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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per la categoria “riceviamo e pubblichiamo”

CARO SINDACO COSI’ NON VA

Egregio sindaco,
nella mia qualità di cittadino di Nola residente in una delle traverse di via Nazionale delle Puglie, località Pizzone, Le segnalo che da tempo, nonostante le continue e reiterate sollecitazioni agli uffici competenti, esistono difficoltà nella raccolta quotidiana, soprattutto nei giorni di consegna dell’umido.
Capisco che ci sono dei problemi oggettivi legati al cambio della società appaltatrice, stando alle dichiarazioni da Lei rese alla stampa locale. Ma proprio rispetto a queste registriamo discrasie che ci offendono come persone e come contribuenti.
Il riferimento è alla Sua ultima ordinanza nella quale ci ha comunicato che per 4 sabati consecutivi, fino al 16 settembre, non sarebbe stato ritirato l’umido. Accogliendo il Suo invito, ci siamo limitati a depositare le relative buste nelle serate della domenica e del martedì. Ma spesso la mattina dopo le abbiamo trovate lì a marcire anche per i giorni seguenti, fino a che non si è provveduto a pulire le strade raccogliendo assieme tutte le tipologie di rifiuti, quasi a ridicolizzare i tantissimi che differenziano ormai al 100%.
L’ultimo episodio risale a lunedì scorso. Martedì le traverse non hanno avuto l’auspicata visita del personale della società di raccolta e sia l’umido che carta e cartoni sono rimasti lì (questi ultimi poi presi in parte il giovedì con plastica e metalli), ed ora c’è il rischio che l’organico marcisca fuori fino a lunedì prossimo, con maleodoranze e pericoli igienico-sanitari, o mescolato ancora una volta con altre tipologie.
Nei fatti, succedono cose ben diverse dalla Sua ordinanza, che finiscono per rendere poco credibili le Sue dichiarazioni. Se poi aggiungiamo che la strada principale viene regolarmente pulita, ci resta ancora di più l’amaro in bocca perché ci sentiamo di serie inferiore rispetto agli altri. Eppure posso garantirLe che le esose ed incredibili tariffe (500 euro all’anno per un nucleo di 3 persone), quasi raddoppiate durante l’ultima campagna elettorale, le paghiamo anche noi senza sconti che potrebbero essere giustificati da una reiterata interruzione del servizio.
Mi spiace segnalarLe questi disagi (che si uniscono alla puntuale interruzione della corrente pubblica appena piove o tira vento e ad una erogazione idrica ridotta che spesso non arriva al primo piano, con una qualità dell’acqua bassissima che riempie di calcare condotte e lavatrici a fronte di bollette della Gori pesanti come se ci vendessero del vino). Ma comprenderà che di questo passo rischia di non realizzare quella soluzione di continuità in nome della quale ha chiesto ed ottenuto il consenso della maggioranza degli elettori.

Lettera firmata

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L’ITALIA non ha TRADITO

Nella ricorrenza del 76° anniversario dell’ECCIDIO di NOLA, anche quest’anno la Città di Nola non ha fatto mancare la sua presenza.

Ho già ringraziato pubblicamente tutti coloro che hanno reso possibile questa continuità, a beneficio dei tempi nuovi, dei giovani di oggi, di una vita migliore, perché noi PESCHIAMO nel PASSATO per avere RICCHEZZA di idee e di conoscenze nel FUTURO; quindi tralascerò di farlo qui.

Non è stata una commemorazione stanca e ripetitiva; sia pur breve, ha aggiunto qualcosa al ricordo.

Radio 3 ha ripreso le fila di quel periodo infame e glorioso della nostra Storia, attraverso la lucida e ampia narrazione di Gloria Chianese, che ha messo l’accento, soprattutto, sull’ORRORE di una guerra combattuta calpestando, senza ritegno, la gente comune, le persone appartenenti al popolo.

Ogni anno, il tragico evento dell’11 settembre 1943, nella memoria, si arricchisce di qualche tassello.

Se si fosse cominciato nel 1945, anziché nel 1997, quando, a seguito di circostanze più volte menzionate negli anni, grazie all’associazione “Amici del marciapiede” di Nola, con Raffaele Napolitano e Luigi Conventi, per la prima volta, dopo anni, di sostanziale oblio, tranne sporadici interessamenti, da parte di tutti, a partire da noi familiari delle vittime, si sono mosse le acque, ed è cominciato un lungo, ed anche travagliato percorso di conoscenza, di ricostruzione, di rimozione di ostacoli, ora saremmo molto più avanti e, probabilmente, avremmo, almeno in gran parte, chiuso i conti con quella parte TREMENDA della nostra Storia.

Ma sono trascorsi ben 22 anni, caro Raffaele da quel lontano e indimenticabile 11 settembre 1997; anche noi eravamo diversi, qualcuno ci ha lasciato, come Nino De Manuele, molta acqua è passata sotto i ponti; molti si sono interessati dell’argomento in questione, ed ho piacere, qui, di accomunare in un unico abbraccio tutti, e mi limito a menzionare coloro che hanno scritto o comunque trattato dei “fatti di Nola”, almeno quelli che io conosco: Umberto Santino “La strage rimossa”, Rodolfo Rubino, nuova edizione della “Strage di Nola” di Pietro Manzi, e recentemente Felice Ceparano, il documentario sull’eccidio di Nola, presentato anche a Montecitorio.

