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Archivio per la categoria “riceviamo e pubblichiamo”

Baiano, tra Eremo e Cielo_Concorso nazionale di poesia: en plein di adesioni. Cento autori di tutte le regioni del Sud, oltre che del Lazio e della Toscana

Scadeva alla mezza notte di domenica –10 novembre- il termine di partecipazione al Concorso nazionale di poesia, promosso ed organizzato da Stefania Russo – autrice di fine sensibilità e solerte animatrice di iniziative sociali per il “bel verseggiare” – con il patrocinio morale del Comune di Baiano,della prestigiosa e rinomata associazione storico-culturale “I Cavalieri del Giglio” di Nocera Inferiore, della Casa editrice “Il Sigillo” di Eboli e del locale Circolo  L’Incontro. Considerevole e superiore alle più rosee aspettative, il numero delle schede di partecipazione con le correlate composizioni poetiche pervenute agli addetti all’organizzazione dell’importante ed originale manifestazione, alla prima edizione. Un ampio spettro partecipativo che avvalora il profilo nazionale del Concorso, con protagonisti autori di Toscana, Lazio, Umbria, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Campania. Una  varietà di testi, stili e moduli linguistici che rappresenta per la giuria un rilevante impegno, per formulare valutazioni e assegnare riconoscimenti e attestati premiali.

Articolato in quattro sezioni, il logo del Concorso trae ispirazione dai valori della spiritualità e della  simbologia promananti dalle pietre della sobria ed ospitale  architettura del seicentesco Eremo dedicato alla Madonna del Soccorso  che sorge sulla collina di Gesù e Maria ammantata da oliveti, come rasserenante presidio di pace e d’interiore raccoglimento nella meditazione, sano antidoto all’effimera condizione del tempo che corre veloce, e tutto dissolve. 

In specifico,  due sono le  sezioni riservate a composizioni con temi di libera ispirazione, in lingua e in tutti i dialetti d’Italia con le relative traduzioni in lingua; due sono le sezioni dedicate alle composizioni- in lingua e in dialetto regionale con le correlate traduzioni in lingua- che evochino le molteplice sfaccettature dell’ umanità del Medioevo attraverso gli amori, le istituzioni pubbliche, gli usi civili, i costumi e i conflitti sociali, la vita religiose,le guerre.

La cerimonia di premiazione è programmata per il 14 dicembre, nell’Auditorium del  plesso cittadino della Scuola media “Parini” dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”. In agenda, la sfilata in costume d’età medioevale dei Cavalieri del Giglio e lo spettacolo  canoro dell’artista Stefania Siani.

di Geo

Avella. Premio “Galante Colucci”, cantiere aperto per la quarta edizione

Le Gastronomie del “Sud del mondo”, lEconomia del legno e il Castagno simbolo dei boschi del territorio sono al centro del Concorso d’idee per lassegnazione delle artistiche targhe dei Mai d’Argento 2019\2920. La kermesse costituisce la significativa testimonianza dellattiva cooperazione tra la Scuola e il volontariato civico delle associazioni, per promuovere e diffondere la conoscenza del patrimonio storicoculturale, le attività delle piccole imprese, lenogastronomia e larte dolciaria dellarea dellUnione intercomunale del Baianese e dellAlto Clanis.

Cantiere … aperto per la quarta edizione del  Premio intitolato alla memoria di Galante Colucci, operoso e sensibile uomo di scuola, cultore di storia locale con la pubblicazione di interessanti saggi e particolarmente versato sia nella ricerca archeologica sia negli studi mirati sui beni dei patrimoni storici e artistici di Avella e Atripalda, oltre che sportivo di rango con la grande passione per il ciclismo coltivata per tutta la vita, escursionista e ambientalista con profonde conoscenze degli incanti e delle bellezze dei Monti del Parco del Partenio; calibrata sul Concorso didee con tematiche variabili di anno in anno per l’assegnazione premiale delle artistiche e pregevoli targhe dei Mai dArgento – testimonial del patrimonio folcloristico del territorio dell’ Unione intercomunale del Baianese e dellAlto Clanio – la kermesse … in cantiere coinvolge direttamente le giovani generazioni degli Istituti comprensivi statali del territorio ed è aperta anche alla partecipazione di tutti coloro che, al di là dei dati anagrafici, si riconoscano nei valori sociali e nella simbologia dei culti arborei dei Mai, affascinanti espressioni delle tradizioni  popolari e delle attività produttive delle comunità  del bacino del Mediterraneo

E’ il coinvolgimento che segna il proficuo punto di attiva cooperazione e incontro – sui versanti dell’ideazione e programmazione della manifestazione- tra il pianeta Scuola e il volontariato dell’associazionismo civico che con l’edizione 20192020 amplia la sua sfera operativa con le adesioni delle Pro Loco e di altre associazioni del territorio che hanno fatto propria la mission della kermesse, promossa e lanciata nel 2017 dall’Associazione Maio di Santo Stefano e dal Circolo socioculturale L’Incontro”, in sinergia con l’ Associazione Maio di SantElia profeta, sull’asse BaianoSperone. Un mission itinerante per le cerimonie premiali svoltesi nei mesi primaverili, per la prima edizione nell’Auditorium della Scuola media dell’Istituto  “Giovanni XXIII”, a Baiano, per la seconda tornata nell’Auditorium  della Scuola media dell’I.c. Manzoni”, a Mugnano del Cardinale, e per la terza edizione a maggio scorso nella Palestra delle Scuole elementari “Monsignor  Ennio Pulcrano”, a Sperone.

La cerimonia premiale della quarta annata della kermesse è programmata per maggio 2020, ad Avella. E di passaggio va ricordato che nell’ Album di partecipazione e di eccellenza delle tre edizioni del “Colucci” svoltesi finora figurano oltre settecento tra ragazzi e ragazze con la produzione- in gruppo o in singolo- di racconti, saggi brevi, composizioni grafico-pittoriche, poesie, docu-film, video e video-clip, manufatti in cartapesta ispirati dai temi del Concorso dannata, dai Mestieri del Maio ai Boschi bene comune e alla riscoperta e valorizzazione delle  colture tipiche locali sulla scia dell’importante crescita della filiera dell’Arte culinaria e dolciaria del territorio, così come si viene registrando da alcuni anni, grazie alla capacità attrattiva della ristorazione di qualità.

