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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

E che cavolo!

Siamo nel cuore della competizione elettorale. I numerosi candidati si prodigano per lo più in contatti porta a porta, riducendo gli spazi per discussioni collettive sulle questioni concrete che riguardano il futuro della città e del nostro territorio. Ma è anche vero che il dibattito rischia di essere un semplice esercizio accademico in tempi di pesante scarsità di risorse per la prossima amministrazione comunale. Del resto, come dice la piccola, ma straordinaria nei risultati, Greta Thunberg, nel suo libro “La nostra casa è in fiamme”, per lo più succede che “le elezioni non si vincono dicendo le cose come stanno, le elezioni si vincono dicendo alla gente quello che vuole sentire”.

Ma noi, con l’ottimismo che ci sostiene, crediamo ancora che la penosa prassi possa essere smentita.

Intanto, come riportato nel citato libro, che ha come tema di fondo la battaglia per il cambiamento climatico su scala globale, cerchiamo di apportare un modesto contributo alla causa ambientale con piccole azioni che però possono risultare significative alla scala locale.

Sono tra i fondatori della Fondazione Hyria-Novla, che da tempo sostiene attività di promozione culturale e di sviluppo sostenibile del territorio. La sostenibilità è sicuramente un termine troppo abusato negli ultimi tempi ed il più delle volte si rivela una vuota enunciazione, mancando atti concreti che ne declinino il solo uso verbale.

Per dar materiale significato al nostro obiettivo, di recente, la Fondazione si è incrociata con un gruppo di lavoro multidisciplinare che sta monitorando lo stato di salute delle nuove generazioni in situazioni di criticità ambientali, tra le quali la tristemente nota “Terra dei fuochi”. Dal lavoro di ricerca scientifica, condotto dal team di Eco Food Fertility, ed in particolare dal “Progetto FAST” (www.ecofoodferility.it) sta emergendo che una sana alimentazione fondata sulle produzioni di qualità della nostra terra (sì … proprio le nostre campagne di Boscofangone!) è in grado di produrre straordinari effetti disintossicanti a beneficio soprattutto della fertilità maschile che è in preoccupante regresso. L’occasione di aderire a tale attività ci è stata fornita da contatti con l’associazione Slow Food, che ricercava sostegno per la ripresa della coltivazione di un prodotto tipico, proprio dell’area nolana-acerrana, cioè il “cavolo greco”, più noto nel passato come la “Torzella”. In pratica abbiamo destinato un importante contributo economico alla formazione di un cosiddetto Presidio, uno strumento che permette di proteggere questo prodotto e le sue tecniche di coltivazione tradizionale. Non trascurando di salvaguardare anche “un paesaggio rurale o un ecosistema a rischio di estinzione”.

Pochi sanno forse che questo è uno dei più antichi cavoli al mondo, circa 4000 anni, già noto per le sue “importanti” proprietà nutrizionali (1 porzione copre il fabbisogno di vitamine A e C di un adulto), antibatteriche e soprattutto anticancro, prevenendo specialmente i tumori intestinali.

In questo senso con la valorizzazione e la promozione di questo prodotto tipico, dalle grandissime qualità, intendiamo richiamare l’attenzione anche degli amministratori pubblici, attribuendo al cavolo il valore simbolico di una strategia complessiva di sviluppo locale che preveda la salvaguardia di un territorio naturale straordinario, con enormi vantaggi sia di tipo economico che culturale per la collettività locale.

Inoltre, sempre con la Fondazione, recentemente abbiamo acquistato un fondo agricolo a seminativo irriguo, cedendone l’utilizzo alla Cooperativa “Eccellenze Nolane”, fatta tutta di giovani agricoltori, che ci procura anche il piacere di gustare diversi tipi di ortaggi di grandissima qualità e sapore.

Tutto ciò naturalmente costituisce un piccolo gesto di amore verso la nostra preziosa terra a fronte dello scellerato consumo di suolo, che ha depredato il ricco patrimonio rurale, con irrilevanti vantaggi per la nostra comunità, prodotto dal sistema CIS_Interporto_Asi_ Vulcano Buono_NTV_Nuovo carcere … e la prossima Zona Economica Speciale (che si appresta a cementificare un altro 1.200.000 mq. del terreno più fertile al mondo). Tanto in linea anche con la inarrestabile furia costruttiva edilizia che ha caratterizzato questi ultimi anni il nostro comune, saturando ogni residuo interstizio verde al contorno della città.

Val la pena perciò ricordare che le aree agricole sono la riserva di un benefico patrimonio genetico, filtro e serbatoio di acqua, elemento essenziale dell’agroambiente e, non da ultimo, principale deposito di carbonio delle terre emerse.

Inoltre non va trascurato che la tutela delle aree rurali e la ripresa di colture di pregio, oltre a garantire la capacità tradizionale di produrre beni alimentari e, quindi, occupazione ed economia competitiva, ha anche il merito di preservare valori paesaggistici ed ecosistemici, rendendo il nostro contesto territoriale più attrattivo, influenzandone anche la percezione della sua immagine da parte dei diversi fruitori.

Perciò la ripresa di vitalità della Torzella ci è apparsa come la cosa giusta da fare.

Peraltro, con la crescita della domanda di qualità nell’alimentazione, come già sta avvenendo con la significativa ripresa del Pomodoro San Marzano, queste coltivazioni, sono in grado di assicurare redditi di almeno 30.000 Euro ad ettaro, con un conto economico positivo che alcuna delle attività commerciale e/o produttive prima citate è stata mai in grado di restituire all’economia locale, a compenso del feroce consumo di suolo fatto.

Perciò una nuova politica locale fondata, in primo luogo, sul sostegno e la salvaguardia delle aree rurali con i suoi prodotti tipici, in quanto forma di espressione della cultura di un territorio, si configura come fattore decisivo per la difesa e come coerente prospettiva di crescita della nostra area, assicurando sostenibilità ambientale, diversificazione dell’economia, carattere endogeno dello sviluppo e sperimentazione di nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato.

Insomma noi ci stiamo provando, sperando che l’appello venga accolto e, soprattutto, per non sentirci dire: ma non fate un cavolo…

di Guido Grosso

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Un pensiero su “E che cavolo!

  1. Francesco in ha detto:

    Pienamente d’accordo con Guido ed in più temo la nascita di una nuova Nola che determinerà la completa rovina delle Nola “vecchia”

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