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Archivio per il giorno “luglio 15, 2014”

NOLA. BIANCARDI BIS, CONVOCATO PER IL 22 LUGLIO IL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE

primo cc biancardi bis

NOLA. AVVISO PUBBLICO PER LA COPERTURA DI UN POSTO DI DIRIGENTE SETTORE LL.PP., IN VISTA DELLA RIDUZIONE DELLE AREE DIRIGENZIALI

Per scadenza del mandato elettorale sono stati risolti di diritto i rapporti di lavoro a tempo determinato dei dirigenti alla tutela ambientale e polizia municipale, che vengono affidati al segretario generale Giacinto Montazzoli, mentre per i lavori pubblici, settore affidato all’ing. Gaetano Oliva con determina dirigenziale n. 3 del 3 luglio scorso, il dirigente pro-tempore al personale ha pubblicato all’albo pretorio un AVVISO pubblico di selezione per la copertura di n. 1 posto di dirigente del settore lavori pubblici con contratto a tempo determinato per un anno.

Per partecipare alla selezione occorre la laurea in ingegneria o architettura secondo il vecchio ordinamento ed essere dipendente di ruolo delle pubbliche amministrazioni con almeno cinque anni di servizio svolti in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza. Sono ammessi coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo sempre non inferiore cinque anni.

Le domande devono pervenire entro quindici giorni dalla pubblicazione dell’avviso, quindi entro venerdì 18 luglio a ½ raccomandata postale o PEC all’indirizzo del comune: comunenola@pec.comune.nola.na.it.

La selezione verrà effettuata mediante l’esame dei curricula pervenuti, volto all’accertamento della professionalità posseduta e/o colloquio conoscitivo con il segretario generale. Il sindaco, ai sensi del vigente regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, provvederà alla scelta del dirigente. Attualmente il servizio è stato affidato ai dipendenti comunali, responsabili delle posizioni organizzative, Gustavo Anaclerio e Bernardo Arienzo.

I profili dirigenziali in pianta organica al comune di Nola sono sette: affari generali, polizia municipale, servizi sociali, urbanistica, lavori pubblici, ambiente e finanziario. Solo il settore affari generali è retto da un dirigente a tempo indeterminato, Paolino Santaniello, mentre negli ultimi anni i dirigenti sono stati a tempo determinato. Le posizioni organizzative invece sono nove: Raffaella Vallone (servizi sociali); Paolo Squame (finanziario); Adriana Masullo (pubblica istruzione); Gustavo Anaclerio (urbanistica); Bernardo Arienzo (lavori pubblici); Tilde Fusco (affari generali); Francesco Meo (ambiente); Peppe Napolitano e Paolino Maddaloni (polizia municipale). Infine ci sono due posizioni di staff, detenute tutte e due, facenti capo al settore avvocatura: Maurizio Renzullo e Pasquale Tudisco.

Uno dei primi punti che dovrà affrontare la nuova amministrazione sarà la revisione della dotazione organica. Quasi sicuramente saranno accorpati alcuni settori, in modo da ridurre i costi del personale. Si parla di quattro macro-aree. Non è esclusa anche la possibilità che siano eliminate tutte le dirigenze, dando poteri di firma alle posizioni organizzative. Una soluzione del genere tuttavia “declasserebbe” eccessivamente il comune di Nola.

di ra.na.

SAN CAMILLO E NOLA

messa san camillo nolaCelebrata ieri, 14 luglio, la festa di San Camillo de Lellis nella Cattedrale di Nola.

A presiedere la solenne concelebrazione eucaristica il padre camilliano Rosario Messina, che nell’omelia ha tracciato un sintetico quanto incisivo profilo storico e spirituale del Santo dei malati. Proveniente da terra abruzzese, Bucchianico, dopo le incertezze giovanili, con slancio di fede, il giovane Camillo de Lellis si diede al Signore, servendolo con amore nella persona degli infermi. Fondò “luoghi di cura” in Italia, dando vita ad una famiglia religiosa operante negli ospedali. Nel mese di agosto del 1600 si dedicò in modo eroico ad assistere e confortare il popolo di Nola, afflitto da un’implacabile epidemia. Per la fiducia incondizionata del Vescovo del tempo, Mons. Fabrizio Gallo, fu designato in quella circostanza Vicario generale della diocesi nolana. Cinque compagni del Santo morirono assistendo i contagiati: Tommaso Troni, Marco de Marchi, Cesare de Vio, Matteo Laurino, Francescantonio Vitellini.

Anticipando la sensibilità culturale del nostro tempo, con il genio della santità, egli ha il merito di aver concepito in modo nuovo la relazione con l’ammalato, che va trattato nella completezza dei suoi aspetti e delle sue esigenze, non solo biologiche e ambientali, ma anche spirituali.

foto di gruppo san camillo nolaSan Camillo de Lellis è il patrono dei malati, dei medici e degli operatori sanitari. È inoltre annoverato tra i Compatroni della città e diocesi di Nola.

