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Archivio per il tag “alba tardiva”

Baiano. I Gruppi delle armi ad avancarica e la giostra del Maio: spettacolari performance tra squilli di chiarine e rulli di tamburi. Con la festività di Santa Lucia, si rinnova la devozione delle “Messe ‘notte”

Erano davvero insoliti e gradevoli gli scenari offerti  dalle balconate e dalle finestre dei palazzi che si affacciano su corso Garibaldi, imbandierate di vessilli e festoni in giallo e rosso, i colori dell’energia del Sole e della Conoscenza che affranca dalla schiavitù della volontaria ignoranza, da un verso, e dell’ energia mentale e dell’ umana tenacia, dall’altro;  colorialfa, con i quali si identifica il Maio, simbolo del mito che si rinnova di anno in anno con i ciclici festeggiamenti che da novembre a febbraio segnano il territorio dell’ Unione intercomunale dellAlto Clanio. E’il mito che rende onore all’albero e alla cultura della vita che rappresenta per il pianetaTerra e tutte le  specie viventi che vi albergano.

Una giornata ben soleggiata, quella della domenica  che il mondo cristiano dedica alla venerazione dell’Immacolata concezione, ma vissuta dalla  comunità cittadina in modo del tutto speciale, con la calda ed entusiasta accoglienza riservata ai Gruppi folcloristici delle armi ad avancarica della Campania e del Molise che per la prima volta si sono ritrovati, a Baiano, per splendidi incontri e convergenze ravvicinate. Una contaminazione straordinaria e diffusa di sacro e profano, ma anche di distinte tradizioni e identità popolari, veicolate dai prestigiosi Trombonieri di Sant’ Anna, provenienti da Cava dei Tirreni, insieme con i Fucilieri di San Nicola, provenienti da San Giuliano, piccolo e caratteristico Comune del Molise, e con  gli eclettici Sbandieratori e Musici acrobatici  di Altavilla Irpina,  l’ Antico gruppo avancarica baianese e la Carabina

In mattinata, erano protagonisti della sfilata lungo corso Garibaldi  e delle performance di spari a salve di carabine e tromboni rivolti in basso o verso la bronzea aquila svettante  sul Monumento dei Caduti in guerra, mentre di pomeriggio e fino a sera  piazza Francesco Napolitano veniva trasformata  nel palcoscenico delle loro spettacolari  esibizioni, attraversate dall’acre e pungente odore della  polvere da sparo dispersa in aria dai colpi esplosi da carabine, schioppi  e fucili verso il cielo; esibizioni, magicamente ingentilite e ravvivate dalle piacevoli armonie delle squillanti chiarine e dei rulli dei tamburi, in sintonia con i passi cadenzati dei trombonieri e fucilieri – tutti impettiti nei loro costumi d’epoca indefinibile e incerta, ma di sicura fattura più o meno guascona, con colori  sgargianti e cappelli a forma conica di larga falda, impennacchiati da bianche piume al vento- a seconda delle posizioni geometriche e delle coreografie che gradualmente venivano disegnando sui “sampietrini” della piazza, con il prezioso racconto illustrativo, reso dalla voce narrante di Giusy De Laurentiis.

Una giostra emozionante e coinvolgente  di buon livello qualitativo, con il bel tocco di classe costituito in assoluto dalle compatte e geometriche figurazioni sciorinate dai  Trombonieri di Sant’Anna  tra gli applausi del pubblico, senza dire delle funamboliche … acrobazie degli Sbandieratori e Musici altavillesi; una giostra, promossa e ben organizzata dal Comitato -presieduto dall’imprenditore Salvatore Masucci– rappresentativo delle associazioni coinvolte nell’organizzazione dell’evento-clou del 25 dicembre, con il supporto economico assicurato dall’amministrazione comunale. E, a completarne le valenze attrattive, spiccava il dovizioso  prospetto informativo fornito dalla Mostra sulle armi ad avancarica, allestita nelle Sale dell’ex sede dell’ Associazione dei reduci di guerra. Un tuffo nella storia  e nelle modalità tecniche con cui si realizzavano i loro prototipi che appartengono all’archeologia dei sistemi d’arma e che si … replicano  su commissione e soltanto in forme di riproduzioni. Un’operazione d’interesse conoscitivo che di deve a Stefano Lippiello, armaiolo di lungo corso e grande passione.

… E dopo la Grande scelta  nei boschi d’Arciano compiuta il 24 novembre, la presentazione dei Mai d’Argento del 7 dicembre e la Giostra … dell’avancarica del Giorno dell’ Immacolata, e restano ancora da scrivere varie altre pagine nel Diario aperto del Natale cittadino, versione 2019  … mentre è in dirittura d’arrivo l’itinerario devozionale delle Messee notte che da domani- 13 dicembre con la festività dedicata a Santa Lucia– si officeranno sul far dell’alba, secondo le usanze della cultura contadina dei tempi andati, e fino alla giornata della Natività di Gesù, nel Santuario di Santo Stefano, patrono della comunità e protomartire della cristianità.

di Geo (Foto di Carmine Montella)

Avellino. Pietro Foglia, politico del dialogo e del fare: servire le comunità nella prospettiva della crescita civile

Grande partecipazione alla cerimonia d’intitolazione della Sala del Consiglio provinciale di palazzo Caracciolo alla sua testimonianza di attivo impegno civile.

Un tributo di unanime e schietto riconoscimento umano e sociale, senza svolazzi d’inutile e banale retorica, nel rivisitare la dimensione più autentica e veritiera possibile di Pietro Foglia, politico e uomo delle istituzioni; dimensione che ha vissuto con calda passione, sicura caratura culturale, e con tanta curiosità e amore di conoscenza, coniugandola  con quella dell’attività professionale di ingegnere sia nei Centri di progettazione di aziende aeronautiche internazionali – con importanti e proficue esperienze maturate anche negli States – sia nei ruoli dirigenziali esercitati con rigore e da affidabile  civil servant  nelle articolazioni territoriali della Cassa del Mezzogiorno, diventata Agensud, segnatamente nella programmazione degli interventi di ricostruzione abitativa e per gli insediamenti produttivi in Irpinia negli anni del dopo-terremoto dell’ 80 . Due dimensioni correlate, in cui era fervidamente calato, vivendole in pieno con intensità d’impegno e studio, per puntare sull’agire  efficace e con coerenza di metodo verso gli obiettivi prefigurati. 

Un tributo meritato reso a Pietro Foglia,  ch’è stato presidente del Consiglio regionale della Campania, per la cerimonia d’intitolazione alla sua memoria della Sala del Consiglio provinciale di Avellino, a palazzo Caracciolo; cerimonia per il cui svolgimento s’è reso necessario l’utilizzo della Sala “Giovanni Grasso” per la grande e commossa partecipazione di familiari, con la moglie Lucia e le figlie Amalia e Antonia, amici, tanti sindaci ed amministratori dei Comuni d’Irpinia e rappresentanze istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio regionale, Rosetta DAmelio, i consiglieri regionali Stefano Caldoro, Maurizio Petracca, Pasquale Sommese e consiglieri provinciali, tra cui  Caterina Lengua, Rosanna Repole e Franco Di Cecilia.

