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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “maggio 11, 2014”

GEREMIA ALLA FORTEZZA BASTIANI

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Da una settimana “Viaggiare informati” apre regolarmente con la stessa notizia: Domenica 11 maggio a Nola la via Fonseca sarà chiusa al traffico per l’intera giornata in entrambi i sensi per consentire afflusso e deflusso della manifestazione elettorale di Geremia. I pullman provenienti da Polvica e dalle periferie cittadine sono tenuti a parcheggiare in piazza d’Armi fino ad esaurimento dello spazio disponibile; solo in caso di necessità è possibile utilizzare il parcheggio presso ex foro boario. Allo scopo di evitare resse pericolose per l’ordine pubblico sono stati predisposti Maxi-schermo, oltreché nella suddetta piazza d’armi (per gli amanti del drive-in), anche in piazza Duomo e piazza Immacolata. A tutte le paranze sarà distribuito il tradizionale panino con braciola e birra (ma anche una fetta di torta avanzata dalla recente inaugurazione dell’ex palestra Carducci), eccezion fatta per la paranza di Polvica alla quale è riservata da un ignoto benefattore una piccola colazione curata da un certo Bottura (saint-jacques con scaglie di tartufo; risottino con foglia d’oro; tournedos Rossini; delizie dolciarie provenienti dall’Accademia dei Maestri Pasticceri Siciliani; cristal, come se piovesse).

Per nulla al mondo mi perderei lo spettacolo grandioso di un popolo in festa. Nunn appena schiàr juorn (non ci faccia caso, Sindaco, è un gioco fra cenacolisti) ho già preso posizione all’ingresso del cinema Savoia ed aspetto con malcelata eccitazione il sorgere del sole. Lo riconosco subito: è quello che Napoleone chiamò il sole di Austerlitz, ma che, da oggi, Ella potrà a giusta ragione ribattezzare il sole di Geremia.

Alle 9 del mattino per tutta via Fonseca siamo stipati da mancare il respiro. Mi rassegno a non fumare, perché non ho alcuna possibilità di tirar fuori una sigaretta dalla tasca. Intanto, mando anatemi in cuor mio al medico curante per quella maledetta pillolina di contrasto all’ipertensione: c’era proprio bisogno di prescrivere una tipologia con associato il diuretico? Mi consolo, si fa per dire, dicendomi che, per un verso o per l’altro, siamo tutti in sofferenza. Sembra che chi ha avuto la malaugurata idea di prendere un caffè al bar Santaniello sia rimasto bloccato all’interno del locale, lentamente, ma inesorabilmente sospinto verso il sottoscala. Peggior sorte è toccata ad Arturo (che pure aveva un intensissimo programma alternativo): dopo aver tentato invano di aprire il portone di casa si è dovuto rassegnare ad una giornata rilassata fra le mura domestiche. Ne ha profittato per rileggersi tutto d’un fiato Il riposo del guerriero, una edizione pocket da Lire 350 che aveva comprato da giovane per quella frase ammiccante sulla quarta di copertina: il libro che ha scandalizzato la signora De Gaulle.

Mi alzo più volte sulle punte dei piedi per avere un panoramica appena più vasta, ma resto puntualmente mortificato dai limiti della mia statura. La mia frustrazione deve essere molto evidente: due gagliardi e nerboruti giovani (due varritielli, certo) mi sollevano in alto con generosità mista a silenziosa pietà. Il colpo d’occhio è magnifico. Anche se non indossavano le maglie di ordinanza, riconosco prestigiosi cullatori di antico conio festosamente mischiati fra loro, per una volta senza alcun spirito di competizione pronti a formare un’unica, strepitosa paranza. Stella, Volontari, Trinchese (maestro Nicola, cito a caso, per carità), Pollicino, Franzese tutti affratellati, tutti rigorosamente fedeli a San Paolino (ma anche a San Paolo).

Poco prima delle 10 vengono aperti i battenti del Savoia e nello spazio di tre o quattro secondi vengo sospinto dolcemente nei bagni di quel cinema. Un pensiero sublime mi attraversa la mente (mi riprometto di confrontarmi, appena possibile, col professore Masullo): a volte la felicità si nasconde in piccolissime cose. Ovviamente, non sono più riuscito ad evadere dall’antibagno per tutto il tempo della manifestazione. Quindi, non so cosa abbiano detto gli oratori, ma ho scoperto che almeno il 50% dei cittadini maschi di Nola soffrono di ipertensione.

