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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

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Sanità e territori. L’Agenzia del farmaco autorizza l’aggiornamento ad ottobre della vaccinazione antinfluenzale per la campagna 2020\2021. E’ delicata e complessa la situazione epidemiologica in presenza del Sars-CoV2

La raccomandazione è dell’ Agenzia italiana del farmaco, in acronimo Aifa, ed  è affidata alla determina appena pubblicata dalla Gazzetta ufficiale. E’ la raccomandazione che prospetta l’importanza dell’aggiornamento della campagna di vaccinazione antinfluenzale 2020\2021 già ad ottobre.

L’intervento dell’Aifa– in sintonia con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’ Agenzia europea dei medicinali,  è determinato, tra l’altro, dalla situazione epidemiologica in atto che fa registrare la permanenza del SarsCoV2, con tutte le condizioni di rischio che derivano dalla sua circolazione incontenibile.Una situazione  che, senza impropri allarmismi, esige, tuttavia, cautela di approccio, di cui la vaccinazione antinfluenzale  costituisce una proficua e necessaria risposta.

Le ragioni per l’accelerazione e l’anticipazione della campagna di vaccinazione non solo derivano dalla  specifica funzione immunitaria e terapeutica che assolve, ma anche e soprattutto dai sintomi con cui l’influenza normale si manifesta, segnatamente nei mesi autunnali; sintomi del tutto analoghi a quelli che  caratterizzano il Covid19. E’ lo stato di una più che probabile sovrapposizione ed incrocio tra i due quadri sintomatologici, al punto da impedire la tempestiva diagnosi dell’eventuale attacco del Covid-19 in corso; attacco che potrebbe essere confuso e diagnosticato,invece, come una sanabile e comune  influenza, generando ritardi nella diagnosi adeguata e reale che potrebbero essere letali. Una confusione, che non sarebbe affatto verificabile, se il quadro dei sintomi con cui l’influenza  si manifesta fosse stato rimosso a tempo debito dalla vaccinazione  tempestiva e aggiornata ad ottobre appunto, come sollecita e raccomanda l’Aifa, permettendo, in pari tempo, di diagnosticare tempestivamente l’eventuale attacco del Covid19.

Uno degli elementi di conoscenza- questo e per dettaglio di cronaca- evidenziato nel Focus di presentazione delle Aggregazioni funzionali territoriali, con cui la RegioneCampania punta a valorizzare il ruolo della Medicina primaria e di comunità negli ambiti dei Distretti sanitari; Focus, sviluppato nell’Arena del palazzo comunale, a Baiano, dal medico Peppe Colucci, coordinatore della Aft del Distretto dell’Unione intercomunale dell’Alto Clanio e dei Comuni del Vallo di Lauro,in tandem con il medico Andrea Bellofatto, che opera nella struttura di via Nicola Litto.

di Geo

Baiano. Alaia, promuovere la politica della passione e del fare per il bene comune

Le insidie delle derive  populiste e l’importanza della partecipazione costruttiva e responsabile dei cittadini al discorso pubblico per la generale crescita civile, è stato il punto di riflessione introduttiva dell’on.le Vincenzo Alaia, consigliere regionale della Campania uscente partecipando al secondo appuntamento dei Forum della politica, indetti ed organizzati dal Circolo L’Incontro nell’Arena comunale.

La rivisitazione del percorso finora compiuto nelle Istituzioni territoriali elettive, in stretta connessione con l’attività professionale di architetto,è valsa ad aprire nell’ Arena del palazzo comunale il secondo appuntamento dei Forum della politica indetti ed organizzati dal Circolo socio-culturale L’Incontro,  con l’on.le Vincenzo Alaia, consigliere regionale uscente, candidato di Italia Viva nella coalizione di centro-sinistra pro-De Luca presidente per la conferma nell’assemblea legislativa e di governo della Campania. Una conversazione condotta da chi scrive, ben partecipata da un pubblico composto e attento nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti-Covid, ed introdotta da Carlo Melissa che si soffermava sull’importanza dell’ election days del 20 e 21 settembre e con indirizzo di saluto dato dal consigliere comunale Franco Masi, in rappresentanza del sindaco Montanaro e dell’amministrazione. Un autentico e appassionato rewind di  percorso, ch’è anche e soprattutto incrocio di multiformi esperienze e variegate relazioni fondamentali per la conoscenza dei territori e delle problematiche sociali da cui sono attraversati, iniziato da Alaia negli anni ’80  con l’elezione nel Consiglio comunale di Avella, la città dov’è nato e risiede; elezione replicata per vari cicli amministrativi, esercitando le funzioni di vice-sindaco ed assessore, per approdare nell’assemblea della Comunità montana della Vallo di Lauro e Partenio e al Consiglio provinciale di Avellino, svolgendo il ruolo di presidente, dopo aver svolto quello di assessore, con il successivo passaggio all’assemblea regionale della Campania nelle elezioni del 2015.

Un lungo cursus di selezione filtrato e  sorretto dalla continuità delle verifiche dei consensi catalizzati in crescita costante nelle tornate elettorali, con posizioni politiche ancorate al centrismo moderato riferibili alla matrice della Dc, fin quando è stata presente nell’agone politico, per aderire in successione alle sue filiazioni di breve durata rappresentate dalla Margherita e Scelta democratica, e ad  Italia Viva, alla cui fondazione ha partecipato  nel 2019 alla Leopolda, a Firenze. Un largo campo di esperienze maturate, quello ricostruito da Alaia, nel segno soprattutto della politica che coinvolge ed impegna nell’elaborazione e nella costruzione del discorso pubblico- libero e plurale– per dare praticabili e concrete soluzioni  ai problemi d’interesse generale, ponendo in valore primario la normalità dell’organizzazione civile ed economico-produttiva della società; e, invece, il filo della politica costruttiva e responsabile negli ultimi anni  si è involuto su se stesso.  

Un’involuzione, da cui scaturiscono umori incontrollati e incontrollabili, comode e demagogiche semplificazioni- evidenziava Alaia– su cui s’innestano le derive populiste delle facili promesse,ma senza soluzioni reali e di lungo e largo respiro. Le frequenti esperienze contraddittorie del governo nazionale in versione Conte1 e Conte2, con l’input innescato dalle elezioni politiche del 2018, ne sono una conferma, sotto vari profili. Un punto di riflessione, per il quale Vincenzo Alaia affermava le  ragioni della ricomposizione del senso della politica – di cui nel passato sono stati veicoli e agenzie di circolazione di idee e conoscenze i partiti, spazi d’incontro aperto – per dare elementi di affidabile riferimento e di orientamento alla società e ai cittadini: elementi di riferimento e di orientamento  impellenti e necessari da acquisire quanto più profonde e acute sono le problematiche che vive la società, nei tempi del Covid19.

