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Servizio idrico, eletto il sindaco di Casalnuovo nel comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano. Istituita commissione di controllo su partite pregresse e aumenti Gori

Il sindaco di Casalnuovo di Napoli, Massimo Pelliccia, è stato eletto nuovo componente del comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano in rappresentanza del distretto Sarnese Vesuviano. Su indicazione della Rete dei Comuni per l’acqua pubblica, Pelliccia, che ha ricevuto 12 voti e 7 schede bianche, sostituisce Raffaele De Simone, sindaco uscente di Roccarainola. “A De Simone va il nostro vivo ringraziamento per l’impegno profuso in questi anni – sottolineano i rappresentanti – nell’intento di continuare con sempre più tenacia la battaglia, dentro e fuori le istituzioni, per la ripubblicizzazione dell’acqua, la liquidazione della gestione Gori, il miglioramento di un servizio disastroso e la riduzione delle tariffe più alte d’Italia”.
Il consiglio di distretto, inoltre, ha istituito su proposta del gruppo dei Comuni per l’acqua pubblica una commissione di controllo, composta da 5 consiglieri, incaricata di approfondire l’annosa questione delle partite pregresse Gori, dal valore di 122 milioni di euro e già bocciate con sentenza del Tar Campania, e degli aumenti tariffari del periodo 2012-2015.
La commissione ha il compito di revisionare quanto fatto durante il lungo commissariamento del disciolto Ato 3 e proporre ulteriori approfondimenti utili per una decisione finale che riguarda direttamente le tasche di 1 milione e mezzo di cittadini.
Il consiglio ha ribadito poi l’urgenza di stabilire la sede del distretto in uno dei 76 Comuni del territorio, in posizione baricentrica secondo criteri di adeguatezza dei locali, economicità, raggiungibilità. Una scelta che finalmente va incontro alla necessità di affermare il ruolo democratico dei Comuni e che mette alla pari il Sarnese Vesuviano con gli altri distretti, tutti già da tempo dotati di una propria sede autonoma.

Rete civica per l’acqua pubblica – Sarnese Vesuviano

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Nola. Il Comitato civico acqua pubblica incontra il candidato sindaco Gaetano Minieri – VIDEO

Nola. Il comitato civico per la difesa del diritto all’acqua incontra il candidato sindaco Gaetano Minieri con Gianluca Napolitano e Nunzia Muto, oggi alle 19 in via Duomo

Continuano gli appuntamenti in vista delle elezioni amministrative a Nola. Oggi, lunedì 6 maggio alle ore 19 in via Duomo il comitato civico per la difesa del diritto all’acqua incontra il candidato sindaco Gaetano Minieri con Gianluca Napolitano e Nunzia Muto, entrambi candidati al consiglio comunale nella lista Nola democratica. Al centro dell’incontro l’annosa vicenda della ripubblicizzazione del servizio idrico. Nel programma di Minieri un impegno preciso per il rispetto della volontà popolare espressa dai cittadini nolani nei referendum del 2011: adesione e sostegno al gruppo dei “Comuni per l’acqua pubblica”, affinché venga messa in liquidazione la GORI e si costituisca un’azienda speciale consortile completamente pubblica, al fine di garantire tariffe eque, efficienza, trasparenza e un servizio di qualità per tutti i cittadini.

Distretto Sarnese Vesuviano, bagarre sulla sede: il direttore generale stravolge decisione dei Comuni

Nasce commissione di controllo su partite pregresse e aumenti tariffari Gori, approvata proposta della Rete acqua pubblica.

