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Archivi per il mese di “gennaio, 2016”

Nola. Grande vittoria del Liceo Carducci alla trasmissione televisiva di Rai 3 “Per un pugno di libri”

carducci 2La nostra classe III F del liceo classico ha partecipato, vincendo, ad una puntata del programma televisivo di Rai3 “Per un pugno di libri”, che vede il confronto tra due classi liceali su un classico della letteratura.

“Per un pugno di libri”, negli anni è diventato un programma cult. Davanti alle sue telecamere sono passate scuole provenienti da tutta Italia che hanno letto, studiato, discusso i libri di volta in volta oggetto della puntata.

Il quiz, condotto da Geppi Cucciari, affiancata dal professor Piero Dorfles ha visto gareggiare il liceo “Giosuè Carducci” (19 alunni) contro il Liceo Classico “Vincenzo Lilla” di Francavilla Fontana – Brindisi (29 alunni), nei giochi, tutti a sfondo letterario, proposti dagli autori del programma.

Gli alunni si sono documentati e preparati in maniera approfondita in vista della gara, grazie anche all’aiuto della professoressa Vincenzina Nappi coadiuvata da tutti i docenti della classe.

La trasmissione è stata registrata negli studi del Centro di Produzione Rai di Napoli dove gli studenti sono stati accompagnati dalla professoressa Vincenzina Nappi che li ha sostenuti ed incitati con grande fervore agonistico.

carducci 3La puntata, incentrata su “IL CAVALIERE INESISTENTE” romanzo fantastico di Italo Calvino scritto nel 1959, terzo capitolo della “trilogia araldica” intitolata I Nostri Antenati, ha visto i nostri studenti riportare una brillante vittoria e distinguersi per conoscenze, preparazione e prontezza di riflessi. In palio tanti libri quanti i punti conquistati: VENTOTTO!

Il ruolo di portavoce durante la sfida è stato affidato al nostro studente Paolino De Risi, mentre nel gioco “Fuori l’autore” si sono invece cimentati lo stesso Paolino, Mariaelisa Nappi, Francesca Peluso, Maria Vittoria Grasso, Federica Zigarelli. Nella prova “Per chi suona la Campanella” piccola defaillance di Simone Pesce per l’estrema velocità del concorrente avversario.

carducci 1La nostra squadra ha scelto come portafortuna una miniatura di un giglio, personalizzato dalla professoressa Domenica Rescigno con il logo del Liceo. Al termine della trasmissione la miniatura, insieme alla medaglia riproducente il distintivo della scuola e ad una stampa realizzata in occasione del Certamen Bruniano, sono state consegnate allo staff di redazione che le ha molto apprezzate.

Talento, passione e tanto impegno, è questo il segreto del successo di tanti dei nostri studenti in gare, tornei ed olimpiadi. Questa è la nostra ”Buona Scuola”, una scuola che cerca di motivare i propri studenti e far emergere le loro potenzialità, una scuola che in ottanta anni di vita è stata in grado di regalare alla società tante eccellenze.

La trasmissione andrà in onda sul RAI 3 presumibilmente SABATO 13 FEBBRAIO 2016 alle 18 APPUNTAMENTO DA NON PERDERE.

Grazie ragazzi e… alla prossima!

(red)

IL SENSO DELLA MEMORIA

IMG_1534 (1)In occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario della Resistenza italiana, gli studenti di alcune classi quinte dell’ I.T.C.G  “Masullo Theti” di Nola, coordinati  dalle docenti Titti Falco, Elena Sivestrini, Raffaella Ferrara, Grazia Della Gala ed Angelina De Stefano, sotto la guida del Dirigente scolastico Prof.ssa Anna Maria Silvestro, hanno dato vita ad un progetto didattico incentrato sui valori della Resistenza italiana.

Il percorso ha toccato alcuni degli avvenimenti che hanno avuto luogo dal 1943 al 1945, con particolare attenzione ad  episodi della Resistenza locale e a storie meno note, come quella degli IMI, Internati militari italiani, soldati italiani catturati dai nazisti dopo l’8 Settembre e deportati nei lager in Germania.

Il momento culminante di tale progetto, è stato l’incontro-dibattito, svoltosi nell’Auditorium dell’Istituto, martedì 26 Gennaio 2016, con lo storico  Guido D’Agostino, presidente dell’Istituto Campano della Resistenza “Vera Lombardi” di Napoli. A coordinare l’evento, invece, è stata la dott. ssa Carmela Maietta, giornalista de “Il Mattino”.

IMG_1561 (1)Gli alunni tutti, con l’ausilio delle loro docenti, nei mesi precedenti, si sono mobilitati nella ricerca di reperti storici, al fine di dar vita ad una mostra sulla storia della Resistenza, con  risultati che sono andati oltre le più rosee aspettative. Oggetti bellici, attestati di guerra, medaglie al valore, distintivi d’onore, foto e lettere dal fronte, proclami, bandi e giornali della Resistenza e nazi-fascisti, nonché una preziosa lettera scritta dal maresciallo Pietro Badoglio ed inviata a Roberto Farinacci. Reperti tutti ricchi soprattutto di valore affettivo perché appartenenti ai familiari di alunni e docenti, a nonni e bisnonni, che hanno direttamente partecipato alla II guerra mondiale e alla Resistenza.

Per ogni oggetto presentato all’incontro, gli alunni hanno preparato singole didascalie, citandone la fonte, ricostruendone la storia e l’utilizzo. Inoltre, il progetto è stato arricchito da lavori cartacei preparati dalle classi coinvolte. In particolare gli alunni, guidati dalle loro docenti di Storia, hanno approfondito diversi nuclei tematici: la V A s.i.a. si è occupata della cronaca dell’eccidio di Nola dell’11 settembre 1943; la V C s.i.a. ha analizzato i fatti che accaddero a Nola dopo l’eccidio, soffermandosi sulla storia dei presidi militari locali e su alcuni nolani d’eccezione, come il generale Antonio Sorice e il partigiano Giovanni Fiumara; la V A afm  ha ricostruito la storia della Villa di Montesano, nel 1943-45 sede dell’archivio di Napoli  dato alle fiamme dai nazisti in ritirata; la V B afm, infine, ha approfondito l’esperienza di prigionia degli IMI, protagonisti di una “resistenza senza armi” tra le più coraggiose di tutta la II guerra mondiale.