 

                RegioneCampania: il bilancio politico 2015\2020

 

 Su questa traccia, Alaia fissava le linee del bilancio politico, con cui si conclude il quinquennio del governo della Regione- Campania, presieduto da Vincenzo De Luca, soffermandosi, in particolare, sulla condizione della Sanità pubblica, per sottolineare il superamento definitivo del commissariamento di governo nazionale, imposto al settore dallo stato d’indebitamento accumulato nei decenni pregressi, con le Aziende sanitarie locali e le Aziende ospedaliere, che a lungo non sono state in grado neppure di presentare i bilanci economici a consuntivo di gestione; un disastro economico ed amministrativo – arginato dal duro e doveroso piano di rientro dall’indebitamento non più sostenibile, richiesto dai governi nazionali succedutisi dal 2009 al 2015,  e messo a punto dalla GiuntaCaldoro–  superato e sostanzialmente rimosso dalla GiuntaDe Luca, recuperando la programmazione e la gestione del settore all’autonomia funzionali  delle competenze del governo regionale. Un passaggio-sosteneva Alaia– che ha permesso un importante salto di qualità nell’organizzazione dei servizi medici ed assistenziali, di cui un dato di prova è certificato dal miglioramento nella graduatoria nazionale del rispetto dei parametri dei Livelli elementari di assistenza che il sistema sanitario della Campania è ormai in grado di assicurare.

 E’ la condizione-spiegava- che permette alla RegioneCampania di operare nella Sanità con proprie politiche di spesa, per realizzare interventi migliorativi nell’edilizia sanitaria, come già sono stati realizzati o sono in itinere. Ma è anche la condizione- diceva- che spiega l’efficacia e l’efficienza, con cui il sistema regionale sanitario della Campania è stato in grado di strutturare la rete di prevenzione e contrasto alla pandemia del SarsCoV2 con esiti certamente positivi per la generale messa in sicurezza delle comunità cittadine. E, in specifico, evidenziava anche l’importanza di ampliare quanto più è possibile la campagnatamponi, modalità strategica di contrasto al Coronavirus; una massiccia campagna, di cui possono essere resi partecipi i Laboratori privati attrezzati, cooperando con le strutture pubbliche e accelerando i tempi di consegna dei referti. Un’iniziativa di cui Vincenzo Alaia s’è reso promotore, sollecitando l’autorizzazione del presidente De Luca.      

           

        Agricoltura. Economia montana e turismo ambientale

 

    Articolata e variegata, era la ricognizione sviluppata da Alaia  sulle aree interne della Campania, con l’obiettivo puntato sull’Irpinia e sul Sannio, in cui l’agricoltura, con il largo utilizzo delle risorse economiche del Piano di sviluppo rurale, finanziato dall’ Unione europea a sostegno della programmazione regionale della Campania, ha compiuto- e continua ad incrementare- importanti sviluppi nei comparti dell’olivicoltura, della viticoltura e della produzione dei vini di qualità con marchi Dop e Dopg, con vere e proprie eccellenze d’impresa, attive nei mercati regionali, europei ed extra-europei. Sono sistemi d’impresa operanti su suoli agrari dedicati per larghe estensioni, con personale tecnico specializzato e professionale,  specie nella Media e Alta Irpinia, dove, tra l’altro, non esiste la frammentazione della proprietà fondiaria che costituisce, invece, un grave limite allo sviluppo della noccioli coltura nelle aree della cosiddetta Bassa Irpinia e del Vallo di Lauro, di cui costituisce una coltura tipica diffusa in micro-appezzamenti, alla stessa stregua dell’olivicoltura. E con i micro-appezzamenti manca la ragione primaria di “fare impresa”, se non per piccole produzioni di auto-consumo e limitata commercializzazione.

    Altri temi sotto la lente d’ingrandimento l’ economia montana, da promuovere e rilanciare, dando impulso alla valorizzazione dei patrimoni boschivi con pregiate colture autoctone, alla luce della crescente importanza sui mercati che viene assumendo sempre di più  economia del legno nella domotica e nell’arredo; un prospetto che corrisponde ai profili della New economy green. E con l’ economia montana da ritrovare e affermare si salda quella del turismo culturale e ambientale, che passa attraverso i Parchi regionali, che, però, non dispongono di risorse economiche per operare. Una carenza su cui è necessario intervenire, rilevava Alaia. Il tema-Parchi, tuttavia, è complesso e richiede un’attenta analisi, ma soprattutto il diretto e fattivo coinvolgimento delle amministrazioni comunali in grado di fare rete e sistema, considerando l’ambiente montano  risorsa di vita e di ordinato assetto idrogeologico,  oltre che valore economico inestimabile, se ben curato. Un messaggio di cultura sociale da diffondere, mentre la programmazione e la gestione dei Parchi non può assolutamente essere scissa da visioni e modalità manageriali, sul modello del turismo culturale e ambientale, in cui primeggiano il Veneto, il Trentino e l’Alto Adige, generando lavoro e valore economico. E salvaguardia della vivibilità comune.

di Geo (foto di F. Barlotti)

Cicciano. Alveo Avella, “tombato” come strada e diventato discarica in degrado permanente

E’ una “terra di nessuno” che diventa periodicamente e, di fatto, senza soluzioni di continuità un’imponente discarica abusiva, ricettacolo di ogni genere di rifiuti indifferenziati, speciali e pericolosi, oltre che di rifiuti ingombranti. E’ l’ Alveo Avella che corre sull’asse CiccianoCamposano, a suo tempo “tombato”, con tutti i rischi e le insidie che comporta la tecnica di ricoprire di cemento rivi ed alvei naturali, oltre che tratti dei Regi Lagni, trasformandoli in strade. Sulla condizione dell’ Alveo Avella diventato discarica ad alto indice di inquinamento, c’è la denuncia  dell’avvocata Nunzia Coppola, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, che chiede alla Procura della Repubblica di Nola di porre sotto sequestro l’area interessata con adeguato sistema di controllo e vigilanza, per non accentuarne lo stato di pericolosità sociale e di focolaio di contaminazione, a fronte dell’inerzia delle Istituzioni locali.

La premessa è d’obbligo. Della formazione delle discariche abusive e incontrollate che costellano i siti di periferia più disparati, come show room in eclettica e futuristica … composizione di ogni genere di rifiuti indifferenziati, ingombranti, speciali e pericolosi, i primi responsabili diretti sono i cittadini che le realizzano ed utilizzano con… certosina assiduità. Una responsabilità, la loro, di assoluta gravità che penalizza l’ambiente e svilisce la vivibilità della comunità cittadina. E tanto più sono da condannare nel pubblico giudizio, se addirittura sui territori operano regolarmente i sistemi di igiene urbana  ed ambientale dei Comuni, con i turni per la raccolta differenziata, disponendo anche di isole ecologiche, attrezzate con la specifica impiantistica. E non avvalersi di tali sistemi, è tangibile testimonianza di deteriore e sciocco auto-lesionismo.

