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Archivio per il giorno “aprile 20, 2014”

NOLA. L’INSENSATEZZA DEL VIVERE FELICI DA SOLI

I QUATTRO APPELLI DEL VESCOVO DEPALMA PER L’AUTENTICITA’ DELLA SANTA PASQUA. LA SOLIDARIETA’ VERSO GLI ALTRI VINCE LA DISPERAZIONE DELLA CRISI SOCIALE.

E’ incisiva e penetrante, per quanto asciutta nel linguaggio, la nota delle riflessioni, che il vescovo della Diocesi nolana, Beniamino Depalma, ha diffuso per la celebrazione della Santa Pasqua. Viene focalizzato il significato di uno dei momenti più rilevanti della visione ideale del cristianesimo e della liturgia cattolica, ma anche e soprattutto la sua valenza calata nell’attualità dei nostri giorni; valenza, che interpella credenti e non, perché vivano un attivo impegno d’amore e di solidarietà nel sostenere le ragioni e i valori della vita, senza preclusioni e chiusure, superando le trappole e le insidie della disperazione esistenziale, generate dalla complessità della crisi, che a vari livelli attraversa la società.

La nota si articola in quattro appelli.

Il primo è diretto sia a coloro che sono stati costretti dall’avversa congiuntura economica a dismettere le proprie attività produttive, sia a coloro che hanno perso l’occupazione lavorativa e ai tanti, che, da tempo, hanno rinunciato a cercarne una. Tre contesti di umanità reale e sofferente, formati da piccoli e medi imprenditori, non più tali, da disoccupati e giovani; tre mondi umani, per i quali il presule scrive… “non isolatevi, non allontanatevi dalle persone che vi vogliono bene, non sentitevi rifiutati dalla società; leggete dentro il vostro cuore, ritrovate nei vostri più profondi sentimenti il senso autentico del vivere che è tutto nelle carezze e negli sguardi colmi di affetto e premura delle persone che ci amano. Non rinunciate all’amore che vi circonda, nemmeno se siete nella più acuta difficoltà, vi imploro di non farlo”.

Il secondo appello è destinato ai famigliari degli imprenditori, dei lavoratori e dei giovani, che, negli ultimi tempi, si sono privati del bene della vita, perché sopraffatti dalla spirale della crisi. E’ l’esortazione, a non rinchiudersi nel guscio della paura e della disperazione. “Lasciatevi asciugare le lacrime – scrive Depalma – riprendete a vivere e a lottare, per non recare altro dolore ai vostri cari, trasformate il vostro giusto e legittimo dolore, la vostra rabbia in un sano desiderio di giustizia e di verità; la vostra profondissima ferita, così simile alle ferite del Signore Gesù, può diventare una via di salvezza per tanti intorno a voi”.

Ai politici, agli imprenditori e ai sindacalisti Depalma rivolge il terzo appello. Ne sollecita l’impegno della responsabilità etica e civile, per le funzioni ed i ruoli, che esercitano, affinché non assecondino particolarismi e promuovano interessi egoistici, bensì ad operare con concretezza di scelte, per attuare progetti ed iniziative, che diano risposte di comune prospettiva alle tante problematiche del territorio; problematiche, che si riconducono all’inesistenza delle opportunità di lavoro; quel lavoro che conferisce dignità e libertà alle persone, rendendole partecipi della civile convivenza.

Il quarto appello è diretto ai sacerdoti, ai religiosi e ai laici, che operano nella Chiesa della Diocesi di San Felice e San Paolino. E’ l’esortazione a liberare la celebrazione della Pasqua dalle ritualità, che ripetono se stesse nel tempo; ritualità, che vissute e praticate come devozione di “routine” finiscono per vanificare il senso più autentico e profondo della Santa Pasqua… “quale comunità – evidenzia il presule – impegniamoci in gesti concreti di sostegno alle famiglie che barcollano pericolosamente tra la vita e la morte. Per questa terra e questa gente, che ho imparato ad amare giorno dopo giorno, non ho augurio pasquale migliore di questo: Non permettere più, Signore, che viviamo felici da soli. Auguro a chi più ha la sana inquietudine dei cuori generosi”.

