napoli) senza lavoro, senza prospettive, divorata dalla macro e microdelinquenza, e si è trovato in una situazione di esasperazione e di eccessiva emotività? Così non ha saputo reagire di fronte ai suddetti pubblici ufficiali che avrebbero anche chiuso un occhio, se non  tutti e due, se fosse stato più convincente o… più disponibile? E quali sono le VERE CIRCOSTANZE che hanno spezzato le gioventù di Guglielmo e di Ugo, come se fossero fragili grissini?

TUTTO si può DIRE, ma non resta NULLA.

Resta solo il grande senso di misericordia e di commozione per le vittime, per i familiari, per tutto quanto è accaduto; e di profondo sconforto per tutto quello che sta accadendo alla bella Napoli, che ha sempre incantato il Mondo.

E’ una città che conosco bene. E’ e sempre sarà la mia città. Per questo posso spingermi così avanti.

L’altra domanda è: quelli che un giorno sì e un giorno pure, se la prendono con le Istituzioni, con il Governo (quale esso sia), la Magistratura, De Magistris, ecc. perché vorrebbero più investimenti, più spese, più lavoro per la cittadinanza, più giustizia, più attenzione, saranno gli stessi che non  pagano il biglietto sui mezzi pubblici, ma pagano, in compenso, “mazzette” varie?

Ed oggi, tutto questo sembra accantonato, messo in disparte, di fronte alla priorità del CORONAVIRUS.

Ma il vero CORONAVIRUS è questo; la vera PRIORITA’ è questa!

Come riuscire a COMPRENDERLO fino in fondo e farlo CAPIRE fino in fondo?

RIFLESSIONE: Pare proprio che una città messa così, non sia più in grado di individuare i propri bisogni, le proprie priorità, formulare le necessarie scelte; che possa solo piangersi e parlarsi addosso; lamentarsi, dare la colpa agli altri; trovare nello sfogo la propria assoluzione; chiudersi in separati gusci: 

quartieri come Chiaia o Posillipo slogan = PERISCA pure il MONDO, il FISCO, la RACCOLTA DIFFERENZIATA, e il SERVIZIO SANITARIO, purché “CI SALVIAMO NOI”; 

Scampia, Forcella ecc. = PERISCA  POGGIOREALE, la MAGISTRATURA, POLIZIA, ASSISTENTI, SECONDINI, tutta la LEGALITA’ (avvocati compresi), basta che si salva la PARANZA;

Fuorigrotta, Vomero ecc. = “NIENTE, NOI STIAMO a GUARDARE”

e

Spaccanapoli, Quartieri Spagnoli ecc.? = solo “NIENTE”. 

Tanto non esistono neanche; non si sa niente di loro; né chi sono, né quanti sono. Che cosa possiamo immaginare più di “NIENTE”?

Allo stesso modo, è spezzettato in separati gusci tutto l’hinterland, compresa la sventurata, incredibile “Terra dei Fuochi”, che si è sentita dire “morirete tutti!” da un pezzo da 90 della Criminalità Organizzata e, solo in modo alquanto blando, ha reagito.

Tutto questo è condito da vecchie atmosfere (false), vecchie canzoni (bellissime, ma che, buttate così, nella mischia, suonano false), vecchi aneddoti, vecchi detti (falsi o manipolati): quella che normalmente viene definita la NAPOLETANITA’ = sopore, nirvana, dissuasione da qualsiasi anelito di riscossa; ma il guaio peggiore è che i Napoletani non se ne accorgono o non danno peso a queste cose, tutti o quasi (in quel “quasi” forse ci salviamo).

Non si può governare SENZA SOLDI; non si possono produrre soldi, generare ricchezza, SENZA GOVERNO, nel senso, soprattutto, di GOVERNO degli eventi, delle situazioni, delle emergenze, della vita civile dei cittadini.

E’ il “serpente che si mangia la coda”. Ecco questo dovrebbe essere il nuovo EMBLEMA della Città; non più la sirena Partenope, ma il serpente Uroboro.

Il che potrebbe essere letto anche in chiave di speranza e di ottimismo, per quanto dirò.

COME SE NE ESCE?

E chi lo sa! Forse non se ne esce affatto; è certo solo che, in bonam partem, va considerato semplicemente UTOPISTICO pensare che un qualche Amministratore della Città, con un colpo di bacchetta magica, potrebbe uscirne; per cui sarebbe giusto, ad esempio, dare addosso a un De Magistris, per non essere stato lui l’ARTEFICE MAGICO.

