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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

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Nola. Cimitero violato, trafugata l’artistica statua di Angelabella. Il ricordo dell’icona simbolo della bellezza senza tempo

E’ stata portata via la statua di Angelabella, posta a metà del vialone d’ingresso sulla destra del Cimitero di Nola; era ad accoglierti con il suo sorriso giovane e la sua bellezza senza tempo. Era un po’ sorella, figlia, amica e compagna di ciascuno di noi e sempre il passante posava lo sguardo su di lei talvolta  portandole un fiore, una luce o facendole una carezza. E non nascondo che spesso anche io ,passando, ho sostato per una preghiera. 

C’è, invece, chi ha guardato Angelabella con sentimenti diversi, vedendo in lei solo un “pezzo” che venduto sul mercato, potesse portare profitto.Allora vien da chiedersi cosa stia diventando l’uomo.Tocca sempre più il fondo per giungere fino alle viscere della terra e prendere i panni del diavolo. Sono stata educata ad un profondo rispetto per il Cimitero, un luogo che nella suo sacralità e  nel suo silenzio impone riguardo per chi non ha più voce, ossequio per i tanti che pur sono stati protagonisti della nostra storia, della storia della nostra città.

So che il responsabile di tale atto vergognoso si farà una ricca risata davanti ai sentimenti che sono alla base del mio scritto: orrore, mestizia, pena. Sono fortemente convinta che ciascuno debba fare sentire il proprio disappunto con le modalità a disposizione. La Pietas verso i defunti è sempre stata testimonianza di nobiltà dell’animo umano, segno di elevatezza della comunità  cristiana, ma anche di ogni popolo e di ogni cultura. Se è vero che il corpo è destinato a perire, è anche vero che esso si trasforma in un racconto per i vivi attraverso il ricordo indelebile. I  defunti sono coloro che hanno spianato la via, hanno disegnato la nostra vita e a loro siamo legati da una relazione profonda di affetto e di amore, proprio come quellacorrispondenza di amorosi sensi” cantata da Ugo Foscolo. Trovo necessario tornare a tali sentimenti non solo per custodire il ricordo per i nostri morti, ma per dar via ad un processo di umanizzazione che possa conciliare il nuovo dei tempi con quella che è sostanza per l’essere umano.

Il “nuovo” certo non vuol dire essere spudorati o essere pronti a calpestare valori nei quali ogni società ritrova le sue radici;“nuovovuol dire fare memoria, prendere il meglio che consegna il passato, evitare gli errori per un futuro migliore.

Credo che sia giusto e opportuno che ciascuno di noi prenda posizione con determinazione anche perché, ”il non sento, non vedo, non parlo” resta delle scimmie che sono in vendita ai mercatini.

di Fortuna Dubbioso

Nasce a Nola, nell’ottica dell’impegno civile, il comitato territoriale di Italia Viva

Nasce a Nola, nell’ottica dell’impegno civile, il comitato territoriale di Italia Viva.

Nasce la nostra nuova casa, una casa giovane, innovativa e “femminista” dove nascono idee nuove per una politica nuova.

Una politica Viva, fatta di passione e partecipazione.

I comitati sono movimenti che nascono dal basso al fine di coinvolgere i cittadini che hanno voglia di fare mettendosi al servizio del Paese e della realtà locale.

La nostra casa sarà aperta a tutti, all’ascolto ed al dialogo con i cittadini, le associazioni e le forze politiche. Uno spazio accogliente e libero da schemi e sovrastrutture, dove ognuno vale, dove non ci sono né padrini e né padroni.

Viva Nola nasce dall’amore per la nostra città e dalla convinzione che essa debba riprendersi il ruolo di città di riferimento del territorio.

Una città leader che deve assumersi delle responsabilità importanti.

Vogliamo trasmettere una mentalità nuova, di gestione e programmazione a lungo termine con le persone giuste al posto giusto.

Sarà un impegno importante e saremo felici di dare il benvenuto a tutti i cittadini che vorranno partecipare attivamente, contribuendo al cambiamento della propria realtà.

Cominciate a seguirci sulla pagina Facebook “Viva Nola”.

