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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “dicembre 17, 2017”

DAL 18 DICEMBRE 2017 AL COMUNE DI NOLA POSSONO ESSERE RILASCIATE SOLO CARTE D’IDENTITA’ ELETTRONICHE, DAL 15 GENNAIO 2018 IL SERVIZIO SARA’ ATTIVO ANCHE PER LE FRAZIONI DI PIAZZOLLA E POLVICA

Arriva la Carta d’identità elettronica a Nola. Da domani, lunedi 18 dicembre 2017, si può prenotare la nuova carta d’identità elettronica presso l’ufficio anagrafe di via G. Bruno. Basta registrarsi all’indirizzo https://agendacie.interno.gov.it

Una volta registrati, occorre recarsi al Comune nella data scelta al momento della prenotazione munito di una foto tessera recente, codice fiscale o tessera sanitaria, ricevuta di prenotazione, ricevuta di pagamento di € 23,00 per il primo rilascio o rinnovo ed € 27,00 per il rilascio del duplicato, da effettuarsi mediante versamento sul c/c n. 17021809 intestato a Servizio Tesoreria Comunale di Nola, portando inoltre la carta d’identità scaduta o deteriorata o la denuncia di smarrimento.

L’ufficiale dell’anagrafe acquisirà la documentazione e le impronte digitali. Il cittadino riceverà la Carta d’identità all’indirizzo indicato entro sei giorni lavorativi dalla richiesta. Si potrà indicare sulla carta anche il consenso alla donazione degli organi. La consegna viene effettuata dal Ministero degli Interni.

I cittadini possono chiedere informazioni e assistenza per la prenotazione negli Uffici Comunali di via G. Bruno 1 dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 13:00 o chiamando il numero telefonico 081/8226242.

Il formato cartaceo dal 18 dicembre prossimo potrà essere rilasciato solo ed esclusivamente in caso di non deambulazione attestata da certificato medico, titoli di viaggio, partecipazione a consultazioni elettorali, concorsi o gare di appalto.

Le carte d’identità già in possesso dei cittadini sono valide fino alla scadenza indicata sul retro.

Dal 15 gennio 2018 il servizio sarà attivo anche presso le sedi decentrate di Piazzolla e Polvica.

di ra.na.

Incendi Vesuvio: dalla città metropolitana risorse ai Comuni per acquisto mezzi protezione civile

Di Maiolo: “Misura importante per salvaguardare i territori e l’incolumitá dei cittadini”.

Seicentomila euro per sostenere i Comuni nell’acquisto di attrezzature, macchinari e mezzi di protezione civile. La misura della città metropolitana di Napoli guidata dal sindaco Luigi de Magistris è rivolta in particolare ai territori che nell’anno che sta per finire sono stati interessati da incendi, frane, alluvioni ed eventi sismici come quelli che hanno interessato l’isola di Ischia. Punteggio maggiore anche per quei Comuni che presenteranno progetto di protezione civile tesi alla salvaguardia dell’incolumità delle persone. L’avviso è stato pubblicato nell’albo pretorio del portale della città metropolitana di Napoli ed i Comuni potranno candidarsi entro mercoledì 20 dicembre 2017.

“Si tratta – ha spiegato FELICE DI MAIOLO, sindaco di Mariglianella e consigliere metropolitano delegato alla Protezione Civile – di un sostegno importante destinato ad incidere soprattutto sulle necessarie misure di prevenzione e di protezione dell’incolumitá dei cittadini. Sostenere l’acquisto degli strumenti necessari ad interventi mirati e tempestivi in caso di calamità significa contribuire alla costruzione di un sistema moderno ed efficace per non farsi trovare impreparati di fronte ad eventi imprevedibili ed imprevisti e per fronteggiare con i mezzi adatti situazioni di pericolo e di disagio. É questo il risultato dell’impegno che con il sindaco de Magistris avevamo assicurato all’indomani dei disastri che, come gli incendi sul Vesuvio ed il terremoto di Ischia, hanno devastato intere aree della città metropolitana di Napoli”.

