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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “settembre 21, 2019”

San Paolo Bel Sito: parte il progetto “Benessere Giovani”, la Musica si fa IMPRESA

Il progetto “LA MUSICA SI FA IMPRESA”, nato da un’idea di Antonio De Marinis, finanziato per la somma di € 80.000 dalla Regione Campania, di cui è titolare il comune di San Paolo Bel Sito, in partenariato con il Comune di Moschiano, e gestito dall’Associazione Gian Domenico del Giovane da Nola, mira a concorrere, sensibilizzare ed accompagnare i giovani dai 16 ai 35 anni alla cultura d’impresa, alla loro autonomia e all’acquisizione di esperienze e competenze utili a favorire la loro crescita personale, la cittadinanza attiva e la conoscenza dei territori e a dare spazio alle loro propensioni artistiche e creative.

Presentato nel 2016 nell’ambito dei finanziamenti del Programma Operativo Regionale FSE, si colloca all’interno di una cornice programmatica definita dalla Strategia Europa 2020 con l’obiettivo di rilanciare l’Europa attraverso tre priorità “Crescita intelligente: sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e l’innovazione”, “Crescita sostenibile: promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e competitiva” e, infine, “Crescita inclusiva: promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale ed economica”. 

Nella cornice di San Paolo Bel Sito, è entrato nel vivo con l’apertura ufficiale delle iscrizioni per la partecipazione al bando riservato a 120 giovani, a partire dal primo settembre, ai corsi di formazione musicale in undici discipline:

CANTO                                PIANOFORTE CHITARRA                            SASSOFONO BASSO     FLAUTO CLARINETTO TROMBA               BATTERIA E PERCUSSIONI VIOLINO                     MUSICA D’INSIEME

Sul sito del Comune di San Paolo Bel sito (http://halleyweb.com/c063069/hh/index.php ), nella sezione dedicata, è possibile visionare sia il bando che il modello da presentare fino al 1 Ottobre.

I corsi, totalmente gratuiti per gli utenti dai 16 ai 35 anni di età, avranno la durata di 104 ore, che saranno distribuite in due anni.

Il progetto in particolare ha i seguenti titoli e finalità:  

1) Laboratori per l’apprendimento della musica come formazione culturale e amatoriale;

2) laboratori scuola-lavoro per la prima formazione musicale, propedeutica per l’avvio ai conservatori di stato con il contestuale recupero scolastico degli utenti che hanno abbandonato gli studi (dispersione), ovvero coloro che volessero proseguire gli studi dopo l’orientamento; 

3) laboratori di perfezionamento musicale (stage) come operatore professionale con le attività esperienziali presso le iniziative e/o formazioni dell’associazione: orchestra, bande musicali, gruppi strumentali d’ensemble e corali;

4) partecipazioni a master-classes formativi aperti. Esperienze (stage di perfezionamento) condotti da maestri internazionali e aperti alla partecipazione di allievi esterni;

5) laboratori di studi interdisciplinari tenuti attraverso master informativi con conferenze periodiche sulla legalità, storia del territorio, storia dell’architettura dell’agro nolano e dei beni culturali, archeologia dell’agro etc. Le lezioni saranno tenute da Avvocati del Foro di Nola, da Magistrati, architetti e archeologi, docenti invitati all’uopo con la convenzione dei rispettivi ordini.

L’iniziativa è stata accolta con molto entusiasmo dalla classe politica del Belsito: in merito si sono espressi il Sindaco di San Paolo Bel Sito, Manolo Cafarelli 

“Sono molto felice che nasca un progetto, in partenariato con in comune di Moschiano, di questo spessore, all’interno del mio territorio; fin dall’inizio ho supportato l’iniziativa, che ha nella progettazione e nell’idea di formazione e recupero dei giovani NEET, un carattere nuovo e innovativo: infatti la musica, l’arte dei suoni, è anche l’arte del convivere, della socializzazione, della creatività, dell’armonia tra uomini e cose. Per queste ed altre innumerevoli ragioni, ho promosso questa interessantissima iniziativa”

e il consigliere delegato alla cultura e alle politiche giovanili Andrea De Marinis

“Il progetto, che ho seguito con molto fervore e interesse fin dall’inizio, nasce con l’obiettivo, in primis, di creare un circuito culturale e di recupero tra i giovani, cultura che, molto spesso, non è intesa anche come fonte di lavoro e formazione: in questo la musica da sempre è fonte di socializzazione e aggregazione, fin dall’antica Grecia, oltre che come oggetto di studi per la formazione di base di ogni individuo, con una grande funzione catartica; il tema, è poi, il riscatto sociale di tutti quei giovani che, per diversi motivi, hanno lasciato o stanno per lasciare il percorso scolastico e di cui, invero, noi, che facciamo politica, non possiamo dimenticarci e lasciare soli”.