IMG_1554 (1)Significativo ed emozionante il filmato che alunni e docenti hanno realizzato per raccogliere le esperienze  di sopravvissuti e testimoni oculari, tra cui quelle della prof.ssa Spizuoco e della prof.ssa Masucci, che hanno ricordato la fucilazione degli 11 ufficiali italiani trucidati a Nola, ma anche quella straziante di Alberto Liguori, figlio di uno degli ufficiali uccisi. Ma sicuramente la più emozionante è stata la testimonianza di Angelo Russo, sopravvissuto alla deportazione nei lager nazisti, che ha partecipato direttamente all’incontro raccontando a tutti noi la sua incredibile storia.

Prezioso per la riuscita dell’evento il contributo di Mira Bifulco, ex alunna del Masullo, che ha curato il montaggio e le riprese del filmato.

L’obiettivo chiave del progetto è stato quello di coinvolgere noi giovani, per farci capire l’importanza della memoria, partendo proprio da quei valori su cui si è formata la nostra Resistenza e da cui è nata  la nostra Costituzione.

IMG_1521 (1)“Teniamoci cara la nostra democrazia e soprattutto le nostre radici – ha affermato il professore D’Agostino – non c’è niente di più efficace del rendere protagonisti gli studenti, facendo conoscere loro la storia del luogo in cui vivono. Oggi ho assistito – ha continuato lo storico- ad una gioventù che ha voglia di conoscere, di sapere. Mi ha sempre colpito questa inclinazione naturale degli alunni di questo Istituto nel portare a termine progetti come questo con così grande determinazione”.

La partecipazione di tutti gli studenti è stata significativa. È importante che conosciamo la storia del nostro Paese, tanto affascinante, quanto drammatica.

È infatti compito dei giovani, non interrompere la catena della conoscenza e della memoria, ma custodirla e trasmetterla come un dono prezioso da difendere ad ogni costo.

di Ilaria De Luca – V B afm (Fotoservizio di Mira)

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NOLA. MOSTRA DOCUMENTALE SULLA RESISTENZA AL “MASULLO-THETI”

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IL FARO DELLA COSTITUZIONE NELL’INDIRIZZO DI SALUTO DI ANNAMARIA SILVESTRO, DIRIGENTE SCOLASTICO

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IMG_1474 (1)Saluto tutti i presenti e ringrazio per la partecipazione.

I miei personali saluti e di tutta la comunità scolastica al professore Guido D’Agostino presidente dell’Istituto Campano della Resistenza “Vera Lombardi”.

Ho l’onore e il piacere di averLa qui.

Un caro saluto alla dottoressa Carmela Maietta giornalista nota per la sua sensibilità e disponibilità verso la città e il territorio.

Quest’incontro, questa importante ed emozionante Mostra, tanto studio, impegno e cura da parte dei docenti… e gli alunni delle classi… per la celebrazione dei settanta anni degli eventi che determinarono la nascita della democrazia e la formazione dello Stato repubblicano, ma anche per ricordare gli orrori e le sofferenze generate dall’evento più tragico del Ventesimo secolo: la seconda guerra mondiale.

La Resistenza è uno spaccato drammatico della storia, ma soprattutto la Resistenza nel nostro Paese è qualcosa di socialmente sconvolgente con l’intreccio di tre forme di guerre: patriottica, civile e di classe.

La Resistenza è stata guerra di contrasti interni tra il Regno del Sud e la Repubblica di Salò, scontri ideologici e concezioni di vita.

Non citerò, la Resistenza a Nola, le lotte e gli scontri sanguinanti, l’Eccidio nolano e i le generalità delle vittime immolate; per questo avremo il piacere di ascoltare la voce del professore D’Agostino.

Ho pensato, invece, di esprimere qualche riflessione sulla bellezza e la forza della Costituzione.

Per il costituente Giuseppe Dossetti la Costituzione Italiana è un’opera umana come una poesia, una sinfonia, un tempio scritta no da un singolo pensatore, poeta o giurista ma da una assemblea di 556 deputati eletti dal Paese che lavorarono insieme dal giugno 1944 al gennaio 1948.

Questa Carta ancora oggi è un capolavoro di ideali, bella e forte.

Come dopo un violento temporale si vede a volte l’arcobaleno, e l’aria tersa consente di vedere le montagne in lontananza come se fossero vicine, cosi dopo l’immensa tragedia della guerra i sopravvissuti riuscirono a vedere e disegnare le linee fondamentali di una società di liberi ed eguali, capaci di vivere nel rispetto di regole utili a guidare ed ispirare il Paese.

Una sfida, quella che lanciarono anche a nome delle future generazioni.

I costituenti vollero costruire un edificio di principi e di norme che si reggesse non sull’onnipotenza dello stato e neppure di un popolo sovrano ma sulla dignità di ogni persona, della libertà, della partecipazione, dell’uguaglianza, della solidarietà’, della giustizia e della democrazia.

Questi sono i messaggi forti di fiducia e di speranza, di intese e impegno di tutti, per iniziare a vivere e a scrivere una nuova storia, con nuovi atteggiamenti, nuovi comportamenti, nuove leggi per un’Italia democratica capace di orientarsi sui valori di verità, di bellezza, di forza interiore di rispetto ma non di sudditanza, di coraggio e di amore che pure erano venuti alla luce sotto la dittatura e durante la guerra.

Il senso del mutamento di epoca e di cultura lo troviamo anche racchiuso in alcune lettere dei condannati a morte della Resistenza.

