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NOLA. IL RILANCIO DEL PD NON PASSA PER LA TRIPALDI

francesco passaroSono sempre più insistenti le voci di un “ingresso post-voto” di Maria Franca Tripaldi nelle fila del Partito Democratico.

Sembra infatti che la candidata a sindaco della coalizione di centrosinistra “Nola che Cambia” sia intenzionata, subito dopo le amministrative del 25 maggio prossimo, ad aderire al partito di Matteo Renzi.

Abbiamo chiesto a Francesco Passaro, uno dei quattro candidati alle Primarie del 9 marzo scorso, se l’eventuale adesione della Tripaldi possa essere d’aiuto per il rilancio del Pd nolano.

“Credo che la storia della Tripaldi sia diversa da quella della sinistra, anche se attualmente c’è una convergenza – afferma Passaro – In ogni caso un partito non si rilancia certo grazie ad una persona che gode di una certa occasionale notorietà (questo vale anche per me), ma grazie alla originalità e modernità delle idee, alla capacità di stare vicino alle persone e rispondere ai bisogni collettivi”.

In questo momento il Pd vive una fase di transizione tra quello che è stato e gli uomini che lo hanno rappresentato e soprattutto delle tante persone nuove che vedono il partito con interesse anche per la “novità Renzi”.

“Non sono pessimista sul rilancio del partito a Nola – chiosa Passaro – anzi credo che avrà un buon risultato, specialmente alle Europee. Per quello che mi riguarda credo nel Pd e nel suo rilancio, non solo per chi lo rappresenta, ma per quello che rappresenta. Una sinistra riformista e coerente, che piaccia o non, è essenziale per il cambiamento non solo di Nola ma del Paese”.

Il risultato delle Primarie da lei perse per un manciata di voti (754 contro gli 808 della Tripaldi) peserà sulle sue decisioni future?

“Ci sono rimasto male – sottolinea Passaro – avendo vinto a Nola centro e perso per pochi voti nelle frazioni. Capisco Salvatore Maffettone, che ha agito in antitesi con il partito dal quale si era allontanato, più difficile è condividere la scelta fatta da un uomo, che si definisce di sinistra, come Salvatore Velardi. È un caso paradossale se si pensa che questo uomo fa parte del direttivo del Pd, non ne condivide le scelte metodologiche, diventa accanito sostenitore di un candidato di altro schieramento politico, contribuendo alla sconfitta del candidato ufficiale del Pd, dando l’idea di un partito diviso. Come se niente fosse accaduto, rimane poi nel partito e nel direttivo, pretendendo di contribuire alle scelte politiche future. Qualsiasi altra argomentazione è inutile. In ogni caso la delusione non mi impedisce di continuare le lotte politiche in cui credo, non nutrendo alcun rancore ma conservando la lucidità per una serena politica”.

Alle prossime amministrative si candiderà?

“Non ritengo importante se farò o meno il consigliere comunale o altro – chiarisce Passaro – È più importante dare risposte e soluzioni concrete alle persone con onestà e buona fede, cosa che ritengo con modestia di avere sempre cercato di fare”.

di ra.na.

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