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Patrimonio immateriale Unesco, nasce la Carta di Nola per mettere in rete eredità culturale italiana

Il sindaco Geremia Biancardi: “Dalla rete delle macchine a spalla a quella del patrimonio immateriale dell’umanità”.

Dai Gigli di Nola alla pizza, dalla Macchina di Santa Rosa di Viterbo all’arte del violino di Cremona, dai Pupi siciliani alla Dieta Mediterranea: nasce la Carta di Nola per la tutela e la valorizzazione del patrimonio immateriale italiano tutelato dall’Unesco che oggi conta ben 8 elementi.

Si tratta di una dichiarazione di intenti cui seguirà un protocollo di lavoro per attivare una serie di iniziative congiunte in grado di veicolare i valori dell’eredità culturale che sono il frutto del sentimento e della passione delle comunità e che hanno importanti potenzialità in termini di crescita culturale, economica e sociale dei territori che ne sono custodi.

Le prime adesioni sono arrivate nel corso della due giorni organizzata dall’amministrazione comunale di Nola guidata dal sindaco Geremia Biancardi e che ha avuto come tema “Patrimonio delle comunità, patrimonio dell’umanità”.

Ad impegnarsi a sottoscrivere il protocollo anche il sottosegretario di Stato ai beni culturali Antimo Cesaro che ha giudicato positivamente la proposta di un lavoro comune per rilanciare in chiave condivisa il patrimonio immateriale delle comunità italiane.

Tra le iniziative che si punta ad attivare, molte vedranno al centro gli studenti e le scuole, indicati come “ambasciatori” di quelle espressioni culturali che, nonostante il passaggio dei secoli e delle mode, resistono perché fanno parte del patrimonio di valori e sentimenti della collettività.

Da Nola anche l’appello lanciato dal presidente di Federculture Claudio Bocci per chiedere al Parlamento di ratificare, prima della fine della legislatura, la Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società.

“La Carta di Nola – spiega il sindaco di Nola Geremia Biancardi – prende spunto da quel modello organizzativo, da quel motore di idee, passione e sentimenti, che è la rete delle grandi macchine a spalla e che, grazie alla tenacia della coordinatrice Patrizia Nardi, ha portato i Gigli di Nola, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Vaira di Palmi ed i candelieri di Sassari ad ottenere nel 2013 l’iscrizione nella lista rappresentativa dei beni culturali immateriali dell’umanità tutelati dall’Unesco. Puntiamo ad arrivare ad una comunione di intenti attraverso la quale dare la stura ad iniziative che, come indica la convenzione di Faro, possano costruire benzina per il rilancio e la conservazione delle nostre eredità culturali”.

“Tra le proposte che la città di Nola porterà al tavolo del patrimonio immateriale ci sarà – aggiunge l’assessore alla Cultura Cinzia Trinchese – senza dubbio quella della creazione di una rete di giovani studenti che avrà il compito di diffondere e conservare i patrimoni d’Italia”.

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