A questo punto si può anche allargare il discorso su nuovi scenari, come non si è fatto in passato, un po’ per scarsa conoscenza del contesto storico e dei fatti, un po’ per una certa ritrosia, quasi “scuorno”, come diremmo dalle parti nostre, ad occuparsene; dove ha, certo, giocato un forte ruolo l’”infamia”, diciamo così del TRADIMENTO, ad opera dell’Italia, dell’alleato tedesco, ma non solo, come dirò.

Orbene, il mio modesto parere, ma la questione andrebbe coraggiosamente e seriamente dibattuta, non lasciata nel dimenticatoio, come è accaduto, per 50 anni, pur dovendosi tener conto della sostanziale impraticabilità degli archivi, sia in Germania che in Italia, per il SEGRETO ermetico opposto dai Tedeschi, e la CHIUSURA pelosa e imbarazzata delle Autorità italiane, è che il TRADIMENTO dell’ITALIA fu una grandissima messa in scena orchestrata dal Governo NAZISTA di Hitler (con l’avallo dei servi FASCISTI), che non accettava di perdere la guerra, allo scopo di fronteggiare DIRETTAMENTE gli ALLEATI, con l’alibi del tradimento dell’Italia, e saccheggiare IGNOBILMENTE il nostro Paese, con la scusa della RITORSIONE, per quella inevitabile resa, che veniva percepita e millantata come una causa determinante della SCONFITTA dell’ASSE; e in tal senso venivano FOMENTATI Ufficiali e soldati subalterni.

Si sapeva bene che l’Italia non poteva, in alcun modo, resistere alla POTENZA MILITARE AMERICANA; era chiaro a TUTTI i responsabili di quella GUERRA, ormai irrimediabilmente persa, sia italiani, che tedeschi.

La Germania era presente in Italia e in grado di valutare lo stato delle cose, i Servizi Segreti tedeschi sapevano bene quale era la situazione; la migliore tattica era quella di far finta di niente e lasciar scorrere gli eventi, e i CAPI NAZISTI, certamente, se ne avvalsero.

Fu MUSSOLINI, con il suo entourage, che, fin dalla sciagurata dichiarazione di guerra all’America, condannò l’Italia alla DEVASTAZIONE.

(Parlo più diffusamente di tutto questo, nel mio blog COMPRENDERSI http://www.algormar5th.it “Nola 11.9.1943”, “Riflessioni su Nola”, ecc.).

Sulle modalità con cui fu attuato e programmato l’armistizio dal Governo Badoglio, il Re, ecc. stendo qui un pietoso velo di silenzio, ma ne ho parlato in altri articoli e nel mio romanzo storico “Nola, cronaca dall’eccidio”.

Concludo dicendo che un altro motivo di “scuorno” per i militari italiani che hanno partecipato alle vicende nolane, e quindi i loro familiari e discendenti, è certo considerato quello di essersi lasciati trarre in inganno dai Tedeschi che, con forze decisamente inferiori riuscirono a catturare e mettere, letteralmente, in ginocchio, due reggimenti italiani.

Ma anche questa vergogna è infondata; c’era un’altra vergogna a decidere la sorte delle Forze Militari Italiane a Nola, risalente agli Alti Gradi dell’Esercito Italiano, rimasta semisconosciuta, pur essendosi celebrato qualche blando processo per gravi reati, in particolare nei confronti dei Generali Ettore Del Tetto e Riccardo Pentimalli (ne parlo nel mio romanzo di cui sopra, pag.18), non isolati, ma eterni portabandiera del DISONORE di fronte al popolo italiano.

I militari italiani di Nola non si difesero, ma furono presi, inermi, NON per CODARDIA, ma per TRADIMENTO del Comando Superiore di Napoli, che aveva trasmesso l’ORDINE di NON REAGIRE alle PROVOCAZIONI dei TEDESCHI, in quanto “semplici atti di stizza e risentimento” da parte di coloro che erano pur sempre “EX ALLEATI”.

Ecco, questo fu VERO TRADIMENTO, ma non verso i Tedeschi, verso i propri fratelli e compatrioti, in cambio della VITA e della FUGA.

Quelli furono TEMPI di GLORIA e di VERGOGNA, ma esse vanno rispettivamente collocate, con lo SCANDIRE del senso della verità e della giustizia.

di Alberto Liguoro

Baiano. Week end settimanale, ecco la Sagra di qualità

Enogastronomia, musica, canzoni, spettacoli, mostre, eccellenze produttive, laboratorio imprenditoriale, itinerari turistici, focus sul mondo delle api e sulla biodiversità: percorsi di omaggio e onore alla Nocciola.

Corsia libera per la ventottesima edizione della Festa della Nocciola, che si appresta ad onorare al meglio la rinomanza attrattiva, con cui si  viene distinguendo puntualmente- di anno in anno- per l’eccellenza sia delle proposte che dell’assetto organizzativo, rispettando non solo le aspettative, ma incontrando anche e soprattutto  in costante crescita il consenso e il favore di visitatori e partecipanti, in sinergia con i sempre più numerosi imprenditori – operanti nelle attività sia artigianali che di piccola e media impresa del territorio- che ne utilizzano gli spazi espositivi per presentare le loro produzioni.