Cito quella di uno studente diciannovenne Giacomo Ulivi: “Tutto noi dobbiamo rifare, dalle case alle ferrovie, dall’industria ai campi di grano ma soprattutto dobbiamo rifare noi stessi, dobbiamo convincerci e prepararci a convincere, non a sopraffare gli altri ma neppure a rinunciare”.

Lo studente aveva colto il senso della Costituzione: la partecipazione, la condivisione, il rispetto.

La Scuola non può fare miracoli, ma ha il dovere di riconoscere la fonte della sua legittimazione e di rendere i giovani consapevoli della bellezza e della forza della costituzione per affrontare i cambiamenti che stiamo già vivendo.

Scrive Pietro Calamandrei: “Il Parlamento formula i diritti del cittadino, la Magistratura e la Corte Costituzionale difendono e garantiscono questi diritti ma la coscienza dei cittadini è creata dalla scuola, dalla scuola dipende la legalità futura e il funzionamento della magistratura, cioè, come sarà la coscienza e la competenza di quegli uomini che saranno domani i legislatori, i governanti, i giudici, i cittadini del nostro Paese”.

NOLA. ABBATTIMENTO SPESE DI TELEFONIA FISSA PER LE SCUOLE CITTADINE, UN SUCCESSO DEL DELEGATO DI PIAZZOLLA RAFFAELE GIUGLIANO (UNITI PER IL TERRITORIO)

Una delle spese correnti più rilevanti per i bilanci comunali (nonostante l’accesa concorrenza del mercato) è quella realativa alla telefonia fissa. Proprio su questo fronte, dopo mesi di indagini di mercato, il delegato alla frazione di Piazzolla, il consigliere comunale Raffaele Giugliano (Uniti per il Territorio) ha raggiunto un brillante risultato, ottenendo un abbattimento dei costi inerenti il servizio con annessa navigazione internet nelle scuole primarie di proprietà comunale per un valore pari a 60 mila euro all’anno.

Fino a qualche mese fa i costi annuali ammontavano ad € 75.000. Oggi, con il cambio del gestore da Telecom a Vodafone, il costo bimestrale del canone è passato da € 12.000 ad € 2.500.

“Il nuovo contratto – dichiara il delegato di Piazzolla Raffaele Giugliano – permetterà soprattutto alle segreterie amministrative, dopo gli accorpamenti dei plessi scolastici, di utilizzare tecnologie ed apparecchiature avanzate. Ormai erano anni che le linee creavano disagi agli operatori amministrativi scolastici per gli aggiornamenti sia dei registri e pagelle elettroniche che per la trasmissione quotidiana delle comunicazioni al MIUR. Questo è solo il primo passo – conclude Giugliano – Ci stiamo attivando per migliorare anche altri servizi riducendo al minimo le spese”.

“Un lavoro egregio svolto con impegno e serietà dal delegato di Piazzolla Raffaele Giugliano – sottolinea l’assessore alla Pubblica istruzione Cinzia Trinchese – Sono ben tredici i plessi che potranno utilizzare i nuovi servizi (Tommaso Vitale, Lello de Mita, Maria Sanseverino, Cerchio d’Oro 7/bis, scuola media Mameli, scuola media Bruno-Fiore, compresa Polvica, scuola media Merliano-Tansillo, plesso Sepe, Cinquevie, Verdischi, Caselle, Villa Albertini) con linee all’avanguardia ed un notevole abbattimento dei costi. Un modus operandi serio ed intelligente”.

di ra.na.

CICCIANO, LA POTENZA DELLA POESIA PER ANNULLARE GLI ORRORI DELLE DITTATURE E DELLE GUERRE

IMG_6220MARAM AL-MASRI RACCONTA LA SVILITA CONDIZIONE DELLA DONNA NEL MONDO ARABO E LA TRAGEDIA DELLA SIRIA SEGNATA DA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI UCCISIONI E DALL’ESODO DI OTTO MILIONI DI UOMINI, DONNE, GIOVANI E BAMBINI IN GRAN PARTE VERSO L’EUROPA.

AL LICEO STATALE “ENRICO MEDI” PERCORSO APERTO PER IL PROGETTO DIDATTICO-FORMATIVO DI CONOSCENZA DELLE VOCI PIU’ SIGNIFICATIVE DELLA LETTERATURA CIVILE NEL MONDO CONTEMPORANEO.

IMG_6344Canto d’amore, canto di giustizia e di libertà.

Si ravvivano e si animano così l’intensità e la profondità di pensiero, che ispirano la poesia di Maram al-Masri, tra le più autentiche e interessanti espressioni della letteratura mondiale contemporanea, con opere pubblicate in vari Paesi arabi e tradotte in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti d’America, Serbia, Italia, Germania, Spagna, Svezia incontrando il favore e il consenso di una platea di lettori sempre più vasta e cosmopolita.

IMG_6268E’ una coraggiosa e fervida testimonianza d’impegno civile, quella incarnata e rappresentata da Maram al-Masri, nel segno della parola che dice, per esprimere sentimenti ed emozioni veraci nutrite di idealità forti e meditate sia per l’ascolto del vissuto degli altri e della loro interiorità , sia nel percorrere la spirale dei gironi della dura complessità con cui troppo spesso si atteggia la realtà sociale di tutti i giorni. La parola che dice e vivifica, rifuggendo dalla banalità degli orpelli formali e dall’ingannevole retorica, si fa poesia, che scarnifica il reale, per coglierne l’essenza e interpellare le coscienze, diventando agile messaggera dei valori della pace e dell’attiva, responsabile solidarietà con cui i popoli sono chiamati a convivere e coesistere nel comune destino dell’umanità. Destino di vita, e non di morte.