Dopo mesi di blocco delle attività si è riunito a Napoli il consiglio di distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano. Nella prima seduta dopo la rielezione del coordinatore Felice Rainone si è affrontato il tema dell’individuazione della sede del distretto, a quasi quattro anni dall’approvazione della legge regionale di riordino del ciclo delle acque.
Una decisione, però, stravolta immediatamente dopo la fine della seduta da una disposizione firmata dal direttore generale dell’EIC, Vincenzo Belgiorno, che impone dal 2 maggio prossimo lo spostamento provvisorio degli uffici presso la sede della Regione a Napoli in via De Gasperi, dove è ospitata anche la direzione dell’Ente Idrico Campano.
L’esatto contrario di quanto, invece, stabilito nella stessa giornata dall’organo politico che dovrebbe prendere le decisioni.
Infatti, prendendo atto della proposta avanzata dal coordinatore, il consiglio ha deciso che la sede del distretto deve essere stabilita in uno dei 76 Comuni del territorio di riferimento, da individuare nei prossimi 30 giorni in posizione baricentrica secondo criteri di adeguatezza dei locali, economicità, raggiungibilità, nel rispetto ovviamente delle normative vigenti a tutela dei lavoratori. Una scelta che finalmente va incontro alla necessità di affermare il ruolo dei Comuni e che mette alla pari il Sarnese Vesuviano con gli altri distretti, tutti già da tempo dotati di una propria sede autonoma, scartando ogni ipotesi di spostamento degli uffici presso la sede della Regione in via De Gasperi.
“Una vicenda incredibilmente grave – sottolineano i rappresentanti della Rete civica per l’acqua pubblica – mentre tutti i distretti conservano e individuano autonomamente la loro sede, come approvato nell’ultima seduta del comitato esecutivo dell’Ente Idrico, il Sarnese Vesuviano è l’unico distretto che continua a non avere alcuna sede né alcuna sovranità. Siamo davanti a un colpo di mano antidemocratico messo in atto per commissariare di fatto ogni attività dell’unico distretto della Campania in cui c’è un affidamento a un gestore privato come Gori, considerato anche che oggi gli uffici distrettuali sono ospitati in regime di gratuità. Per questo motivo auspichiamo che il direttore generale revochi immediatamente una disposizione che non ha alcun fondamento”.
Su proposta del gruppo dei Comuni per l’acqua pubblica è stata approvata, inoltre, l’istituzione di una commissione, composta da componenti del consiglio, incaricata di approfondire l’importante questione relativa alle partite pregresse Gori, dal valore di 122 milioni di euro e già bocciate con sentenza del Tar Campania, e agli aumenti tariffari del periodo 2012-2015.
Un gruppo di lavoro che dovrà revisionare quanto fatto durante il lungo commissariamento del disciolto Ato 3 e proporre gli ulteriori approfondimenti utili per una decisione finale che riguarda direttamente le tasche di 1 milione e mezzo di cittadini.
Infine, nella prossima riunione su proposta del coordinatore verrà discussa una delibera per costituire un gruppo incaricato di verificare la possibilità di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato secondo il dettato del referendum su cui c’è stata unanime approvazione del consiglio, fermo restando la necessità di acquisire tutte le informazioni sullo stato attuale.

Distretto Sarnese Vesuviano, sfida per il coordinatore all’ultimo voto

Va in frantumi l’accordo ‘istituzionale’ a sostegno della contestata gestione idrica Gori? Il prossimo banco di prova è l’elezione del nuovo coordinatore del distretto Sarnese Vesuviano, convocata per lunedì 18 marzo a Napoli presso la sede dell’Ente Idrico Campano. Elezione attesa da oltre dieci mesi, già indetta e poi incredibilmente revocata lo scorso dicembre, a causa delle improvvise dimissioni rassegnate da due consiglieri.

Dimissioni a sorpresa che, solo per effetto della modifica statutaria pensata appositamente e frettolosamente approvata, avevano portato il numero dei membri effettivi sotto la soglia dei 21, provocando di conseguenza la sospensione di ogni attività del distretto e la convocazione di elezioni suppletive per sostituire i consiglieri mancanti.

Un groviglio di eventi che ha solo finito per favorire la sopravvivenza della Gori, da anni sepolta sotto il peso insostenibile dei debiti, e il malcontento di quei sindaci che invece cercano di dare risposte ai propri cittadini.

In pista per la nomina a coordinatore è ancora una volta l’inossidabile Felice Rainone, commercialista nolano vicino a Forza Italia, che potrebbe succedere a se stesso.

Infatti, Rainone (stavolta indicato dal Comune di Cimitile) ha già rivestito – su indicazione dell’allora sindaco di Nola, Biancardi – la carica di coordinatore da febbraio 2017 a maggio 2018, quando decadde a causa dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale della città dei Gigli. A suo sostegno il fronte delle amministrazioni schierate nel patto trasversale a favore della gestione Gori, col beneplacito dei big regionali di Forza Italia, Paolo Russo e Armando Cesaro, e il nulla osta del capogruppo del Partito Democratico, Mario Casillo. Ma i mal di pancia, soprattutto nel PD, sono più forti del solito: particolarmente indigesta la riconferma del patto politico con gli azzurri, anche alla luce del cambio di linea nazionale del neosegretario Zingaretti e l’avvicinarsi delle elezioni.