E’ un progetto articolato e curato con efficacia nel segno della gratuità del volontariato civico, di cui sono artefici i giovani e i … meno giovani – di ieri e di oggi- che in stretta continuità intergenerazionale formano la  comunità della Pro Loco che apre i battenti nella bella sede affacciata su corso Garibaldi, considerata tra le più efficienti e strutturate in Campania per il ventaglio di iniziative e servizi che è in grado di ideare e realizzare, di cui la Festa della Nocciola rappresenta il classico “fiore allocchiello” con il suo specifico progetto. Un positivo trend di progetto, per il quale alla Festa della Nocciola  nello scorso aprile è stato conferito dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati  -nella cerimonia svoltasi a Palazzo Madama in cui si ritrovarono tante belle e significative espressioni delle tradizioni territoriali del Bel Paese– il marchio identificativo di Sagra di qualità, con l’inserimento nella top ten delle eccellenze italiane. E’ il brand di riconoscimento, attribuito dall’ Unione nazionale delle Pro loco italiane sulla base dell’osservanza di rigorosi parametri e criteri – inclusi quelli della  storicità delle manifestazioni e delle particolari garanzie d’igienicità per gli eventi enogastronomici- che rappresentino in modo esaustivo gli usi,i costumi e le tradizioni culinarie e d’arte dolciaria che fanno “leggere” e comprendere i territori  al filtro dell’immaginario e delle culture materiali delle comunità che li vivono.

Ambientazione e programma

131415 sono le giornate del week end settimanale  dedicate alla Festa della NocciolaSagra di qualità, promossa ed organizzata dalla Pro Loco, con il Patrocinio del Comune di Baiano, dell’ Ente Parco del Partenio, dell’ Unione regionale delle Pro Loco della Campania. Inalterata si conserva l’ambientazione, in cui la Festa si animerà, inglobando l’area della Villa comunale – con i suoi accoglienti spazi, ambienti, parco-giochi, viali e pregevoli alberature- piazza Santo Stefano e piazza Francesco Napolitano, contornata dai caratteristici sempre verdi lecci, piantati ad inizio del ‘900 ed inseriti nell’Albo dei Patriarchi verdi della Regione-Campania

Ricco e ben configurato nei dettagli ,il prospetto delle Aree, in cui vivrà la Festa; si va dagli stand dell’enogastronomia agli spettacoli di musica, balli, arte varia e canzoni folk; dall’esposizione delle produzioni delle eccellenze imprenditoriali del territorio per la piccola e media impresa al progetto “Germogli del Baianese”; dalle mostre tematiche sulle tradizioni e sulla storia locale al Focus sulle mondo delle api e sulla  biodiversità, con la presentazione del Quaderno dellambiente, edizione 2019, pubblicato a cura dell’Associazione la Piccola cometa Alessia Bellofatto. Sono aree attrezzate ad hoc per l’accoglienza e per  catalizzare l’interesse dei visitatori e partecipanti. E va ricordato che nell’edizione 2018, la Festa fu onorata da oltre dieci mila presenze, con oltre sei mila visitatori che resero omaggio agli stand dall’arte culinaria e dolciaria, con pietanze per “primi piatti”, fritture  e specialità tutte preparate con ingredienti a base di nocciola. Ad integrare e arricchire le aree della Festa, gli itinerari con visite guidate ad Avella, in agenda domenica. Un itinerario punta sulla riscoperta delle testimonianze parlanti del millenario patrimonio storico-culturale e archeologico della città, tra le più interessanti della Campania, l’altro itinerario costituisce un originale percorso sensoriale, curato dallo Slow Food regionale della Campania  per la conoscenza e ri-scoperta della Nocciola, elemento botanico di primario valore nel sistema della biodiversità, oltre che inconfondibile elemento naturale dell’assetto paesaggistico locale e fonte di lavoro e vita produttiva reale; un  percorso sensoriale che si svolgerà nell’Azienda Sodano

Noblesse oblige, il  tocco di classe alla Festa della NocciolaSagra di qualità sarà impresso  dei ragazzi e delle ragazze dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”. Come nelle precedenti edizioni, indossando le  caratteristiche “pettorine” spetterà loro garantire l’osservanza della raccolta differenziata nelle Aree della Festa. Un impegno da … provetti e inflessibili vigilantes. E i buoni risultati si sono sempre visti.

di Geo

Baiano. Stir di Tufino e criticità ambientali: appello alla Regione Campania

Le comunità cittadine del territorio sono ormai sotto crescente e diffusa pressione da oltre un mese per le criticità ambientali e per i miasmi emessi dall’impianto di trito vagliatura  operante a Paenzano di Tufino. Una complessa problematica che aggrava i rischi e pericoli a cui è esposta la comun salute, penalizzando duramente l’ecovivibilità. Una situazione di disagio, a cui né le Asl Avellino e Napoli 3 Sud, né l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campania, in ordine alle loro competenze hanno finora prestato uno straccio di attenzione, dando riscontro a esposti, segnalazioni e denunce sia delle Istituzioni territoriali che di associazioni e cittadini, per trovare una via di uscita e di risoluzione alla persistenza del fenomeno. Un silenzio e una … sordità che negano i principi e i valori della cittadinanza, delle sue istanze e bisogni, specie se di conclamata evidenza sociale, come nella fattispecie.