La coordinatrice Mariangela Saulino

CAMPANIA, IOVINO (M5S): IN NUOVA FASE MOVIMENTO SERVE FARE SQUADRA

Roma, 25 gennaio 2020. “È davvero un onore per me essere tra i facilitatori regionali nel team del futuro del MoVimento 5 Stelle. Mi riempie di soddisfazione il gran numero di voti che ho ricevuto e che mi spinge ad essere ancora più determinato nella realizzazione degli obiettivi politici. Per la Campania mi occuperò delle relazioni interne, vale a dire i rapporti con gli eletti del MoVimento della regione e il supporto per le liste. Sono infatti convinto che mai come in questa fase bisogna fare squadra e raccogliere le voci dei tanti attivisti sui territori. Dobbiamo valorizzare chi si impegna da sempre per le battaglie storiche del Movimento, chi si è speso molto con banchetti e meetup e cercare di evitare polemiche che non fanno bene a nessuno”. È quanto afferma in una nota il deputato del MoVimento 5 Stelle Luigi Iovino.

“Nel team regionale della Campania ci saranno per la formazione e il coinvolgimento Annalucia Grimaldi e Alessandra Petrosino. Per le relazioni esterne Luca Di Giuseppe e Maria Muscarà. Con me alle relazioni interne Agostino Santillo. Inizia una nuova fase per la nostra forza politica e noi abbiamo il compito di continuare a credere nel progetto del MoVimento 5 Stelle, evitando contrapposizioni e lavorando insieme per un unico obiettivo nell’interesse dei cittadini”, continua Iovino.

“Ciò che serve ora è un forte senso di responsabilità, perché, come ha detto anche Luigi Di Maio, è più facile criticare che gioire per i risultati che con fatica si raggiungono. Dobbiamo e vogliamo continuare a lavorare per portare a casa tutte quelle vittorie che i cittadini ci chiedono”, conclude Iovino.

di Armando Vallone

CARO SINDACO COSI’ NON VA

Egregio sindaco,
nella mia qualità di cittadino di Nola residente in una delle traverse di via Nazionale delle Puglie, località Pizzone, Le segnalo che da tempo, nonostante le continue e reiterate sollecitazioni agli uffici competenti, esistono difficoltà nella raccolta quotidiana, soprattutto nei giorni di consegna dell’umido.
Capisco che ci sono dei problemi oggettivi legati al cambio della società appaltatrice, stando alle dichiarazioni da Lei rese alla stampa locale. Ma proprio rispetto a queste registriamo discrasie che ci offendono come persone e come contribuenti.
Il riferimento è alla Sua ultima ordinanza nella quale ci ha comunicato che per 4 sabati consecutivi, fino al 16 settembre, non sarebbe stato ritirato l’umido. Accogliendo il Suo invito, ci siamo limitati a depositare le relative buste nelle serate della domenica e del martedì. Ma spesso la mattina dopo le abbiamo trovate lì a marcire anche per i giorni seguenti, fino a che non si è provveduto a pulire le strade raccogliendo assieme tutte le tipologie di rifiuti, quasi a ridicolizzare i tantissimi che differenziano ormai al 100%.
L’ultimo episodio risale a lunedì scorso. Martedì le traverse non hanno avuto l’auspicata visita del personale della società di raccolta e sia l’umido che carta e cartoni sono rimasti lì (questi ultimi poi presi in parte il giovedì con plastica e metalli), ed ora c’è il rischio che l’organico marcisca fuori fino a lunedì prossimo, con maleodoranze e pericoli igienico-sanitari, o mescolato ancora una volta con altre tipologie.
Nei fatti, succedono cose ben diverse dalla Sua ordinanza, che finiscono per rendere poco credibili le Sue dichiarazioni. Se poi aggiungiamo che la strada principale viene regolarmente pulita, ci resta ancora di più l’amaro in bocca perché ci sentiamo di serie inferiore rispetto agli altri. Eppure posso garantirLe che le esose ed incredibili tariffe (500 euro all’anno per un nucleo di 3 persone), quasi raddoppiate durante l’ultima campagna elettorale, le paghiamo anche noi senza sconti che potrebbero essere giustificati da una reiterata interruzione del servizio.
Mi spiace segnalarLe questi disagi (che si uniscono alla puntuale interruzione della corrente pubblica appena piove o tira vento e ad una erogazione idrica ridotta che spesso non arriva al primo piano, con una qualità dell’acqua bassissima che riempie di calcare condotte e lavatrici a fronte di bollette della Gori pesanti come se ci vendessero del vino). Ma comprenderà che di questo passo rischia di non realizzare quella soluzione di continuità in nome della quale ha chiesto ed ottenuto il consenso della maggioranza degli elettori.

