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Archivio per il giorno “ottobre 12, 2019”

Avellino. Palazzo Caracciolo: “via libera” alla Fondazione Sistema Irpinia con 24 Distretti turistici, prende forma e concretezza il progetto voluto dal presidente Biancardi

Significativo punto di svolta con il voto di approvazione per lo Statuto e l’Atto costitutivo della Fondazione Sistema Irpinia; voto espresso dal Consiglio provinciale di Avellino, aprendo la corsia per attuare l’importante progetto di promozione e valorizzazione dei territori dei 118 Comuni della provincia di Avellino, coniugando turismo e cultura. Un progetto, fortemente sostenuto dal presidente dell’amministrazione dell’Ente di palazzo Caracciolo, l’avvocato Domenico Biancardi, con ampia condivisione e convergenza delle forze politiche e delle parti sociali d’Irpinia

Cuore del progetto, lanciato dieci mesi fa da Biancardi -nel quadro delle linee programmatiche annunciate all’atto dell’insediamento alla guida della Provincia- il varo della piattaforma digitale, con cui veicolare, diffondere e comunicare tutte le attività e iniziative che si svolgono sui territori, per farne riscoprire tradizioni,usi e costumi. Un’azione di sinergia, che faccia rete sistematica, per dischiudersi a prospettive d’interesse e richiamo regionali,nazionali ed europee, in grado di favorire lo sviluppo di un’organica programmazione di attività ed eventi di qualità, proiettata, al di là della ristretta dimensione localistica e campanilistica. E l’obiettivo è mirato sulla programmazione, che faccia conoscere le molteplici positività e capacità attrattive dell’Irpinia,dalla mappa dei Santuari e complessi monastici ai Castelli e alla rete museale, dalle eccellenze dell’enogastronomia alle bellezze naturalistiche e paesaggistiche che s’incrociano nei Parchi regionali del Partenio e dei Monti Picentini con tante opportunità di escursionismo, dalle tipicità colturali alle aree d’interesse storico-archeologico di Avella, Mirabella Eclano, della Civita di Atripalda, dAriano Irpino e dell’Abbazia del Goleto. Un largo ventaglio di opportunità che stimolano e alimentano il turismo che concorre a far lievitare la crescita economica dei territori. 

Alla Fondazione Sistema Irpinia – partecipata dalla Provincia- aderiscono Confindustria, Camera del Commercio, l’Unione nazionale delle Pro Loco,  associazioni di categorie produttive. Il Sistema sarà articolato in 24 Distretti  secondo criteri di omogeneità e peculiarità specifiche dei territori; Distretti, la cui funzionalità ricalca il modello del Siat già realizzato nella città di Avella, in linea con gli obiettivi della legge regionale sul turismo della Campania, ancora disattesa in larga parte. E per l’operatività dei Distretti è prefigurata l’assunzione di due laureati in Beni culturali o Marketing territoriale.

E, a far  da viatico per la Fondazione, deliberata dal Consiglio provinciale, una variazione di bilancio, che vale circa un milione di euro. Servirà ad integrare lo stanziamento di due milioni e 600 mila euro, per realizzare il programma di interventi, mirati a riqualificare la monumentale struttura, migliorando e potenziando la fruibilità pubblica del bel Castello di Gesualdo,  ch’è di proprietà dell’Ente di palazzo Caracciolo.

Il magnifico complesso castellare assumerà un nuovo look coerente con l’originaria linea architettonica ed è destinato a costituire un autentico polo di manifestazioni ed eventi musicali di caratura internazionale, secondo gli obiettivi sia della Fondazione che dell’ amministrazione comunale, guidata dal sindaco Edgardo Pesiri, valorizzando al meglio il ricco e splendido cartellone di spettacoli ed eventi musicali che di anno in anno viene proposto. Un back ground già di notevole rilevanza- che rende omaggio al fine compositore di madrigali, Carlo Gesualdo, principe di Venosa, vissuto nel ‘600, tra le più prestigiose figure dell’arte musicale italiane e mondiali- incorporando e catalizzando tutte le peculiarità di rappresentare in pieno il Sistema Irpinia in ambito mondiale.    