In questo quadro, si colloca la convocazione del Consiglio generale dell’Unione dei Comuni del Baianese e dell’Alto Clanis, indetta dal presidente di turno, Enrico Montanaro, sindaco dell’Ente di piazza Napolitano, in cui si è svolta l’assemblea. Un confronto costruttivo e propositivo, nello stesso tempo, alla luce della complessiva problematicarifiuti accentuata dallo stop programmato dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra; stop già reso noto da circa un anno e debitamente annunciato dall’A2A, l’holding dei Comuni di Milano e Brescia che gestisce la struttura,realizzando profitti stimati nell’ordine di 60 milioni annui, a fronte di un fatturato medio oscillante tra i 400 e i 500 milioni. 

Come dire- va da sé, e non giova evidenziarlo … più di tanto- che i rifiuti della Campania “valorizzati e trasformati” come fonte di energia elettrica, venduta ai gestori dei servizi elettrici, determinano notevoli ritorni economici e finanziari per i due importanti Comuni che si valgono di un management d’impresa pubblica di buon livello e collaudate competenze di programmazione e gestione.  E- va ricordato- la struttura industriale della termovalorizzazione di Acerra appartiene al patrimonio della Regione-Campania, mentre lo stop da cui è interessata per lavori di manutenzione ordinaria che si concluderanno il 12 ottobre, ancora una volta, ha fatto emergere le ben note carenze nella filiera impiantistica. Un punto di analisi, su cui si soffermava il presidente Montanaro, auspicando la realizzazione sui territori regionali la filiera degli impianti per la piena autonomia di gestione del ciclo-rifiuti.Sulle cause del fenomeno era focalizzato l’intervento del sindaco di Sperone, l’avvocato Marco Santo Alaia, componente del Consiglio dell’ Ato rifiuti della provincia di Avellino, ponendo l’accento sulle ragioni della necessaria vigilanza da esercitare sulla gestione dello Stir sotto accusa. “Come comunità, stiamo pagando un pegno eccessivo e insostenibile, spiegava. Fino ad oltre dieci anni fa, siamo stati penalizzati per lungo tempo sia dall’attività delle maxi-discariche di Paenzano1 e Paenzano2 che da quella dell’impianto per la produzione del combustibile derivato dai rifiuti e ora dallo Stir, in esercizio nello stesso sito. E’ una beffa che viene consumata ai danni dalla comunità che rappresento, il cui tessuto urbano è insediato in larga parte nelle immediate vicinanze dell’impianto di trito vagliatura. Una vicinanza che rende impossibile la vita ai cittadini e alle famiglie per l’aria resa irrespirabile dai miasmi generati dallo Stir.    Il paradosso- sottolineava ancora Alaia– è dato dalla condizione virtuosa della comunità speronese, collocata tra le prime della graduatoria regionale per la pratica corretta sia  della“differenziazione” che del ririclo e riuso dei rifiuti”. Altro punto di analisi di Alaia era espresso sulle anomalie  di gestione dello Stir  che possono ritenersi la causa delle criticità in atto; anomalie riconducibili alle eccessive percentuali della frazioni organica di rifiuti conferite nei materiali dell’indifferenziato “secco”, con provenienza dai Comuni della Città metropolitana di Napoli.    

Il dottor Alessandro Napolitano, medico di professione e sindaco di Mugnano del Cardinale, ampliava il raggio d’osservazione, andando oltre la specificità  del fenomenomiasmi e della probabile cattiva gestione dello Stir, per porre sotto i riflettori lo stato generale della vivibilità del territorio dell’ Unione intercomunale e dell’area nolana; stato di vivibilità che non desta affatto tranquillità né garantisce sicurezza eco-ambientale, su cui è necessario intervenire in modo appropriato e adeguato con il supporto delle Istituzioni,a cominciare da indagini epidemiologiche, per aprire i percorsi dell’ ecosostenibilità che interpellano indistintamente, Istituzioni e comunità cittadine.

Un punto di riflessione, quello del “Primo cittadino” di Mugnano, condiviso dal sindaco di Quadrelle,  Simone RozzaFranco Vittoria e Chiara Cacace. E su questa linea di ragionamento si innestava l’intervento dell’on.le Vincenzo Alaia, vice-presidente della commissione-sanità del Consiglio regionale della Campania. Un intervento, per  impegnare il Consiglio generale dellUnione a rapportarsi con le Istituzioni regionali, in particolare le competenti Aziende sanitarie locali e l’Arpac, ad attivare tutte le procedure necessarie, per vigilare sulla regolarità gestionale dello Stir, oltre sulla tutela dell’ambiente. Un quadro di controlli, di cui le Asl e l’Arpac stesse diano conto alle comunità e alle le amministrazioni locali. L’assenza di ascolto e d’interlocazione non è concepibile- spiegava Alaia– né ammissibile.

Al  confronto, ha assistito una folta delegazione di rappresentanti di associazioni di volontariato civico di Tufino, con il consigliere comunale, Nicola Di Mauro, e Onofrio Petillo, che, in particolare, evidenziavano le criticità e le sofferenze ambientali che investono l’area nolana nella generale indifferenza delle Istituzioni locali. Uno scenario grigio-scuro. Più scuro che grigio, quello prospettato.

di Geo

Napoli. Scuole riaperte, in Campania la campanella suonerà mercoledì l’11 settembre

20 milioni ripartiti tra i 550 Comuni per la fornitura dei testi. La spada di Damocle del calo demografico, mentre crescono la povertà relativa e le disuguaglianze educative. La lungimiranza socio-politica della provincia autonoma di Bolzano e i Patti di natalità a sostegno delle famiglie.