La politica dell’ascolto e dell’equilibrio

A introdurre e  coordinare la cerimonia, il presidente della provincia, l’avvocato Domenico Biancardi, sindaco di Avella, profondamente legato a Foglia da vincoli di fraterna amicizia e dalla comune visione della politica senza steccati e pregiudizi di appartenenza, ma attenta alla soluzione dei problemi reali delle comunità e dei territori; politica che si fa riferimento sociale, vivendo di capacità di ascolto e d’interpretazione di bisogni reali e diffusi, a cui dare risposte con scelte ponderate per il presente e di prospettiva per il futuro. Una comunanza di pensare e sentire- per Biancardi– derivante dalle stesse esperienze di amministratori locali, tenendo presente che Foglia è stato, prima, consigliere comunale di minoranza in rappresentanza della Dc e, poi, sindaco di Baiano.

Palesemente commosso, Biancardi, per rappresentare lo spirito d’equilibrio, con cui Foglia interpretava e viveva le funzioni istituzionali, raccontava l’aneddoto del “Presepe”, ricordando la vicenda della programmazione delle politiche per la promozione turistica dei territori, con il riparto dei finanziamenti pubblici del relativo sostegno per le iniziative e manifestazioni da realizzare; programmazione da mettere a punto in Consiglio regionale e per la quale i sindaci dei territori e delle città della Campania con maggiore e ben collaudato appeal, come Pompei, Ercolano, Caserta, SalernoNapoli facendo valere le proprie istanze erano … riusciti, tassello dopo tassello, ad accaparrarsi quasi l’intera dotazione delle risorse economiche disponibili. E il tutto accadeva, mentre  Biancardi, per quanto “insofferente” nel vedere scemare sempre di più le aspettative di Avella e dell’Irpinia,  veniva tenuto a … freno – nelle rimostranze che a più riprese aveva tentato di fare- proprio dal presidente Foglia, che, a discussione quasi conclusa e con il riparto ormai evaporato, lasciando l’intera Irpinia con le pive nel sacco, tirò fuori – tra il brusco e il lusco, come dire tra il serio e il faceto- la storia del Presepe.

E’ la storia- fece rilevare- per la quale le anime e gli interpreti del Presepe non sono soltanto Gesù, Giuseppe e Maria, ai quali va tanta venerazione e  incommensurabile rispetto, ma anche tanti altri personaggi che ravvivano e rendono degna del significato comunitario che le è peculiare  l’intera scenografia del Presepe. Sono i personaggi, senza i quali il Presepe è –  concluse Foglia, nel vivo ricordo di Biancardi– un insieme … vuoto. L’antifona era chiara, il messaggio eloquente. Risultato: il ribaltamento delle … pedine che già occupavano lo scacchiere, per realizzare, invece, un riparto più equo e attento a tutti i territori della Campania, senza figli “vinciuti”, secondo il linguaggio nostrano, e “vincenti”, da un lato, e  figliastri … i vinti per sempre, dall’altro.

Dall’on.le Stefano Caldoro, già presidente della Regione – Campania, di Pietro Foglia era tracciato,invece, il profilo dell’uomo con spiccato senso delle Istituzioni, scrupoloso nello studio delle problematiche e nella progettualità di risoluzione,facendo leva su valide e qualificate competenze tecnico-amministrative e giuridiche e legali, avvalendosi del pragmatismo e dell’autorevolezza che lo connotavano. E si ricorderà che con Caldoro presidente, Foglia ha presieduto la commissione regionale per le politiche agrarie, prima di approdare alla presidenza del Consiglio regionale.

Intimo e familiare, era il quadro  che di Pietro Foglia, padre affettuoso e protettivo, delineava la figlia, Amalia, che nel volto tanto ricorda l’ovale della nonna materna,  donna Amalia, affabile, laboriosa e cortese. Una calda e commossa testimonianza, per sottolineare l’amore che il padre- di cui segue la scia nella professione di ingegnere- aveva per la “sua” Baiano, in cui sono saldamente ancorate le radici della famiglia Foglia, con l’avo Geremia Foglia , primo sindaco di Baiano nell’ Italia dell’Unità nazionale.

di Geo

Nola. Omaggio ad Aldo Masullo: presentata nella Biblioteca del “Carducci” la Rassegna – stampa curata da Luigi Fusco e pubblicata dal Centro di studi e documentazione “Alcide De Gasperi”

L’anno ha imboccato il tratto finale ed è balzato in primo piano con la consueta puntualità  l’appuntamento con la tradizionale Rassegnastampa, curata con certosina cura e impegno da Luigi Fusco, appassionato cultore di cronache e storie locali; appuntamento che figura per lunga e consolidata consuetudine nell’agenda della vita cittadina e che consegna all’opinione pubblica e alla comunità un  interessante contenitore informativo per una rapida e comoda consultazione su fatti, vicende e, in modo particolare, uomini strettamente legati a Nola e a tutto ciò che la città rappresenta- ed ha rappresentato- per la quotidianità del vivere e delle esperienze esistenziali che vi hanno maturato. La Rassegna viene pubblicata nell’ambito delle attività ed iniziative promosse e realizzate in costante continuità dal Centro studi e documentazione “Alcide De Gasperi”, fondato dal compianto senatore Vincenzo Meo, docente alla Facoltà dArchitettura della Federico II e figura di rilievo nella scena politica dell’area metropolitana di Napoli tra gli anni  ’70 e ’90. Un ideale luogo d’incontro, in cui la città si riconosce e riflette attraverso i segni che attestano i valori, con cui  evolve e progredisce la convivenza sociale.

Ispirata, di anno in anno, a personalità e uomini di pensiero che con la loro azione ed opere sono significativi e autorevoli testimonial della città e del territorio, la Rassegnastampa si propone come un’articolata ed esaustiva selezione di testi e saggi- pubblicati su giornali e riviste con diffusione non solo locale e regionale, ma anche nazionale e internazionale- incentrati sul racconto sia dell’attività delle stesse personalità che del loro ruolo nel mondo della cultura. Una Rassegna monotematica che fissa profili utili con elementi indicativi del mondo delle figure, a cui  il Centro studi e Luigi Fusco  rendono onore e omaggio, quale riconoscimento d’identità e di merito.