IMG_6293Sono – queste – le tonalità di significato diretto e immediato, con cui si connota la poesia di Maram al-Masri, nata a Lattakia, in terra siriana, sulle rive del Mediterraneo, e che vive in esilio a Parigi, dal 1982; tonalità, che conferiscono pregnanza di valori e contenuti al racconto in versi delle persecuzioni e degli orrori delle guerre, da cui è attraversato e devastato quel mondo arabo ch’è uno smisurato crogiuolo di contraddizioni, specchio di conflittualità etniche e religiose, oltre che del conservatorismo reazionario di una società restata ferma nel tempo, in cui si praticano usanze e costumi feudali, mente la parità di genere è negata; conflittualità – di cui sono attori regimi dittatoriali, determinati il più delle volte da “colpi di Stato”- la cui matrice è strutturalmente economico-finanziaria, facendo leva sul controllo strategico e sulla gestione delle risorse energetiche dell’”Oro nero”. Un’area in cui si miscelano molteplici interessi geopolitici, che disegnano uno scacchiere con alleanze interne ed estere in continua mutevolezza, facendo particolare riferimento alle contingenze strategiche, di cui sono artefici gli Stati Uniti d’America, la Russia e la Cina, ora in convergenza ora in divergenza vicendevole. E l’islamismo radicale e terroristico – i cui pilastri fondanti sono formati dall’Isis, che dispone di ingenti risorse economiche e finanziarie – funge da detonatore degli inquietanti scenari del Medio Oriente e delle loro proiezioni che si riflettono nell’Europa mediterranea.

TRAGEDIA SOTTO LA CAPPA DEL SILENZIO DEGLI INTERESSI DEI POTERI MONDIALI

IMG_6289Del tormentato mondo arabo e, più ancora, della tragedia che si viene consumando, sotto una vischiosa cappa di silenzio da circa due anni nella “sua” Siria, la testimonianza della poetessa è sofferta, ma essenzialmente di dolore e di appello che va al cuore e alla mente degli uomini, per scuoterne la sensibilità e suscitarne la consapevolezza verso un lento genocidio, rispetto al quale il silenzio come l’inerzia sono colpevoli di complicità. E’ la tragedia, che si traduce in oltre 300 mila vittime, immolate alla violenza politica, mentre è ormai inarrestabile l’esodo biblico che i siriani sono costretti ad affrontare, per non sottostare alle angherie e alle persecuzioni del regime di Assad, che ha dichiarato guerra al proprio popolo. E’ l’esodo che finora fa registrare otto milioni di siriani privati di tutto alla disperante ricerca di accoglienza nel mondo anche se i primi sbocchi di approdo sono costituiti – per geografica vicinanza – da quell’Europa mediterranea che fa parte integrante dell’Unione europea, a sua volta sempre più riluttante alla pratica dei principi dell’ospitalità umanitaria.

IMG_6246Maram al-Masri è stata ospite del Liceo statale “Enrico Medi”, a Cicciano, inaugurando il percorso del progetto didattico-formativo “Voci dal mondo. Colloqui con i poeti”, ideato e “messo a punto” dal professore Carlangelo Mauro in collaborazione con la professoressa Rosanna Napolitano, ambedue docenti di Materie letterarie, ed in collaborazione con la “Casa della poesia” di Baronissi” diretta da Sergio Jaculli, e con l’Associazione internazionale Edizioni Sinestesie- di Avellino- presieduta da Carlo Santoli. E’ un progetto, che mira a porre in diretto contatto autori e giovani, per riconoscere e scoprire l’importanza della scrittura e del “pensiero poetante”, che fluidifica e veicola gli aneliti e le istanze della condizione umana nella sua autenticità; percorso al cui centro sono scrittori e poeti che vivono la contemporaneità del mondo in cui le frontiere sono state abbattute e rimosse dalla pacifica rivoluzione digitale e dal web. Un ciclo, che contempla nei prossimi mesi, appuntamenti sia con Sinan Gudzevic, curatore e traduttore delle opere del poeta serbo-croato Izet Sarajlic, che con il napoletano Bruno Galluccio, una voce di elevata espressività ed originalità. Galluccio proporrà la sua più recente opera “Misura dello zero”. Il sigillo finale all’iniziativa sarà impresso dalla produzione – ariosa e di forte impegno per far diffondere il primato dei valori civili e l’affermazione dei diritti umani nel mondo – del poeta statunitense Jack Hirshmann, che sarà ospite del Liceo di via Maria Teresa di Calcutta.

IL COMMOSSO E AFFASCINANTE READING DI MARAM al-MASRI

IMG_6297Presentata dal preside Pasquale Amato e dal professore Mauro, e con la traduzione simultanea in lingua italiana del dottor Antonio Trinchese – esperto di geopolitica internazionale, con esperienze dirette e pluridecennali nel Medio Oriente e nel Nord Africa- Maram al-Masri nell’innescare il filo diretto con i giovani dell’Auditorium del Liceo ha affermato che il popolo della Siria ”non è impegnato in una guerra civile, ma in una rivoluzione democratica che finirà per trionfare. La conferma viene dalla storia: tutte le dittature prima o poi finiscono. E quella di Assad è una dittatura. La nostra speranza è forte- ha chiarito con risolutezza- e non ci può essere il sacrificio di centinaia di migliaia di morti per niente”.

IMG_6229La rivoluzione democratica in corso e che il regime reprime con l’arma della forza e della violenza- aggiungeva Trinchese – è condotta “ dalle componenti laiche della società, che si ispirano a visioni liberali e democratiche del vivere civile, che, allo stato, sembrano minoritarie, come lo sono nella gran parte del mondo arabo. Ma sono forze vive per l’apertura culturale per l’impegno civile a servizio della trasformazione della società con prospettive politiche di sicura importanza. Certo, qualche anno fa le “Primavere arabe”- ha concluso Trinchese – avevano suscitato aspettative di libertà e democrazia, che sono state vanificate, fatta eccezione per la Tunisia, ma la direzione di marcia è delineata”.