    Detto ciò, in correlazione con i comportamenti incivili della gente si collocano, però, anche le omissioni delle amministrazioni comunali che non esercitano i dovuti e costanti servizi di vigilanza e controllo, per evitare il ripetersi e diffondersi del grave fenomeno, fonte e focolaio di contaminazione dell’aria e delle matrici ambientali, suolo e falde acquifere. Ed è il caso dell’Alveo Avella che salda le linee di confine dei territori comunali di Cicciano e Camposano; un segmento di Alveo, che rientra nella mappatura – piuttosto estesa e variegata in Campania e segnatamente nell’area nolana – dei rivi e degli alvei naturali, oltre che dei Regi Lagni  “tombati” con coperture di cemento  ad iniziare dagli anni ’60 in poi. Un’insidiosa e rischiosa tecnica cementizia di copertura che espone le circostanti aree ad inondazioni frequenti e incontrollabili, come spesso accade, per l’abbondanza delle piogge o per il crescente flusso delle acque provenienti dai Monti Avella; una tecnica d’azzardo sotto vari aspetti, ma genericamente motivata ed utilizzata per ragioni urbanistiche, funzionali a far realizzare non solo strade asfaltate,per agevolare la viabilità veicolare, ma addirittura insediamenti abitativi sui siti “tombati” o  all’altezza delle linee degli argini.

    L’Alveo Avella  non è,però, soltanto una strada sui generis. E’ anche una discarica a tempo pieno, in cui si trova di tutto, dai rifiuti indifferenziati a quelli ingombranti, da quelli speciali a quelli pericolosi come le lastre d’amianto, monitor televisivi e via seguendo. E a nulla finora sono valse le segnalazioni dei cittadini, per chiedere interventi istituzionali mirati, in grado di bloccare e contrastare l’ incivile usanza dell’abbandono dei rifiuti. Uno scempio permanente, su cui ha aperto i riflettori dell’attenzione, l’avvocata Nunzia Coppola, capo-gruppo del Movimento 5 Stelle  nel Consiglio comunale dell’Ente di corso Garibaldi, affidando la  rappresentazione della vicenda dell’Alveo Avella alla denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Nola, alla Prefettura e al Comando provinciale del Nucleo operativo ecologico di Napoli.

    Per la specificità delle sue funzioni consiliari, Coppola pone sotto accusa l’inerzia dell’amministrazione comunale di Cicciano rispetto al problema, evidenziando anche i tentativi  posti in essere con istanze documentate, ma andati a vuoto, per ottenere un incisivo intervento del Settore -ambiente dell’amministrazione e della Polizia municipale, per rimuovere il problema. Una condizione, per la quale nella denuncia, l’avvocata Coppola chiede alla Procura della Repubblica di Nola …” l’emissione del decreto di sequestro penale probatorio degli atti richiesti al Comune di Cicciano e\o ogni ulteriore atto d’istruttoria dall’Ente formulata e, in subordine, di porre sotto sequestro la zona con controllo, per impedire ulteriori sversamenti ”. Nella denuncia si evidenziano le ragioni per l’accertamento delle eventuali responsabilità, in ordine ai reati penali ascrivibili ai sindaci di Cicciano e di Camposano. In specifico, le motivazioni sviluppate nella denuncia prospettano le ipotesi di reato che vanno dall’inquinamento al disastro ambientale.

    Se l’Ente di corso Garibaldi è nel mirino della denuncia presentata dal capo-gruppo consiliare dei penta stellati, per  evidenti ragioni istituzionali, resta ora da capire e verificare se e quale ruolo eserciterà l’amministrazione comunale di Camposano, guidata dal sindaco Franco Barbato, chiamata in causa, per  risolvere il caso, davvero disonorevole. Di certo, l’ Alveo Avella  non può continuare ad offrire di la squallida immagine di degrado, così come appare nel fotoservizio di Francesco Barlotti.

di Geo

Marigliano. Carrellata sulle “amministrative”: “Cinque stelle” fuori corsa, competizione aperta tra Giuseppe Jossa, Vincenzo Esposito e Saverio Lo Sapio per la guida del governo cittadino

Irregolarità non sanabili nella documentazione presentata dalle “Cinque stelle”, con conseguente esclusione dal voto di settembre sancita dalla Commissione elettorale. Si fronteggeranno due coalizioni, rispettivamente formate da cinque liste e candidati-sindaci con la comune estrazione dem. Terzo incomodo, Oxigeno, la lista alternativa per le politiche ambientaliste, della salute e del normale governo del territorio. Sono circa 250 gli aspiranti alla “conquista” dei 24 seggi consiliari.

Il verdetto era previsto negli ambienti politici cittadini ed è stato appena confermato dal provvedimento, con cui la Commissione elettorale circondariale ha escluso la lista del Movimento 55 Stelle dalla tornata del 20 e 21 settembre per il rinnovo degli organi dell’amministrazione comunale, sottoposta dall’inizio del mese in corso al regime del commissariamento prefettizio; grave e insanabile l’irregolarità emersa dall’istruttoria sulla documentazione presentata,per la mancanza di certificazione autentica delle firme dei sottoscrittoi della presentazione della lista e degli atti connessi. Una certificazione di autentica pubblica. che spetta a chi svolge funzioni di ufficiale giudiziario e, nella fattispecie, può essere eseguita da un consigliere regionale o da un consigliere della città metropolitana. Un adempimento di semplicità unica, mancato a sorpresa, con la lista e la documentazione presentate quasi sul filo della scadenza a mezzogiorno di sabato. 

E dire che la lista del M5S era stata formalizzata e ufficializzata con 16 candidati-consiglieri e il candidato-sindaco, Maurizio Sena, con largo anticipo un mese fa. Un errore inspiegabile grossolano che va in archivio, facendo aprire una carrellata di presentazione sulle formazioni che animeranno la campagna elettorale con proposte e indicazioni di programma praticabili, per amministrare la città, bisognevole di colpi d’ala, ma soprattutto di normalità e trasparenza amministrativa. Una carrellata, in cui spicca  l’accordo, raggiunto sul filo di lana, per il cartello elettorale tra il Partito democratico e  liste “civiche” di varia estrazione e trasversali ai partiti e gruppi politici cittadini; un cartello, la cui “maturazione” è stata tenuta a lungo in incubazione e che, per le modalità con cui si è manifestato e attuato, pare proprio avere avuto ancoraggi e polizze assicurative in Forza Italia cittadina e nello stesse posizioni di Mario Sarracino, segretario provinciale dei dem di Napoli  Un’intesa immaginata e concepita anche e soprattutto quale risposta alla complessità della situazione determinatasi, dopo il fatidico 21 luglio che ha cambiato il contesto politico, su cui sembrava essersi adagiata Marigliano, senza particolari sussulti.  

Sotto le insegne del progetto del cartello elettorale, i dem saranno presenti con il proprio simbolo partitico, mentre le formazioniciviche“ adotteranno motti identificativi distinti e diversificati; e sono formazioni che si rapportano sia al centro-destra “tradizionale”, in specifico agli “azzurri” di Forza Italia, che in città esprime il parlamentare nazionale, Paolo Russo, con la striscia di sei legislature consecutive, ed  Ermanno Russo consigliere regionale ed exassessore nella Giunta-Caldoro, che pure vanta dal 1990  l’esercizio di sei mandati elettorali consecutivi, sia al moderatismo centrista, espresso dall’ex-sindaco e consigliere regionale del Partito popolare, l’on.le Sebastiano Sorrentino, che con la Lettera aperta indirizzata alla città, un mese fa dichiarato la propria disponibilità per la candidatura di una coalizione aperta e plurale negli orientamenti politici, in grado di porsi al servizio di Marigliano.

