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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “luglio 15, 2018”

NOLA. PALAZZO DI CITTA’: STOP A CONCORSI PUBBLICI PER 17 ASSUNZIONI, LE PROCEDURE IN ATTO O CONCLUSE “SOSPESE” IN ATTESA DELLE VERIFICHE DI TRASPARENZA

LA DRASTICA DECISIONE DELLA DOTTORESSA ANNA MANGANELLI, COMMISSARIO PREFETTIZIO DELL’ENTE DI PIAZZA DUOMO, APRE UN CAPITOLO LA CUI CHIUSURA RICHIEDERA’ TEMPI LUNGHI, PER MONITORARE E VERIFICARE L’INTERA E SPINOSA VICENDA, CHE PENALIZZA I CONCORRENTI. OBIETTIVO PUNTATO SULL’OPERATO DELLE COMMISSIONI GIUDICANTI.

Che sussista un oggettivo e del tutto casuale legame diretto o per nulla affatto, tra la denuncia fatta dall’ex-consigliere di minoranza, Vincenzo Iovino, e la decisione della dottoressa Anna Manganelli, commissario prefettizio che regge le sorti amministrative dell’Ente di piazza Duomo, di bloccare tutte le pubbliche procedure concorsuali per 17 assunzioni in atto, funzionali a potenziare l’organico del personale dello stesso Ente, non è dato di immaginare e conoscere né ha particolare rilevanza per il comune cittadino e l’opinione pubblica in generale.

E’ certo, tuttavia, che il provvedimento- con effetti ad immediata esecutività- di sospendere le sei procedure concorsuali in itinere – e qualcuna già svolta in tutte le sue fasi, pur mancando il decreto finale per la formazione della relativa graduatoria- è stato disposto dalla dottoressa Manganelli venerdì scorso a distanza di qualche giorno della denuncia affidata da Iovino ai canali dei social, rappresentando gravi e forti riserve sulla regolarità dello svolgimento delle procedure; riserve, che prefiguravano situazioni di favoritismi, di cui sarebbero stati beneficiari concorrenti legati da vincoli parentali con i “politici” locali dei quali, però, non venivano fatti riferimenti partitici né erano fornite le eventuali generalità.

Una denuncia, che, al di là della “lettura” con cui può essere interpretata, nei fatti si è venuta “rivestendo” di vero e proprio carattere dirompente, proiettando il suo lungo cono d’ombra, fatto di perplessità e dubbi sulla regolarità di svolgimento delle procedure concorsuali, tanto da innescare la drastica decisione della sospensione di tutte le procedure. Una decisione- va evidenziato- disposta per competenza e funzione dal commissario prefettizio, mentre la relativa determina è sottoscritta dalla dottoressa Maria Luisa Dovetto, segretaria generale dell’amministrazione comunale nonché dirigente del Settore delle risorse umane e del personale dell’Ente con responsabilità mirate sulla programmazione e gestione delle procedure concorsuali.

In realtà, le avvisaglie di polemica per un contesto volgente al grigio-grigiastro si erano già avvertite nei primi mesi dell’anno, nelle sedute consiliari per la definizione dei bandi e regolamenti, con cui si disciplinavano i concorsi, sulla base della delibera approvata il 7 luglio del 2017 dalla Giunta comunale, presieduta dal sindaco pro tempore, l’avvocato Geremia Biancardi; delibera, con cui era stato definito il fabbisogno del personale da assumere per il triennio successivo, con concorsi per titoli ed esami. Erano avvisaglie che, tutto sommato, sembravano appartenere più alla sfera del comune e ricorrente “ius murmurandi”, per dirla con il latinetto d’occasione. E nulla di più.

Evidentemente, le ragioni, per squarciare il cono d’ombra formatosi con l’addensarsi dei dubbi e delle perplessità, sono diventate in evoluzione di tempo ben solide e non hanno nulla da condividere con il semplice e innocuo “ius murmurandi” che di solito scivola via come acqua fresca. E sono emerse- a giusta ragione- le esigenze della trasparenza e della regolarità, fattori di legalità e di rispetto per i principi della responsabilità etica, nel rapporto che connette le Istituzioni e i cittadini. Sotto questa prospettiva la sospensione è giunta come atto doveroso e dovuto, perché si faccia la massima chiarezza, dandone pubblica contezza e conoscenza. E’ interesse generale che sia così. E di primo acchito sotto la cartina di tornasole si ritrovano le commissioni giudicanti, mentre penalizzati sono certamente i concorrenti che hanno sostenuto o si apprestavano a sostenere le prove previste dai bandi. Una vicenda che potrebbe andare per le lunghe più di quello che s’immagina. E nella primavera del 2019 si voterà per il rinnovo degli organi elettivi dell’amministrazione della città.

