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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “gennaio 30, 2016”

NOLA. ABBATTIMENTO SPESE DI TELEFONIA FISSA PER LE SCUOLE CITTADINE, UN SUCCESSO DEL DELEGATO DI PIAZZOLLA RAFFAELE GIUGLIANO (UNITI PER IL TERRITORIO)

Una delle spese correnti più rilevanti per i bilanci comunali (nonostante l’accesa concorrenza del mercato) è quella realativa alla telefonia fissa. Proprio su questo fronte, dopo mesi di indagini di mercato, il delegato alla frazione di Piazzolla, il consigliere comunale Raffaele Giugliano (Uniti per il Territorio) ha raggiunto un brillante risultato, ottenendo un abbattimento dei costi inerenti il servizio con annessa navigazione internet nelle scuole primarie di proprietà comunale per un valore pari a 60 mila euro all’anno.

Fino a qualche mese fa i costi annuali ammontavano ad € 75.000. Oggi, con il cambio del gestore da Telecom a Vodafone, il costo bimestrale del canone è passato da € 12.000 ad € 2.500.

“Il nuovo contratto – dichiara il delegato di Piazzolla Raffaele Giugliano – permetterà soprattutto alle segreterie amministrative, dopo gli accorpamenti dei plessi scolastici, di utilizzare tecnologie ed apparecchiature avanzate. Ormai erano anni che le linee creavano disagi agli operatori amministrativi scolastici per gli aggiornamenti sia dei registri e pagelle elettroniche che per la trasmissione quotidiana delle comunicazioni al MIUR. Questo è solo il primo passo – conclude Giugliano – Ci stiamo attivando per migliorare anche altri servizi riducendo al minimo le spese”.

“Un lavoro egregio svolto con impegno e serietà dal delegato di Piazzolla Raffaele Giugliano – sottolinea l’assessore alla Pubblica istruzione Cinzia Trinchese – Sono ben tredici i plessi che potranno utilizzare i nuovi servizi (Tommaso Vitale, Lello de Mita, Maria Sanseverino, Cerchio d’Oro 7/bis, scuola media Mameli, scuola media Bruno-Fiore, compresa Polvica, scuola media Merliano-Tansillo, plesso Sepe, Cinquevie, Verdischi, Caselle, Villa Albertini) con linee all’avanguardia ed un notevole abbattimento dei costi. Un modus operandi serio ed intelligente”.

di ra.na.

CICCIANO, LA POTENZA DELLA POESIA PER ANNULLARE GLI ORRORI DELLE DITTATURE E DELLE GUERRE

IMG_6220MARAM AL-MASRI RACCONTA LA SVILITA CONDIZIONE DELLA DONNA NEL MONDO ARABO E LA TRAGEDIA DELLA SIRIA SEGNATA DA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI UCCISIONI E DALL’ESODO DI OTTO MILIONI DI UOMINI, DONNE, GIOVANI E BAMBINI IN GRAN PARTE VERSO L’EUROPA.

AL LICEO STATALE “ENRICO MEDI” PERCORSO APERTO PER IL PROGETTO DIDATTICO-FORMATIVO DI CONOSCENZA DELLE VOCI PIU’ SIGNIFICATIVE DELLA LETTERATURA CIVILE NEL MONDO CONTEMPORANEO.

IMG_6344Canto d’amore, canto di giustizia e di libertà.

Si ravvivano e si animano così l’intensità e la profondità di pensiero, che ispirano la poesia di Maram al-Masri, tra le più autentiche e interessanti espressioni della letteratura mondiale contemporanea, con opere pubblicate in vari Paesi arabi e tradotte in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti d’America, Serbia, Italia, Germania, Spagna, Svezia incontrando il favore e il consenso di una platea di lettori sempre più vasta e cosmopolita.