E’ una compagine, che per la candidatura a sindaco, propone l’avvocato Giuseppe Jossa, consigliere  della Città metropolitana di Napoli e capo-gruppo dei dem nell’assemblea di Santa Maria La Nova; una compagine, che è la risultante di un complesso e travagliato processo che ha attraversato soprattutto il Partito democratico cittadino, proprio dopo l’arresto dell’ex-sindaco Antonio Carpino. Un processo, da cui è scaturita la dissociazione di una parte della coalizione di centro-sinistra, a guida-dem che era già pronta per il varo del Carpinobis, se non ci fosse stato l’arresto del “Primo cittadino”. E’ la parte, che propone per la candidatura a sindaco l’ingegnere Vincenzo Esposito; una coalizione, a sua volta, civica che si colloca nell’alveo del centrosinistra, a cui appena tre giorni fa ha aderito Progetto sociale, rinunciando alla presentazione del proprio  candidato-sindaco, Francesco Esposito Alaia, com’era stato annunciato due settimane fa.

    Jossa ed Esposito si propongono alla guida di due coalizioni che appaiono strutturate e ben radicate  nella realtà cittadina fortemente scossa e segnata dalle vicende che hanno interessato l’ Ente di piazza Umberto primo, con grave danno d’immagine della città, in ordine alle collusioni tra la politica e gli interessi di camorra; collusioni, sulle quali è chiamata a pronunciarsi la magistratura, in sede di processo.

 E’ una contrapposizione, in cui  c’è tanta, anzi molta parte della storia politica ed amministrativa cittadina degli ultimi tempi. Sono due coalizioni, così come gli stessi Jossa ed Esposito, che, nella sostanza, riproducono lo schema consiliare del pregresso quinquennio; un fac-simile,  con la sostanziale variante, per la quale quella ch’è stata la minoranza di centro-destra, rappresentata da Forza Italia e Udc, coesiste e partecipa di una compagine, di cui è polo catalizzatore proprio quel Pd, di cui “azzurri” e “centristi” hanno contestato fortemente la guida amministrativa, espressa da Carpino, specie per la pianificazione urbanistica. E gli interventi sviluppati in aula consiliare nel 2017 e nel 2019 dal capo-gruppo degli “azzurri”, Filomena  Iovine, proprio sulle proposte del Puc sostenute dalla maggioranza di centro-sinistra, non sono … acqua fresca. E Filomena Iovine non partecipa alla tornata elettorale, così come non vi partecipa il giovane presidente del Consiglio, Vito Lombardi, d’estrazione dem.

Sono elementi, di cui è utile tenere conto, per fare la caratura, con cui le due coalizioni si proporranno al giudizio dell’elettorato,per segnare l’atteso cambio di passo e la discontinuità con il passato prossimo e … recente. Una partita che investe il futuro di Marigliano e delle sue generazioni giovani, nella quale giocherà un proprio ruolo di stimolo e pungolo, la lista Oxigeno, espressione delle politiche di alternativa per l’ambiente, il territorio e la salute, che propone Saverio Lo Sapio per la candidatura a sindaco. Una presenza minoritaria sotto vari profili, ma che può esibire la lineare coerenza,  per aver condotto- e condurre- come Movimento civico battaglie ideali degne di rilievo, incentrate sui valori del New green deal, nell’ambito urbano della città e più ancora nella piana di Boscofangone.

di Geo

Scuole, la difficile riapertura: in Campania, mancano sei mila aule

L’allarme sulle difficoltà di riapertura delle Scuole nella normalità e nella sicurezza è lanciato dall’Associazione nazionale presidi. Sul territorio regionale operano 50 mila Istituti scolastici, con articolazioni in 4 mila plessi, con specificità diversificate e distinte. Ma per operare nel rispetto dei protocolli anti -Covid sono necessarie almeno altre sei mila aule.

E’ programmata per il 14 settembre, la riapertura delle Scuole. E che l’impegno assunto nei vari livelli istituzionali, possa essere rispettato, è auspicio generale, considerati tutti i valori sociali e civili che il sistema-Scuola costituisce nei rapporti intergenerazionali. Un percorso che appare, però, arduo e complicato, specie in Campania, alla luce della disamina messa a punto dall’Associazione nazionale dei presidi, la cui sezione regionale è presieduta da Francesco De Rosa. Una disamina, per la quale l’auspicata ripresa, dopo il lungo lock down imposto dal Covid19 lo scorso anno scolastico, appare segnata da tanti ostacoli da superare e rimuovere; è “ un work in progress”- sostiene De Rosa–  che richiede solerzia e continuità di interesse e attenzione piena, per dare concretezza alle linee-guida del Comitato tecnico scientifico.

Un primo e pesante fattore di criticità è costituito in Campania dalla carenza di ben sei mila aule per le attività didattiche. Sono sei mila aule, la cui disponibilità è prioritaria, per garantire l’organizzazione dei servizi; sei mila aule, da aggiungere alle 50 mila aule che formano la mappa  logistica delle mille Scuole operanti sui territori ed articolate, a loro volta, in 4 mila plessi, in cui è attiva la forza di lavoro culturale e didattico formata da 80 mila docenti, a servizio di circa un milioni di ragazzi,ragazze e giovani.

E con i problemi da risolvere sul versante degli spazi e ambienti utilizzabili, si pongono quelli dei banchi monoposto, funzionali al rispetto delle linee-guida di sicurezza sociale nelle aule e per i gruppidiclasse. Le richieste avanzate dalle Scuole campane, sulla base delle ricognizioni fatte dalle dirigenze, equivalgono al 61% del totale, che, in media nazionale è pari al 29 %; in pratica i banchi monoposto richiesti per la funzionalità delle Scuole campane sono otto volte più numerosi di quelli richiesti dalla Valle d’Aosta e quattro volta più numerosi rispetto alle richieste delle Scuole sia del Veneto che dell’ EmiliaRomagna. Sono banchi che ancora mancano e che dovrebbero essere consegnati entro la prima settimana di settembre.    

C’è ancora molto da fare e da organizzare. Una prospettiva, per la quale l’Associazione nazionale dei presidi ha indetto per il 28 agosto un seminario di studio, per focalizzare i problemi sul tappeto, fissando i percorsi di risoluzione.

di Geo

Napoli. Regione Campania: oltre Mille alla carica del “Palazzo”, con le insegne di ventisette liste e otto candidati presidenti

Sono oltre mille e trecento candidati alla conquista dei 50 seggi del Consiglio regionale della Campania per il quinquennio 2020\2025. E’ la compatta e variegata falange che si appresta a condurre l’assalto al “Palazzo” per una campagna elettorale strana e bizzarra, con poca o insignificante comunicazione in pubbliche piazze, affidata per lo più alle ambiguità di linguaggio e alle gravi povertà argomentative dei social. 27, in totale, le liste depositate, ma alcune non sono presenti in tutte le circoscrizioni o non propongono il plenum dei candidati eleggibili. Una vicenda speciale: la mancata candidatura dell’ex-sindaco di Cicciano, Raffaele Arvonio, nella lista Demos\Verdi.