In malam partem, chi parla mugugnando sa bene tutto, ed ricorre semplicemente ad un ALIBI POLITICO per portare acqua alla Destra neofascista e populista, tanto gradita solo a chi ha PRIVILEGI, e, per dirlo senza mezzi termini, SE NE FOTTE del MONDO INTERO.

MOLTI ritengono (e forse con buona dose di ragione) che siamo ormai al FINALE INOLTRATO di una GRANDISSIMA CIVILTA’ che ha esaurito il suo ciclo, e va, quindi, ad ESTINGUERSI. E, con tutta probabilità, questa previsione, abbastanza scontata, non riguarda solo Napoli.

Nulla di strano! Gli Assiri, come i Babilonesi, gli Ittiti, gli Egizi, gli stessi Andalusi, non sono stati forse PORTATORI di GRANDISSIME CIVILTA’? E poi…. spariti.

Il difficile è andarlo a dire a chi c’è dentro. E chi se la sente?

E’ doloroso, è rifiutato e  inaccettabile questo.

Come vivevano quelli che si sono trovati a vivere allo spartiacque tra la Caduta dell’Impero Romano e l’Alto Medio Evo?

Beh… non proprio tutti se la passavano male, a quanto pare, qualcuno viveva bene, c’era addirittura chi aveva migliorato la qualità della propria vita.

Ma… nulla di consolatorio qui.

Voglio andare, invece, a recuperare una parola buona:

Se è il serpente che si mangia la coda, Napoli, come Uroboro, si rigenererà, e quindi, se siamo alla fine di una Civiltà, siamo anche all’inizio di un’altra; se il bicchiere è mezzo vuoto, è anche mezzo pieno.

Ma non vale dire: a Napoli, come altrove, si VIVE e si MUORE.

Bisogna trovare un altro sistema, il modo di imboccare una nuova strada, abbeverarsi ad una NUOVA FONTE.

Facilità e immediatezza? NO!

Difficoltà e lunga scadenza. Ma bisogna avere un PROGRAMMA, elaborare un PROGETTO.

Con John Turturro, concludo “ci sono tante città, in giro per il Mondo, dove puoi andare anche una sola volta, e poi… c’è Napoli”.

Da Napoli il 1.3.2020

di Alberto Liguoro

NOLA. GLI “EFFETTI COLLATERALI” DEL DISSESTO FINANZIARIO MANDANO GIÙ IL P.I.L. LOCALE

Riceviamo e pubblichiamo:

Egr. direttore de ilc@zziblog,
con profondo sconcerto e molta rabbia ho appreso stamattina, guardando la mia busta paga di febbraio, di aver ricevuto una vera e propria batosta sia relativamente all’addizionale regionale Irpef che a quella comunale. Sono un lavoratore dipendente, residente nel Comune di Nola, che si è visto lievitare in busta paga l’addizionale regionale Irpef dal 2019 al 2020 di circa il 18%, mentre l’addizionale comunale Irpef è addirittura più che triplicata dallo scorso anno all’attuale!!! Mi domando, egr. direttore, a chi devo ringraziare per questo!!! Pago regolarmente le tasse, anzi le strapago, ricevendo in cambio servizi carenti se non insufficienti. Schivo buche per strada quotidianamente con l’auto, prego il Signore di non ammalarmi, altrimenti dovrei metterci la “ionta” vicino a quel che resta del mio stipendio, al netto delle tasse, per provare a curarmi, sperando di cavarmela!!! Non sono più giovanissimo ma nemmeno in età di pensione, a cui la mia generazione (quella del contributivo, per intenderci) guarda con sempre più pessimismo, visti gli importi dell’assegno che ci spetteranno, probabilmente insufficienti per garantire una vita quanto meno dignitosa. Il rischio più grande che stiamo vivendo nella nostra epoca, egr. direttore, è quello di crescere generazioni che guardano al futuro per inerzia, senza avere possibilità di programmare alcunché, perché nella miseria umana ed economica nella quale stiamo finendo, scopriamo giorno dopo giorno che l’incapacità di amministrare o di gestire le risorse pubbliche, fa aumentare sempre di più la colonna del dare e diminuire quella dell’avere. Probabilmente le tasse aumenteranno ancora, altrettanto temo non possa dirsi per la qualità dei servizi. Aspettiamo il cambio di rotta, ma anche che la paghino coloro i quali ci hanno portato a tutto ciò. È una questione di giustizia sociale, perché se viene meno anche la certezza della pena, l’impunità farà ancor più male dell’aumento delle tasse, che di fatto non sarà servito a niente.

