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Archivio per il giorno “maggio 16, 2014”

NOLA. FLASH BACK DI UN PERCORSO ULTRATRENTENNALE

DALL’EX-PALESTRA “CARDUCCI” AL PARCO URBANO-ARCHEOLOGICO: LA STORIA “RITROVATA”

I BEI PROPOSITI E I SOLDI CHE NON CI SONO

Alfonso Ambrosino

Alfonso Ambrosino

E’ rubricata nell’agenda politico-amministrativa della prima parte degli anni ’70 del secolo scorso, l’idea di “porre in valore”, quale bene comune e pubblico, l’intero comprensorio immobiliare, racchiuso tra via Merliano, via on. Vincenzo La Rocca e il segmento di prosieguo di via Fonseca, segnato dal terminale del quadrivio antistante la sede della Bnl e dal terminale della rotonda, con aiuole di fiori e bel verde, di recente realizzazione, all’altezza della scuola elementare “Tommaso Vitale”.

Un’idea, che prese forma nell’ambito del dibattito interno alla Democrazia cristiana, ch’era rappresentativa della maggioranza del governo della città. E si tradusse in un’interessante proposta di progettazione, elaborata dall’ingegnere Francesco Fedele, con la previsione di una serie di strutture di servizio e la costruzione della caserma da destinare alla Compagnia dei carabinieri. Tra il 1972 e il 1974, l’idea e la proposta progettuale ebbero unanime sostegno, nel civico consesso, ed era sindaco Alfonso Ambrosino. Ma idea e proposta progettuale trovarono la strada… sbarrata.

Il comprensorio immobiliare, inclusivo del suolo denominato ex-palestra “Carducci” e dei ruderi del palazzo del Marchese della Schiava, per una superficie di 10 mila metri quadrati, non faceva parte del patrimonio disponibile dell’Ente di piazza Duomo, che ne faceva utilizzo sulla base di un normale contratto di locazione, mentre i titoli di proprietà erano in capo alla Curia vescovile. Del tutto insostenibili erano gli oneri economici da affrontare per le pratiche di esproprio, con il relativo indennizzo da versare all’Ente di via San Felice. L’idea della valorizzazione dell’area, in eccellente posizione meridiana, conservava, tuttavia, la sua indubbia e ben caratterizzata importanza di utilità sociale. E fu ripresa sia dall’amministrazione di centro-destra, guidata dal sindaco Franco Ambrosio a metà degli anni ’90, e all’inizio del decorso decennio, dall’amministrazione di centro-sinistra, guidata dal compianto Peppino Serpico.

IL BANDO CIPE: OPPORTUNITA’ PRESA A VOLO DALL’AMMINISTRAZIONE NAPOLITANO

Le linee di ipotesi progettuali dell’amministrazione-Ambrosio, recepite dalla successiva amministrazione, erano davvero seducenti proprio per le risposte di indubbia utilità pubblica che prefiguravano per la cittadinanza. Erano linee progettuali, da tradurre nel recupero architettonico e nel ripristino funzionale del palazzo del Marchese della Schiava, da destinare a Centro sociale di accoglienza per gli anziani, nonché la realizzazione della piscina comunale sull’area dell’ex-palestra e il parcheggio interrato. Anche queste linee di ipotesi progettuali restarono, però, tracciate sulla “carta”, senza riscontri, per le note carenze economiche della casse comunali.

La prospettiva immaginata, tuttavia, trovò l’atteso ed auspicato ancoraggio appena qualche anno dopo, nell’ambito degli indirizzi e dei parametri del bando pubblico, diffuso nel 2004 dal Comitato interministeriale per la programmazione economica; bando, che contemplava l’attuazione dei piani di recupero urbano, con risorse economiche riservate ai Comuni con oltre 30 mila abitanti, com’era nello status demografico della città bruniana, alle Unioni intercomunali e ai Raggruppamenti di Municipalità con oltre 50 mila abitanti. E le Unioni come i Raggruppamenti dovevano essere state costituite e attive ben prima del 2004, per essere ammesse alla partecipazione al bando pubblico. Determinante per l’ancoraggio alle opportunità fornite dal Cipe era stata, intanto, l’acquisizione al patrimonio comunale dell’intero comprensorio immobiliare.

