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Archivio per il giorno “febbraio 12, 2016”

COMUNE DI NOLA. TRASPARENZA: AL VIA L’APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO, PETILLO E NAPPI AL VERTICE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE AFFARI GENERALI

Rino BaroneIl presidente del Consiglio comunale di Nola Rino Barone ha convocato la conferenza dei capigruppo per la discussione e l’approvazione del regolamento sulla trasparenza e pubblicità della situazione personale, reddituale e patrimoniale dei titolari di cariche elettive del Comune di Nola e degli enti controllati, richiesto con urgenza dal segretario generale Marilisa Dovetto con nota prot. n. 3801 del 4 febbraio scorso.

La convocazione, a norma del regolamento del Consiglio comunale, si è resa necessaria a causa dell’impossibilità ad operare della Commissione consiliare permanente Affari generali, a causa delle dimissioni del presidente Giusy La Marca e del vice-presidente Antonio Tufano.

In apertura di riunione Barone ha consegnato a tutti i capigruppo presenti la bozza di regolamento sulla trasparenza e pubblicità della situazione reddituale e patrimoniale dell’ente. La prossima riunione è stata aggiornata a giovedì 18 febbraio per la discussione di eventuali modifiche. Successivamente sarà fissata la data del Consiglio comunale per l’approvazione del capo.

Il presidente del Consiglio comunale ha sottolineato che per la partecipazione alla conferenza dei capigruppo non sono previsti gettoni di presenza, in questo caso c’è stato, dunque, anche un risparmio per l’ente.

Al prossimo Consiglio comunale sarà nominato sia il nuovo presidente che il nuovo vice-presidente della Commissione consiliare Affari generali. In pole position per la presidenza c’è il consigliere comunale Pasquale Petillo mentre Franco Nappi, attuale capogruppo di Forza Italia, è accreditato alla vice-presidenza.

Intanto nell’area trasparenza del sito internet istituzionale dell’ente locale, la situazione reddituale e patrimoniale degli amministratori comunali è ferma ancora al 31 dicembre 2014.

di ra.na.

GIORDANO BRUNO, LA SUA STATUA RIPULITA, MA…

bruno 1Finalmente pare che si proceda all’opera di “pulitura” della statua di Giordano Bruno nell’omonima piazza di Nola, incrostata dalla troppa resina caduta dei pini sovrastanti e dallo smog delle auto circolanti continuamente nelle sue adiacenze.

Già da parecchi giorni lo sponsor privato (un gruppo finanziario) che si è assunto l’onere economico dell’operazione, ha fatto montare attorno alla statua, forse con eccessivo anticipo, una impalcatura avvolta da un telo pubblicitario con il quale viene espresso la finalità “culturale”.

Qualche settimana fa Raffaele Napolitano (Ra.Na.) ci ha fatto sapere che la statua di Nola, opera dello scultore Raffaele De Crescenzo, è stata realizzata e collocata nella piazza nolana nel 1867, ma già nel 1888 dovette farsi un primo intervento di manutenzione straordinaria perché la stessa fu danneggiata in alcune parti del volto.

Poco altro sappiamo sull’origine e sulla storia di questo monumento.
Solo ventidue anni dopo, lo scultore e deputato, di origine ebrea, Ettore Ferrari realizzò quella posta in Campo dei Fiori a Roma.

Per la verità la prima statua di grandi dimensioni fu realizzata e venne inaugurata a Napoli il 2 gennaio del 1865 in un cortile (detto del Salvatore) interno all’Università con accesso da via Mezzocannone, dove da molti anni giace infagottata in un orribile telo di plastica.

Fu lo scultore foggiano Pietro Masulli a realizzare quel Bruno in abiti laici, con uno sguardo fiero, ribelle, rivoluzionario e la mano destra che accartoccia la sentenza che lo condannava, in segno di sfida.

Ma ovviamente la storia più corposa la esprime quella raffigurante il domenicano che con lo sguardo terreo ed il capo chino si erge nella piazza romana dove fu “abbruggiato”.