ALL’”INCONTRO”, ROMEO LIETO E LA NARRAZIONE DI “BAIANO IN RETROSPETTIVA”: QUANDO GLI SCENARI DELLA MEMORIA CHIAMANO… IL PRESENTE E IL FUTURO

“Avevo quattordici anni e non potevo essere assunta nel lavoro, ma dichiarai al “padrone” di averne quindici – di anni- per poter lavorare insieme con tante altree ciliegie destinate alla lunga conservazione venivano trattate con la solforazione, per essere vendute sui mercati esteri in Inghilterra o in America. La maggiorazione di età fu necessaria,per essere “messa a libro-paga” per le poche lire che “si prendevano alla giornata di oltre otto ore” negli anni ’30. C’era bisogno d’aiuto in famiglia. Lo “stabilimento” operava a Mugnano del Cardinale, che in tante di noi raggiungevamo a piedi, seguendo il percorso d’allora in terra battuta tra i canali di scolo dell’acqua piovana e la strada asfaltata della “Nazionale”, così come facevano tutte le le altre lavoratrici che provenivano da Sirignano e Quadrelle, che, però, percorrevano le strade provinciali. E le distanze da percorrere per noi come per le lavoratrici sirignanesi e quadrellesi si aggiravano sui due chilometri, poco più o poco meno. La regolarizzazione dei rapporti previdenziali di quei lontani e duri anni di lavoro, stando in contatto contatto continuo con l’acqua e con emissioni chimiche di vario genere e asfissianti, mi assicura la normale pensione con cui vivo”.

E’ la preziosa testimonianza di Generosa- meglio conosciuta come Nennella per la spigliatezza e il garbo che la distinguono- Fiordellisi che fa da prologo informale, ma significativo, alla bella e interessante conversazione condotta da Giusy De Laurentiis per la presentazione di “Baiano in retrospettiva”, il prezioso collage di bozzetti e racconti di Romeo Lieto, che con l’amore del vero e il gusto dell’ingegnosa arguzie ha messo in moto la personale “macchina del tempo”, per consegnare al lettore squarci e quadri di vita reale e vissuta, in cui si ritrova la Baiano di ieri – tra gli anni ’30 e gli anni ’50 del secolo scorso- con i ritmi e gli umori propri di una piccola ed operosa comunità qual era e che nel proprio tessuto urbano ospitava gli Uffici della Pretura, dell’Agenzia delle Imposte dirette e del Registro, a servizio del Distretto circondariale, oltre la stazione “terminale” della tratta ferroviaria della Napoli-Nola-Baiano in esercizio dal 1885.

NENNELLA, STEFANINA E MARIUCCIA: CHE STORIE…

Nennella, felice nonna e bisnonna, con una nutrita schiera di nipoti e già dodici pronipoti, è componente del Coro dei “Pueri cantores”, ama viaggiare, partecipa attivamente alle iniziative dell’associazione “Per Bacco” e negli slanci della “verve” di …. giovane donna che il prossimo sei gennaio compirà 92 anni, concede all’attento uditorio molteplici tasselli delle sue esperienze di lavoro insieme con tante altre donne giovani e adulte. Sono esperienze vissute fin da bambina- prima di diventare “ ‘na cerasara”- come la grande parte delle coetanee, dedite alla faticosa raccolta nei boschi del Monte Arciano delle fascine – “ ’e sarcinielli ”- che venivano abilmente affastellate per formare “ ’e sarme” per essere “trasportate” a valle, con destinazione prevalenze verso le “carcare” che producevano la calce, con la lenta combustione a cui venivano sottoposte pietre di roccia assemblate in filari ben congegnati per almeno una decina di giorni, a temperatura costante e rigorosamente controllata dagli addetti alla lavorazione.

Era necessario far ardere a regola d’arte centinaia di migliaia di fascine, composte dai materiali lignei del sottobosco dei castagneti, per avere alcune un remunerativa produzione di calce- il cemento era di là … da venire nell’utilizzo diffuso- che veniva venduta per le attività edili del territorio e nell’area nolana. Un lavoro pesante, quelle delle raccoglitrici di fascine, che iniziava sul far dell’alba, per concludersi sul far del mezzogiorno. E il cibo che si consumava era formato da pane “misto” e soprattutto da frutta secca, specie nei mesi autunnali e invernali. Era la frutta fatta essiccare al sole d’estate, come le prugne e, per lo più, mele tagliate a spicchio e trasformate nelle gustose e prelibate “pacche ‘e mele”, nutrienti e caloriche, come le castagne.