IMG_6302Su questa traccia s’innestava commosso reading di calda e penetrante voce, con cui Maram al-Masri accendeva la vivida luce della speranza di libertà, coinvolgendo ed affascinando i giovani e i…meno giovani dell’Auditorium. Una sequenza di composizioni estratte dalla sue opere di più recente pubblicazione, “ Anime scalze ” e “ Arriva nuda la libertà ”, edite in Italia da Multimedia, con la rappresentazione della storia di ieri e di oggi della lacerata Siria. Una storia, fatta rivivere con la pregnanza di un’eccellente e morbida dizione, in cui campeggiano oppressioni imposte da regimi crudeli e duri, che hanno fatto- e fanno- soffrire donne, bambini e uomini con sadico cinismo per l’esercizio del potere nell’iniquità. Ma è il mondo femminile, quello a cui Maram al-Masri guarda con particolare interesse e naturale empatia; è il mondo maggiormente aggredito e tormentato dai regimi feudali, fondati sulla violenza. E’ il mondo che può essere decisivo nel cambiamento e nei processi politici per l’affermazione della libertà, che fa volare alto, ma soprattutto fa riconoscere la dignità di vita a tutti gli esseri umani, senza distinzioni di razza e di etnie e, meno che meno, di ordine sociale, politico ed economico.

IMG_6251E con le composizioni dedicate alle donne spiccano quelle al cui centro sono i bambini, i piccoli migranti che affrontano l’esodo dei nostri giorni; piccoli migranti, ai quali non può né deve essere negato il futuro. Un auspicio, quello di Maram al-Masri, che si colloca nel più generale appello alla mobilitazione internazionale, affinché non continui più la tragedia della Siria e di tante altre analoghe tragedie. Il cuore dell’appello della grande poetessa risiede, tuttavia, nell’esortazione alle istituzioni nazionali e sovranazionali, a impedire la commercializzazione dei sistemi d’arma, se si vuole costruire e mantenere la pace tra i popoli. Un’utopia, forse, ma in cui credere e riconoscersi. E quella di Maram al-Masri è una scelta di vita e per la vita.

IMG_6245Ed ecco alcuni frammenti de “I figli della libertà”, composizione che fa parte di “Arriva nuda la libertà“, in cui la poetessa in un “fermo immagine” speciale fissa la condizione dei bambini siriani, poveri e fieri nella loro dignità, che anelano a vivere nella loro terra, senza essere costretti a lasciarla.

“I figli della Libertà \ non indossano abiti di cotone \ la loro pelle presto si abitua alla ruvida stoffa.\ I figli della Libertà \ indossano abiti usati \ e ai piedi scarpe troppo grandi \ oppure nudità e ferite. \ I figli della Libertà \ non conoscono il sapore delle banane \ né delle fragole \ ma soltanto quello del pane duro \ intriso con acqua di Pazienza. \… Prima di andare a letto \ i figli della Libertà \ non lavano i denti \ non ascoltano le favole \ di principi e principesse.\ Ascoltano il frastuono della paura e del freddo \ sui marciapiedi \ davanti alle porte delle loro case distrutte \ negli accampamenti\o\ nelle tombe. \ I figli della Libertà \ come tutti i bambini del mondo \ aspettano \ il ritorno della Madre.

di Geo (Fotoservizio di Giovanni Papa)

La “Quaravesema”

Pupazzo della “Quaravesema” appeso ad un cancello  con le penne infisse in una grossa patata (Foto scattata nella città di Ravello)

Pupazzo della “Quaravesema” appeso ad un cancello con le penne infisse in una grossa patata (Foto scattata nella città di Ravello)

Per le prossime festività di fine Carnevale e del primo giorno di Quaresima la “Pro Loco Nola Città d’Arte” e il Comune di Nola, hanno concordato in proficua sinergia un vario programma di manifestazioni, (1) tra le quali è stato inserito nella giornata del 10 febbraio il ripristino del pupazzo della Quaravesema (Quaresima) (2), una tessera nel mosaico delle tradizioni popolari di identità etnica, ancora mantenuta non solo in molte località dell’Agro Nolano, ma anche in altre parti della Campania e dell’Italia Meridionale.

Tra le ricorrenze religiose il periodo della Quaresima è stato quello che nella nostra città ha visto maggiormente cadere in oblio alcune ritualità popolari. Una volta, nel mercoledì delle Ceneri, il primo dei quaranta giorni quaresimali, c’era l’usanza di mangiare i broccoli di rapa, quelli che dalle nostre parti vanno sotto il nome di friarielli. Il menù penitenziale di magro era più o meno rispettato fino a Pasqua. I quaranta giorni erano ricordati nel detto: “Quaravesema quarantana sette dummeneche e sei semmane”.

Anche a Nola, non molto tempo addietro, era seguita la tradizione di appendere nelle strade la Quaravesima, un fantoccio di donna vestita di nero, da cui pendeva una patata con infisse sette penne di gallina, quante erano le domeniche che precedono le festività pasquali; ogni domenica se ne toglieva una fino a Pasqua. Secondo la credenza popolare la Quaravesima era vestita di nero perché in lutto per la morte di suo marito, il grasso Carnevale. (3) A questa figura in gramaglie si ispirava una filastrocca, che i bambini mandavano a memoria, che così recitava: “Quaravesema secca, secca, / damme ‘nu sordo ‘e fiche secche, / e si nu’ mme ddaje bbone, / Quaravesema mariola”. Con immagini differenti, ma simili nel contenuto “penitenziale” del menù, altre filastrocche, non prive di ironia, si riscontrano in centri dell’Agro Nolano, dove si continua ad allestire ed appendere la Quaravesema. Nel Vallo di Lauro si recita:“Quaravesima secca secca,/ cu’ ‘na sporta ‘e fiche secche,/ cu’ ‘na sporta ‘e ruoccole ‘e rapa./ Quaravesema ‘nzuccarata”; e a Marigliano: “Quaravesema secca e longa,/ s’ha mangiato ‘e pacche longhe (carrube), / cu’ ‘na puca (lisca di pesce) ‘e baccalà. / Quaravesema, che scialà!”. (4) Come si capisce, con tali vivande, fatte di fichi secchi, broccoli, carrube e la parte centrale delle “scelle” di baccalà, quella con la lisca e meno costosa, c’era poco da stare allegri e da scialare.