Lettera firmata

L’ITALIA non ha TRADITO

Nella ricorrenza del 76° anniversario dell’ECCIDIO di NOLA, anche quest’anno la Città di Nola non ha fatto mancare la sua presenza.

Ho già ringraziato pubblicamente tutti coloro che hanno reso possibile questa continuità, a beneficio dei tempi nuovi, dei giovani di oggi, di una vita migliore, perché noi PESCHIAMO nel PASSATO per avere RICCHEZZA di idee e di conoscenze nel FUTURO; quindi tralascerò di farlo qui.

Non è stata una commemorazione stanca e ripetitiva; sia pur breve, ha aggiunto qualcosa al ricordo.

Radio 3 ha ripreso le fila di quel periodo infame e glorioso della nostra Storia, attraverso la lucida e ampia narrazione di Gloria Chianese, che ha messo l’accento, soprattutto, sull’ORRORE di una guerra combattuta calpestando, senza ritegno, la gente comune, le persone appartenenti al popolo.

Ogni anno, il tragico evento dell’11 settembre 1943, nella memoria, si arricchisce di qualche tassello.

Se si fosse cominciato nel 1945, anziché nel 1997, quando, a seguito di circostanze più volte menzionate negli anni, grazie all’associazione “Amici del marciapiede” di Nola, con Raffaele Napolitano e Luigi Conventi, per la prima volta, dopo anni, di sostanziale oblio, tranne sporadici interessamenti, da parte di tutti, a partire da noi familiari delle vittime, si sono mosse le acque, ed è cominciato un lungo, ed anche travagliato percorso di conoscenza, di ricostruzione, di rimozione di ostacoli, ora saremmo molto più avanti e, probabilmente, avremmo, almeno in gran parte, chiuso i conti con quella parte TREMENDA della nostra Storia.

Ma sono trascorsi ben 22 anni, caro Raffaele da quel lontano e indimenticabile 11 settembre 1997; anche noi eravamo diversi, qualcuno ci ha lasciato, come Nino De Manuele, molta acqua è passata sotto i ponti; molti si sono interessati dell’argomento in questione, ed ho piacere, qui, di accomunare in un unico abbraccio tutti, e mi limito a menzionare coloro che hanno scritto o comunque trattato dei “fatti di Nola”, almeno quelli che io conosco: Umberto Santino “La strage rimossa”, Rodolfo Rubino, nuova edizione della “Strage di Nola” di Pietro Manzi, e recentemente Felice Ceparano, il documentario sull’eccidio di Nola, presentato anche a Montecitorio.

A questo punto si può anche allargare il discorso su nuovi scenari, come non si è fatto in passato, un po’ per scarsa conoscenza del contesto storico e dei fatti, un po’ per una certa ritrosia, quasi “scuorno”, come diremmo dalle parti nostre, ad occuparsene; dove ha, certo, giocato un forte ruolo l’”infamia”, diciamo così del TRADIMENTO, ad opera dell’Italia, dell’alleato tedesco, ma non solo, come dirò.

Orbene, il mio modesto parere, ma la questione andrebbe coraggiosamente e seriamente dibattuta, non lasciata nel dimenticatoio, come è accaduto, per 50 anni, pur dovendosi tener conto della sostanziale impraticabilità degli archivi, sia in Germania che in Italia, per il SEGRETO ermetico opposto dai Tedeschi, e la CHIUSURA pelosa e imbarazzata delle Autorità italiane, è che il TRADIMENTO dell’ITALIA fu una grandissima messa in scena orchestrata dal Governo NAZISTA di Hitler (con l’avallo dei servi FASCISTI), che non accettava di perdere la guerra, allo scopo di fronteggiare DIRETTAMENTE gli ALLEATI, con l’alibi del tradimento dell’Italia, e saccheggiare IGNOBILMENTE il nostro Paese, con la scusa della RITORSIONE, per quella inevitabile resa, che veniva percepita e millantata come una causa determinante della SCONFITTA dell’ASSE; e in tal senso venivano FOMENTATI Ufficiali e soldati subalterni.

