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Archivio per il giorno “gennaio 8, 2016”

NOLA. LA “COLLEZIONE VECCHIONE” SARA’ TRASFERITA NELLA BIBLIOTECA COMUNALE, IL COMUNE LIQUIDA IL CONTRIBUTO 2015 ALLA FONDAZIONE G. BRUNO

statua g. bruno nolaFinalmente la ricca e pregiata raccolta di circa 15.000 volumi della biblioteca privata del compianto Luigi Vecchione, donata al comune di Nola, a breve sarà trasferita al 2° piano della biblioteca comunale di Corso T. Vitale. Si tratta di opere edite ed inedite di grande valore riguardante la storia di Nola e dei suoi Santi, del grande filosofo G. Bruno, della Festa dei Gigli, l’Agro Nolano ed il Regno di Napoli.

Il trasporto dei pregiati volumi è stato affidato alla ditta di fiducia dell’amministrazione comunale Servizi Dragone & C. per un importo di € 4.100,00 compreso IVA.

E’ stata pubblicata all’albo pretorio del comune la liquidazione del saldo del contributo ordinario per l’anno 2015 in favore della Fondazione Parco Letterario G. Bruno per € 24.000 essendo stato già trasferito, con determina n. 40 del 13 aprile 2015, un primo acconto di € 18.000 per il XIV Certame Bruniano e Festival Filosofico Bruniano, quindi complessivamente i fondi assegnati alla Fondazione dal comune di Nola sono di € 42.000,00.

La Regione Campania – altro socio fondatore della Fondazione – è dal 2009 – anno in cui l’allora presidente del Cda Michele Mezza organizzò il preambolo della biennale bruniana – che non versa nelle casse della Fondazione alcun contributo. Allo stato, sul futuro della Fondazione regna l’incertezza più assoluta, anche perchè occorre – dopo le dimissioni dal Cda dell’ex-dirigente scolastico Paolo Allocca e la morte del presidente Aniello Montano e dell’altro membro del Cda Vincenzo Meo – ricostituire di nuovo il Cda. Ad oggi l’unico membro del Cda è Franco Iannone (nominato dalla curia vescovile) a cui si aggiunge il segretario generale Francesco Franzese.

di ra.na.

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“Ratio et obsessio”: a Nola la mostra di Mario Schifano

manifesto SchifanoNel convento di Santo Spirito 50 opere rare dell’“artista maledetto”.

Saranno esposte dal 16 gennaio al 14 febbraio le opere dell’artista italiano tra i più amati nel panorama internazionale. La mostra rintraccia la produzione di Mario Schifano dagli anni Settanta fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1998. Opere tra le quali anche quelle realizzate per alcune mostre organizzate da Ermenegildo Frioni su temi specifici, come quella sul Centenario del Cinema (1895-1995), esposta tra l’altro, oltre che in Italia, in Turchia, a Malta, ed ancora in Argentina, Belgio, Grecia. In vetrina anche i lavori dedicati a Sabaudia ed al litorale Pontino, confluite poi nella mostra per gli 80 anni del centro laziale nel contesto degli incontri sui grandi personaggi che vi hanno ripetutamente soggiornato, come Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini. L’iniziativa, curata da Pasquale Lettieri, Ermenegildo Frioni e Marcello Palminteri, è promossa e patrocinata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi con l’assessore alla cultura Cinzia Trinchese.

(red)

BAIANO, OMAGGIO AD ANTONIO MONTANARO NEL PALAZZO COMUNALE

MEDICO DI BASE, PER 40 ANNI AL SERVIZIO DELLA COMUNITA’. E’ STATO CONSIGLIERE PROVINCIALE IN RAPPRESENTANZA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA NEL “PARLAMENTINO” D’IRPINIA ED E’ STATO ATTIVAMENTE IMPEGNATO NEL COSMARINA-3 PER LA REGOLRIZZAZIONE DELLE MEGA-DISCARICHE DI PAENZANO-1 e PAENZANO-2, A TUFINO, E DI BALLE-PIRUCCHI, A PALMA CAMPANIA.