Come per ribadire, sulla scia delle acute meditazioni di Madre Teresa di Calcutta, profonda partecipe e conoscitrice delle sofferenze fisiche e materiali come della fame e del sottosviluppo di tanta parte dell’umanità, che “l’amore verso gli altri non vive di parole, né può essere spiegato a parole”.

di Geo

I RITI DELLA SETTIMANA SANTA

Sepolcro Cattedrale

Sepolcro Cattedrale

Quelli che con termine liturgico sono detti ‘Altari della Reposizione’ la pietà popolare continua a chiamare ‘Sepolcri’, associandoli impropriamente alla sepoltura di Gesù. Essi invece vengono allestiti nelle chiese per conservare con la dovuta solennità la Santissima Eucaristia che sarà consumata dai fedeli il Venerdì Santo, giorno in cui la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra la Messa. A Nola, come altrove, si rinnova ogni anno il rito della visita ai ‘Sepolcri’, specie nel centro storico. Sempre particolarmente ricco e suggestivo l’Altare del Duomo, belli anche quelli del Gesù, di San Biagio, del Collegio e del Carmine (VEDI). La tradizione vuole che i Sepolcri si visitino in numero dispari, tre, cinque o sette, numeri che forse intendono richiamare rispettivamente la SS. Trinità (3), le Piaghe di Gesù (5) e i Dolori di Maria (7). Immancabili le piante di grano, retaggio degli antichi riti pre-cristiani in onore di Adone, figura celebratissima in tutta l’antichità greca, come simbolo della natura che rinasce dopo i rigori invernali. Durante le feste in suo onore, dette Adonie, le giovani donne sue devote portavano al tempio piccoli giardinetti in vaso, coltivati amorosamente nei mesi precedenti, proprio come ancora oggi si suole fare soprattutto nel sud Italia in occasione della Settimana Santa.

Alcune ‘Desolate’ venerate in Spagna

Alcune ‘Desolate’ venerate in Spagna

Molto partecipata anche la processione di Gesù morto il Venerdì Santo. A Nola, la Madonna che segue il Figlio deposto dalla croce non è vestita di nero, come per lo più si può notare in altre processioni simili, ma con una veste di colore rosso scuro e un manto azzurro. Si tratta della tipologia iconografica della ‘Desolata’, ossia della Madre che va in cerca del Figlio condannato a morte nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo. Tale tipologia è molto frequente in Spagna, nella regione dell’Andalusia, dove le processioni della Settimana Santa sono particolarmente suggestive.

di Gennaro Morisco

BUONA PASQUA DA ILC@ZZIBLOG

resurrezione

NOLA. COMUNALI: BRUNO LASCIA AMBROSIO PER LA TRIPALDI, “MATRIMONIO POLITICO” TRA PD E CITTA’ VIVA PER LA LISTA UNICA

La decisione di Franco Ambrosio di continuare la sua battaglia politica non convince il consigliere comunale uscente Umberto Bruno, fedele sostenitore del leader dell’opposizione, almeno fino ad ieri. Bruno, eletto nel 2009 con la lista civica “Etica e Politica” della coalizione di Franco Ambrosio, ha ufficializzato in queste ore la sua candidatura alle prossime elezioni amministrative con la lista civica “Io sto con la Tripaldi” della coalizione di centrosinistra “Nola che Cambia”. “Una decisione sofferta – afferma Bruno – dovuta principalmente alla mancanza di entusiasmo intorno al nostro progetto del 2009 che, nonostante l’impegno del nostro leader, imponeva oggi necessariamente un cambiamento di strategia politica. La mia proposta – prosegue Bruno – di sostenere una coalizione per dare maggior forza al cambiamento dall’interno, in caso di ballottaggio, purtroppo è stata immediatamente bocciata da Ambrosio. Ho scelto pertanto di appoggiare la lista civica “Io sto con la Tripaldi” – chiosa Bruno – perché ritengo che sia l’unica alternativa a questa politica fallimentare”.

Non si fa attendere la replica del capogruppo di “Nola ai Nolani” Lello Giannini, amico di cordata di Umberto Bruno in questa consiliatura, che lancia l’amaro sfogo sul noto social network Facebook. “Circa un mese fa – afferma Giannini, riferendosi a Bruno – hai dichiarato pubblicamente che l’unica alternativa al ‘sistema’ era il nostro progetto legato a Franco Ambrosio ed ora rinneghi in pieno stile da ‘ultima cena’. La Politica – continua Giannini – è cosa ben diversa dalla politica”.

matrimonio pd nola e città vivaNella serata di ieri intanto, presso la nota caffetteria nolana “Scaramurè”, il Partito Democratico e il movimento di alternativa progressista Città Viva, “madrina” della serata la candidata a sindaco Maria Franca Tripaldi, hanno raggiunto un accordo per la formazione di una lista unica. Sedici candidati al Pd ed otto a Città Viva, due capolista. Presenti i due simboli nel logo. Continua intanto il tentativo di dar vita ad una lista di unità socialista, promossa da Agostino Ruggiero e Antonio Mauro, sempre a sostegno della Tripaldi, anche se l’iniziale entusiasmo inizia a scemare. Anche il progetto di unità della sinistra va avanti e non è escluso che Luigi Pasciari possa essere il capolista.

di ra.na.

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