E’ record di candidature e liste per la tornata regionale del 20 e 21 settembre. Sono ventisette, in totale, le liste degli aspiranti alla conquista dei 50 seggi dell’assemblea del “Palazzo” del Centro direzionale di Napoli; un ventaglio di liste, a cui corrisponde la ripartizione dei seggi prefissati, secondo gli indici demografici, alle circoscrizioni provinciali. E 27 sono i seggi dell’area metropolitana e della città di Napoli, 9 della provincia di Salerno, 8 otto per la provincia di Caserta , quattro e due, rispettivamente, per le provincie di Avellino e Benevento. E’ la ripartizione, che, in teoria, corrisponde ai valori della migliore e più esauriente possibile capacità di rappresentanza delle comunità e dei territori, per favorirne la normale vivibilità sociale ed economico-produttiva, considerate le funzioni primarie, prefigurate dalla Costituzione soprattutto sul versante della programmazione, troppo spesso eluse.

Alla carica degli oltre mille aspiranti consiglieri regionali corrisponde la coalizione-super delle 15 liste, di cui il Partito democratico è il centro di gravità, a sostegno della candidatura di De Luca, presidente della Campania. Uno schieramento, che per se stesso è un’insolita novità, con liste trasversali anche alle più diversificate sensibilità politiche e candidati che hanno rappresentato nelle istituzioni elettive nazionali o regionali formazioni di centro-destra o centro. E alla stessa carica corrispondono le sei liste della coalizione di centro-destra e di civiche “moderate”, che sostengono l’elezione di Stefano Caldoro per la presidenza di palazzo Santa Lucia. E poi il quadro si completa con la corsa in solitaria del Movimento 5 Stelle, per Valeria Ciarambino, di Terra, Potere al popolo, Naturalismo, Terzo Polo, Buone maniere. Formazioni, queste, ultime di istanze e di opinioni, che non presentano a sostegno dei propri candidati presidenti liste in ticket al plenum in tutte le circoscrizioni. Emblematico è il caso della lista Caldo presidente-Unione di centro, presente nella circoscrizione di Avellino, con solo due candidature, anziché quattro. Una lista dimezzata, essendo venuto meno proprio all’ultima ora, il ticket costituito da Ugo Maggio, presidente del Consiglio comunale dell’Ente di piazza del Popolo,e l’avvocata Maria Maddalena Ianni. E a proposito di candidature svanite, merita attenzione il modo con cui è evaporta la candidatura dell’ex-sindaco di Cicciano, Raffaele Arvonio, ed attualmente assessore al Comune di Torre del Greco, nonché presidente del Consiglio dell’Ente di corso Garibaldi.

Aveva presentato la documentazione per la candidatura alle Regionali nella lista Verdi \ Demos, con l’avallo della dirigenza politica del Movimento, avviando anche la campagna elettorale, scoprendo, però, di essere stato estromesso dalla lista solo alla presentazione ufficiale. E dire che Arvonio, aderendo a Demos, aveva revocato l’adesione data a Italia Viva appena un mese prima, coinvolgendo anche la maggioranza consiliare di Cicciano, incluso il sindaco Giovanni Corrado, nell’approdo al movimento di Matteo Renzi con la pubblica manifestazione, a cui aveva partecipato il “plenipotenziario” di Italia Viva, l’onorevole Ettore Rosato. Una storia, in cui la leggerezza e l’effimero della politica, quasi sempre ingannevole, hanno recitato la loro parte. Una storia, che ferisce Raffaele Arvonio, giovane e valido professionista con la passione per la Polis, già sindaco per due mandati consecutivi di un’importante comunità cittadina, qual è quella di Cicciano. Un back ground di forza elettorale,quello di cui era -ed è- accreditato che, forse, ha dato fastidio … a qualche candidato “forte” di Demos. Ma Arvonio ci ha messo anche e molto del … suo nella vicenda, di cui paga uno scotto severo, con il repentino cambio da Italia Viva a Demos nel volgere di un mese. Un passaggio che meritava di essere spiegato in pubblico nelle motivazioni, così com’era stata presentata ufficialmente l’adesione a Italia Viva.

di Geo

Marigliano. Verso il voto di settembre: spazio aperto per la coalizione  Pd e “civiche”, con estrazione di centro-destra e “moderata”, con candidato-sindaco, l’avvocato Giuseppe Jossa, capo-gruppo dem nel Consiglio generale della Città metropolitana di Napoli

Ai blocchi di partenza per la corsa alla guida dell’amministrazione comunale commissariata, Jossa si aggiunge a Vincenzo Esposito, sostenuto da parte della coalizione di centro-sinistra che si era formata a fine luglio a trazione Pd, ma disunito dopo la vicenda dell’arresta dell’ex-sindaco, Carpino. In campo, Saverio Lo Sapio, sostenuto dallo schieramento civico  Oxigeno, e Maurizio Sena, candidato-sindaco del Movimento 5 Stelle, che da un mese ha reso pubblica la lista dei candidati e delle candidate per  24 seggi consiliari del palazzo di città.

Il prospetto con cui si annuncia la campagna elettorale, per acquisire la guida dell’amministrazione comunale con il voto dell’ election days del 20 e 21 settembre può considerarsi completato e definito in tutte le sue parti, con il tocco conclusivo della sottoscrizione dell’accordo raggiunto dalle delegazioni del Partito democratico e delle liste “civiche” di varia estrazione e trasversali ai partiti e gruppi politici cittadini con matrice di centrodestra e di centro “popolare”; un’intesa raggiunta nel tardo pomeriggio di ieri, mentre nell’odierna giornata e domani, fino alle ore 12,00 saranno aperti gli Uffici comunali per la registrazione in protocollo degli atti e documenti delle liste e della candidature che animeranno l’appuntamento elettorale.

Sotto le insegne del progetto messo a punto ieri, i dem saranno presenti con il proprio simbolo partitico, mentre le formazioniciviche“ adotteranno motti identificativi distinti e diversificati; e sono formazioni che si rapportano sia al centrodestra “tradizionale”, soprattutto a Forza Italia, che in città esprime il parlamentare nazionale, Paolo Russo, con la striscia di sei legislature consecutive nella Camera dei deputati ed  Ermanno Russo consigliere regionale ed exassessore nella Giunta-Caldoro, che pure vanta dal 1990  l’esercizio di sei mandati elettorali in continuità, sia al “moderatismo centrista”, espresso dall’ex-sindaco e consigliere regionale del Partito popolare, l’on.le Sebastiano Sorrentino, che, un mese fa, con la Lettera aperta indirizzata alla città, aveva la propria disponibilità per la candidatura in una coalizione aperta e plurale negli orientamenti politici, in grado di porsi al servizio di Marigliano e dell’amministrazione comunale, sotto gestione commissariale prefettizia per le note vicende di luglio, un mese fa appunto.