E’ un variegato Album di partecipazione e di eccellenza, con il bel racconto dei sogni e dell’immaginario di tanti ragazzi e ragazze, a cui fa da suggello la pubblicazione di opuscoli tematici, realizzati dalle classi del “Giovanni XXIII” dei plessi di Scuola media  “ Giuseppe Parini”, di Baiano, e “Alda Merini”,di Sperone, con la coordinazione delle professoresse Anna DAvanzo e Rosanna Iandoli. E senza dire della rassegne delle raffinate sculture lignee da collezione cesellate nel proprio super attrezzato laboratorio da quell’autentico artigiano e artista qual è Elia Napolitano– geometra di professione e funzionario dell’ufficio tecnico comunale di Sperone, erede della tradizione familiare scandita da sei generazioni di provetti falegnami-  che hanno illeggiadrito gli appuntamenti del “Colucci”. Un percorso, in cui ad Elia Napolitano si è costantemente affiancato il poliedrico Pio Stefanelli con la magia dell’arte fotografica, il brio delle video-interviste e i  contenuti dei docu-film con cui ha connotato la sua presenza negli itinerari dei Mai dArgento; una presenza da protagonista impreziosita dalla pubblicazione degli utili e dettagliati opuscoli che raccontano delle tradizioni culinarie e dolciarie locali. E per Elia Napolitano e Pio Stefanelli, la partecipazione alla quarta edizione dei  “ Mai dArgento” è scontata ….  

I filoni tematici della nuova edizione del “Colucci” sono correlati con la riscoperta delle “ Gastronomie del Sud del Mondo”, che costituiscono la fondamentale leva portante della  Salvezza del Pianetaterra, l’Economia del legno e il Castagno l’albero simbolo dei boschi del territorio e che identifica il Maio per antonomasia. Sono filoni tematici con storie e visioni di ampio orizzonte, stimolanti e di sicuro interesse, segnatamente quello delle Cucine del Sud del Mondo– che si incrociano sugli assi dall’Africa occidentale allIndia, dal Vietnam alle Filippine; Cucine considerate povere, i cui ingredienti sono stati inseriti dal WWF  nella “Carta dei 50 alimenti del Futuro salutari per le persone e per il Pianeta”.

di Geo

Drammaturgia e società. Armando Punzo e Rossella Menna, in conversazione al Proteatro di Baiano

La Compagnia della Fortezza, quando la sperimentazione di scena e la ricerca artistica fanno lievitare la promozione umana e la cultura pulsante di vita.

Proficua e stimolante, la rivisitazione condotta a tutt’arco sul caleidoscopio  delle molteplici ed eccellenti esperienze di narrazione scenica che il Teatro in carcere viene sviluppando con costante tensione innovativa ed effetti speciali da trentanni ormai, tanto da catalizzare meritate attenzioni e crescenti consensi di critica nel segno delle degli spettacoli della Compagnia della Fortezza, il cui logo identificativo è strettamente correlato con l’omonima ed imponente struttura architettonica d’impronta medicea che  ospita il penitenziario, a Volterra. Una rivisitazione- ambientata nell’ovattata e raccolta atmosfera dei locali del Laboratorio Proteatro, in via Roma, ed animata da proiezioni filmiche con pervasive sonorità  in tema- scandita dai fraseggi del puntuale e acuto dialogo, cui davano impulso con ariosità di idee Armando Punzo,napoletano d’origine e formazione, nato a Cercola, attore, drammaturgo e regista, ma soprattutto versatile ispiratore e fondatore della Compagnia, e la saggista Rossella Menna, originaria di Sperone, giovane drammaturga e studiosa di teatro, laureata nel prestigioso Dipartimento delle arti,musica e spettacolo dellUniversità di Bologna, la città dove lavora, con attivo impegno sia quale redattrice di riviste e webzine di settore, oltre che “firma” di “Doppiozero”, noto periodico di critica teatrale, sia quale  docente di Corsi di alfabetizzazione teatrale. 

L’ampio respiro e la lunga linea d’orizzonte del dialogo esplicativo- con l’efficace contrappunto della lettura di brani estratti proprio dal testo della conversazione di Armando Punzo con Rossella Menna, pubblicato da luca sossella editore ed intitolato Un’idea più grande di me”-   facevano risaltare  i punti focali del progetto della Compagnia della Fortezza, la cui stella polare coniuga i valori della promozione e del  riscatto civile con quel vigore intellettivo che riesce a trasmette e infondere da sempre il teatro raccontando il mondo, gli uomini e le donne nei loro sogni e nelle loro inquietudini, veicolandone, al contempo, la conoscenza ch’è anche e soprattutto riscoperta di sé. 

E’ un vero e autentico work in progress, quello che la Compagnia con bello spirito di coesione vive e attua nel Laboratorio della Fortezza, per preparare e allestire  gli spettacoli che reca in tournèe e rassegne nei più svariati contesti d’ambientazione e pubblico nelle città  del Centro come del Nord e del Sud. E siamo di fronte ad una meticolosa filiera di produzioni artistiche ch’è anche una complessa macchina di lavoro regolarmente remunerato a tutti i componenti della Compagnia della Fortezza; una filiera resa concreta e realizzabile, grazie ai supporti istituzionali della RegioneToscana, della Provincia di Pisa, dell’amministrazione comunale di Volterra, nel quadro delle sinergie con il Ministero di Giustizia