Altri passaggi erano riservati da Nennella alle vicende del secondo conflitto mondiale, alla visione dai terrazzi dei bombardamenti su Napoli e dintorni, ricordando lo strazio generato dalle bombe che colpirono alcune zone di Baiano , con una ventina di vittime e la distruzione di alcuni edifici nelle vicinanze della stazione del Circumvesuviana. Tanti i flash back di memoria, fissati da Nennella, duettando nelle comuni testimonianze con l’amica Stefanina Miele …. di pari “verve” e con la stessa storia di lavoro, prossima a tagliare il traguardo degli 85 anni. Due voci narranti, alle quali Giusy De Laurentiis associava con domande intriganti, quella dell’autore di “Baiano retrospettiva”.

“E’ un atto di omaggio che ho inteso dedicare alla comunità in cui sono nato e vivo. Seguendo il filo dei ricordi- spiegava l’autore- ho ritrovato la dimensione dell’anima più autentica e verace di Baiano attraverso uomini e donne di modeste condizioni sociali ed economiche, ma di nobili qualità umane, espresse nel lavoro, anche e soprattutto nei lavori più umili. Gli episodi narrati nel libro sono impressi nella mia memoria del ragazzo che sono stato e che continuo ad essere, in vista del compimento degli ottanta anni ”. E poi sottolineava il significato della conversazione intergenerazionale, promossa e organizzata da “L’Incontro”, di cui è attivo componente; significato che si connette alle iniziative per la raccolta di fondi a sostegno alla ricerca scientifica nel campo delle malattie rare e ignote che rientra nella missione umanitaria di Telethon. “E’ un doveroso tributo di riconoscenza alla ricerca, a cui sono devolute le libere donazioni date al libro, per la personale esperienza vissuta- spiegava Mimì\Romeo- una decina di anni fa, avendo superato un difficile intervento chirurgico per una complicata neoplasia; intervento riuscito- concludeva- grazie alle terapie che i ricercatori scientifici pongono a disposizione della medicina”.

Sulle tracce della funzione della ricerca scientifica, l’autore rivisitava le figure e i personaggi dei racconti. Una galleria di ritratti a voce viva, con la partecipazione anche di congiunti, come nel caso di Andrea De Gennaro e della sorella Anna, settantenni, figli di Nicola ‘e Chiaccone il “re della burla” come lo era Sapetiello ‘e Scognarapesta. Di intenso impatto emotivo la focalizzazione che l’autore faceva sul racconto, di cui è protagonista Mariuccia ‘a Sarchiapona, cieca, venditrice di uova, dotata di spiccato e innato senso dell’orientamento con un’andatura speciale quasi a balzelloni e studiata che le permetteva di raggiungere a piedi, attraversando la “Nazionale”, Sirignano e in particolare Quadrelle dove era affettuosamente accolta dalla famiglia Auricchio, che, com’è noto, ha dato alla Federico II autentici luminari della Medicina, tra cui il professore Salvatore. E Mariuccia, nonostante la cecità, era in grado di avere piena contezza delle banconote che le venivano date per l’acquisto delle uova, ma anche di calcolare al meglio il resto da dare ai clienti. Un prodigio di tattilità.

E con il ricordo della popolare Mariuccia, “conquistavano” l’uditorio e lo scenario della conversazione, ch’era stata introdotta dal lucido e caldo intervento della dottoressa Teresa Milite calibrato proprio sulle strette interdipendenze tra il buon stile di vita, la medicina e la ricerca scientifica per elevare la qualità della comun salute, Anna Maria e Lavinia Basile, sorelle di 10 e 7 anni, le testimoni del futuro e della speranza. Leggevano con freschezza espressiva composizioni poetiche di Romeo Lieto, ispirate dai valori dell’amicizia e della solidarietà, dando lustro e allungando la scala intergenerazionale, di cui sono state animatrici per tanti aspetti, l’avvocata Giusy De Laurentiis e la dottoressa Teresa Milite che vivono l’età giovanile ben lontana dagli … anta.

di Geo (Foto di Enrico Stago)

NOLA. AL “MASULLO-THETI”, TRIS DI EVENTI PER IL NUOVO AUDITORIUM: “FIUMI DI VENTO”, L’INCONTRO CON L’AUTORE E IL CALENDARIO DIDATTICO DEI GIGLI 2018

