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Archivio per il giorno “giugno 10, 2014”

LE ANALISI DEL VOTO DI PAOLO RUSSO (FI) E MASSIMILIANO MANFREDI (PD), MARIA FRANCA TRIPALDI INTANTO RESETTA LE “AMICIZIE VIRTUALI” SUL NOTO SOCIAL NETWORK FB

Mariafranca TripaldiA quarantotto ore dall’esito del ballottaggio continua il silenzio elettorale da parte della triade Vitale-Tripaldi-Cutolo, l’unica ad essere più attiva quantomeno a resettare sul noto social network Facebook le “amicizie virtuali” (anche quelle elettorali) è Maria Franca Tripaldi, non si capisce perché se delusa dal risultato e/o perché ritenute scomode e/o poco interessanti.

Molti si chiedono quale sarà il futuro della triade Vitale-Tripaldi-Cutolo; non manca chi pensa che nel giro di qualche mese le cose possano cambiare. Non sono pochi infatti quelli che credono in un ravvedimento politico da parte di qualche membro, non è escluso che qualche altro possa abbandonare la nave; tutte ipotesi da verificare.

Intanto, fatta eccezione dell’assessore regionale Pasquale Sommese, il grande sconfitto di questa tornata elettorale amministrativa (Nola-Marigliano-Torre del Greco) ancora in rigoroso silenzio stampa, l’on. Paolo Russo (FI) in un articolato editoriale pubblicato sul suo sito internet ha espresso il suo pensiero sulla tornata elettorale nei comuni di Napoli e provincia.

“A Nola – scrive Russo – quello che ha perso di meno è stato proprio Vitale: si è ‘bevuto’ una storiella che non c’era. Gli hanno detto che sarebbe stato possibile vincere mettendo insieme un’armata brancaleone priva di collante politico ed animata non da una critica al governo degli ultimi 5 anni, peraltro saldamente condiviso dai suoi partner della prima ora, semmai da rivendicazioni personali e di potere. Ovviamente ha perso perché ha creduto, mosso da quella non doma velleità, a giocolieri e funamboli. Ha perso Arturo Cutolo che ha offerto il suo sacrificio e due anni di indefesso lavoro teso a denigrare tamburellando quotidianamente e sollecitando i più torbidi sentimenti di avversione personale e non politica: in 18 anni il mio Arturo non aveva mai cambiato bandiera, negli ultimi due ne ha cambiate quattro da Sciolta civica a Nola Più passando per Fli e Fc. Ha perso Mariafranca Tripaldi che in un battibaleno ha bruciato il tesoro di credibilità che aveva costruito negli anni di battaglie tutte apprezzabili e talvolta condivisibili. Ha perso il mio collega Manfredi che pur di battere, non il centrodestra, ma il nostro modello di buongoverno ha costretto la povera Tripaldi ad allearsi con quelli che rappresentavano la parte peggiore del centro destra. Gli poteva bastare la sconfitta del più alto spread tra voto europeo ed amministrativo: il Pd dal 26 al 7%. Ha preferito incassarne un’altra travolgendo quel che resta del Pd a Nola in una sconfitta storica. Ha perso Sommese, che da assessore regionale prima di là e poi di qua ha continuato a ballare a cavallo di maggioranze tutte diverse senza spiegare. A Roma col Pd, in Regione Campania contro il Pd, sui territori oggi si e domani no… Pensava, e lo capisco, che sarebbero bastate blandizie, promesse e talvolta minacce (politiche!) per garantirsi il voto di medici conculcati nella libertà ed utilizzati, da una gestione fallimentare dell’Asl, come merce di scambio, dimenticando che gli ospedali non servono per fare primari e trasferimenti, ma per curare poveri pazienti: le Asl non nascono per bandire concorsi per invalidi in piena campagna elettorale (a proposito la Regione intervenga prima che intervengano altri!) , semmai per occuparsi della salute dei nostri concittadini. Il risultato a Torre e soprattutto a Nola è servito! A Marigliano il successo del primo turno netto e secco, tanto da garantirci la maggioranza in consiglio comunale ha allentato la tensione degli ultimi giorni e Sorrentino\Renzi (sic!) ha prevalso. Sono certo che Marigliano ha perso una grande occasione e, come preannunciato, chi ha votato Sorrentino (i consapevoli e gli ignari) ha raggiunto il risultato di una situazione di assoluta ingovernabilità della nostra comunità che ora rischia di essere presto trascinata di nuovo al voto. A Somma Vesuviana un derby tutto nel centrodestra dovrà indicare come le soluzioni condivise vanno trovate prima ed in chiave politica. A Torre se solo avessimo aiutato Ciro per tempo a costruire la coalizione avremmo vinto e subito al primo turno. Tutto serva da insegnamento: non si vince come una lotteria od un palio, si vince per servire e meglio il prossimo”.