All’articolato progetto fanno da lievito e anima i linguaggi e i temi che rendono viva e palpitante la narrazione dell’umano e del reale mai identici con se stessi né scontati nella loro incalzante mutevolezza, attingendo in larga misura al teatro di  Genet, Brown, Becket, Shakespeare, Wiess, Rabelais,Pessoa, Brecht  e via seguendo sulle tracce delle più espressive e pregnanti testimonianze della drammaturgia moderna e contemporanea, ma anche con incursioni nell’Eneide di Virgilio e nell’ Orlando furioso di Ariosto. E’ un’originale e straordinaria realtà, il Teatro nel carcere,  che la Compagnia costruisce nel proprio Laboratorio di formazione culturale con applicazione appassionata e impegno metodico; un’azione, per la quale si genera la trasformazione dei detenuti in attori o, meglio ancora, diventano detenutiattori, tout court. E proprio per evidenziare il processo di trasformazione che viene dispiegato nella rappresentazione sul palcoscenico, la dizione detenutiattori è la più congrua di significato  sia nella visione del drammaturgo napoletano che nelle dinamiche della Compagnia; è la dizione che serve a sottolineare come nell’assumere e far propria la connotazione attoriale i detenuti si proiettino simbolicamente al di del recintocella, del recintocarcere, per dare vita e forme alle identità delle personepersonaggi da interpretare. E’ il meccanismo della trasformabilità– particolarmente marcato da Punzo– che incide sulle persone, come sulle cose e sul mondo, dandone “altre” letture da distinti e nuove angolature di vista; trasformabilità che dà il senso della libertà e delle tante opzioni praticabili per la dignità del vivere. 

E’ del tutto convincente la concezione dell’arte teatrale che Armando Punzo è venuto maturando in tutti questi anni di esperienza con la Compagnia della Fortezza  e che la conversazione con Rossella Menna ha fatto emergere;  concezione di cui una compiuta testimonianza si ritrova negli spettacoli allestiti dalla Compagnia, per rappresentare opere, di cui il drammaturgo napoletano-toscano è autore, tra cui spiccano “I Pescecani ovvero quello che resta di Bertolt Brecht”, “Romeo e Giulietta. Mercuzio non vuole morire”, “ Santo Genet, commediante e martire”, “Pinocchio. Lo spettacolo della ragione”, “P.P. Pasolini ovvero elogio al disimpegno”, “Budini, capretti, capponi e grassi signori ovvero la scuola dei buffoni”.

di Geo

Avella. “Antigone Barracano, tragedie nel Rione Sanità”, performance art al “Biancardi”. Contaminazioni intriganti e occasionali incroci tra  Sofocle e Eduardo De Filippo

Notevole partecipazione e pieno coinvolgimento di pubblico, con il fiocco di larghi consensi e plausi, per  “Antigone Barracano, tragedie nel Rione Sanità”, in scena al “Biancardi”, l’intrigante  testo scritto da Franco Scotto – in doppio registro espressivo, in lingua e dialetto napoletano con cadenze e flessioni nostrane-  proposto e rappresentato dalla compagnia della cooperativa Proteatro, per la regia dello stesso autore. Una “prima” che ha superato al meglio il banco del giudizio e della critica, pur a fronte della complessità del racconto scenico, attraversato da due itinerari, quello che fa echeggiare e riscoprire  della grecità dell’antico mondo di Sofocle con la celeberrima tragedia, in cui campeggia Antigone, e il mondo che fa rivivere la Napoli della contemporaneità narrata dalla commedia di Eduardo De Filippo  ne “Il sindaco del Rione Sanità”; itinerari, che  ora corrono in parallelo,ora s’incrociano e sovrappongono, in uno gioco di specchi, in cui i due mondi finiscono per compenetrarsi in quegli eterni ritorni, in cui l’ antico ha senso di compiutezza maggiore, se si legge e connette  con i filtri dell’attualità, secondo la lezione di Benedetto Croce.

E così la trama di “Antigone Barracano, tragedie nel Rione Sanità” funge per lo spettatore da interessante stimolo, facendo porre a tema particolare  le idealità delle ragioni della corrispondenza tra l’essere e il dover essere, ancorate alla rigorosa pratica degli inderogabili principi della moralità kantiana, che promuove la conciliazione dell’intera umanità con se stessa, rendendola consapevole e responsabile dei valori della vita e della libertà senza volontà di dominio e  prevaricazione oppressiva sul prossimo; idealità che,  per quanto siano solari e illuminanti per gli ampi ed estesi orizzonti di vita che dischiudono, nel divenire della storia dei popoli come nella quotidianità minuta e spicciola del vivere di uomini e donne, ieri come oggi e … domani, si depotenziano e si vanificano nel prevalere della violenza e delle forze del male, finendo per essere tradite, restando  ammantate dalle leggi degli uomini disgiunte ed estranee alla giustizia,allo spirito umanitario e al bene.

E sul punto, volendo restare nel perimetro del Novecento appena svoltato, parlano da soli, quali testimoni inconfutabili, i sistemi legislativi delle società a forte connotazione ideologizzata ed emanazione diretta sia dei totalitarismi plasmati dal nazionalsocialismo e dal comunismo sovietizzato, sia dell’autoritarismo dei fascismi che in Europa hanno duramente e tristemente segnato la prima parte del secolo; sistemi legislativi, armati di forza militare e poliziesca, con matrice unica d’ispirazione e “pensiero” che -osservati con neutra e ligia dedizione-   hanno reso “normali” le pratiche della cieca violenza e dell’annientamento scientificamente programmato degli “altri” nelle Shoah, nei lager e nei gulag , con le lunghe ed estenuanti persecuzioni politiche e razziali, le marginalità nei regimi di confino.      

In realtà, il conflitto che vivono Creonte, il re di Tebe, e la nipote Antigone, forte e generosa giovane, che vuole dare degna sepoltura al fratello Polinice, negatagli per l’accusa di tradimento verso la città da cui è gravato, é il conflitto tra la forza del potere- bruta e perversa  “ragione di Stato”- e il vigore dei sentimenti e principi di umanità. La trasgressione che Antigone attua, rispondendo alle ragioni del cuore e dei sentimenti di fratellanza, travalica l’astrattezza della “ragione di Stato”. Ed è la sua condanna a morte,sancita dal re-zio; condanna che ella esegue su se stessa, impiccandosi. E’ la volontà del sé che s’impone, affermando la libertà di essere donna, coerente con le proprie idee.