Si sapeva bene che l’Italia non poteva, in alcun modo, resistere alla POTENZA MILITARE AMERICANA; era chiaro a TUTTI i responsabili di quella GUERRA, ormai irrimediabilmente persa, sia italiani, che tedeschi.

La Germania era presente in Italia e in grado di valutare lo stato delle cose, i Servizi Segreti tedeschi sapevano bene quale era la situazione; la migliore tattica era quella di far finta di niente e lasciar scorrere gli eventi, e i CAPI NAZISTI, certamente, se ne avvalsero.

Fu MUSSOLINI, con il suo entourage, che, fin dalla sciagurata dichiarazione di guerra all’America, condannò l’Italia alla DEVASTAZIONE.

(Parlo più diffusamente di tutto questo, nel mio blog COMPRENDERSI http://www.algormar5th.it “Nola 11.9.1943”, “Riflessioni su Nola”, ecc.).

Sulle modalità con cui fu attuato e programmato l’armistizio dal Governo Badoglio, il Re, ecc. stendo qui un pietoso velo di silenzio, ma ne ho parlato in altri articoli e nel mio romanzo storico “Nola, cronaca dall’eccidio”.

Concludo dicendo che un altro motivo di “scuorno” per i militari italiani che hanno partecipato alle vicende nolane, e quindi i loro familiari e discendenti, è certo considerato quello di essersi lasciati trarre in inganno dai Tedeschi che, con forze decisamente inferiori riuscirono a catturare e mettere, letteralmente, in ginocchio, due reggimenti italiani.

Ma anche questa vergogna è infondata; c’era un’altra vergogna a decidere la sorte delle Forze Militari Italiane a Nola, risalente agli Alti Gradi dell’Esercito Italiano, rimasta semisconosciuta, pur essendosi celebrato qualche blando processo per gravi reati, in particolare nei confronti dei Generali Ettore Del Tetto e Riccardo Pentimalli (ne parlo nel mio romanzo di cui sopra, pag.18), non isolati, ma eterni portabandiera del DISONORE di fronte al popolo italiano.

I militari italiani di Nola non si difesero, ma furono presi, inermi, NON per CODARDIA, ma per TRADIMENTO del Comando Superiore di Napoli, che aveva trasmesso l’ORDINE di NON REAGIRE alle PROVOCAZIONI dei TEDESCHI, in quanto “semplici atti di stizza e risentimento” da parte di coloro che erano pur sempre “EX ALLEATI”.

Ecco, questo fu VERO TRADIMENTO, ma non verso i Tedeschi, verso i propri fratelli e compatrioti, in cambio della VITA e della FUGA.

Quelli furono TEMPI di GLORIA e di VERGOGNA, ma esse vanno rispettivamente collocate, con lo SCANDIRE del senso della verità e della giustizia.

di Alberto Liguoro

5Stelle e Lega: una “unità in tensione”?

E se guardassimo le tensioni tra i 5Stelle e la Lega in una prospettiva diversa? O, meglio, se considerassimo dette tensioni non come fattori di rischio per la tenuta dell’alleanza tra le due forze politiche, bensì come una strategia “concordata” che, pur provocando capovolgimenti nelle loro posizioni di forza, alla fine favorisce un’espansione del loro peso complessivo all’interno del Parlamento?

Mi spiego.

In fondo, se è vero che i continui ed anche crescenti contrasti a cui assistiamo, quasi quotidianamente, tra 5Stelle e Lega fanno di questi sempre più due poli opposti, sembra altrettanto vero che la dialettica che s’instaura tra loro non stia affatto procedendo verso un tentativo di sintesi ma, semmai, tende a alimentare ulteriormente la distanza tra gli stessi. Si potrebbe, perciò, parlare piuttosto di una “tensione permanente di opposti”. Su questa si è soffermato Romano Guardini, concludendo che essa è alla base della vita dell’uomo e della stessa realtà, fino al punto che le due polarità riescono a sopravvivere nella misura in cui ciascuna di esse non esclude completamente l’altra.

In altri termini, le due forze opposte finiscono per costituire – insieme – una sorta di struttura globale della vita politica che potremmo denominare – prendendo a prestito l’espressione che Guardini applica alla vita in generale: «unità in tensione».