Dal testamento spirituale del Santo
«Io Camillo de Lellis lascio questo mio corpo di terra alla medesima terra di dove è stato prodotto. Lascio al Demonio, tentatore iniquo, tutti i peccati e tutte le offese che ho commesso contro Dio e mi pento sin dentro l’anima. Lascio al mondo tutte le vanità, tutti i piaceri, tutte le vane speranze. Lascio e dono l’anima mia al mio amato Gesù e alla sua SS. Madre. Finalmente lascio a Gesù Christo Crocefisso tutto me stesso in anima e corpo, e confido che, per sua mera bontà e misericordia, mi perdonerà, come perdonò alla Maddalena, e mi sarà piacevole come fu al buon Ladrone nell’estremo di sua vita stando in Croce».

di Gennaro Morisco

CIMITERO DI NOLA, AL VIA LA PULIZIA E LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI ALBERI

Cimitero di Nola: partiranno da domani gli interventi di rimozione del materiale di risulta e di taglio dell’erba. Lo rende noto l’ufficio Ambiente del Comune di Nola che fa anche sapere che, non appena sarà completata l’attività di verifica dei danni subiti dagli alberi cittadini a causa del maltempo delle scorse settimane, si procederà anche alle operazioni di messa in sicurezza.

(red)

NOLA. GIGLI, IL PRIMO ANNO DI FESTA UNESCO “LETTO” DA PAOLINO FUSCO

festa dei gigli 2014 nolaCaro Direttore,

negli ultimi giorni ho notato che vi è stata una ripresa di attenzione della politica (il riferimento è alle dichiarazioni dei deputati Paolo Russo e Massimiliano Manfredi) su temi afferenti la Festa dei Gigli per la prima volta “targata” UNESCO.

Anche l’Ente Provincia ha nominato un suo rappresentante nel consiglio di amministrazione della Fondazione Festa nella figura di un professionista impegnato a fianco del sindaco Biancardi nella recente campagna elettorale.

Così, di fatto, per adesso sono quattro i componenti “di fiducia” nominati direttamente od indirettamente dal Sindaco Biancardi nel CdA della Fondazione, con buona pace della presunta “autonomia” dalla politica che ipocritamente egli ogni tanto tenta di accreditare.

In verità, a mio avviso, al di là delle dichiarazioni dell’avv. Raffaele Soprano che prevede “rigorose sanzioni” contro le paranze ritardatarie di lunedì 23 giugno (qualche muro da ridipingere, sacro o profano, lo si troverà sicuramente), mi pare che sia mancata fin’oggi una approfondita riflessione, anche da parte della stampa locale, su quello che sia successo in questo primo anno di festa UNESCO, “narcotizzati” dai martellanti slogan pubblicitari propinati con tecniche proprie delle televisioni commerciali.

Fuori dall’orgia propagandistica, che aveva evidenti finalità politiche, provo a fare qualche considerazione su quanto avvenuto:

1) Se non ricordo male, la “Fondazione Festa”, a prescindere dall’Unesco (progetto nato anche per le legittime aspirazioni di carriera universitaria della prof.ssa Patrizia Di Nardo), fu ideata e “partorita” con scopi abbastanza precisi: A) tutelare la festa di Nola ed il bene originale “Giglio” dalle degradate proliferazioni esterne; B) tutelare ed aiutare le botteghe artigiane di Nola e la lavorazione della cartapesta; C) creare un luogo fisico (museo) dove illustrare e conservare la storia della festa e gli oggetti della sua peculiarità, D) recuperare alcuni valori specifici della stessa.

Nessuna tutela delle molte previste ha fin’oggi trovato riscontro; anzi per la prima volta abbiamo dovuto registrare un fatto mai avvenuto nella storia della nostra festa: la costruzione di un giglio (bettoliere) è stata realizzata da maestranze non locali ed “addobbato” con un fatiscente rivestimento raffigurante temi completamente estranei alla iconografia della festa di Nola.

Inutile dire che non era necessario creare la Fondazione perché ciò avvenisse.

In verità il nostro San Paolino ha mandato vari segnali per avvertirci della sua contrarietà, ma evidentemente ha trovato un consiglio di amministrazione piuttosto distratto!

2) Un anno fa circa, con risonanza di trombe e tamburi, fu annunciato che era stato nominato “direttore artistico” della festa il maestro Roberto De Simone, musicologo di fama nazionale.

Ci sarebbe da chiedersi se per una festa, seppure di grandissima spettacolarità come la nostra,è opportuno prevedere la figura di un direttore artistico, ovvero di una regìa esterna, considerato che il concetto di festa prevede una serie di dinamiche spontanee dei suoi protagonisti riproducenti forme di ritualità, ma anche di scomposizione e ricomposizione sociale all’interno di essa.

Sono domande che mi pongo dopo aver letto, su questi argomenti, qualche pagina di Luigi Lombardi Satriani, di Alfonso Di Nola, di Ernesto De Martino ed anche del “nostro” Franco Manganelli.

In ogni caso, pur accettando la “forzatura” di cui innanzi, c’è da dire che il maestro De Simone qualche settimana prima della festa è andato via in malo modo, sbattendo la porta.