Antigone – a cui Jessica Anna Festa  conferisce lucida vivacità discorsiva- è la protagonista del mondo sofocleo, ma è anche e soprattutto, il personaggio che salda il lontano passato della Tebe di Creonte  con il presente delle arti e del carisma di Antonio Barracano, il sindaco del Rione Sanità, con cui Eduardo De Filippo  racconta uno spaccato di Napoli, dei suoi usi e costumi popolani e popolareschi che sono “leggi” non scritte con lunga stratificazione sociale. Un ruolo di saldatura testimoniale con cui Antigone diventata … una Barracano  si identifica e  compenetra, dismettendo l’identità dell’antica e giovane  eroina, che guarda e osserva l’oggi.  E’ il presente che vive nelle udienze giornaliere che Antonio Barracano, nell’esercizio delle sue funzioni di sindaco – brusco di modi e atti, oltre paciere accomandante- concede ai postulanti che gli sottopongono casi e situazioni di vita familiare, sociale o sentimentale da risolvere- sono quadri e scenari di vita vissuta tra difficoltà e disagi. E’ la tela di fondo, su cui si staglia  “ ‘o munno meno tunno e cchiù quadrato”, quale anelito e desiderio dei postulanti \ clienti per una vita da vivere con equità e umanità e minori ingiustizie. Un mondo, che, però, è difficile, se non impossibile, da trovare e che nel disincanto di Dorian … non c’è. Quasi a voler dire che “ munno è stato, e munno è ”, mentre il potere della forza e della violenza sotto le forme possibili e immaginabili è lunica condizione che presiede la vita della società e dellumanità. E le pratiche di vita normali, rispettose dei comportamenti ispirate dall’etica della responsabilità, sono destinate ad essere sopraffatte da maneggi, compromessi, corruzioni e corruttele di vario genere e mistura …

“Lo spettacolo- dice Franco Scotto– ha risposto alle aspettative. E non era facile misurarsi con l’impostazione del testo. Ma l’impegno profuso e la padronanza interpretativa,con cui si sono espressi attori e attrici, tutti giovani, sono stati davvero encomiabili. Importante era rompere il ghiaccio per un banco di prova dalla notevole carica innovativa per i temi e contenuti. E l’abbiamo fatto”.

Quattro gli interpreti in scena,variando anche nei ruoli, con Antonio Lippiello, nei panni di Creonte e Antonio Barracano; Mirko Mugnano  che ha dato voce e fisionomia ad Emone e Dorian; Jessica Anna Festa -attrice professionista che in Proteatro cura i corsi di formazione di ragazzi e ragazze- non solo Antigone intrepida e coraggiosa, ma anche Antigone Barracano, mentre  Lorena  Purcaro ha interpretato la delicata e fedele Ismene, che vive  nel segno della sorellanza i tormenti e le sofferenze di Antigone.

Antigone Barracano, tragedie nel rione Sanità”  sarà portato in scena in Licei ed Istituti statali dIstruzione superiore per l’ampio ventaglio di argomentazioni con cui si presenta, che sollecitano e favoriscono utili raccordi interdisciplinari tra Letteratura, Storia e Attualità, in grado di orientare e catalizzare congrue e variegate azioni didattiche per l’apprendimento e la conoscenza.

di Geo

Avella. Interventi programmati, tra ambiguità e chiaroscuri: Progetto Hub Nola e Metropolitana leggera, con 19 stazioni-fermate

La Regione-Campania ha previsto l’investimento di oltre 32 milioni dei fondi  della dotazione comunitaria europea per il settennato 2014\2020 in scadenza per attuare lannunciato programma degli interventi di potenziamento e riqualificazione del sistema dei trasporti nellarea nolana e baianese. Allinvestimento deliberato dalla Giunta di palazzo Santa Lucia, corrisponde lo studio di fattibilità dellEav che configura la sostanziale dismissione dei fabbricati delle stazioni dell’attuale tratta della Circum sulla NolaBaiano, per puntare sull’allestimento della Metropolitana leggera, utilizzando la stessa tratta  per un  percorso ancora  indefinito e indeterminato.

E’ decisamente forte l’accelerazione impressa dalla Giunta regionale della Campania, per porre sulla corsia attuativa l’allestimento dell’HubNola nel quadro complessivo del progetto che viene prospettato con finalità mirate sul potenziamento e sulla riqualificazione del sistema- trasporti della Circumvesuviana nell’area nolanobaianese; progetto, le cui linee portanti e d’indirizzo in generale  sono definite nei deliberati approvati il 23 e il 25 marzo scorso dall’ Esecutivo di palazzo Santa Lucia, prefigurando quale  soggetto attuatore della programmazione l’Ente autonomo Volturno, società a responsabilità limitata, che, sulla base dello specifico contratto con l’ EnteRegione gestisce i servizi dell’ex- Circumvesuviana, dell’ex- Sepsa e dell’ex- Metronapoli.

Il prospetto degli interventi programmati è delineato nello schema del protocollo d’intesa, che il primo ottobre è stato inviato dal competente assessorato della Giunta regionale ai Comuni di Baiano, Avella, Sperone, Roccarainola, Cicciano, Camposano, Cimitile e Nola; lo schema prevede l’approvazione delle Giunte comunali destinatarie, quale atto propedeutico e dovuto per dare corso all’attuazione del progetto, che prevede  un investimento di 32 milioni e 260 mila euro a valere sui fondi comunitari per lo sviluppo regionale relativi alla dotazione del settennato 2014\2020 ormai in scadenza. E, una volta approvato dalle Giunte lo  schema di protocollo, con l’impegno tassativo e sollecito a fornire pareri, autorizzazioni, permessi, nulla osta e concessioni di propria competenza,si procederà al  “via libera” per attuare il Progetto Hub NolaMetropolitana leggera con l’atto definitivo, sottoscritto contestualmente a palazzo Santa Lucia  dai sindaci, dal presidente della RegioneCampania, Vincenzo De Luca, e dall’amministratore delegato dell’ Eav, Umberto De Gregorio.