Lettera firmata

Nola. Cimitero violato, trafugata l’artistica statua di Angelabella. Il ricordo dell’icona simbolo della bellezza senza tempo

E’ stata portata via la statua di Angelabella, posta a metà del vialone d’ingresso sulla destra del Cimitero di Nola; era ad accoglierti con il suo sorriso giovane e la sua bellezza senza tempo. Era un po’ sorella, figlia, amica e compagna di ciascuno di noi e sempre il passante posava lo sguardo su di lei talvolta  portandole un fiore, una luce o facendole una carezza. E non nascondo che spesso anche io ,passando, ho sostato per una preghiera. 

C’è, invece, chi ha guardato Angelabella con sentimenti diversi, vedendo in lei solo un “pezzo” che venduto sul mercato, potesse portare profitto.Allora vien da chiedersi cosa stia diventando l’uomo.Tocca sempre più il fondo per giungere fino alle viscere della terra e prendere i panni del diavolo. Sono stata educata ad un profondo rispetto per il Cimitero, un luogo che nella suo sacralità e  nel suo silenzio impone riguardo per chi non ha più voce, ossequio per i tanti che pur sono stati protagonisti della nostra storia, della storia della nostra città.

So che il responsabile di tale atto vergognoso si farà una ricca risata davanti ai sentimenti che sono alla base del mio scritto: orrore, mestizia, pena. Sono fortemente convinta che ciascuno debba fare sentire il proprio disappunto con le modalità a disposizione. La Pietas verso i defunti è sempre stata testimonianza di nobiltà dell’animo umano, segno di elevatezza della comunità  cristiana, ma anche di ogni popolo e di ogni cultura. Se è vero che il corpo è destinato a perire, è anche vero che esso si trasforma in un racconto per i vivi attraverso il ricordo indelebile. I  defunti sono coloro che hanno spianato la via, hanno disegnato la nostra vita e a loro siamo legati da una relazione profonda di affetto e di amore, proprio come quellacorrispondenza di amorosi sensi” cantata da Ugo Foscolo. Trovo necessario tornare a tali sentimenti non solo per custodire il ricordo per i nostri morti, ma per dar via ad un processo di umanizzazione che possa conciliare il nuovo dei tempi con quella che è sostanza per l’essere umano.

Il “nuovo” certo non vuol dire essere spudorati o essere pronti a calpestare valori nei quali ogni società ritrova le sue radici;“nuovovuol dire fare memoria, prendere il meglio che consegna il passato, evitare gli errori per un futuro migliore.

Credo che sia giusto e opportuno che ciascuno di noi prenda posizione con determinazione anche perché, ”il non sento, non vedo, non parlo” resta delle scimmie che sono in vendita ai mercatini.

di Fortuna Dubbioso

Nasce a Nola, nell’ottica dell’impegno civile, il comitato territoriale di Italia Viva

Nasce a Nola, nell’ottica dell’impegno civile, il comitato territoriale di Italia Viva.

Nasce la nostra nuova casa, una casa giovane, innovativa e “femminista” dove nascono idee nuove per una politica nuova.

Una politica Viva, fatta di passione e partecipazione.

I comitati sono movimenti che nascono dal basso al fine di coinvolgere i cittadini che hanno voglia di fare mettendosi al servizio del Paese e della realtà locale.

La nostra casa sarà aperta a tutti, all’ascolto ed al dialogo con i cittadini, le associazioni e le forze politiche. Uno spazio accogliente e libero da schemi e sovrastrutture, dove ognuno vale, dove non ci sono né padrini e né padroni.

Viva Nola nasce dall’amore per la nostra città e dalla convinzione che essa debba riprendersi il ruolo di città di riferimento del territorio.

Una città leader che deve assumersi delle responsabilità importanti.

Vogliamo trasmettere una mentalità nuova, di gestione e programmazione a lungo termine con le persone giuste al posto giusto.

Sarà un impegno importante e saremo felici di dare il benvenuto a tutti i cittadini che vorranno partecipare attivamente, contribuendo al cambiamento della propria realtà.

