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Archivio per il tag “storia”

Visciano, al via i festeggiamenti in onore della Madonna del Carpinello

Nola accoglie gli Angeli del Vaccaro, il presidente di Meridies Michele Napolitano ci spiega l’importanza di questa operazione

Un’occasione imperdibile per la città di Nola che accoglie gli Angeli del Vaccaro sottratti alla chiesa di Santa Maria del Plesco di Casamarciano e recuperati dai carabinieri del nucleo operativo tutela culturale.

Ai nostri microfoni il presidente dell’associazione Meridies Michele Napolitano ci spiega l’importanza di questa grande operazione.

Gli Angeli, esposti nel Salone dei Medaglioni della Curia, stanno ottenendo un ottimo riscontro di pubblico. Saranno poi collocati in un’ala del Museo Diocesano, che proprio quest’anno festeggia il ventennale dell’apertura. Un’occasione unica, quella dei putti del Vaccaro, che suggella e fortifica ancora di più la sinergia tra Meridies (dalla nascita del Museo, sempre al suo fianco) e l’ufficio beni culturali della Diocesi diretto da Antonia Solpietro.

di ra.na.

Il riscatto della scuola ai tempi del Covid. Inaugurato nel pomeriggio il museo industriale dell’istituto Masullo Theti di Nola

Il riscatto della scuola ai tempi del Covid.
Inaugurato nel pomeriggio il museo industriale dell’istituto Masullo Theti di Nola.
Grande intuizione della preside Annamaria Silvestro che consegna alla città un importante archivio culturale realizzato dai ragazzi.

Luigi Masullo, nipote del fondatore della storica Vetreria Masullo, ricorda l’attività del nonno e quando, da ragazzino, andava in Vetreria a vedere come si lavorava il vetro.

Ecco il Museo Scolastico del Masullo-Theti ⤵️

Nola. In Cattedrale, il vescovo Francesco Marino celebra in serata la liturgia memoriale della traslazione delle spoglie di San Paolino

E’ giornata particolare, quella odierna del 15 maggio, dedicata alla concelebrazione eucaristica e alle liturgie che ricordano la traslazione avvenuta oltre un secolo fa in città delle spoglie di San Paolino dalla Basilica di San Bartolomeo nell’Isola tiberina, a Roma, dove opera con capillare azione di carità aperta e soccorrevole la comunità di Sant’Egidio, modello di accoglienza e spirito umanitario;  celebrazioni che saranno officiate e vissute nella Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo – ad iniziare dalle ore 19,00– nel rispetto delle rigorose disposizioni che regolano sia nelle Chiese cattoliche e cristiane che negli Spazi sacri di tutte le altre professioni religiose il confinamento e il distanziamento sociale per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del covid19,  con la partecipazione del vescovo Francesco Marino, ma senza il popolo dei fedeli.

E’ una giornata dall’atmosfera insolita, quasi  percorsa e soffusa da sfumature di mestizia, ben diversa da quelle della consuetudine, per la quale proprio il 15 maggio coincide  con la simbolica e gioiosa apertura del Grande teatro, di cui sono ammirevoli protagoniste le Macchine scenografiche dei Gigli; è l’evento, quello memoriale della traslazione delle spoglie del Santo, che da sempre fa da anteprima e annuncio al Cartellone della girandola di iniziative e manifestazioni d’arte e umanità varia che attraversano in lungo e in largo del Giugno nolano. Un  Grande teatro che per il 2020 è invece languidamente e di necessità  chiuso … E non può essere altrimenti, finché il corona virus  resterà incombente con le sue insidie di contagio aggressivo e letalità.

Torna, tuttavia, utile recuperare e rimettere a lustro alcuni … spiccioli di Storia cittadina, collegati con la cerimonia memoriale in programma in serata. Uno è lo … spicciolo che fa ricordare il tortuoso itinerario fatto compiere alle spoglie del Santo, per poter rientrare in città e nella Diocesi di cui era stato vescovo; spoglie lasciate senza pace da deviate e perturbate fisime umane, forse per esercitare una qualche pressione spiegabile solo con gli apporti della psicologia sociale o della psicoanalisi, che furono trafugate dai Longobardi, tra il IX e il X secolo e sottratte alla venerazione dei fedeli frequentatori di quella Cittadella dell’accoglienza, ch’era stata fondata a Cimitile proprio dal Santo di Bourdeaux, diventata metà di pellegrinaggi per larga parte dei secoli alto-medievali. Una volta trafugate, i Longobardi  depositarono le spoglie nella loro testa di ponte logistico, qual era  Benevento, importante tassello di quell’architettura geo-politica che si chiamò Longobardia e che da Pavia correva verso il Sud …. quale abbozzato presagio e sogno di porre ad … Unità il Bel Paese, già una decina di secoli orsono. Ma c’era di mezzo il temporalismo assoluto della Chiesa …. Ed hai detto  tutto, per mettere in quarantena il desiderio e il progetto, svuotandoli e vanificandoli. Di certo, da Benevento le spoglie del Santo bordolense finirono a Roma, nel complesso basilicale di San Bartolomeo, da dove furono traslate a Nola, dieci secoli dopo il trafugamento, auspice  il vescovo Agnello Renzullo e il sindaco pro tempore della città, l’on.le Tommaso Vitale. Era il 15 maggio del 1909. Cento undici anni fa.E da allora le spoglie di Paolino che con San Felice vescovo e martire condivide il Patronato protettivo sulla città sono custodite nell’urna bronzea nella Cripta della cappella che Gli è dedicata in Cattedrale.

