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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “aprile 16, 2014”

LA CAMPANIA CHE PIACE. CULTURA E GIOVANI, ORIZZONTI APERTI

LE VIE DELLA FILOSOFIA FANNO INCONTRARE I GIOVANI, DA TRENTO A NOLA, SULLA SCIA DEL PENSIERO BRUNIANO, FINO AL CUORE DEL SUGGESTIVO CILENTO NELLA SPLENDIDA VELIA DEI ROMANI, L’ANTICA ELEA DEI GRECI, DOVE FIORI’ LA SCUOLA DI PARMENIDE, CROCEVIA DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE, PER RAPPORTARSI AI TEMI DEL FORUM UNIVERSALE DELLE CULTURE.

Sono affannati e affannosi i tempi dell’attualità, segnati dalla dissoluzione delle ideologie e delle visioni del mondo, che nelle proiezioni storico-politiche hanno connotato il XIX e il XX secolo, miscelando perversi nazionalismi e nefasti totalitarismi, con carichi di distruttività mai prima conosciuti e attuati dall’uomo e dai popoli, avvinti dalla paranoia del dominio per il dominio, del potere per il potere.

Un cumulo di macerie, frastagliato per quanto sia amorfo e inerte, su cui si sono ormai appiattite la crisi sociale, la crisi economica e la crisi politica, da cui sono investiti uomini, donne ed istituzioni, specie nel mondo occidentale. Uno scenario di desolante smarrimento e di generale confusione, la cui causa é essenzialmente riconducibile all’incapacità di elaborare e far circolare nuove idee, che facciano da bussola di orientamento nel mondo senza frontiere e delle autostrade della comunicazione digitalizzata, qual è quello del Terzo Millennio, in cui sono sempre più diffusi i linguaggi della pluralità delle etnie e della varietà dei multiformi modelli culturali dei popoli, in grado di interagire con capillarità senza alcun limite. Modelli, che non sono più monadi incapsulate nella propria e totalizzante autoreferenzialità del “Vecchio mondo”, a trama di ragno, bensì arieggiati da finestre a battenti sempre aperti.

E’ la crisi, quella che si vive, del pensiero alla ricerca della propria ri-generazione, né più né meno di quello che sono stati per l’Occidente europeo ed euro-americano, sia il Rinascimento cinquecentesco, irradiatosi dall’Italia delle arti e delle scienze, sia l’Illuminismo settecentesco, fiorito tra la Francia e l’Universo anglosassone. E’ la ricerca, le cui strade sono quelle del sapere e della conoscenza, con gli stimoli dell’innovazione tecno-scientifica, di cui la Filosofia, nuda e povera, è – come sempre – la vera guida.

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La prospettiva pare attrarre, più di quello che si possa immaginare, i giovani, interpreti naturali e più diretti delle istanze del rinnovamento, come attesta la bella testimonianza della loro partecipazione entusiasta e convinta al Certame bruniano, che nella prima settimana di aprile ha vissuto, in terra nolana, la tredicesima edizione. Una continuità di presenza, che fa onore ai promotori, in primo luogo a Meridies, l’associazione di volontariato, a cui si deve sia l’”invenzione” che l’organizzazione dell’iniziativa in tutti questi anni, oltre che alle civiche amministrazioni di Nola e Casamarciano, all’Agenzia di sviluppo dei Comuni del territorio, alla Pro Loco “Nola, città d’arte” e al Liceo classico statale “Carducci”, che con i loro supporti hanno assicurato l’attuazione del progetto fin dalla prima edizione; progetto, a cui , più recentemente, si sono aggiunti il Centro servizi Vulcano buono, il Rotary Club territoriale, la Fondazione Hirya-Novla e Formanagement-Napoli.