Gli amministratori comunali vogliono contare di più e sono stanchi del commissariamento messo in atto dalla Regione, che da anni sta impedendo l’esercizio delle competenze degli enti locali sulla gestione del servizio idrico.

La Rete dei Comuni per l’acqua pubblica, invece, resta compatta e appoggia unitariamente il nome di Vincenzo Fiengo, giovane sindaco di Cercola.

A tenere banco anche la contestata elezione di Antonio Emiliano Calise, consigliere comunale a Portici e contemporaneamente dipendente della Gori. Può la stessa persona essere allo stesso tempo controllore e controllato?

Per contendersi il consenso dei 30 consiglieri di distretto si profila dunque un testa a testa: al momento i due candidati potrebbero godere di 13 voti a testa, due membri saranno probabilmente assenti e altri due ancora indecisi.

L’ultima volta dal fronte pro Gori vennero meno cinque consiglieri: quattro assenti alla votazione e una scheda bianca.

Sul piatto resta il tema della liquidazione della gestione privata Gori, i cui bilanci hanno accumulato oltre 400 milioni di perdite, nonché la successiva ripubblicizzazione del servizio idrico integrato attraverso la costituzione di un’azienda speciale di diritto pubblico a servizio di 1 milione e mezzo di cittadini che vivono nei 76 Comuni del territorio.

Ente Idrico Campano, eletti nell’assemblea del Distretto Sarnese-Vesuviano anche gli attivisti nolani del comitato civico per l’acqua pubblica Gianluca Napolitano e Giuseppe Grauso

Come preannunciato qualche giorno fa, nel silenzio generale dei media i sindaci dell’area nolana, del vesuviano e dell’agro nocerino sarnese (76 Comuni popolati da ben 1 milione e mezzo di cittadini) si sono recati alle urne per le elezioni suppletive del consiglio di distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano per sostituire 10 componenti decaduti e dimissionari.

Elezioni importanti per la vita quotidiana di tutti i cittadini, visto che l’EIC è l’organismo che dovrebbe decidere la forma di gestione del servizio idrico integrato, controllare l’operato del contestato gestore Gori SpA, deliberare sulle tariffe e gli investimenti.

A contendersi il controllo del consiglio di distretto, come nelle consultazioni del dicembre 2016, una lista trasversale costruita dai vertici della politica campana, con in testa i capigruppo in consiglio regionale Mario Casillo (PD) e Armando Cesaro (Forza Italia), uniti in nome delle “larghe intese” istituzionali a difesa della gestione Gori.

Ad essa si contrappone il gruppo dei ‘Comuni per l’acqua pubblica’, coadiuvati dai sempre attivi comitati civici, con un programma ben definito: annullamento dei piani economico-finanziari e tariffari approvati illegittimamente durante la gestione commissariale, messa in liquidazione di Gori e la costituzione di un’azienda speciale consortile completamente pubblica che garantisca tariffe eque, efficienza, trasparenza e un servizio di qualità per tutti i cittadini.

I risultati emersi dallo scrutinio appena terminato evidenziano una battuta d’arresto per la lista trasversale pro Gori, che perde voti e seggi a favore del gruppo per l’acqua pubblica.

Un dato rafforzato dall’elezione di due attivisti della prima ora dei comitati civici, entrambi nolani, Gianluca Napolitano e Giuseppe Grauso, insieme al sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, e al consigliere di Mercato San Severino, Rosario Bisogno.

Un caso unico fino a oggi, per la prima volta in Italia eletti cittadini del movimento per l’acqua pubblica direttamente negli organi di controllo istituzionali.

Delusione nel fronte che difende la gestione privata, trombati clamorosamente Germaine Popolo, consigliera a Torre Annunziata nonché consigliera dell’Ordine degli avvocati oplontino, e Francesco Faraone, vicesindaco di Boscoreale (entrambi vicini al PD). Eletti nell’accordo trasversale Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco, Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Emiliano Calise, consigliere comunale a Portici e dipendente della Gori, Antonio Giulio Sannino, indicato dal sindaco Ercolano, Luigi Velotta, consigliere di San Giorgio a Cremano.

