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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “luglio 8, 2019”

Baiano. Ciriaco De Mita e il pensiero che costruisce la politica del bene comune

La Città dell’Alta Irpinia e l’Azienda speciale dei boschi per lo sviluppo dell’economia del legno: gli obiettivi della  progettualità intercomunale, per arginare la consunzione sociale delle aree interne appenniniche segnate dallo spopolamento e dalla denatalità che annullano il futuro delle comunità.

La concisa ed esauriente rivisitazione della biografia politica, che non solo lo rende un protagonista della storia italiana – piaccia o non piaccia- ma ne fa risaltare anche il profilo di parlamentare della Repubblica per undici legislature in rappresentanza del collegio Avellino SalernoBenevento e di eletto al Parlamento di Strasburgo per tre legislature, sviluppata  da Giusy De Laurentiis, per evidenziare la caratura dell’ uomo ch’è stato presidente del Consiglio dei ministri e, più volte, ministro, oltre che presidente e segretario nazionale della Democrazia cristiana. Gli indirizzi di saluto rivoltigli dal sindaco Enrico Montanaro e dal professore Vincenzo Serpico, solerte e perspicace dirigente del “Giovanni XXIII”. La sottolineatura di Carlo Melissa nel marcare l’esemplarità dell’impegno civico e culturale, in virtù del quale, dopo aver toccato l’apice della rappresentanza politica ai vertici dell’esercizio del potere esecutivo nazionale, si dedica con spirito di servizio alla piccola comunità della natia Nusco, di cui è stato eletto sindaco al secondo mandato consecutivo- all’età di novantuno anni, compiuti a febbraio scorso- sono stati i tasselli d’introduzione alla conversazione dell’on.le Ciriaco De Mita con chi  scrive …. queste noterelle nell’Auditorium del plesso di Scuola media dell’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, nell’ambito del “Viaggio nella Costituzione”, l’interessante progetto di carattere divulgativo promosso  dal Circolo socio-culturale LIncontro, per il quale, dal giugno del 2018, si sono finora alternati sindaci e amministratori locali, magistrati, parlamentari, teologi, sindacalisti, docenti universitari e dirigenti scolastici, avvocati ed esperti di Diritto.

    Una conversazione articolata e variegata nei motivi di riflessione, con cui De Mita focalizzava, in particolare, la rilevanza primaria ed assoluta del rapporto che intercorre tra la politica e il pensiero; un rapporto inscindibile, con cui si alimenta la visione del futuro, per dare risposte adeguate alle istanze della promozione e dell’evoluzione civile della società. La politica che si nutre di idee, studio e conoscenza è in grado di “leggere” i molteplici recessi e le fuggevoli sfumature della complessità sociale, orientando le scelte del miglior governo possibile della società, specie nelle dinamiche della contemporaneità. Ed è la contemporaneità segnata dalle modalità, con cui la globalizzazione e  l’innovazione tecnologica trasformano e sovvertono rapidamente l’esistente conferendogli aspetti e profili mutevoli, per la cui comprensione è basilare il metodo del dialogo aperto e del libero confronto. In assenza dell’osservanza di questi fondamentali canoni, la politica – spiegava- diventa “altro” da sé, per tradursi in scelte di convenienze e di opportunità, funzionali ad acquisire l’esercizio del potere per il potere, senza dare prospettive d’evoluzione alla società. E’ il processo che determina l’immobilismo e l’asfittico regresso della società, sfibrandola.

    Dallo scenario disegnato della politica qual è – o dovrebbe essere- De Mita faceva scaturire la comparazione con il presente, in cui il discorso pubblico è ridotto ai minimi termini e la politica è latitante, con la manifesta crisi di “rappresentanza della società” rispetto alle problematiche da cui è attraversata. Severe e dure le contestazioni verso le forze di governo nazionale, rappresentate da Lega e Movimento 5 Stelle, interpreti e portatrici della “ politica del nulla”. Sulla stessa lunghezza d’onda, le censure verso il Partito democratico, inadeguato a fronte della realtà sociale e senza voce di convinzione e credibilità; una sostanziale afonia  fatta di “parole senza pensiero”. Evidenziata la forte matrice di democrazia laica e liberale che fa da piattaforma della Costituzione, l’ex-premier marcava il ruolo esercitato dai partiti di massa, come la Democrazia cristiana e il Partito comunista, nella costruzione dell’Italia repubblicana con le loro distinte culture ed anime politiche.

       

           La Costituzione, viatico di modernizzazione e democrazia

            Lattualità del popolarismo e la centralità dei Comuni   

 

Era il dato d’analisi storica, che gli forniva la chiave della rappresentazione della modernizzazione dell’Italia affermatasi progressivamente come società al passo con i tempi e  con le dinamiche dell’economia industriale nell’ Unione europea che, attualmente, costituisce un importante soggetto di cooperazione e integrazione dei Paesi delVecchio continente”, presidio fondamentale per la tutela degli equilibri geo-politici internazionali e la pace nel mondo; un passaggio con cui De Mita richiamava il Popolarismo prefigurato da don Luigi Sturzo con l’Appello ai liberi e forti diffuso nel gennaio del 1919 per la fondazione del Partito popolare ispirato dalla visione interclassista  del cattolicesimo democratico, che fosse promotore e fautore dell’elevazione civile delle classi meno abbienti nell’Italia del tempo. Un progetto restato in fieri e conculcato da eterogenei fattori, innescati dalla borghesia, dai grandi proprietari terrieri, dall’emergente nazionalismo e dalle posizioni conservatrici del clero, con don Sturzo costretto all’esilio nel 1924 – in coincidenza con l’avvento del fascismo– prima a Londra e poi a New York.

