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Archivio per il giorno “settembre 3, 2019”

La chiesa di San Felice da Nola a Venezia

La chiesa parrocchiale di Venezia dedicata a San Felice da Nola, sita nel sestiere di Cannaregio, secondo gli storici dell’arte fu voluta nel 960 dalla famiglia patrizia Gallina, sebbene la sua esistenza sia testimoniata per la prima volta in un documento risalente al  1177. Una prima modifica del suo impianto architettonico si ebbe nella seconda metà del XIII secolo, quando il 15 luglio del 1267 fu riconsacrata da Leonardo vescovo di Jesolo e da fra Marino vescovo di Caorle, ed intitolata alla Vergine Maria e a San Felice da Nola il Confessore. A causa delle sue critiche strutture statiche fu completamente ricostruita nel 1531, secondo stilemi rinascimentali. Allora se ne cambiò l’orientamento e si preferì una pianta a croce greca con grande cupola centrale. La chiesa presenta due prospetti; quello principale è tripartito da lesene con capitelli di stile corinzio. 

Vittima delle spoliazioni napoleoniche, presenta altari dell’Ottocento. Tra i pochi dipinti più antichi ancora conservati si conta quello  che raffigura il nostro Santo, opera di Domenico Crespi, (1559 – 1638), detto il Passignano dal suo paese natale.

L’opera si inquadra perfettamente nel cromatismo della pittura veneziana del Rinascimento, quali il prezioso blu oltremare e il rosso tizianesco, ma inaspettatamente offre alla vista un fondo d’oro, seguendo reminiscenze arcaicizzanti di stampo bizantino. In primo piano figurano due scuri prelati che fanno quasi da ribalta e da contrasto al vivo cromatismo delle immagini di Cristo benedicente e di San Felice. Il Santo si mantiene in dialogo con la figura del Redentore benedicente attraverso l’intenso sguardo adoratore e la forte policromia. Le due figure lasciano lo spazio all’oro, attributo del divino, che le incornicia. L’estrema vicinanza del capo del Redentore all’apice del quadro ne accentua la visione a sottinsù e la verticalità prospettica tanto cara al Rinascimento.

Sebbene la Chiesa commemori solennemente San Felice di Nola, nel giorno 14 di gennaio, la parrocchia veneziana celebra la di lui festa nell’ultimo giorno di agosto, quando sarebbe nato. Ignota è totalmente la cagione, per la quale sia stata stabilita quella data come giorno natalizio del Santo, non solo dalla chiesa, di cui è titolare, ma da tutto il clero veneziano.

di Antonio Fusco

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FINALMENTE RIAPRE AL COMUNE DI NOLA LO SPORTELLO AMICO GORI, GLI ORARI

Sarà di nuovo operativo (speriamo con regolarità) a partire da lunedì 9 settembre lo sportello Amico Gori presso il Comune di Nola, non più presso l’URP (Ufficio relazioni con il pubblico) a piano terra del Comune, ma da via G. Bruno (palazzo Comunale). Responsabile del servizio la dipendente comunale Giuseppina Santaniello.

Lo sportello amico corrisponde ad un punto informativo presso il Comune istituito tramite protocollo di intesa tra Comune e GORI. Dallo sportello Amico è possibile effettuare una serie di richieste quali l’attivazione di una nuova fornitura idrica, la voltura del contratto, la rateizzazione delle bollette, la disdetta delle utenze, l’invio delle bollette a mezzo email, la rettifica di fatturazione, la comunicazione della lettura del misuratore. È disponibile presso lo sportello la modulistica utile per effettuare diverse altre richieste relative al servizio idrico integrato gestito dalla società.

I giorni e gli orari dello sportello Amico di Nola. Lunedì ore 10,00 – 12,00; giovedì ore 15,30 – 17,30; venerdì 10,00 – 12,00. Per tale servizio la GORI riconosce € 3.500,00 all’anno al Comune di Nola. Attualmente gli sportelli “Amico” nell’ambito dell’Ato 3 Sarnese-Vesuviano sono una trentina.

di ra.na.

RESIDENTI DI VIA A. MINICHINI E VIA S. FRANCESCO A NOLA SUL PIEDE DI GUERRA, “BASTA DISAGI”

Marciapiedi off-limits ai pedoni “sfrattati” da continui ostacoli che li costringono a fare slalom in mezzo al traffico (sosta selvaggia, occupazione suolo pubblico di esercizi commerciali, erbacce e rami di vegetazione selvaggia che occupano la sede stradale ed impediscono il passaggio anche agli automezzi pubblici). È questa la drammatica situazione nella quale versano tante zone di Nola.

I casi più eclatanti in via S. Francesco dove la sosta selvaggia h24 delle auto la fa da padrona da anni ed i pedoni sono costretti a camminare al centro della strada con grave pericolo per la propria incolumità. Oramai i mezzi della denuncia e della segnalazione all’URP (Ufficio relazioni con il publico) di Nola non conta. L’incivilta’ di chi non rispetta le norme del codice della strada e di chi non raccoglie gli escrementi del proprio cane va combattuta con i controlli quotidiani della Polizia Municipale e le sanzioni.

Un’altra strada impraticabile per i pedoni è via A. Minichini. È di alcuni giorni fa -dopo anni di abbandono – l’intervento di manutenzione della segnaletica stradale che non garantisce la sicurezza dei pedoni per la totale assenza delle strisce pedonali e non da chiare informazioni agli automobilisti per orientarsi all’interno della rete stradale cittadina. Ciliegina sulla torta gli alberi da frutta (fico) incolti e pericolosi lungo il muro perimetrale della Caserma Cesare Battisti letteralmente pendono sul manto stradale, ostruendo la visuale e il passaggio pedonale creando non pochi disagi alla viabilità. A nulla sono valse le segnalazioni e denunce dei residenti all’Urp. Una situazione assurda se si pensa che circa tre anni fa furono spesi decine e decine di migliaia di euro per la potatura degli alberi adiacenti le casermette del ’48 di proprietà comunale. “L’amministrazione comunale – sottolineano i residenti – deve garantire la sicurezza dei cittadini. È inconcepibile passeggiare e doverci spostare da un marciapiede all’altro dovendoci misurare con vegetazione selvaggia con muri e tetti pericolanti, tavolini degli esercizi commerciali oltre ad escrementi che rendono luridi e impraticabili i marciapiedi”. Altra questione, non ultima, è quella dei piccioni che negli ultimi tempi sta diventando un dramma per Nola.

di ra.na.

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