Avella. Parco del Partenio, violazioni e sfregi continui: Bosco di Pianura, il “regno”… dei tagli abusivi

La storia, anzi la cronaca recente di mesi e giorni che si ripete. E’ quella del Bosco di Pianura, che si distende -a quota 800 metri- sulla corona dei Monti Avella ed è lambito dalla lunga lingua d’asfalto della splendida Panoramica  che dall’omonima città sale verso campo San Giovanni, da cui si protendono le ramificazioni  verso la vetta del Monte Sacro e il Santuario della “Madonna bruna”. E’ il Bosco sottoposto a sempre più frequenti tagli selvaggi e abusivi, che costituiscono anche una seria minaccia alla tenuta dell’’assetto idrogeologico dell’area. Un’ aggressione che  “cancella” progressivamente alberi secolari e giovani, come viene evidenziato dalle foto che si pubblicano, “scattate” appena qualche giorno fa. E’ la sequenza che non differisce per nulla da altre cronache che hanno interessato il Bosco di Pianura. Una situazione che nel Parco del Partenio non è unica  e sola. E la si ritrova nella Valle caudina – come a novembre scorso fu denunciato dai giovani rappresentanti di associazioni e gruppi di volontaria nel Festival dell’ambiente al Palasport di Cervinara– e in tanti altri contesti.

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Non costituisce ormai un’episodica eccezione, il fenomeno dei tagli abusivi nei boschi di proprietà comunale e demaniale, che rientrano nella mappa del Parco del Partenio, ma anche dei boschi che non afferiscono al Parco;  fenomeno  che nell’arco dell’ultimo decennio è venuto assumendo sempre più una dimensione sistemica, in palese  e stridente contrasto con le leggi agronomiche della rotazione dei tagli, la cui osservanza non solo costituisce la tutela e la continuità dei cicli vitali dei boschi, ma anche la salvaguardia della qualità delle colture arboree praticate che con loro tipicità, dai castagni ai faggi, dalle querce agli ontani, dagli abeti ai pini, faggete,querceti, pinete, abetaie,  simboleggiano e identificano i territori e i loro paesaggi.

 E, d’altro canto, per comprendere quanto il fenomeno sia anomalo e fuorviante dei principi di quella ch’è stata la normalità sociale del territorio, basterà leggere uno dei tanti dettagliati disciplinari e meticolosi regolamenti, della cui rigorosa applicazione le amministrazioni si valevano, quando per gran parte delle comunità cittadine i boschi erano vere e proprie fabbriche, basilari beni comuni e fonti di lavoro. Sono disciplinari e regolamenti articolati e ben scritti, che fondendo i postulati dell’agronomia e lo spirito della legalità, testimoniano la centralità dei boschi nelle realtà locali; centralità, rispettata e fatta rispettare dalle Istituzioni e dalla comune coscienza civica. 

E’ un costume sociale, quello accennato,  che pare non dica … più nulla, vista la diffusione del fenomeno dei tagli abusivi, a cui fa da complemento a quello degli  incendi boschivi, innescati  … ad arte per cancellare- nella grande maggioranza dei casi- boschi e generare pascoli copiosi ed alto potenziale nutritivo per allevamenti di bestiame e produzione di carne. E fa specie, però, evidenziare che tale “stato di cose”  sussista e si manifesti nella fase che attualmente vive il Parco del Partenio, con iniziative e attività promozionali di politica ambientale, grazie all’impegno del presidente Franco Iovino. Un impegno che si rapporta alle relazioni con le amministrazioni locali e soprattutto con le Scuole e le associazioni, con il fiore all’occhiello del progetto, che contempla la piantumazione di due mila alberi proprio nelle aree del Parco, coinvolgendo amministrazioni locali e cittadini..