Un tassello di profilo logistico atteso da tempo e che completa al meglio la funzionalità dell’ Istituto statale di istruzione superiore “Masullo-Theti”, strutturato in Polo economico e Polo tecnologico con sei complessive articolazioni specialistiche e frequentato da una comunità di mille giovani per quarantasei classi. E’ il tassello del nuovo Auditorium, con una capienza di circa 150 posti a sedere e un ambiente confortevole del tutto rispondente alle attività seminariali e didattiche, oltre che alle manifestazioni ed iniziative di interesse socio-culturale, con cui l’ Istituto via Mario De Sena si connota da sempre nel contesto della realtà cittadina e del territorio. Un ruolo ribadito con le tre giornate di eventi, che hanno … salutato il nuovo Auditorium, dopo il taglio del nastro inaugurale eseguito dalla prof.ssa Anna Maria Silvestro, dirigente presidio didattico e formativo.

A dare l’input, la presentazione di “Fiumi di vento”, un logo che echeggia vaghezze e volatili sensazioni poetiche. Ma è solo una percezione che svanisce con immediatezza, rappresentando,invece, un’idea-progetto, con cui i giovani della quinta classe sezione B del corso di studi Costruzioni-Territorio-Ambiente- il tradizionale corso di studi per la formazione dei geometri- hanno prefigurato, con la coordinazione del professore Alfonso Nisi, una macchina che genera energia sana e pulita, da fonte rinnovabile qual è quella del vento. La macchina per nulla invasiva- e in queste righe se ne dà contezza con il massimo della semplificazione possibile- è concepita come una struttura che sfrutta le differenze altimetriche e di temperatura climatica delle aree collinari e montane che incorniciano la pianura nolana, parti integranti del Parco regionale del Partenio, in cui spiccano le alte vette dei Monti Avella. L’utilizzo delle differenze altimetriche e climatiche è considerato nell’impostazione dell’idea-progetto un elemento di innovazione rispetto alla tecnologia utilizzata per la realizzazione degli attuali Parchi eolici fortemente invasivi e che determinano molteplici criticità verso il paesaggio e l’ambiente, con il moto permanente dei rotori degli alti aerogeneratori che minano l’habitat dell’avifauna ed innescano inquinamento acustico irreversibile.

Se e come l’idea-progetto sia traducibile sul piano concreto, non si hanno specifici elementi di valutazione a disponibile. Di certo, l’ idea-progetto ha “conquistato” con un’interessante sequenza di motivazioni argomentative e avvaloranti il secondo posto nella graduatoria del Concorso nazionale Lifebility Arward, promosso ed organizzato dai Lions Club italiani, per premiare i giovani -studenti e lavoratori, d’età compresa tra i 18 e i 30 anni- che creano per sé opportunità di lavoro, elaborando idee, progetti innovativi, start-up, in grado di migliorare e potenziare i servizi pubblici e privati delle comunità. A “Fiumi di vento”, è stato attribuito il piazzamento d’onore, nel confronto con 700-progetti proposti da altrettanti Istituti statali d’istruzione superiore. Un segnale eloquente, se si considera che il riconoscimento Lifebility Arward è stato conferito ai giovani del “Masullo-Theti” per la sezione Energia-Ambiente, le cui valenze sono di spiccata e marcata attualità. E sulla caratura di responsabilità che gli uomini sapranno imprimere al rapporto Energia-Ambiente è riposto il futuro del Pianeta-terra.

Di certo, resta il dato, per il quale ideando e progettando, la Scuola, attraverso lo studio serio, aiuta i giovani a crescere responsabilmente verso se stessi e la società. E le migliaia di idee-progetto che i giovani di tutt’Italia hanno prodotto le sette sezioni-edizione 2017- in cui è articolato il Concorso Lifebility Arward sono una positiva e incoraggiante realtà.