LA CITTA’ INVESTE, LA CURIA VENDE. PREMIATA LA QUALITA’ DEL PROGETTO

Felice Napolitano

Felice Napolitano

L’operazione economica ed amministrativa fu condotta in porto dalla commissione straordinaria, coordinata dal prefetto Pasquale Manzo, insediatasi a palazzo di città, dopo la crisi politica, che determinò la scioglimento prima della scadenza normale della consiliatura, di cui era stato sindaco Serpico. Circa un milione di euro risultò il costo dell’operazione a carico della fiscalità cittadina, con il vaglio degli organi di controllo dell’Agenzia del territorio per la stima definitiva dell’indennizzo da versare. E si ricorderà che la Curia per il pluriennale mancato pagamento dei canoni di fitto rivendicò anche il pagamento di interessi per 300 mila euro.

La piena disponibilità del comprensorio immobiliare fu, per dir così, la chiave d’accesso alla corsia aperta dal bando del Cipe. E l’amministrazione di centro-destra, che, con la guida del sindaco Felice Napolitano, era subentrata il 13 giugno del 2004 alla gestione commissariale del prefetto Manzo, con immediatezza ne seppe fare uso adeguato, grazie all’impulso dato dall’assessore ai lavori pubblici, l’avvocato Luciano Ruggiero Malagnini e con il pieno supporto delle professionalità dell’Ufficio tecnico comunale, diretto dall’ingegnere Giuseppe De Falco. Un quadro d’impegni, in cui esercitò una particolare e costante pressione il gruppo consiliare dell’Unione democratica di centro, che con Luigi Mauro e Francesco Pizzella propose e conseguì l’inserimento dell’ipotesi progettuale di valorizzazione dell’area dell’ex-Carducci nel programma triennale delle opere pubbliche dell’Ente di piazza Duomo. L’obiettivo era concentrato sulla riqualificazione del tessuto urbano interessato, con la realizzazione di servizi per i cittadini.

La progettazione, messa a punto dall’Ufficio tecnico comunale, superò – nel marzo del 2005 – al meglio l’esame del Nucleo di valutazione tecnica della Regione Campania, collocandosi sulla terza posizione di graduatoria stilata, utile perché l’amministrazione accedesse al finanziamento deliberato dalla Giunta-Bassolino, pari a 4 milioni e cinquecento mila euro. E va ricordato che furono dieci le progettazioni, che furono ammesse al riparto di 44 milioni e cinquecento mila euro, in totale. Un bel risultato di profilo tecnico-progettuale e di buona amministrazione, quello che l’Ente di piazza Duomo conseguì. E c’era l’obbligo tassativo di realizzare gli interventi previsti entro e non oltre il 2007, per “non perdere” il finanziamento. Nel prospetto progettuale finanziato figuravano, l’allestimento del parcheggio-interrato, con il Parco urbano di verde attrezzato, nonché il recupero del palazzo del Marchese della Schiava, da destinare a Centro per i servizi comunali e per le associazioni.

LE BUONE SORPRESE E IL TOCCO PRAGMATICO DELL’AMMINISTRAZIONE-BIANCARDI

Inaugurazione Parco Urbano

Inaugurazione Parco Urbano

Le procedure di gara d’appalto e l’attivazione del cantiere furono rapide. Ma le sorprese, di valenza positiva, si presentarono con le operazioni di scavo dell’area dell’ex-palestra “Carducci”. In prima battuta emersero reperti, risalenti al‘500 e riferiti alla fortezza spagnola, mentre nelle battute successive si delinearono i profili di opere murarie e di una domus d’età romana. Un esteso quanto corposo… scrigno d’indubbio valore storico-archeologico per la memoria della città e del territorio. Una situazione nuova, che imponeva la revisione generale degli obiettivi della progettazione, con una congrua procedura, per garantire all’Ente di piazza Duomo la titolarità del finanziamento deliberato secondo il bando Cipe, i cui tempi attuativi erano, intanto, scaduti. Il cantiere chiusi i battenti, con non pochi problemi per l’impresa che l’aveva attivato. E sembrò ripetersi il sortilegio dello stop alla valorizzazione dell’area.

Una situazione, ch’era diventata intricata, con tanti nodi progettuali e burocratici da sciogliere, anche per le difficoltà economiche e finanziarie, in cui era restata impigliata la Regione Campania, specie nel triennio 2009-2010. Ma la tela tessuta dall’amministrazione-Biancardi, in virtù della realizzazione di congrue sinergie tecnico-professionali con la Soprintendenza e la stessa Regione Campania, è valsa a rimettere, in un anno e mezzo, sulla giusta rotta la progettazione e la sua realizzazione.