La cultura del Popolarismo sottolineava, richiamando la tesi espressa nel saggio “La storia dItalia non è finita” che ha pubblicato nel 2012 nella collana “Gli impegnati” per la casa editrice Guida– conserva intrinseco vigore e spiccata attualità politica. E’ la cultura, il cui centro di gravità risiede nel tessuto delle comunità cittadine, i cui valori di relazioni sociali vanno ricomposti, riscoperti e promossi per la democrazia reale e partecipata. E nel progetto di don Luigi Sturzo -non a caso- si dava rilievo alla centralità dei Comuni, in funzione del sostanziale decentramento amministrativo dallo Stato – spesso lontano ed “estraneo”- quale forma di autogoverno responsabile sui territori.

Un percorso ch’è parte significativa della Costituzione nel segno delle Autonomie locali contemplate dal Titolo quinto, in cui ai Comuni si affiancano le Province, le Regioni e le Città metropolitane, aprendo i tracciati delle Unioni e delle Fusioni intercomunali, in pratica dell’associazionismo dei piccoli e medi comuni per realizzare le migliori forme possibili di governance dei territori, coniugando qualità, efficienza ed economicità. Sono i tracciati che il sindaco Ciriaco De Mita sta percorrendo  con l’interessante progettualità per la realizzazione della Città dellAlta Irpinia, condivisa dalle amministrazioni di 25 Comuni e la realizzazione dell’ Azienda speciale dei boschi nel quadro delleconomia del legno, puntando, al contempo, sulla valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, oltre che delle infrastrutture di stazione sciistica,  del Laceno, e sulla compiuta promozione della filiera della castanicoltura sull’asse MontellaSerino. Una progettualità, con idee chiare, per arginare il fenomeno di consunzione sociale dei territori per lo spopolamento in atto e la denatalità che sottraggono il futuro alle comunità; progettualità la cui attuazione è generata dall’intervento pubblico e dall’intervento privato.

di Geo (Foto di Francesco Barlotti)

Nola, la fondazione Hyria Novla pronta a sostenere il nuovo governo cittadino. Il presidente Felice Scotti: “Lavoriamo per il rilancio della città e del territorio”

“Siamo pronti a collaborare con l’amministrazione comunale chiamata a grandi responsabilità per rilanciare Nola nei circuiti in cui merita di stare. Ecco perché facciamo nostro l’appello del sindaco Gaetano Minieri all’indomani di quella che si è rivelata una delle peggiori processioni dei Gigli e della Barca, pronti a dare il nostro contributo all’azione amministrativa”: con queste parole il presidente della Fondazione Hyria Novla Felice Scotti commenta gli ultimi episodi che hanno caratterizzato la città di Nola e che hanno spinto la fascia tricolore bruniana a prendere una posizione chiedendo scusa ai cittadini pur non avendo avuto colpe nella gestione della kermesse in onore di San Paolino già in corso quando è stato eletto.

“Siamo consapevoli della situazione in cui versa Nola, vittima di immobilismo per troppo tempo – continua Scotti – Ciò nonostante vogliamo dare fiducia a questo nuovo governo cittadino con l’auspicio che dia spazio alla voce della comunità con una viva partecipazione alle attività e che trovi la giusta sinergia con tutte le forze in campo a cominciare dalle associazioni. Ecco perché il nostro sarà un impegno costruttivo con proposte serie che presenteremo appena ci sarà data la possibilità. Un discorso avviato già nel corso della gestione commissariale in occasione delle celebrazioni bruniane quando siamo stati promotori dell’istituzione di un centro studi su Giordano Bruno. A tal proposito – prosegue il presidente Scotti – ci meraviglia la mancata convocazione in Municipio ad un incontro tenutosi nei giorni scorsi per mettere su un programma di idee per partecipare ad un bando regionale così come ci è stato riferito da alcune indiscrezioni. Siamo certi che si sia trattata di una pura dimenticanza o superficialità da parte degli addetti ai lavori e dei funzionari che, con noi ed insieme ad altre realtà associative, avevano già condiviso il percorso avviato con il commissario. Occorre rimboccarsi le maniche come ha più volte precisato il sindaco Minieri per un’azione progettuale concreta”.

