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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “febbraio 28, 2016”

CICCIANO. L’ORIZZONTE POETICO DI SABATO DE LUCA, NELL’AULA MAGNA DEL LICEO “ENRICO MEDI” PRESENTATO “VIAGGIO NEL DESERTO”

sabatino de luca 1Platea con uditorio attento e interessato, quella dell’Aula Magna del Liceo statale “Enrico Medi”, per la presentazione della silloge poetica di Sabato De Luca, contrassegnata dal simbolico titolo di “Viaggio nel deserto“, pubblicata da Edizioni Sinestesie; una presentazione “speciale”, per l’autore, che è appena approdato al… pensionamento, dopo quaranta anni di docenza, i cui trenta vissuti tra i giovani della struttura di via Madre Teresa di Calcutta, nelle cui mura amiche si è ritrovato con la calda e affettuosa accoglienza di colleghi, alunni ed ex-alunni sul filo delle sue fresche “Nugae”, intese alla maniera di Catullo, Petrarca e Marziale come inezie e frivolezze secondo l’etimologia espressiva della parola, in realtà mai banali, bensì dense di significati passionali e ben cariche d’intensità emotiva, con tanti spicchi di umane e sofferte verità di vita.

sabatino de luca 4Articolata in cinque sezioni – Frammenti lirici; Epochè; Il lamento del vento; Anacreontiche; Il viaggio – la silloge si presenta come uno scrigno di gemme che sembrano richiamarsi tra loro, ciascuna con la propria fascinosa immagine come per comporre un mosaico vivido e di forte capacità evocativa per quanto sedimentate e distillate sono le sequenze del verseggiare, asciutto e scarno. Sono le sequenze, per le quali “verba lacrimae rerum sunt”, attestando il valore precipuo ed unico dell’autenticità della poesia, nella cui essenzialità pulsa il vivere, tra gioie e dolori, incanto e disincanto, speranza e disperazione.

“Viaggio nel deserto – ha evidenziato Sabato De Luca – è un titolo metaforico, per dare una spiegazione di senso della vita, ch’è assimilabile ad un viaggio, che tutti compiamo; un viaggio, che soprattutto nei momenti di difficoltà, di disagio morale o esistenziale ciascuno fa da solo con le proprie esperienze, come quando si attraversa il deserto. Ecco: la vita è un viaggio con itinerari imprevisti e mete imprevedibili, che si compie in solitudine”. E sullo sfondo di questa visione – ha aggiunto – “ho inserito i legami di appartenenza che ho con la terra natia (Roccarainola, ndr) ch’è a un tiro di schioppo con Cicciano, dove vivo e risiedo con la mia famiglia. E la composizione ‘Santa Lucia in collina’ può considerarsi la sintesi emblematica dei forti legami che conservo e nutro per Roccarainola”.

sabatino de luca 2Il rapporto di De Luca con la terra natia in “Viaggio nel deserto“ non è, tuttavia, un elemento ispiratore a se stante, ravvivandosi e integrandosi con la memoria degli affetti familiari e amicali più cari e sentiti. E il verseggiare dedicato alle figure del padre e della madre come a quella del fratello Giovanni e al compagno di gioventù, Armando, ricordandone “la serafica malinconia”, oltre che le lunghe serate di calda estate trascorse in compagnia di Mimmo… “in interminabili colloqui… sotto i lecci della piazza…”. Ed il riferimento è all’ampia e bella piazza San Giovanni, l’ospitale… salotto di Roccarainola.

L’intreccio tra la visione esistenziale e l’universo degli affetti “casa, famiglia ed amicizia” trova, a sua volta, una splendida chiave di garbata e raffinata scrittura nelle composizioni anacreontiche, con cui Sabato De Luca, laureato in Lettere classiche con tesi in Filologia greco-romana, rende omaggio ad uno dei più interessanti autori della Letteratura greca, Anacreonte appunto. E’ il tocco elegante e gioioso con cui l’autore racconta la femminilità e i suoi… capziosi labirinti.

