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Acqua pubblica, a Marigliano nuova tappa per i comitati

Prosegue con successo di partecipazione il giro #NoGori, promosso dalla Rete civica per l’acqua pubblica, con una nuova tappa a Marigliano venerdì 25 ottobre alle ore 18.30 in piazza Roma presso il centro polivalente ex chalet della villa comunale.

Il tour, iniziato lo scorso giugno a Castellammare di Stabia, andrà avanti fino al prossimo dicembre e ha già toccato numerosi Comuni del territorio: da Torre Annunziata a Nocera Inferiore, passando per Nola, Sarno e Siano.

Intervengono all’iniziativa Antonio Carpino, sindaco di Marigliano, Antonio Molli, rappresentante del comitato cittadino per l’acqua pubblica, Francesco Miani, avvocato amministrativista e legale della rete dei comitati, nonché i consiglieri del Distretto Sarnese Vesuviano impegnati nella lotta per la ripubblicizzazione del servizio idrico Massimo Pelliccia (sindaco di Casalnuovo), Giuseppe Grauso (coordinamento campano acqua pubblica) e Gianluca Napolitano (rete civica Ato3 Campania).

“Il nostro principale obiettivo – sottolineano gli organizzatori – è informare i cittadini sulle conseguenze del nuovo tentativo di salvataggio di Gori SpA, una gestione che si è contraddistinta negli anni per incredibili aumenti delle tariffe, distacchi selvaggi e disservizi continui ai danni degli utenti. Un servizio che tale non è, che va radicalmente superato con la chiusura definitiva di questa esperienza e la creazione di un’azienda speciale interamente pubblica, che garantisca un servizio efficiente e ambientalmente sostenibile con tariffe eque per tutti, senza profitti su un bene essenziale, nel rispetto della volontà popolare espressa da 27 milioni di cittadini italiani coi referendum del 2011”.

Numerosi gli argomenti al centro della discussione: dal nuovo piano d’ambito in via di realizzazione alla mancanza di investimenti per il completamento dei sistemi fognari, dall’ennesimo rischio di aumento delle tariffe (già da tempo considerate tra le più alte d’Italia) al provvedimento regionale SalvaGori bis, dal completo immobilismo dell’Ente Idrico Campano all’istituzione della commissione che dovrà indagare sulla legittimità di tariffe e partite pregresse per 122 milioni di euro, già annullate dal Tar Campania dopo il ricorso dei comitati, con cui Gori pretendeva di far pagare due volte lo stesso servizio agli utenti.

Sono invitati a partecipare gli amministratori locali, le associazioni, le forze sociali del territorio.

Ente Idrico Campano: parte commissione partite pregresse Gori, dovrà indagare sulla legittimità degli aumenti

Il consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano ha approvato la composizione della commissione su partite pregresse e tariffe Gori. Dopo il rinvio della seduta di venerdì 27 settembre, saltata all’ultimo minuto per mancanza del numero legale, via libera ai lavori della nuova commissione col voto favorevole di tutti i presenti e l’astensione del solo consigliere Calise (rappresentante del Comune di Portici).

La commissione interna, proposta dalla Rete dei Comuni per l’acqua pubblica, istituita all’unanimità oltre 5 mesi fa (e finora mai partita), dovrà – entro il prossimo febbraio – approfondire e chiarire una questione molto rilevante che interessa da vicino 1 milione e mezzo di cittadini e chiudere l’incredibile vicenda che va avanti da anni, su cui già si è espresso il Tar Campania annullando bollette per ben 122 milioni di euro, con cui Gori pretendeva di far pagare due volte lo stesso servizio agli utenti, accogliendo il ricorso presentato dai comitati civici insieme ad alcuni Comuni del territorio.

Le partite pregresse sono, infatti, adeguamenti tariffari non applicati nel periodo 2006-2011, per i quali il Tar si è pronunciato dichiarando illegittima la richiesta di somme derivanti da consumi già effettuati, quando l’utente non era consapevole del sovrapprezzo di cui è stato portato a conoscenza solo a distanza di anni.