Riqualificazione e genericità di obiettivi

Il progetto contempla “ interventi di riqualificazione della stazione di Nola e dellarea antistante e leliminazione di interferenze sulla linea NapoliBaiano nel territorio nolano”; e sul punto delle interferenze si sottolinea in un successivo passaggio documentale che nell’elaborazione dello studio di fattibilità, i tecnici dell’ Eav hanno rilevato che “lintera tratta della NolaBaiano rappresenta uninfrastruttura che interferisce significativamente con lurbanizzazione del territorio”. Una condizione, per la quale si punta ad eliminare i 14 passaggi a livello esistenti su un percorso di circa 15 chilometri; e, fin qui, è una scelta condivisibile ineccepibile per se stessa, così com’è la scelta che prevede la pista ciclabile da realizzare in parallelo con la stessa tratta. Due scelte di senso, alle quali, tuttavia, si collega  la necessità di procedere ad una generale rivisitazione della gestione della linea, per migliorare il servizio allutenza e garantire il generale riassetto del territorio circostante la ferrovia”. Una necessità che fa porre qualche domanda meritevole di risposta, tanto per dire, in materia di pianificazione urbanistica in vigore o in itinere nei Comuni interessati rispetto alle decisioni da assumere per le aree  di pertinenza della tratta sotto i riflettori.

In realtà, lo schema del protocollo d’intesa fornisce pochi altri e generici elementi, sui quali è doveroso che RegioneCampania, Comuni interessati ed Eav forniscano dati di chiarezza ai cittadini e all’opinione pubblica, per fugare perplessità e dubbi, specie in relazione al varo della Metropolitana leggera con 19 fermatestazioni, che sarà dotata delle attrezzature adeguate e pensiline; ed è scontato che sia così. E’, invece, tutt’altro che comprensibile la mancata indicazione del tracciato che farà da supporto alla Metropolitana leggera, anche se è di tutta  evidenza che sarà utilizzato il tracciato ferrato della NolaBaiano, che, a sua volta, dovrebbe essere  integrato ed ampliato verso altri contesti territoriali che non sono indicati, e non fosse così, non si comprenderebbe il senso della “larga” previsione di istituire …19 fermatestazioni, a presidio del flusso cinematico che dovrebbe caratterizzare la Metropolitana leggera che sia davvero tale. Ma c’è  da comprendere, parimenti, il senso della “ristretta”previsione di progetto che contempla  la dismissione degli edifici delle attuali stazioni di Avella\Sperone, Roccarainola,Cicciano, Camposano e Cimitile  che potranno essere concessi ai Comuni interessati, mentre non è prevista la dismissione degli edifici della stazione terminale di Baiano, ferma restando per la stazione di Nola  la sistemazione come Hub, il fulcro catalizzatore del trasporto pubblico, senza specificarne le modalità dell’intervento, ma neanche le forme e le funzioni. E nulla è indicato – almeno nello schema di protocollo d’intesa che le Giunte degli otto Comuni interessati, sono chiamati ad approvare- in ordine alla tipologia della Metropolitana leggera, se su ferro, su gomma o in filovia.

Che si voglia potenziare e rendere meglio funzionante il sistema del trasporto pubblico sul territorio per la tratta NolaBaiano, segnatamente per il tracciato che collega Cimitile al terminale baianese  per una popolazione di oltre 60 mila abitanti è ben auspicabile, ma il protocollo così come si presenta non appare orientato affatto in questa direzione.

I timori Litto

Si pubblica di seguito la dichiarazione dell’avvocato Emanuele Litto, capo-gruppo di “Io ci credo” nel Consiglio comunale di Baiano. E’ una riflessione forte ed accorata nello stesso tempo, ponendo in primo piano le ragioni di un impegno di servizio che sia a favore del territorio e delle sue comunità, al di là di logori schemi partitici e della qualunquistica indifferenza.

di Geo

Baiano. Costituzione, Giovani e Cooperazione nella società mondializzata: Auditorium “Giovanni XXIII”. Gran parterre per la Lectio magistralis del Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi

Una testimonial del tutto speciale, Anastasiya Mamonova, diciottenne, matricolauniversitaria che ha appena superato  con la massima votazione la severa selezionein esami e titoliper l’ammissione di trenta tra cinquanta eccellenze ai corsi ordinari di Economia nella Scuola superiore meridionale di alta formazione e ricerca scientifica della Federico II che s’inaugurerà tra qualche mese con l’anno accademico 2019\2020;testimonial di compiuta cittadinanza comunitaria europea, connotata dall’importante storia della famiglia originaria dell’Ucraina e pienamente integrata nella vita comunitaria di Sperone, che, con la lettura e l’incisivo commento di alcuni passaggi del Discorso sulla democrazia, pronunciato da Pericle nel 431 a.C. ha fatto da introduzione – nell’Auditorium del “Giovanni XXIII”- alla manifestazione conclusiva, coordinata da Giusy De Laurentiis,  sul “Viaggio nella Costituzione”. Un programma, promosso ed organizzato dal Circolo  “L’Incontro” che si è venuto articolando da maggio dello scorso anno in dieci conversazioni \ lezioni, animate e proposte da uomini di cultura, della scuola, delle istituzioni, della  magistratura, della chiesa, delle professioni, della politica e del sindacato. Un percorso stimolante per la varietà dei contenuti caratterizzanti e mirato a promuovere il discorso pubblico per la crescita civile e il bene comune dei territori, com’era evidenziato negli interventi dei sindaci di Baiano e Sperone, Enrico Montanaro e Marco Santo Alaia, del preside Vincenzo Serpico e di Carlo Melissa sindacalista attivamente impegnato nel mondo universitario.

Su questa traccia s’innestava la Lectio magistralis sviluppata dal Rettore della Federico II- e presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane- Gaetano Manfredi sulle correlazioni tra Costituzione, Giovani e Cooperazione nella società mondializzata. Un discorso di lineari e ricche argomentazioni esplicative che si propone per sommi capi e che catalizzava l’attenzione e l’interesse del considerevole e attento uditorio  dell’Auditorium dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”. Rivisitata la valenza della Carta costituzionale, quale Manifesto del Patto sociale che è la piattaforma dello Stato repubblicano di democrazia parlamentare, Manfredi riprendeva il filo del Discorso di Pericle, per proiettarne gli aspetti più pregnanti sullo schermo dell’attualità e della società mondializzata del Terzo Millennio. Una realtà, in cui la rivoluzione  digitale, l’intelligenza artificiale, gli algoritmi costituiscono fattori di radicale cambiamento e costante  innovazione nelle dinamiche sociali e produttive, nei processi culturali e nelle visioni della vita nel segno della velocità.