sabatino de luca 5“E’ poesia della comunicazione, quella che si legge in ‘Viaggio nel deserto’ – ha sottolineato nelle sue riflessioni di presentazione, il professore Carlangelo Mauro, docente di Materie letterarie al ‘Medi’, critico letterario e poeta – in cui l’immediatezza vibra di forza emotiva e sentimentale. Vi traspare la lezione stilistica e di registro linguistico, ch’è peculiare di autori di grande spessore, quali sono Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale. Non c’è alcuna concessione al manierismo e all’enfasi, perché Sabato De Luca privilegia i valori autentici della vita. E si avverte – ha sottolineato – nelle tonalità e nei ritmi di ‘Viaggio nel deserto’ il rimpianto di quella ch’è stata fino ad alcuni decenni fa, la fisionomia del nostro territorio, quello della Campania Felix trasformata in Campania… Infelix, sotto tutti i profili. E’ il rimpianto per la semplicità di un mondo umano e relazionale, che non c’è più ”.

sabatino de luca 3“L’incontro con la poesia di Sabato De Luca – ha spiegato il dirigente scolastico del ‘Medi’, il professore Pasquale Amato – ha rappresentato un bel momento della vita della nostra comunità scolastica. Momento di analisi e riflessioni sul testo, ch’è la prima opera di poesia pubblicata da Sabatino De Luca, ma anche di apertura verso la società, considerata la partecipazione di tanti cittadini ed amministratori locali”.

di Geo (Foto © Giovanni Papa – 2016)

(Si ringrazia Giovanni Papa per le foto gentilmente concesse)

Un fulmine a ciel nuvoloso

PTCSorprendentemente, a distanza di oltre 1 anno dall’ultimo atto assunto il 29/09/2014 relativo alla complessa e tormentata procedura di formazione del Piano Territoriale di Coordinamento (PTC, non più “provinciale” per effetto della istituzione della Città Metropolitana), con delibera del Sindaco Metropolitano n. 25 del 29.01.2016 il nuovo Ente ha finalmente “adottato” lo strumento urbanistico di livello territoriale che già sta facendo sentire i suoi non trascurabili effetti.

Si avvia così a conclusione un iter iniziato addirittura nel lontano 1999, allorquando anche il sottoscritto faceva parte del team di progettazione iniziale, guidato all’epoca dal compianto prof. Marcello Vittorini. E così dopo 17 anni si intravede, con l’“approvazione” da parte della Regione Campania, la possibile definitiva conclusione di tale percorso, anche se gli esiti positivi non sembrano del tutto scontati.

In realtà la cosa, benché passata al momento quasi sotto silenzio stampa e mediatico, ha una forte rilevanza sull’attuale regime urbanistico dei vari comuni rientranti nell’ex Provincia di Napoli, tenuto conto che il PTC comporta importanti incidenze sul regime dei suoli, ancorchè già codificati dagli strumenti di pianificazione a livello comunale.

E qui si pone una prima questione di fondo. Come dichiarato nello stesso Comunicato Stampa “Il PTC, come noto, ha carattere di ‘indirizzo”. Il che indurrebbe ad una certa tranquillità nell’azione ordinaria degli Enti Locali, che potrebbero continuare come se nulla fosse accaduto.

Ma, colpo di scena, il complesso di norme assume anche valore conformativo e, quindi, prescrittivo per alcuni usi del suolo.

Difatti nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano nella parte finale, all’art. 81, quasi un maligno colpo di coda, viene precisato che ”a decorrere dalla data di adozione del presente Piano si applicano le norme di salvaguardia di cui all’articolo 10 della Legge Regionale 22 dicembre 2004, n. 16”.

La traduzione è contenuta nel testo dell’art. 10 della L.R. 16/04:

“Tra l’adozione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, o delle relative varianti, e la data della rispettiva entrata in vigore sono sospese:

a) l’abilitazione alla realizzazione di interventi edilizi in contrasto con la disciplina contenuta nei piani o nelle varianti in corso di approvazione;

b) l’approvazione di strumenti di pianificazione sottordinati che risultano non compatibili con i piani o le varianti adottati”.

Per effetto di tali norme cogenti ne deriva, ad esempio, una limitazione nel rilascio dei titoli edilizi in contrasto con le nuove norme, come nel caso dei Permessi di Costruire nella “nuova Zona A” del Comune di Nola, molto più ampia di quella indicata sul Piano Regolatore vigente. Tuttavia tali restrizioni possono valere al massimo per un periodo di 12 mesi. Il che potrebbe anche facilmente indurre ad un atteggiamento del tipo: aspettiamo che l’anno passi, facciamo finta che niente sia successo e poi allegramente riprendiamo.

Ma quanto fin qui osservato non costituisce la parte più significativa del PTC, ma solo quella che ha per così dire degli effetti immediati, anche se non di poco conto.