Dopo la decisione al Tribunale amministrativo regionale, per provare a ribaltare la sentenza Gori si era appellata al Consiglio di Stato, che non è mai entrato nel merito decidendo di rinviare la decisione al competente Ente Idrico Campano, nel frattempo costituitosi ai sensi della legge regionale di riordino del ciclo delle acque n. 15 del 2015.

A far parte della commissione che dovrà districare l’intricata matassa saranno i cinque consiglieri distrettuali Raffaele De Luca (Trecase), Francesco Gioia (Fisciano), Giuseppe Grauso (Nocera Inferiore), Liberato Staiano (Massa Lubrense), Luigi Velotta (San Giorgio a Cremano).

Rete civica per l’acqua pubblica – Sarnese Vesuviano

Acqua pubblica, a Nola si incontrano comitati civici e sindaci

Arriva a Nola il giro #NoGori, promosso dalla Rete civica per l’acqua pubblica, iniziato lo scorso giugno a Castellammare di Stabia e che sta toccando numerosi Comuni del territorio.

L’appuntamento nolano è fissato per mercoledì 25 settembre alle ore 18.30 in piazza Matteotti nella Chiesa dell’Immacolata, luogo simbolo da anni delle affollate assemblee tenute dai comitati civici nella città dei Gigli. Ancora una volta l’obiettivo è informare i cittadini sulle conseguenze del nuovo tentativo di salvataggio della gestione Gori SpA, con tariffe alle stelle, distacchi selvaggi e disservizi continui ai danni degli utenti, sulle protezioni che garantiscono la sopravvivenza della società colabrodo.
Numerosi gli argomenti al centro della discussione: dal nuovo piano d’ambito in via di realizzazione alla totale mancanza di investimenti per il completamento dei sistemi fognari, dall’ennesimo rischio di aumento delle tariffe (già da tempo considerate tra le più alte d’Italia) al provvedimento regionale SalvaGori bis, dal completo immobilismo dell’Ente Idrico Campano al silenzioso colpo di mano estivo per regalare un anno di mandato in più al suo presidente.
Intervengono all’iniziativa Gaetano Minieri, sindaco di Nola, Restituta De Lucia, rappresentante del comitato per la difesa del diritto all’acqua, i consiglieri del Distretto Sarnese Vesuviano impegnati nella lotta per la ripubblicizzazione del servizio idrico Massimo Pelliccia (sindaco di Casalnuovo), Salvatore Di Sarno (sindaco di Somma Vesuviana), Edoardo Serpico (sindaco di Scisciano), Francesco Gioia (consigliere comunale di Fisciano), Giuseppe Grauso (coordinamento campano acqua pubblica) e Gianluca Napolitano (rete civica Ato3 Campania).
Conclude il dibattito don Aniello Tortora, vicario episcopale Carità e Giustizia della Diocesi di Nola.
Sono invitati a partecipare gli amministratori locali, le associazioni, le forze sociali del territorio.

Rete civica per l’acqua pubblica

Servizio idrico, eletto il sindaco di Casalnuovo nel comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano. Istituita commissione di controllo su partite pregresse e aumenti Gori