Insieme a loro torna in sella un altro nome nolano, il commercialista Felice Rainone, vicinissimo a Forza Italia, fino allo scorso maggio coordinatore del Distretto su indicazione dell’allora sindaco Biancardi e decaduto, come prevede la legge, a causa dello scioglimento del Consiglio comunale di Nola.

Numerosi i mal di pancia negli azzurri sul nome Rainone, che negli ultimi mesi ha ricevuto importanti incarichi professionali dalla Commissione straordinaria che regge il Palazzo di città, la cui rielezione nel distretto idrico è stata imposta ai piccoli Comuni di fascia B.

La città di Nola, insomma, diventa protagonista della partita regionale sull’acqua con ben 3 consiglieri di distretto eletti, nonostante l’amministrazione sia commissariata e non ha potuto esprimere il proprio voto su nessuna delle due opzioni in campo.

Adesso la nuova sfida è sull’elezione del nuovo coordinatore: ormai gli equilibri in campo sono saltati e per la Gori sarà sempre più dura riuscire a mantenersi a galla. Non è escluso che il duello per il coordinatore non sia ambientato nella città dei Gigli.

RISULTATI COMPLETI
In fascia A, comprendente i Comuni sopra i 30 mila abitanti:
Lista n. 1 Comuni per l’acqua pubblica, 231.800 voti – 37,1%
Lista n. 2 Pd-Forza Italia, 393.500 voti – 62,9%

In fascia B, dove ricadono i Comuni tra 5mila e 30mila residenti:
Lista n. 1 Comuni per l’acqua pubblica. 195.800 voti – 35,9%
Lista n. 2 Pd-Forza Italia, 349.800 voti – 64,1%.

(red)

ENTE IDRICO CAMPANO, NUOVA SFIDA TRA SOSTENITORI GORI E COMUNI PER L’ACQUA PUBBLICA. IL NOLANO RAINONE TORNA IN CAMPO NELLE ELEZIONI SUPPLETIVE

Lo sanno solo pochi addetti ai lavori ma, nel silenzio generale, mercoledì 23 gennaio ci saranno elezioni importanti per la nostra vita quotidiana.
Si parla di servizio idrico: l’Ente Idrico Campano ha convocato, dopo il pesante scontro istituzionale dovuto al colpo di mano per evitare la nomina del nuovo coordinatore, le elezioni dei 10 componenti decaduti e dimissionari nel consiglio di distretto Sarnese Vesuviano, un organismo di fondamentale importanza che dovrebbe controllare l’operato del contestato gestore Gori SpA, deliberare sulle tariffe e gli investimenti.
A contendersi il controllo del consiglio di distretto, come nelle elezioni del dicembre 2016, una lista trasversale costruita dai vertici della politica campana, con in testa i capigruppo in consiglio regionale Mario Casillo (PD) e Armando Cesaro (Forza Italia), che li vede uniti in una compagine in nome delle “larghe intese” istituzionali.
La lista Pd-Forza Italia nasce in contrapposizione alla presenza del gruppo “Comuni per l’acqua pubblica”, promossa dall’attivissima rete dei comitati civici che ha trovato il sostegno di 20 amministrazioni comunali accomunate da un programma molto chiaro: annullamento dei piani economico finanziari e tariffari approvati illegittimamente durante la gestione commissariale, messa in liquidazione di Gori e la costituzione di un’azienda speciale consortile controllata unicamente dai Comuni.
Sono consultazioni di secondo livello a cui parteciperanno solo i sindaci dei Comuni dell’area nolana, vesuviana e dell’agro nocerino sarnese: 1 milione e mezzo di abitanti in 76 Comuni.
Non possono votare i Comuni commissariati, quindi le città di Nola, Scafati e San Gennaro Vesuviano saranno purtroppo escluse.
Ma la politica non risparmia mai i colpi di scena: a sorpresa candidato capolista della lista trasversale Pd – Forza Italia in fascia B (Comuni tra i 5mila e 30mila abitanti) è il commercialista nolano Felice Rainone, fino allo scorso maggio coordinatore del Distretto su indicazione dell’allora sindaco Biancardi e decaduto, come prevede la legge, a causa dello scioglimento del Consiglio comunale di Nola.
Rainone, che negli ultimi mesi ha ricevuto importanti incarichi professionali dalla Commissione straordinaria che regge il Palazzo di città, è èspressione dei piccoli Comuni dell’area nolana e la sua inattesa candidatura è sicuramente un segnale in vista delle prossime elezioni amministrative nella città dei Gigli: un tentativo di affermare la supremazia politica del deputato Paolo Russo all’interno della sempre più balcanizzata Forza Italia o, invece, il segnale di Cesaro nel voler imprimere la propria direzione nell’appoggio alla difficile corsa del ticket Trinchese-Biancardi nel gran premio di fine maggio? Insieme a Rainone corre Francesco Faraone, vicesindaco PD di Boscoreale. Nella fascia A (Comuni sopra i 30 mila residenti) la lista PD – Forza Italia propone Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco, Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, Antonio Emiliano Calise, consigliere comunale a Portici e dipendente della Gori, Antonio Giulio Sannino, indicato dal sindaco Ercolano, Ciro Buonajuto, noto alle cronache per i numerosi incarichi legali che lo studio della sua famiglia riceve dalla Gori (solo nel 2017 ben 45 incarichi per 192.146 euro),
Luigi Velotta, consigliere ed ex assessore a San Giorgio a Cremano
Germaine Popolo, consigliera a Torre Annunziata nonché consigliera dell’Ordine degli avvocati oplontino.
Domani pubblicheremo i nomi degli altri candidati, la storia continua…