Venire dalla…gavetta è il motto che funge da attestato di credibilità e da verace “cartina di tornasole” che accerta l’indice di piena affidabilità su cui contare, quali che siano gli ambiti di lavoro nei quali si opera. E nelle comunità cittadine, in cui ci si conosce un po’ tutti e le relazioni interpersonali o interfamiliari riescono ancora ad avere una chiara valenza sociale, l’attestato di stima diventa riconoscimento di sicura professionalità, in cui riporre fiducia sulla parola, senza ombre di dubbi e stracci di perplessità.

Antonio Montanaro, medico di base per quarant’anni impegnato nel Servizio sanitario pubblico, veniva proprio dalla…gavetta, sperimentata, quando ancora frequentava gli studi di scuola superiore, nella Clinica “ Villa Maria ”, il presidio ospedaliero che lo zio materno, il professore Pellegrino Gambardella, medico di alto valore professionale, aveva realizzato negli iniziali anni ’60 in via Libertà, con un coraggioso ed encomiabile impegno d’impresa e d’investimento economico, se rapportato ai tempi, con le inadeguatezze dei trasporti e le tante carenze sul versante dei servizi sociali; un presidio, che di recente non solo è stato interessato da un importante programma di restyling, ammodernamento funzionale e di potenziamento con l’incremento delle disponibilità delle sale operatorie, ma che assolve anche e soprattutto un capillare ed efficace ruolo medico-assistenziale, per le comunità del territorio basso-irpino e dell’area nolano-vesuviana per la qualità dei servizi e dell’accoglienza.

E’ stato di casa dal ’64 in poi – Antonio Montanaro- nella Clinica “ Villa Maria” , senza tralasciare affatto i legami con la natia Visciano, da cui proveniva anche lo zio, fondatore del presidio di via Libertà. Una presenza protrattasi fino al ‘ 76, l’anno che segnò il suo approdo negli organici del Servizio sanitario nazionale, con l’opzione per la medicina di base esercitata a Baiano ininterrottamente per 40 anni, prima nello studio-ambulatorio di via Santi Apostoli, e fino a qualche altro giorno ancora nello studio-ambulatorio di via Malta. Ma sono gli anni della…gavetta nella Clinica “ Villa Maria ”, quelli che hanno permesso ad Antonio Montanaro di maturare la propria vocazione professionale sia nelle piccole pratiche d’assistenza sia, e più ancora, nel rapporto di conoscenza che ha avuto modo di sviluppare con gli illustri clinici e docenti universitari, che fornivano le loro prestazioni terapeutiche ed eseguivano interventi chirurgici a “ Villa Maria ”, tra cui Cortese, Nicodemo, Iannelli, Mensorio, Cilento, D’Avino. Come per dire che per Antonio il presidio che si affaccia sulla Nazionale delle Puglie è stata una …palestra di vita.

Sempre disponibile e aperto verso gli altri, Antonio Montanaro ha svolto un importante ruolo politico, con l’elezione a consigliere provinciale nel “Parlamentino” d’Irpinia, per il quinquennio ‘85\90, in rappresentanza della Democrazia cristiana nel collegio di Baiano, con oltre sei mila voti. Un successo di consensi indiscusso, per un outsider, qual era appunto Montanaro nella tornata dell’85. Nella successiva tornata del ‘ 90 paradossalmente, pur avendo quasi raddoppiato il numero dei voti del precedente mandato, Montanaro non conseguì il seggio per il rinnovo dell’elezione al “Parlamentino” di Avellino. In quella tornata di venticinque anni fa il partito scudocrociato nella gran parte dei collegi del Consiglio provinciale irpino raggiunse la soglia del 70 \ 80 % . E nel riparto definitivo dei seggi, quello del collegio di Baiano, fu attribuito, in rappresentanza del Partito repubblicano italiano al medico Antonino Picariello, medico di base a Quadrelle e Mugnano del Cardinale.

Chiusa la parentesi dell’impegno politico diretto, Antonio Montanaro si è misurato al meglio delle proprie competenze socio-sanitarie con le criticità emergenziali, a cavallo degli anni ’90 e del primo decennio del 2000, per le problematiche-rifiuti. Una funzione impegnativa, svolta nell’ambito del Consorzio smaltimento dei rifiuti di Napoli-3, la mega-struttura di bacino intercomunale che ha avuto l’onere e la responsabilità della regolarizzazione e della “messa in sicurezza” delle super-discariche di Paenzano-1 e Paenzano-2, a Tufino, e di Balle-Pirucchi, a Palma Campania, impianti ricavati da cave dismesse e che sostanzialmente per decenni sono stati utilizzati senza nessuna tutela di legalità, ingurgitando milioni di tonnellate di rifiuti indifferenziati, contaminando le matrici ambientali sotto tutti i profili, con effetti a lunga durata. E il cambio di passo si cominciò a registrare con l’operatività del Cosmarina-3 e soprattutto con la civile, pacifica e composta mobilitazione dell’associazionismo ambientalista del quadrilatero Visciano-Casamarciano-Comiziano-Tufino e dell’asse Palma Campania- San Gennaro Vesuviano.

