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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “settembre 9, 2019”

Baiano. Stir di Tufino e criticità ambientali: appello alla Regione Campania

Le comunità cittadine del territorio sono ormai sotto crescente e diffusa pressione da oltre un mese per le criticità ambientali e per i miasmi emessi dall’impianto di trito vagliatura  operante a Paenzano di Tufino. Una complessa problematica che aggrava i rischi e pericoli a cui è esposta la comun salute, penalizzando duramente l’ecovivibilità. Una situazione di disagio, a cui né le Asl Avellino e Napoli 3 Sud, né l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campania, in ordine alle loro competenze hanno finora prestato uno straccio di attenzione, dando riscontro a esposti, segnalazioni e denunce sia delle Istituzioni territoriali che di associazioni e cittadini, per trovare una via di uscita e di risoluzione alla persistenza del fenomeno. Un silenzio e una … sordità che negano i principi e i valori della cittadinanza, delle sue istanze e bisogni, specie se di conclamata evidenza sociale, come nella fattispecie.

In questo quadro, si colloca la convocazione del Consiglio generale dell’Unione dei Comuni del Baianese e dell’Alto Clanis, indetta dal presidente di turno, Enrico Montanaro, sindaco dell’Ente di piazza Napolitano, in cui si è svolta l’assemblea. Un confronto costruttivo e propositivo, nello stesso tempo, alla luce della complessiva problematicarifiuti accentuata dallo stop programmato dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra; stop già reso noto da circa un anno e debitamente annunciato dall’A2A, l’holding dei Comuni di Milano e Brescia che gestisce la struttura,realizzando profitti stimati nell’ordine di 60 milioni annui, a fronte di un fatturato medio oscillante tra i 400 e i 500 milioni. 

Come dire- va da sé, e non giova evidenziarlo … più di tanto- che i rifiuti della Campania “valorizzati e trasformati” come fonte di energia elettrica, venduta ai gestori dei servizi elettrici, determinano notevoli ritorni economici e finanziari per i due importanti Comuni che si valgono di un management d’impresa pubblica di buon livello e collaudate competenze di programmazione e gestione.  E- va ricordato- la struttura industriale della termovalorizzazione di Acerra appartiene al patrimonio della Regione-Campania, mentre lo stop da cui è interessata per lavori di manutenzione ordinaria che si concluderanno il 12 ottobre, ancora una volta, ha fatto emergere le ben note carenze nella filiera impiantistica. Un punto di analisi, su cui si soffermava il presidente Montanaro, auspicando la realizzazione sui territori regionali la filiera degli impianti per la piena autonomia di gestione del ciclo-rifiuti.Sulle cause del fenomeno era focalizzato l’intervento del sindaco di Sperone, l’avvocato Marco Santo Alaia, componente del Consiglio dell’ Ato rifiuti della provincia di Avellino, ponendo l’accento sulle ragioni della necessaria vigilanza da esercitare sulla gestione dello Stir sotto accusa. “Come comunità, stiamo pagando un pegno eccessivo e insostenibile, spiegava. Fino ad oltre dieci anni fa, siamo stati penalizzati per lungo tempo sia dall’attività delle maxi-discariche di Paenzano1 e Paenzano2 che da quella dell’impianto per la produzione del combustibile derivato dai rifiuti e ora dallo Stir, in esercizio nello stesso sito. E’ una beffa che viene consumata ai danni dalla comunità che rappresento, il cui tessuto urbano è insediato in larga parte nelle immediate vicinanze dell’impianto di trito vagliatura. Una vicinanza che rende impossibile la vita ai cittadini e alle famiglie per l’aria resa irrespirabile dai miasmi generati dallo Stir.    Il paradosso- sottolineava ancora Alaia– è dato dalla condizione virtuosa della comunità speronese, collocata tra le prime della graduatoria regionale per la pratica corretta sia  della“differenziazione” che del ririclo e riuso dei rifiuti”. Altro punto di analisi di Alaia era espresso sulle anomalie  di gestione dello Stir  che possono ritenersi la causa delle criticità in atto; anomalie riconducibili alle eccessive percentuali della frazioni organica di rifiuti conferite nei materiali dell’indifferenziato “secco”, con provenienza dai Comuni della Città metropolitana di Napoli.    

Il dottor Alessandro Napolitano, medico di professione e sindaco di Mugnano del Cardinale, ampliava il raggio d’osservazione, andando oltre la specificità  del fenomenomiasmi e della probabile cattiva gestione dello Stir, per porre sotto i riflettori lo stato generale della vivibilità del territorio dell’ Unione intercomunale e dell’area nolana; stato di vivibilità che non desta affatto tranquillità né garantisce sicurezza eco-ambientale, su cui è necessario intervenire in modo appropriato e adeguato con il supporto delle Istituzioni,a cominciare da indagini epidemiologiche, per aprire i percorsi dell’ ecosostenibilità che interpellano indistintamente, Istituzioni e comunità cittadine.