IMG_6268E’ una coraggiosa e fervida testimonianza d’impegno civile, quella incarnata e rappresentata da Maram al-Masri, nel segno della parola che dice, per esprimere sentimenti ed emozioni veraci nutrite di idealità forti e meditate sia per l’ascolto del vissuto degli altri e della loro interiorità , sia nel percorrere la spirale dei gironi della dura complessità con cui troppo spesso si atteggia la realtà sociale di tutti i giorni. La parola che dice e vivifica, rifuggendo dalla banalità degli orpelli formali e dall’ingannevole retorica, si fa poesia, che scarnifica il reale, per coglierne l’essenza e interpellare le coscienze, diventando agile messaggera dei valori della pace e dell’attiva, responsabile solidarietà con cui i popoli sono chiamati a convivere e coesistere nel comune destino dell’umanità. Destino di vita, e non di morte.

IMG_6293Sono – queste – le tonalità di significato diretto e immediato, con cui si connota la poesia di Maram al-Masri, nata a Lattakia, in terra siriana, sulle rive del Mediterraneo, e che vive in esilio a Parigi, dal 1982; tonalità, che conferiscono pregnanza di valori e contenuti al racconto in versi delle persecuzioni e degli orrori delle guerre, da cui è attraversato e devastato quel mondo arabo ch’è uno smisurato crogiuolo di contraddizioni, specchio di conflittualità etniche e religiose, oltre che del conservatorismo reazionario di una società restata ferma nel tempo, in cui si praticano usanze e costumi feudali, mente la parità di genere è negata; conflittualità – di cui sono attori regimi dittatoriali, determinati il più delle volte da “colpi di Stato”- la cui matrice è strutturalmente economico-finanziaria, facendo leva sul controllo strategico e sulla gestione delle risorse energetiche dell’”Oro nero”. Un’area in cui si miscelano molteplici interessi geopolitici, che disegnano uno scacchiere con alleanze interne ed estere in continua mutevolezza, facendo particolare riferimento alle contingenze strategiche, di cui sono artefici gli Stati Uniti d’America, la Russia e la Cina, ora in convergenza ora in divergenza vicendevole. E l’islamismo radicale e terroristico – i cui pilastri fondanti sono formati dall’Isis, che dispone di ingenti risorse economiche e finanziarie – funge da detonatore degli inquietanti scenari del Medio Oriente e delle loro proiezioni che si riflettono nell’Europa mediterranea.

TRAGEDIA SOTTO LA CAPPA DEL SILENZIO DEGLI INTERESSI DEI POTERI MONDIALI

IMG_6289Del tormentato mondo arabo e, più ancora, della tragedia che si viene consumando, sotto una vischiosa cappa di silenzio da circa due anni nella “sua” Siria, la testimonianza della poetessa è sofferta, ma essenzialmente di dolore e di appello che va al cuore e alla mente degli uomini, per scuoterne la sensibilità e suscitarne la consapevolezza verso un lento genocidio, rispetto al quale il silenzio come l’inerzia sono colpevoli di complicità. E’ la tragedia, che si traduce in oltre 300 mila vittime, immolate alla violenza politica, mentre è ormai inarrestabile l’esodo biblico che i siriani sono costretti ad affrontare, per non sottostare alle angherie e alle persecuzioni del regime di Assad, che ha dichiarato guerra al proprio popolo. E’ l’esodo che finora fa registrare otto milioni di siriani privati di tutto alla disperante ricerca di accoglienza nel mondo anche se i primi sbocchi di approdo sono costituiti – per geografica vicinanza – da quell’Europa mediterranea che fa parte integrante dell’Unione europea, a sua volta sempre più riluttante alla pratica dei principi dell’ospitalità umanitaria.