E – sulla rapidità delle trasformazioni- Manfredi sottolineava il lungo cammino di tre secoli circa e attraversando otto generazioni compiuto  dall’invenzione dei caratteri mobili per la stampa, concepita e attuata nel ‘400  da Gutenberg, con la pubblicazione di testi su scala ridotta, prima che potesse tradursi in tecnologia applicata in grado di pubblicare copie di testi e libri in serie, come l’industria editoriale ultratecnologica pratica oggi, favorendo la circolazione delle conoscenze e delle idee come mai à avvenuto.  Un divario notevole per i nostri giorni, tenendo presente che i tempi dell’applicazione tecnologica nei più disparati campi sono ormai ristretti al minimo essenziale, una volta che le idee concepite ed elaborate abbiano acquisito validità sul piano dell’innovazione e della ricerca scientifica.

Merito, competenze, formazione e conoscenze

Pilastri della democrazia e della libertà

E’ un mondo -affermava Manfredi– che pone sfide impegnative per le giovani generazioni; sfide da affrontare con la congruità del merito, che si struttura con la formazione e le competenze, di cui le conoscenze sono il lievito e l’alimento necessari. E’ il merito, che si dispiega nell’esercizio delle qualità civiche della democrazia  dell’ Atene di Pericle, in cui “La legge assicura una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza, quando un cittadino si distingue, a preferenza di altri,è chiamato a servire lo Stato, non come atto di privilegio, ma come ricompensa al merito, la povertà non costituisce un impedimento”. E sotto questo profilo la Scuola, in tutte le sue articolazioni è chiamata ad assolvere una funzione primaria, che impegna lo Stato per politiche coerenti e investimenti adeguati, ma  interpella anche e direttamente insegnanti e docenti ad essere generosi\e  e coraggiosi\e  verso le nuove generazioni guardando al loro presente e al loro futuro; è la generosità e il coraggio che permettono di identificarne istanze e bisogni, comprendendone i linguaggi. E’ un dato basilare, quello dei linguaggi e della comunicazione-affermava Manfredi– sottolineando, per di più, come non sia affatto vero che le giovani generazioni siano indifferenti o estranee alla partecipazione alla vita politica e dello Stato. Sono,invece, gli schemi di linguaggio e  i modelli di rappresentazione  con cui vengono presentate ad essere estranei al loro sentire e pensare. Il fenomeno- Greta Thunberg è la testimonianza,invece, tangibile e reale di un modo di fare e vivere la politica, di cui sono protagoniste proprio le giovani generazioni, mobilitandosi da un capo all’altro del mondo per il loro futuro e quello della Terra

Altri temi di rilevante significato, posti sotto la cartina di tornasole dal Rettore Manfredi  erano calibrati, in particolare, sui poteri di condizionamento sociale che sono in grado di esercitare le piattaforme multimediali, sui versanti della promozione pubblicitaria e consumistica  come – ed ancor più- sulla formazione della rappresentanza e della rappresentazione della politica. E se  gli apparati della multimedialità sempre più sofisticati costituiscono ormai un fattore strutturalmente intrinseco e assolutamente irrinunciabile per la società contemporanea e con cui convivere, diventa fondamentale promuovere la conoscenza critica per la libera formazione di idee e visioni politiche. Una sfida aperta e complessa a fronte dei colossi societari che gestiscono e controllano le piattaforme digitali, che può essere vinta nel segno della libertà e dell’etica della responsabilità , se nella rete si sviluppano e diffondono i valori della cooperazione e comunitari, andando oltre le connessioni onetoone, che favoriscono e esasperano gli egoismi e i particolarismi individuali, negazione della società aperta.

di Geo (foto di F. Barlotti)

Baiano. “Viaggio nella Costituzione”, Lectio magistralis del Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi all’Auditorium della Scuola media dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”

Costituzione, Giovani e Cooperazione nella società mondializzata.

Sono i nuclei tematici della Lectio magistralis che svilupperà  il Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi– sabato 19 alle ore 18,00- nell’Auditorium della Scuola media “Parini” dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, operante nei plessi di Baiano e Sperone; Lectio che conclude il “Viaggio nella Costituzione”, l’itinerario di conoscenza e divulgazione dei principi ispiratori della Carta fondante  dello Stato repubblicano, nell’architettura della democrazia parlamentare. Un itinerario – promosso e organizzato dal Circolo socio-culturale “L’Incontro”- che è stato scandito ed animato da conversazioni \ lezioni, di cui sono state protagoniste figure rappresentative delle istituzioni, della cultura, della politica, dei sindacati,delle imprese, della religione, della scuola, della giustizia amministrativa e degli Enti locali.

A far da chiave di volta dell’itinerario, un’ampia e articolata  ricognizione sui profili e sui contenuti della Costituzione calata nella dimensione della contemporaneità attraversata in modo  pervasivo ed irreversibile dalle istanze delle costellazioni internazionali, in cui si riconoscono popoli e governi, superando i perimetri degli Stati nazionali generati dall’idealismo romantico dell’800. Un proficuo cammino di  ricognizione che ha impegnato e coinvolto l’ex- presidente del Consiglio dei ministri e leader della Democrazia cristiana, Ciriaco De Mita, il presidente del Tribunale amministrativo regionale della Puglia, Angelo Scafuri, gli ex-parlamentari Franco Manganelli e Gianfranco Nappi, impegnati da sempre nella pubblicistica e nella saggistica sociologica e politica, Felice Casucci, docente di Diritto privato comparato nell’Università del Sannio, l’avvocato di Stato e commissario straordinario di Città della Scienza di Napoli, Giuseppe Albano, don Franco Iannone, docente alla Facoltà di Teologia dell’Italia meridionale nella città partenopea, i presidi  Vincenzo Serpico, Luigia Conte, Anna Maria Silvestro, Giuseppina Ambrosino e Pasquale Amato, il segretario regionale della Filcams-Cgil della Campaania, Raffaele Lieto, il segretario nazionale di PMI International, dottor Salvatore Guerriero, il sindaco di Sperone, l’avvocato Marco Santo Alaia, la consigliera per le pari opportunità della provincia di Avellino, l’avvocata Vincenza Luciano, l’assessore al bilancio del Comune di Casamarciano, Francesco Buono, artefice dell’attuazione del  “bilancio partecipativo”,il dottor Antonio Tulino, l’avvocato Almerigo Pantalone, i professori Andrea Canonico e Clemente Vaccaro.   