In tal modo, dal momento che detta “unità” assorbe in sé due poli opposti ossia, nel linguaggio politico, i “gialli” e i “verdi”, la maggioranza e l’opposizione, la “destra” e la “sinistra”, ne consegue che essa si presenta come una realtà “globale” che, a mano a mano che le tensioni al proprio interno aumentano, tende ad occupare – soprattutto agli occhi degli elettori – l’intero palcoscenico della vita politica.

Ne consegue, pertanto, una progressiva emarginazione delle altre forze politiche che vanno sempre più ad occupare la platea, le balconate e il loggione, vale a dire quei posti destinati a funzionare da cornice del palcoscenico sul quale si concentra tutta l’attenzione degli “spettatori”. Costoro finiscono così per “dipendere” dagli eventi che si rappresentano sulla scena, scordandosi che possono autonomamente “affaccendarsi in tutt’altre faccende”, ben più concrete, reali, di quelle “virtuali” o, meglio, surreali montate ad arte pur di consentire agli attori di permanere nel proprio ruolo.

D’altro canto, è ben noto che certe rappresentazioni teatrali costituiscano una sorta di risorsa che induce una compensazione, uno sfogo e perfino un godimento dell’animo, senza che tutto ciò possa influire sulle scelte quotidiane e, quindi, sulla soluzione dei veri problemi esistenziali.

di Franco Manganelli

Dissesto Comune di Nola, se ne discute in Commissione Bilancio

In data 01 e 02 agosto si sono tenute due riunioni della Commissione Consiliare Bilancio, con ordine del giorno l’esame di proposta al Consiglio Comunale, avanzate dalle deliberazioni della Giunta Comunale n. 2/2019 e n. 3/2019 del 30.07.2019 per, rispettivamente:

A) Approvazione della Salvaguardia degli Equilibri di Bilancio ai sensi degli artt. 175, comma 8, e 193 del D. Lgs. 267/2000 – Assestamento generale di bilancio 2019

B) Dichiarazione di dissesto finanziario ai sensi dell’art.246 D.Lgs.267/2000

Alle riunioni hanno partecipato anche i funzionari amministrativi del settore finanziario-contabile-tributi, dott. Fusco Giovanni e dott. Fattore Salvatore, il rappresentante dell’Avvocatura, Avv. Maurizio Renzulli, l’Assessore al bilancio, dott. Francescantonio Galasso, nonché i componenti del Collegio dei Revisori, dott.ssa Rosanna Perrupato e dott. Luca De Franciscis.

I colloqui hanno fondamentalmente riguardato il percorso che ha condotto l’ente comunale dallo stato di pre-dissesto a quello di dissesto, la ricerca delle possibili cause che hanno provocato la crisi, nonché l’individuazione di possibili azioni da intraprendere per evitare la dichiarazione di dissesto finanziario ai sensi dell’art. 246 del D.Lgs. 267/2000.

Purtroppo, dall’analisi fin qui condotta, appare un profondo stato di crisi non solo finanziario, ma anche organizzativo e del personale, palesemente sottodimensionato, che non ha consentito l’attuazione delle misure previste dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale, già deliberato dal Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio comunale n. 21 del 22/02/2019.

I lavori della Commissione Consiliare Bilancio continueranno, per la loro chiusura, martedi 6 agosto.

Il Presidente della Commissione Consiliare Bilancio
Antonio De Lucia

W la benda

Secondo me la diffusione della foto del giovane assassino americano bendato, ammanettato dietro la schiena in una stazione dei Carabinieri si rivelerà una vera salvezza per lo Stato, il governo e per tutto il popolo italiano.

Infatti, questa “ambigua” foto sembra aver determinato le migliori condizioni atte a consentire al governo USA di richiedere l’estradizione dei due americani per poter svolgere un processo sereno ed obiettivo in un Paese più civile.

Con tacita soddisfazione del nostro Stato e del nostro Governo, che non saranno costretti ad ammettere, ancora una volta, di essere un Paese suddito degli USA.