IMG_6246Maram al-Masri è stata ospite del Liceo statale “Enrico Medi”, a Cicciano, inaugurando il percorso del progetto didattico-formativo “Voci dal mondo. Colloqui con i poeti”, ideato e “messo a punto” dal professore Carlangelo Mauro in collaborazione con la professoressa Rosanna Napolitano, ambedue docenti di Materie letterarie, ed in collaborazione con la “Casa della poesia” di Baronissi” diretta da Sergio Jaculli, e con l’Associazione internazionale Edizioni Sinestesie- di Avellino- presieduta da Carlo Santoli. E’ un progetto, che mira a porre in diretto contatto autori e giovani, per riconoscere e scoprire l’importanza della scrittura e del “pensiero poetante”, che fluidifica e veicola gli aneliti e le istanze della condizione umana nella sua autenticità; percorso al cui centro sono scrittori e poeti che vivono la contemporaneità del mondo in cui le frontiere sono state abbattute e rimosse dalla pacifica rivoluzione digitale e dal web. Un ciclo, che contempla nei prossimi mesi, appuntamenti sia con Sinan Gudzevic, curatore e traduttore delle opere del poeta serbo-croato Izet Sarajlic, che con il napoletano Bruno Galluccio, una voce di elevata espressività ed originalità. Galluccio proporrà la sua più recente opera “Misura dello zero”. Il sigillo finale all’iniziativa sarà impresso dalla produzione – ariosa e di forte impegno per far diffondere il primato dei valori civili e l’affermazione dei diritti umani nel mondo – del poeta statunitense Jack Hirshmann, che sarà ospite del Liceo di via Maria Teresa di Calcutta.

IL COMMOSSO E AFFASCINANTE READING DI MARAM al-MASRI

IMG_6297Presentata dal preside Pasquale Amato e dal professore Mauro, e con la traduzione simultanea in lingua italiana del dottor Antonio Trinchese – esperto di geopolitica internazionale, con esperienze dirette e pluridecennali nel Medio Oriente e nel Nord Africa- Maram al-Masri nell’innescare il filo diretto con i giovani dell’Auditorium del Liceo ha affermato che il popolo della Siria ”non è impegnato in una guerra civile, ma in una rivoluzione democratica che finirà per trionfare. La conferma viene dalla storia: tutte le dittature prima o poi finiscono. E quella di Assad è una dittatura. La nostra speranza è forte- ha chiarito con risolutezza- e non ci può essere il sacrificio di centinaia di migliaia di morti per niente”.

IMG_6229La rivoluzione democratica in corso e che il regime reprime con l’arma della forza e della violenza- aggiungeva Trinchese – è condotta “ dalle componenti laiche della società, che si ispirano a visioni liberali e democratiche del vivere civile, che, allo stato, sembrano minoritarie, come lo sono nella gran parte del mondo arabo. Ma sono forze vive per l’apertura culturale per l’impegno civile a servizio della trasformazione della società con prospettive politiche di sicura importanza. Certo, qualche anno fa le “Primavere arabe”- ha concluso Trinchese – avevano suscitato aspettative di libertà e democrazia, che sono state vanificate, fatta eccezione per la Tunisia, ma la direzione di marcia è delineata”.

IMG_6302Su questa traccia s’innestava commosso reading di calda e penetrante voce, con cui Maram al-Masri accendeva la vivida luce della speranza di libertà, coinvolgendo ed affascinando i giovani e i…meno giovani dell’Auditorium. Una sequenza di composizioni estratte dalla sue opere di più recente pubblicazione, “ Anime scalze ” e “ Arriva nuda la libertà ”, edite in Italia da Multimedia, con la rappresentazione della storia di ieri e di oggi della lacerata Siria. Una storia, fatta rivivere con la pregnanza di un’eccellente e morbida dizione, in cui campeggiano oppressioni imposte da regimi crudeli e duri, che hanno fatto- e fanno- soffrire donne, bambini e uomini con sadico cinismo per l’esercizio del potere nell’iniquità. Ma è il mondo femminile, quello a cui Maram al-Masri guarda con particolare interesse e naturale empatia; è il mondo maggiormente aggredito e tormentato dai regimi feudali, fondati sulla violenza. E’ il mondo che può essere decisivo nel cambiamento e nei processi politici per l’affermazione della libertà, che fa volare alto, ma soprattutto fa riconoscere la dignità di vita a tutti gli esseri umani, senza distinzioni di razza e di etnie e, meno che meno, di ordine sociale, politico ed economico.