Il sindaco di Casalnuovo di Napoli, Massimo Pelliccia, è stato eletto nuovo componente del comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano in rappresentanza del distretto Sarnese Vesuviano. Su indicazione della Rete dei Comuni per l’acqua pubblica, Pelliccia, che ha ricevuto 12 voti e 7 schede bianche, sostituisce Raffaele De Simone, sindaco uscente di Roccarainola. “A De Simone va il nostro vivo ringraziamento per l’impegno profuso in questi anni – sottolineano i rappresentanti – nell’intento di continuare con sempre più tenacia la battaglia, dentro e fuori le istituzioni, per la ripubblicizzazione dell’acqua, la liquidazione della gestione Gori, il miglioramento di un servizio disastroso e la riduzione delle tariffe più alte d’Italia”.
Il consiglio di distretto, inoltre, ha istituito su proposta del gruppo dei Comuni per l’acqua pubblica una commissione di controllo, composta da 5 consiglieri, incaricata di approfondire l’annosa questione delle partite pregresse Gori, dal valore di 122 milioni di euro e già bocciate con sentenza del Tar Campania, e degli aumenti tariffari del periodo 2012-2015.
La commissione ha il compito di revisionare quanto fatto durante il lungo commissariamento del disciolto Ato 3 e proporre ulteriori approfondimenti utili per una decisione finale che riguarda direttamente le tasche di 1 milione e mezzo di cittadini.
Il consiglio ha ribadito poi l’urgenza di stabilire la sede del distretto in uno dei 76 Comuni del territorio, in posizione baricentrica secondo criteri di adeguatezza dei locali, economicità, raggiungibilità. Una scelta che finalmente va incontro alla necessità di affermare il ruolo democratico dei Comuni e che mette alla pari il Sarnese Vesuviano con gli altri distretti, tutti già da tempo dotati di una propria sede autonoma.

Rete civica per l’acqua pubblica – Sarnese Vesuviano

Nola. Il Comitato civico acqua pubblica incontra il candidato sindaco Gaetano Minieri – VIDEO

Nola. Il comitato civico per la difesa del diritto all’acqua incontra il candidato sindaco Gaetano Minieri con Gianluca Napolitano e Nunzia Muto, oggi alle 19 in via Duomo

Continuano gli appuntamenti in vista delle elezioni amministrative a Nola. Oggi, lunedì 6 maggio alle ore 19 in via Duomo il comitato civico per la difesa del diritto all’acqua incontra il candidato sindaco Gaetano Minieri con Gianluca Napolitano e Nunzia Muto, entrambi candidati al consiglio comunale nella lista Nola democratica. Al centro dell’incontro l’annosa vicenda della ripubblicizzazione del servizio idrico. Nel programma di Minieri un impegno preciso per il rispetto della volontà popolare espressa dai cittadini nolani nei referendum del 2011: adesione e sostegno al gruppo dei “Comuni per l’acqua pubblica”, affinché venga messa in liquidazione la GORI e si costituisca un’azienda speciale consortile completamente pubblica, al fine di garantire tariffe eque, efficienza, trasparenza e un servizio di qualità per tutti i cittadini.

Distretto Sarnese Vesuviano, bagarre sulla sede: il direttore generale stravolge decisione dei Comuni

Nasce commissione di controllo su partite pregresse e aumenti tariffari Gori, approvata proposta della Rete acqua pubblica.