Per non deludere il lettore farò come il Benigni, improbabile critico cinematografico ai tempi dell’Altra Domenica di Arbore, che commentava ogni volta un film, pur non essendo riuscito per qualche motivo a vederlo e vi replicherò, come posso, il discorso di Geremia.

Cari concittadini, miei amati concittadini (frastuono assordante ed applausi fragorosi, che, al confronto, quelli ricevuti ieri sera a San Siro da Zanetti somigliavano piuttosto al tipico minuto di raccoglimento). Prima di tutto, basta con questa storia che non sono nato qui: è Nola la città per la quale lavoro, è Nola la città che amo (non è originale, ma il copyright è pur sempre di famiglia, avrà pensato). E che cazzo, quanto deve durare ancora l’espiazione di questo peccato originale? Non bastano cinque anni passati a difendermi dai mille ricattucci dei consiglieri di maggioranza e di opposizione, nolani veraci e voraci, che mi avete messo intorno con democratica elezione? Ho fatto l’impossibile per tenerli a bada, ho cambiato nel tempo più assessori che camicie e non ho mai chiesto a nessuno di loro se avesse mai letto almeno I tre moschettieri o Piccole donne. Dopo cinque anni sono diventato come i miei assessori, cioè come voi cari cittadini elettori.

D’accordo, ho fatto il mediatore, spesso il gestore della normale disamministrazione, quasi mai il Sindaco. E non fate le mammolette, miei adorati cittadini: non era questo quello che desideravate? Non era questo il motivo vero per cui mi avete dato la fascia tricolore? E non è questo il mandato che vi accingete a dare al prossimo Sindaco, che sia io o un altro dei cinque? I Sindaci, si sa, li eleggono le liste e non vi siete accorti che i candidati che contano veramente, quelli in possesso di pacchetti di voti, quasi fossero pacchetti di azioni, sono sempre gli stessi?

Mi hanno detto che questa volta la mia elezione sarebbe stata più difficile. Mi sono intimorito ed ho inseguito, uno ad uno, i miei piccoli satrapi per ricondurli sotto le mie insegne. Ho fatto il possibile, ma so bene che alcuni di loro hanno preferito passare dai Cerchi ai Donati. Ne ho dovuto prendere atto e non mi è restato altro da fare che rinchiudermi con le mie truppe nella fortezza Bastiani. Ci esercitiamo febbrilmente tutti i giorni ed aspettiamo l’arrivo dei Tartari per dare la misura, anche questa volta, del nostro valore.

Caro Geremia, si rassegni alla sorte del capitano Drogo: intorno a Lei c’è il deserto: Non ci sono i valorosi guerrieri Tartari, ma, nella migliore delle ipotesi, solo qualche simpatico e volenteroso Tartarino di Tarascona. Non si preoccupi se il suo partito a livello nazionale sta andando a puttane (per favore, evitate battute facili), mentre lievitano i consensi per PD e 5Stelle. A noi nolani non ce ne frega niente. Noi siamo come quei soldati italiani del film Mediterraneo rimasti isolati dal resto del mondo (e della guerra) per alcuni anni che non riescono a capire come fosse possibile che gl’inglesi da nemici fossero diventati alleati. E quando l’ufficiale inglese chiede: “Come? Non sapete che c’è stato l’8 settembre?” il soldato italiano risponde con sincero fastidio: “Perché, l’8 settembre non c’è ogni anno?”.

Stia tranquillo Geremia, si goda il suo scranno. Ci vorranno ancora diversi anni prima che avvertano noi nolani che c’è stato l’8 settembre di Forza Italia.

di Eduardo Quercia

NOLA. APERTURA DI CAMPAGNA ELETTORALE PER LA COALIZIONE DI GEREMIA BIANCARDI

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Geremia Biancardi, Paolo Russo e Mara Carfagna sono stati i protagonisti di questa domenica elettorale a Nola per l’apertura della campagna elettorale della coalizione di centrodestra che sostiene il sindaco uscente, composta da Forza Italia, Centrodestra Nolano, Uniti per il Territorio e Hyria Socialisti-Riformisti-Liberali.