Essa fu inaugurata il 9 giugno del 1889 davanti a non meno di trentamila persone che avevano attraversato in corteo una Roma che da due giorni era in stato di assedio, con centinaia di poliziotti che presidiavano l’Università, la stazione centrale e molte strade principali.

La ricostruzione degli avvenimenti viene fatta in modo circonstanziato nel libro “Campo dei Fiori.Storia di un monumento maledetto ( Einaudi Editore), scritto dal prof. Massimo Bucciantini, docente all’Università di Siena, che avevamo invitato a Nola per discutere del suo puntiglioso lavoro, ma l’occasione è sfumata per motivi non proprio “nobili”.

Fu l’avvocato e deputato napoletano Giovanni Bovio a tenere il discorso inaugurale della statua in bronzo del “Nolano”, ma la storia era cominciata tredici anni prima, nel 1876, quando un gruppo di studenti universitari di giurisprudenza, due più di tutti, Adriano Colocci ed Alfredo Comandini, rampolli di due famiglie nobili e liberali, uno di Jesi e l’altro di Faenza, costituirono il primo comitato per la raccolta di fondi per la costruzione della statua.

L’ispiratore della operazione fu però un’altra persona, il francese (di origine ebrea) Armand Lèvy, comunardo dell’esperienza parigina della Comune (1871), riparato poi a Roma e frequentatore serale delle “bettole” a poco prezzo, luoghi si incontravano gli studenti universitari romani “politicizzati”.

Il primo manifesto “studentesco” per la raccolta di fondi non ebbe molta fortuna; solo 8.500 lire furono raccolte dai promotori e l’iniziativa subì uno stallo durato alcuni anni.

Nel 1884, ad iniziativa di altri studenti di giurisprudenza, il bolognese Giuseppe Vernazzi, il romano Giovanni Amici ed altri rilanciarono l’iniziativa della raccolta fondi, ma con una strategia diversa che andava ad intrecciarsi (semplifico molto) con le finalità del movimento della Massoneria, il quale acquistava sempre maggiore ascendenza nelle coscienze liberali ed anticlericali del tempo.

Stavolta gli studenti romani coinvolsero nel loro progetto intellettuali come Antonio Labriola, Felice Tocco, Silvio Spaventa, Pasquale Villari, Giustino Fortunato e molti altri, che lanciarono l’anno dopo un nuovo manifesto per una sottoscrizione internazionale.

Stavolta il progetto prendeva sempre più forma e gli effetti coinvolsero anche esponenti politici,tra cui Marco Minghetti, Giuseppe Zanardelli, Felice Cavallotti; si creò una “strana” alleanza fra monarchici costituzionalisti, repubblicani, liberali moderati, radicali di sinistra e massoni, i cui effetti si riverberarono anche sull’originario bozzetto della statua ideato da Ettore Ferrari: un uomo avvolto nel suo saio che gli copre anche il capo, la mano destra alzata con gesto oratorio e quasi ad indicare una meta da seguire e nella sinistra un libro aperto quasi a rappresentare le nuove tavole della legge, quella della libertà di coscienza e di pensiero.

Ma il comitato promotore era diventato troppo eterogeneo e la fazione politica “moderata” premette per avere in quella statua più che un Bruno profeta politico, un Bruno filosofo; il nuovo progetto del Ferrari raffigurava un corpo immobile e la forza della sua figura concentrata nel suo sguardo chino.

Quell’immagine trovò ancora comunque una forte opposizione, che portò allo scioglimento del consiglio comunale di Roma e, con nuove elezioni, alla nascita di una amministrazione “di sinistra” che facilitò la realizzazione del monumento.

Tornando a Nola, dopo il restauro voluto dal sindaco Tommaso Vitale nel 1888, vi fu forse la vera inaugurazione della statua di Raffaele De Crescenzo, con l’intervento dell’avvocato “radicale” Giovanni Bovio (lo stesso che poi parlerà a Roma il 9 giugno dell’anno dopo) e centinaia di persone che con treni speciali arrivarono da Napoli e Caserta.