E’ una compagine, che per la candidatura a sindaco, propone l’avvocato Giuseppe Jossa, consigliere  della Città metropolitana di Napoli e capo-gruppo dei dem nell’assemblea di Santa Maria La Nova; una compagine, che è l’imprevisto esito terminale di un complesso e travagliato processo che ha attraversato soprattutto il Partito democratico cittadino, dopo l’arresto dell’ex-sindaco Antonio Carpino. Un processo, da cui è scaturita la dissociazione di una parte della coalizione di centrosinistra, a guida – dem, già pronta e formalizzata con tutti crismi dell’ufficialità proprio a luglio per il varo del Carpinobis. E’ la parte, che propone per la candidatura a sindaco l’ingegnere Vincenzo Esposito; una coalizione, a sua volta, civica che rivendica la propria collocazione nell’alveo del “civismo” e del centrosinistra, a cui appena tre giorni fa ha aderito Progetto sociale, rinunciando alla presentazione del proprio  candidato-sindaco, Francesco Esposito Alaia, com’era stato annunciato due settimane or sono.

Jossa ed Esposito si propongono alla guida di due coalizioni che si presentano strutturate e ben radicate  nella realtà cittadina, fortemente scossa e segnata dalle vicende che hanno interessato l’ Ente di piazza Umberto primo, con grave danno d’immagine della città, in ordine alle collusioni tra la politica e gli interessi della camorra territoriale; collusioni, sulle quali è chiamata a pronunciarsi la magistratura, in sede di processo.  E’ una contrapposizione, in cui  c’è tanta parte della storia politica ed amministrativa della città degli ultimi tempi. Sono due coalizioni- e gli stessi Jossa ed Esposito, consiglieri dem hanno fatto parte della maggioranza di centro-sinistra– che,nella sostanza, riproducono l’assetto del civico consesso del pregresso quinquennio; un facsimile … dimezzato, in cui figura la sorprendente e corposa variante, per la quale quella ch’è stata la combattiva e tenace minoranza ed opposizione di centrodestra, rappresentata da Forza Italia e Udc,  coesiste e partecipa di una compagine, di cui è  polo catalizzatore proprio quel Pd, di cui ha contestato fortemente la guida amministrativa, espressa da Carpino, specie per la pianificazione urbanistica, nei trascorsi ultimi cinque anni. E gli interventi sviluppati in aula consiliare nel 2017 e nel 2019 dal capo-gruppo degli “azzurri”, l’architetto Filomena  Iovine, in ordine alle proposte e agli obiettivi definiti dall’Ufficio di piano per la redazione  del Puc sostenuto dalla maggioranza di centro-sinistra, non sono … acqua fresca e fanno parte integrante della storia politica e amministrativa della città.

Sono elementi che, certamente, fanno da cartina di tornasole e di riferimento basilare,per fare la caratura e verificare in trasparenza con quali capacità di progettualità e di affidabilità, segnatamente per la qualità delle candidature, le due coalizioni si proporranno al giudizio dell’elettorato. Una partita che investe il futuro di Marigliano e delle sue generazioni giovani, nella quale giocherà un proprio ruolo di stimolo e pungolo, la lista Oxigeno, espressione delle politiche di alternativa per l’ambiente, il territorio e la salute, che propone Saverio Lo Sapio per la candidatura a sindaco. Un quadro in cui si inserisce, la lista del Movimento 5 Stelle, con 17 candidati-consiglieri, già resa pubblica, puntando su Maurizio Sena quale  “primo cittadino”. Una presenza, quella dei pentastellati, che a Marigliano  non ha prodotto alcuna intesa con il Pd, com’è avvenuto, invece, nella vicina Pomigliano d’Arco. Salvo novità dell’ultima ora…

di Geo

Baiano. De Mita e Rosato, al primo Forum della Politica: Popolarismo, dialettica del possibile ed Europa per il progresso sociale dei territori

E’ la cultura politica, quella del Popolarismo, che, a fronte dell’inesorabile e severo scacco storico e del sostanziale fallimento politico delle ideologie del ‘900,  facendo leva sulla matrice originaria e sulla tavola dei valori di riferimento, meglio e più compiutamente risponde alle esigenze della realtà e alle prospettive delle continue sfide che pone il Terzo Millennio; realtà e prospettive segnate dalle dinamiche di cambiamenti profondi e sempre più veloci negli equilibri geo-politici internazionali, radicalmente modificati rispetto all’immediato secondo dopo-guerra. Uno scenario, in cui si rincorrono trasformazioni costanti e diffuse nei sistemi economici e produttivi innervati nelle logiche dell’internazionalizzazione dei mercati.

E’ stato – questo- il punto d’attacco dell’intervento dell’on.le Ciriaco De Mita, che ha aperto nella Corte del palazzo comunale i Forum della Politica, il ciclo di pubblici convegni in agenda a cadenza periodica nelle prossime settimane,  organizzato dal Circolo socio-culturale L’Incontro, in vista della tornata elettorale del 2021 settembre; punto d’attacco, su cui l’ex-presidente del Consiglio dei ministri,  innestava la storia politica della Democrazia cristiana, quale stella-cometa di Prospettiva popolare, il progetto politico di cui è ispiratore e promotore, con la presentazione di proprie liste di rappresentanza in tutta la Campania per le elezioni regionali di settembre prossimo. Un progetto che viene presentando su tutti i territori  con il fervido spirito  di chi crede nelle proprie idee e della passione dei “ragionamenti” che gli è tanto cara e peculiare.

Una storia importante, per la quale alla Dc  va riconosciuto il merito di essere stato il partito e il motore della trasformazione e della modernizzazione  della società italiana, concorrendo in modo attivo e proficuo allo sviluppo e alla diffusione della democrazia plurale, aperta ed emancipatrice nella libertà dei ceti meno abbienti; un ruolo di centralità sociale, svolto in coerente continuità con gli ideali del Popolarismo, la cui impronta essenziale è nel pensiero  e nell’azione di don Luigi Sturzo d’inizio ‘900. Ed è il Popolarismo affermava De Mita– che si coniuga con l’Europeismo della Dc,  che con De Gasperi contribuisce fortemente a far porre le pietre angolari del progetto dell’Europa comunitaria. Un progetto politico e socio-economico di grande respiro e di coesione, la cui rilevanza costituisce il dato ormai irreversibile e irrinunciabile per tutti i 27 Paesi-Stati, che ne formano la compagine a Bruxelles e nel Parlamento di Strasburgo. E nel Terzo Millennio– evidenziava il sindaco di Nusco– l’unico e fondamentale riferimento per ciascun PaeseStato  non può essere scisso dalla crescita e dal consolidamento dell’ Unione  europea e delle sue Istituzioni, a fronte di tutto ciò che evolve e si sviluppa nel mondo.