Ma anche di tutti noi cittadini italiani che potremo fingere, ancora una volta, di dimenticare che ogni giorno ci alziamo, andiamo a lavorare, ci divertiamo allo stadio o facciamo all’amore su un territorio disseminato di bombe americane, forse anche nucleari, la cui collocazione precisa non è del tutto nota neppure alle nostre massime autorità.

E vissero tutti felici e contenti (tranne uno, ovviamente).

di Eduardo Quercia

I Nolani “bramano” sempre continuare, la loro gloriosa storia

In omaggio alla proclamazione dell’ing. Gaetano Minieri a Sindaco di Nola, riceviamo da Michele Loria e pubblichiamo la seguente sintesi, inedita, della storia di Nola, scritta dal compianto preside Giuseppe Giusti, per la storia dell’Arte Globo, di prossima pubblicazione.                                                                                                Stralcio, contento di farlo, contiene esortazioni ai nolani, da parte di Domenico Rea – che volle bene a Nola e ne ammirò la sua storia – “a – produrre – ben altra storia, degna di quell’antica, che perpetuasse, negli anni la splendente immagine di una Città la quale, con operoso lavoro, preparasse un bellissimo futuro al suo glorioso passato”.

I Nolani hanno fatto tesoro delle esortazioni di Mimì, facendo il primo passo nel dare la fiducia, ora tocca al Sig. Sindaco fare il resto!

(Michele Loria)

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Sìlla, nemico di Marco, con ricordi a Nola; Alarico saccheggia la città; barbari, saraceni, chissà! Antichissime inondazioni, che non si potevano dimenticare. Pestilenze. Tutto accadeva a Nola: Augusto imperatore vi esala  l’ultimo respiro  e Tiberio qui gli dedica un tempio. La “passata” storia la si può leggere anche nelle “teste con l’elmetto dei combattenti romani” incastrate, dopo secoli, fra i muri, frammenti di capitelli corinzi, medaglioni in cui “sorridono figure mitologiche”; queste pietre ancor sostengono i Nolani orgogliosi, ma non superbi, mai arroganti, ma fortemente convinti che poche città al mondo vivono su un così ricco ammasso di storia. E’ vero … Ma scopriamolo, e riportiamolo alla luce! Gli “antichissimi” infatti, vivevano qui nello loro capanne. Tempi preistorici; le ali del “tempo” minaccioso con le sue pomici ha coperto quelle capanne; le capanne di quei “nolani” primitivi sono state, straordinariamente conservate, e pronte a sconvolgere le origini e la storia (quella fin qui conosciuta) di Nola. La quale ai tempi della fanciullezza di Bruno ancor mischiava la sua storia con la terra nera del vulcano. La terra, il cielo ì ciottoli e le rocce di Cicala;  non tutto, sotto il sole cocente, che dardeggiava sulle teste, e penetrava negli occhi ridenti, era aspra pietra; c’erano le foglie sparse, le erbe, le piante, i campi dai colori vividi. monte Cicala. Paesaggio agreste, ma con sentimenti di delicatezza indefinibile, i Le vacche, i buoi, le vigne, le case dal rosso vermiglio o rosato. Nell’alto, il quali nascevano per poi vivere e scomparire; sentimenti quasi religiosi. Il Vesuvio brontolava, e confondeva i suoi infuocati rumori con lo strepito  delle cicale, i canti delle tortorelle, dei merli, passeri, usignoli…

Musiche d’altri tempi; grida e suoni, ed anche gioiosi soffi nelle trombe e sorde voci di tamburi. Dopo secoli, Cicala sta ricominciando a vivere la sua vita e  i cui occhi, scorgono nel cielo i fantasmi bianchi della sua storia. Non ci sono più le nere improvvise ombre che si scatenano al cader della notte. C’é oggi luce, per  una storia nuova. Che ha cominciato a srotolare il suoi giorni, sempre alimentati da lucenti speranze. Il castello “ormai sorride” contento della sua rinascita. La “sua” vecchiaia, strappata alla storia, da accesi desideri di rivincita … In questi tempi allucinati, sotto “quel cielo senza pari”, la collina ritorna a palpitare. E’ vita nuova. E’ storia nuova. Anche Nola respira, seppure con piccoli, continui suoi aliti affannosi.                                                                                  Abbiamo voluto saltare tempi pur gloriosi, e tempi più magri di crescita confusa per giungere ai nostri giorni, giorni di una Nola, che ci appartengono, ancor frementi di una vita che pur merita di essere “ricordata” ed esaltata, come fa Mimi Rea, l’indimenticabile nostro amico e scrittore sanguigno di quella “Ninfa Plebea” che accese desideri e ammirazione. Nelle pagine precedenti del libro avete letto il suo racconto, il ricordo di un uomo che, a suo modo, volle bene a Nola, ne ammirò la sua storia, e i  suoi modi di vita.