IMG_6251E con le composizioni dedicate alle donne spiccano quelle al cui centro sono i bambini, i piccoli migranti che affrontano l’esodo dei nostri giorni; piccoli migranti, ai quali non può né deve essere negato il futuro. Un auspicio, quello di Maram al-Masri, che si colloca nel più generale appello alla mobilitazione internazionale, affinché non continui più la tragedia della Siria e di tante altre analoghe tragedie. Il cuore dell’appello della grande poetessa risiede, tuttavia, nell’esortazione alle istituzioni nazionali e sovranazionali, a impedire la commercializzazione dei sistemi d’arma, se si vuole costruire e mantenere la pace tra i popoli. Un’utopia, forse, ma in cui credere e riconoscersi. E quella di Maram al-Masri è una scelta di vita e per la vita.

IMG_6245Ed ecco alcuni frammenti de “I figli della libertà”, composizione che fa parte di “Arriva nuda la libertà“, in cui la poetessa in un “fermo immagine” speciale fissa la condizione dei bambini siriani, poveri e fieri nella loro dignità, che anelano a vivere nella loro terra, senza essere costretti a lasciarla.

“I figli della Libertà \ non indossano abiti di cotone \ la loro pelle presto si abitua alla ruvida stoffa.\ I figli della Libertà \ indossano abiti usati \ e ai piedi scarpe troppo grandi \ oppure nudità e ferite. \ I figli della Libertà \ non conoscono il sapore delle banane \ né delle fragole \ ma soltanto quello del pane duro \ intriso con acqua di Pazienza. \… Prima di andare a letto \ i figli della Libertà \ non lavano i denti \ non ascoltano le favole \ di principi e principesse.\ Ascoltano il frastuono della paura e del freddo \ sui marciapiedi \ davanti alle porte delle loro case distrutte \ negli accampamenti\o\ nelle tombe. \ I figli della Libertà \ come tutti i bambini del mondo \ aspettano \ il ritorno della Madre.

di Geo (Fotoservizio di Giovanni Papa)

La “Quaravesema”

Pupazzo della “Quaravesema” appeso ad un cancello  con le penne infisse in una grossa patata (Foto scattata nella città di Ravello)

Pupazzo della “Quaravesema” appeso ad un cancello con le penne infisse in una grossa patata (Foto scattata nella città di Ravello)

Per le prossime festività di fine Carnevale e del primo giorno di Quaresima la “Pro Loco Nola Città d’Arte” e il Comune di Nola, hanno concordato in proficua sinergia un vario programma di manifestazioni, (1) tra le quali è stato inserito nella giornata del 10 febbraio il ripristino del pupazzo della Quaravesema (Quaresima) (2), una tessera nel mosaico delle tradizioni popolari di identità etnica, ancora mantenuta non solo in molte località dell’Agro Nolano, ma anche in altre parti della Campania e dell’Italia Meridionale.

Tra le ricorrenze religiose il periodo della Quaresima è stato quello che nella nostra città ha visto maggiormente cadere in oblio alcune ritualità popolari. Una volta, nel mercoledì delle Ceneri, il primo dei quaranta giorni quaresimali, c’era l’usanza di mangiare i broccoli di rapa, quelli che dalle nostre parti vanno sotto il nome di friarielli. Il menù penitenziale di magro era più o meno rispettato fino a Pasqua. I quaranta giorni erano ricordati nel detto: “Quaravesema quarantana sette dummeneche e sei semmane”.