La Rassegna2019, presentata nella Biblioteca del Liceo classico “Giosuè Carducci”, è un’autentica e pregevole strenna natalizia interamente dedicata ad Aldo Masullo, fine pensatore e autore; una strenna, da conservare sia per i contenuti, al di là dei dati cronachistici strettamente intesi, sia per l’eccellenza dell’ impaginazione e della vesta grafica con cui si propone. Una lunga e intensa traiettoria di articoli e saggi che “parlano” – con ricchezza e varietà di angolature visuali-  di Aldo Masullo, facendo emergere compiutamente il  senso della sua attiva e proficua presenza nel dibattito culturale e nel discorso eticocivile così come si è dipanato in Italia dal 1996 al 2019, un arco di tempo lungo e di transizione, dalle generazioni millennials e alle generazioni della rivoluzione digitale del XXI secolo che corre veloce. Una fase di transizione epocale della condizione delle società e dell’uomo, a fronte della quale l’attiva e feconda presenza d’interlocuzione  di Masullo si è articolata e sviluppata con perspicacia di pensiero ed incisività d’analisi su cruciali problematiche politiche e sociali, oltre che di costume. Un’attenzione meditata e rischiarata dalla lucida razionalità e  dal bel linguaggio argomentativo che sono il tratto distintivo del pensatore.

A conferire particolare valenza alla presentazione della Rassegna, il messaggio bene augurale all’iniziativa del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la lettera di commosso ringraziamento di Aldo Masullo. E, intanto, è già …. in fase di composizione la  Rassegna monotematica, edizione 2020. Un impegno di … lavoro annunciato da Luigi Fusco. Sarà dedicata a monsignor Beniamino Depalma – padre Beniamino dell’Ordine dei Vincenziani che ha guidato la Diocesi nolana per circa venti anni, a cavallo del XX e XXI secolo, affidando ai territori e alle comunità diocesane un’impronta di azione pastorale, connotata da forte spirito evangelico e di carità cristiana.

di Geo

Baiano. Scelto il Maio-2019, al “Casone” il sindaco Montanaro scopre la targa in memoria di Angelantonio Candela, testimonial della storia dei “mannesi” del territorio

Giornata di pioggia con la classica atmosfera d’uggioso autunno, attraversata da lievi venature di frizzante e schietto freddo, quella dedicata al rito della scelta del Maio2019, ad un mese dalla celebrazione  dell’antico evento di cui è Attore e Protagonista assoluto e che si rinnova di anno in anno con lo scenario di fondo immutato e per nulla mutevole nell’essenzialità che soltanto  Madre Natura conosce e concede senza ingannevoli orpelli, fronzoli da tarocco e svolazzi effimeri. E’ l’evento, il cui Mito, da disincantato e verace  genius loci vive e alberga tra i generosi e folti castagneti dei boschi d’Arciano con cui ama dialogare e si sente sicuro.

E la scelta, compiuta dall’allegra compagnia di giovani e giovanissimi con la … guida esperta dei cultori della vita boschiva, è “caduta”  sul castagno alto 15 metri e poco più che ventenne, che sarà ben preso rimpiazzato con la messa a dimora di un altro albero della stessa specie. E’ il CastagnoMaio che … occuperà il palcoscenico itinerante della Festa del 25 dicembre, calando a valle sulle scie dei sentieri d’Arciano, per attraversare tra ali di popolo plaudente il lungo tratto  della Via Nazionale delle Puglie- ‘a via Nova del secolo scorso- e il corso Garibaldi, per approdare “ ‘ncoppa ’o stradonee Santo Stefano” e vivere l’Alzata verso il cielo, compiuta con un laborioso gioco di funi e forza di braccia.

La particolarità e l’attesa dell’evento si sono incrociate e intrecciate con un altro significativo evento, quello dello scoprimento della Targa memoriale, con cui l’associazione Maio Santo Stefano, ha reso omaggio ad Angelantonio Candela, onorando attraverso la sua figura tutti i “mannesi”, i Maestri d’accetta dell’intero territorio,  artigiani di un nobile e duro Mestiere che ormai non si conosce né si esercita più. Lavoratori ed emigranti, i “mannesi” – spesso in “compagnie” nei boschi di tutte le regioni italiane, oltre che in Francia e Germania – hanno scritto e vissuto in pieno sia l’etica della fatica onesta, dell’amore  per la famiglia e le comunità d’appartenenza, sia la tradizione dei Mai, così come si vive ad Avella, Baiano, Sperone, Sirignano, Quadrelle e Mugnano del Cardinale. Applicata sulla facciata del “Casone”, l’imponente complesso espressione di edilizia rurale \ montana, luogo d’incontro e ospitalità per gli escursionisti d’ Arciano – e sono tanti, con notevole incremento di presenze, quando è tempo di raccolta di castagne e siamo ad un chilometro dal casello autostradale- era il sindaco Enrico Montanaro a dare la lettura della Targa, dopo lo scoprimento eseguito dal presidente dell’associazione promotrice dell’iniziativa, Stefano Guerriero.

A seguire, all’interno del “Casone”, l’intervento di Gennaro Casoria, segretario dell’associazione Maio Santo Stefano, per illustrare il significato della dedica della Targa a Mast’Angelantonio. E poi spazio alla … galleria  dei ricordi, incentrati sui “mannesi” e Angelantonio e, neanche a dirlo, sulla storia del Maio cittadino, attraverso la compiuta rivisitazione del professore Carmine Montella, che citava, tra l’altro, la celebrazione della Festa del  Maio fatta negli anni 60 in … trasferta, nell’ospitale e cortese Avella, essendo stati aggrediti- i castagneti d’Arciano dall’insetto che ne cancellò la produzione del tempo. E la girandola dei ricordi s’arricchiva con le belle e emozionanti testimonianze sciorinate da Stefano Napolitano, Nicola Colucci,oltre che dall’assessora Antonella Crisci, dal sindaco Montanaro e Stefano Guerriero.

di Geo

Ed ecco i testi della Targa e dell’intervento di Gennaro Casoria:

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Ed ecco il testo della dedicazione in ricordo del Maestro d’Accetta, testimonial di quello che è stato il mondo sociale dei “mannesi” e dell’etica del lavoro che esprimeva sui territori nazionali e all’estero.

…. alla memoria di Angelantonio Candela, simbolica testimonianza della lunga storia  di cui sono stati protagonisti i “mannesi”, Maestri dAccetta, lavorando per una vita di dura e logorante fatica non solo nei boschi della Campania, ma anche del vasto bacino del Mediterraneo, il Grande mare sulle cui sponde vivono da sempre popoli ed etnie di profonde e millenarie radici, le cui culture hanno concorso e concorrono all’evoluzione dell’umana civiltà.  

….. emigrante per lavoro in Francia e in Germania, Angelantonio Candela, è stato  l’ultimo e forte depositario della nobile e secolare tradizione artigiana dei “mannesi” del territorio. Un’operosità tenace e quotidiana vissuta fin da ragazzo nei boschi dell’ Alta Irpinia, della Campania intera e della Calabria, del Massiccio del Partenio e della “sua”  Arciano, il Monte dove trionfano i castagneti, da cui si seleziona il Maio dell’antico culto che rende l’omaggio d’annata alla Natura  e che da saggio ed esperto decano dell’arte deimannesi” onorava “ogni”  25 dicembre, nella Festa che coinvolge la passione, le emozioni e il cuore della comunità  cittadina.