RISULTATI DELLE ELEZIONI DEL 19 DICEMBRE 2016
Questi gli eletti in fascia A, comprendente i Comuni sopra i 30 mila abitanti
Lista n. 1 Comuni per l’acqua pubblica, 198.500 voti – 31,2%
Eletti: Massimo Pelliccia (Casalnuovo), Manlio Torquato (Nocera Inferiore), Bernardo Califano (Pagani), Roberto Falcone (Angri), Gaetano Ferrentino (Sarno),
Lista n. 2 Pd-Forza Italia, 437.300 voti – 68,8%
Eletti: Antonio Pannullo (Castellammare), Antonio Spierto (Torre del Greco), Giuliana di Fiore (Ercolano), Giuseppe Capone (Castellammare), Giorgio Zinno (San Giorgio a Cremano), Felice Rainone (Nola), Giosuè Starita (Torre Annunziata), Giuseppe Barbati (Nola), Vincenzo Esposito (Marigliano), Pasquale Piccolo (Somma Vesuviana).
Mentre nella fascia B, dove ricadono i Comuni tra 5mila e 30mila residenti:
Lista n. 1 Comuni per l’acqua pubblica, 197.900 voti – 35,6%
Eletti: Andrea Pascarelli (Roccapiemonte), Raffaele De Simone (Roccarainola), Franco Gioia (Fisciano), Edoardo Serpico (Scisciano), Vincenzo Fiengo (Cercola).
Lista n. 2 Pd-Forza Italia 357.800 voti – 64,4%
Eletti: Andrea Viscovo (Volla), Giuseppe Cuomo (Sorrento), Raffaele De Luca (Trecase), Leo Annunziata (Poggiomarino), Saverio Carillo (San Giuseppe Vesuviano), Giuseppe Scotto (Castello di Cisterna), Liberato Staiano (Massa Lubrense), Aristide Rendina (Striano), Alfonso Manfuso (S. Antonio Abate).
Unico eletto nei Comuni di fascia C (sotto i 5mila abitanti) Manolo Cafarelli, primo cittadino di San Paolo Belsito.

(red)

Agorà dell’acqua, comitati e sindaci si incontrano a Casalnuovo per la ripubblicizzazione dell’acqua

Torna nel fine settimana l’Agorà dell’acqua, la fortunata manifestazione, giunta alla terza edizione, nata su iniziativa dei comitati territoriali per l’acqua pubblica insieme alla rete dei Comuni del distretto Sarnese-Vesuviano.

L’incontro si tiene sabato 12 gennaio alle ore 10 a Casalnuovo di Napoli nelle sale dell’antico Palazzo Lancellotti in via XXV luglio.

Un confronto aperto a tutti, cittadini, attivisti dei comitati, sindaci e amministratori locali, rappresentanti eletti nelle istituzioni regionali, ma soprattuto un prezioso momento d’informazione per condividere esperienze, costruire strumenti collettivi e continuare a tracciare un cammino condiviso nell’impegno per i beni comuni.