Anche a Nola, non molto tempo addietro, era seguita la tradizione di appendere nelle strade la Quaravesima, un fantoccio di donna vestita di nero, da cui pendeva una patata con infisse sette penne di gallina, quante erano le domeniche che precedono le festività pasquali; ogni domenica se ne toglieva una fino a Pasqua. Secondo la credenza popolare la Quaravesima era vestita di nero perché in lutto per la morte di suo marito, il grasso Carnevale. (3) A questa figura in gramaglie si ispirava una filastrocca, che i bambini mandavano a memoria, che così recitava: “Quaravesema secca, secca, / damme ‘nu sordo ‘e fiche secche, / e si nu’ mme ddaje bbone, / Quaravesema mariola”. Con immagini differenti, ma simili nel contenuto “penitenziale” del menù, altre filastrocche, non prive di ironia, si riscontrano in centri dell’Agro Nolano, dove si continua ad allestire ed appendere la Quaravesema. Nel Vallo di Lauro si recita:“Quaravesima secca secca,/ cu’ ‘na sporta ‘e fiche secche,/ cu’ ‘na sporta ‘e ruoccole ‘e rapa./ Quaravesema ‘nzuccarata”; e a Marigliano: “Quaravesema secca e longa,/ s’ha mangiato ‘e pacche longhe (carrube), / cu’ ‘na puca (lisca di pesce) ‘e baccalà. / Quaravesema, che scialà!”. (4) Come si capisce, con tali vivande, fatte di fichi secchi, broccoli, carrube e la parte centrale delle “scelle” di baccalà, quella con la lisca e meno costosa, c’era poco da stare allegri e da scialare.

Fasano (Brindisi) – la Quaravesima appesa in una strada

Fasano (Brindisi) – la Quaravesima appesa in una strada

Di sicuro non si può fermare il corso della storia, con i relativi adeguamenti di mentalità, di usi e costumi, ma l’evoluzione socioeconomica, dovrebbe convivere, anche da noi come avviene altrove, con la difesa delle tradizioni e dell’ atavica cultura popolare, che identifica un determinato comprensorio storico-geografico. Purtroppo dalle nostre parti, e non solo, il provincialismo acritico ed imitativo, segno di colonialismo culturale, sta relegando ad aree sempre più ristrette la “Quaravesima secca secca” e le connesse manifestazioni, a tutto vantaggio delle zucche svuotate e degli scheletri di Halloween, completamente estranei alle nostre storiche tradizioni e veicolati ad arte dai persuasori occulti dei mezzi di comunicazione. Siamo grati al Comune di Nola ed alla Pro Loco per la lodevole iniziativa di rinnovare una nostra antica e popolare usanza, da tramandare alle nuove generazioni e della quale non si ha nessun motivo di vergognarsi.

di Antonio Fusco

(1) – Sono previste: La Serata della Braciola, del Migliaccio e della maschera nolana di Fra Braciola (6 febbraio), la XVIII mascherina d’Argento con relativa premiazione (7 e 9 febbraio). Cfr programma riportato dal Cazziblog,.”Carnevale nel Nolano. Programma dei festeggiamenti a Palma Campania. Saviano e Nola”, 23 gennaio 2016.

(2) – In Puglia il pupazzo è chiamato Quarantana.

(3) – A Nola si svolgeva la sceneggiata dell’operazione chirurgica al fantoccio di Carnevale, con la sua morte e relative esequie, tradizione questa ancora viva in Puglia e in altre regioni meridionali, si allestiva ‘o palo ‘e sapone (l’albero della cuccagna,), e si ballava la quadriglia (il laccio d’amore).

(4) – Filastrocche di contenuto simile si riscontrano in tutto il Meridione. Ricordiamo quella di Agnone nell’Alto Sannio: Quarésema puverèlla, cu na péscia e na sardèlla, nu scuocchiere de cipolle e nu pejette de fafe a mollo (Quaresima poverella, con un pesce e una sardella, una buccia di cipolla, e un piatto di fave a mollo).

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