Socievole e comunicativo, Mast’ Angelantonio è stato un solerte amministratore comunale ed un attivo ambientalista. Una vita di lavoro e un commendevole stile di comportamenti  che ne segnano il retaggio esemplare affidato soprattutto alle giovani generazioni

L’ Associazione Maio di Santo Stefano si onora di dedicare la presente targa memoriale nel complesso di edilizia montana del “Casone”, che rappresenta il luogo d’incontro e ospitalità della comunità baianese, per la quale i boschi dArciano per secoli sono stati fonte di lavoro e di vita materiale.

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Intervento di Gennaro Casoria, segretario dell’Associazione Maio Santo Stefano

E’ una mattinata speciale, quella che stiamo vivendo. E’ la mattinata che coincide con il rito della tradizione per la scelta dell’ Albero del Maio, l’alto e robusto Albero di Castagno  che  rappresenta la bellezza e il fascino dei verdeggianti boschi d’Arciano, ma soprattutto l’Albero protagonista della Festa del 25 dicembre, che a Baiano si ripete di anno in anno; Festa secolare- e popolare- nel cui ciclo si rinnova la continuità di vita della comunità cittadina. E’ la continuità, in cui  la devozione religiosa verso Santo Stefano – Patrono della comunità e Protomartire della Cristianità- s’incontra e fonde con l’antico culto arboreo del Maio, testimonianza d’amore per la Natura.

E’ una mattinata speciale, che ci vede tutti riuniti, come per gioiosa usanza e felice consuetudine con spirito di amicizia, in un luogo altamente significativo per la Festa del Maio, qual è quello del piazzale, su cui si affaccia imponente il Casone, preziosa e sobria espressione di edilizia  rurale e montana. E va detto che il piazzale e il Casone sono splendidi punti d’incontro ristoratore di calda accoglienza per i tanti che nei boschi d’Arciano   vivono le loro attività di lavoro – particolarmente diffuse e praticate per un ampio ventaglio di mestieri nel passato- ma anche di tanti escursionisti che amano la montagna e le atmosfere rasserenanti dei boschi. E da anni sia il piazzale che il Casone costituiscono la festosa base logistica del Campus,  in cui nei mesi estivi si ritrovano centinaia di ragazzi e ragazze vivendo i loro giochi all’aperto e le attività formative loro dedicate.

E’, quella odierna, una mattinata davvero speciale, perché dedicata allo scoprimento della Targa in memoria di Angelantonio Candela, Mast’Angelantonio, recentemente scomparso. E’ l’omaggio che tutti noi dell’Associazione Maio Santo Stefano, con il presidente Stefano Guerriero, e con il patrocinio morale sia dell’amministrazione comunale che del Comitato della Festa del Maio, abbiamo inteso dedicargli. Un attestato all’uomo operoso, Maestro d’Accetta, a cui si rende onore, quale testimone della grande tradizione di lavoro, rappresentata dai mannesi, di cui è stato decano. E con la figura di Mast’Angelantonio intendiamo onorare tutti i mannesi del territorio intercomunale attraversato dall’ideale Via dei Mai, da Sirignano a Baiano, da Mugnano del Cardinale ad Avella, da Quadrelle a Sperone; grandi lavoratori e spesso anche migranti in terra di Francia e Germania, i mannesi sono gli artefici non solo della cultura delle buone relazioni sociali e dell’amore per la Natura e l’Ambiente, ma anche di quella cultura dell’onesto lavoro che è un retaggio affidato alle nuove generazioni, affinché lo facciano proprio, vivendolo.

E’ un riconoscimento dovuto e doveroso che rendiamo a tutti i mannesi, nella cui storia umana c’è tanta parte delle Feste dei Mai che si celebrano sul territorio; ed è storia condivisa con i protagonisti degli antichi mestieri del cestaio, del carbonaio, delle raccoglitrici di fascine, di produttori di calce, dei falegnami,dei tanti piccoli imprenditori dediti al commercio dei materiali lignei. Un piccolo, grande mondo che ruotava intorno ai boschi d’Arciano e dell’intera fascia dei Monti Avella.

Grazie a tutti.

Sperone. Fusione intercomunale, corsia libera: scelta strategica per le prospettive di crescita socio-territoriale

Il sindaco Marco Santo Alaia e il capogruppo di minoranza, Franco Vittoria protagonisti di incisivi interventi giuridicoamministrativi e di attenta analisi politica. Urbanistica con visione unitaria di città, potenziamento dei servizi, opere pubbliche con adeguati standard di qualità e funzionalità per una popolazione di 30 mila abitanti:alcuni dei temi di confronto e condivisione.

… e tre.

Alle delibere votate nei mesi scorsi  all’unanimità dai civici consessi di Avella e Baiano, per realizzare il progetto della fusione intercomunale, si aggiunge il voto unanime del civico consesso di Sperone. E su questa scia- per il verso favorevole o meno- si attendono le scelte ufficiali che faranno i civici consessi di Mugnano del Cardinale, Sirignano e Quadrelle, anche se quest’ultimo delibererà, dopo la tornata delle amministrative di primavera prossima per il rinnovo degli organi elettivi. E’ un altro significativo tassello, che viene fissato nel prospetto dell’ unitarietà socio-politica del territorio a ridosso della rilevante mobilitazione dell’opinione pubblica e delle comunità cittadine, tradotta nell’importante dimostrazione di coesione civile e amministrativa, fornita per la conservazione e il potenziamento della tratta ferroviaria della NolaBaiano dell’exCircumvesuviana, scongiurandone con vigore – almeno allo stato attuale- la dismissione, che sembrava dietro … l’angolo, dopo l’avventata e “autoritaria” decisione della RegioneCampania, ignorando le istanze delle comunità, afferenti alla tratta da Cimitile a Camposano,da Cicciano a Roccarainola, da Sperone e Avella a Baiano; una grave penalizzazione, che avrebbe fatto compiere un salto a ritroso negli anni ’80  dell’ 800, quando i treni della Circum con la classica livrea in color bianco e granata per la prima volta – era il 1885 e procedevano a scartamento ridotto, mentre l’elettrificazione sarebbe arrivata negli anni ’30 del secolo scorso- cominciarono a sbucare all’altezza del “curvone” della  strada provinciale in terra battuta della BaianoAvella, per infilare la dirittura della stazione terminale dell’allora piazza Mercato,poi piazza IV Novembre. E’ la dimostrazione di coesione che  “parla” in tutta evidenza sul piano istituzionale con gli  specifici e ben argomentati documenti votati all’unanimità sia dal civico consesso di Baiano, recependo la mozione del gruppo di minoranza “Io ci credo”, sia dalla Giunta dell’ Unione intercomunale.