di Geo

CAMPANIA. PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014\2020: L’EUROPA COMUNITARIA SOSTIENE L’AGRICOLTURA, PER IL PROGETTO INTEGRATO GIOVANI CIRCA TRE MILA DOMANDE DI FINANZIAMENTO

E’ interessante il prospetto che rappresenta il bilancio di chiusura del bando del Programma di sviluppo rurale della Regione Campania 2014\2020, correlato con il Progetto integrato giovani, nelle cui finalità rientra il rispetto dello sviluppo e dell’economia sostenibile. E’ un prospetto che fa risaltare un segnale di svolta significativo, tenendo presente che risultano oltre 2700 le domande, presentate dai giovani under 40 per essere ammessi alla concessione dei finanziamenti per la promozione delle attività d’impresa agricole. Le domande sono riferite a due misure d’incentivazione; una- con dotazione economica di 90 milioni di euro- concerne il primo insediamento in agricoltura di giovani imprenditori, in funzione del mantenimento della popolazione giovanile nei territori rurali esposti ai rischi della desertificazione sociale e produttiva – l’ altra- con dotazione economica di 50 milioni di euro-corrisponde al sostegno per il ricambio generazionale nelle aziende agricole, favorendo nel loro contesto l’inserimento di professionalità nuove, con approcci imprenditoriali innovativi nelle aree con migliori performance economiche e sociali. Per l’ una e l’altra misura con incentivi davvero vantaggiosi, si configura il riconoscimento del premio in ragione della computa realizzazione degli obiettivi previsti dal Piano d’azienda definito nei progetti illustrati nelle domande prodotte.
Il maggior numero di richieste appartiene ai giovani della provincia di Salerno, con 944 domande e altrettanti progetti; seguono le province di Benevento, Avellino, Caserta e Napoli, rispettivamente con 761, 560,312 e 139 domande. Di particolare rilievo il dato relativo alla provincia di Benevento, al cui indice demografico ch’è il più basso della Campania, corrisponde il secondo posto nella graduatoria delle istanze prodotte. Ma, al di là della realtà del Sannio, è il generale trend che consegna il bilancio di chiusura del bando, ad autorizzare auspici positivi per il recupero e il rilancio dell’agricoltura attraverso imprese guidate da giovani,la cui formazione tecnico-culturale può essere decisiva a stimolare e migliorare un intero sistema territoriale, aprendo importanti prospettive per le filiere produttive intersettoriali.
L’agricoltura cambiata e rinnovata da imprese giovanili, in grado di “leggere” bene le richieste del mercato, sapendo coniugare al meglio possibile- nelle pratiche colturali- la sostenibilità ambientale e la biodiversità, è una scelta che non ha alternative. Il considerevole numero delle domande prodotte costituisce il cambiamento di paradigma rispetto al passato; paradigma, che separava il lavoro agricolo dalla prassi d’impresa con tutto ciò che comporta sul piano formativo e delle conoscenze sia di carattere agronomico che più strettamente di profilo tecnologico. e
Chiuso il bando, le domande saranno sottoposte all’esame dei competenti organi di valutazione. I progetti più aderenti alle disposizioni e alle finalità del bando – in ordine alle misure incentivanti appena citate- saranno ammessi ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale, la cui dotazione economica e finanziaria destinata alla Campania vale un miliardo e 800 milioni. Una larga disponibilità di risorse che l’ Europa comunitaria pone in campo per investimenti di considerevole consistenza, per potenziare e far crescere il settore primario; una cospicua disponibilità, quale difficilmente – una volta concluso il settennio iniziato nel 2014- potranno essere confermati nella stessa consistenza dopo il 2020. Un treno in transito, su cui salire con convinzione e responsabile razionalità.

di Geo

Paolo Russo (FI): “Solidarietà al Pd di Nola”

“Solidarietà al Pd di Nola per l’incendio della sede. Non é con la violenza, né con le intimidazioni, che si costruisce un modello di società migliore. Certi gesti vanno condannati con fermezza perché rappresentano la forza dei vigliacchi e perché ognuno di noi non debba mai temere di poter esprimere le proprie idee”: così il deputato e coordinatore FI della città metropolitana di Napoli, Paolo Russo.

“Con gli amici del Pd voglio confrontarmi e se del caso aspramente scontrarmi, ma sempre rispettando ognuno e soprattutto garantendo l’espressione delle idee più lontane dalle mie. La violenza e le intimidazioni appartengono ad una stagione che speravo sconfitta invece ci è utile sapere che mai va abbassata la guardia”, conclude Russo.