Cominciate a seguirci sulla pagina Facebook “Viva Nola”.

La coordinatrice Mariangela Saulino

CAMPANIA, IOVINO (M5S): IN NUOVA FASE MOVIMENTO SERVE FARE SQUADRA

Roma, 25 gennaio 2020. “È davvero un onore per me essere tra i facilitatori regionali nel team del futuro del MoVimento 5 Stelle. Mi riempie di soddisfazione il gran numero di voti che ho ricevuto e che mi spinge ad essere ancora più determinato nella realizzazione degli obiettivi politici. Per la Campania mi occuperò delle relazioni interne, vale a dire i rapporti con gli eletti del MoVimento della regione e il supporto per le liste. Sono infatti convinto che mai come in questa fase bisogna fare squadra e raccogliere le voci dei tanti attivisti sui territori. Dobbiamo valorizzare chi si impegna da sempre per le battaglie storiche del Movimento, chi si è speso molto con banchetti e meetup e cercare di evitare polemiche che non fanno bene a nessuno”. È quanto afferma in una nota il deputato del MoVimento 5 Stelle Luigi Iovino.

“Nel team regionale della Campania ci saranno per la formazione e il coinvolgimento Annalucia Grimaldi e Alessandra Petrosino. Per le relazioni esterne Luca Di Giuseppe e Maria Muscarà. Con me alle relazioni interne Agostino Santillo. Inizia una nuova fase per la nostra forza politica e noi abbiamo il compito di continuare a credere nel progetto del MoVimento 5 Stelle, evitando contrapposizioni e lavorando insieme per un unico obiettivo nell’interesse dei cittadini”, continua Iovino.

“Ciò che serve ora è un forte senso di responsabilità, perché, come ha detto anche Luigi Di Maio, è più facile criticare che gioire per i risultati che con fatica si raggiungono. Dobbiamo e vogliamo continuare a lavorare per portare a casa tutte quelle vittorie che i cittadini ci chiedono”, conclude Iovino.

di Armando Vallone

CARO SINDACO COSI’ NON VA

Egregio sindaco,
nella mia qualità di cittadino di Nola residente in una delle traverse di via Nazionale delle Puglie, località Pizzone, Le segnalo che da tempo, nonostante le continue e reiterate sollecitazioni agli uffici competenti, esistono difficoltà nella raccolta quotidiana, soprattutto nei giorni di consegna dell’umido.
Capisco che ci sono dei problemi oggettivi legati al cambio della società appaltatrice, stando alle dichiarazioni da Lei rese alla stampa locale. Ma proprio rispetto a queste registriamo discrasie che ci offendono come persone e come contribuenti.
Il riferimento è alla Sua ultima ordinanza nella quale ci ha comunicato che per 4 sabati consecutivi, fino al 16 settembre, non sarebbe stato ritirato l’umido. Accogliendo il Suo invito, ci siamo limitati a depositare le relative buste nelle serate della domenica e del martedì. Ma spesso la mattina dopo le abbiamo trovate lì a marcire anche per i giorni seguenti, fino a che non si è provveduto a pulire le strade raccogliendo assieme tutte le tipologie di rifiuti, quasi a ridicolizzare i tantissimi che differenziano ormai al 100%.
L’ultimo episodio risale a lunedì scorso. Martedì le traverse non hanno avuto l’auspicata visita del personale della società di raccolta e sia l’umido che carta e cartoni sono rimasti lì (questi ultimi poi presi in parte il giovedì con plastica e metalli), ed ora c’è il rischio che l’organico marcisca fuori fino a lunedì prossimo, con maleodoranze e pericoli igienico-sanitari, o mescolato ancora una volta con altre tipologie.
Nei fatti, succedono cose ben diverse dalla Sua ordinanza, che finiscono per rendere poco credibili le Sue dichiarazioni. Se poi aggiungiamo che la strada principale viene regolarmente pulita, ci resta ancora di più l’amaro in bocca perché ci sentiamo di serie inferiore rispetto agli altri. Eppure posso garantirLe che le esose ed incredibili tariffe (500 euro all’anno per un nucleo di 3 persone), quasi raddoppiate durante l’ultima campagna elettorale, le paghiamo anche noi senza sconti che potrebbero essere giustificati da una reiterata interruzione del servizio.
Mi spiace segnalarLe questi disagi (che si uniscono alla puntuale interruzione della corrente pubblica appena piove o tira vento e ad una erogazione idrica ridotta che spesso non arriva al primo piano, con una qualità dell’acqua bassissima che riempie di calcare condotte e lavatrici a fronte di bollette della Gori pesanti come se ci vendessero del vino). Ma comprenderà che di questo passo rischia di non realizzare quella soluzione di continuità in nome della quale ha chiesto ed ottenuto il consenso della maggioranza degli elettori.

