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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

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Nola. Coronavirus: contro il Covid-19, l’unica strada possibile

OSPEDALE DI NOLA. ASPETTANDO LA STROKE UNIT E LA UOC DI NEUROLOGIA E RIABILITAZIONE: COSA IMPEDISCE ANCORA LO START?

Fino a quando non ci finisci dentro, non ti rendi conto. Da paziente, ho scoperto in questa settimana tante cose, buone e meno buone. Ho conosciuto medici in gamba, neurologi che sono una vera e propria eccellenza del nostro ospedale, il Santa Maria della Pietà di Nola. Ma ho anche vissuto sulla mia pelle una situazione assurda, nella quale manca nel presidio ospedaliero di Nola l’Unità Operativa Complessa di Neurologia e Riabilitazione, dove la Stroke Unit – che salva vite umane – è al palo, nonostante ci sia quasi tutto per partire. I medici neurologi ce la mettono tutta per aiutare i pazienti a superare la crisi, ma chi aiuta loro ad aiutare noi malati in maniera più efficace ed efficiente? Nell’articolo che segue, traccio lo stato dell’arte della mai nata UOC di Neurologia e Riabilitazione dell’ospedale di Nola“.

L’ictus cerebrale è la seconda causa di morte in Italia dopo infarto e cancro, con ben 200mila casi all’anno, di cui l’80% ischemico, 20% emorragico. Ventidue casi ogni ora, un caso ogni tre minuti, con un quarto delle persone colpite da ictus che ha meno di 65 anni. Un quadro impietoso, che trova la sua massima espressione negativa in Campania, dove la mortalità per ictus cerebrale risulta essere la più alta d’Italia, con novemila nuovi casi di ictus ischemico e tremila nuovi casi di emorragia all’anno.

Per stroke o ictus si intende un danno al cervello e nell’80-90% dei casi esso è dovuto alla perdita acuta di circolo in un’area del cervello, tipicamente un territorio vascolare, che esita nella perdita della corrispondente funzione neurologica.

L’area nolana, il cui presidio ospedaliero copre un bacino d’utenza di circa 600mila abitanti ed un estensione territoriale che arriva fino al Vallo di Lauro e il baianese, fa registrare – in linea con il trend nazionale e regionale – un esponenziale incremento di patologie neurodegenerative, ictus ischemico ed emorragico, rendendo oramai non più procrastinabile l’istituzione di un “Piano della rete stroke per l’emergenza”, approvato con decreto commissariale regionale n. 63 del 29 luglio 2019.

Uno strumento nato con l’intento di accendere i riflettori sulla necessità di procedere alla adozione di un più dettagliato piano di indirizzo per la gestione del paziente affetto da ictus che tenga conto anche della necessità del raccordo tra ospedale e territorio per una più tempestiva e efficace erogazione delle cure, nel quale le reti assistenziali per l’emergenza – urgenza sono programmate secondo il modello hub e spoke.

Ed è tra gli altri, proprio il Santa Maria della Pietà di Nola ad essere stato individuato come presidio ospedaliero da dotare di Stroke Unit di I° livello, aprendo così le porte alla UOC di Neurologia e Riabilitazione, quale Unità autonoma dotata di personale medico altamente qualificato e paramedico specializzato e formato per i casi specifici da trattare (pazienti affetti da ictus con complicazioni neurologiche correlate). Allo stato attuale, l’ospedale bruniano presenta già spazi idonei e sufficienti per allocare l’istituenda Stroke Unit e UOC di Neurologia e Riabilitazione, ma sconta ancora – inspiegabilmente – una carenza di posti letto Stroke monitorati per la fase acuta e posti letto neurologici per il post acuto.

Sembra che le strumentazioni, almeno in parte, per far decollare in tempi brevi la Stroke Unit ci siano, tuttavia nonostante i concorsi già espletati per neurologi da parte dell’Asl Na3 Sud, il nosocomio bruniano non abbia ancora un numero congruo di personale medico e paramedico dedicato esclusivamente alla istituenda Stroke Unit.

La volontà politica dunque sembra esserci, affinché il Santa Maria della Pietà di Nola possa candidarsi a diventare un punto di riferimento per tutta l’area nolana nell’ambito della emergenza neurologica, ma anche riabilitativa, così da consentire al paziente affetto da ictus che si rivolge al presidio sanitario bruniano, di poter essere salvato e curato in maniera tempestiva ed efficace, seguendo un lineare percorso di ripresa di tutte le funzionalità cerebrali, senza dover subire ulteriori stress dettati dagli spostamenti in altre strutture, per la fase riabilitativa.

Cosa impedisce ancora oggi, a distanza di quasi otto mesi dal decreto commissariale n. 63 del 29 luglio 2019 di tagliare il nastro di partenza della Stroke Unit e della UOC di Neurologia e Riabilitazione, non è dato sapere. Pressioni politiche avverse? Burocrazia ostruzionistica? Eppure, nonostante le mille difficoltà, i neurologi in servizio oggi al Santa Maria della Pietà di Nola danno anima e corpo nella loro professione, sono costantemente in trincea, salvano vite umane, curano pazienti affetti da patologie cerebrali più o meno gravi, ma di fatto il loro lavoro non è adeguatamente riconosciuto, finendo in un calderone dove l’elevata specializzazione e la formazione continua, soprattutto del personale paramedico, passa in secondo piano, privilegiando una interscambiabilità di ruoli e competenze, che mal si concilia con l’efficiente ed efficace azione sanitaria con la quale i casi di ictus dovrebbero essere trattati.

Il rischio più grande, nel caso in cui si ritardi ancora oltre modo ed ingiustificatamente l’apertura della Stroke Unit e della UOC di Neurologia e Riabilitazione all’ospedale di Nola (reparto autonomo), è quello di far del male ai potenziali pazienti dell’area che potrebbero non ricevere cure tempestive, che in alcuni casi fanno la differenza, oltre che salvare la vita, rischiando di essere rimpallati in altri presìdi, con l’aggravante che le professionalità e le eccellenze mediche in campo neurologico, già presenti nel nosocomio, possano guardarsi intorno e, perché no, trovare strade professionali alternative e più gratificanti, mettendo così in ginocchio il presidio ospedaliero e decretandone la morte.

L’area nolana merita questo? L’ospedale di Nola merita questo? I cittadini e chi ci lavora nella struttura sanitaria tutti i giorni con impegno ed abnegazione meritano questo? Sicuramente no!

Occorre intervenire, dunque, e farlo al più presto, perché il cittadino colpito da ictus non può aspettare i tempi (o i capricci?) della burocrazia e della politica burocratese.

di ra.na.

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