Una proficua e interessante esperienza per le comunità del territorio, che sabato sarà suggellata dalla Lectio magistralis del Rettore Gaetano Manfredi, intellettuale operoso e di larghe aperture sociali, con attenta capacità di ascolto e attenzione ai problemi reali delle giovani generazioni e dei territori. Una visione del presente e del futuro, quella di Manfredi,  di cui è  testimonianza di chiara concretezza l’impegno profuso per l’istituzione della Scuola superiore meridionale della Federico II -che viene attivata con l’anno accademico 2019\2020- seguendo di qualche anno  il varo del Polo universitario dIngegneria, realizzato a San Giovanni a Teduccio, il grande quartiere di Napoli  rigenerato  e  diventato, a sua volta, il grande incubatore delle eccellenze dell’ imprenditoria privata internazionale nei settori dell’informatica e della multimedialità.

di Geo

Avellino. Palazzo Caracciolo: “via libera” alla Fondazione Sistema Irpinia con 24 Distretti turistici, prende forma e concretezza il progetto voluto dal presidente Biancardi

Significativo punto di svolta con il voto di approvazione per lo Statuto e l’Atto costitutivo della Fondazione Sistema Irpinia; voto espresso dal Consiglio provinciale di Avellino, aprendo la corsia per attuare l’importante progetto di promozione e valorizzazione dei territori dei 118 Comuni della provincia di Avellino, coniugando turismo e cultura. Un progetto, fortemente sostenuto dal presidente dell’amministrazione dell’Ente di palazzo Caracciolo, l’avvocato Domenico Biancardi, con ampia condivisione e convergenza delle forze politiche e delle parti sociali d’Irpinia

Cuore del progetto, lanciato dieci mesi fa da Biancardi -nel quadro delle linee programmatiche annunciate all’atto dell’insediamento alla guida della Provincia- il varo della piattaforma digitale, con cui veicolare, diffondere e comunicare tutte le attività e iniziative che si svolgono sui territori, per farne riscoprire tradizioni,usi e costumi. Un’azione di sinergia, che faccia rete sistematica, per dischiudersi a prospettive d’interesse e richiamo regionali,nazionali ed europee, in grado di favorire lo sviluppo di un’organica programmazione di attività ed eventi di qualità, proiettata, al di là della ristretta dimensione localistica e campanilistica. E l’obiettivo è mirato sulla programmazione, che faccia conoscere le molteplici positività e capacità attrattive dell’Irpinia,dalla mappa dei Santuari e complessi monastici ai Castelli e alla rete museale, dalle eccellenze dell’enogastronomia alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche che s’incrociano nei Parchi regionali del Partenio e dei Monti Picentini con tante opportunità di escursionismo, dalle tipicità colturali alle aree d’interesse storico-archeologico di Avella, Mirabella Eclano, della Civita di Atripalda, dAriano Irpino e dell’Abbazia del Goleto. Un largo ventaglio di opportunità che stimolano e alimentano il turismo che concorre a far lievitare la crescita economica dei territori. 

Alla Fondazione Sistema Irpinia – partecipata dalla Provincia- aderiscono Confindustria, Camera del Commercio, l’Unione nazionale delle Pro Loco,  associazioni di categorie produttive. Il Sistema sarà articolato in 24 Distretti  secondo criteri di omogeneità e peculiarità specifiche dei territori; Distretti, la cui funzionalità ricalca il modello del Siat già realizzato nella città di Avella, in linea con gli obiettivi della legge regionale sul turismo della Campania, ancora disattesa in larga parte. E per l’operatività dei Distretti è prefigurata l’assunzione di due laureati in Beni culturali o Marketing territoriale.

E, a far  da viatico per la Fondazione, deliberata dal Consiglio provinciale, una variazione di bilancio, che vale circa un milione di euro. Servirà ad integrare lo stanziamento di due milioni e 600 mila euro, per realizzare il programma di interventi, mirati a riqualificare la monumentale struttura, migliorando e potenziando la fruibilità pubblica del bel Castello di Gesualdo,  ch’è di proprietà dell’Ente di palazzo Caracciolo.

Il magnifico complesso castellare assumerà un nuovo look coerente con l’originaria linea architettonica ed è destinato a costituire un autentico polo di manifestazioni ed eventi musicali di caratura internazionale, secondo gli obiettivi sia della Fondazione che dell’ amministrazione comunale, guidata dal sindaco Edgardo Pesiri, valorizzando al meglio il ricco e splendido cartellone di spettacoli ed eventi musicali che di anno in anno viene proposto. Un back ground già di notevole rilevanza- che rende omaggio al fine compositore di madrigali, Carlo Gesualdo, principe di Venosa, vissuto nel ‘600, tra le più prestigiose figure dell’arte musicale italiane e mondiali- incorporando e catalizzando tutte le peculiarità di rappresentare in pieno il Sistema Irpinia in ambito mondiale.    

La Fondazione prende la propria fisionomia con la piattaforma digitale e i 24 Distretti da configurare, facendo uscire dal proprio guscio e dalle sue molteplici sfaccettature l’Irpinia, per una congrua ed incisiva politica turistica. Un importante segnale.

di Geo

Baiano. All’“Incontro” nonni, nonne, nipoti e famiglie in Festa

Metti un agricoltore, un cestaio, un falegname e un maestro-muratore che vantano l’orgoglio e la dignità di un rinomato e lungo corso di vita dedicata interamente al lavoro intrapreso fin da ragazzi e che hanno già varcato- più o meno serenamente- la soglia degli … ottanta. E falli dialogare a loro agio e alla meglio – grazie al virtuoso sostegno di Carlo Melissa, disinvolto e perspicace Gran cerimoniere”- con la vivace e spigliata … “brigata” della quinta classe della sezione C della del plesso delle “Elementari” dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, diretto dal prof. Vincenzo Serpico, e ti si squaderna  in bella e significativa mostra uno dei momenti-clou che hanno segnato la seconda edizione della Festa dei Nonni, svoltasi nei locali del Circolo socio-culturale “ LIncontro”.     