Fasano (Brindisi) – la Quaravesima appesa in una strada

Fasano (Brindisi) – la Quaravesima appesa in una strada

Di sicuro non si può fermare il corso della storia, con i relativi adeguamenti di mentalità, di usi e costumi, ma l’evoluzione socioeconomica, dovrebbe convivere, anche da noi come avviene altrove, con la difesa delle tradizioni e dell’ atavica cultura popolare, che identifica un determinato comprensorio storico-geografico. Purtroppo dalle nostre parti, e non solo, il provincialismo acritico ed imitativo, segno di colonialismo culturale, sta relegando ad aree sempre più ristrette la “Quaravesima secca secca” e le connesse manifestazioni, a tutto vantaggio delle zucche svuotate e degli scheletri di Halloween, completamente estranei alle nostre storiche tradizioni e veicolati ad arte dai persuasori occulti dei mezzi di comunicazione. Siamo grati al Comune di Nola ed alla Pro Loco per la lodevole iniziativa di rinnovare una nostra antica e popolare usanza, da tramandare alle nuove generazioni e della quale non si ha nessun motivo di vergognarsi.

di Antonio Fusco

(1) – Sono previste: La Serata della Braciola, del Migliaccio e della maschera nolana di Fra Braciola (6 febbraio), la XVIII mascherina d’Argento con relativa premiazione (7 e 9 febbraio). Cfr programma riportato dal Cazziblog,.”Carnevale nel Nolano. Programma dei festeggiamenti a Palma Campania. Saviano e Nola”, 23 gennaio 2016.

(2) – In Puglia il pupazzo è chiamato Quarantana.

(3) – A Nola si svolgeva la sceneggiata dell’operazione chirurgica al fantoccio di Carnevale, con la sua morte e relative esequie, tradizione questa ancora viva in Puglia e in altre regioni meridionali, si allestiva ‘o palo ‘e sapone (l’albero della cuccagna,), e si ballava la quadriglia (il laccio d’amore).

(4) – Filastrocche di contenuto simile si riscontrano in tutto il Meridione. Ricordiamo quella di Agnone nell’Alto Sannio: Quarésema puverèlla, cu na péscia e na sardèlla, nu scuocchiere de cipolle e nu pejette de fafe a mollo (Quaresima poverella, con un pesce e una sardella, una buccia di cipolla, e un piatto di fave a mollo).

OSPEDALE DI NOLA. AL VIA I LAVORI PER L’INSTALLAZIONE DELLA RISONANZA MAGNETICA: TANTE LE CRITICITA’ ANCORA IRRISOLTE, LA RABBIA DEGLI OPERATORI ED UTENTI PER LE PROMESSE NON MANTENUTE

E’ ufficiale: all’ospedale Santa Maria della Pietà tra qualche mese sarà operativa la risonanza magnetica.

L’apparecchiatura sarà allocata al piano terra, area in passato sede del reparto di radiologia e del pronto soccorso. L’installazione della risonanza magnetica potrà migliorare la qualità dei servizi se ci sarà personale specializzato che possa permettere la messa in esercizio della macchina. Infatti a tutt’oggi si è in attesa – sempre per mancanza di personale – dell’attivazione dell’Osservazione Intensiva Breve (O.B.I.) al pronto soccorso e di almeno altri due emodinamisti per fare andare a regime l’emodinamica. Attualmente sono in corso lavori al piano terra – circa 100 mq – per allestire lo spazio per montare la nuova attrezzatura. Saranno previste due sale, una tecnica ed una di attesa. Le esigenze che dovrà soddisfare la nuova apparecchiatura sono rivolte non solo alla domanda interna, con una riduzione delle attese per i pazienti ricoverati, ma anche per le richieste esterne. La settimana prossima sia il pronto soccorso che il reparto di radiologia saranno trasferiti per circa quindici giorni al piano terra per permettere il ripristino del corridoio del nuovo pronto soccorso, sconnesso dopo appena un anno e mezzo dall’inaugurazione, e la ripavimentazione della radiolgia, oramai usurata e senza manutenzione da oltre dieci anni. La visita del nuovo commissario straordinario, di alcuni giorni fa, Antonietta Costantini, ha ridato speranza ai tanti operatori sanitari e non che da anni vivono le criticità croniche del nosocomio nella indifferenza totale dei vertici aziendali. Lavori di ristrutturazione terminati da anni (sale operatorie al primo piano) e reparto di terapia intensiva non vengono attivati per mancanza di attrezzature elettromedicali, nonostante sia stata espletata la gara. Il montaggio delle attrezzature è fermo per mancanza di collaudo. Un’assurdità inaudita, che mortifica i tanti operatori sanitari e non che cercano quotidianamente di svolgere il proprio lavoro. Tanti ricordano i loro maestri del passato, Berni Canali, Bolletti Censi, Trivellini, Nicodemo, Risorto, Mascia, Tortora, Buonincontro, Capasso e tanti altri protagonisti nel nosocomio nolano. Per il personale si aspettano gli avvisi pubblici annunciati dal commissario straordinario. Tra pubblicazione ed espletamento passeranno almeno sei sette mesi, quindi tutto rinviato a dopo l’estate mentre continueremo ad avere un pronto soccorso ed una emodinamica ridotta, nonostante l’impegno di tanti ottimi professionisti. Tante le promesse non mantenute: dalla neuro-psichiatria infantile alla gravidanza a rischio passando per la costituzione di una TIN (Terapia Intensiva Neonatale. La rabbia sale tra gli operatori, che aspettano da anni che venga messo a norma il percorso dell’ostetricia con il nido per evitare che il bambino venga trasferito dalla mamma (reparto) al nido attraversando un percorso freddo e ventilato, mettendo in pericolo la salute dello stesso.

di ra.na.

POLVICA DI NOLA. CONTENZIOSO “BARBELLA”, STORIA DI UN CALVARIO SENZA FINE

Sembra avviarsi a soluzione il contenzioso “Barbella”. La storia prende le mosse nel 2001, in piena emergenza rifiuti, con il sindaco Giuseppe Serpico. All’epoca furono requisiti complessivamente 42.748 mq. di suolo agricolo in località Barbella a Polvica di Nola, adiacente al Cis-Interporto e visibile anche dall’Asse Mediano, per la realizzazione di una piattaforma per il deposito di ecoballe.