Poi i vari spostamenti nell’omonima piazza che la corte degli Orsini aveva lasciato con una impronta rinascimentale perduta nel corso dei secoli.

Tra qualche giorno dovremmo rivedere un Bruno rimesso a nuovo, tuttavia quella statua molto poco esprime, a mio avviso, la personalità del “Nolano”; sembra piuttosto un accademico con radici nella buona borghesia dell’ottocento, fiero ma distaccato, scevro da ogni inquietudine, liberato da ogni passione.

No, Bruno era altro, uomo tumultuoso nell’anima, possente nel linguaggio, veemente nel gesto; a quella statua sono anch’io affezionato, ma quel Bruno mi è un po’ estraneo… magari se ne potrebbe immaginarne un’altra collocata lassù, a guardia della sua collina, quella da cui osservava l’imponente Vesuvio, sì, proprio lì, sulla “magica” Cicala.

di Paolino Fusco

Giordano Bruno e la Festa dei Gigli ospiti di Casa Sanremo

Foto Casa SanremoA Casa Sanremo, l’ospitality del festival della canzone italiana, anche la città di Nola ed il suo patrimonio culturale.

Venerdì 12 febbraio la presentazione del Certame bruniano, il concorso filosofico che ad aprile di ogni anno attira in città centinaia di studenti provenienti da tutta Italia. Per l’occasione sarà proiettato un filmato che metterà in risalto non solo la centralità della città rispetto all’approfondimento ed alla divulgazione dell’opera del filosofo nolano ma anche le tradizioni culturali come la Festa dei Gigli, patrimonio Unesco.

L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi con il concorso degli assessorati alla cultura ed alle politiche sociali diretti da Cinzia Trinchese e Michele Cutolo. Il Certame sarà tra i protagonisti della rassegna di progetti artistici dal titolo “Guardami oltre…” organizzata in collaborazione con Casa Sanremo per il sociale con il patrocinio morale di Rai segretariato sociale ed il Comune di Sanremo.

“Cogliamo al volo – sottolinea il Sindaco Geremia Biancardi – ogni opportunità che possa accendere i riflettori sulla nostra città e sulle iniziative che si mettono in campo per valorizzare il ricco tesoro culturale di cui Nola è portatrice”.

“Una vetrina importante – evidenzia poi l’assessore alla cultura ed all’istruzione Cinzia Trinchese – che entra a pieno titolo nel piano di valorizzazione delle eccellenze del territorio che, in Bruno e nei Gigli, trovano la massima connotazione sociale ed artistica. Con la nostra partecipazione a Casa Sanremo inauguriamo una primavera che vedrà la nostra città al centro di importanti attività di promozione”.

“Nella città dei fiori avremo anche l’opportunità – spiega l’assessore alle politiche sociali Michele Cutolo – di sottolineare che ogni iniziativa messa in campo non è fine a se stessa ma contribuisce ad esaltare lo spirito solidale e sociale che ispira la nostra azione amministrativa”.

(red)

L’associazione di professionisti Mcs global lancia un nuovo modello per la professione di avvocato. Se ne discuterà venerdì 12 febbraio alle 20 alla Certosa di San Giacomo

“Quale il futuro per la nobile professione dell’avvocato?” Sarà questo il tema oggetto dell’incontro promosso dall’associazione di professionisti Mcs global in programma per venerdì 12 febbraio alla Certosa di San Giacomo a Lauro alle ore 20.00.

L’incontro parte dalla necessità di riconsiderare la professione forense che oggi, così come tante altre, vive una forte crisi a causa di mutamenti di varia natura. Ed allora come rilanciarla?

L’associazione di professionisti prova a dare una risposta ed una soluzione evidenziando come questa fase storica imponga un nuovo modello ed un nuovo orizzonte.

In primo luogo, va sottolineato come sia definitivamente tramontata la figura del professionista singolo mentre sempre di più emerge quella di un team capace di erogare una pluralità di servizi in maniera coordinata, efficiente, ma anche e soprattutto di prossimità e vicino ai bisogni reali del cittadino.