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Ad aprire l’incontro è stato proprio il primo cittadino, con un intenso intervento durato ben 32 minuti. “Cinque anni fa siamo stati chiamati ad amministrare la città – ha esordito Biancardi – nonostante i peggiori cinque anni dal dopoguerra dal punto di vista economico siamo riusciti a mantenere i nostri impegni. Oggi – ha continuato la fascia tricolore bruniana – la cura del verde pubblico è un fatto acquisito, l’80% è affidato a privati ed a costo zero per l’amministrazione. La riqualificazione del centro storico con il recupero della Travaglia, di cui non si riusciva a capire chi fosse il proprietario tra il demanio ed il comune, ed il rifacimento del basolato di corso Tommaso Vitale ha permesso di rendere fruibile il cuore della città ed eliminare una volta per sempre per i cittadini ed i commercianti i tanti disagi esistenti. In questi cinque anni abbiamo realizzato e riqualificato ben 5 km e 600 metri di marciapiedi, sicuramente si tratta di interventi di ordinaria amministrazione, ma negli ultimi trenta anni nessuna amministrazione è riuscita a fare tanto. A Nola mancavano strutture dove era possibile fare aggregazione, abbiamo riaperto la Chiesa dei SS. Apostoli dove si sono svolti in questi cinque anni più di trecento eventi pubblici e privati. Stiamo recuperando la Chiesa di S. Chiara, che ci è stata data in comodato d’uso gratuito dal Ministero degli Interni. Con un finanziamento di 400 mila euro abbiamo già recuperato la facciata e sistemato le maioliche. A chi chiede che fine ha fatto lo stadio di piazza d’Armi rispondo che smantellarlo nel 2000 fu una scelta infelice per ubicarvi il Museo della Cartapesta, i cui lavori sono bloccati sia per il progetto iniziale faraonico e non sostenibile dal punto di vista gestionale sia perché la Regione Campania è in ritardo con i pagamenti. Ebbene siamo riusciti a rimodulare il tutto, martedì prossimo ci consegneranno il nuovo progetto con la ripresa dei lavori. Vorrei ricordare che oggi lo Sporting di via Seminario, rimesso a nuovo da questa amministrazione, ha un manto erboso sintetico di tutto rispetto e due tribune che ci permettono di svolgere attività agonistica di buon livello. Nel caso che la squadra di calcio del Nola dovesse tornare a svolgere attività a livelli importanti, potremmo fare una convenzione con il comune di Casamarciano per realizzare uno stadio che ci garantirà campionati di serie superiore e non lontano dal centro storico. Un altro successo dell’amministrazione è stata la riqualificazione e l’apertura dell’ex carcere, che proprio ieri in occasione del maggio dei monumenti è stato visitato da oltre trecento persone. Giovedì inaugureremo la struttura dell’ex palestra Carducci, è il primo progetto che tiene conto dei reperti archeologici, tutti a vista, con un parcheggio per 150 auto ed un parco urbano da vivere ed un auditorium da 400 posti. Il fatto stesso che ci siamo preoccupati di salvaguardare le mura antiche venute fuori duranti gli scavi nell’area dell’ex palestra Carducci dimostra chiaramente l’impegno che questa amministrazione ha profuso sui beni storico-artistico-archeologici della città e pertanto non possiamo essere accusati di aver voluto l’interramento del Villaggio Preistorico. E’ bene chiarire che il Villaggio è di proprietà regionale e sotto la protezione della Soprintendenza che, in piena autonomia, ha deciso, a causa dell’innalzamento della falda acquifera dalla zona di Caserta fino a Salerno, per l’interramento ritenendola l’unica soluzione praticabile per salvare il sito. L’amministrazione comunale durante gli ultimi anni per salvare il Villaggio ha promosso tavoli regionali a cui hanno partecipato anche le associazioni locali. Nella Gescal di via Seminario è in corso di realizzazione di un progetto di riqualificazione denominato ‘contratto di quartiere’ per un auditorium da 400 posti, una casa della musica ed una per gli anziani. A breve partiranno per Piazzolla i lavori in via XX settembre e la realizzazione delle fogne. Quest’ultimo progetto è stato finanziato per oltre 8 milioni di euro dalla Regione Campania utilizzando i fondi Fers 2007/2013 derivanti dal decreto di accelerazione della spesa e che devono essere obbligatoriamente realizzati entro aprile 2015. In calce al decreto di assegnazione dei fondi c’è una clausola che dice che in caso di incapacità del comune di realizzare l’opera perderemo i finanziamenti. L’estate scorsa abbiamo consegnato ai cittadini di Piazzolla anche un auditorium realizzato con fondi comunali ed annesso al complesso religioso. Per Polvica è in atto il project financing per la costruzione del cimitero e il completamento delle fogne per altri 3 milioni di euro. A settembre inizieranno i lavori di interramento della Circumvesuviana, un’opera che eliminerà tre passaggi a livello per un ammontare di circa 120 milioni di euro. Anche per questa opera, come per i finanziamenti ottenuti, debbo ringraziare il presidente Stefano Caldoro che è stato sempre vicino al nostro territorio, abbandonato dalla precedente amministrazione Bassolino. Anche sul fronte delle politiche sociali siamo all’avanguardia per i progetti a tutela della donna, terapia del sorriso e sostegno ai malati oncologici, assistenza ai malati di SLA. L’effervescenza di chi in questi anni ha retto i beni culturali è sotto gli occhi di tutti. Il riconoscimento Unesco della Festa di Gigli come bene immateriale dell’umanità è un traguardo importantissimo per la città di Nola, i cui effetti saranno visibili nei prossimi anni. Alla Fondazione spetterà il compito di controllo e rilancio della Festa. Quella Fondazione che ha provocato rotture politiche al nostro interno. Mi dispiace per Arturo Cutolo che oggi non è con noi perché non è presidente della Fondazione. Sapeva benissimo che avevamo preso impegni precisi che nella Fondazione non ci dovevano essere persone legate alla politica e alle paranze. La spaccatura con l’Udc è caratterizzata da mancanza di aspettative personali, rispetto alle quali non abbiamo ceduto. Altro che ringraziamento del leader territoriale ai suoi fedelissimi per non aver ceduto alle lusinghe di un assessorato. Proprio al leader dell’Udc vorrei ricordare la gestione clientelare nell’area ASI e all’ASL. Il personale sanitario e parasanitario è stufo di questa politica oppressiva, ci sono medici come il dott. Felice Avella, raggiunti da un provvedimento disciplinare per aver consentito il ricovero sulle barelle. Caro leader dell’Udc sappi che se dovessi perdere le elezioni, cosa impossibile, da oppositore mi dedicherò solo a controllare la tua politica, in particolare sul settore sanitario. Nelle nostre liste non abbiamo voluto candidare parenti legati a personaggi coinvolti nella vicenda dei mandati falsi. Al Pd c’è poco da dire, ormai sono anni che non riescono ad esprimere un proprio candidato”.