L’occupazione sarebbe dovuta durare due anni, ma nei due anni non ci fu nè un atto di esproprio nè tantomeno fu realizzato il progetto predisposto dai tecnici comunali, il cui progetto generale fu approvato il 5 febbraio 2002 dalla Giunta Municipale, mentre il primo stralcio esecutivo fu approvato con delibera n. 56 dell’8 aprile 2003. Il fondo fu quindi utilizzato esclusivamente come deposito di rifiuti tal quale. A fine 2003, trascorsi i due anni di occupazione temporanea, iniziò la richiesta da parte dei proprietari (4 nuclei) della bonifica e la restituzione dei fondi. Da qui iniziano a nascere i contenziosi: atti di citazione, richieste di pagamento canoni e di acquisto dell’area mai andate a buon fine. Nel 2011 l’allora dirigente all’ambiente fu costretto, sempre su denuncia, a bonificare parte del terreno, circa 4.000 mq., oggetto dell’impianto di scolo dei rifiuti organici. I lavori furono affidati per un importo di € 22.004,07 + IVA alla società “Ecologia Ambientale” di Saviano. Nel 2006-2007 (sindaco Felice Napolitano), l’area – sempre detenuta dal comune di Nola – fu oggetto di un progetto per la costruzione di un impianto di compostaggio finanziato dalla regione Campania per oltre 5 milioni di euro, ma l’impianto non fu realizzato (nonostante l’approvazione del progetto esecutivo) per una sommossa dei cittadini di Polvica che ritenevano l’impianto inquinante. L’amministrazione comunale cercò di spostare l’impianto in un’altra zona della città (via Nola-S. Gennaro). La questione fu oggetto di accesissime proteste dei cittadini della zona, dove era stato proposto di allocare l’impianto, e il progetto fu accantonato definitivamente. Oggi, dopo anni di contenzioso, l’amministrazione comunale di Nola, con delibera di Giunta Municipale n. 6 del 15 gennaio 2016, approva il progetto di transazione proposto dal giudice della sezione civile del Tribunale di Nola nei confronti dei proprietari Isabella Napolitano e gli eredi Paolino Angelillo (gli atti sono visibili all’albo pretorio on-line del comune), detentori di 22.567,00 mq. di terreno. Il giudice, a fronte della somma di € 435.392,31 di cui € 81.217,37 per indennità di occupazione legittima comprensiva di interessi (due anni), € 171.319,53 per indennità illegittima, € 152.855,14 per perdita di produttività comprensiva di interessi legali (i proprietari in questione erano iscritti alla Camera di Commercio di Napoli come piccoli imprenditori agricoli) ed € 30.000,00 per rimozione dei rifiuti quantificata dal CTU ed a seguito dei rilievi di criticità fatti dal tecnico di parte del comune di Nola (arch. Giovanni Caliendo), il 24 luglio dell’anno scorso formulava alle parti una proposta conciliativa di € 350.000,00 e disponeva il rinvio dell’udienza al 16 febbraio prossimo. In seguito al parere favorevole sia dell’avvocato Ciancio, nominato dal comune, che del tecnico Giovanni Caliendo, l’amministrazione ha deciso di aderire alla transazione pagando la somma in tre annualità. C’è chi giura che la questione non è terminata del tutto e che probabilmente l’acquisto dell’intera area poteva essere la soluzione migliore.

di ra.na.

Successo per l’Open Day del III Circolo didattico di Acerra

openday acerraUna mattinata di festa all’insegna della formazione e della didattica. E’ quella organizzata dal III circolo didattico di Acerra guidato dalla dirigente scolastica Ione Renga, promotore dell’Open Day nei plessi “Giancarlo Siani” di via Madonnelle e “Don Lorenzo Milani” di via Grazia Deledda. Due appuntamenti formativi che hanno consentito alla folta platea composta da alunni e genitori di interagire per un giorno con il corpo docente in quella che si è rivelata una vera e propria full immersion di creatività e di innovazione. Laboratori didattici, rappresentazioni musicali ed animate, percorsi guidati: gli studenti hanno sfoggiato la loro arte mettendo in pratica le attività maturate in questi primi mesi scolastici. “Un momento importante per l’istituto – ha dichiarato la dirigente Ione Renga – che segna l’inizio di un percorso che vede coinvolti i nostri alunni in un progetto didattico di condivisione che punta a formare i ragazzi culturalmente non tralasciando però l’aspetto umano. In questo modo invogliamo i giovani all’approfondimento migliorandone l’apprendimento stimolando di continuo la loro mente. Un modo anche per premiare l’ impegno profuso, fondamentale per la loro crescita professionale nella società”. L’iniziativa è stata coordinata dalle collaboratrici Concetta Quatraro, Rosa Lafaiette e Iolanda Nappi.

(red)

Accade a… Nola, città d’arte e di cultura!

torta folliFacile, suggestivo, gratificante, di sicuro successo, fare cultura nel nome di Giordano Bruno. Ancora facile, ecc., farlo con Ottaviano Augusto. Un po’ più rischioso proporre libri e autori dell’area nolana e non. Certamente forzata e pretestuosa è la cultura della Befana calata dal tetto della casa cittadina.

Molto rischiosa, ma coinvolgente e stimolante, invece, è la cultura a cui si dedica da 15 anni Maria Pia Napolitano con l’associazione culturale, di cui è Presidente, “la festa dei folli”.

E’ rivolta a chi ha un concetto della cultura al di sopra dello scontato e del banale. E’ cultura innovativa, senza nessuna appartenenza d’area, capace di stuzzicare e incuriosire.