Progetto da realizzare senza indugi

In realtà, il voto espresso con dalla civica amministrazione, guidata dal sindaco Marco Santo Alaia  si fa “leggere”  su distinti piani d’interpretazione, ma tutti convergenti sull’ ideaguida del progetto senza alcun dubbio e riserva; una convergenza, per la quale si può affermare e scrivere che Sperone è già pronto a concretizzare- attraverso la via referendaria- una sola entità amministrativa con i Comuni che siano disponibili a renderla operativa con la condivisa volontà dei cittadini. E balza in primo piano il senso del motto … hic Rodus , hic salta, reso ben chiaro e senza mezzi termini. Come dire: questa è la sfida che interpella e chiama in causa Comuni e cittadini, e spetta loro affrontarla e superarla con spirito di responsabilità e la necessaria dose di pragmatismo, avendo una visione complessiva e generale del territorio e del suo futuro, al di là di localismi e deteriori particolarismi banalmente inutili, socialmente dannosi e pericolosi. Di fatto, Sperone è sulla corsia di battuta e slancio per spiccare… il salto di qualità e di strategia politica ed amministrativa- come ha affermato il capo gruppo della minoranza Franco Vittoria in un passaggio del suo intervento- per quanto si alzi l’asticella migliorativa della realtà sociale e produttiva dell’area.

Territorialità e comunità, il senso del futuro

L’unitarietà che fa forza politica e rappresentanza sociale

Elemento unificante, nelle puntuali e ben articolate riflessioni di Alaia e Vittoria il legame territorialità e comunità; legame particolarmente caro al presidente della provincia di Avellino, Domenico Biancardi, sindaco di Avella, oltre che di Enrico Montanaro, sindaco di Baiano, e di Alessandro Napolitano, sindaco di Mugnano del Cardinale, facendo leva sulle legislazioni di carattere  regionale, nazionale e soprattutto comunitarie europee, che promuovo e sostengono con incentivazioni mirate i progetti di unificazione dei Comuni nella forma di accorpamento e fusione, oltre che nell’associazionismo nei servizi. 

In particolare, Alaia nel prospettare le ragioni, che impongono di programmare la governance del territorio con l’ormai irrinunciabile esigenza del piano urbanistico intercomunale, evidenziava l’attuale inadeguatezza di capacità d’indebitamento di ciascuno dei sei Comuni dell’Unione, per poter prevedere la realizzazione di opere pubbliche con standard di qualità e di ricettività per una comunità di 30 mila abitanti;  un’inadeguatezza che si supera senza difficoltà con l’ entità amministrativa unica, che è per se stessa in grado di progettare opere pubbliche per congrui standard, acquisendo finanziamenti significativi a costi contenuti o a costo-zero. E sotto quest’ ultimo profilo Alaia si soffermava sull’impiantistica sportiva sostenuta con rilevanti finanziamenti del Coni e statali, dando rilievo alla sostanziale differenza strutturale, per servizi e ricettività, che corre tra il Palasport “Picciocchi” e il PalaDelMauro di Avellino, il primo dedicato a eventi e campionati di carattere provinciale e regionale, il secondo ad eventi, tornei e campionati di caratura nazionale e internazionale. E’ la differenza fatta dalla diversa dimensione demografica della popolazione residente di Baiano, con meno di 5 mila abitanti, e di quella del capoluogo d’Irpinia, con oltre 50 mila abitanti. E discorso analogo si propone per la piscina “La Sirenetta” ch’è di proprietà del Comune di Sirignano che pure assolve un ruolo sociale e sportivo importante, ma che dovrebbe disporre di corsie-vasca di cinquanta metri per  realizzare l’optimum  di attrattiva  secondo standard olimpici. E sempre per analogia, il discorso vale per i campi sportivi di calcio dell’area, attualmente sei, senza che nessuno sia omologato né omologabile per manifestazioni di alta caratura e valenza attrattiva. Sono dati che nella loro linearità di semplici esempi avvalorano il progettoFusione, anche se per Alaia, può restare in … campo l’ Unione, purché si concretizzi nell’associazionismo dei servizi, obiettivo finora mancato e dovevano riguardare nel giro di un biennio la polizia municipale,la protezione civile, il catasto e l’ edilizia scolastica. Due scacchiere, di cui valersi con spirito pragmatico o- se si vuole- di finezza giuridica ed amministrativa, che Alaia tiene aperte, purché si agisca. 

Discorso largamente condiviso da Vittoria, che si soffermava in specifico sull’importanza da conferire al territorio della Comunità del Baianese e dell’Alto Clanio una congrua rappresentanza politica nelle articolazioni delle assemblee elettive regionali, nazionali e comunitari europee,focalizzando tutti gli aspetti positivi che possono far decollare e attuare il progetto della Fusione intercomunale, con la razionalizzazione e la qualità delle spese, oltre che con i corrispondenti contenimenti della fiscalità locale. Un percorso ch’è in grado di favorire la capillare diffusione dei servizi sociali per lo sviluppo della Comunità, dalla scuola alla sanità e ai trasporti; servizi, che, associati con le infrastrutture, valorizzano il territorio.

di Geo

Nola-Baiano. Stop alla Metro leggera, sì al potenziamento della mobilità pubblica

Valle caudinaValle dellAlto Clanio-Vallo di Lauro in collegamento con l’allestimento dell’hub nel terminale della Circum a piazza IV Novembre nel ridisegno delle infrastrutture di trasporto per l’Irpinia programmato dall’amministrazione provinciale, presieduta dall’avvocato Domenico Biancardi, sindaco di Avella.

Infrastrutture e funzioni, un rapporto di stretta reversibilità, con cui si connotano i territori nei ruoli di attrattori. E quanto maggiore  e migliore per efficienza e qualità è la dotazione delle infrastrutture, tanto più si apre il ventaglio delle funzioni dei territori, favorendo la formazione di opportunità e condizioni per la crescita sociale e lo sviluppo produttivo delle comunità. Un principio di buon senso comune e  di semplice alfabetizzazione per le politiche economiche.