Le Scuole si sono già riaperte secondo l’appuntamento canonico d’inizio settembre per le attività preliminari che impegnano i docenti nei Consigli d’Istituto e nei Collegi di classe per la definizione dei piani d’offerta formativa e le correlate iniziative di profilo curriculare ed extra-curriculare. Ma l’apertura ufficiale- come sempre- procederà su scala differenziata di calendario, secondo le indicazioni delle amministrazioni regionali. 

Le prime ad aprire i battenti- giovedì- sono state le Scuole della provincia autonoma di Bolzano, l’unico contesto socio-territoriale, che, per quanto ristretto, non fa registrare il calo demografico che è ,invece, generale e diffuso nel Belpaese; una condizione di valenza esemplare in ambito sociale e di ethos pubblico, che corrisponde all’attuazione degli obiettivi dei Patti di natalità a sostegno delle famiglie, adottati da alcuni anni con lungimiranza e incisività  dal ceto politico-amministrativo dell’area alto-atesina. Mercoledì, 11 sarà il turno delle scuole della Campania, Veneto, Umbria e Basilicata e così proseguendo nel giorni successivi. Ultime nell’apertura le scuole della Puglia, mercoledì, 18.

Importante e significativo, nel quadro delle risorse economiche stanziate dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica, è, però, il provvedimento della RegioneCampania che ha già attuato il relativo riparto  tra i 550 Comuni della mappa territoriale, rendendo spendibili in tempo debito  i fondi destinati alla fornitura dei libri sia agli alunni delle Scuole dell’obbligo sia agli alunni che frequentano gli Istituti statali d’istruzione superiore e che appartengono a famiglie che vivono la condizione del disagio economici, nel rispetto del diritto costituzionale e sociale allo studio. E va tenuto presente che in Campania una famiglia su quattro versa in stato di povertà relativa. Una realtà, che, concretamente, coinvolge il 32% dell’intera potenziale popolazione scolastica del territorio regionale; una realtà, che fa coniugare la durezza e la sofferenza della cosiddetta povertà relativa con le diseguaglianze educative, segnatamente nelle periferieurbane, in cui si vive e con-vive con la marginalità sociale, in cui il respiro della speranza di promozione e elevazione sociale è affannoso, quando non viene del tutto impedito e soffocato dal degrado generalizzato familiare e di contesto sociale.

In specifico, circa 15 milioni sono riservati agli alunni delle Scuole dell’obbligo e 5 milioni agli adolescenti delle Scuole superiori. Diun milione e 184 mila euro è il supplemento di dotazione economica riservato dal Ministero a copertura delle spese scolastiche sostenute, per le quali,però, non sono disponibili contributi o sostegni di natura pubblica. 

Povertà relativa delle famiglie, disuguaglianze educative, dispersione scolastica e disoccupazione giovanile attestata sul 20% costituiscono un tutt’uno, a cui la politica non guarda da anni; un tutt’uno che si accentua e aggrava a fronte delle problematiche del calo demografico, che nel Sud in particolare – e  con proiezione verso il 2028– sarà ancora più penalizzante, con gravi scompensi sociali  e il pesante ridimensionamento della rete scolastica, servizio di primaria rilevanza, per promuovere e assicurare l’esercizio del diritto costituzionale  allo studio per le articolazioni dell’obbligo scolastico, correlato con il dovere sociale della formazionee dello studio, con cui acquisire competenze e conoscenze, per essere cittadini responsabilmente attivi e partecipi- attraverso il lavoro- nella costruzione della società civile e giusta.

di Geo

Area nolana. Per la pianificazione e la programmazione del servizio-rifiuti, diretto contrasto e prevenzione alle emergenze speculative

La svolta e le opportunità della filiera impiantistica, puntando sulla tutela   dell’ambiente e sulle economie di scala, riducendo gli oneri tariffari.

Aspetto di  notevole prospettiva e con sicura rilevanza politica ed amministrativa emerso dall’interlocuzione svoltasi nel palazzo comunale di Comiziano, è certamente la convergenza sul principio di autosufficienza da garantire ai Comuni dell’area nolana per il ciclo rifiuti; principio da tradurre concretamente nell’organizzazione del subambito distrettuale, distinto dalla mappa dell’attuale Ente d’ambito di riferimento, a cui afferiscono una sessantina di Comuni della vasta area torrese-stabiese. Un sub-ambito da organizzare, calibrandolo sulle esigenze dei Comuni dell’area che formano la Società pubblica per azioni, di cui l’ Agenzia di sviluppo del territorio è organo di consulenza e strumentale. Una prospettiva di convergenza unanime, ben rappresentata negli interventi dell’avvocato Andrea Manzi,  sindaco di Casamarciano e presidente dell’Ente d’ambito,  dell’ingegnere Gaetano Minieri, sindaco di Nola, e dell’avvocato Antonio Carpino, sindaco di Marigliano

E , per la chiusura in autosufficienza sul territorio il ciclo-rifiuti, va evidenziato che tra qualche anno potrebbe essere già a regime l’impianto industriale di piccola \ media taglia per il compostaggio della frazione organica che sarà allestito nella piana di Boscofangone  nel territorio di Marigliano. Una realizzazione- e va ricordato che il 60 \ 70% %  dei rifiuti solidi urbani prodotti sull’intera area  è costituito esclusivamente dalla sola frazione organica\umida- per la quale l’amministrazione comunale ha espresso con delibera consiliare la manifestazione d’interesse, recependo lo specifico bando emesso dalla RegioneCampania lo scorso anno.

