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SLOW FOOD DAY, LA CONDOTTA NOLANA “CELEBRA” L’AGRICOLTURA FAMILIARE D’ECCELLENZA

slow food day 17 5 14SABATO 17 MAGGIO, dalle ore 10 – Acerra, via Nitti 7 – Azienda agricola Antonio D’Amico.

La Condotta Slow Food dell’Agro nolano, insieme a quelle di Napoli e del Vesuvio, festeggiano lo Slow Food Day dedicato all’agricoltura familiare in una storica azienda agricola acerrana.

L’incontro si svolge intorno all’antica vasca di macerazione della canapa, attualmente utilizzata per l’allevamento di piccoli pesci da parte della famiglia D’Amico che racconterà la propria testimonianza di piccola realtà agricola di eccellenza in un territorio martoriato.

Tanti gli interventi: a partire dai fiduciari della Condotta di Napoli, Rino Silvestro, Vesuvio, Patrizia Spigno, ed Agro nolano, Gianluca Napolitano.

Porteranno la loro testimonianza Bruno Sodano e Vincenzo Egizio, produttori e custodi di prodotti della tradizione come la “papaccella napoletana” e di tante altre colture tipiche della zona; Saverio Bifulco, presidente dell’Associazione Produttori del Pomodorino del Piennolo; due giovani agricoltori, Maria Luisa Squitieri e Francesco Manzo, esempi di nuove generazioni che tornano alle origini e all’agricoltura; infine ci sarà anche l’intervento del giornalista Tommaso Esposito che racconterà la storia dei tanti prodotti dell’agro-acerrano tra i quali il presidio “dente di morto”, i fagioli acerrani dal nome estremamente singolare.

Alle 13,00 con un plaid e una colazione al sacco picnic collettivo. Nel pomeriggio è prevista una visita al Museo di Pulcinella.

gianluca napolitano“L’agricoltura familiare di piccola scala è lo strumento fondamentale per sconfiggere la malnutrizione, tutelare la sicurezza alimentare e salvaguardare i prodotti locali, favorendo una dieta bilanciata e sana e mitigando gli effetti del cambiamento climatico – sottolinea Gianluca Napolitano, fiduciario della Condotta Agro nolano – Su questi temi siamo da sempre in prima linea, pensiamo ai Presìdi Slow Food, alla rete dei Mercati della Terra e alle comunità del cibo, in cui entrare direttamente in contatto con i produttori e chi davvero vive la terra ogni giorno. Sono infatti i contadini, gli indigeni, i pescatori e i pastori i veri protagonisti di queste attività. Per riuscire davvero a lottare concretamente contro la fame nel mondo è fondamentale che i contadini abbiano libero accesso alla terra, alle risorse naturali e la possibilità di godere degli strumenti tecnici, finanziari ed economici necessari. Servono quindi una politica ambientale e agricola efficienti già a livello europeo, che ridistribuiscano i fondi in modo equo e contribuiscano a migliorare gli strumenti a disposizione dei piccoli agricoltori”.

(red)

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