Per l’ufficialità del ..pensionamento, ad Antonio Montanaro amici e i tanti… assistiti hanno riservato una bella festa nello studio-ambulatorio di via Malta, reclamandone ed…ottenendola la presenza nel palazzo comunale. Un omaggio di popolarità. Meritato. Ma Antonio, pure… in pensione, non se ne resterà con le mani in mano. E ce l’ha… assicurato. Lo si troverà ogni giorno per consigli ed…altro nello studio-ambulatorio, tranne il sabato, dedicato alla tradizionale cura del piccolo podere che coltiva a Visciano. Ovviamente, con le modalità- biologiche.

Nulla dies, sine linea, dicevano gli antichi saggi romani: nessun giorno, deve trascorrere senza vivere un impegno costruttivo e positivo, che dia senso al vivere. Una regola che Montanaro conosce più che bene.

di Geo

PREMIO CITTA’ DI SAVIANO, DOMANI LA V° GIORNATA DELLA CULTURA

PREMIO SAVIANOSabato 9 gennaio 2016 la V° giornata della cultura – “Premio Città di Saviano”. Premiato, tra gli altri, il Procuratore capo di Reggio Calabria A Federico Cafiero De Raho.

Si terrà sabato 9 gennaio 2016 all’auditorium comunale, con inizio alle 18.30, la “V giornata della cultura – Premio Città di Saviano”, organizzata dal Comune di Saviano.

Nel corso della serata saranno consegnati riconoscimenti, tra gli altri, al Procuratore capo della Repubblica di Reggio calabria Federico Cafiero De Raho per il “determinante contributo nella lotta alla camorra casalese, firmando i più importanti blitz e raccogliendo le confessioni dei primi, decisivi pentiti”. “Il premio Città di Saviano e un riconoscimento a quanti si distinguono nei vari campi della cultura, a partire della cultura della legalità – dice il Sindaco di Saviano Carmine Sommese – persone che ogni giorno con il loro impegno danno lustro non solo alla nostra area ma all’intera Regione Campania”.

Nella stessa sezione legalità i riconoscimenti saranno assegnati anche al sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola e Presidente della sezione ANM di Nola Giuseppe Visone; al Presidente Fondazione Pol.i.s. e dell’Associazione Culturale Pediatri Paolo Siani, fratello del giornalista del Mattino di Napoli Giancarlo; Antonio D’Amore, coordinatore provinciale di Libera Napoli, con una lunga esperienza in tema di legalità e di gestione e riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, e al Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato Elvira D’Amato per il “contributo alla tutela dei minori in rete e al contrasto al cyberbullismo e alla pedo-pornografia”. Per la cultura premio ad Amelia La Rocca Presidente Fondazione “Amelia e Concetta Grassi” I edizione del Certamen di Poesia Mediterranea; alla scrittrice savianese Silvia Tufano. Per la stampa premio a Ottavio Lucarelli, Enzo Perone e Pasquale Piscitelli. Riconoscimento anche al senatore Giacomo Caliendo, al Responsabile e portavoce della Comunità di Sant’Egidio di Napoli Antonio Mattone e, per la musica, al tenore Raffaele Sepe. Per lo sport Giovanni Liguori, ginnasta azzurro della squadra Nazionale Italiana di Ginnastica Aerobica per la FGI (Federazione Ginnastica d’Italia), il pugile Gioacchino Mocerino e al judoka Gennaro Di Laora. Conducono la serata Marilena Mirra e Nunzia Napolitano.

(red)

BAIANO, RIFLETTORI SULLA CONTRATTUALISTICA PUBBLICA

conv 1LA NORMATIVA ANTI-CORRUZIONE E IL RUOLO DELLA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA NEL CONTRASTO IN CHIAVE PREVENTIVA ALL’ECONOMIA ILLEGALE DELLE MAFIE.