L’istituendo subambito, in questa visuale, si rapporterebbe allo Stir di Paenzano di Tufino, al termovalorizzatore di Acerra e all’impianto di compostaggio di Marigliano. Tre tasselli per se stessi di virtuosa disponibilità e … distanza-zero per le comunità cittadine, di cui possono valersi al meglio le amministrazioni comunali per una seria e reale pianificazione \ programmazione del ciclorifiuti nel segno dell’ autosufficienza, ponendo il territorio al riparo da crisi emergenziali, più o meno frammentate ed episodiche, ma fortemente costose. Una scelta di buona amministrazione, che garantirebbe anche sostanziose riduzioni della Tari, oltre che un significativo tributo alle sane politiche ambientali, riducendo i costi dei trasporti fuoriregione che proprio per la frazione umida lievitano costantemente, sottoponendo a dura e lacerante pressione i bilanci comunali.

La tematica dell’istituendo subambito per la gestione virtuosa del ciclo rifiuti, sarà al centro del Tavolo di concertazione dei sindaci della Società pubblica per lo sviluppo del territorio, in programma martedì- 3 settembre alle ore 18,00- nella sede agenziale di via Trivice d’Ossa, a Camposano.

di Geo

Area nolana. Sub-ambito dei rifiuti, con l’obiettivo dell’autosufficienza

Convocato per martedì 3 settembre, alle ore 18,00 il Tavolo di concertazione dei sindaci nella sede dell’Agenzia di sviluppo intercomunale, a Camposano,  per mettere a punto la strategia d’organizzazione del ciclo integrato di raccolta, smaltimento e ri-uso sul territorio, evitando dipendenze extra-regionali. Una prospettiva di buona amministrazione sul piano sia delle politiche ambientali che delle riduzioni tariffarie per i cittadini. In dirittura d’arrivo l’allestimento dell’impianto di  piccola \ media taglia per il compostaggio nella piana di Boscofangone, programmato dalla Regione-Campania, a Marigliano.

E’ stata davvero proficua e importante, l’interlocuzione sviluppatasi nell’aula consiliare del palazzo comunale a Comiziano, con l’attiva partecipazione di sindaci e amministratori dell’area nolana; interlocuzione, promossa dal sindaco Severino Nappi, per fare il punto e, al contempo, per indicare linee di condivisa azione strategica  per superarle in modo compiuto; criticità innescate da miasmi e maleodoranti esalazioni, provenienti dal ciclo lavorativo dell’impianto di trito-vagliatura dei rifiuti, operante a Paenzano di Tufino; criticità accentuatesi da alcune settimane e che condizionano gravemente l’ ecovivibilità del territorio, penalizzando le comunità cittadine.

Uno stato di sofferenza che rende irrespirabile l’aria, consegnando all’attualità di questi giorni analoghe situazioni di ecovivibilità negata protrattesi per lungo tempo -tra gli anni ’80 e ’90 e in larga parte del primo decennio del secolo- prima per effetto delle due mega-discariche in esercizio nella stessa località, successivamente dismesse e bonificate, cedendo il … passo  alla realizzazione dell’impianto per la produzione del combustibile derivato dai rifiuti, destinato al termovalorizzatore di Acerra

Una struttura, che, però, non ha mai funzionato secondo gli scopi di destinazione industriale, essendo stato trasformata in un’anomala  maxi discarica – così com’è avvenuto per i restanti sei impianti per il Cdr regionali, generando lo scandalo gestionale, tecnico ed amministrativo, oltre che di aggressione ambientale costituito dai sette milioni di tonnellate di eco balle, confezionate nei Cdr discariche, assolutamente inutilizzabili per la termovalorizzazione che genera energia elettrica, per la cui rimozione non ancora completata sono impegnate risorse economiche pubbliche per centinaia di milioni- finendo per  trattare i rifiuti del “tal quale”, permanendo la “differenziazione” su bassi indici in tutta la Campania; “differenziazione“, che, con la trasformazione degli impianti di Cdr in strutture di trito vagliatura e con la messa in funzione il primo marzo del 2009 del termovalorizzatore di Acerra e con i pochi impianti pubblici e privati di compostaggio in esercizio, ora soltanto in media si aggira sulla soglia del 53%. Una soglia decisamente irrisoria.