E per Nola è davvero una concreta novità, il Parco urbano-archeologico appena inaugurato. Una novità, che appartiene un po’ a tutta la politica cittadina – sempre litigiosa nei suoi… veleni particolaristici e spesso insensati – per collocarsi nel processo d’incremento delle funzioni attrattive dell’intero territorio per un’organica politica di promozione e valorizzazione dei beni culturali e storico-archeologici.

E’ la politica della valorizzazione della filiera composta da Avella, Palma Campania, Cimitile, San Paolo Bel Sito, Marigliano.

di Geo

NOLA. INAUGURATO IL PARCO ARCHEOLOGICO IN VIA MERLIANO, PASSATO E PRESENTE INSIEME PER IL FUTURO DELLA CITTA’

Inaugurazione Parco Urbano Nola 1Si realizza un altro importante tassello della riqualificazione socio-urbanistica della Città di Nola. Nel pomeriggio di ieri il sindaco Geremia Biancardi, alla presenza del presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, del vescovo Beniamino Depalma e di autorità politiche e militari, ha inaugurato il parco archeologico urbano in via Merliano.

Un’area di circa 10 mila mq., divisa in tre sezioni progettate dal professore Ferruccio Izzo: un edificio polifunzionale di 500 mq. con 200 posti a sedere; un parcheggio a raso per 150 posti auto ed un’area archeologica a vista di circa 8 mila mq.

“Storia e presente insieme per il futuro della nostra città – ha dichiarato il sindaco Geremia Biancardi – Un luogo suggestivo e funzionale, un posto da ammirare ma anche da utilizzare. Un ringraziamento speciale va all’impresa che ha eseguito i lavori, la T&T Italia Spa e a tutte le maestranze che con abnegazione hanno portato avanti i lavori nonostante le difficoltà nella riscossione degli stati di avanzamento dei lavori. Grazie al presidente della regione Stefano Caldoro che ha sostenuto Nola ed i suoi tesori valorizzando un territorio del tutto abbandonato dall’amministrazione Bassolino finanziando centinaia di milioni di euro alla nostra città di cui vorrei ricordare solo gli ultimi tre: otto milioni di euro per le fogne della frazione di Piazzolla; centosedici milioni di euro per l’interramento della circumvesuviana (nonostante qualche politico remasse contro per portare finanziamenti a Pompei e alla penisola sorrentina); ed infine una settimana fa il finanziamento per il completamento della scuola di via San Massimo”.

Inaugurazione Parco Urbano Nola 3Il parco urbano dell’ex palestra Carducci è stato finanziato dalla regione Campania per 4 milioni e mezzo di euro con un cofinanziamento del Comune di Nola pari a 500 mila euro. L’opera originariamente prevedeva un parcheggio interrato con una sovrastruttura polivalente ed una piscina; a seguito di ritrovamenti archeologici di epoca romana e di mura vicereali, di una fontana al centro dell’area appartenuta alla famiglia Mastrilli e di un rifugio realizzato nel periodo della seconda guerra mondiale, l’amministrazione comunale, in accordo con la sovraintendenza ed il progettista Ferruccio Izzo, hanno ripensato ad un nuovo progetto che preservasse la storia facendola vivere nella quotidianità.

“In questo parco urbano, completamente fruibile – ha continuato il sindaco Biancardi – i cittadini potranno trascorrere ore libere; è un’opera che ci inorgoglisce; sono queste le opere che trasformano ed aumentano la vivibilità di una città; a memoria di uomo non c’è stata una amministrazione che abbia portato fuori reperti storici a vista. Infine un ringraziamento anche alle scuole di Nola per aver scelto il nome da dare alle tre aree del parco. Ci auguriamo a breve di poter fare un intervento di riqualificazione anche su piazza d’Armi”.

Inaugurazione Parco Urbano Nola 4“Quella di oggi è una manifestazione che assume un forte valore civico – ha dichiarato il progettista Ferruccio Izzo – Questo intervento nasce da un dialogo costante nel tempo tra uffici comunali, sovraintendenza ed il sottoscritto per la cura dell’esistente; i veri protagonisti di questa opera sono gli spazi che si sono generati dove la gente si sente all’interno della città che racconta il suo passato accordandosi con la contemporaneità. La cura, gli interventi, l’intelligenza delle istituzioni potranno dare lustro a questa opera”.

A rappresentare la platea scolastica, la giovane Francesca Colucci, del liceo classico “G. Carducci” che ha così commentato la manifestazione: “Sul nostro territorio c’è un patrimonio culturale che va valorizzato, soltanto ciò che si conosce si ama. Se siamo quello che siamo è perché abbiamo una memoria storica; il passato sono le nostre fondamenta ed è proprio da queste che dobbiamo partire per costruire il nostro futuro. Dateci l’opportunità di conoscere il nostro passato; strutture come queste possono essere utili per le future generazioni e possono creare occasioni di lavoro”.