Dopo mesi di blocco delle attività si è riunito a Napoli il consiglio di distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano. Nella prima seduta dopo la rielezione del coordinatore Felice Rainone si è affrontato il tema dell’individuazione della sede del distretto, a quasi quattro anni dall’approvazione della legge regionale di riordino del ciclo delle acque.
Una decisione, però, stravolta immediatamente dopo la fine della seduta da una disposizione firmata dal direttore generale dell’EIC, Vincenzo Belgiorno, che impone dal 2 maggio prossimo lo spostamento provvisorio degli uffici presso la sede della Regione a Napoli in via De Gasperi, dove è ospitata anche la direzione dell’Ente Idrico Campano.
L’esatto contrario di quanto, invece, stabilito nella stessa giornata dall’organo politico che dovrebbe prendere le decisioni.
Infatti, prendendo atto della proposta avanzata dal coordinatore, il consiglio ha deciso che la sede del distretto deve essere stabilita in uno dei 76 Comuni del territorio di riferimento, da individuare nei prossimi 30 giorni in posizione baricentrica secondo criteri di adeguatezza dei locali, economicità, raggiungibilità, nel rispetto ovviamente delle normative vigenti a tutela dei lavoratori. Una scelta che finalmente va incontro alla necessità di affermare il ruolo dei Comuni e che mette alla pari il Sarnese Vesuviano con gli altri distretti, tutti già da tempo dotati di una propria sede autonoma, scartando ogni ipotesi di spostamento degli uffici presso la sede della Regione in via De Gasperi.
“Una vicenda incredibilmente grave – sottolineano i rappresentanti della Rete civica per l’acqua pubblica – mentre tutti i distretti conservano e individuano autonomamente la loro sede, come approvato nell’ultima seduta del comitato esecutivo dell’Ente Idrico, il Sarnese Vesuviano è l’unico distretto che continua a non avere alcuna sede né alcuna sovranità. Siamo davanti a un colpo di mano antidemocratico messo in atto per commissariare di fatto ogni attività dell’unico distretto della Campania in cui c’è un affidamento a un gestore privato come Gori, considerato anche che oggi gli uffici distrettuali sono ospitati in regime di gratuità. Per questo motivo auspichiamo che il direttore generale revochi immediatamente una disposizione che non ha alcun fondamento”.
Su proposta del gruppo dei Comuni per l’acqua pubblica è stata approvata, inoltre, l’istituzione di una commissione, composta da componenti del consiglio, incaricata di approfondire l’importante questione relativa alle partite pregresse Gori, dal valore di 122 milioni di euro e già bocciate con sentenza del Tar Campania, e agli aumenti tariffari del periodo 2012-2015.
Un gruppo di lavoro che dovrà revisionare quanto fatto durante il lungo commissariamento del disciolto Ato 3 e proporre gli ulteriori approfondimenti utili per una decisione finale che riguarda direttamente le tasche di 1 milione e mezzo di cittadini.
Infine, nella prossima riunione su proposta del coordinatore verrà discussa una delibera per costituire un gruppo incaricato di verificare la possibilità di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato secondo il dettato del referendum su cui c’è stata unanime approvazione del consiglio, fermo restando la necessità di acquisire tutte le informazioni sullo stato attuale.

Distretto Sarnese Vesuviano, sfida per il coordinatore all’ultimo voto

Va in frantumi l’accordo ‘istituzionale’ a sostegno della contestata gestione idrica Gori? Il prossimo banco di prova è l’elezione del nuovo coordinatore del distretto Sarnese Vesuviano, convocata per lunedì 18 marzo a Napoli presso la sede dell’Ente Idrico Campano. Elezione attesa da oltre dieci mesi, già indetta e poi incredibilmente revocata lo scorso dicembre, a causa delle improvvise dimissioni rassegnate da due consiglieri.

Dimissioni a sorpresa che, solo per effetto della modifica statutaria pensata appositamente e frettolosamente approvata, avevano portato il numero dei membri effettivi sotto la soglia dei 21, provocando di conseguenza la sospensione di ogni attività del distretto e la convocazione di elezioni suppletive per sostituire i consiglieri mancanti.

Un groviglio di eventi che ha solo finito per favorire la sopravvivenza della Gori, da anni sepolta sotto il peso insostenibile dei debiti, e il malcontento di quei sindaci che invece cercano di dare risposte ai propri cittadini.

In pista per la nomina a coordinatore è ancora una volta l’inossidabile Felice Rainone, commercialista nolano vicino a Forza Italia, che potrebbe succedere a se stesso.

Infatti, Rainone (stavolta indicato dal Comune di Cimitile) ha già rivestito – su indicazione dell’allora sindaco di Nola, Biancardi – la carica di coordinatore da febbraio 2017 a maggio 2018, quando decadde a causa dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale della città dei Gigli. A suo sostegno il fronte delle amministrazioni schierate nel patto trasversale a favore della gestione Gori, col beneplacito dei big regionali di Forza Italia, Paolo Russo e Armando Cesaro, e il nulla osta del capogruppo del Partito Democratico, Mario Casillo. Ma i mal di pancia, soprattutto nel PD, sono più forti del solito: particolarmente indigesta la riconferma del patto politico con gli azzurri, anche alla luce del cambio di linea nazionale del neosegretario Zingaretti e l’avvicinarsi delle elezioni.