 E’ un protagonismo ancora ai primi vagiti, quello del Parco, che arriva a distanza di decenni di piatto e amorfo immobilismo, “spezzato” occasionalmente da qualche convegno – passerella e … vendi – fumo su ambiente e..dintorni. E se avrà  sviluppi, com’è auspicabile, potrà segnare una svolta virtuosa, conferendo al Parco  ruoli e funzioni peculiari per la tutela dell’ambiente e la promozione del turismo culturale del territorio. Ma la forza propulsiva della svolta risiede anche e soprattutto nella volontà politica delle amministrazioni dei Comuni nel saper interagire, per valorizzare la risorsaParco.

di Geo

Baiano. Focus alla Festa della Nocciola: le api, primo anello della catena alimentare e sentinelle della biodiversità. Cambiamenti climatici e rischio d’estinzione

Miele… amaro.

Ed è allarme diffuso per il serio e preoccupante rischio d’estinzione  che corrono le api, insetti sociali per eccellenza, che, albergando nelle  “Città Alveari” – realizzate dall’homo sapiens, imitandone la loro originaria e naturale configurazione di armoniosa e perfetta architettura, in cui spiccano le accoglienti cellette esagonali raggruppate nel favo, opificio e magazzino- elaborano le loro pregiate produzioni, dal nettare degli dèi, il miele propriamente detto, alla sontuosa super nutriente pappa reale, per finire alla cera dapi dai molteplici usi terapeutici, cosmetici e dalle tante preziose applicazioni nel lavoro artigianale. Sono le produzioni con cui le api – spigliate e disinvolte messaggere di Madre natura, l’onesta e generosa Alma Mater– formano il primo anello della catena alimentare, facendone copioso dono all’uomo, che se ne vale per le proprie esigenze e bisogni, in termini di valore aggiunto per i cicli di trasformazione e commercializzazione. Come dire attività di lavoro e impresa.

Un aspetto – quest’ultimo – di particolare rilevanza, se solo si punta l’obiettivo sull’andamento dei consumi nel Bel Paese, dove nel 2018  si sono prodotti 23 milioni di chili di miele; produzione, che nel 2019 è notevolmente calata, tanto che per soddisfare il fabbisogno italiano, è stato necessario nei primi cinque mesi dell’anno importare – secondo i dati di Coldiretti– circa dieci milioni di chili di miele,  provenienti in larga parte dall’ Ungheria e nella misura del 10% dalla Cina, dove non si realizzano le coltivazioni degli organismi geneticamente modificati, che in Italia sono vietate. 

E’ un trend, quello del calo di produzione, che non sembra affatto destinato a fermarsi per l’effetto incalzante e a cascata di oltre mille eventi meteorologici estremi registrati nei mesi monitorati  e che rientrano nel più ampio ed esteso scenario dei cambiamenti climatici che stanno segnando profondamente il mondo dal Nord al Sud, sotto tutte le latitudini. Una estesa e capillare alterazione degli equilibri degli ecosistemi terrestri e degli ecosistemi marini, che sottopone le api alla moria silenziosa ed inesorabile, con conseguenze molto più gravi e drammatiche di quel ch’è possibile immaginare, rendendo profondamente inquietante e attuale il noto aforisma, attribuito ad Albert Einstein, l’assertore della teoria della relatività: “Se le api dovessero scomparire dalla faccia della Terra,alluomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Una prospettiva che di punto in bianco si profila e che pare suscitare sorpresa, anche se i segnali che ne davano l’annuncio e il prospetto risalgono agli anni ‘ 70 alla luce delle importanti documentazioni statistiche e  rigorosi studi di macro-economia, che si leggono nel celebre Rapporto redatto dagli scienziati mondiali del  Club di Roma con il coordinamento di Aurelio Peccei, delineando con chiarezza massima le ragioni dell’equazione sviluppo sostenibile = equilibrio naturale.

L’aforisma  di Einstein

Salvare le api e l’esperienza del Miele dasfodelo sul Partenio

E proprio l’aforisma di Einstein è  stato il fulcro tematico del Focus  “Salviamo le api”, svoltosi all’ombra dei maestosi platani di uno dei più suggestivi e accoglienti angoli della spaziosa Villa comunale – promosso e organizzato dall’associazione “La piccola cometaAlessia Bellofatto” nell’ambito de “La Festa della NocciolaSagra di Qualità” ed animato da Saverio Bellofatto– ed introdotto dalla Danza delle Api eseguita sulla contigua Rotonda” nelle volteggianti ed ariose  delle coreografie interpretate con eleganza dalle ragazze- in costume d’api– dell’Accademia La Danse. E sulla scia delle coreografie, c’era il bel reading poetico di Paola Miele e Carmine Montella, omaggio alle api.

