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Archivio per il giorno “gennaio 26, 2017”

NOLA. F.S.I.: “AL PRESIDIO OSPEDALIERO SI TORNA A LAVORARE COME PRIMA E, FORSE, PEGGIO DI PRIMA”. LA SETTIMANA PROSSIMA, DOPO NOVE ANNI, PREVISTA L’INAUGURAZIONE DELLE SALE OPERATORIE AL PRIMO PIANO. UNA STORIA INCREDIBILE, DA DIMENTICARE, CHE PROBABILMENTE RESTERA’ SENZA ALCUN COLPEVOLE

sit-in-ospedale-nolaA riaccendere in queste ore i riflettori sull’ospedale di Nola è il coordinatore sindacale aziendale Raffaele Salvatore Ambrosino della F.S.I. (Federazione Sindacati Indipendenti), che con una nota inviata al direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale Napoli 3 Sud, Costantini, sottolinea come nonostante le continue comunicazioni di mancanza di personale infermieristico, ausiliario e sanitario, nulla ancora è cambiato e non appena si sono spenti i riflettori dei media per quello che è successo ultimamente al presidio nolano, si torna a lavorare come prima e, forse, anche peggio.

“Ben venga – continua il coordinatore aziendale Ambrosino – la mobilità di 16 ausiliari, recentemente bandita, ma non basta, occorre personale infermieristico e sanitario. E’ bene ricordare che oggi – conclude Ambrosino – il reparto O.B.I. (Osservazione Breve Intensiva) presso il pronto soccorso di 8 posti letto (+ 1) è operativo solo con quattro posti, e ciò aggrava ancora di più una situazione atavicamente emergenziale”.

Intanto la settimana prossima, anche se al momento non v’è traccia di alcun comunicato stampa da parte della direzione generale dell’ASL, dovrebbero essere inaugurate due sale operatorie con annesso reparto di rianimazione al primo piano.

Sono in tanti ad avere il sospetto che sarà la solita passerella di politici – per l’occasione è prevista anche la presenza del presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca – per poi ritornare all’emergenza il giorno dopo per mancanza di personale.

Per il funzionamento a regime delle nuove camere operatorie e del reparto di rianimazione occorrerebbero almeno cinque anestesisti ed una decina di infermieri, che al momento non ci sono.

“Basta con queste farse – tuonano i cittadini, ed aggiungono – abbiamo bisogno di servizi efficienti e sicuri, per noi la salute è un diritto sacrosanto e non può essere un optional”.

La storia della ristrutturazione delle sale operatorie del presidio nolano è a dir poco paradossale. Il progetto iniziale risale agli anni 2007-2008 e prevedeva 6 camere operatorie con 6 posti di rianimazione dislocati tra il primo e il terzo piano del nosocomio nolano. Il crono-programma dei lavori prevedeva al I° piano due camere operatorie e 6 posti di rianimazione. Una volta completati i lavori al primo piano si sarebbe dovuto procedere allo smontaggio delle sale operatorie al terzo piano per la ricostruzione, in loco, di altre quattro sale operatorie e 6 posti di rianimazione. Un crono-programma rimasto solo sulla carta, in quanto ad oggi non è stata ancora portata a termine nemmeno la prima fase.

Un lavoro complessivo di circa sei milioni di euro, interamente finanziato. Fu diviso in due lotti, uno strutturale per oltre 4 milioni di euro ed un secondo – di circa un milione e mezzo di euro – per l’acquisto degli arredi elettromedicali.

Alla fine del 2010 viene affidata la gara per le strutture alla ditta ITEM di Saviano. Nel corso dei lavori, la ditta affidataria dei lavori ITEM fa richiesta di riserve ed in assenza di una risposta da parte della direzione generale e dell’ufficio tecnico competente l’ITEM sospende i lavori.

Passano circa due anni ed agli inizi del 2013 l’allora direttore generale Maurizio d’Amora, il direttore sanitario Stella Alfano ed il capo dell’ufficio tecnico Napolano ricompongono il contenzioso con l’ITEM, che riprende i lavori sospesi al primo piano con la promessa che, dopo sei mesi, gli avrebbero messo a disposizione per completare la costruzione delle restanti quattro camere operatorie i locali al terzo piano. Intanto la gara per gli arredi elettromedicali langue o meglio c’è solo la sostituzione di un primo capitolato da un milione e trecentomila euro con un secondo da un milione e seicentomila euro.

L’ITEM in sei mesi completa i lavori al primo piano ma la consegna dei locali del terzo piano alla stessa non è mai avvenuta. Alla fine del 2014 l’ITEM rescinde il contratto e fa riserve per oltre un milione di euro.

In tutto questo passa un altro anno e mezzo – nel silenzio “assordante” di tutti e senza né l’accertamento di eventuali responsabilità né tantomeno l’emissione di alcun provvedimento disciplinare – ed a maggio 2016 c’è l’aggiudicazione, con un ribasso irrisorio, della gara degli arredi ad una ditta di San Giuseppe Vesuviano.

Ma gli esami per il povero complesso operatorio del nosocomio bruniano non finiscono qui perché ci si accorge che gli arredi non erano compatibili con la struttura. A questo punto altri lavori per adeguare la struttura alle attrezzature.

Una storia tutta italiana, probabilmente da dimenticare, se non fosse per il fatto che nel mezzo c’è la vita delle persone e il diritto alla salute di oltre 600 mila utenti da tutelare!

di ra.na.

NOLA. FURBETTI DEL CARTELLINO: A GIORNI SARA’ NOTIFICATO AI 63 DIPENDENTI COMUNALI INDAGATI PER ASSENTEISMO L’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

carabinieri-al-comune-di-nolaThe day after, ancora sotto shock i dipendenti del Comune di Nola raggiunti ieri mattina da 63 avvisi di conclusione di indagine per assenteismo, circa 400 i casi di condotta fraudolenta accertati dalle forze dell’ordine.

Dall’ufficio del personale dell’Ente di piazza Duomo fanno intanto sapere che entro 40 giorni verrà notificato a tutti i 63 indagati l’avvio del procedimento disciplinare, il cui iter e la cui decisione è indipendente da quella per responsabilità penale. Sarà il segretario generale del Comune di Nola ad emettere i provvedimenti disciplinari, per i casi più gravi viene confermato che esiste il rischio di licenziamento, nonostante che l’illecito sia avvenuto nel 2014, ovvero in tempi antecedenti alla novella normativa sui “licenziamenti veloci” nella pubblica amministrazione.

di ra.na.

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