DAL ROMANZO EPISTOLARE ALL’ESTETICA DEI RIVESTIMENTI DEI GIGLI

Dalla tecnologia per l’energia sana, pulita e rinnovabile al romanzo epistolare di Fortuna Dubbioso, non è un … salto di lieve ed agile portata. L’occasione è fornita dal programma dell’ Istituto, incentrato sugli “Incontri con l’autore”. E’ un romanzo che non ha nulla di fantasioso e d’immaginario, calato, anzi immerso com’è nella vita di due persone-protagonisti, Francesco e Angela, quello che ha scritto Fortuna Dubbioso, fine poetessa e narratrice di acuta sensibilità con una variegata produzione, oltre che docente di lungo corso in servizio al “Masullo-Theti”. La narrazione, che s’intitola “Oltre … tutto. Lettere d’amore”, è tutta racchiusa e … dispiegata proprio nelle Lettere che l’autrice scrive, immedesimandosi in Francesco e Angela, cogliendone i sentimenti, i pensieri, i palpiti e le sofferenze. Una storia d’amore in apparenza impossibile, ma che tale non è, nel compendio delle 48 Lettere del romanzo. E va raccontata nell’essenzialità, la storia, che sembra essere la proiezione della visione dell’amore quale si ritrova e legge nell’ ”Amoris laetitia”, l’esortazione apostolica post-sinodale diffusa nel 2016 da Papa Francesco sulla famiglia e sull’affermazione dell’infinitezza degli orizzonti e dei valori dell’amore appunto.

Francesco è stato aggredito dalla sclerosi multipla, quando aveva venti anni, e ormai trascorre -avendo raggiunto i cinquanta anni- la sua esistenza immobile in letto, Angela, afflitta fin dalla nascita dalla poliomielite con cui convive senza difficoltà, trascorre le sue giornate in un’abitazione dedicata, utilizza alla meglio la tecnologia informatica, si muove in carrozzella ed è del tutto autosufficiente nelle relazioni con gli altri.

Francesco vive a Tortora, nelle vicinanze di Praia a Mare, Angela vive a Liveri. Una distanza che il loro l’amore annulla, attraverso i quotidiani scambi telefonici e via e-mail. Una ricca trama di sentimenti e affetti che si corrispondono, per dire che l’amore vince tutto. Ed è raccontato- questo amore- a mo’ di cronistoria nelle Lettere, scrigno dei loro affetti, con una scrittura semplice e lineare, oltremodo comunicativa. Un romanzo costruito con il senso dei valori della vita ben presente in ogni pagina, a cui fanno da corredo le pregevoli illustrazioni grafiche di Gimmy Devastato, architetto di professione ed impegnato in modo attivo e proficuo nelle iniziative di promozione civile. E le sottolineature venute nell’epilogo della presentazione-curata dalla prof.ssa Susy Barone e con l’intervento dell’autrice- dal canto di Cristina Russo, accompagnata dalla chitarra di Bruno Fusco sono state il risvolto più consono per rendere omaggio alla storia di Francesco e Angela, che dal giorno dell’incontro casuale in un pellegrinaggio alla Madonna di Lourdes hano dato una svolta alla loro esistenza di “parimenti abili” nei sentimenti e nei pensieri, come tiene a ribadire l’autrice del loro romjanzo di vita vissuta.

Ed eccoci al secondo salto … che immette nell’atmosfera della Festa ch’è l’alfa e l’omega della città senza soluzioni di continuità. Eterna, appunto, che di suo vanta già un corposo Lessico speciale per raccontarne aspetti, momenti e fasi che danno anima ai Gigli nella corale partecipazione della comunità cittadina. E con il Lessico, c’è il Calendario didattico dei Gigli l’importante e qualificata operazione culturale, ideata e messa a punto con significativi e positivi riscontri da Maurizio Barbato, giovane architetto ed autore di approfondite e documentate monografie e saggi sul patrimonio storico-monumentale ed architettonico della Nola rinascimentale.

Per l’edizione dell’anno che volge al termine, il Calendario didattico ha aperto multiformi finestre sull’evoluzione delle Macchine da festa nel tempo. Un revival articolato con criterio, per rappresentare anche i cambiamenti dei costumi della città. Un lungo cammino attraverso la storia plurisecolare dei “Gigli” con i segni dei tempi e le impronte della religiosità popolare. Il Calendario didattico dei Gigli per l’edizione 2018 è incentrato su “Il Progetto dei rivestimenti dei Gigli”, ch’è come dire approcci studiati e calibrati per l’ Estetica dei Gigli, espressione dell’arte dei Maestri cartapestai e dell’artigianato, in stretta sinergia con gli studi di progettazione che fanno riferimento ad architetti di sperimentata professionalità e competenza. E i rivestimenti in cartapesta sono un elemento basilare dell’espressività delle Macchine da festa, per i temi che raccontano di anno in anno e ispirati all’attualità.