Un dialogo duttile e franco, con cui Giovanni Scafuri, Luciano Perna, Stefano Candela e Michele Estatico estraevano dallo  scrigno dei ricordi personali e familiari, variegate e vive testimonianze di vita reale, con spunti di racconti e aneddoti, aprendo utili finestre di conoscenza sulla quotidianità del “loro lavoro”, sulle modalità con cui veniva eseguito e sulle modeste retribuzioni che si ottenevano “a settimana di fatica” conclusa o quando si tiravano le somme dell’annata agraria per l’andamento dei raccolti, dedotti gli eventuali oneri per i canoni dei contratti di fitto, di mezzadria e di soccida. Era davvero corposo lo spaccato di vita comunitaria che veniva disegnato dalle risposte date a domande e … provocazioni ben poste dalle ragazze e dai ragazzi della … “brigata”, guidata dalle insegnanti Carmela Gaglione e Liliana Guerriero. Un’interessante successione di notizie, elementi e indicazioni,  per far riscoprire e … ricordare il significato e i valori dei Mestieri di ieri, con il chiaro messaggio – lanciato dai Nonni alle ragazze e ai ragazzi-  dell’importanza da riservare alla propria formazione educativa, per costruire la vita personale e di cittadini nella dignità che solo il lavoro dà. E’ il messaggio affidato al “Non ti scordar di me” dalle corolle di vivido e scintillante azzurro- il mitico e leggiadro Myosotis, il caratteristico fiore con ascendenza etimologica di arioso greco classico che sta per “Orecchie di topo”, tanto magnificato da Plinio il Vecchio e ancor di più prediletto dai romantici degli inossidabili sentimenti d’amore imperituro, simbolo della Festa dei Nonni–  rappresentato nei rapidi schizzi disegnati dalla … “brigata” sui  fogli affissi alle pareti della location dell’evento che ha coinvolto le Nonne, in primo luogo, figli e figlie con i nipoti  per una gioiosa ed animata atmosfera familiare.

Le composizioni poetiche, gli inni e i canti  nella briosa recitazione e piacevole interpretazione  delle ragazze e dei ragazzi, con il contrappunto dell’esibizione canora “speciale” di Armando Peluso e Ciro Grossi conferivano il tocco finale al dialogo tra Nonni e nipoti. E, poi, veniva reso onore al ricco buffet  di tipicità locali e dolciarie.

Un plauso più che meritato ai Nonnipromotori dell’iniziativa, Carlo Melissa, Ciro Grossi, Gaetano Palmese, con Felice Brandolino e Romeo Lieto in cabina di regia. L’appuntamento, intanto, è già fissato per la terza edizione, il 2 ottobre 2020, magari in una più ampia e diversa ambientazione, alla luce dell’ampia e coinvolgente partecipazione delle famiglie, con cui si è connotata la manifestazione, bella per schiettezza e semplicità. Un autentico ed amplificato replay della prima edizione.

di Geo

Baiano. Arcieri in parata, domenica al Palasport “Italo Picciocchi”

Tiro con larco, pratica sportiva che muove i primi passi spediti e sicuri a livello amatoriale, ma con chiare promesse e premesse di rapida crescita e diffusione in Campania, come attestano le fiorenti realtà associative presenti nell’area metropolitana di Napoli e nelle province di Caserta e Salerno. Fermenti e attrazione di uno sport – per tutte le età- che vive di destrezza, alta concentrazione mentale ed abilità, con i forti connotati che ne contrassegnano il pacifico  spirito olimpico dei nostri giorni. Uno sport di nobili tradizioni, le cui origini riconducono ai tempi lontani dei miti e della mitologia degli arcieri intemerati …. e senza paura, la cui esemplarità di Gran giustiziere e protettore dei poveri rifulge in terra anglosassone nel leggendario Robin Hood, l’Arciere della Foresta di Scherwood che si batteva negli anni del cupo Medioevo contro i soprusi,le violenze e l’oppressione dei potenti.  

E domenica – naturalmente senza alcun legame con appassionanti leggende e  strepitosi miti del passato- ad inizare dalle ore 11,00  spettacolare esibizione dimostrativa, a Baiano, al Palasport “Italo Picciocchi”, in via Olmo,  con protagonisti gli Arcieri  gli Archers – della Campania. Una manifestazione promossa ed organizzata dalla locale Associazione sportiva dilettantistica Archers, presieduta da Marcello Foria. Una realtà, quella di The Sniper Archers, che dal 2016- anno di fondazione e affiliazione alla Federazione italiana del tiro con larco– che già vanta importanti risultati sportivi, con il secondo posto conquistato da Massimo Foria nelle finali del campionato italiano outdoor per la categoria dell’Arco compound a Lignano Sabbiadoro, mentre Maria Teresa Rastiello è salita, a Cagliari, sul podio di vincitrice nella Coppa Italia delle Regioni, anch’essa per la categoria dell‘Arco compound.

A formare il team degli “arcieri” baianesi sono dieci atleti distribuiti nelle categorie senior e master, che si valgono di istruttori specializzati nel Tiro con larco olimpico e nel Tiro con larco compound. E sulla scia  del team già incalzano una decina di ben promettenti ragazzi e ragazze che seguono i corsi di preparazione per diventare provetti  “arcieri” dalla mira infallibile. 

“E’ uno sport che entusiasma e interessa- dice Antonio Colucci, tra gli animatori del progetto “The sniper archers”- con il solo limite della carenza d’ impianti sul territorio. Per la preparazione e i corsi di formazione possiamo avvalerci   della palestra della Scuola media dell’I.C.”Giovanni XXIII” solo per alcune ore, di sabato, grazie alla disponibilità del dirigente scolastico, il professore Vincenzo Serpico. Ma l’impegno e la passione da cui siamo animati superano le oggettive difficoltà da affrontare”.

di Geo

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