La Fondazione prende la propria fisionomia con la piattaforma digitale e i 24 Distretti da configurare, facendo uscire dal proprio guscio e dalle sue molteplici sfaccettature l’Irpinia, per una congrua ed incisiva politica turistica. Un importante segnale.

di Geo

Baiano. All’“Incontro” nonni, nonne, nipoti e famiglie in Festa

Metti un agricoltore, un cestaio, un falegname e un maestro-muratore che vantano l’orgoglio e la dignità di un rinomato e lungo corso di vita dedicata interamente al lavoro intrapreso fin da ragazzi e che hanno già varcato- più o meno serenamente- la soglia degli … ottanta. E falli dialogare a loro agio e alla meglio – grazie al virtuoso sostegno di Carlo Melissa, disinvolto e perspicace Gran cerimoniere”- con la vivace e spigliata … “brigata” della quinta classe della sezione C della del plesso delle “Elementari” dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, diretto dal prof. Vincenzo Serpico, e ti si squaderna  in bella e significativa mostra uno dei momenti-clou che hanno segnato la seconda edizione della Festa dei Nonni, svoltasi nei locali del Circolo socio-culturale “ LIncontro”.     

Un dialogo duttile e franco, con cui Giovanni Scafuri, Luciano Perna, Stefano Candela e Michele Estatico estraevano dallo  scrigno dei ricordi personali e familiari, variegate e vive testimonianze di vita reale, con spunti di racconti e aneddoti, aprendo utili finestre di conoscenza sulla quotidianità del “loro lavoro”, sulle modalità con cui veniva eseguito e sulle modeste retribuzioni che si ottenevano “a settimana di fatica” conclusa o quando si tiravano le somme dell’annata agraria per l’andamento dei raccolti, dedotti gli eventuali oneri per i canoni dei contratti di fitto, di mezzadria e di soccida. Era davvero corposo lo spaccato di vita comunitaria che veniva disegnato dalle risposte date a domande e … provocazioni ben poste dalle ragazze e dai ragazzi della … “brigata”, guidata dalle insegnanti Carmela Gaglione e Liliana Guerriero. Un’interessante successione di notizie, elementi e indicazioni,  per far riscoprire e … ricordare il significato e i valori dei Mestieri di ieri, con il chiaro messaggio – lanciato dai Nonni alle ragazze e ai ragazzi-  dell’importanza da riservare alla propria formazione educativa, per costruire la vita personale e di cittadini nella dignità che solo il lavoro dà. E’ il messaggio affidato al “Non ti scordar di me” dalle corolle di vivido e scintillante azzurro- il mitico e leggiadro Myosotis, il caratteristico fiore con ascendenza etimologica di arioso greco classico che sta per “Orecchie di topo”, tanto magnificato da Plinio il Vecchio e ancor di più prediletto dai romantici degli inossidabili sentimenti d’amore imperituro, simbolo della Festa dei Nonni–  rappresentato nei rapidi schizzi disegnati dalla … “brigata” sui  fogli affissi alle pareti della location dell’evento che ha coinvolto le Nonne, in primo luogo, figli e figlie con i nipoti  per una gioiosa ed animata atmosfera familiare.

Le composizioni poetiche, gli inni e i canti  nella briosa recitazione e piacevole interpretazione  delle ragazze e dei ragazzi, con il contrappunto dell’esibizione canora “speciale” di Armando Peluso e Ciro Grossi conferivano il tocco finale al dialogo tra Nonni e nipoti. E, poi, veniva reso onore al ricco buffet  di tipicità locali e dolciarie.

Un plauso più che meritato ai Nonnipromotori dell’iniziativa, Carlo Melissa, Ciro Grossi, Gaetano Palmese, con Felice Brandolino e Romeo Lieto in cabina di regia. L’appuntamento, intanto, è già fissato per la terza edizione, il 2 ottobre 2020, magari in una più ampia e diversa ambientazione, alla luce dell’ampia e coinvolgente partecipazione delle famiglie, con cui si è connotata la manifestazione, bella per schiettezza e semplicità. Un autentico ed amplificato replay della prima edizione.

di Geo

La parrocchia di San Felice da Nola Presbitero a Fierozzo in provincia di Trento

Fierozzo è un borgo nella valle dei Mòcheni, diviso in due frazioni: quella di San Francesco, chiamata Fierozzo di Fuori e l’altra di San Felice detta Fierozzo di Dentro; quest’ultima sorge a 1127 metri sul livello del mare. Il primo edificio ecclesiale dedicato a San Felice da Nola Presbitero fu eretto, tra la fine di maggio 1726 e la prima metà di novembre 1727, per desiderio del fierozzano Cristel Iobstraibizer, il quale per una grazia ricevuta ne chiese l’autorizzazione al vescovo di Feltre Pietro Maria Trevisano. Non ebbe la funzione di parrocchia, ma divenne una curazia dell’arcipretura di Pergine dalla quale nel  1738 si ottenne la concessione di impiantare un attiguo cimitero.