Il Calendario didattico 2018 è stato presentato all’attento pubblico dell’ Auditorium con gli interventi della prof.ssa Anna Maria Silvestro, della prof.ssa Susy Barone e di Maurizio Barbato con il supporto anche del bel Video-Promo che ha realizzato nella rinomata Bottega d’arte Tudisco, uno dei …. luoghi classici dell’allestimento dei Gigli per un attività quasi secolare. Il Calendario, tra l’altro, non solo focalizza il legame che corre tra l’urbanistica e le Macchine da festa, nel segno del loro percorso “storico” che richiede cure particolari per la pavimentazione, ma anche il ruolo delle Botteghe d’arte quale archivio storico della tradizione dei Gigli. Una ricca trama di riflessioni, che ha conferito degno rilievo all’operazione culturale di Maurizio Barbato; riflessioni prospettate da Nando Gianpietro, Giuseppe Tudisco e Antonio D’Ascoli, con particolare riferimento sui significati del riconoscimento con cui l’Unesco ha inserito la Festa eterna nel patrimonio immateriale della cultura dell’umanità.

di Geo (Foto di Mira Bifulco)

Patrimonio immateriale Unesco, nasce la Carta di Nola per mettere in rete eredità culturale italiana

Il sindaco Geremia Biancardi: “Dalla rete delle macchine a spalla a quella del patrimonio immateriale dell’umanità”.

Dai Gigli di Nola alla pizza, dalla Macchina di Santa Rosa di Viterbo all’arte del violino di Cremona, dai Pupi siciliani alla Dieta Mediterranea: nasce la Carta di Nola per la tutela e la valorizzazione del patrimonio immateriale italiano tutelato dall’Unesco che oggi conta ben 8 elementi.

Si tratta di una dichiarazione di intenti cui seguirà un protocollo di lavoro per attivare una serie di iniziative congiunte in grado di veicolare i valori dell’eredità culturale che sono il frutto del sentimento e della passione delle comunità e che hanno importanti potenzialità in termini di crescita culturale, economica e sociale dei territori che ne sono custodi.

Le prime adesioni sono arrivate nel corso della due giorni organizzata dall’amministrazione comunale di Nola guidata dal sindaco Geremia Biancardi e che ha avuto come tema “Patrimonio delle comunità, patrimonio dell’umanità”.

Ad impegnarsi a sottoscrivere il protocollo anche il sottosegretario di Stato ai beni culturali Antimo Cesaro che ha giudicato positivamente la proposta di un lavoro comune per rilanciare in chiave condivisa il patrimonio immateriale delle comunità italiane.

Tra le iniziative che si punta ad attivare, molte vedranno al centro gli studenti e le scuole, indicati come “ambasciatori” di quelle espressioni culturali che, nonostante il passaggio dei secoli e delle mode, resistono perché fanno parte del patrimonio di valori e sentimenti della collettività.

Da Nola anche l’appello lanciato dal presidente di Federculture Claudio Bocci per chiedere al Parlamento di ratificare, prima della fine della legislatura, la Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società.

“La Carta di Nola – spiega il sindaco di Nola Geremia Biancardi – prende spunto da quel modello organizzativo, da quel motore di idee, passione e sentimenti, che è la rete delle grandi macchine a spalla e che, grazie alla tenacia della coordinatrice Patrizia Nardi, ha portato i Gigli di Nola, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Vaira di Palmi ed i candelieri di Sassari ad ottenere nel 2013 l’iscrizione nella lista rappresentativa dei beni culturali immateriali dell’umanità tutelati dall’Unesco. Puntiamo ad arrivare ad una comunione di intenti attraverso la quale dare la stura ad iniziative che, come indica la convenzione di Faro, possano costruire benzina per il rilancio e la conservazione delle nostre eredità culturali”.

“Tra le proposte che la città di Nola porterà al tavolo del patrimonio immateriale ci sarà – aggiunge l’assessore alla Cultura Cinzia Trinchese – senza dubbio quella della creazione di una rete di giovani studenti che avrà il compito di diffondere e conservare i patrimoni d’Italia”.

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