ALL’”INCONTRO” CONVERSAZIONE DEL PRESIDENTE DEL TAR DELLA PUGLIA, ANGELO SCAFURI. ARTICOLATO ED INCISIVO DIBATTITO CON GLI INTERVENTI DEGLI AVVOCATI MARIO COLUCCI , MARIO FOGLIA E RAIMONDO NOCERINO, DELL’IMPRENDITORE ADOLFO DE GENNARO E DI SABATO DE LAURENTIIS, GIA’ AMMINISTRATORE DELL’ENTE DI CORSO GARIBALDI. LE “MASSIME” LETTE DA ALESSANDRA SCAFURI.

Configurano da sempre uno dei tanti e variegati campi di condizionamento e d’azione, in cui le mafie esercitano il loro “ruolo”, mirato sull’accumulo di profitti e ricchezze nelle modalità più disparate, il cui fulcro è incentrato in assoluto sulla corruttela e sulla violenza. Sono gli appalti, le concessioni e le autorizzazioni, i cui procedimenti d’istruttoria, di aggiudicazione e rilascio – per competenze funzionali e responsabilità di legge- sono in capo alle articolazioni della pubblica amministrazione, attraverso le quali si dispiega la presenza dello Stato nei contesti territoriali, nelle Autonomie locali e negli ambiti del cosiddetto para-Stato, includendo il sistema delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere, delle Università e via di questo passo.

E’ il “campo” del malaffare, che, negando il valore dello Stato, spesso occupa spazi nel circuito mediatico della cronaca quotidiana, di piccolo, medio ed alto cabotaggio; “campo”, i cui nuclei tematici sono stati focalizzati, in una prospettiva di carattere divulgativo con linearità ed efficacia di linguaggio – concedendo poco o nulla al gergo tecnico della materia- dal dottor Angelo Scafuri , presidente del Tribunale amministrativo regionale della Puglia, nella conversazione-relazione svoltasi nei locali del Circolo socio-culturale “ L’Incontro ”; un appuntamento, per analizzare la funzione della giurisdizione amministrativa nel contrasto all’ economia illegale generata dalle mafie, facendo seguito alla precedente conversazione, calibrata sul ruolo specifico e “speciale” della giurisdizione amministrativa, regolatrice dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini. Una distinzione di ruolo, rispetto alle giurisdizioni ordinarie di connotazione “ civile ” e di connotazione “penale”, l’una regolatrice delle controversie tra cittadini, l’altra espressione delle norme imperative con cui lo Stato svolge la funzione repressiva dei reati che alterano e violano la tenuta della civile convivenza e l’osservanza delle leggi, che ne sono il presidio.

Dato risalto alla discrezionalità, quale principio operativo, a cui le molteplici articolazioni della pubblica amministrazione si ispirano e conformano nell’esercizio delle loro funzioni, facendo leva per le scelte che si adottano su quelle che sono ritenute ragioni d’opportunità e rapportandosi a criteri considerati d’interesse generale, il presidente Scafuri evidenziava che l’intervento della giurisdizione amministrativa non si esercita sulle scelte in sé e per sé, mentre è praticabile il sindacato sulle motivazioni delle scelte adottate e rese esecutive. E’ il sindacato amministrativo praticabile, secondo le specifiche competenze, nell’ambito proprio del rapporto tra pubblica amministrazione cittadini.

LA LEGGE ANTI-CORRUZIONE E LA PREVENZIONE CONTRO LE MAFIE
IL RUOLO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Dai prospetti della discrezionalità il raggio d’analisi era puntato sulla complessità della cosiddetta contrattualistica pubblica, che polarizza le risorse della fiscalità generale, oltre che programmi comunitari europei, per l’affidamento degli appalti sia delle opere pubbliche che dei servizi, con i corposi addentellati del rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni. E’ una materia “vasta”, con i fianchi scoperti alla corruzione, suscitatrice d’interessi economici forti ed appetitosi, aperta alle calcolate “operazioni” delle mafie, quali strutture dell’ economia criminale, che comprime quella legale e del libero mercato; economia criminale, che in vari contesti del territorio nazionale è venuto assumendo connotati sistemici. Una materia, per la quale il recente varo della legislazione anti-corruzione rappresenta importanti e decisivi passi in avanti, con un impianto normativo ch’è certamente adeguato alla realtà per il carattere stringente delle disposizioni – spiegava il presidente Scafuri – fermo restando che tutto è migliorabile. Le pene incrementate in ordine al reato del falso in bilancio, al reato della corruzione per induzione, al reato della corruzione in atti giudiziari e al reato del peculato sono fattori significativi d’intervento, per affermare i valori della legalità e della trasparenza, aggiungeva Scafuri.