Anche l’on. Massimiliano Manfredi (PD) sul dopo-elezioni amministrative dal suo profilo di Facebook scrive: “Se dovessi usare il vecchio linguaggio della politica potrei dire che le amministrative non sono andate male perché non governavamo in alcun comune uscente ed io in particolare non avendo sostenuto all’ultimo congresso provinciale l’attuale gruppo dirigente non ho alcuna responsabilità. Credo – continua Manfredi – che la fase nuova aperta da Matteo Renzi ci impone uno sforzo straordinario per portare all’interno del PD in maniera stabile, tutte le energie che ci hanno dato fiducia alle ultime europee consentendoci, dopo oltre dieci anni, di essere il primo partito al SUD”.

L’esito dei ballottaggi poco felice per il partito di Manfredi è dovuto essenzialmente alla politica “ambigua” delle alleanze nei comuni della provincia di Napoli, caso emblematico è quello di Nola.

di ra.na.

BIANCARDI RADDOPPIA E LEADERSHIP DEL CENTRO-DESTRA CONFERMATA A NOLA, NELLA CITTA’ BRUNIANA LA SINISTRA E IL CENTRO-SINISTRA RESTANO NEL CONO D’OMBRA

La volontà politica dell’elettorato, espressa nel primo turno del 25 maggio e nel ballottaggio dell’otto giugno, ha confermato il radicamento del centro-destra nel contesto sociale della città bruniana. Il dato è eloquente per se stesso. E non solo se si rapporta alla coalizione maggioritaria, che comporrà la compagine di governo locale per il quinquennio 2014-2019, incentrata su Forza Italia, Socialisti riformisti e formazioni civiche, rinnovando il mandato di sindaco per Geremia Biancardi, ma anche se si rapporta con la coalizione, che ha sostenuto la candidatura di “primo cittadino” per Domenico Vitale.

Una coalizione, quest’ultima, che nel primo passaggio della tornata è stata strutturalmente e dichiaratamente di centro-destra, calibrata sull’asse costituito da Nuovo Centrodestra, Unione di Centro e Fratelli d’Italia. Una configurazione da centro-destra “altro”, ma non affatto diverso e soprattutto neanche alternativo al centro-destra con trazione garantita dagli “azzurri”, connotando, invece, uno stato di separatezza… nella stessa casa per l’identica e conclamata comune visione politica. Coalizioni consenzienti nel… contrapporsi, per una campagna elettorale, che è risultata, però, più velenosa ed avvelenata di quanto era lecito attendersi per la… fisiologia tipica delle “amministrative”; coalizioni, già forti al nastro di partenza, tanto che la partita del ballottaggio è stata giocata dai rispettivi candidati-sindaci, essendo restati gli altri tre candidati-sindaci del tutto defilati dalla scacchiera del consenso dei cittadini.

destra e sinistra insieme per vitale!!!E con il ballottaggio, il profilo di centro-destra “altro” e pro-Vitale faceva registrare una relativa… mutazione nella struttura genetica originaria, in virtù della sottoscrizione degli apparentamenti, sia con la coalizione delle liste di centro-sinistra, che aveva sostenuto, il 25 maggio, la candidatura di sindaco per Franca Maria Tripaldi, sia con la coalizione delle “civiche” a favore dell’elezione a sindaco per l’ex-presidente del Consiglio, Arturo Cutolo, a sua volta amministratore di lungo corso, in rappresentanza di Forza Italia. Un’operazione, che, sul piano della stretta valutazione politica, non veniva condivisa da Fratelli d’Italia, che si dissociava ufficialmente dallo schieramento pro-Vitale, facendo appello al proprio elettorato per il sostegno alla conferma di Biancardi alla guida del governo cittadino, con il voto di domenica. Senza dire che la lista civica per Ambrosio sindaco e la lista del Movimento 5 Stelle, con candidato-sindaco, Vallone, si chiamavano fuori dal gioco degli apparentamenti, mentre malumori e perplessità all’interno del centro-sinistra e soprattutto sul versante della lista paritaria Pd-Città Viva erano espressi con dichiarazioni pubbliche di Maurizio Costagliola e Andrea Meo, sia per l’esito del primo turno che per l’accordo programmatico d’apparentamento sottoscritto pro-Vitale. Un quadro fluido per le variazioni e le variabili frastagliate, che alla luce delle risultanze del ballottaggio verosimilmente ha giovato ben poco, e certamente non secondo le aspettative, alla coalizione pro-Vitale, mentre la coalizione pro-Biancardi senza compiere manovre particolari ed accordi al di là del proprio perimetro politico, ha “capitalizzato” al meglio la piattaforma del consenso del primo turno, attestata oltre il 40 per cento. Una strategia, recepita dalla città, con i frutti conseguenti.