Invece il PTC tratta tutta un’altra serie di temi e questioni che, questi sì, dovrebbero animare un dibattito più maturo sulle indicazioni strategiche e strutturali del PTC, che pur ci sono e potrebbero costituire l’occasione per rigenerare quest’ambito, magari coniugandone il suo disegno alla programmazione della spesa comunitaria del periodo 2014-2020.

Per brevità di racconto in questa sede, vorrei comunque citarne alcune di quelle che, a mio avviso, al momento comportano preoccupanti prospettive per l’ambito nolano.

Prima questione: le Conferenze di Pianificazione che ora dovrebbero attivarsi avranno il compito di assegnare ai vari Ambiti in cui è stato suddiviso il contesto metropolitano, la quota dei nuovi 119.000 alloggi per il riequilibrio complessivo della condizione abitativa. E il nolano è uno degli Ambiti maggiormente esposto a tale assegnazione, rischiando di subire il trasferimento di numerosi alloggi, per lo più di tipo popolare, ancora da espellere dalla congestionata conurbazione napoletana. E naturalmente tale possibile aggravio di pesi insediativi, comporterà un ulteriore appesantimento della già drammatica questione ambientale, di cui la vicenda delle “polveri sottili” è solo uno degli ultimi campanelli di allarme.

Seconda questione: nei grafici di progetto si individua di nuovo, dopo essere stata annullata tale scelta a seguito di un ricorso al TAR da parte di associazioni ambientaliste, cui ha contribuito anche il sottoscritto, un’area di 1.200.000 mq. quale “ampliamento” del Nucleo ASI di Nola, mentre intanto regna la più grande confusione nel comparto industriale/commerciale, che ha occupato d’imperio già circa 8.000.000 di mq. del nostro fertilissimo suolo agricolo, facendo registrare oggi numerosissime chiusure di attività, con capannoni dismessi ed abbandonati al degrado.

Del resto anche il comparto commerciale non gode di buona salute e forse dovremmo già iniziare a preoccuparci di come convertire il cosiddetto Vulcano Buono e dintorni.

Vero è che, intanto, in altre sezioni del corposo documento, si dice che il nolano dovrà essere sede di “servizi rari”, ma senza precisarne tipo e qualità, profilando, come già successo in passato, che mentre ci si rifila tutto quanto non più sostenibile per l’area costiera più pregiata, scaricando qui solo la parte più scomoda, si rinvii a tempi indefiniti un’azione di riorganizzazione organica della nostra porzione di territorio.

Intanto, il numero di malpancisti ed il dissenso su tale improvvisa sortita sta crescendo (inizia a circolare anche qualche voce che chiede la destituzione della Dirigente dell’ente, ignorando che il Sindaco Metropolitano ha assunto con responsabilità l’atto).

Insomma allo stato ci si preoccupa soprattutto dell’esito delle varie istanze di trasformazione dei suoli, per lo più con destinazione residenziale, perché come si sa, da noi quello che tira è soprattutto il mattone.

Credo, invece, oggi più che mai, necessario che su questa questione, che credo anche una grande opportunità, si apra finalmente una grande discussione al fine di non trovarci impreparati ed inermi di fronte a scelte che altri inevitabilmente faranno per nostro conto.

E sicuramente un ruolo importante lo potrebbe svolgere anche una vera e propria Agenzia di Sviluppo dell’area (che sappia limitare anche lo strapotere del Consorzio ASI, responsabile della nostra disordinata e sconquassata area industriale), con un nuovo organismo diverso da quello che abbiamo conosciuto, atteso peraltro che nel passato, tra le pochissime azioni messe in campo dall’Agenzia ancora “attiva”, c’è stato il forte sostegno all’indiscriminato “addensamento” del nolano con improbabili nuovi impianti produttivi ed al trasferimento di massicce quote di nuovi residenti provenienti dall’area napoletana.

E’ ora il tempo di ragionare sicuramente per costruire insieme una visione strategica per la nostra area, superando campanilismi e pratiche clientelari volte al soddisfacimento di esigenze dei voraci gruppi di interesse economico esterni al nostro contesto, per rivendicare, prima di ogni altro intervento incongruo, dei veri e qualificati “servizi rari”, evitando la ulteriore devastazione delle residue risorse ambientali e culturali del nolano. E questa si che sarebbe la “soluzione finale”.

di Guido Grosso

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