L’evento -altro spicciolo corrente di Storia nolana– connotato dalla celebrazione eucaristica e dalle liturgie d’omaggio alla traslazione, coincise con l’inaugurazione della  Cattedrale, consacrata per la circostanza a Santa Maria Assunta in Cielo, considerato che proprio sul finire a metà dell’800 fu proclamato da Pio IX  il dogma dell’ Immacolata Concezione, dando notevole impulso al culto mariano, nella più generale azione di promozione e diffusione dei valori del Vangelo. Era stata incendiata, la Cattedrale, nella notte del 13 febbraio del 1861, con una tecnica ben studiata e dagli esiti infallibili. Gli incendiari spalmarono petrolio e grasso sulle estremità delle travi di sostegno e sulle suppellettili lignee della Cattedrale, risalente al ‘300, ed aveva subìto un vasto rifacimento sul finire del ‘ 500, per porre rimedio al crollo di parte del tetto.

L’incendio fu di natura dolosa, senza alcun ombra di dubbio, riferibile verosimilmente  anche al clima politico che viveva la Nola di quell’Italia, ormai avviata alla proclamazione del Regno d’Italia sotto forma di Stato unitario, a palazzo Carignano, assurto a Parlamento, il 17 marzo del 1861,a Torino. Era la Nola, in cui si fronteggiavano importanti frange di opinione pubblica e cittadinanza sui versanti d’ orientamento clericale e su quelli di orientamento laico anti-clericale con addentellati negli epigoni della Carboneria artefice dei  Moti del20 e in latenti presenze massoniche, senza tralasciare affatto il respiro e il fascino liberale e libertario che esercitava il pensiero di Giordano Bruno nell’atmosfera delle idealità romantiche. Certo è che il giudice incaricato delle indagine procedette spedito nella ricerca degli incendiari. E nel carteggio istruttorio che compose in pochi giorni, il solerte e scrupoloso magistrato, ne indicò persino le generalità, per mandarli a processo. Ma la cosa non ebbe alcun seguito. Il giudice fu trasferito in altra sede. E dopo qualche mese, si apprese che era … morto.

Nihil novi sub sole … Niente di nuovo sulle umane vicende, perché il potere s’imponga e si faccia valere, come che sia, facendo strame …. del giusto e del vero.

Altro … spicciolo da annotare è quello dei costi sostenuti, per realizzare la ricostruzione dell’imponente e maestosa Cattedrale in eccellente stile neo-rinascimentale. Furono necessari oltre due milioni delle lire del corrente conio, ripartite in quote-parti tra il governo nazionale, la municipalità cittadina e la Curia vescovile con il supporto di donazioni anche delle comunità parrocchiali della vasta Diocesi nolana.

di Geo

NOLA. DOMANI, VENERDÌ 15 MAGGIO, PRESSO LA CATTEDRALE ALLE 19 SANTA MESSA OFFICIATA DAL VESCOVO FRANCESCO MARINO PER LA MEMORIA DELLE RELIQUE DI SAN PAOLINO