Gli amministratori comunali vogliono contare di più e sono stanchi del commissariamento messo in atto dalla Regione, che da anni sta impedendo l’esercizio delle competenze degli enti locali sulla gestione del servizio idrico.

La Rete dei Comuni per l’acqua pubblica, invece, resta compatta e appoggia unitariamente il nome di Vincenzo Fiengo, giovane sindaco di Cercola.

A tenere banco anche la contestata elezione di Antonio Emiliano Calise, consigliere comunale a Portici e contemporaneamente dipendente della Gori. Può la stessa persona essere allo stesso tempo controllore e controllato?

Per contendersi il consenso dei 30 consiglieri di distretto si profila dunque un testa a testa: al momento i due candidati potrebbero godere di 13 voti a testa, due membri saranno probabilmente assenti e altri due ancora indecisi.

L’ultima volta dal fronte pro Gori vennero meno cinque consiglieri: quattro assenti alla votazione e una scheda bianca.

Sul piatto resta il tema della liquidazione della gestione privata Gori, i cui bilanci hanno accumulato oltre 400 milioni di perdite, nonché la successiva ripubblicizzazione del servizio idrico integrato attraverso la costituzione di un’azienda speciale di diritto pubblico a servizio di 1 milione e mezzo di cittadini che vivono nei 76 Comuni del territorio.

Ente Idrico Campano, eletti nell’assemblea del Distretto Sarnese-Vesuviano anche gli attivisti nolani del comitato civico per l’acqua pubblica Gianluca Napolitano e Giuseppe Grauso

Come preannunciato qualche giorno fa, nel silenzio generale dei media i sindaci dell’area nolana, del vesuviano e dell’agro nocerino sarnese (76 Comuni popolati da ben 1 milione e mezzo di cittadini) si sono recati alle urne per le elezioni suppletive del consiglio di distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano per sostituire 10 componenti decaduti e dimissionari.

Elezioni importanti per la vita quotidiana di tutti i cittadini, visto che l’EIC è l’organismo che dovrebbe decidere la forma di gestione del servizio idrico integrato, controllare l’operato del contestato gestore Gori SpA, deliberare sulle tariffe e gli investimenti.

A contendersi il controllo del consiglio di distretto, come nelle consultazioni del dicembre 2016, una lista trasversale costruita dai vertici della politica campana, con in testa i capigruppo in consiglio regionale Mario Casillo (PD) e Armando Cesaro (Forza Italia), uniti in nome delle “larghe intese” istituzionali a difesa della gestione Gori.

Ad essa si contrappone il gruppo dei ‘Comuni per l’acqua pubblica’, coadiuvati dai sempre attivi comitati civici, con un programma ben definito: annullamento dei piani economico-finanziari e tariffari approvati illegittimamente durante la gestione commissariale, messa in liquidazione di Gori e la costituzione di un’azienda speciale consortile completamente pubblica che garantisca tariffe eque, efficienza, trasparenza e un servizio di qualità per tutti i cittadini.

I risultati emersi dallo scrutinio appena terminato evidenziano una battuta d’arresto per la lista trasversale pro Gori, che perde voti e seggi a favore del gruppo per l’acqua pubblica.

Un dato rafforzato dall’elezione di due attivisti della prima ora dei comitati civici, entrambi nolani, Gianluca Napolitano e Giuseppe Grauso, insieme al sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, e al consigliere di Mercato San Severino, Rosario Bisogno.

Un caso unico fino a oggi, per la prima volta in Italia eletti cittadini del movimento per l’acqua pubblica direttamente negli organi di controllo istituzionali.

Delusione nel fronte che difende la gestione privata, trombati clamorosamente Germaine Popolo, consigliera a Torre Annunziata nonché consigliera dell’Ordine degli avvocati oplontino, e Francesco Faraone, vicesindaco di Boscoreale (entrambi vicini al PD). Eletti nell’accordo trasversale Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco, Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Emiliano Calise, consigliere comunale a Portici e dipendente della Gori, Antonio Giulio Sannino, indicato dal sindaco Ercolano, Luigi Velotta, consigliere di San Giorgio a Cremano.