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A seguire l’intervento dell’on. Paolo Russo. “Voglio ringraziare gli alleati – ha esordito Russo – in primis il consigliere regionale Francesco Vincenzo Nappi, Luciano Parisi e la sua squadra, ed il vulcanico Mario Simonetti. Sono convinto che vinceremo al primo turno – ha poi proseguito il deputato forzista – Senza interferenze abbiamo reso Nola più forte, abbiamo rischiato perdendo qualche pezzo ma preferiamo dare incarichi a chi ha competenza. Ritengo il riconoscimento Unesco l’atto più importante prodotto da questa amministrazione. A breve il ministro Franceschini firmerà un decreto importante che darà ulteriori risorse a questa meravigliosa Festa. Il primo atto della giunta Biancardi è stato quello di affidare la gestione delle gare pubbliche alla Stazione Unica Appaltante. Ha restituito dignità ai bisognosi affidando la gestione dei pacchi alimentari alle parrocchie e non più direttamente al comune. Ancora qualche mese e chi ha guidato la sanità nel nostro territorio dovrà ritornare a casa. Basta con il nominare primario il medico di turno sconfitto alle elezioni, oggi per fare radioterapia occorre andare fuori regione, abbiamo bisogno di chi da certezza ed opportunità per far crescere il nostro territorio. Siamo contro questa Europa che maltratta il Made in Italy”.

A concludere è stata l’on. Mara Carfagna. “Da venti anni vogliamo che le donne siano protagoniste e non soggette a una scelta discriminante tra il lavoro e la famiglia – ha affermato la Carfagna – Vogliamo un Italia dove i giovani non siano costretti ad emigrare, dove gli imprenditori non siano eroi ma produttori ed abbiano una burocrazia semplificata, dove i lavoratori autonomi, i commercianti, non siano considerati evasori ma produttori di ricchezza. Un Italia dove le istituzioni sappiano rinnovarsi. Vogliamo un Paese dove la politica non sia una scorciatoia per costruire carriere personali, una Italia protagonista e non succube della Germania”.

di Autilia Napolitano

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