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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “gennaio 17, 2016”

CORAGGIO E INDIGNAZIONE

vvvSono più di trent’anni, ormai, che racconto di come dovendo andare da Melbourne a Sidney mi sia messo in fila, una lunga fila indiana, per fare il ticket.

Uscito dalla fila, perché stanco, mi sono seduto un poco più in là, poggiando le grucce al muro.

E’ stato surreale e divertente vedere che il vuoto che avevo lasciato mi faceva posto.

Lentamente si avvicinava, con gli altri, allo sportello. Al mio turno mi sono alzato, ho fatto il biglietto e sono andato al chek-in.

Nessuno ha invaso il vuoto lasciato; nessuno, per contro, con maggiore atto di civiltà ha invaso la mia privacy, cedendomi un inutile, teatrante, e talvolta caritatevole, accesso privilegiato.

E’ stato un atto civico ordinario di rispetto educato alla persona e dei suoi diritti, in regime di parità della condizione umana.

Questo episodio mi è tornato alla mente quando una ventina di giorni or sono dovevo parcheggiare al “vulcano buono” di Nola.

I posti riservati agli invalidi erano tutti occupati.

Per carità, non vi spaventate, non c’era una situazione di emergenza di soccorso umanitario, che tanto ci commuovono sulla televisione di stato! Non era in atto nemmeno una visita guidata degli ospiti del Gottolengo. Ma di fatto i posti erano occupati come è costume ricorrente di tanta brava gente.

Ho atteso. Ed è arrivato il primo occupante presunto invalido: indossava la divisa di vigile urbano! Un simpatico, grassottello bonaccione con la moglie e tre ragazze, allegre e paffutelle. Erano stracarichi di roba. Lui mi guarda, vede il dischetto H e mi sfodera un largo sorriso:”…E nuie avimme fatte ‘nu poc’ ‘e spesa! ‘a Maronne ‘o sape. (traduzione: scusate, abbiamo fatto la spesa per la famiglia, la madonna sa che non avevamo l’intenzione di farvi danno)”.

E’ la metafora dell’invalidità in Italia. La metafora di una cultura straccione, buffonesca di profittatori di tutto e di tutti, e a più non posso.

Nel guardare quell’uomo sudaticcio, prototipo della nostra bella terra, mi sono rivolto la domanda: “…E l’invalido dove lo mettiamo?”.

Gli invalidi sono un problema?

Basta una Rupe Tarpea ed un disinvolto taitagismo, con esso non ci sarebbe neanche il coinvolgimento morale.

Quest’ultimo lo lasciamo alla Brambilla e ai cani da salvare dalla vivisezione!

L’amico del cane fa tendenza!

Lo storpio crea fastidio e disagio. Occupa spazi “altrimenti utilizzabili”. Creano, tra l’altro un buco nel “Pil”.

L’Italia è un paese di invalidi.

Abbiamo otto milioni di stampelle e vinceremo il giro d’Italia, direbbe la Buonanima!

Siamo ormai circondati da un mare di ciechi che vedono a tutto tondo e zoppi che corrono per le strade del mondo.

Vengono tutti da Medjugorje?

E’ uno scandalo. Anche “zio baffino”, nipote di “Baffone il grande” dall’alto della questione morale del suo presunto e ostentato maestro, gridò allo scandalo, mentre potava i vitigni nella grande fattoria che gli aveva lasciato il nonno Italo.

Bisogna negare l‘accesso al welfare, revisionare, confrontare e controllare il fenomeno degli invalidi.

Difatti anche l’assegno di accompagnamento fa reddito, è la conquista del PD di Renzi, cominciando di fatto a modificare l’art. 3 ed altri della costituzione.

Per altro verso negare, come qualcuno vorrebbe, l’accesso al sussidio minimo (di per se è già una miseria anche in considerazione che è riconosciuto solo a chi, invalido conclamato, non ha altro reddito) segna un’altra indignazione civile che pesa sulla coscienza.

Non è onorevole tra l’altro collegare l’argomento dell’invalidità con quello dei falsi invalidi. Non sono attinenti. Su questo la morale corrente chiude gli occhi. E’ troppo facile! Anche qui sollevo l’indignazione.

Non c’è un parcheggio che non sia invaso dalle orde barbariche di autisti dabbene di quei cari armati che ostentano uno “status” il più delle volte fittizio; non c’è un ente che non abbia assunto consapevolmente falsi invalidi: Chi non sa che in Italia la pubblica amministrazione ha assunto migliaia di falsi invalidi? Anche trai pensionati c’è un pullulare di falsi invalidi.

Quale responsabilità può avere un invalido, quello vero, con una cricca di medici, funzionari lautamente pagati disseminati impropriamente per tutta l’Italia ad avallare incartamenti falsi a fronte di tangenti, regali e regalini?

Questa è truffa; è produzione di falso ideologico; è falso in atto pubblico.

Dietro c’è un retro terra schifoso.

Quanto costa diventare invalido?

Sapevate che c’è un sistema tariffario in cui è coinvolto l’apparato pubblico, i patronati, gli avvocati nullafacenti, sensali, uscieri, impiegati e direttori delle strutture sanitarie ? C’è chi prende gli arretrati se vi combina la visita medica in tempi brevi.

Nel nostro paese non ci sono solo mare, sole e arte. Dietro questo giardino del mondo vivono corrotti e corruttori, malavita organizzata, colletti bianchi, Vip e collettini bianchi seduti dietro le scrivanie della pubblica amministrazione.

In tutti gli uffici pubblici italiani, tra l’altro, c’è un falso invalido moralista che ha preso il “posto fisso” togliendolo ad un invalido vero.

Scavate e vedrete le sorprese.

Oggi si vuole, e si deve, colpire gli abusi, riformare il sistema e metterlo sotto controllo. Ma il metodo di indagine colpisce gli invalidi e per capirci quelli che stanno immobilizzati sul letto, sopra una sedia, sopra un paio di stampelle…

Questo è l’intervento più facile anche perché i colpiti sono inermi ed inoffensivi e non fanno paura a nessuno. Ho il diritto di indignarmi?

Nei controlli ordinari e straordinari ad essere controllati sono solo gli invalidi certi e palesi.

Questi controlli, effettuati sovente dall’Inps, sono riscontri e verifiche d’invalidità ordinata solo in base ad un elenco trasmesso dal ministero non corredato dagli gli incartamenti che le commissioni per l’invalidità avrebbero dovuto trasmettere.

Chi resterebbe meravigliato se si scoprisse come tali dossiers spariscono nel nulla?

Questo metodo colpisce, talvolta anche ingiustamente, chi con la pensioncina compra a malapena il “pane” quotidiano.

Suvvia, si abbia il coraggio morale e civile e si mandi a casa i ladri e i malfattori, corrotti e corruttori. Come talvolta capita di fare alla Guardia di Finanza.

Ci vuole il coraggio per affrontare il problema sul serio: l’esercito degli invalidi si ridurrebbe del 70%.

Ci vuole il coraggio da uomo d’onore e di fede civile per recuperare il danaro pubblico e rendere giustizia ad una categoria di maltrattati dalla natura e dalla società.

Ma non c’è speranza. Le palle, quelle vere, sono sparite dalla circolazione. Ci restano solo le lacrime per piangere su quattro imbroglioncelli che devastano la vita politica e la pubblica amministrazione italiana. Profit.

di Antonio De Marinis

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