Un punto di riflessione, quello del “Primo cittadino” di Mugnano, condiviso dal sindaco di Quadrelle,  Simone RozzaFranco Vittoria e Chiara Cacace. E su questa linea di ragionamento si innestava l’intervento dell’on.le Vincenzo Alaia, vice-presidente della commissione-sanità del Consiglio regionale della Campania. Un intervento, per  impegnare il Consiglio generale dellUnione a rapportarsi con le Istituzioni regionali, in particolare le competenti Aziende sanitarie locali e l’Arpac, ad attivare tutte le procedure necessarie, per vigilare sulla regolarità gestionale dello Stir, oltre sulla tutela dell’ambiente. Un quadro di controlli, di cui le Asl e l’Arpac stesse diano conto alle comunità e alle le amministrazioni locali. L’assenza di ascolto e d’interlocazione non è concepibile- spiegava Alaia– né ammissibile.

Al  confronto, ha assistito una folta delegazione di rappresentanti di associazioni di volontariato civico di Tufino, con il consigliere comunale, Nicola Di Mauro, e Onofrio Petillo, che, in particolare, evidenziavano le criticità e le sofferenze ambientali che investono l’area nolana nella generale indifferenza delle Istituzioni locali. Uno scenario grigio-scuro. Più scuro che grigio, quello prospettato.

di Geo

Napoli. Scuole riaperte, in Campania la campanella suonerà mercoledì l’11 settembre

20 milioni ripartiti tra i 550 Comuni per la fornitura dei testi. La spada di Damocle del calo demografico, mentre crescono la povertà relativa e le disuguaglianze educative. La lungimiranza socio-politica della provincia autonoma di Bolzano e i Patti di natalità a sostegno delle famiglie.

Le Scuole si sono già riaperte secondo l’appuntamento canonico d’inizio settembre per le attività preliminari che impegnano i docenti nei Consigli d’Istituto e nei Collegi di classe per la definizione dei piani d’offerta formativa e le correlate iniziative di profilo curriculare ed extra-curriculare. Ma l’apertura ufficiale- come sempre- procederà su scala differenziata di calendario, secondo le indicazioni delle amministrazioni regionali. 

Le prime ad aprire i battenti- giovedì- sono state le Scuole della provincia autonoma di Bolzano, l’unico contesto socio-territoriale, che, per quanto ristretto, non fa registrare il calo demografico che è ,invece, generale e diffuso nel Belpaese; una condizione di valenza esemplare in ambito sociale e di ethos pubblico, che corrisponde all’attuazione degli obiettivi dei Patti di natalità a sostegno delle famiglie, adottati da alcuni anni con lungimiranza e incisività  dal ceto politico-amministrativo dell’area alto-atesina. Mercoledì, 11 sarà il turno delle scuole della Campania, Veneto, Umbria e Basilicata e così proseguendo nel giorni successivi. Ultime nell’apertura le scuole della Puglia, mercoledì, 18.

Importante e significativo, nel quadro delle risorse economiche stanziate dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica, è, però, il provvedimento della RegioneCampania che ha già attuato il relativo riparto  tra i 550 Comuni della mappa territoriale, rendendo spendibili in tempo debito  i fondi destinati alla fornitura dei libri sia agli alunni delle Scuole dell’obbligo sia agli alunni che frequentano gli Istituti statali d’istruzione superiore e che appartengono a famiglie che vivono la condizione del disagio economici, nel rispetto del diritto costituzionale e sociale allo studio. E va tenuto presente che in Campania una famiglia su quattro versa in stato di povertà relativa. Una realtà, che, concretamente, coinvolge il 32% dell’intera potenziale popolazione scolastica del territorio regionale; una realtà, che fa coniugare la durezza e la sofferenza della cosiddetta povertà relativa con le diseguaglianze educative, segnatamente nelle periferieurbane, in cui si vive e con-vive con la marginalità sociale, in cui il respiro della speranza di promozione e elevazione sociale è affannoso, quando non viene del tutto impedito e soffocato dal degrado generalizzato familiare e di contesto sociale.

In specifico, circa 15 milioni sono riservati agli alunni delle Scuole dell’obbligo e 5 milioni agli adolescenti delle Scuole superiori. Diun milione e 184 mila euro è il supplemento di dotazione economica riservato dal Ministero a copertura delle spese scolastiche sostenute, per le quali,però, non sono disponibili contributi o sostegni di natura pubblica. 

Povertà relativa delle famiglie, disuguaglianze educative, dispersione scolastica e disoccupazione giovanile attestata sul 20% costituiscono un tutt’uno, a cui la politica non guarda da anni; un tutt’uno che si accentua e aggrava a fronte delle problematiche del calo demografico, che nel Sud in particolare – e  con proiezione verso il 2028– sarà ancora più penalizzante, con gravi scompensi sociali  e il pesante ridimensionamento della rete scolastica, servizio di primaria rilevanza, per promuovere e assicurare l’esercizio del diritto costituzionale  allo studio per le articolazioni dell’obbligo scolastico, correlato con il dovere sociale della formazionee dello studio, con cui acquisire competenze e conoscenze, per essere cittadini responsabilmente attivi e partecipi- attraverso il lavoro- nella costruzione della società civile e giusta.

di Geo

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