Nola, una barbaria senza fine

Premesso che a Nola la Politica non esiste, da anni la si confonde con l’amministrazione della cosa pubblica.

Non esiste una sede di Partito, non si tengono congressi, non si eleggono pubblicamente dirigenti, non si hanno notizie di tesseramenti, non si organizzano convegni su temi politici.

L’eccezione è Il Partito Democratico che oltre ad avere una storica sede, che faticosamente viene mantenuta aperta e funzionante, riesce, tra tanti sacrifici, ad avere una politica attiva, pur nella sua scarsa rappresentanza nelle istituzioni cittadine.

E’ una sede viva, dal 10 luglio si è riaperta la fase del tesseramento e alcuni cittadini si sono presentati per aderire a questo Partito per la prima volta.

Sabato 14 luglio alle ore 20:50 circa, qualcuno ha appiccato dolosamente e violentemente il fuoco al circolo Vincenzo La Rocca del Partito Democratico.

Hanno colpito l’unico simbolo della Politica in Città!

L’incendio è doloso, secondo quanto riconosciuto dai Carabinieri della Stazione di Cimitile e dai Vigili del Fuoco locali, prontamente accorsi.

Testimonianze di alcuni cittadini sembrano aprire inquietanti interrogati sulle dinamiche dell’evento, i dirigenti del PD locale esprimono massima fiducia sulle capacità tecniche e operative del personale coinvolto nelle indagini.

In passato e con una certa continuità sino ad oggi, ci sono stati episodi di dileggio e disturbo verso la sede e gli iscritti, ma nulla lasciava presagire quanto avvenuto. A questo punto è doveroso chiedersi cosa abbia potuto scatenare questa azione barbara, quali eventi recenti abbiano potuto indurre qualcuno ad una così grave azione delittuosa. Si può tutto ciò giustificare con l’apertura della prossima campagna elettorale per l’amministrazione cittadina? Se così fosse sarebbe veramente preoccupante.

Il Partito Democratico Nolano, nelle more degli accertamenti in corso, ripristinerà quanto prima l’agibilità della propria sede, rendendola certamente più consona allo spirito e alle necessità della attività politica a cui è destinata. Non verrà meno l’impegno verso la Città di Nola e verso il Paese che attualmente vive una fase delicata e forse, per molti aspetti, anche pericolosa. Abbiamo un Partito alle spalle in cui ci sentiamo pienamente coinvolti e di cui siamo parte attiva. In questi momenti lo abbiamo sentito molto vicino, a tutti i livelli.

Noi non abbiamo paura, continueremo a fare la nostra parte, impegnandoci in quello che sentiamo come un impegno sociale.

Nola risorgerà!

di Pd – Circolo “Vincenzo La Rocca” – Nola

CASELLI SPORCHI E POCO PERSONALE: LA PROTESTA DEI CASELLANTI AUTOSTRADALI

Nola. E’ tempo di proteste per i lavoratori del VI tronco della Società Autostrade per l’Italia, i quali hanno rappresentato all’azienda i disagi incontrati dagli addetti ai caselli: scarsa pulizia, impianti a continuo rischio di guasto e scarsità di personale.

A rappresentare i problemi alla direzione sono stati i rappresentanti delle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, i quali hanno depositato una nota di protesta firmata congiuntamente da tutti i responsabili sindacali. I problemi sono particolarmente avvertiti nei caselli di Nola, Napoli Est, Pomigliano D’arco, Palma Campania e Tufino. “Alcuni mesi fa – spiega uno degli esattori – ci siamo accorti che sotto il pavimento di un casello vi erano dei topi morti. La puzza della decomposizioni degli animali era realmente insopportabile per il personale, ma anche per gli automobilisti di passaggio”.

Il numero degli esattori presenti in servizio all’interno delle singole stazioni inoltre è giudicato come insufficiente, mentre i guasti alle apparecchiatura di riscossione automatica dei pedaggi sono fin troppo frequenti. Le squadre di tecnici chiamati a provvedere alle riparazioni naturalmente sono presenti, ma il loro numero è inferiore rispetto alle necessità. Tutti disagi che si ripercuotono oltre che sulla qualità di lavoro dei dipendenti, anche sul livello di servizio offerto all’utenza.

I sindacati quindi hanno richiesto un incontro urgente con i vertici del VI Tronco della società Autostrade per l’Italia, che si occupa (tra l’altro) dei caselli nell’hinterland nolano e della provincia di Napoli. La direzione si trova a Cassino.

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