A tal proposito diventa centrale, nel progetto dell’associazione, il concetto di family – office mutuato dall’esperienza anglosassone dove ne sono presenti in 4000, in particolare in America. In Europa se ne contano 500, alcuni anche qui nel Nord Italia ed ora anche al Sud dove l’iniziativa messa in campo dall’associazione rappresenta la prima ed unica struttura esistente.

La Family office è una società che gestisce il patrimonio o gli affari delle famiglie con al centro un avvocato che coordina un pool di professionisti per diversi settori.

“Oggi siamo presenti in tutte le città e nei centri di maggiore interesse – afferma l’avvocato Romualdo Miele coordinatore dell’associazione di professionisti – Presto apriremo a Roma e Milano e copriremo l’ultimo Tribunale Campano che ci manca ossia Vallo della Lucania. La nostra attenzione sarà rivolta soprattutto all’impresa con la possibilità di offrire una serie di opportunità che vanno dalla consulenza legale alla mediazione, passando per la consulenza finanziaria fino ad arrivare al brokeraggio assicurativo ed altro ancora”.

Ad aderire al progetto sono stati già diversi studi legali operanti nelle varie zone della Regione convinti della necessità di mettere in campo un lavoro di squadra.

(red)

NOLA. A BREVE CON L’APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO RIPARTE L’INIZIATIVA DEL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI

E’ in dirittura d’arrivo nella Commissione consiliare permanente Pubblica istruzione l’approvazione del regolamento del Consiglio comunale dei ragazzi. Un progetto fortemente voluto dall’attuale presidente Maria Esposito (Forza Italia).

“Nei mesi scorsi – sottolinea la presidente Maria Esposito – ho iniziato presso i vari plessi scolastici un ciclo di incontri di sensibilizzazione civica e democratica. Debbo confessare di aver trovato una forte sinergia con il corpo docenti che ringrazio, il nostro obiettivo è quello di preparare i ragazzi a diventare cittadini di domani con lo scopo di rendersi protagonisti nella legalità dello sviluppo economico e del benessere sociale della comunità, salvaguardando sempre l’ambiente ed il territorio”.

Al Consiglio comunale dei ragazzi partecipano gli alunni delle classi quarta e quinta elementare e delle scuole medie inferiori del Comune di Nola. Non è la prima esperienza l’istituzione a Nola del Consiglio comunale dei ragazzi. In passato, già per due volte, grazie ai presidenti della Commissione permanente Pubblica istruzione Franco Nappi (2006) e Pasquale Petillo (2010), i ragazzi delle scuole elementari e medie hanno potuto esercitare i loro diritti di espressione, familiarizzando con la politica ed il funzionamento della macchina amministrativa. “Un’esperienza esaltante e abbastanza faticosa”, sottolineano i due ex-presidenti, ancora oggi consiglieri comunali e sostenitori della nuova iniziativa.

Tutti d’accordo sulla nuova ripartenza. Al momento non c’è unanimità sul metodo di elezione. I consiglieri di opposizione Francesco Pizzella e Vincenzo Iovino sostengono che per dare maggiore veridicità all’organo occorre applicare la normativa vigente, cioè l’elezione diretta del sindaco con tanto di candidatura di coalizione, mentre i consiglieri della maggioranza sostengono che, per evitare di creare vantaggi ai plessi scolastici più numerosi e garantire la partecipazione di tutti, occorre procedere, come del resto già fatto per il passato, all’elezione del sindaco da parte del Consiglio comunale.

Intanto il consigliere Giusy La Marca ha chiesto la lettura del verbale della seduta della Commissione del 5 febbraio scorso, avente ad oggetto l’abbattimento dei costi della telefonia fissa per i plessi scolastici di Piazzolla. La presidente Esposito ha riferito che, purtroppo, per mancanza di numero legale, la Commissione consiliare del 5 febbraio scorso è andata deserta e che era stato chiamato in audizione il dirigente Paolino Santaniello a relazionare sull’argomento. A questo punto il consigliere Giusy La Marca ha chiesto che venga riconvocato di nuovo il dirigente Santaniello.

di ra.na.

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