arturo cutoloD’altro canto, pur nella mutazione innescata dall’accordo programmatico siglato dalle tre coalizioni anti-Biancardi, lo schieramento pro-Vitale ha conservato inalterato l’intrinseco codice… genetico di centro-destra. Una condizione, che, estrapolata dai risultati delle urne, oggettivamente, si affianca alla coalizione pro-Biancardi, ribadendo e consolidando la leadership del centro-destra in città. Una posizione, per nulla estranea alla coalizione pro-Cutolo, formata da tre “civiche moderate”, il cui tessuto connettivo si presenta con prevalenti profili di centro-destra, al di là del rilevante consenso personale acquisito dallo stesso Cutolo, a conferma della personale capacità di interloquire efficacemente con la realtà sociale della città, con la gratificazione di oltre tremila voti.

E’ lo scenario, in cui il consenso per il centro-destra, inteso in senso lato, tocca, se non supera, la soglia dell’ 80%. Ed è la risultante, che, di converso, impone sia alla Sinistra, per la quale Sel e la stessa Città Viva hanno pagato dazio, senza acquisire neanche un seggio, ad onta dell’impegno profuso, sia al centro-sinistra, una seria riflessione e una rigorosa auto-critica, alla luce della “lezione” politica resa ben esplicita dall’esito della tornata amministrativa; riflessione ed auto-critica, per… cambiare verso e concorrere in maniera costruttiva al governo della città e del territorio. Un ruolo di servizio e d’impegno, che esige un’incisiva ed efficace capacità di progetto e d’idee, con cui uscire dall’angolo della marginalità, in cui la volontà dell’elettorato ha relegato la Sinistra e il centro-sinistra, che, va ricordato, negli anni ’90 sono stati determinanti in città per l’elezione di ben due parlamentari d’area, Masullo e Manganelli, nel collegio Nola-Marigliano, così come con per l’elezione di un altro parlamentare – Massimiliano Manfredi – nelle “politiche” del 2013. Di passaggio, è utile rilevare che nella neo-compagine consiliare, il Pd-Città Viva ha acquisito un solo seggio, per Luisa Marone; nella tornata del 2009, quando il centro-sinistra sostenne la candidatura a sindaco di Franco Ambrosio, alla guida del “cartello” delle “civiche” con matrice prevalente di centro-destra, acquisì due seggi. Quando si dice… eterogenesi dei fini, con passo indietro…

Mariafranca TripaldiIn questo contesto, per la Sinistra e il centro-sinistra si pone la stringente esigenza di trovare ed usare con razionalità la bussola del…cambiare verso, per dedicarsi realmente alla città e alla soluzione delle sue problematiche, rifuggendo da obsoleti schemi per i… massimi sistemi o per la demagogia facile da proporre in termini di propaganda spicciola, ma che non… pagano mai; raddoppiano, invece, gli impegni e gli oneri di responsabilità politica ed amministrativa per il centro-destra maggioritario nel governo locale, con quindici consiglieri e il sindaco, e per quello – absit… iniuria verbis – di complemento, ben folto sui banchi della minoranza, con cinque consiglieri. Non va dimenticato, d’altra parte, che la città, per la prima volta, ha “conosciuto”, con Biancardi sindaco, un ciclo di consiliatura quinquennale regolarmente concluso con il voto di maggio-giugno, dopo oltre vent’anni di amministrazioni ballerine, prive di coesione e minate da personalismi particolaristici, in stato permanente di conflittualità, da cui sono state segnate tutte indistintamente le rappresentanze partitiche, lasciando la città… senza guida reale e identificabile negli obiettivi politici, facendo prevalere “l’apparato dirigenziale della burocrazia del palazzo”. E’ un cospicuo investimento fiduciario, quello compiuto dai cittadini verso il centro-destra double face, da valorizzare con l’efficacia di scelte adeguate e di lunga visione per la città e il territorio.

Sono rilevanti le sfide, da cui è attesa Nola, già nell’immediato, a cominciare dalle opzioni e dalle opportunità socio-urbanistiche e di sviluppo economico, connesse con l’istituzione della Città metropolitana di Napoli, in dirittura d’arrivo a gennaio prossimo; tema forte, che, però, nella conclusa campagna elettorale è stato tenuto sotto-naftalina, in assordante… silenzio. E c’è tanto altro da porre in campo, per rimettere in sesto la città, che nel giro degli ultimi decenni s’è spogliata di quelle funzioni, che fino agli anni ’70 l’hanno animata sul piano sociale ed economico-produttivo. Funzioni smarrite, sulla cui analisi sarà possibile soffermarsi in altre, successive note.

di Geo

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