Cultura a 360 gradi, infatti, spazia tra le arti: organizzando, anche, un cineforum cui invita registi, attori, professionisti per discutere tutti insieme di tematiche attuali, sociali di pregnante interesse. Inoltre, organizza concerti LIVE, con musicisti di grande spessore e di vari generi musicali, incontri/presentazioni di libri di scrittori quali Maurizio de Giovanni, Stefano Piedimonte, Fabrizio Coscia e scrittrici come Antonella Ossorio, Patrizia Rinaldi, Carmen Pellegrino.

Senza dimenticare la formazione, cui tiene in modo particolare, con i corsi di dizione, il laboratorio teatrale per bambini e adulti, il corso di fotografia, di filmmaker, etc etc
Tutte le attività sono sempre accompagnate da un gustoso momento conviviale con prodotti tipici, locali e innaffiati da buon vino o dell’ottima birra artigianale.

Sabato 23 gennaio, Maria Pia, proprio per festeggiare i 15 anni dell’associazione, ha inaugurato la rassegna teatrale “VISIONI” proponendo uno spettacolo teatrale, presso l’elegante e accogliente sede, con la Compagnia del Futuro, gruppo di giovani di elevato talento, con il suo splendido e difficile lavoro teatrale “ULTIMO PRIMO GIORNO DI RE FERDINANDO VIII E LA FRAGILITÀ DELLA LUNA DI CARTAPESTA”. Opera teatrale scritta pensando a “Le memorie di un pazzo” di Nikolaj Vasil’evič Gogol’. (Lavoro segnalato tra l’altro anche dall’ F2MAGAZINE, rivista ufficiale della FEDERICO II di Napoli.)

Sala piena, pubblico di tutte le età, appunto interessati e incuriositi. Un caloroso e sincero augurio sono stati portati dal nostro Rettore nonché presidente del CRUI, Gaetano Manfredi e consorte la dott.ssa Concetta Del Piano, dal Sindaco di Cimitile, Francesco Di Palma, da Don Virgilio Marone e Pasquale Pizzini dell’Ufficio Scuola della Diocesi di Nola, dal consigliere nolano Enzo Iovino.

Un’ora di spettacolo con il fiato sospeso, chiuso con un fragoroso, liberatorio e prolungato applauso. Uno spettacolo scenograficamente scarno, ma ricco di elementi significativi.

Ivan, impiegato comunale, è convinto di essere stato incoronato Re di Spagna – oggi, come ieri, come sempre – e viene chiuso in manicomio. Il disturbo d’identità ogni giorno resetta la sua mente, facendogli vivere sempre un solo unico giorno: il primo – e quindi l’ultimo – da sovrano.

Perennemente innamorato della sua corona e della donna per cui è impazzito, forsennatamente impegnato nel suo progetto di salvare la luna, Ferdinando trova un amico e un validissimo alleato nel dottore che lo prenderà in cura.

Il dottore (interpretato dallo stesso attore) cercherà di aiutarlo usando metodi diversi da quelli convenzionali, agendo non sul “come” ma sul “perché”, suggerendo all’infermiera di somministrare cure e non bastonate. Attraverso il paziente, che si scoprirà essere paziente e dottore allo stesso tempo, anche l’infermiere vivrà una seconda rinascita.

Odioso, in principio, l’infermiere che si limita a suon di schiaffoni ad imbottirlo di medicinali e a farlo continuamente sobbalzare con lo scoppio di palloncini.

Giuste le musiche a sottolineare i vari momenti.

Tenero il finale quando il tetro infermiere, forse impietosito, si lascia andare ad una parvenza di comprensione, stempera il suo ghigno sino ad offrire al “suo re” il palloncino da far scoppiare.

Bello, veramente bello!

E infine, e non poteva mancare, la torta e il Brachetto d’Acqui per festeggiare i 15 anni di lavoro e impegno e l’avvenimento teatrale.

Brava Maria Pia, non è facile percorrere certe strade, ma le vecchie strade sono già state percorse, se c’erano dei successi sono già stati mietuti, se c’erano emozioni sono già state vissute. Abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo, di qualcosa di meno scontato che se pur difficile da digerire possa poi lasciare quegli interrogativi che ci spingono a voler tornare per meglio capire.

di Luigi Pappalardo

NAPOLI. DIPLOMA ACCADEMICO DELLA SOCIETA’ NAZIONALE DI SCIENZE LETTERE E ARTI A GIORGIO NAPOLITANO, VENERDI LA CERIMONIA DI CONSEGNA

Giorgio Napolitano riceverà il Diploma Accademico della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli in qualità di Socio onorario. La cerimonia di consegna si terrà nel corso della seduta inaugurale dell’anno accademico 2016 che la Società ha in programma venerdì 29 gennaio, alle 17, nella propria sede, in via Mezzocannone, 8. L’adunanza si terrà a classi riunite.

La Società Nazionale di Scienze Lettere ed Arti in Napoli è un’antica istituzione la cui storia si snoda dal 1698, anno di fondazione dell’Accademia Palatina. Si articola in quattro Classi: Accademia di Scienze Fisiche e Matematiche, Accademia di Scienze Morali e Politiche, Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti, Accademia di Scienze Mediche e Chirurgiche possiede una vasta biblioteca contenente libri e riviste provenienti da acquisti e da scambi nazionali ed internazionali e da donazioni. Prestigiosi membri delle Accademie sono stati, fra gli altri, Francesco De Sanctis, Benedetto Croce, Renato Caccioppoli.

La Società fa parte dell’Unione Accademica Nazionale – UAN che comprende le 12 principali Accademie italiane e che a sua volta fa parte dell’Union Académique Internationale – UAI istituita a Parigi nel 1919.

Presidente Generale della Società è Domenico Conte, Segretario Generale è Carlo Sbordone.

Nel corso dell’adunanza plenaria ci sarà la consegna dei Diplomi accademici e premi ai Soci Emeriti Guido Trombetti, Goffredo Sciaudone, Ernesto Catena e Felice D’Onofrio, e l’intervento del Socio Antonio Vincenzo Nazzaro sul tema: ‘L’impresa accademica della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli’.

(red)

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