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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “maggio 5, 2014”

LA DOMENICA DI MIMMO

vitale showCh’anco tardi a venir, non ti sia grave” ammoniva con pallosa saggezza il triste poeta di Recanati (da giovani studenti un po’ superficiali abbiamo sospettato che gran parte della sua tristezza fosse causata dal fatto che scopasse poco o niente. Da adulti, ne siamo quasi certi). Ad ogni modo, resta il fatto che i nolani aspettavano con morbosa curiosità la prima uscita di Mimmo.

Appena catapultato a capo di una formidabile coalizione di sub-centrodestra, il valoroso e noto avvocato amministrativista (persino la stessa specializzazione professionale dell’avvocato Biancardi) era apparso a tutti come il più pericoloso avversario del Sindaco uscente/rientrante: in un certo senso, il vero anti-papa.

Era ora. In fondo, l’avvocato Vitale rischiava di somigliare sempre di più a quel talento naturale, destinato a diventare un sicuro fuoriclasse, amorevolmente allevato e coccolato in una importante società di calcio, che incomincia a diventare calcisticamente vecchio senza aver mai esordito in prima squadra. D’accordo, il Real Madrid è la squadra più forte e gloriosa, ma meglio passare all’Atletico (con la fascia di capitano, ovviamente) che rimanere nella cantera (la squadra giovanile) del Real a vita. (Confido convintamente in un caffè pagato da parte dell’avvocato Vitale per avergli cucito su misura la metafora sportiva più benaugurante possibile).

Torniamo alla prima uscita. Dove, si saranno chiesti i vertici dei moderati del sub-centrodestra? Qui il sentiero deve essere apparso subito stretto: se Arturo, accreditato come volenteroso outsider, ha scelto il terribile teatro Umberto e l’ha reso stracolmo, non si poteva assolutamente puntare su un contenitore più piccolo. Vada per l’Umberto, allora: moderati sì, ma fino a un certo punto, devono essersi detto con grande fiducia nella loro forza elettorale. (Appena qualche giorno fa uno di loro – il centravanti, direi – chiacchierando amichevolmente al tavolo di un bar aveva affermato di avere favorevoli sensazioni sull’esito dell’elezioni, al punto da ritenere che anche 6.000 voti per la sua coalizione li avrebbe valutati come un flop).

Non sono a caccia di caffè pagati, credetemi, ma col passare dei giorni mi vado convincendo che Arturo è un vero diesel elettorale. Come dice un mio carissimo amico, Arturo è un “uomo leale”. Lasciatelo al suo destino, ma non sfidatelo: Arturo ha più umanità/popolarità (e serietà) di quanto pensiate. Non ha dietro di sé un partito, ma ha dignità. Di questi tempi non è poco.

E così che l’ottimo avvocato Vitale ha dovuto riscontrare un teatro Umberto con un gran numero di poltrone malinconicamente vuote. Va bene, “non è da questi particolari che si giudica un giocatore”, ma neanche si può provocare un confronto e poi dire che non serve a niente. Eppure questo negativo confronto è passato in secondo piano, rispetto al fastidioso, insopportabile protagonismo di tale sig. Nicola, al quale era stata improvvidamente affidata la conduzione della intera manifestazione.

La sua incontinente verbosità ha costretto in un angolo il povero avvocato Vitale, appollaiato su uno sgabello somigliante ad un trespolo, ridotto incredibilmente al ruolo penoso di comprimario. Domande rigorosamente parametrate sullo spartito della banalità, alle quali non era possibile rispondere senza ricorrere alla demagogia più frusta. Nel mio piccolo, esprimo solidarietà all’avv. Vitale. Che cazzo puoi dire di serio, di onesto e di veritiero, quando ti chiedono dei “giovani”, se non ricorrere alle frasi fatte della più bieca retorica?

Domenico Vitale SindacoForse (voglio sperare), anche l’avv. Vitale avrebbe voluto rispondere che al giorno d’oggi in Italia i giovani sono inesorabilmente destinati ad essere sodomizzati a sangue e che ancora di più lo saranno in avvenire, quando il tasso di disoccupazione al 42,7% sarà solo un piacevole e nostalgico ricordo; che saranno (quelli fortunati o raccomandati) apprendisti di 3 anni in 3 anni oppure saranno costretti a lavorare a gratis su qualche studio professionale senza beccare un euro, ma rimettendoci il costo della benzina per eseguire le commissioni del caso; che il loro legittimo progetto di vita è rimandato a data da destinarsi.

Basta così, altrimenti invece di parlare dell’elezioni di Nola finiremmo col parlare di politica. Ma noi non vogliamo piangere:

E sempre allegri bisogna stare

che il nostro piangere fa male al re

fa male al ricco e al cardinale

diventan tristi se noi piangiam,

e sempre allegri bisogna stare

che il nostro piangere fa male al re

fa male al ricco e al cardinale

diventan tristi se noi piangiam!

di Eduardo Quercia

NOLA. SCRUTATORI: NIENTE ACCORDO PER IL SORTEGGIO, SALTA LA COMMISSIONE

E’ fissata per oggi, lunedì 5 maggio, alle 18 la convocazione della commissione elettorale comunale per la nomina degli scrutatori.

A poche ore dalla riunione il sindaco Geremia Biancardi – presidente della commissione – annuncia: “Oggi diserteremo la riunione della commissione elettorale. Né io né i due componenti, Antonio Tufano e Raffaele Giugliano, che sono in coalizione con me, parteciperemo, quindi verrà meno il numero legale, il Prefetto nominerà un commissario ad acta e così avremo posto le condizioni per la selezione trasparente degli scrutatori. A dispetto di chi si ostina a privilegiare metodi clientelari”.

enzo iovinoVenerdì scorso nel corso della riunione per la definizione dei criteri di nomina il sindaco Biancardi, in qualità di presidente della commissione elettorale, aveva proposto il sorteggio in modo da dare la possibilità di partecipazione a tutti gli iscritti dell’albo (circa tremila persone). Ad essere d’accordo sulla proposta del sindaco Biancardi, due dei tre componenti della commissione, Antonio Tufano e Raffaele Giugliano, mentre il consigliere uscente Enzo Iovino in quella sede manifestò il suo dissenso circa il sorteggio a favore della nomina diretta degli scrutatori “in coerenza con la linea seguita nell’ultimo quinquennio di consiliatura”. La mancata unanimità della commissione non permette la nomina degli scrutatori mediante il pubblico sorteggio, da qui la scelta del sindaco Biancardi e degli altri due componenti della commissione elettorale, i consiglieri comunali uscenti Antonio Tufano e Raffaele Giugliano, di percorrere la strada del commissariamento in modo da fugare qualsiasi dubbio sulla scelta.

di ra.na.

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