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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “Mag 22, 2019”

I Gattopardi

Chissà se Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore di uno dei più bei romanzi del 900 “Il Gattopa rdo” avesse mai immaginato che quella frase
“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”
rimanesse maledettamente attuale nel patrimonio letterario, politico e sociale italiano. La pronuncia Tancredi, convinto dell’inevitabilità della caduta dei Borboni, esortando lo Zio, Don Fabrizio a credere nel trasformismo come unica arma per conservarsi.
Cambiare tutto affinché non cambi nulla. La riflessione ci sovviene in questi giorni di campagna elettorale, dove l’idea del cambiamento, voltar pagina, chiudere con quel passato, responsabile della catastrofe economica e sociale cittadina, sono i temi che riempiono i discorsi dei 300 e passa candidati alle prossime amministrative Al netto dello scempio vergognoso di mortificare la Città con stucchevoli sagome in posa. Fa rabbia pensare che quelle mura hanno accolto le legioni di Augusto, sono state custodi degli Orsini, patria di Giordano Bruno, Ambrogio Leone, Girolamo Santacroce, in queste ore vengono schiaffeggiate da un impavido pennello imbrattato di colla. Una memoria meno liquida e qualche capello bianco ci ripropongono sequenze vissute più volte a distaza di lustri. Cambiare tutto per non cambiare nulla. Basta scorrere l’elenco degli eletti negli ultimi 30 anni. Personaggi come Scala, Barore, Pizzella, Cutolo. Nappi. Pizza, Giugliano, De Lucia, Trinchese, sono perlomeno decani in consiglio comunale, pietrificati sullo scranno, alcuni raggiungono anche i 30 anni di permanenza stabile. Discorso a parte merita Antonio Manzi, detto Tonino. Lui e’ stato eletto per la prima volta alla fine degli anni 80, circa 35 anni fa, nella prima Repubblica (quando si votava con il sistema proporzionale e con le 4 preferenze). Da allora e’ stato sempre rieletto, senza soluzione di continuità.
Era consigliere Comunale, quando
la Trinchese pettinava le bambole,
Minieri giocava a nascondino nella Villa di famiglia
e Tudisco …forse era solo nei pensieri dei Genitori.
Come Gattopardi, nel tempo questi signori hanno attraversato i pensieri e gli schieramenti politici senza sorta di appartenenza, dimostrando di essere dei veri professionisti della Politica locale. Oggi li ritroviamo ancora in corsa, sparsi nelle varie liste, e nulla vieta credere che saranno ancora eletti. Adesso i maligni diranno che sono loro i veri responsabili dei disastri comunali. Invece no! Noi siamo buonisti e pensiamo che un voto libero e democratico va rispettato e gli eletti sono sempre legittimati a governare
Lunedì l’oracolo dell’ urna porterà sugli altari, pochi volti nuovi e tante vecchie facce. Tutti gli altri resteranno nella polvere. Mesti e sconsolati torneranno ai loro antichi mestieri con un’ esperienza in più e qualche soldo in meno. Lembi di carta stracciata sui muri, testimoni di una guerra passata, caleranno il sipario su di un sogno vissuto.

di Pietro Avella

Nola. Comunali: sfida a tre, l’analisi di Occhio Attento

Riceviamo e pubblichiamo l’analisi di Occhio Attento sulla competizione elettorale a tre, che vede sfidarsi per la poltrona di primo cittadino di Nola Gaetano Minieri, Cinzia Trinchese e Giuseppe Tudisco.

Ci avviciniamo alle battute finali di questa campagna elettorale. A dire il vero, la mia prima impressione finora è che sia stata povera di contenuti e poco aggressiva (nel senso buono…), il che è un punto a sfavore dei candidati Tudisco e Minieri, punto a favore della candidata Trinchese.