Un percorso, per rappresentare lo stato di malessere profondo in cui versa la Terra– evidenziava Bellofatto– di cui le api, sentinelle dell’ambiente e del territorio, sono testimoni con la loro sofferenza. Una condizione di difficoltà, che investe il comparto dell’apicoltura della Campania, ch’è tra i più importanti su scala nazionale- rilevava Angelo Petretta, presidente regionale di Apicoltori Associati– con oltre mille operatori, circa tre mila apiari, 13 mila sciami e ben 77 mila alveari; una realtà economica che fa leva spesso su aziende condotte da giovani imprenditori con quadro d’istruzione medio – alto, che danno continuità alle attività familiari preesistenti. E quello della Campania costituisce- aggiungeva Petretta– il 5% del fatturato di settore nazionale che vale in totale 50 milioni di euro; un quadro di importanti opportunità di lavoro, che va salvaguardato, considerando altresì le funzioni che le api svolgono quali guardiane della biodiversità. 

Interessante il racconto del Miele del Parco del Partenio, fatto da Antonio Maietta, imprenditore della storica e rinomata Azienda agricola apistica Montuori, operante in via Lungo il Clanio, ad Avella; un racconto che si lega alla ricca e ampia gamma floristica del Parco anche se la sua produzione dei Mieli di qualità è sempre più condizionata dalle letali aggressioni a cui sono esposte le api per la presenza degli inquinanti nelle matrici ambientali- segnatamente i fitofarmaci gettati … senza limiti o  e il devastante glisofato rischioso per i tumori e interferente ormonale- nelle matrici ambientali, per non dire dei  bruschi cambi climatici, segnati da ondate di calore, bufere di vento, grandinate e via seguendo. Un’analisi attenta, quella di Maietta, ma anche l’energia morale e l’intelligenza a fronteggiare le criticità in atto, ampliando il raggio d’azione dell’azienda. Ed ecco l’esperienza della  “migrazione delle api” guidata ed  orientata verso le alte quote incontaminate del Parco del Partenio, dove cresce con il caratteristico bulbo, il lungo e bianco asfodelo, da cui le api attingono la risorsa primaria dell’omonimo Miele monofiore, particolarmente richiesto per l’arte culinaria e dolciaria di alto livello. Un’esperienza compiuta, superando non pochi ostacoli e difficoltà.

Interventi in linea con le ragioni della formazione e diffusione della cultura sociale e civica della tutela dei valori dell’ambiente e delle risorse naturali del territorio, quale antidoto ai cambiamenti climatici, erano sviluppati, dal professore Pietro Caterini, dirigente scolastico dell’Istituto statale agrario “Francesco De Sanctis” di Avellino, e dal professore Vincenzo  Serpico, dirigente scolastico del “Giovanni XXIII” di Baiano e Sperone  e del “don Lorenzo Milani”  di Manocalzati, mentre  Franco Iovino si soffermava sulla centralità del Parco del Partenio per attive politiche ambientali. Un capitolo a sé era sviluppato dal professore Giovanni De Feo, illustrando “Il metodo greenopoli”  per un mondo migliore e pulito.

Indirizzi e saluti istituzionali, erano espressi dall’on.le Vincenzo Alaia, vice- presidente della commissione sanità della Regione-Campania, dall’assessore Agostino Vitale, e dall’assessore Franco Masi, in rappresentanza rispettivamente del sindaco di Avella e presidente della provincia di Avellino, Domenico Biancardi, e del sindaco di Baiano, Enrico Montanaro.

di Geo

NOLA. AGITAZIONE OPERATORI ECOLOGICI, LA BUTTOL NON PAGA GLI STIPENDI AI DIPENDENTI

“La società affidataria del servizio – sottolinea il sindaco Gaetano Minieri – non può incassare se non produce i documenti richiesti per il perfezionamento e sottoscrizione del contratto tra cui cronoprogrammi, fideiussioni, elenco automezzi e numero dei dipendenti. I lavoratori sono pagati dalla ditta affidataria e non dal Comune”.

di ra.na.

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