E’ il principio che ha catalizzato l’incontro, svoltosi nel Palazzo della RegioneCampania,nel Centro direzionale a Napoli, per fare il punto sulla realizzazione del progetto della Metro leggera con la cosiddetta tranvia veloce in sostituzione dell’esistente tratta ferroviaria della NolaBaiano dell’ex-Circumvesuviana; un incontro, di cui sono stati protagonisti, da un lato, il presidente della commissione regionale per i trasporti, Luca Cascone, e Umberto De Gregorio, amministratore delegato dell’Ente autonomo Volturno che gestisce l’ex- Circumvesuviana, e dall’altro lato, i sindaci e i loro delegati di Nola, Cimitile, Camposano, Cicciano, Roccarainola, Sperone, Avella e Baiano, afferenti alla tratta ferroviaria, destinata ad essere dismessa di fatto, per essere “sostituita” da una generica Metro leggera … in tranvia veloce, per un investimento di 32 milioni e 260 mila euro di risorse comunitarie europee. Un progetto, che suscitato diffuse perplessità,riserve e dubbi, fin dallo scorso aprile, quando sono state messe in circolo le prime indiscrezioni che ne prospettavano gli obiettivi, con la dismissione dell’attuale tratta che si sviluppa per meno di quindici chilometri, con sette stazioni, incluse le terminali di Nola e Baiano da sostituire con 19 fermate \ stazioni su un tracciato indeterminato e puramente indicativo, collegato con le aree di pertinenza con la tratta ferroviaria da rimuovere. Un progetto rientrato e accantonato proprio alla luce dell’esito dell’incontro interistituzionale, non solo per le evidenti incongruenze da cui era caratterizzato e focalizzate da  sindaci e amministratori intervenuti nel dibattito, ma anche e soprattutto in aderenza alla correlazione infrastrutturefunzioni la cui espansione è premiante per i territori, rappresentato compiutamente dal presidente della provincia di Avellino, ch’è anche sindaco di Avella, l’avvocato Domenico Biancardi.

E’ la visione di lunga e larga prospettiva che l’ Ente di palazzo Caracciolo ha programmato da tempo per il potenziamento delle infrastrutture del trasporto pubblico per l’Irpinia con i relativi dossier e obiettivi progettuali, già consegnati da Biancardi alla Regione-Campania e direttamente- qualche mese fa- al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte nella visita resa al capoluogo irpino. In pratica, l’intervento del presidente Biancardi si è rivelato efficace e convincente fattore di sintesi e, al contempo, di interpretazione calzante del discorso pubblico sviluppatosi tra gli amministratori dell’Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanio per il potenziamento e il miglioramento dei servizi  dell’attuale tratta Nola-Baiano, incontrando il sostegno e la piena adesione degli altri sindaci e amministratori dell’area nolana; un punto di leva basilare, su cui ha innescato la prospettiva Irpinia di cui una componente essenziale è data dai collegamenti su ferro e su gomma tra la Valle caudina, la Valle dellAlto Clanio e il Vallo di Lauro, in direzione delle aree costiere e di Avellino.

Sono collegamenti di cui il traforo del  Partenio per la distanza di 4 chilometri è elemento di priorità con forte e marcata valenza, con procedura in fase avanzata già con lo studio di fattibilità realizzato e che a gennaio farà registrare un ulteriore passo in avanti. E’ il traforo che connette l’area caudina con le altre due aree, per le quali si apre l’asse di collegamento verso la provincia di Benevento. E’ la prospettiva-Irpinia che riqualifica e rilancia il ruolo dell’attuale stazione Circum di Baiano che diventa il vero e proprio Hub del sistema programmato da palazzo Caracciolo. E’ lo scenario, con cui prospettivaIrpinia guarda alle connessioni con le stazioni dell’ Alta Velocità di Afragola, Napoli e a quella di San Felice a Cancello che sarà in esercizio nel 2022; scenario, illustrato con incisiva determinazione dal presidente Biancardi e che, a sua volta, è parte integrante della documentata e ben strutturata mozione elaborata dal gruppo consiliare “Io ci credo” ed approvata all’unanimità dal civico consesso di Baiano.

Partita chiusa, quella della Metro leggera, definita inutile, costosa e dannosa    nel documentato e coraggioso intervento-relazione dell’ingegnere Giuseppe Nappi, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Comiziano? Certamente sì, allo stato attuale. Ma resta ferma l’azione che le amministrazioni comunali devono volere e saper svolgere di concerto verso l’Eav  -società di servizio della Regione Campania- per il rispetto degli impegni, in ordine al potenziamento dei servizi sulla tratta ferroviaria sotto esame. E’ l’unico metodo per recuperare dignità d’azienda gestita nella normalità e convalidare la missione di essere portatrice di servizio pubblico reale. Percorsi praticabili, dopo il risanamento economico condotto a termine, grazie ai 600 milioni di euro messi cash sul … piatto nel 2017 dal governo nazionale, premier Renzi. E senza dire degli investimenti cospicui con cui l’Unione europea finanzia i programmi  e le opere del settore trasporti, funzionali alla coesione sociale ed economico-produttiva dei territori.

di Geo

Con l’Hub e la Metro leggera, lo stop alla tratta ferroviaria Nola-Baiano è “servito”

Approvato dalla Giunta comunale di Nola, lo schema del protocollo d’intesa relativo al progetto per l’allestimento dell’hub dell’ex-Circumvesuviana nella città bruniana e per il potenziamento e miglioramento del sistema dei trasporti nell’area nolanobaianese; progetto da attuare con l’investimento di risorse economiche – pari a 32 milioni e 260 mila euro – destinate dall’Unione europea al Programma operativo comunitario della Regione Campania, per il settennato 2014\2020.

Lo schema di protocollo, messo a punto dai competenti uffici della RegioneCampania è stato inviato, com’è noto, il primo ottobre ai Comuni di Nola, Cimitile, Camposano, Cicciano, Roccarainola, Avella e Baiano – ma con l’inspiegabile assenza del Comune di Sperone nel cui territorio, invece, ricade la stazione di Avella – per la presa d’atto con la connessa e predisposta delibera d’approvazione delle rispettive Giunte e conseguente delega ai sindaci per la sottoscrizione, insieme con le rappresentanze della Regione Campania e dell’Eav, dell’atto finale per la “cantierizzazione” dell’intervento programmato. E’ un intervento, del quale è disponibile lo studio di fattibilità che si deve all’Ente autonomo Volturno, soggetto attuatore del progetto, che contempla l’allestimento dell’hub, funzionale alla Metro leggera, sostitutiva di fatto dell’attuale tratta ferroviaria NolaBaiano, con la soppressione dei 14 passaggi a livello da cui è segnata per un tracciato di circa 15 chilometri e che rappresentano “significative interferenze” nell’assetto urbanistico del territorio.

Al progetto prospettato dal protocollo d’intesa non è allegata, però, la planimetria del tracciato destinato alla Metro leggera indicato, tuttavia, in linea di massima con la generica previsione di 19 fermate\stazioni, rispetto alle attuali 7 stazioni, includendo quelle di Nola e Baiano; tracciato generico che segue la direttrice della tratta ferroviaria da rimuovere, per aprirsi a diramazioni  verso le aree contigue. 