Lettera firmata

L’ITALIA non ha TRADITO

Nella ricorrenza del 76° anniversario dell’ECCIDIO di NOLA, anche quest’anno la Città di Nola non ha fatto mancare la sua presenza.

Ho già ringraziato pubblicamente tutti coloro che hanno reso possibile questa continuità, a beneficio dei tempi nuovi, dei giovani di oggi, di una vita migliore, perché noi PESCHIAMO nel PASSATO per avere RICCHEZZA di idee e di conoscenze nel FUTURO; quindi tralascerò di farlo qui.

Non è stata una commemorazione stanca e ripetitiva; sia pur breve, ha aggiunto qualcosa al ricordo.

Radio 3 ha ripreso le fila di quel periodo infame e glorioso della nostra Storia, attraverso la lucida e ampia narrazione di Gloria Chianese, che ha messo l’accento, soprattutto, sull’ORRORE di una guerra combattuta calpestando, senza ritegno, la gente comune, le persone appartenenti al popolo.

Ogni anno, il tragico evento dell’11 settembre 1943, nella memoria, si arricchisce di qualche tassello.

Se si fosse cominciato nel 1945, anziché nel 1997, quando, a seguito di circostanze più volte menzionate negli anni, grazie all’associazione “Amici del marciapiede” di Nola, con Raffaele Napolitano e Luigi Conventi, per la prima volta, dopo anni, di sostanziale oblio, tranne sporadici interessamenti, da parte di tutti, a partire da noi familiari delle vittime, si sono mosse le acque, ed è cominciato un lungo, ed anche travagliato percorso di conoscenza, di ricostruzione, di rimozione di ostacoli, ora saremmo molto più avanti e, probabilmente, avremmo, almeno in gran parte, chiuso i conti con quella parte TREMENDA della nostra Storia.

Ma sono trascorsi ben 22 anni, caro Raffaele da quel lontano e indimenticabile 11 settembre 1997; anche noi eravamo diversi, qualcuno ci ha lasciato, come Nino De Manuele, molta acqua è passata sotto i ponti; molti si sono interessati dell’argomento in questione, ed ho piacere, qui, di accomunare in un unico abbraccio tutti, e mi limito a menzionare coloro che hanno scritto o comunque trattato dei “fatti di Nola”, almeno quelli che io conosco: Umberto Santino “La strage rimossa”, Rodolfo Rubino, nuova edizione della “Strage di Nola” di Pietro Manzi, e recentemente Felice Ceparano, il documentario sull’eccidio di Nola, presentato anche a Montecitorio.

A questo punto si può anche allargare il discorso su nuovi scenari, come non si è fatto in passato, un po’ per scarsa conoscenza del contesto storico e dei fatti, un po’ per una certa ritrosia, quasi “scuorno”, come diremmo dalle parti nostre, ad occuparsene; dove ha, certo, giocato un forte ruolo l’”infamia”, diciamo così del TRADIMENTO, ad opera dell’Italia, dell’alleato tedesco, ma non solo, come dirò.

Orbene, il mio modesto parere, ma la questione andrebbe coraggiosamente e seriamente dibattuta, non lasciata nel dimenticatoio, come è accaduto, per 50 anni, pur dovendosi tener conto della sostanziale impraticabilità degli archivi, sia in Germania che in Italia, per il SEGRETO ermetico opposto dai Tedeschi, e la CHIUSURA pelosa e imbarazzata delle Autorità italiane, è che il TRADIMENTO dell’ITALIA fu una grandissima messa in scena orchestrata dal Governo NAZISTA di Hitler (con l’avallo dei servi FASCISTI), che non accettava di perdere la guerra, allo scopo di fronteggiare DIRETTAMENTE gli ALLEATI, con l’alibi del tradimento dell’Italia, e saccheggiare IGNOBILMENTE il nostro Paese, con la scusa della RITORSIONE, per quella inevitabile resa, che veniva percepita e millantata come una causa determinante della SCONFITTA dell’ASSE; e in tal senso venivano FOMENTATI Ufficiali e soldati subalterni.

