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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Nola. Si allungano gravi ombre sulla situazione economica: la Giunta-Minieri e l’uscita di sicurezza, O.K. alla dichiarazione di dissesto con passività di oltre 40 milioni

Condizione più fosca e pesante di quella che era stata data da immaginare, in relazione alla realtà dei conti economici dell’ Ente di piazza Duomo. Non sussistono più i fattori concorrenti e determinanti nella formalizzazione della dichiarazione dello  stato di pre- dissesto; nel volgere di appena qualche mese si sono innescate, invece, le cause per la dichiarazione del dissesto dell’Ente, su cui punta la GiuntaMinieri. Uno scenario nuovo e di assoluta criticità che corrisponde alla drastica e irrevocabile dichiarazione  di fallimento, con effetti duri sia per i creditori, che subirebbero di fatto il congelamento delle loro spettanze che verrebbero saldate in tempi prolungati, sia per il personale dipendente che finirebbe in soprannumero. E, sigillo finale, sarebbero adottate sanzioni  severe per coloro che dovessero risultare responsabili del fallimento ed in carica nei pregressi cicli amministrativi; sanzioni economiche e di esclusione dall’esercizio dei diritti politici di elettorato passivo, con la drastica esclusione dal poter svolgere le funzioni e incarichi pubblici.

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La soglia delle criticità economiche dell’Ente di piazza Duomo risulta più elevata e consistente di quel ch’era stato reso possibile immaginare e conoscere sulla base dei riscontri scaturiti dalle ricognizioni condotte dalla commissione straordinaria alla guida dell’amministrazione comunale disciolta a maggio del 2018  e coordinata dal prefetto Anna Manganelli; ricognizioni, per le quali veniva profilata, a marzo scorso,  la praticabilità della proposta – indirizzata per l’accoglimento al  Ministero dell’Economia e Finanza e alla Corte dei Conti- del Piano di predissesto, inteso come Piano di riequilibrio, e “licenziato” dalla commissione, con l’obiettivo mirato sul risanamento del “rosso” in bilancio – tra disavanzo e indebitamento accertato e riconosciuto- stimato per oltre 35 milioni di euro, prefigurandone l’attuazione su un percorso di durata spalmato su venti anni, facendone pagare il pedaggio alle attuali giovani generazioni. Una durata, in realtà, apparsa subito discutibile, sicuramente eccessiva e di difficile ricezione per le competenze del Ministero d’Economia e Finanza e della Corte dei Conti. E in ogni caso, il pre-dissesto, da attuare …. quale fallimento soft era stato accolto senza scossoni particolari in città e nei cosiddetti ambienti politici che “contano”. Un rinvio di lungo corso, confidando, magari, nello “stellone” di “sanatorie”, ancorché impossibili e improbabili a concretizzarsi. 

    Di fatto, alla luce di nuove e più analitiche ricognizioni su atti sopravvenuti, non sussistono più le condizioni, per  puntare sulla realizzazione degli obiettivi del piano di pre – dissesto, che, per se stesso non costituisce affatto una passeggiata distensiva e allegra, ma esige l’osservanza di vincoli e obblighi stringenti che lasciano ben pochi margini alla discrezionalità delle scelte politiche e amministrative, avendo come esclusiva finalità primaria il risanamento economico integrale dell’Ente. Una macchina con pilota automatico in funzione ed etero diretto su itinerario predefinito da seguire come i binari ferroviari. In realtà, la massa delle passività sarebbe cresciuta fino a raggiungere e superare addirittura la striscia dei quaranta milioni di euro. Un’enormità che impone l’approdo alla dichiarazione di dissesto dell’Ente di piazza Duomo, senza alcun indugio, facendo di necessità virtù. Una decisione di forte valenza  politica e amministrativa, su cui punta, per lo stato di cose prodottosi, la GiuntaMinieri, che darebbe la soluzione radicale alla pesante problematica in atto, fissando la classica la linea di demarcazione, per distinguere nettamente la mala gestio del “lungo ieri”, intessuto di decenni, a palazzo di città rispetto al  nuovo corso– auspicabile e auspicato- per il positivo  cambiamento delle cose nella trasparenza. 

E’ la divide line diventata irrinunciabile e dovuta, anche se dell’accoglimento o meno della proposta del Piano di riequilibrio prospettato agli organi competenti lo scorso marzo, nulla di ufficiale è stato reso possibile di conoscere in termini di risposta con atti formali; il che lascia presumere, che il Piano risulta impraticabile e vanificato dalle sopraggiunte ricognizioni che attestano l’aggravarsi delle criticità economiche dell’Ente di piazza Duomo, con pesanti carenze di liquidità di cassa, con spese vincolate e dovute, a cui già non corrisponderebbero congrue riscossioni per tributi e servizi.

di Geo

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