Dopo il “via libera” della Giunta comunale di Nola, si apprestano a deliberare le altre Giunte comunali interessate, facendo proprio o meno il protocollo d’intesa formulato dalla Regione Campania.

di Geo

Baiano, tra Eremo e Cielo_Concorso nazionale di poesia: en plein di adesioni. Cento autori di tutte le regioni del Sud, oltre che del Lazio e della Toscana

Scadeva alla mezza notte di domenica –10 novembre- il termine di partecipazione al Concorso nazionale di poesia, promosso ed organizzato da Stefania Russo – autrice di fine sensibilità e solerte animatrice di iniziative sociali per il “bel verseggiare” – con il patrocinio morale del Comune di Baiano,della prestigiosa e rinomata associazione storico-culturale “I Cavalieri del Giglio” di Nocera Inferiore, della Casa editrice “Il Sigillo” di Eboli e del locale Circolo  L’Incontro. Considerevole e superiore alle più rosee aspettative, il numero delle schede di partecipazione con le correlate composizioni poetiche pervenute agli addetti all’organizzazione dell’importante ed originale manifestazione, alla prima edizione. Un ampio spettro partecipativo che avvalora il profilo nazionale del Concorso, con protagonisti autori di Toscana, Lazio, Umbria, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Campania. Una  varietà di testi, stili e moduli linguistici che rappresenta per la giuria un rilevante impegno, per formulare valutazioni e assegnare riconoscimenti e attestati premiali.

Articolato in quattro sezioni, il logo del Concorso trae ispirazione dai valori della spiritualità e della  simbologia promananti dalle pietre della sobria ed ospitale  architettura del seicentesco Eremo dedicato alla Madonna del Soccorso  che sorge sulla collina di Gesù e Maria ammantata da oliveti, come rasserenante presidio di pace e d’interiore raccoglimento nella meditazione, sano antidoto all’effimera condizione del tempo che corre veloce, e tutto dissolve. 

In specifico,  due sono le  sezioni riservate a composizioni con temi di libera ispirazione, in lingua e in tutti i dialetti d’Italia con le relative traduzioni in lingua; due sono le sezioni dedicate alle composizioni- in lingua e in dialetto regionale con le correlate traduzioni in lingua- che evochino le molteplice sfaccettature dell’ umanità del Medioevo attraverso gli amori, le istituzioni pubbliche, gli usi civili, i costumi e i conflitti sociali, la vita religiose,le guerre.

La cerimonia di premiazione è programmata per il 14 dicembre, nell’Auditorium del  plesso cittadino della Scuola media “Parini” dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”. In agenda, la sfilata in costume d’età medioevale dei Cavalieri del Giglio e lo spettacolo  canoro dell’artista Stefania Siani.

di Geo

Avella. Premio “Galante Colucci”, cantiere aperto per la quarta edizione

Le Gastronomie del “Sud del mondo”, lEconomia del legno e il Castagno simbolo dei boschi del territorio sono al centro del Concorso d’idee per lassegnazione delle artistiche targhe dei Mai d’Argento 2019\2920. La kermesse costituisce la significativa testimonianza dellattiva cooperazione tra la Scuola e il volontariato civico delle associazioni, per promuovere e diffondere la conoscenza del patrimonio storicoculturale, le attività delle piccole imprese, lenogastronomia e larte dolciaria dellarea dellUnione intercomunale del Baianese e dellAlto Clanis.

Cantiere … aperto per la quarta edizione del  Premio intitolato alla memoria di Galante Colucci, operoso e sensibile uomo di scuola, cultore di storia locale con la pubblicazione di interessanti saggi e particolarmente versato sia nella ricerca archeologica sia negli studi mirati sui beni dei patrimoni storici e artistici di Avella e Atripalda, oltre che sportivo di rango con la grande passione per il ciclismo coltivata per tutta la vita, escursionista e ambientalista con profonde conoscenze degli incanti e delle bellezze dei Monti del Parco del Partenio; calibrata sul Concorso didee con tematiche variabili di anno in anno per l’assegnazione premiale delle artistiche e pregevoli targhe dei Mai dArgento – testimonial del patrimonio folcloristico del territorio dell’ Unione intercomunale del Baianese e dellAlto Clanio – la kermesse … in cantiere coinvolge direttamente le giovani generazioni degli Istituti comprensivi statali del territorio ed è aperta anche alla partecipazione di tutti coloro che, al di là dei dati anagrafici, si riconoscano nei valori sociali e nella simbologia dei culti arborei dei Mai, affascinanti espressioni delle tradizioni  popolari e delle attività produttive delle comunità  del bacino del Mediterraneo

E’ il coinvolgimento che segna il proficuo punto di attiva cooperazione e incontro – sui versanti dell’ideazione e programmazione della manifestazione- tra il pianeta Scuola e il volontariato dell’associazionismo civico che con l’edizione 20192020 amplia la sua sfera operativa con le adesioni delle Pro Loco e di altre associazioni del territorio che hanno fatto propria la mission della kermesse, promossa e lanciata nel 2017 dall’Associazione Maio di Santo Stefano e dal Circolo socioculturale L’Incontro”, in sinergia con l’ Associazione Maio di SantElia profeta, sull’asse BaianoSperone. Un mission itinerante per le cerimonie premiali svoltesi nei mesi primaverili, per la prima edizione nell’Auditorium della Scuola media dell’Istituto  “Giovanni XXIII”, a Baiano, per la seconda tornata nell’Auditorium  della Scuola media dell’I.c. Manzoni”, a Mugnano del Cardinale, e per la terza edizione a maggio scorso nella Palestra delle Scuole elementari “Monsignor  Ennio Pulcrano”, a Sperone.

La cerimonia premiale della quarta annata della kermesse è programmata per maggio 2020, ad Avella. E di passaggio va ricordato che nell’ Album di partecipazione e di eccellenza delle tre edizioni del “Colucci” svoltesi finora figurano oltre settecento tra ragazzi e ragazze con la produzione- in gruppo o in singolo- di racconti, saggi brevi, composizioni grafico-pittoriche, poesie, docu-film, video e video-clip, manufatti in cartapesta ispirati dai temi del Concorso dannata, dai Mestieri del Maio ai Boschi bene comune e alla riscoperta e valorizzazione delle  colture tipiche locali sulla scia dell’importante crescita della filiera dell’Arte culinaria e dolciaria del territorio, così come si viene registrando da alcuni anni, grazie alla capacità attrattiva della ristorazione di qualità.

E’ un variegato Album di partecipazione e di eccellenza, con il bel racconto dei sogni e dell’immaginario di tanti ragazzi e ragazze, a cui fa da suggello la pubblicazione di opuscoli tematici, realizzati dalle classi del “Giovanni XXIII” dei plessi di Scuola media  “ Giuseppe Parini”, di Baiano, e “Alda Merini”,di Sperone, con la coordinazione delle professoresse Anna DAvanzo e Rosanna Iandoli. E senza dire della rassegne delle raffinate sculture lignee da collezione cesellate nel proprio super attrezzato laboratorio da quell’autentico artigiano e artista qual è Elia Napolitano– geometra di professione e funzionario dell’ufficio tecnico comunale di Sperone, erede della tradizione familiare scandita da sei generazioni di provetti falegnami-  che hanno illeggiadrito gli appuntamenti del “Colucci”. Un percorso, in cui ad Elia Napolitano si è costantemente affiancato il poliedrico Pio Stefanelli con la magia dell’arte fotografica, il brio delle video-interviste e i  contenuti dei docu-film con cui ha connotato la sua presenza negli itinerari dei Mai dArgento; una presenza da protagonista impreziosita dalla pubblicazione degli utili e dettagliati opuscoli che raccontano delle tradizioni culinarie e dolciarie locali. E per Elia Napolitano e Pio Stefanelli, la partecipazione alla quarta edizione dei  “ Mai dArgento” è scontata ….  