Insieme a loro torna in sella un altro nome nolano, il commercialista Felice Rainone, vicinissimo a Forza Italia, fino allo scorso maggio coordinatore del Distretto su indicazione dell’allora sindaco Biancardi e decaduto, come prevede la legge, a causa dello scioglimento del Consiglio comunale di Nola.

Numerosi i mal di pancia negli azzurri sul nome Rainone, che negli ultimi mesi ha ricevuto importanti incarichi professionali dalla Commissione straordinaria che regge il Palazzo di città, la cui rielezione nel distretto idrico è stata imposta ai piccoli Comuni di fascia B.

La città di Nola, insomma, diventa protagonista della partita regionale sull’acqua con ben 3 consiglieri di distretto eletti, nonostante l’amministrazione sia commissariata e non ha potuto esprimere il proprio voto su nessuna delle due opzioni in campo.

Adesso la nuova sfida è sull’elezione del nuovo coordinatore: ormai gli equilibri in campo sono saltati e per la Gori sarà sempre più dura riuscire a mantenersi a galla. Non è escluso che il duello per il coordinatore non sia ambientato nella città dei Gigli.

RISULTATI COMPLETI
In fascia A, comprendente i Comuni sopra i 30 mila abitanti:
Lista n. 1 Comuni per l’acqua pubblica, 231.800 voti – 37,1%
Lista n. 2 Pd-Forza Italia, 393.500 voti – 62,9%

In fascia B, dove ricadono i Comuni tra 5mila e 30mila residenti:
Lista n. 1 Comuni per l’acqua pubblica. 195.800 voti – 35,9%
Lista n. 2 Pd-Forza Italia, 349.800 voti – 64,1%.

(red)

ENTE IDRICO CAMPANO, NUOVA SFIDA TRA SOSTENITORI GORI E COMUNI PER L’ACQUA PUBBLICA. IL NOLANO RAINONE TORNA IN CAMPO NELLE ELEZIONI SUPPLETIVE