Poiché con il passare del tempo la cappella era diventata alquanto malridotta e troppo angusta per accogliere i numerosi fedeli, il curato don Luigi Gadler ne promosse l’edificazione di una nuova, iniziativa approvata dalla stragrande maggioranza dei capifamiglia. Pertanto, il primo impianto fu ristrutturato ed ampliato nelle linee attuali tra il 1894 e il 1895. Il progetto architettonico della nuova fabbrica fu affidato all’architetto Giovanni de Ferrari e per la sua erezione contribuirono economicamente e con la prestazione di lavoro volontario tutte le famiglie fierozzane.  Il 7 maggio 1894 l’arciprete di Pergine don Giovanni Battista Inama benedì la prima pietra dell’erigenda chiesa di San Felice da Nola alla presenza del curato, dei fedeli fierozzani e dei vicini borghi. La costruzione, terminata nell’autunno del 1895, il 15 dicembre, terza domenica dell’Avvento, fu benedetta dal citato arciprete don Inama.  Il 21 luglio 1911 fu consacrata come parrocchia dal vescovo di Trento Celestino Endrici. In vari tempi fu oggetto di restauro, ma il più importante fu quello effettuato tra il 1973 e il 1977.   

La chiesa, orientata nella direzione nord-orientale, domina sull’abitato della contrada e dal sagrato si apre un vasto panorama sulla Valle dei Mòcheni. A sinistra, in posizione arretrata, si innalza su tre ordini di linee diverse la torre campanaria, probabilmente già esistente prima della ristrutturazione del 1894 / 95. La facciata con frontone sommitale presenta  una finestra circolare e un portale architravato contornato da plastiche decorazioni di stucco. L’unica navata si articola in tre campate con presbiterio ed abside. L’interno presenta una tinteggiatura tesa a far rilevare le modanature, le vele delle campate e le strutture arcuate. Nel catino absidale su un fondale azzurro è affrescato il Buon Pastore affiancato da dodici pecorelle, sei per lato. Oltre all’altare maggiore, opera del marmista di Rovereto Gelsomino Scanagatti, vi è anche presente un secondo altare dedicato al patrono San Lorenzo, al quale i Fierozzani sono molto devoti, a ricordo di una chiesa a lui dedicata, crollata e ridotta allo stato di rudere.  Tra gli arredi ricordiamo un organo del 1800 e soprattutto molte sacre immagini. Tra queste San Felice da Nola Presbitero è plasmato in una statua che lo raffigura benedicente, reggente un calice e abbigliato con ricchi paramenti sacerdotali, quali camice, pianeta, manipolo. Una sua seconda immagine, sempre in veste di presbitero e con il calice nella mano destra, è dipinta in basso a destra nella fastosa pala dell’altare maggiore raffigurante la Vergine col Bambino. (Ringrazio Leo Toller per la gentile collaborazione).

di Antonio Fusco

DOMANI LA CITTÀ DI NOLA RICORDERÀ I CADUTI SUL LAVORO, SARÀ DEPOSTA UNA CORONA D’ALLORO SUL MONUMENTO DI PIAZZA MORELLI E SILVATI

Domani, domenica 13 ottobre 2019, si celebra in tutta Italia la 69°esima giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Quest’anno le celebrazioni principali a Palermo e Piombino.

Quella delle “morti bianche” è una strage continua e silenziosa, occorre un piano strategico volto ad implementare una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. Occorrono controlli e formazione soprattutto dove si svolgono mansioni difficili e pericolose. L’edizione 2019 della Giornata è contraddistinta da una campagna di sensibilizzazione nazionale realizzata da ANMIL “Non raccontiamoci favole… sul lavoro non c’è sempre il lieto fine”. In Italia nel 2018 si sono verificati oltre 600.000 infortuni e 1133 sono le persone che hanno perso la vita. La giornata nazionale delle vittime sul lavoro è nata nel 1951.

Anche Nola piange le sue vittime e grazie all’impegno e caparbietà di un privato cittadino, Gennaro Di Lorenzo, che a proprie spese ha installato nello spazio verde in piazza Morelli e Silvati sul fronte strada Renzullo una scultura raffigurante l’albero spezzato con lo scopo di onorare quanti hanno perso la propria vita o sono rimasti gravemente feriti. Domani l’amministrazione comunale deporra’ sul monumento una corona d’alloro.

“È nostro dovere – sottolinea il sindaco Gaetano Minieri – non solo ricordare le vittime ma anche investire il massimo impegno nella diffusione della cultura della sicurezza e formazione del personale”. “Non dobbiamo mai stancarci dei nostri cari che hanno perso la vita per portare un pezzo di pane a casa – sottolinea Gennaro Di Lorenzo – occorre sempre parlarne per non dimenticare”.

Negli ultimi anni sono stati circa una decina gli infortuni mortali sul lavoro di giovani nolani e del territorio tra cui il fratello di Gennaro Di Lorenzo, Giovanni, un giovane trentenne che lasciò una bimba di pochi mesi.

di ra.na.

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