I filoni tematici della nuova edizione del “Colucci” sono correlati con la riscoperta delle “ Gastronomie del Sud del Mondo”, che costituiscono la fondamentale leva portante della  Salvezza del Pianetaterra, l’Economia del legno e il Castagno l’albero simbolo dei boschi del territorio e che identifica il Maio per antonomasia. Sono filoni tematici con storie e visioni di ampio orizzonte, stimolanti e di sicuro interesse, segnatamente quello delle Cucine del Sud del Mondo– che si incrociano sugli assi dall’Africa occidentale allIndia, dal Vietnam alle Filippine; Cucine considerate povere, i cui ingredienti sono stati inseriti dal WWF  nella “Carta dei 50 alimenti del Futuro salutari per le persone e per il Pianeta”.

di Geo

Drammaturgia e società. Armando Punzo e Rossella Menna, in conversazione al Proteatro di Baiano

La Compagnia della Fortezza, quando la sperimentazione di scena e la ricerca artistica fanno lievitare la promozione umana e la cultura pulsante di vita.

Proficua e stimolante, la rivisitazione condotta a tutt’arco sul caleidoscopio  delle molteplici ed eccellenti esperienze di narrazione scenica che il Teatro in carcere viene sviluppando con costante tensione innovativa ed effetti speciali da trentanni ormai, tanto da catalizzare meritate attenzioni e crescenti consensi di critica nel segno delle degli spettacoli della Compagnia della Fortezza, il cui logo identificativo è strettamente correlato con l’omonima ed imponente struttura architettonica d’impronta medicea che  ospita il penitenziario, a Volterra. Una rivisitazione- ambientata nell’ovattata e raccolta atmosfera dei locali del Laboratorio Proteatro, in via Roma, ed animata da proiezioni filmiche con pervasive sonorità  in tema- scandita dai fraseggi del puntuale e acuto dialogo, cui davano impulso con ariosità di idee Armando Punzo,napoletano d’origine e formazione, nato a Cercola, attore, drammaturgo e regista, ma soprattutto versatile ispiratore e fondatore della Compagnia, e la saggista Rossella Menna, originaria di Sperone, giovane drammaturga e studiosa di teatro, laureata nel prestigioso Dipartimento delle arti,musica e spettacolo dellUniversità di Bologna, la città dove lavora, con attivo impegno sia quale redattrice di riviste e webzine di settore, oltre che “firma” di “Doppiozero”, noto periodico di critica teatrale, sia quale  docente di Corsi di alfabetizzazione teatrale. 

L’ampio respiro e la lunga linea d’orizzonte del dialogo esplicativo- con l’efficace contrappunto della lettura di brani estratti proprio dal testo della conversazione di Armando Punzo con Rossella Menna, pubblicato da luca sossella editore ed intitolato Un’idea più grande di me”-   facevano risaltare  i punti focali del progetto della Compagnia della Fortezza, la cui stella polare coniuga i valori della promozione e del  riscatto civile con quel vigore intellettivo che riesce a trasmette e infondere da sempre il teatro raccontando il mondo, gli uomini e le donne nei loro sogni e nelle loro inquietudini, veicolandone, al contempo, la conoscenza ch’è anche e soprattutto riscoperta di sé. 

E’ un vero e autentico work in progress, quello che la Compagnia con bello spirito di coesione vive e attua nel Laboratorio della Fortezza, per preparare e allestire  gli spettacoli che reca in tournèe e rassegne nei più svariati contesti d’ambientazione e pubblico nelle città  del Centro come del Nord e del Sud. E siamo di fronte ad una meticolosa filiera di produzioni artistiche ch’è anche una complessa macchina di lavoro regolarmente remunerato a tutti i componenti della Compagnia della Fortezza; una filiera resa concreta e realizzabile, grazie ai supporti istituzionali della RegioneToscana, della Provincia di Pisa, dell’amministrazione comunale di Volterra, nel quadro delle sinergie con il Ministero di Giustizia

All’articolato progetto fanno da lievito e anima i linguaggi e i temi che rendono viva e palpitante la narrazione dell’umano e del reale mai identici con se stessi né scontati nella loro incalzante mutevolezza, attingendo in larga misura al teatro di  Genet, Brown, Becket, Shakespeare, Wiess, Rabelais,Pessoa, Brecht  e via seguendo sulle tracce delle più espressive e pregnanti testimonianze della drammaturgia moderna e contemporanea, ma anche con incursioni nell’Eneide di Virgilio e nell’ Orlando furioso di Ariosto. E’ un’originale e straordinaria realtà, il Teatro nel carcere,  che la Compagnia costruisce nel proprio Laboratorio di formazione culturale con applicazione appassionata e impegno metodico; un’azione, per la quale si genera la trasformazione dei detenuti in attori o, meglio ancora, diventano detenutiattori, tout court. E proprio per evidenziare il processo di trasformazione che viene dispiegato nella rappresentazione sul palcoscenico, la dizione detenutiattori è la più congrua di significato  sia nella visione del drammaturgo napoletano che nelle dinamiche della Compagnia; è la dizione che serve a sottolineare come nell’assumere e far propria la connotazione attoriale i detenuti si proiettino simbolicamente al di del recintocella, del recintocarcere, per dare vita e forme alle identità delle personepersonaggi da interpretare. E’ il meccanismo della trasformabilità– particolarmente marcato da Punzo– che incide sulle persone, come sulle cose e sul mondo, dandone “altre” letture da distinti e nuove angolature di vista; trasformabilità che dà il senso della libertà e delle tante opzioni praticabili per la dignità del vivere. 

E’ del tutto convincente la concezione dell’arte teatrale che Armando Punzo è venuto maturando in tutti questi anni di esperienza con la Compagnia della Fortezza  e che la conversazione con Rossella Menna ha fatto emergere;  concezione di cui una compiuta testimonianza si ritrova negli spettacoli allestiti dalla Compagnia, per rappresentare opere, di cui il drammaturgo napoletano-toscano è autore, tra cui spiccano “I Pescecani ovvero quello che resta di Bertolt Brecht”, “Romeo e Giulietta. Mercuzio non vuole morire”, “ Santo Genet, commediante e martire”, “Pinocchio. Lo spettacolo della ragione”, “P.P. Pasolini ovvero elogio al disimpegno”, “Budini, capretti, capponi e grassi signori ovvero la scuola dei buffoni”.

di Geo

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