A introdurre i lavori Massimo Pelliccia, sindaco di Casalnuovo, e Giuseppe Grauso, referente del coordinamento campano per la gestione pubblica dell’acqua. Prendono parte all’assemblea Gianluca Napolitano e Ida Dello Ioio, in rappresentanza della rete civica dei comitati, Salvatore Parisi, consigliere del distretto idrico Napoli, gli amministratori locali dei Comuni in prima linea nel consiglio di distretto per la battaglia sulla ripubblicizzazione del servizio: Manlio Torquato (Nocera Inferiore), Bernardo Califano (Pagani), Roberto Falcone (Angri), Gaetano Ferrentino (Sarno), Francesco Gioia (Fisciano), Vincenzo Fiengo (Cercola), Raffaele De Simone (Roccarainola), Edoardo Serpico (Scisciano). Conclude padre Alex Zanotelli, il missionario comboniano diventato negli anni figura simbolica del movimento per i beni comuni. Sono invitati a intervenire il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Salvatore Micillo, e i parlamentari eletti nel territorio campano.

Al centro del dibattito le questioni più rilevanti evidenziate nell’ultimo anno, dal percorso di approvazione alla Camera della legge di iniziativa popolare sull’acqua alla richiesta effettuata al governo di passare al Ministero dell’Ambiente le competenze di Arera, la discussa Autorità di regolazione che determina le tariffe dell’acqua, che dovrebbe tutelare i cittadini e controllare l’operato dei gestori, e che invece sta garantendo solo i profitti delle grandi aziende a spese degli utenti. Come la necessità di un intervento immediato per bloccare gli effetti nefasti della legge regionale e superare il fallimentare Ente Idrico Campano, un guscio vuoto e antidemocratico, finora utilizzato solo per salvare dal fallimento la disastrosa gestione privata Gori.

“Nel silenzio generale, tra pochi giorni i sindaci del Sarnese Vesuviano saranno chiamati a votare per le elezioni suppletive del consiglio di distretto – sottolineano gli organizzatori – noi continuiamo a proporre la liquidazione della Gori SpA, che impone le tariffe più alte d’Italia in cambio dei peggiori servizi, e la costituzione di un’azienda speciale completamente pubblica. Una scelta che presto dovranno fare con chiarezza e consapevolezza tutti i sindaci del territorio, ma in questa partita è essenziale anche il ruolo del governo nazionale che può e deve dare segnali concreti di un’inversione di rotta sulla gestione dei servizi pubblici locali, a cominciare dall’abrogazione dell’assurdo decreto dell’ex ministro Padoan che consente alla Gori di inviare agli utenti ingiunzioni di pagamento per presunti crediti non specifici, come un qualsiasi ente pubblico”.

L’Agorà dell’acqua, quindi, rimane un appuntamento fondamentale approfondire legami e relazioni in ogni territorio, promuovendo maggiormente la conoscenza diffusa di questioni complesse ma decisive per la vita quotidiana di tutti, studiando e definendo modelli alternativi, ponendo le basi per l’addio definitivo alla fallimentare stagione delle privatizzazioni a spese dei cittadini.

di Rete civica per l’acqua pubblica
Rete dei sindaci per l’acqua pubblica – Distretto Sarnese-Vesuviano

Nola. Verso l’approvazione della legge nazionale sulla ri-pubblicizzazione dei servizi idrici integrati

Nella Chiesa dell’Immacolata, location storica delle iniziative del Comitato intercomunale dell’area nolana per la gestione pubblica dei servizi idrici, si è fatto il punto sull’iter parlamentare in corso, per porre a norma l’esito del referendum del giugno del 2011, con cui a stragrande maggioranza i cittadini italiani si pronunciarono per lo stop alle privatizzazioni del delicato e importante comparto dei servizi idrici integrati, sottraendolo alle speculazioni e alle assunzioni sovradimensionate in ossequio all’assistenzialismo clientelare. Un esame attento e documentato dei sindaci dei Comuni che formano la Rete dell’acqua, bene comune e sorella. Sotto i riflettori la gestione della Gori che fa registrare alti costi, disservizi e un’esposizione debitoria per alcune centinaia di milioni di euro molto onerosa per la fiscalità locale e regionale.

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E’ stato, quello intercomunale dell’ area nolana, tra i più attivi Comitati promotori delle gestione pubblica dei servizi idrici integrati con una proficua presenza allo sviluppo del discorso pubblico sull’intera materia in ambito nazionale, producendo atti e documenti significativi. Un antesignano, il cui impegno di civica mobilitazione, con una mirata campagna d’informazione e divulgazione, si tradusse dieci anni orsono – un primato anche questo – nell’indizione del referendum comunale con valenza consultiva, così com’è previsto dal ben calibrato ed articolato Statuto della città bruniana.