Inaugurazione Parco Urbano Nola 2“Quello di oggi è un buono esempio di rigenerazione urbana – ha concluso il presidente Stefano Caldoro – Mettere insieme un parcheggio, una struttura polifunzionale ed un‘area archeologica è un atto di ‘buona amministrazione’; non credo che la regione debba essere ringraziata, abbiamo l’obbligo del bene comune e a volte se si sceglie un’opera pubblica piuttosto che un’altra è perché ci sono delle ragioni, vedi l’interramento della circumvesuviana. Nola aveva bisogno di liberare la città dai passaggi a livelli; con l’interramento si è cercato di dare risposte ai cittadini; rendere fruibili i beni archeologici e culturali mettendoli a sistema può essere occasione per creare nuovi posti di lavoro; occorre lavorare bene per dare ai nostri giovani la speranza di un futuro migliore”.

di Autilia Napolitano

SLOW FOOD DAY, LA CONDOTTA NOLANA “CELEBRA” L’AGRICOLTURA FAMILIARE D’ECCELLENZA

slow food day 17 5 14SABATO 17 MAGGIO, dalle ore 10 – Acerra, via Nitti 7 – Azienda agricola Antonio D’Amico.

La Condotta Slow Food dell’Agro nolano, insieme a quelle di Napoli e del Vesuvio, festeggiano lo Slow Food Day dedicato all’agricoltura familiare in una storica azienda agricola acerrana.

L’incontro si svolge intorno all’antica vasca di macerazione della canapa, attualmente utilizzata per l’allevamento di piccoli pesci da parte della famiglia D’Amico che racconterà la propria testimonianza di piccola realtà agricola di eccellenza in un territorio martoriato.

Tanti gli interventi: a partire dai fiduciari della Condotta di Napoli, Rino Silvestro, Vesuvio, Patrizia Spigno, ed Agro nolano, Gianluca Napolitano.

Porteranno la loro testimonianza Bruno Sodano e Vincenzo Egizio, produttori e custodi di prodotti della tradizione come la “papaccella napoletana” e di tante altre colture tipiche della zona; Saverio Bifulco, presidente dell’Associazione Produttori del Pomodorino del Piennolo; due giovani agricoltori, Maria Luisa Squitieri e Francesco Manzo, esempi di nuove generazioni che tornano alle origini e all’agricoltura; infine ci sarà anche l’intervento del giornalista Tommaso Esposito che racconterà la storia dei tanti prodotti dell’agro-acerrano tra i quali il presidio “dente di morto”, i fagioli acerrani dal nome estremamente singolare.

Alle 13,00 con un plaid e una colazione al sacco picnic collettivo. Nel pomeriggio è prevista una visita al Museo di Pulcinella.

gianluca napolitano“L’agricoltura familiare di piccola scala è lo strumento fondamentale per sconfiggere la malnutrizione, tutelare la sicurezza alimentare e salvaguardare i prodotti locali, favorendo una dieta bilanciata e sana e mitigando gli effetti del cambiamento climatico – sottolinea Gianluca Napolitano, fiduciario della Condotta Agro nolano – Su questi temi siamo da sempre in prima linea, pensiamo ai Presìdi Slow Food, alla rete dei Mercati della Terra e alle comunità del cibo, in cui entrare direttamente in contatto con i produttori e chi davvero vive la terra ogni giorno. Sono infatti i contadini, gli indigeni, i pescatori e i pastori i veri protagonisti di queste attività. Per riuscire davvero a lottare concretamente contro la fame nel mondo è fondamentale che i contadini abbiano libero accesso alla terra, alle risorse naturali e la possibilità di godere degli strumenti tecnici, finanziari ed economici necessari. Servono quindi una politica ambientale e agricola efficienti già a livello europeo, che ridistribuiscano i fondi in modo equo e contribuiscano a migliorare gli strumenti a disposizione dei piccoli agricoltori”.