A favore di quest’ultima perché gioca a suo vantaggio l’aver appena sussurrato che la coalizione di Cinzia, rappresenta la vecchia e fallimentare maggioranza della scorsa legislatura. La bontà del progetto “immaginario” dell’architetto Trinchese (piano A), ha cozzato con l’evidenza dei numeri quando Minieri, spiazzando tutti, ha mostrato i muscoli presentando la sua coalizione. È scattato dunque il piano B: non abbiamo alternative noi, non le hanno gli altri di FI (il dr. Guido Lombardi è stata solo una delle opzioni in campo e mai concreta, ma questa è l’arte della politica). Se ci proviamo tutti assieme, c’è partita hanno pensato tutti. Al diavolo i dissapori, conta vincere e per raggiungere l’obiettivo “tutto vale”. I cittadini nolani ancora aspettano la conferenza stampa promessa da Geremia Biancardi un anno fa (e ribadita successivamente dall’ex assessore al bilancio Antonio Russo quando il predissesto era solo una malaugurata eventualità e non una triste realtà) e si chiedono perché è terminata anzitempo la legislatura del Biancardi bis.

Immaginare dunque che l’attuale candidato sindaco Trinchese, ex vicesindaco ed ex assessore, supportata alle spalle da Geremia Biancardi (ex sindaco) e Antonio Russo (ex assessore al bilancio) prima, a cui si sono aggiunti Enzo De Lucia (ex vicesindaco ed assessore), i suoi fedelissimi e altri superstiti di Forza Italia (guidata sul territorio dall’onorevole Paolo Russo e dal consigliere regionale Armando Cesaro) poi, possano rappresentare una discontinuità con la precedente amministrazione è un esercizio ridicolo ed offensivo per Nola e i nolani. Il trucco avrebbe funzionato se non avessero imbarcato FI.

Immaginando diversamente Nola, veniamo al candidato Minieri. Devo dire che la sua discesa in campo ha sorpreso un po’ tutti, anche gli addetti ai lavori, non tanto per la sua figura (da mesi si vociferava di un suo coinvolgimento), quanto per la solidità e per la forza numerica, almeno sulla carta, delle liste che lo supportano. Dando per scontato l’appoggio dell’opposizione degli ultimi 5 anni (Cutolo/Iovino, Pizzella e ciò che resta di un mai competitivo Partito Democratico a livello locale) a chi si proponeva di incarnare la discontinuità con la precedente classe dirigente, la vera novità è l’appoggio della lista “Uniti per Nola”. Nata dalla già forte compagine “Uniti per il territorio”, questa lista accoglie altri pezzi da 90 che hanno abbandonato Forza Italia, a cui si aggiungono giovani e meno giovani rappresentanti di belle speranze. Un progetto, a mio parere, davvero interessante e per questo non vedo l’ora che dalle parole si passi ai fatti (insomma, la conta dei voti). Precisiamo, ad onor del vero, che nemmeno loro possono incarnare il rinnovamento, anzi; nella precedente amministrazione erano il terzo incomodo (per Biancardi), probabilmente più volte sacrificati all’altare del mai celato protagonismo della stessa Trinchese e soprattutto di De Lucia. La credibilità di Minieri Sindaco che deriva, come detto, dalla forza della sua coalizione, viene però messa in discussione dall’assenza di aggressività (gioca spesso di rimessa) e da una proposta politica povera di contenuti. Volendo essere benevoli, è probabile che lo stato finanziario sub-judice dell’ente nolano stia incidendo non poco, col rischio che eventuali promesse impossibili da mantenere possano rappresentare un boomerang per l’imprenditore nolano.

Concludiamo con il candidatoTudisco, giovane avvocato, ai più apparso certamente come il più credibile e vero interprete del cambiamento. Ci aspettiamo da lui degli affondi più incisivi e concreti. Da sempre interessato alla vita politica nolana, è stato (rocambolescamente) scelto come candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. Incassata la certificazione ufficiale, anche grazie agli ottimi rapporti con il Ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio, Tudisco sarà chiamato adesso a rispondere coi numeri alla fiducia riposta in lui dai vertici del Movimento. La mission è quella di intercettare quanti più consensi possibile, in una città che, soltanto un anno fa alle Politiche 2018, ha nettamente premiato il M5S. Ovviamente è da stupidi fare un paragone tra le due competizioni ma l’ambizione di rappresentare la sorpresa di questa tornata elettorale è comunque giustificabile. Le premesse dunque ci sono… Attendiamo adesso la rivelazione dei nomi che andranno a costituire la giunta in caso di vittoria, remota, del Movimento 5 Stelle. Va infatti detto che la consistenza (numerica) della lista fa dormire sogni tranquilli agli altri due competitor, ma sarà comunque l’occasione giusta per fare esperienza e riproporsi con i favori del pronostico nelle prossime tornate.

di Occhio Attento

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