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25 APRILE 2014 – TEMPO DI ELEZIONI

Scavi di Pompei, spunta un “manifesto elettorale” di epoca romana

Scavi di Pompei, spunta un “manifesto elettorale” di epoca romana

LE PROSSIME ELEZIONI sono un TEST

TENIAMOLO BEN PRESENTE

in questo 25 APRILE di transizione; questo 25 APRILE che sempre di più dobbiamo riconoscere come FESTA di POPOLO, come è il 14 LUGLIO per i Francesi, perché quel che accadde 70 ANNI FA, riguarda SOLO il popolo italiano, e tocca a noi Italiani rivendicarne l’appartenenza, per il suo SIGNIFICATO verso tutti i POPOLI della TERRA che hanno lottato e lottano per la LIBERTA’, l’INDIPENDENZA, la DEMOCRAZIA.

Sì, i c.d. “alleati” hanno invaso, a suo tempo, il nostro Paese e hanno spadroneggiato, sottoponendoci a un trattamento intensivo di AMERICANIZZAZIONE (quella che secondo un Milan Kundera è da rifuggire, a costo di ritornare sotto il tallone dell’oppressore), ma il loro intento era quello di mettere in ginocchio la Germania, non certo di “liberare” noi.

Noi ci siamo liberati da soli, CON LE NOSTRE FORZE, come il ricordo dei martiri e degli eroi, le buone pagine di Storia (quelle non edulcorate, omertose o mistificatorie), i monumenti, le lapidi, le ricorrenze in TUTTE le PARTI d’ITALIA attestano, ad eterno ricordo del SANGUE che fu a suo tempo versato, in ogni schieramento, in varie e DIFFICILISSIME SITUAZIONI.

Questo meriterebbe un RICONOSCIMENTO ben più consistente, rispetto a quanto fin qui è stato fatto, ma soprattutto una AFFEZIONE, una VOLONTA’ di esserci, forte, corale, da parte di NOI STESSI che invece, in fin dei conti… poco ne sappiamo.

MOLTO TEMPO è TRASCORSO, ed ora:

a seguito di GRAVISSIME RESPONSABILITA’ dolose e colpose degli ULTIMI 20 ANNI, l’ITALIA ha subito, a parte gli irreparabili danni morali e materiali che faremmo notte ad elencare qui, uno STRAVOLGIMENTO, un ALLONTANAMENTO dalla SUA via maestra, una MORTIFICAZIONE che le prossime generazioni, attualmente impegnate in un’altra aspra guerra, molto più urgente, contro la disoccupazione, sottoccupazione e criminalità dilaganti, per moltissimo tempo, dovranno tenersi addosso, e faticheranno non poco a liberarsene, una PERDITA di IDENTITA’ senza precedenti.

E’ sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ne parla, memori come siamo, probabilmente, di quello che accadeva ai detrattori e dissidenti all’EPOCA del GLORIOSO FASCISMO che ci ha portato al MASSACRO e alle MACERIE a perdita d’occhio; il che peraltro, non è neanche del tutto infondato. Ed ecco che molti, anzi moltissimi, si defilano, sono agnostici, neutrali, “apolitici”, un po’ conniventi con i DISTRUTTORI per sfiducia, tornaconto personale e così via.
Ma… che cosa è vivere nel terrore? Non è NIENTE. E’ fuffa, è non-vita, è incoscienza e negatività, nei confronti delle successive generazioni, alle quali NON si LASCIA NULLA, come se si fosse vissuto INUTILMENTE; soprattutto di fronte ad un TERRORE VIRTUALE.

Allora, diciamocela tutta:

l’ITALIA è stata faro illuminante di civiltà, pietra miliare dei principi regolatori della vita dei cittadini e della libertà dei popoli, centro di riferimento per la pace e la giustizia sociale, soprattutto PRIMA, ma, in una certa misura, e grazie, in particolare, a quelli che vengono definiti, solitamente “i valori della Resistenza” (ma in realtà andrebbero meglio vissuti e trasmessi, come il RECUPERO dell’identità e del senso della Civiltà e della Storia) anche DOPO l’unificazione, e ad opera di TUTTE le REGIONI ITALIANE, affratellate dal sangue versato e dalla tenacia verso il FUTURO (checché ne dicano gli zoticoni che si abbronzano sotto il sole celtico o ti spaccano i timpani perché sono troppo vanitosi per riconoscere che hanno evidenti problemi di udito).

Ed ora, a che cosa è ridotta? Ad un PAESE SUDAMERICANO;

una specie di Argentina che attende ogni giorno l’imbeccata dal Perón di turno (ma nessuno di loro si chiama Juan Domingo, né ha una Evita come moglie).

Quelli che, una volta, attendevano lezioni da noi, ora ci danno lezioni, mentre il Mondo va da un’altra parte.
IO SONO UNO SCRITTORE (e scrittori e poeti hanno sempre avuto la loro posizione ben definita nella loro Epoca e nel loro Mondo; non hanno mai voltato la faccia da un’altra parte) e come tale, richiedo solo un po’ di riflessione su queste mie poche ma sentite parole, e dico a tutti gli elettori:

INNANZITUTTO andiamo a VOTARE, non facciamo finta di niente; la nostra Storia e le future generazioni, per tutto quanto ho sopra detto ATTENDONO QUALCOSA da noi; non certo che ce ne andiamo in gita, o ci rigiriamo nel nostro letto pigramente, mentre sono in corso le ELEZIONI, e ci sono passi, magari piccoli passi, ma non meno importanti, da fare per il nostro Paese.

Inoltre, che voi siate di DESTRA o di SINISTRA, votate per chi volete ma NON per chi immaginate, intuite, o, in buona fede, valutate, POSSONO tenerci fermi nella nostra attuale CONFIGURAZIONE SUDAMERICANA, che non ci compete, non ci appartiene e ci porta sempre più verso il DEGRADO.

Votate per far sì che torniamo ad essere il PAESE che ha avuto la CAPACITÀ storica, di essere sintesi e valorizzazione della CIVILTA’ OCCIDENTALE.

Grazie dell’attenzione e, se ci sono critiche ed osservazioni, sono qui per parlarne.

di Alberto Liguoro

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