Si sapeva bene che l’Italia non poteva, in alcun modo, resistere alla POTENZA MILITARE AMERICANA; era chiaro a TUTTI i responsabili di quella GUERRA, ormai irrimediabilmente persa, sia italiani, che tedeschi.

La Germania era presente in Italia e in grado di valutare lo stato delle cose, i Servizi Segreti tedeschi sapevano bene quale era la situazione; la migliore tattica era quella di far finta di niente e lasciar scorrere gli eventi, e i CAPI NAZISTI, certamente, se ne avvalsero.

Fu MUSSOLINI, con il suo entourage, che, fin dalla sciagurata dichiarazione di guerra all’America, condannò l’Italia alla DEVASTAZIONE.

(Parlo più diffusamente di tutto questo, nel mio blog COMPRENDERSI http://www.algormar5th.it “Nola 11.9.1943”, “Riflessioni su Nola”, ecc.).

Sulle modalità con cui fu attuato e programmato l’armistizio dal Governo Badoglio, il Re, ecc. stendo qui un pietoso velo di silenzio, ma ne ho parlato in altri articoli e nel mio romanzo storico “Nola, cronaca dall’eccidio”.

Concludo dicendo che un altro motivo di “scuorno” per i militari italiani che hanno partecipato alle vicende nolane, e quindi i loro familiari e discendenti, è certo considerato quello di essersi lasciati trarre in inganno dai Tedeschi che, con forze decisamente inferiori riuscirono a catturare e mettere, letteralmente, in ginocchio, due reggimenti italiani.

Ma anche questa vergogna è infondata; c’era un’altra vergogna a decidere la sorte delle Forze Militari Italiane a Nola, risalente agli Alti Gradi dell’Esercito Italiano, rimasta semisconosciuta, pur essendosi celebrato qualche blando processo per gravi reati, in particolare nei confronti dei Generali Ettore Del Tetto e Riccardo Pentimalli (ne parlo nel mio romanzo di cui sopra, pag.18), non isolati, ma eterni portabandiera del DISONORE di fronte al popolo italiano.

I militari italiani di Nola non si difesero, ma furono presi, inermi, NON per CODARDIA, ma per TRADIMENTO del Comando Superiore di Napoli, che aveva trasmesso l’ORDINE di NON REAGIRE alle PROVOCAZIONI dei TEDESCHI, in quanto “semplici atti di stizza e risentimento” da parte di coloro che erano pur sempre “EX ALLEATI”.

Ecco, questo fu VERO TRADIMENTO, ma non verso i Tedeschi, verso i propri fratelli e compatrioti, in cambio della VITA e della FUGA.

Quelli furono TEMPI di GLORIA e di VERGOGNA, ma esse vanno rispettivamente collocate, con lo SCANDIRE del senso della verità e della giustizia.

di Alberto Liguoro

5Stelle e Lega: una “unità in tensione”?

E se guardassimo le tensioni tra i 5Stelle e la Lega in una prospettiva diversa? O, meglio, se considerassimo dette tensioni non come fattori di rischio per la tenuta dell’alleanza tra le due forze politiche, bensì come una strategia “concordata” che, pur provocando capovolgimenti nelle loro posizioni di forza, alla fine favorisce un’espansione del loro peso complessivo all’interno del Parlamento?

Mi spiego.

In fondo, se è vero che i continui ed anche crescenti contrasti a cui assistiamo, quasi quotidianamente, tra 5Stelle e Lega fanno di questi sempre più due poli opposti, sembra altrettanto vero che la dialettica che s’instaura tra loro non stia affatto procedendo verso un tentativo di sintesi ma, semmai, tende a alimentare ulteriormente la distanza tra gli stessi. Si potrebbe, perciò, parlare piuttosto di una “tensione permanente di opposti”. Su questa si è soffermato Romano Guardini, concludendo che essa è alla base della vita dell’uomo e della stessa realtà, fino al punto che le due polarità riescono a sopravvivere nella misura in cui ciascuna di esse non esclude completamente l’altra.

In altri termini, le due forze opposte finiscono per costituire – insieme – una sorta di struttura globale della vita politica che potremmo denominare – prendendo a prestito l’espressione che Guardini applica alla vita in generale: «unità in tensione».