Dall’eruzione delle Pomici di Avellino a quella del 79 d.C., a Nola si presenta il romanzo sugli ultimi giorni di Plinio il Vecchio

Tema è la notte più tragica della storia, quel 24 agosto (24 ottobre o novembre secondo le ultime ricerche) del 79 che sconvolse la società dell’Impero Romano ed ha affascinato generazioni di appassionati e studiosi. L’autore è un giovane archeologo napoletano, ricercatore in Scienze dell’Antichità, nato e cresciuto sulle pendici del Vesuvio. “Gli ultimi giorni del comandante Plinio” è il romanzo storico di Alessandro Luciano che mercoledì 10 luglio alle 18.30 sarà presentato a Nola dalla Pro Loco Nola Città d’Arte in collaborazione con il Museo-Storico Archeologico di Nola che per l’occasione aprirà le porte della suggestiva e antica Chiesa di Santa Maria La Nova. L’opera, edita da Marlin lo scorso mese di maggio, è un racconto con precisi e reali riferimenti storici che conduce il lettore in un emozionante e descrittivo viaggio nel tempo, grazie alle memorie di un testimone illustre, Plinio il Vecchio.
“Il romanzo di Plinio è un racconto avvincente di un personaggio eclettico, di un evento naturale spaventoso quanto affascinante, di un territorio incontaminato di indicibile bellezza” ha spiegato l’autore, Alessandro Luciano “è un vero piacere per me presentarlo a Nola, una città che trasuda storia e che, anche grazie alla Pro Loco e al Museo Storico-Archeologico, continua ad evocare il ricordo del glorioso passato romano. Mi auguro che la cittadinanza accolga l’invito per mercoledì e ci faccia compagnia in questo bel racconto”. L’evento sarà preceduto alle ore 17.30 da una visita guidata gratuita, offerta dalla Pro Loco Nola Città d’Arte, al Museo Storico- Archeologico dove si custodiscono le tracce della “Pompei della Preistoria” e della tragica eruzione delle Pomici di Avellino.

Nola. Proclamati i neo-consiglieri dell’amministrazione targata Minieri, per la minoranza presente solo Tudisco (M5S). Tutti gli adempimenti del primo consiglio comunale, consigliere anziano Enzo De Lucia

Nel pomeriggio di oggi la commissione elettorale del Tribunale ha proclamato i nuovi consiglieri comunali eletti nella tornata del 26 maggio scorso. Ecco i nomi dei ventiquattro consiglieri comunali (15 maggioranza oltre il sindaco e 9 minoranza).

MAGGIORANZA: Iovino Vincenzo, Cutolo Anna Francesca e Verani Alberto per la lista Più Nola; Mauro Paolino, Buonaguro Alberto, Conventi Francesco per Nola Democratica; Pizzella Francesco per Nola in Movimento; De Lucia Antonio per Nola 801; Tufano Antonio, Giugliano Raffaele, Barone Rino, Napolitano Bruscino Lucianna, Notaro Salvatore, Siano Angelo, La Marca Rossella per la lista civica Uniti per Nola.

MINORANZA. Giuseppe Tudisco Movimento 5 Stelle; De Lucia Enzo, Mauro Claudia, Arvonio Giuseppina per Forza Italia; Raffaele Parisi, Carrella Giovanni, Scala Carmela per lista civica Al Cuore di Nola; Cinzia Trinchese, Coppedo Carmine per la civica SiAmo Nola.

Adesso la parola passa al sindaco Gaetano Minieri che dovrà fissare entro dieci giorni la data del primo consiglio comunale. Nella prima seduta il consiglio deve obbligatoriamente procedere, oltre all’elezione del presidente del consiglio, alla verifica della eleggibilità dei componenti. Questo è il primo adempimento che deve precedere ogni altro atto, poi si passa alla elezione della commissione elettorale. Per il comune dovranno essere tre i componenti da eleggere, due alla maggioranza ed uno alla minoranza. La commissione è presieduta dal sindaco. Nella stessa seduta il sindaco presta il giuramento di osservare lealmente la Costituzione Italiana. Inoltre il sindaco comunica al consiglio la composizione della giunta. Va ricordato che alla prima seduta del consiglio possono legittimamente partecipare solo coloro che sono stati validamente proclamati eletti e non coloro che subentrano per surroga (Consiglio di Stato V sezione 3 febbraio 2005 n. 279). Nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti la prima seduta è convocata dal sindaco ed è presieduta dal consigliere anziano fino alla elezione del presidente del consiglio, successivamente la seduta prosegue poi sotto la guida del presidente del consiglio. È consigliere anziano colui che ha ottenuto la maggiore cifra individuale (preferenze) aumentata dei voti della propria lista. Nel caso di Nola il consigliere anziano è Enzo De Lucia con 4.575 voti di cui 931 di preferenze + 3.644 voti di lista di Forza Italia.

I voti riportati dalle liste presenti alle elezioni amministrative del 26 maggio.

Coalizione Gaetano Minieri

Nola piu 1.969; Uniti per Nola 3.829; Nola democratica 1.904; Nola in Movimento 1.067; Nola 801 1.020.

Coalizione Cinzia Trinchese

Forza Italia 3.644; Al Cuore di Nola 3.556; SiAmo Nola 1.400; Lega Salvini 600; Nuova Europa 223; Lega Sud 154; Meridionalisti Vesuviani 59; Movimento 5 Stelle 1.963.

di ra.na.

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