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IL “NUOVO VOLTO” DI NOLA PARTE DA PIAZZA GIORDANO BRUNO

VISTA DALL'ALTOSi è svolta ieri, nella Sala Medaglioni del Palazzo Vescovile, la manifestazione per la presentazione ai cittadini del progetto di “Riqualificazione della piazza Giordano Bruno”.

L’iniziativa intendeva promuovere un pubblico dibattito sull’idea progettuale, allo stato elaborata in fase definitiva, al fine di raccogliere suggerimenti per eventuali proposte migliorative/integrative da accogliere nella fase “esecutiva” ancora da svolgere da parte dei tecnici incaricati.

Il confronto con la cittadinanza era finalizzato al coinvolgimento in fase preventiva quanti interessati alle sorti della città e potrebbe costituire il primo passo verso la costituzione di un Urban Center, luogo fisico e virtuale, come proposto da Guido Grosso, uno degli autori del progetto in questione, dove far convergere le idee e le proposte per un disegno condiviso del futuro di Nola.

Insomma una “piazza aperta” in cui discutere nel concreto sulle possibili trasformazioni della città evitando, come è accaduto spesso nel passato, che soggetti esterni possano decidere sulle sorti di questo territorio, con interventi che poco rispondevano alle reali aspettative della collettività locale.

Intanto, nel merito del progetto illustrato sotto i vari aspetti architettonici, impiantistici e del verde, è emerso che l’intervento ha la finalità di accrescere il valore dello spazio sicuramente più bello di Nola. Parte strutturale della città storica esso è generatore di una parte importante della forma urbana e contenitore da sempre di funzioni di eccellenza, costituendo un luogo privilegiato della cultura materiale locale (genius loci). La sua valorizzazione è, quindi, presupposto necessario per la conservazione e la trasmissione dei valori fondanti di questa comunità.

I temi affrontati con l’ipotesi progettuale sono stati soprattutto:

– ricomposizione unitaria delle varie parti in cui è frammentato oggi l’invaso;

– alleggerimento del “peso visuale” delle sistemazioni superficiali ed a verde per la mise en valeur delle pregiate cortine edificate al contorno;

– estensione dei requisiti di piena accessibilità e praticabilità ad ogni sua parte.

In termini pratici la piazza sarà sistemata con un’unica pavimentazione in pietra lavica, senza più salti di livelli fra le sue parti, conservando solo il tracciato e la pavimentazione in basoli vesuviani dell’asse centrale di attraversamento, la cui quota determinerà il nuovo ed unico livello di calpestio dell’intero invaso.

Nella pavimentazione saranno inserite fasce in bronzo, che delimiteranno in modo discreto vari comparti “funzionali”, con al di sopra inserite scritte ricavate dai testi del filosofo nolano cui è dedicata. Per il verde si prevede la rimozione dei lecci antistanti la Reggia Orsini, sostituiti da quercus siliquastrum, essenze più leggere, con fioritura primaverili e spoglianti nel periodo invernale, che segneranno scenari mutevoli nel corso dell’anno, consentendo anche la piena visione della facciata del monumento, sicuramente tra i più suggestivi e significativi della città. I lecci esistenti saranno ricollocati parte nella stessa piazza, parte in altro sito, verosimilmente nella villa Comunale. La statua sarà ricollocata al centro dello spazio, attribuendole la posizione preminente che ha avuto storicamente.

Prevista anche una fontana a getti fuoriuscenti dal pavimento per arricchire la vitalità del luogo, che aspira ad essere un luogo di eccellenza per l’incontro e le nuove relazioni sociali.

Insomma una nuova metodologia di lavoro dell’Amministrazione comunale in grado di coinvolgere in fase preventiva quanti interessati alle sorti della città, in modo tale da produrre anche più estesi benefici nel governo del territorio e della città.

(red)

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2 pensieri su “IL “NUOVO VOLTO” DI NOLA PARTE DA PIAZZA GIORDANO BRUNO

  1. Ing. Franco Giuseppe Nappi in ha detto:

    Dalla visione della Brochure, consegnata ieri ( 28/12/2015), durante la manifestazione per la presentazione ai cittadini del progetto di “Riqualificazione della piazza Giordano Bruno”, che si è svolta nella Sala Medaglioni del Palazzo Vescovile, a parere del sottoscritto, si evidenziano alcune criticità:
     la creazione della scala davanti al palazzo del fascio con altrettante due rampe per eliminazione delle barriere architettoniche, per una lunghezza complessiva di circa 25 mt ( considerando la pendenza delle rampe laterali che non devono superare la pendenza del 8%) che impattano, insieme alle balaustre in vetro, in modo forte rispetto alle pregiate cortine edificate al contorno;
     panchine messe in un solo angolo della piazza ed in modo sparso che non danno il senso della fruibilità, dell’incontro, della piena accessibilità e praticabilità in ogni sua parte, per arricchire la vitalità del luogo, che è un luogo di eccellenza per l’incontro e le nuove relazioni sociali.
     eliminazione dei lecci antistanti la Reggia Orsini, che sono la bellezza, sicuramente tra le più suggestive e significative della città, che vengono sostituiti da minuscole essenze quercus siliquastrum, che elimineranno questi enormi e maestosi polmoni di verde;
     Illuminazione con pali di altezza bassa che creerà parecchie zone d’ombra, cosa che si poteva evitare con bellissimi pali artistici di altezza elevata.
    Spero di aver dato un modestissimo suggerimento, anche se non cittadino locale, per eventuali proposte migliorative/integrative da accogliere nella fase “esecutiva” ancora da svolgere da parte dei tecnici incaricati, visto che i progetti di riqualificazione hanno la finalità di accrescere il valore storico e culturale della comunità in cui si interviene, e la Città di Nola, da questo punto di vista è una delle città più belle per la sua elevata qualità storico-artistica.
    Ing. Franco Giuseppe Nappi-
    Responsabile Tecnico IV Servizio
    del Comune di Comiziano (NA)

    • guido Grosso in ha detto:

      Grazie dei suggerimenti. Ne terremo conto nella fase esecutiva. In ogni caso i quercus siliquastrum, nella scelta di impiantare essenze più leggere che non precludano la visuale spettacolare della facciata della reggia Orsini, sono stati anche una specifica indicazione della Soprintendenza competente. La mutevolezza dell’essenza, da fioritura a spogliante invernale, creerà diversi scenari scandendo anche lo scorrere delle stagioni. Sulle rampe faremo approfondimenti. Le panchine hanno valore indicativo. Nel CME è prevista la fornitura e realizzazione sulla base di in concorso di idee, ancora da sviluppare. Per il resto si pensava anche a sedute mobili, semplici e di tipo contemporaneo, da lasciare libere nello spazio, auspicando la loro sopravvivenza come già avviene nella maggior parte delle piazze europee. Guido Grosso

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