Domani, venerdì 15 maggio, il vescovo Francesco Marino presiedera’ presso la Cattedrale la Santa Messa per la memoria della traslazione delle Relique di San Paolino. La diretta della celebrazione senza presenza di popolo, la prima volta dal ritorno delle ossa nel 1909 in Cattedrale, andrà in onda sul profilo Facebook Indialogo Chiesa di Nola. Il 15 maggio del 1909 faceva ritorno a Nola il corpo di San Paolino dopo circa 10 secoli di esilio. Fu il Papa San Pio X a concedere il ritorno su accorata richiesta del vescovo Mons. Agnello Renzullo e di tutti i vescovi della Campania. L’occasione del ritorno di Paolino a Nola fu due volte funesta perché le sue spoglie mortali, all’epoca dell’Imperatore Ottone Iii, si trovavano nella Basilica romana di San Bartolomeo all’isola Tiberina. Le spoglie sarebbero state depositate nella nuova Cattedrale ricostruita dopo il rovinoso incendio del 13 febbraio del 1861. Dopo 8 giorni di solenni festeggiamenti dal 15 al 23 maggio le Relique di San Paolino furono definitivamente translate nella Cappella del Santo in una artistica urna di bronzo opera dello scultore Salvatore Cepparulo, generosamente donata dagli operai che avevano lavorato alla ricostruzione della Cattedrale. Dal 1909 la Chiesa di Nola celebra ogni anno il 15 maggio l’anniversario della traslazione. Questo è il primo anno che la Compagnia di San Paolino non organizzerà il corteo delle nove corporazioni dalla Statua del Santo alla Cattedrale a causa della pandemia.

di ra.na.

MAGGIO DEI MONUMENTI E DELLA CULTURA NOLANA 2020 Quattro appuntamenti in diretta streaming dedicati ai luoghi del patrimonio storico-artistico nolano

Oggi, 8 maggio 2020, alle 18, in diretta sulle pagine Facebook Meridies e  inDialogo Chiesa di Nola andrà in onda il primo dei quattro appuntamenti del Maggio dei Monumenti e della Cultura Nolana, promossi dall’Associazione Meridies e dagli Uffici diocesani dei Beni Culturali e delle Comunicazioni Sociali. 

Un programma ricco e singolare che permetterà di scoprire aspetti inediti delle bellezze locali e anche di godere di paesaggi unici e difficilmente ammirabili. 

Il campanile della Cattedrale nolana, la storia del ritorno delle reliquie di San Paolino a Nola, un’antica cappella oggi nascosta nella Chiesa di San Biagio e perle misconosciute dell’Archivio diocesano saranno i beni raccontati da competenti storici dell’arte. 

La lontananza forzata non cancella la voglia di raccontare l’immenso patrimonio culturale che caratterizza il territorio nolano.

Di seguito il programma completo 

 

Venerdì 8 maggio, ore 18

Echi del tempo. Le tracce del passato sul Campanile della Cattedrale di Nola 

Venerdì 15 maggio, ore 18

Sacri frammenti. Il viaggio delle reliquie di San Paolino di Nola

Venerdì 22 maggio, ore 18

Architetture sovrapposte. La cappella di Santa Margherita e il Campanile di San Biagio

Venerdì 29 maggio, ore 18

Vite di Carta. Viaggio nell’Archivio diocesano di Nola

25 aprile, Festa della Liberazione. A Casamarciano l’inno di Mameli itinerante

L’invito del sindaco Andrea Manzi: “Esponete il tricolore fuori ad ogni balcone e cantiamo insieme, in un abbraccio virtuale, l’inno della nostra Patria”.

Nessun corteo né manifestazione. Ma un “abbraccio virtuale” canoro direttamente dai balconi delle abitazioni in segno di unità e di condivisione. A Casamarciano il sindaco Andrea Manzi, in occasione della Festa della Liberazione in programma domani, sabato 25 aprile, ispirandosi all’iniziativa dell’Anci Giovani Campania rivolge l’appello ai suoi cittadini: “mettete il tricolore fuori ai vostri balconi e cantate con noi l’inno nazionale”.

L’appuntamento è alle 11.30. In contemporanea la protezione civile girerà per le strade cittadine e diffonderà in filodiffusione l’inno di Mameli.

Alle 12.30, invece, il sindaco Manzi si collegherà sulla sua pagina Facebook e dedicherà un pensiero alla ricorrenza ed ai cittadini.

“Non sarà il Covid-19 a fermare il nostro spirito patriottico che, oggi più che mai, necessita di continuo e rinnovato sentimento – spiega Manzi – Un modo per essere vicino alla comunità ritrovando quei valori che 75 anni fa, spinsero i nostri fratelli al sacrificio estremo per la Patria. Arriverà il giorno in cui saremo nuovamente liberi, ma per adesso, cerchiamo la nostra libertà interiore restando a casa e facendo nostro il messaggio che ci ha trasmesso la storia”.

159 anni fa veniva proclamata l’Unità d’Italia. Ed oggi, più che mai, lo Stivale sente un bisogno incessante di unione e di forza in questo triste momento storico

159 anni fa veniva proclamata l’Unità d’Italia. Ed oggi, più che mai, lo Stivale sente un bisogno incessante di unione e di forza in questo triste momento storico.

A rimarcarlo anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, dalla sua pagina Facebook, ha invitato gli italiani a rialzarsi e a ripartire con orgoglio e determinazione, finita questa emergenza, consapevoli delle mille difficoltà che La Nazione ha vissuto, e superato, in decenni di storia.