Visto il rigoroso silenzio fin’ora tenuto, è lecito sapere quale sia stato il motivo “reale” delle sue dimissioni?

Inoltre, visto che al maestro De Simone sono state elargite parecchie decine di migliaia di euro per il suo intervento, in che modo la festa di quest’anno si è avvalsa della sua opera, seppure sotto forma di “lascito” culturale?

Non conosciamo i motivi della scelta, ma posto che nella festa dei gigli non è possibile utilizzare villanelle sei-settecentesche e neanche “tammurriate” di epoche più recenti, si pensava forse che il maestro De Simone potesse apprezzare testi musicali che finivano con Nola-siamo-noi, fan-ta-sti-ca, sem-pre ed altre cose del genere?

Ci sembra poi che neanche il famigerato “inquinamento acustico” ha tratto qualche beneficio dall’intervento del maestro De Simone e dell’Unesco; tutto è stato come prima, anzi forse un po’ peggio considerato che i balconi della mia casa per la prima volta sabato sera (una volta dedicato ai comitati) vibravano a causa delle onde sonore provenienti dalla vicina piazza Duomo.

3) Veniamo infine agli orari della festa che, ormai da anni, si protrae fino al lunedì mattino inoltrato.

Fin’oggi sono stati inutili i vari accorgimenti ed i vari divieti adottati.

Facendo anche io qualche doverosa autocritica, comincio a pensare che i motivi di quanto avviene vadano ricercati nell’ambito della irrazionalità, una sorta di “rifiuto epidermico”.

La Festa ed i suoi protagonisti principali vanno legittimamente a ribellarsi alla congerie di norme, costrizioni, limitazioni tendenti anche nei giorni del suo svolgimento a riproporre le usuali gerarchie sociali e culturali dissonanti con il “libero arbitrio” che caratterizza la festa e la scomposizione del suo ordine sociale abituale.

La festa è raffigurazione di una società diversa dove ogni sistema normativo viene destrutturato (Ambrogio Leone nel “De Nola” ci ricorda che nel cinquecento, durante la settimana della festa, potevano rientrare in città anche i “ricercati”, che in quei gironi non sarebbero stati arrestati) e dove la comunità esprime codici di autoregolamentazione endogeni, cioè nascenti dal proprio sentire e non imposti dall’esterno.

E’ evidente che vi è il rifiuto di aderire a codici di comportamento ed a canoni estetici propri di una certa borghesia, lontanissima dagli umori, dai sentimenti, dai linguaggi, anche corporei, delle fasce popolari, disconoscendo quel ruolo dirigente e di supremazia sociale che ancora una volta quella classe sociale vorrebbe esercitare anche durante la festa.

Da ciò nasce il rifiuto forte e la voglia anche inconsapevole di metaforicamente sovvertire, disubbidire in qualche modo a chi tenta di “ingabbiare” quella rappresentazione collettiva che dà spazio nella festa anche all’elemento anarchico che è nel suo patrimonio genetico, rappresentato anche dal piacere di stare con gli altri senza limiti di tempo, se gli altri in qualche modo vogliono vivere ancora quel tempo con te.

Una lettura troppo “caratterizzata” e falsamente antropologica di questo fenomeno sociale?

Forse, ma sono certo che la punitiva “passata di pittura” su qualche muro di città non eliminerà il fenomeno, e la buona borghesia, nominata a “governare” la festa ribelle, non acquisterà maggiore credibilità, né autorevolezza.

di Paolino Fusco (Presidente Associazione Nolana Giordano Bruno)

PETIZIONE PER FERMARE CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE

Parte la petizione per la cessazione dei bombardamenti in Palestina, da inviare ai politici europei.

Dominazione militare e ricatto economico non è affatto una soluzione che porterà un tocco di pace. Non possiamo accettare che i nostri politici rimangano zitti di fronte a questa egemonia, richiediamo l’invio di 100.000 soldati della pace in Palestina, la fine delle colonie, illegale nei confronti del diritto internationale, l’apertura di corridoi umanitari, un’equa ripartizione dell’acqua, quindi il sostegno economico per la ricostruzione e la stabilizzazione dell’economia palestinese, la costituzione di una forza tripartite alle frontiere (delle Nazioni Unite, Israele, Palestina) il rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi!. Il conflitto israelo-palestinese è utilizzato dalle potenze in presenza in Medio Oriente, in uno scopo economico-militare per destabilizzare le economie e permettere agli speculatori di generare miliardi.

Non accettiamo l’indifferenza dei politici europei nei confronti degli abusi in Palestina, non accettiamo l’arroganza e il disprezzo dei nostri politici europei nei confronti della violenza contro le donne, ragazze e bambini in Palestina.

Non accettiamo l’ipocrisia dei nostri politici che non vogliono vedere il sangue e le sofferenze delle vittime palestinese o israeliane, ne il loro silenzio colpevole.

Richiediamo che l’Europa lavori economicamente e militarmente per finalmente portare la pace e mettere fine al conflitto israelo-palestinese.

FIRMA LA PETIZIONE

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