Considerata l’importanza dell’intervento repressivo che la legislazione affida alla giurisdizione penale per la confisca dei beni alle mafie, in relazione con le varie fattispecie di reato, il magistrato marcava il ruolo che può essere esercitato dalla giurisdizione amministrativa sul piano della prevenzione nel contrastare le mafie nell’ambito della contrattualistica pubblica. Un percorso che la legislazione anti-corruzione e lo stesso Codice anti-mafia rende praticabile, neutralizzando alla radice le “ragioni” dell’interesse e del lucro facile, con cui si alimentano in simbiosi le mafie e la corruzione negli ambiti sia della pubblica amministrazione che in quello del potere politico. E su questo piano è certamente rilevante l’istituzione della Banca dati nazionale unica, identificativa delle imprese, cui sono riconosciuti i requisiti previsti dalle normative per la partecipazione alle procedure che rientrano nella contrattualistica pubblica. Uno scenario complicato e delicato nello stesso tempo, in cui si connettono esigenze di ordine pubblico e le garanzie a tutela della libera concorrenza nell’alveo della legge. E sul rilevante piano della prevenzione, un vasto raggio di azione spetta alla funzione esercitata dai prefetti per i controlli di legalità. E resta chiaro- sottolineava Scafuri- che l’efficacia della prevenzione è in diretta correlazione con la capacità d’intervento esecutiva di tutti i settori della pubblica amministrazione. Come per dire che se lo Stato è servito bene da quanti formano il suo apparato, il degrado della corruzione che alimenta le mafie si annulla e depotenzia….

“MASSIME” E DIBATTITO

conv 2A seguire il filo della conversazione del presidente Scafuri, c’erano le “massime”, riferite agli argomenti trattati, lette da Alessandra, la giovanissima figlia del magistrato, laureanda in Giurisprudenza; “massime”, desunte dall’opera collettanea, in due volumi, sulla legge dell’anti-corruzione; opera, che contiene testi di magistrati e esperti di diritto, tra cui Raffaele Cantone, Franco Roberti e lo stesso Angelo Scafuri.

Variegati e interessanti i contenuti del dibattito, che si sviluppava sui temi sotto i riflettori e proposti per sommi capi. L’avvocato Mario Colucci marcava il legame tra mafia, intesa come modalità “culturale” e comportamentale, quale scenario di contesto e propedeutico ai fenomeni corruttivi, e le mafie, proiezione della criminalità organizzata; l’avvocato Mario Foglia, dirigente del Ministero delle Finanze, con specifiche competenze nell’ambito della legislazione comunitaria europea, evidenziava le carenze di formazione e di competenze di larga parte degli apparati burocratici, soprattutto negli Enti locali; carenze che sono condizionanti e penalizzanti per la trasparenza delle procedure, determinando “zone grigie”. L’avvocato Raimondo Nocerino indicava nello stringente e compiuto prospetto delle fattispecie, a cui vanno applicate le disposizioni della legislazione anti-corruzione, il percorso da praticare per il contrasto alle mafie nell’ambito della contrattualistica pubblica; percorso, che va al di là dei dati sociologici, per porre sulla “ cartina di tornasole ” le situazioni di fatto reali.

Adolfo De Gennaro, imprenditore, dava rilievo alle difficoltà che incontrano le imprese ad operare nelle realtà locali, mentre Sabato De Laurentiis, da amministratore comunale di lungo corso, ancorava le sue riflessioni sui criteri non sempre trasparenti con cui si eseguono le procedure di aggiudicazione di pubblici appalti nei piccoli Comuni; procedure formalmente corrette “sulla carta”, ma non nella sostanza.

di Geo (Foto di Enrico Stago)

BAIANO. CHIESA DI SANTO STEFANO, RITORNA IL CONCERTO DELL’EPIFANIA

concert 1“PREGHERO’ PER TE” SPETTACOLO DI QUALITA’ CON LA CORALE POLIFONICA DI GINA CONTE. RIVISITATI CON IL LINGUAGGIO DELLA MUSICA TEMI DI ATTUALITA’, DALLE DISCRIMINAZIONI SOCIALI E RAZZIALI ALLA MANCANZA DI FEDE, DALLE RAGIONI DELLA SOLIDARIETA’ ALLA PACE. SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO E APPLAUSI A SCENA APERTA.