La dialettica del possibile che nutre il dialogo nell’Agorà pubblica

La politica non è potere per il potere, ma soluzione di problemi generali

Sottolineate la storicità e l’attualità del Popolarismo, l’ex-presidente del Consiglio, ne configurava le valenze di metodo, basato sull’esercizio della dialettica del possibile che si nutre di pensiero, promuovendo e favorendo il dialogo costruttivo,  con cui la politica assolve la propria funzione ch’è quella di dare soluzione ai problemi reali, nel segno bene comune. “Chi pensa che la politica è comando- affermava De Mita– non realizza nulla. Dobbiamo abituarci a dialogare. La discussione è dialettica. Dobbiamo discutere, per capirci, non per informarci. Ogni persona può concorrere con la propria testa alla risoluzione di un problema. E la mia personale esperienza mi porta a dire che chi pensa di più, deve aiutare con il dialogo chi pensa di meno. Il dialogo è una sorta di forza, non di debolezza. La politica è prima di tutto diagnosi. Io sono qui da amico e dialogante, poi ogni vota secondo la propria consapevolezza”. E’ la traccia  su cui si colloca quale valore primario lo spirito della comunità  da riscoprire e affermare, uscendo dalle gabbie dei deteriori particolarismi e degli egoismi fini a se stessi- evidenziava- per marcare la funzione diagnostica della politica, quale attitudine analitica e cognitiva delle reali cause dei problemi, dalla cui generale rimozione deriva la soluzione generale  che giova all’armonia sociale.

Sanità pubblica e servizi sui territori

Le opportunità del Mes

Sul legame tra cultura e visione politica del Popolarismo e le sempre inderogabili  ragioni della valorizzazione delle aree interne del Sud e della Campania si soffermava il medico Giuseppe Rosato, cardiologo di alta professionalità e già direttore generale dell’Azienda ospedaliera “Moscati” di Avellino, candidato alle “Regionali” per Prospettiva popolare. Un legame da rigenerare e rivitalizzare, dando impulso e sostegno alla formazione e all’affermazione di una classe politica e dirigente responsabile e competente; e il banco di prova delle prossime “Regionali”-affermava Rosato– costituisce un’importante opportunità, a fronte anche e soprattutto degli obiettivi del Piano di ripresa- il Recovery fund– lanciato e finanziato dall’Unione europea; obiettivi, la cui realizzazione  richiedono grandi capacità di conoscenza, competenza e di servizio. Era la premessa, con cui Rosato focalizzava il positivo lavoro dai presidi pubblici del Servizio sanitario nazionale in Campania e in genere nel Sud, per fronteggiare e contenere al meglio possibile la crisi Covid19; una premessa necessaria, per evidenziare le importanti e significative opportunità che offrono le risorse comunitarie europee del Mes, per ben  potenziare e strutturare adeguatamente il rapporto tra i territori e i presidi della sanità del Servizio pubblico.

di Geo (Foto di Francesco Barlotti)

Marigliano. Roberto Esposito, commissario per l’ordinaria amministrazione comunale

Fase delicata e difficile per la città, a cui la Politica, facendo autocritica, deve dare risposte di responsabilità etica e di impegno operoso per una svolta di cambiamento positivo.

Sospeso dalle attività istituzionali il Consiglio comunale, con decreto del prefetto di Napoli, Marco Valentini. Il provvedimento costituisce l’ atto preliminare allo scioglimento dell’organo collegiale dell’amministrazione della città. I riflettori sono ora puntati sulla formazione delle liste che parteciperanno alla competizione del 20-21 settembre per il rinnovo della compagine del governo cittadino. Le candidature da proporre vanno attentamente monitorate anche e soprattutto alla luce del contesto emerso dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, in ordine alla collusione tra politica e camorra, che ha determinato l’arresto dell’ex sindaco Antonio Carpino.

Stop per l’amministrazione comunale, ad un mese e mezzo della conclusione del mandato conferitole con il voto di ballottaggio di giugno del 2015, a cui partecipò poco più del 50% dell’elettorato, premiando la coalizione di centrosinistra, con l’elezione dell’avvocato Antonio Carpino a sindaco della città, prevalendo sulla coalizione di centrodestra che sosteneva la candidatura dell’architetto Filomena Iovine. Una procedura di fine del ciclo amministrativo, prima della scadenza normale, con il decreto, firmato dal prefetto di Napoli, Marco Valentini,  che sospende il Consiglio comunale dalle attività istituzionali, in vista del correlato e conseguente provvedimento di scioglimento, affidandone ruoli e funzioni al vice-prefetto Roberto Esposito  con poteri e competenze  commissariali, per garantire l’ordinaria amministrazione comunale.

E’ una situazione tutt’altro che nuova e insolita per l’Ente di corso Umberto primo; situazione che si ripete da trent’anni circa ormai, con la variante largamente e duramente peggiorativa, che nella fattispecie di queste torride giornate di afoso agosto prende le mosse e si concretizza con gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha condotto agli arresti il sindaco Antonio Carpino per le vicende di collusione tra politica e camorra, incentrate sulle dichiarazioni di “collaboratori di giustizia”; vicende che ruotano su appalti pubblici e sulle “decisioni” in materia edilizia ed urbanistica, nell’assenza di uno strumento di normale pianificazione coerente con i tempi e le esigenze della città. Un’assenza che si protrae dagli anni ’90, con vari strumenti di pianificazione adottati, in sostituzione di quelli “scaduti”, e con  un bel po’ di denaro pubblico della fiscalità cittadina  speso per incarichi e progettazioni, ma mai resi vigenti. Una condizione generale di assenza, che interessa gran parte degli oltre 500 Comuni della Campania.

 E, per fornire un elemento non del tutto esaustivo,ma almeno utile  per la “lettura” della realtà, basterà considerare che il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, l’architetto Sabatino Esposito, ha rinunciato recentemente all’importante incarico pubblico, chiedendo ed ottenendo il trasferimento in altro Comune, dopo l’attentato incendiario subito dall’auto familiare, ch’era  parcheggiata nell’area di pertinenza del Parco condominiale in cui risiede, in città. E si lascia da parte il complesso ed intricato capitolo delle domande presentate per la riclassificazione dei suoli, acquisendone l’edificabilità, senza dimenticare il programma, con cui l’amministrazione-Carpino prevedeva la realizzazione di 2500 appartamenti nel quadro del Puc in itinere. Uno scenario di interessi calibrati sulla cementificazione e sulla filiera speculativa connessa, sacrificando sempre di più suoli agrari ad alto indice di fertilità. 