Al centro del quesito, le ragioni della conservazione della gestione pubblica dei servizi id integrati nel territorio cittadino; gestione comunale, condotta in economia, mentre l’acqua da immettere nelle condotte- sistema efficiente di rete fognaria ed idrica di proprietà comunale fatto realizzare negli anni ’90 dall’amministrazione guidata dal sindaco Franco Ambrosio- era acquista al 70% da Acqua Campania,società regionale, e al 30% dall’Acquedotto napoletano. Una domanda, che a Nola prendeva specifico impulso dalle controverse modalità e contestazioni sollevate dal Comitato di volontariato civico, che avevano preceduto e seguito l’affidamento dei servizi idrici alla Gori-Spa, che contestualmente n’era già affidataria per gli altri 75 Comuni dell’ Ambito Sarnese-Vesuviano con popolazione di oltre un milione di abitanti; affidamento conferito nell’aprile del 2004 con deliberato commissariale approvato dal prefetto Pasquale Manzo, che amministrava l’Ente di piazza Duomo, dopo lo scioglimento del civico consesso per una delle tante ricorrenti crisi politiche senza ritorno, per lo più dettate e generate dal litigioso protagonismo interno alle maggioranze di turno sia di centro-destra che di centro-sinistra. E, di passaggio, sarà opportuno rilevare che il controllo politico-gestionale degli Ato,prima della configurazione assunta qualche hanno fa, è stato esercitato dalle maggioranze di turno nel governo della Regione-Campania.

La risposta costituì un importante momento di partecipazione politica, al di là degli ambiti partitici, con circa oltre otto mila votanti. Largo Il consenso espresso il 21 dicembre del 2008 a favore della conservazione della gestione pubblica dei servizi idrici, in capo all’amministrazione comunale. E, proprio a dieci anni di distanza dalla forte volontà pronunciata a sostegno del valenza pubblica del delicato settore, il Comitato dell’Acqua bene comune e sorella, si è ritrovato nell’ormai storica location delle sua iniziative qual è la Chiesa dell’Immacolata che s’affaccia su piazza Giacomo Matteotti. Un’ opportunità più che simbolica, per fare il punto sulla situazione in atto rispetto al cammino della legge sulla ri-pubblicizzazione, alla luce dello straordinario esito del referendum nazionale del giugno del 2011 e che in tutti questo anni è stato sostanzialmente disatteso da tutte le compagini di governo susseguitesi a palazzo Chigi, sia di centro-destra che di centro-sinistra, “congelando” il valore e il significato della volontà popolare, il cui rispetto è garantito dalla Costituzione.

Un vuoto- ed un deciso cambio di passo- che potrebbe essere colmato in virtù della legge in itinere per la ri-pubblicizzazione, come evidenziava,in particolare, il dottor Gianluca Napolitano con un intervento di ampio respiro, dando rilievo al ruolo che spetta ai Comuni nella complessa materia, purché sappiano fare sistema con strutture amministrative, di programmazione e gestione consortili; un esame attento e documentato sulla funzione dei Comuni, con cui Napolitano, apriva i riflettori sui notevoli ritardi che si registrano a livello di Regione-Campania nel definire le articolazioni di programmazione e gestione dei servizi idrici integrati sui territori, in connessione al riparto dei sei Ambiti territoriali ottimali, facendo riferimento all’ Ente idrico campano . Un’architettura di ruoli macchinosa, ancora sospesa nel limbo delle formali intenzioni delle disposizioni, la cui operatività non può essere scissa dalla prospettiva di assetto e controllo pubblico dell’intero comparto. Drastico, per Napolitano, lo stop alle privatizzazioni e segnatamente alla gestione della Gori, molto onerosa per i cittadini, punteggiata da disservizi di ogni genere e dalla bassa qualità dell’acqua erogata, oltre che dalla pesane esposizione debitoria di alcune centinaia di milioni di euro.