Appuntamento rinnovato e di gran classe con il pubblico, quello dell’Epifania, per la Corale polifonica della Città del Baianese diretta con maestria e brillante stile da Gina Conte, la cui professionalità, maturata nel Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, è di elevato profilo alla luce delle tante esperienze concertistiche che viene compiendo; appuntamento, che anche per il 2016, sulla scia delle precedenti edizioni ha inteso coniugare il linguaggio della musica con la quotidianità che vive l’umanità sotto tutte le latitudini. Un rapporto che, in particolare, consegna al proscenio dei nostri giorni un’umanità che appare avvolta in una spirale di generale annebbiamento, da cui è disorientata, senza riuscire a trovare il bandolo di una sensata direzione, mentre i demoniaci focolai di guerra divampano qua e là, insieme con i compatti cortei di violenze, efferatezze, particolarismi, soperchierie, viltà e prepotenze che allungano ed ampliano i loro devastanti e cinici raggi portatori di drammi e tragedie in Africa, in Medio Oriente e nell’America del Sud. Un quadro in cui, a sua volta, lo smagliante mondo supertecnologico e consumista si ritrova sempre più spesso alle prese con le proprie, roventi e furibonde …guerre di Economia&Finanza&Dipendenze bancarie assortite, nelle quali i potenti fanno pagare pesanti penalità ai deboli, prima di annullarsi nella reciproca, incommensurabile voracità…

“La proposta musicale – si legge nella nota di presentazione dell’evento – è ispirata dal canto spirituale dei Gospel e in alternanza saranno eseguiti brani di vario genere per creare un percorso di riflessione su tematiche di attualità: la discriminazione, la mancanza di fede, la solidarietà, la pace… ”. E per il modo con cui è stata presentata al pubblico, che gremiva la Chiesa dedicata a Santo Stefano protomartire della cristianità e patrono della comunità cittadina, si può dire che è stato raggiunto in pieno l’obiettivo di rendere l’esibizione concertistica “una preghiera corale, incentrato sulla musica quale linguaggio speciale per rivolgersi a Dio come comunità che riflette e si interroga”. Ed era Gina Conte, nei cambi di ruolo di direttrice e… conduttrice, a dipanare il filo rosso di correlazione tra le tematiche, che maggiormente preoccupano l’umanità del nostro tempo, e i contenuti dei testi delle canzoni e dei brani musicali proposti.

concert 2“Pregherò per te“ – questo il titolo dello spettacolo della Corale, richiamando l’omonima canzone interpretata da Adriano Celentano su testo di Don Backy, con musica della celebre Stand by me – ha affascinato il pubblico. Una bella interpretazione di una ben selezionata antologia musical-canora, con spazio… particolare, ad Angeli negri di Fausto Leali, all’Ave Maria di Jean Arcadelt, a Resta cu’ mme di Pino Daniele, a Peace like e River gospel, al trascinante Amazing grace gospel e a When the saint go marching in gospel.

Da effetti… speciali la colonna sonora dello spettacolo con il Maestro Pasquale Napolitano alla tastiera, Giulio Mugnano al basso, Salvatore Colucci, alla chitarra elettrica, Biagio Bucciero alla chitarra ritmica e Carmine Di Giacomo alla batteria. Un gruppo assortito al meglio, che ha concorso ad elevare il tasso di spettacolarità di ”Pregherò per te”, con cui la Corale polifonica, espressione del territorio, ha… scritto un’altra significativa pagina nell’Album dei suoi successi costruiti con tanta passione e impegno. Un lavoro di pregevole cultura musicale, premiato da applausi a scena aperta. Più che meritati, nell’onorare l’arioso spirito di gruppo, che fa da tessuto connettivo della Corale.

di Geo (Foto di Enrico Stago)

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