“Da allora il nostro Paese ha affrontato mille difficoltà, guerre mondiali, il regime fascista – si legge nel lungo post – Ma gli italiani, con orgoglio e determinazione, hanno sempre saputo rialzarsi e ripartire. A testa alta.

Oggi stiamo affrontando una nuova prova. Difficilissima. Sono tanti gli italiani che in queste ore versano lacrime per la perdita di un familiare, che vivono l’angoscia di un ricovero, che soffrono per la lontananza dei propri cari, per la chiusura della propria attività commerciale, per l’incertezza del futuro. Ebbene, che tutti sappiano che lo Stato è al loro fianco, non li lascerà soli. Lo Stato non è solo strutture e istituzioni. Lo Stato siamo noi: 60 milioni di cittadini che lottano insieme, con forza e coraggio, per sconfiggere questo nemico invisibile.

Grazie a coloro che stanno donando il sangue. Grazie ai medici e agli infermieri, ai volontari della protezione civile, ai vigili del fuoco, alle donne e agli uomini delle forze armate e delle forze dell’ordine, per gli sforzi straordinari che stanno compiendo. Grazie ai farmacisti, a chi continua ad andare in fabbrica, a chi lavora nei supermercati, grazie ai tassisti che in queste ore accompagnano gratuitamente i medici in ospedale. Grazie a chi rispetta le regole.

Mai come adesso l’Italia ha bisogno di essere unita. Sventoliamo orgogliosi il nostro Tricolore. Intoniamo fieri il nostro Inno nazionale.

Uniti, responsabili, coraggiosi”.

Un invito ma anche un auspicio ad assumere comportamenti responsabili a tutela di ciascuno di noi ed in particolare di chi sta vivendo la doppia battaglia, come cittadini a rischio contagio ed operatori sanitari praticamente in trincea per aiutare il prossimo.

“Lo Stato è con voi” rassicura Conte e sebbene l’Italia auspicasse un modo completamente diverso di ricordare questa ricorrenza, si va avanti nell’attesa dei tempi migliori.

Ed intanto a Nola tra pochi mesi si festeggerà un’altra importante data, i moti carbonari del 1820 con il bicentenario in programma il 3 luglio. Auspicando che, per quella data, la minaccia Coronavirus sia un brutto ricordo, sarà l’occasione per ritrovarci in un momento di riflessione storica a cui l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Minieri sicuramente lavorerà con energia ed entusiasmo.

di ra.na.

Nola. Lectio Paulini il 3 marzo al Seminario Vescovile con il prof. Nazzaro, Università degli Studi di Napoli Federico II

Cari amici, ci siamo con un altro invito!
Dopo il primo incontro avutosi a novembre dello scorso anno, attendiamo di accogliere un’altra “lezione” del nostro S. Paolino.
Con gioia rilevammo l’altra volta il buon numero di presenze interessate; dopo la prof. Piscitelli questa volta è di turno il prof. Nazzaro.
Quali sono state le prime esperienze poetiche di Paolino? La risposta ci venne e ben di più. Ed ora…
Qual è l’itinerario con cui egli si preparò al battesimo, ossia alla vita nuova in Cristo? A chi e come egli si è ispirato alle sue scelte penitenziali, da solo e nel cenobio di Cimitile?
Mettiamoci dunque in attesa di S. Paolino per essere da lui illuminati.
Non manchiamo!
Don Luigi Mucerino
direttore
R.S.V.P.
BIBLIOTECA DIOCESANA “San Paolino”

Record Unesco, la Regione Campania “riabilita” la Festa dei Gigli di Nola nel collage facebook dei riconoscimenti

Nel giro di un’ora dall’uscita del nostro articolo

Patrimonio Unesco, la Regione Campania “buca” la Festa dei Gigli di Nola confondendola con la Varia di Palmi Calabro (errore o trovata pubblicitaria?)

e grazie alla tempestiva segnalazione fatta dal sindaco di Nola Gaetano Minieri, la Regione Campania modifica il collage fotografico pubblicato sulla pagina facebook ufficiale dell’Ente in occasione della Giornata Internazionale della guida turistica, che richiama i numerosi riconoscimenti Unesco di cui si fregia la Regione, tra cui la spettacolare Festa Eterna, “scambiata” in un primo momento per mero errore con un’altra celebre Macchina a Spalla, la Varia di Palmi Calabro. Il rimodulamento dell’intero collage fotografico ha fatto comparire la Festa “giusta”, quella dei Gigli di Nola, che appunto si trova in Campania, mentre – come è noto – la Varia è calabrese.

di ra.na.

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