In tal modo, dal momento che detta “unità” assorbe in sé due poli opposti ossia, nel linguaggio politico, i “gialli” e i “verdi”, la maggioranza e l’opposizione, la “destra” e la “sinistra”, ne consegue che essa si presenta come una realtà “globale” che, a mano a mano che le tensioni al proprio interno aumentano, tende ad occupare – soprattutto agli occhi degli elettori – l’intero palcoscenico della vita politica.

Ne consegue, pertanto, una progressiva emarginazione delle altre forze politiche che vanno sempre più ad occupare la platea, le balconate e il loggione, vale a dire quei posti destinati a funzionare da cornice del palcoscenico sul quale si concentra tutta l’attenzione degli “spettatori”. Costoro finiscono così per “dipendere” dagli eventi che si rappresentano sulla scena, scordandosi che possono autonomamente “affaccendarsi in tutt’altre faccende”, ben più concrete, reali, di quelle “virtuali” o, meglio, surreali montate ad arte pur di consentire agli attori di permanere nel proprio ruolo.

D’altro canto, è ben noto che certe rappresentazioni teatrali costituiscano una sorta di risorsa che induce una compensazione, uno sfogo e perfino un godimento dell’animo, senza che tutto ciò possa influire sulle scelte quotidiane e, quindi, sulla soluzione dei veri problemi esistenziali.

di Franco Manganelli

Dissesto Comune di Nola, se ne discute in Commissione Bilancio

In data 01 e 02 agosto si sono tenute due riunioni della Commissione Consiliare Bilancio, con ordine del giorno l’esame di proposta al Consiglio Comunale, avanzate dalle deliberazioni della Giunta Comunale n. 2/2019 e n. 3/2019 del 30.07.2019 per, rispettivamente:

A) Approvazione della Salvaguardia degli Equilibri di Bilancio ai sensi degli artt. 175, comma 8, e 193 del D. Lgs. 267/2000 – Assestamento generale di bilancio 2019

B) Dichiarazione di dissesto finanziario ai sensi dell’art.246 D.Lgs.267/2000

Alle riunioni hanno partecipato anche i funzionari amministrativi del settore finanziario-contabile-tributi, dott. Fusco Giovanni e dott. Fattore Salvatore, il rappresentante dell’Avvocatura, Avv. Maurizio Renzulli, l’Assessore al bilancio, dott. Francescantonio Galasso, nonché i componenti del Collegio dei Revisori, dott.ssa Rosanna Perrupato e dott. Luca De Franciscis.

I colloqui hanno fondamentalmente riguardato il percorso che ha condotto l’ente comunale dallo stato di pre-dissesto a quello di dissesto, la ricerca delle possibili cause che hanno provocato la crisi, nonché l’individuazione di possibili azioni da intraprendere per evitare la dichiarazione di dissesto finanziario ai sensi dell’art. 246 del D.Lgs. 267/2000.

Purtroppo, dall’analisi fin qui condotta, appare un profondo stato di crisi non solo finanziario, ma anche organizzativo e del personale, palesemente sottodimensionato, che non ha consentito l’attuazione delle misure previste dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale, già deliberato dal Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio comunale n. 21 del 22/02/2019.

I lavori della Commissione Consiliare Bilancio continueranno, per la loro chiusura, martedi 6 agosto.

Il Presidente della Commissione Consiliare Bilancio
Antonio De Lucia

W la benda

Secondo me la diffusione della foto del giovane assassino americano bendato, ammanettato dietro la schiena in una stazione dei Carabinieri si rivelerà una vera salvezza per lo Stato, il governo e per tutto il popolo italiano.

Infatti, questa “ambigua” foto sembra aver determinato le migliori condizioni atte a consentire al governo USA di richiedere l’estradizione dei due americani per poter svolgere un processo sereno ed obiettivo in un Paese più civile.

Con tacita soddisfazione del nostro Stato e del nostro Governo, che non saranno costretti ad ammettere, ancora una volta, di essere un Paese suddito degli USA.

Ma anche di tutti noi cittadini italiani che potremo fingere, ancora una volta, di dimenticare che ogni giorno ci alziamo, andiamo a lavorare, ci divertiamo allo stadio o facciamo all’amore su un territorio disseminato di bombe americane, forse anche nucleari, la cui collocazione precisa non è del tutto nota neppure alle nostre massime autorità.

E vissero tutti felici e contenti (tranne uno, ovviamente).

di Eduardo Quercia

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