Lo sanno solo pochi addetti ai lavori ma, nel silenzio generale, mercoledì 23 gennaio ci saranno elezioni importanti per la nostra vita quotidiana.
Si parla di servizio idrico: l’Ente Idrico Campano ha convocato, dopo il pesante scontro istituzionale dovuto al colpo di mano per evitare la nomina del nuovo coordinatore, le elezioni dei 10 componenti decaduti e dimissionari nel consiglio di distretto Sarnese Vesuviano, un organismo di fondamentale importanza che dovrebbe controllare l’operato del contestato gestore Gori SpA, deliberare sulle tariffe e gli investimenti.
A contendersi il controllo del consiglio di distretto, come nelle elezioni del dicembre 2016, una lista trasversale costruita dai vertici della politica campana, con in testa i capigruppo in consiglio regionale Mario Casillo (PD) e Armando Cesaro (Forza Italia), che li vede uniti in una compagine in nome delle “larghe intese” istituzionali.
La lista Pd-Forza Italia nasce in contrapposizione alla presenza del gruppo “Comuni per l’acqua pubblica”, promossa dall’attivissima rete dei comitati civici che ha trovato il sostegno di 20 amministrazioni comunali accomunate da un programma molto chiaro: annullamento dei piani economico finanziari e tariffari approvati illegittimamente durante la gestione commissariale, messa in liquidazione di Gori e la costituzione di un’azienda speciale consortile controllata unicamente dai Comuni.
Sono consultazioni di secondo livello a cui parteciperanno solo i sindaci dei Comuni dell’area nolana, vesuviana e dell’agro nocerino sarnese: 1 milione e mezzo di abitanti in 76 Comuni.
Non possono votare i Comuni commissariati, quindi le città di Nola, Scafati e San Gennaro Vesuviano saranno purtroppo escluse.
Ma la politica non risparmia mai i colpi di scena: a sorpresa candidato capolista della lista trasversale Pd – Forza Italia in fascia B (Comuni tra i 5mila e 30mila abitanti) è il commercialista nolano Felice Rainone, fino allo scorso maggio coordinatore del Distretto su indicazione dell’allora sindaco Biancardi e decaduto, come prevede la legge, a causa dello scioglimento del Consiglio comunale di Nola.
Rainone, che negli ultimi mesi ha ricevuto importanti incarichi professionali dalla Commissione straordinaria che regge il Palazzo di città, è èspressione dei piccoli Comuni dell’area nolana e la sua inattesa candidatura è sicuramente un segnale in vista delle prossime elezioni amministrative nella città dei Gigli: un tentativo di affermare la supremazia politica del deputato Paolo Russo all’interno della sempre più balcanizzata Forza Italia o, invece, il segnale di Cesaro nel voler imprimere la propria direzione nell’appoggio alla difficile corsa del ticket Trinchese-Biancardi nel gran premio di fine maggio? Insieme a Rainone corre Francesco Faraone, vicesindaco PD di Boscoreale. Nella fascia A (Comuni sopra i 30 mila residenti) la lista PD – Forza Italia propone Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco, Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Emiliano Calise, consigliere comunale a Portici e dipendente della Gori, Antonio Giulio Sannino, indicato dal sindaco Ercolano, Ciro Buonajuto, noto alle cronache per i numerosi incarichi legali che lo studio della sua famiglia riceve dalla Gori (solo nel 2017 ben 45 incarichi per 192.146 euro),
Luigi Velotta, consigliere ed ex assessore a San Giorgio a Cremano
Germaine Popolo, consigliera a Torre Annunziata nonché consigliera dell’Ordine degli avvocati oplontino.
Domani pubblicheremo i nomi degli altri candidati, la storia continua…

RISULTATI DELLE ELEZIONI DEL 19 DICEMBRE 2016
Questi gli eletti in fascia A, comprendente i Comuni sopra i 30 mila abitanti
Lista n. 1 Comuni per l’acqua pubblica, 198.500 voti – 31,2%
Eletti: Massimo Pelliccia (Casalnuovo), Manlio Torquato (Nocera Inferiore), Bernardo Califano (Pagani), Roberto Falcone (Angri), Gaetano Ferrentino (Sarno),
Lista n. 2 Pd-Forza Italia, 437.300 voti – 68,8%
Eletti: Antonio Pannullo (Castellammare), Antonio Spierto (Torre del Greco), Giuliana di Fiore (Ercolano), Giuseppe Capone (Castellammare), Giorgio Zinno (San Giorgio a Cremano), Felice Rainone (Nola), Giosuè Starita (Torre Annunziata), Giuseppe Barbati (Nola), Vincenzo Esposito (Marigliano), Pasquale Piccolo (Somma Vesuviana).
Mentre nella fascia B, dove ricadono i Comuni tra 5mila e 30mila residenti:
Lista n. 1 Comuni per l’acqua pubblica, 197.900 voti – 35,6%
Eletti: Andrea Pascarelli (Roccapiemonte), Raffaele De Simone (Roccarainola), Franco Gioia (Fisciano), Edoardo Serpico (Scisciano), Vincenzo Fiengo (Cercola).
Lista n. 2 Pd-Forza Italia 357.800 voti – 64,4%
Eletti: Andrea Viscovo (Volla), Giuseppe Cuomo (Sorrento), Raffaele De Luca (Trecase), Leo Annunziata (Poggiomarino), Saverio Carillo (San Giuseppe Vesuviano), Giuseppe Scotto (Castello di Cisterna), Liberato Staiano (Massa Lubrense), Aristide Rendina (Striano), Alfonso Manfuso (S. Antonio Abate).
Unico eletto nei Comuni di fascia C (sotto i 5mila abitanti) Manolo Cafarelli, primo cittadino di San Paolo Belsito.

(red)

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