Con l’insediamento del commissario prefettizio, Roberto Esposito,  i riflettori sono ora orientati sulla formazione delle liste che affronteranno la campagna elettorale per le “Comunali” del 2021 settembre. Problematica è la condizione dell’area dei partiti politici e gruppi “civici” di centrosinistra, di cui le posizioni politiche dell’ex-sindaco Carpino costituivano, evidentemente, il centro di gravità e aggregante. Una coalizione a cinque liste che si presenterebbe già  ripartita in due, con quattro liste che sostengono la candidatura a sindaco dell’ingegnere Vincenzo Esposito, consigliere dem uscente, mentre il  Partito democratico fa corsa a sé, con la candidatura a sindaco dell’avvocato Giuseppe Iossa, sostenuto dalla segreteria metropolitana di Napoli; candidatura non riconosciuta o quanto meno contestata dal Circolo cittadino dei dem che per la guida del governo cittadino puntava- o punta ancora- sul dottor Vito Lombardi, presidente del Consiglio comunale uscente. Un pastrocchio, che penalizza il Pd in evidente affanno e difficoltà, mentre giovedì 20, scadono i termini per la presentazione delle liste all’Ufficio elettorale, già in funzione nel palazzo comunale. E dire che neanche un mese fa, c’erano tante rose e fiori per la coalizione di centrosinistra, che aveva formalizzato ufficialmente, e in clima di coesione e condivisione determinate, la candidatura a sindaco per Carpino anche per il ciclo amministrativo 20202025. E’ l’effimero  del …. senso  politico  fugace più di quel che s’immagini. Permane in questo scenario, l’ovattato “silenzio” calato sul  centrodestra, che in città ha sempre polarizzato importanti e considerevoli consensi; e nulla è dato di conoscere sull’atteggiamento dell’on.le Sebastiano Sorrentino, autore un mese fa di un’importante e appassionata “Lettera aperta alla città”, per dichiarare la sua disponibilità di adesione ad una coalizione politica, che faccia uscire Marigliano dal tunnel in cui è finita ….   

Va da sé che nella composizione delle liste e delle scelte delle candidature, lo screening che sono chiamate a fare le dirigenze degli schieramenti, dovrà essere oltremodo accurato e rigoroso, tenendo chiaro e ben presente il contesto emerso dall’inchiesta della Didia. Un contesto che pone alla Politica  cittadina e a coloro che la rappresentano  domande, a cui vanno date risposte credibili, coerenti e adeguate; risposte politiche, che sono avulse e autonome dal procedimento giudiziario, in cui è invischiato l’ex-sindaco e che segue il suo corso di accertamento di fatti e responsabilità. Le domande che interpellano la Politica, esigono risposte che nascono anche da una sana ed onesta autocritica e investono le cause del malessere e dell’immobilismo in cui si ritrova la città. Cause che non appartengono né  a Marteai marziani.

di Geo

Baiano. Verso il voto di settembre: i Forum della Politica, apertura giovedì nel palazzo comunale con l’on. le Ciriaco De Mita

Tempi che richiedono prudenza e responsabile cautela verso se stessi e gli altri, quelli che si vivono in forzata convivenza con il coronavirus e sotto la costante vigilanza di prevenzione ed assistenza dei presidi medici che comporta, ma anche tempi di attesa ed ansia per le ricadute in negativo che potrebbero incidere ulteriormente sul sistema economico già provato dall’emergenza con il correlato lock down  che ha innescato, depotenziando in autunno l’appena avviato recupero della normalità sociale con il rilancio delle attività produttive che già si avverte nel settore delle esportazioni e delle produzioni industriali.

Non va dimenticato che quella del Covid19, diversamente dalla grande crisi finanziaria del 20082010 da cui è stato segnato l’ Occidente, ha assunto la dimensione della doppia crisi, generata dal forte impatto interattivo tra la salute e l’economia; un processo d’interazione, i cui meccanismi di scambio i trade off  sono risultati percorsi obbligati e resi in assoluto prioritari per potenziare e  migliorare i parametri della salute, determinando, al contempo e di necessità, il deterioramento delle condizioni economiche, per effetto e conseguenza del lock down con il blocco generale delle attività produttive e dei servizi. Come dire che il contrasto al coronavirus, in ragione del primato della salute bene comune e universale, ha generato shock  traumatici e profondi sulla realtà economica, disarticolandone in gran parte le condizioni di  domanda e offerta di beni, merci e servizi da rimettere in carreggiata. Uno scenario, a cui risponde con obiettivi di superamento e risoluzione il Piano di ripresa messo a punto con laboriose e difficili trattative dalla Commissione dell’Unione europea, il Next generation eu, il Grande progetto per l’Europa che sarà e che prenderà forma e concretezza tra il 2021 e il 2023, in virtù delle corpose e rilevanti risorse economiche e finanziarie utilizzabili  per oltre  700 miliardi di euro, di cui l’Italia potrà valersi nella misura di oltre 200 miliardi, se sarà in grado di porre in campo progettualità e piani di affidabile credibilità, realizzando investimenti produttivi in strutture e  infrastrutture materiali e immateriali, sia all’insegna di efficaci e reali politiche di riforma degli apparati pubblici, sia e soprattutto  privilegiando l’economia green e la digitalizzazione. Una pianificazione che esige rigore,alte competenze e spirito di servizio fattivo.    

Si innesta in questo contesto la tornata elettorale del 2021 settembre, per il rinnovo degli organi elettivi  di sei Regioni a Statuto ordinario- Liguria,Veneto, Marche, Toscana, Campania e Puglia– e di oltre mille Comuni, nonché il voto sul referendum confermativo, collegato con la riduzione del numero dei parlamentari.

Un election day, che costituisce un test significativo del dopo emergenza –Covid , per vagliare il “pensare e il sentire” politico di un’importante e ben rappresentativa parte della società, qual è quella degli oltre dieci milioni elettori che sono chiamati a scegliere non solo le amministrazioni di Regioni e i Comuni, non solo guardando alla governance dei territori, ma anche e soprattutto verso l’orizzonte europeo e i valori della cittadinanza comunitaria che ne conseguono. E per le Regioni resta sempre aperta la questione se debbano  rientrare nell’alveo della Carta costituzionale, esercitando solo ruoli e funzioni di programmazione, che,invece, sono stati resi sempre più marginali, caratterizzando sempre più nell’esercizio dall’esercizio diretto delle politiche di spesa, spesso “incontrollato” ed enorme. Ed è tutt’altro che secondario il referendum confermativo della riduzione della rappresentanza parlamentare. E’ una scelta- questa- che interpella l’intero elettorato e che, allo stato attuale, fa porre dubbi e perplessità, sulle reali garanzie della piena rappresentanza plurale e democratica della società in Parlamento; garanzie che non possono essere scisse da una adeguata legge elettorale rispettosa della volontà dei cittadini e delle cittadine, senza consegnare considerevoli poteri alle segreterie e ai gruppi che gestiscono i partiti sempre più “personalizzati”.

Su questi percorsi fugacemente abbozzati, il Circolo socio-culturale “L’Incontro” promuove un ciclo di Forum per la loro correlata conoscenza e informazione; ciclo di dibattito pubblico che sarà animato da parlamentari, candidati al Consiglio regionale della Campania, rappresentanti politici di vari partiti e docenti universitari. Il ciclo dei Forum della Politica, sarà aperto giovedì alle ore 18,00 nel Palazzo comunale di corso Garibaldi, con l’intervento dell’on.le Ciriaco De Mita, che presenterà ed illustrerà il progetto politico di Prospettiva popolare, di cui è ispiratore e sostenitore. Parteciperà alla convention, il medico Giuseppe Rosato, già direttore generale dell’Azienda ospedaliera “San Giuseppe Moscatidi Avellino, e candidato alle “Regionali” nella lista di Prospettiva popolare che aderisce alla coalizione di sostegno alla candidatura di Vincenzo De Luca per la conferma alla presidenza della Campania.

di Geo

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