E sulle cause delle criticità di questi giorni, prospettate nel confronto alcune ipotesi, riconducibili al comune denominatore della pressione a cui è sottoposto lo Stir di Paenzano, a cui affluiscono ingenti quantitativi di materiali della frazione del secco indifferenziato da trattare, con alte percentuali della frazione umida, al di là della norma. E si tratta di ipotesi di buon senso comune, mentre risultavano utili nell’interlocuzione le valutazioni di ordine tecnico-scientifico del fenomeno contingente, in via di risoluzione, grazie al recupero della normalità funzionale dell’impianto.

di Geo

Nola. Il dissesto finanziario, cinque anni per il cambiamento di rotta

La discontinuità con il passato si articolerà in cinque anni disponibili, per completare l’integrale risanamento economico e finanziario dell’Ente di piazza Duomo, rimettendolo in sesto con la normalità e la trasparenza degli atti. In arrivo, la commissione di liquidazione straordinaria per il piano di azzeramento delle criticità e  insolvenze delle gestioni che hanno determinato il deficit. Per centrare l’obiettivo-risanamento, di anno in anno saranno sottoposti a monitoraggio rigoroso del Ministero dell’Interno i bilanci che l’amministrazione approverà per la fase che si apre. 

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Il verdetto era stato scritto. Ed è stato confermato dal voto -a maggioranza- del Consiglio comunale, che ha formalizzato il dissesto finanziario dell’Ente di piazza Duomo, ed è il primo che si registra nella storia amministrativa della città, ormai proiettata verso il traguardo dei 34 mila abitanti. Un atto deliberativo che ha concluso l’iter apertosi circa un mese fa con la specifica proposta “licenziata” dalla Giunta, corroborata sia dal parere consultivo della Commissione bilancio che dal parere tecnico del Collegio dei revisori dei conti; atto, i cui effetti costituiscono l’elemento caratterizzante per la civica amministrazione, eletta con il ballottaggio dell’11 giugno, la discontinuità di gestione economica e finanziaria e, più in generale, politica rispetto al passato. Una discontinuità, per la quale entro cinque giorni, a far data dall’esecutività del provvedimento, va trasmessa al Ministero dell’Interno e alla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania la relazione dell’organo di revisione economico-finanziaria, che fa supporto alla dichiarazione di dissesto per l’Ente di piazza Duomo. E, a cura dello stesso Ministero, seguirà sulla Gazzetta ufficiale la pubblicazione dell’atto deliberativo, per estratto, insieme con il decreto del Presidente della Repubblica di nomina della commissione straordinaria di liquidazione, che dovrebbe essere formata da tre componenti.

E’ una funzione delicata e complessa, quella che eserciterà la commissione, per cristallizzare le criticità ed insolvenze che hanno innescato la formalizzazione del dissesto, essendo chiamata ad elaborare e a mettere a punto il piano delle relativa estinzione, puntando sull’azzeramento della situazione che ha creato il deficit;  piano che contempla anche l’ elenco dei beni immobili – case e terreni- del cospicuo patrimonio disponibile dell’Ente da porre in vendita.  Un percorso operativo a se stante, calibrato sul passato di gestione economico-finanziaria dell’Ente, per realizzarne il risanamento obbligato e obbligatorio nell’arco di cinque anni. E, a sua volta, per il Consiglio comunale si apre la corsia, per dir così, della nuova  vita finanziaria, che si sviluppa su binari predefiniti e inderogabili. Sono due itinerari paralleli, ma distinti, per quanto convergenti nell’obiettivo di assicurare all’amministrazione della città i crismi della trasparenza e della normalità, evitando le trappole delle gestioni squilibrate che finiscono per creare sperequazioni sociali, gravando duramente sulla comunità cittadina e soprattutto sui contribuenti che adempiono regolarmente i propri doveri nell’osservanza della fiscalità locale e generale.

E’ una gestione, quella che si prospetta per il quinquennio 2019\2024, che di necessità sarà rigida, tenendo presente che i bilanci di anno in anno saranno vagliati e monitorati dal Ministero dell’Interno; un’azione di verifica, per accertare il rispetto degli obblighi da osservare, per uscire dalla condizione deficitaria, primo tra tutti il contrasto all’evasione dal pagamento dei tributi locali che insieme con il capitolo del contenzioso, superiore a 36 milioni di euro soltanto in conto capitale, e con il capitolo dei debiti fuori-bilancio costituisce la compatta pietra angolare del dissesto, i cui numeri parlanti si leggono nella relazione economico-finanziaria del dottor Giovanni Fusco, dirigente del Settore finanziario, e del dottor Salvatore Fattore, dirigente facente funzione del Servizio bilancio e tributi. E, per inquadrare soltanto in parte il senso della portata a cascata dei debiti fuori bilancio, sarà utile considerare che tra luglio scorso e il corrente mese ne sono stati rinvenuti e attestati per atto dovuto cinque per il valore di oltre un milione di euro.

Un quadro che richiede senso di responsabilità e spirito di coesione dell’intera compagine consiliare, come opportunamente evidenziato dall’assessore al bilancio, Antonio Galasso. E il deliberato di affidare ad una società specializzata di settore il servizio di riscossione coattiva dei tributi locali va nella giusta direzione della normalità. E’ davvero scandalo civile, volendo esemplificare, dover rilevare che per le utenze del servizio-rifiuti, solo il 40% in ruolo risulti in regola con i tributi da versare, a fronte del tasso di evasione ch’è pari al 60%. Uno sproposito di malizia, per non dire altro, con cui tanti cittadini si fanno beffa dei concittadini, contribuenti onesti. Una beffa tanto più onerosa ed offensiva per i cittadini della normalità, se soltanto si consideri che la gestione del servizio integrato d’igiene urbana grava sull’Ente di piazza Duomo per oltre 24 milioni di euro, in durata quinquennale. Un onere che si sostiene con il pagamento delle specifiche tassazioni. E nella “onorata categoria“ di quanti si fanno beffa dei contribuenti in regola rientrerebbero perfino titolari di utenze non domestiche che per i servizi elettrici versano pagamenti annui con cifre di decine di migliaia di euro, che denotano significative attività produttive. Ma  per i servizi d’igiene urbana … preferiscono essere inadempienti.