Interessante l’analisi dell’avvocato Raffaele De Simone, sindaco di Roccarainola, Comune che aderisce alla Rete dei Comuni per l’Acqua pubblica. Una testimonianza delle esperienze maturate negli organi di rappresentanza della Rete e soprattutto nelle “stanze” del potere dell’ Ato Sarnese-Vesuviano, per attestare i limiti di volontà delle generalità di tutte le rappresentanze politiche per scelte coerenti, ma anche per sottolineare i complessi “giochi” che si praticano negli stessi organi degli Ato per la ripartizione delle cariche che comportano poteri di gestione. E di indennità,viene da aggiungere. Sotto i riflettori di De Simone il caso dell’Acea, la grande holding partecipata dal Comune di Roma,che, a sua volta, detiene un rilevante pacchetto di partecipazioni azionarie proprio in Gori-Spa. Un caso aperto, che costituisce una palese e manifesta contraddizione per la stessa matrice e indirizzi programmatici dell’amministrazione che governa Roma, con la guida proprio del Movimento-5-Stelle assertore dell’esclusiva valenza pubblici dei servizi idrici integrati.

Come sarà, si vedrà.

di Geo

Acqua, a 10 anni dal primo storico referendum comunale i comitati si danno appuntamento a Nola e rilanciano la battaglia: “Con l’approvazione della proposta di legge in parlamento la gestione Gori è finita”

A dieci anni esatti dallo storico primo referendum comunale tenutosi sull’acqua in Italia, appuntamento a Nola venerdì 21 dicembre alle ore 18 in Piazza Matteotti presso la Chiesa dell’Immacolata, da sempre sede degli incontri promossi dal Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua.

Un’iniziativa per celebrare il 10° anniversario del referendum comunale sull’acqua pubblica che si tenne nel 2008 nella città dei Gigli su iniziativa del comitato cittadino, consultazione popolare che aprì la strada ai successivi referendum nazionali del 2011, ma soprattutto per informare i cittadini sul percorso di approvazione della legge d’iniziativa popolare alla Camera, nonché denunciare le ultime pesanti irregolarità dell’Ente Idrico Campano nel difendere la sciagurata gestione Gori.

Prendono parte all’assemblea i rappresentanti della Rete civica per l’acqua pubblica nel Sarnese Vesuviano, e gli amministratori locali dei Comuni in prima linea nel consiglio di distretto per la battaglia sulla ripubblicizzazione del servizio: Raffaele De Simone (Roccarainola), Edoardo Serpico (Scisciano), Massimo Pelliccia (Casalnuovo di Napoli), Manlio Torquato (Nocera Inferiore), Bernardo Califano (Pagani), Roberto Falcone (Angri), Gaetano Ferrentino (Sarno), Francesco Gioia (Fisciano), Vincenzo Fiengo (Cercola).

Concludono i lavori don Aniello Tortora, vicario episcopale della Diocesi di Nola, e padre Alex Zanotelli, figura simbolo del movimento per i beni comuni.

Una mobilitazione democratica per mettere fine alla disastrosa gestione Gori, per sottolineare la gravità dei disservizi subiti dagli utenti, l’aumento continuo delle tariffe, l’assenza di investimenti sulla rete idrica e fognaria, i distacchi irregolari e pretestuosi, le ingiunzioni di pagamento autorizzate con decreto dall’ex ministro Padoan, oltre che la mancata applicazione del referendum popolare che vide ben 27 milioni di italiani esprimersi con chiarezza a favore della gestione pubblica dell’acqua.

“Sono trascorsi 10 anni dal referendum comunale di Nola e 7 dalle consultazioni nazionali – ribadiscono gli esponenti del Comitato civico – la amministrazioni locali e i governi che si sono succeduti hanno fatto di tutto per non rispettare la volontà popolare, per continuare a garantire profitti alle grandi aziende che gestiscono un bene essenziale come l’acqua. Sul nostro territorio subiamo da troppo tempo la gestione dissennata e fallimentare della Gori: continui aumenti tariffari, partite pregresse da 122 milioni che ancora pendono come una spada di Damocle sulla testa di tutti gli utenti, in cambio di nessun investimento per migliorare la rete e una qualità del servizio indecente”.

Così come previsto dalla proposta di legge in via di approvazione in parlamento, la proposta in campo rimane quella di liquidare la Gori e restituire il servizio nelle mani delle comunità territoriali attraverso un’Azienda Speciale Consortile, per una gestione solidale, trasparente, democratica e partecipata dell’acqua bene comune.

di Comitato civico per la difesa del diritto all’acqua

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