(red)

LA FESTA DELLA TRASLAZIONE DI SAN PAOLINO

Il 15 maggio del 1909 faceva ritorno a Nola il corpo di San Paolino, dopo circa dieci secoli di ‘esilio’. Fu il Papa San Pio X a concederlo, su accorata richiesta del vescovo Mons. Agnello Renzullo e di tutti i vescovi della Campania. Ma l’occasione del ritorno di Paolino fu due volte fausta, perché le sue spoglie mortali, che dall’epoca dell’imperatore Ottone III (circa l’anno 1000) si trovavano nella Basilica romana di San Bartolomeo all’Isola tiberina, sarebbero state deposte nella nuova Cattedrale, ricostruita dopo il rovinoso incendio del 13 febbraio del 1861. Dopo otto giorni di solenni festeggiamenti – durati dal 15 al 23 maggio 1909 – le reliquie di San Paolino furono definitivamente traslate nella cappella del Santo in una artistica urna di bronzo, opera dello scultore Salvatore Cepparulo, generosamente donata dagli operai che avevano lavorato alla ricostruzione del duomo. Dal 1909 la Chiesa di Nola celebra ogni anno, il 15 maggio, l’anniversario della Traslazione. Come già da qualche anno, per iniziativa promossa dalla Compagnia di San Paolino, i nove comitati dei Gigli e della Barca partecipano alla celebrazione portando in Cattedrale la bandiera della propria corporazione. Quest’anno ha presieduto la celebrazione Sua Ecc. Mons. Giovanni Rinaldi, vescovo emerito di Acerra, già parroco di Maria SS. della Stella in Nola e della Collegiata di Marigliano; hanno concelebrato il vescovo di Nola Mons. Beniamino Depalma e diversi sacerdoti. Durante l’omelia il presule ha richiamato alcuni aspetti fondamentali della figura e dell’opera di Paolino, e in particolare ha commentato alcuni versi del carme 21 del Santo.

traslaz san paolino 2014Alla S. Messa hanno preso parte anche i membri della Comunità Missionaria di Villaregia, che celebrano quest’anno il 25° anniversario della loro presenza in Diocesi. Fu infatti il vescovo di Nola Mons. Giuseppe Costanzo ad accoglierli il 15 maggio del 1989 nell’antica masseria De Siervo di Piazzolla, trasformata nel corso di questi anni in polo di attrazione per tanti giovani e famiglie del territorio, che, con i religiosi e le religiose della Comunità, condividono l’ideale evangelico della missionarietà.

di Gennaro Morisco

TRIPALDI: “LE INAUGURAZIONI SELVAGGE DI BIANCARDI SONO SPOT ELETTORALE CON SOLDI DEI CITTADINI”

Mariafranca Tripaldi“Hanno abbandonato la città per cinque anni, e adesso si fanno pubblicità inaugurando scatole vuote”. È furente la reazione della candidata del centrosinistra Mariafranca Tripaldi, alla notizia dell’ennesima inaugurazione-spot organizzata giovedì 15 maggio dall’amministrazione Biancardi, per i cantieri del Parco urbano archeologico dell’incrocio tra via Merliano e via La Rocca (l’ex Palestra Carducci).

“Biancardi e Trinchese hanno tagliato due nastri dello stesso cantiere in meno di dieci giorni – incalza la Tripaldi – si esagera, ormai da settimane si rattoppano piazze, rappezzano strade e marciapiedi, si promettono futuri interventi fognari e passaggi ferroviari, ci manca solo che promettano di giocare a Nola i prossimi Mondiali di calcio e siamo a posto. Se appena un cantiere è minimamente decoroso come quello dell’ex palestra Carducci – rilancia la candidata – addirittura di inaugurazioni ne fanno due, se non tre o quattro…”.

Un elenco lungo e dolente quello di Mariafranca: “Credono di cavarsela con poco, ma i nolani non sono sciocchi: l’amministrazione sciatta ed insipiente della compagine della destra ha reso il centro storico deserto e ha abbandonato Piazzolla ed il Pizzone al loro destino, privandole di ogni pianificazione; non hanno avuto la forza di costruire uno stadio degno di questo nome; hanno lasciato morire aree bellissime come la collina di Cicala e il castello; hanno consentito che l’Anfiteatro Laterizio cadesse nel dimenticatoio. La cinta muraria del Parco urbano è certamente apprezzabile, ma come si può affermare il successo della propria attività amministrativa se si considera il seppellimento del Villaggio preistorico? Per piazza d’Armi poi si può ancora parlare di successi? Il cuore della città è una discarica a cielo aperto, milioni di soldi buttati e infinite occasioni di finanziamento europeo perdute, con il Museo della cartapesta che oggi è poco più di un miraggio. Si può brindare ovunque si voglia… negando il dolore dei cittadini costretti a vivere in una città morente”.

pd città viva tripaldiio sto con la tripaldiriformisti per nola tripaldi

(CS)

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