di Geo

De Mita presenta il Movimento dei Popolari, a Soveria Mannelli

Etica della Politica e delle Istituzioni nel quadro delle lezioni della quindicesima edizione del corso dell’ Università dEstate, promosso nell’ambito delle iniziative “Essere a Soveria Mannelli”, in provincia di Catanzaro, con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Tema ispiratore, “LItalia capovolta, prove tecniche di futuro”.

Il corso, che costituisce uno dei più interessanti eventi di valenza e richiamo culturale nel panorama meridionale, sarà aperto in serata- lunedì, 19 agosto- da Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro. Argomento sotto analisi, L’Italia che vogliamo. Giovedì –22 agosto- focus su “Il rito ambrosiano”, con relazione di Roberto Maroni, Ministro dell’Interno  dal 1994 al 1995  e dal 2008 al 2011. Sabato – 24 agosto- “ Per il  Movimento dei popolari” sarà il  filo conduttore dell’intervento di Ciriaco De Mita, già segretario nazionale della Democrazia cristiana e Presidente del Consiglio dei ministri dal 1998 al 1999, attualmente sindaco di Nusco.

Gli appuntamenti del corso dell’Università dEstate sono fissati alle ore 18,00 nell’accogliente Biblioteca intitolata alla memoria di Michele Caligiuri che vanta una cospicua dotazione libraria e sviluppa importanti attività di animazione sociale e culturale. E va ricordato che Soveria Mannelli è la città, in cui opera la Casa editrice Rubbettino  con la storica casa editrice “Laterza” di Bari e  la Sellerio  di Palermo- condivide una consolidata dimensione nazionale per la varietà e qualità dei cataloghi che propone, soprattutto per la ricerca storiografica, la saggistica economica, socio-politica e meridionalista.

Le lezioni sono introdotte da Mario Caligiuri e Florindo Rubbettino, docenti, rispettivamente, nell’Università della Calabria e del Molise, gli indirizzi di saluto saranno dati dal sindaco Leonardo Sirianni.

di Geo

5Stelle e Lega: una “unità in tensione”?

E se guardassimo le tensioni tra i 5Stelle e la Lega in una prospettiva diversa? O, meglio, se considerassimo dette tensioni non come fattori di rischio per la tenuta dell’alleanza tra le due forze politiche, bensì come una strategia “concordata” che, pur provocando capovolgimenti nelle loro posizioni di forza, alla fine favorisce un’espansione del loro peso complessivo all’interno del Parlamento?

Mi spiego.

In fondo, se è vero che i continui ed anche crescenti contrasti a cui assistiamo, quasi quotidianamente, tra 5Stelle e Lega fanno di questi sempre più due poli opposti, sembra altrettanto vero che la dialettica che s’instaura tra loro non stia affatto procedendo verso un tentativo di sintesi ma, semmai, tende a alimentare ulteriormente la distanza tra gli stessi. Si potrebbe, perciò, parlare piuttosto di una “tensione permanente di opposti”. Su questa si è soffermato Romano Guardini, concludendo che essa è alla base della vita dell’uomo e della stessa realtà, fino al punto che le due polarità riescono a sopravvivere nella misura in cui ciascuna di esse non esclude completamente l’altra.

In altri termini, le due forze opposte finiscono per costituire – insieme – una sorta di struttura globale della vita politica che potremmo denominare – prendendo a prestito l’espressione che Guardini applica alla vita in generale: «unità in tensione».

In tal modo, dal momento che detta “unità” assorbe in sé due poli opposti ossia, nel linguaggio politico, i “gialli” e i “verdi”, la maggioranza e l’opposizione, la “destra” e la “sinistra”, ne consegue che essa si presenta come una realtà “globale” che, a mano a mano che le tensioni al proprio interno aumentano, tende ad occupare – soprattutto agli occhi degli elettori – l’intero palcoscenico della vita politica.

Ne consegue, pertanto, una progressiva emarginazione delle altre forze politiche che vanno sempre più ad occupare la platea, le balconate e il loggione, vale a dire quei posti destinati a funzionare da cornice del palcoscenico sul quale si concentra tutta l’attenzione degli “spettatori”. Costoro finiscono così per “dipendere” dagli eventi che si rappresentano sulla scena, scordandosi che possono autonomamente “affaccendarsi in tutt’altre faccende”, ben più concrete, reali, di quelle “virtuali” o, meglio, surreali montate ad arte pur di consentire agli attori di permanere nel proprio ruolo.

D’altro canto, è ben noto che certe rappresentazioni teatrali costituiscano una sorta di risorsa che induce una compensazione, uno sfogo e perfino un godimento dell’animo, senza che tutto ciò possa influire sulle scelte quotidiane e, quindi, sulla soluzione dei veri problemi esistenziali.

di Franco Manganelli

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