Domenico Rea ritornò a Nola, incontrò il suo amico carissimo Michele Loria che l’ospitò varie volte nella sua galleria Arte Globo. Noi  ascoltammo, perciò, a più riprese la sua voce che incrociava le voci dei nolani, spinti (oppure esortati) a “produrre” ben altra storia (quella buona, mi disse una volta quando lo accolsi nella mia scuola, la “vecchia” Merliano, di via Seminario, a presentare conversando, ai giovanissimi alunni (vivacemente interessati) il suo “Fondaco nudo”, altro suo libro celebrato ed esaltato), ben altra storia, dicevamo, degna di quell’antica, che perpetuasse, negli anni, la splendente immagine di una Città la quale, con operoso lavoro; preparasse un bellissimo futuro al suo glorioso passato.

di Giuseppe Giusti

RIFLESSIONI SULLA TORNATA ELETTORALE

Finalmente si è conclusa questa lunga fase elettorale iniziata a maggio dell’anno scorso, quando fu decretata la fine in anticipo del Biancardi bis (a proposito ancora non ci è stato chiarito il motivo, sicuramente di altissimo rilievo politico, che indusse i consiglieri comunali a non votare il bilancio, salvo poi a ritrovarceli quasi tutti candidati).

Nola ha scelto il suo sindaco per i prossimi 5 anni, gli auguriamo tutto il bene possibile e ci aspettiamo che possa finalmente affrontare alcuni problemi che attanagliano la nostra città e cercare di risolverli; da quelli legati alla viabilità, senza però farsi condizionare da negozianti ed amici, a quelli derivanti dal’inefficienza del servizio di raccolta dei rifiuti con l’auspicio che venga finalmente rispettato il giusto equilibrio fra tassa pagata e bontà del servizio reso, fino ad arrivare alla necessità di riportare la città a livelli di decoro urbanistico accettabili (magari riesumando il progetto “Colore” cavallo di battaglia del primo Biancardi).

Lasciando l’analisi del voto ai politici e a chi ne sa di più, vorremmo però soffermarci su un fenomeno particolare che ci ha molto incuriositi: la presenza di tanti candidati non nolani.

Infatti quest’anno abbiamo potuto rilevare la presenza nelle varie liste di tanti uomini e donne provenienti dai paesi limitrofi; siamo sicuri che a spingerli non è stata la costrizione dei loro referenti politici, né lo hanno fatto per bieco interesse e neppure per amore di protagonismo ma certamente ed unicamente desiderosi di dare il loro contributo per risolvere i problemi di Nola dopo aver brillantemente risolto i problemi di casa loro.

Per la prima volta abbiamo assistito a questa gara di generosità cosi intensa da parte di amici dei comuni vicini spinti solo dal desiderio di manifestare il loro amore per Nola.

Non ricordiamo per il passato una partecipazione cosi nutrita, dobbiamo risalire agli anni ottanta per trovare fra i banchi del consiglio comunale la presenza di nolani non residenti a Nola; in quel caso si trattò di un umile professore universitario, senatore della Repubblica Italiana, e di un semplice Generale dei Carabinieri; certo poca roba in confronto alle intelligenze e ai neuroni presenti in questa tornata elettorale.

Peccato che poi pochissimi sono stati gli eletti.

Ci auguriamo che in futuro questa pattuglia di generosi corregionali, di cui abbiamo tanto bisogno, possa essere più nutrita magari raggruppata in un’unica lista che, ci piace immaginare, caratterizzata da un simbolo recante il motto “Forestieri per Nola” e sullo sfondo un giglio stilizzato con l’obiettivo programmatico, altamente qualificante, di esportare finalmente la nostra piccola Festa dei Gigli in tutti i paesi limitrofi.

Ma questa poi è un’altra storia…

I Nolani amanti dei forestieri

di doc.oc.

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