Il Certame, nell’edizione andata in archivio, ha coinvolto 141 studenti di scuole superiori di tutte le regioni italiane, oltre che studenti universitari, impegnati a sviluppare “saggi brevi”,ispirati dall’interpretazione di un brano, estratto da “La cena delle ceneri”, tra le più significative opere del Nolano del periodo inglese. Ed è l’opera, nei cui cinque dialoghi Giordano Bruno propone aspetti basilari del proprio pensiero, coniugati con quella corrosiva, fiammeggiante ed aspra irrisione, a cui è solito far ricorso in modo beffardo, per demolire con incalzante dialettica gli antagonisti, che, nella fattispecie, sono le chiuse torri dell’angusto “sapere pedante”, sferzando la sterile erudizione. Di eccellente livello espressivo ed analitico, gli elaborati proposti dai concorrenti. Un generale indice di buona preparazione e conoscenza delle concezioni del pensatore. Un dato, che è in linea con le precedenti edizioni della manifestazione, a riprova del buon seme che l’iniziativa viene diffondendo e promuovendo.

Con l’edizione 2014, il Certame ha ormai acquisito una dimensione ben radicata nel panorama degli eventi culturali d’interscuola a livello nazionale, grazie anche al proficuo rapporto sviluppato a novembre scorso, con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento e la Fondazione “Bruno Kessler”, in coincidenza con le Giornate internazionali bruniane, indette ed organizzate per la ricorrenza del 450.mo anniversario della chiusura del Concilio di Trento, che segnò l’avvento della Riforma cattolica, quale “risposta” alla Riforma luterana. Un rapporto, propiziato dalla partecipazione alle sessioni delle Giornate sia del professore Aniello Montano, presidente della Commissione scientifica del Certame, che dell’architetto Cinzia Trinchese, assessore ai beni e alle attività culturali dell’Ente di piazza Duomo. Un rapporto, segnato dall’emanazione del bando per il Certame d’annata, ma anche dal contestuale varo della stimolante prima edizione del Festival della Filosofia, dedicata a Luigi Firpo, autore di importanti testi sul pensiero del Nolano, svoltasi dal 20 al 28 febbraio in città, con l’organizzazione del competente assessorato dell’Ente di piazza Duomo e della Fondazione Giordano Bruno, grazie all’impeccabile coordinazione di Antonio Schultz e Massimiliano Traversino, docenti nell’Università di Trento. E c’è da ricordare che Traversino, con legami parentali a Caserta, risultò primo nella graduatoria della sessione per gli universitari del Certame, edizione 2008. Un viatico beneaugurale per la carriera intrapresa.

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Verità e dissimulazione, l’intricato ed intrigante tema del Festival riversato nelle rappresentazioni sceniche degli spettacoli di “Fiamme e ragione”, proposto dal rinomato Gruppo di sperimentazione teatrale “Nartea” di Napoli, e de “Il Candelaio”, importante testo bruniano, presentato in forma di monologo, con la regia e l’adattamento di Angela Antonini, Paola Traverso e Leda Di Paolo; spettacoli, a cui corrispondeva in simmetrica assonanza l’articolata gamma di convegni di studio sulla speculazione filosofica di ieri e di oggi, nelle interferenze con il pensiero bruniano, animati dagli interventi di docenti universitari di vari Atenei europei. E poi , a tenere il…campo festivaliero, c’era l’interessante Mostra delle opere di Giovanni Tufano, allestita nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli.

Una rassegna particolarmente frequentata e visitata, che racconta “L’Italia cor-rotta”, quasi il controcanto di equivalente significato della sagoma, con cui Luciano Fabro ha rappresentato la ben nota Italia rovesciata, con il Nord al posto della collocazione geografica del Sud e viceversa. Una Mostra, quella di Tufano, espressa in sculture, raffiguranti l’Italia in vuoto, l’Italia sospesa, l’Italia appesa, atteggiate in sagome, che si sdoppiano, oscillando con i fili che si diramano dall’installazione a rete connessa con il soffitto. Sono sagome costituite dalla manipolazione – deformata e deformante – di pagine di giornali e carte varie, bruciacchiate, tagliuzzate, ripiegate, stropicciate, quali metafore del Bel Paese del tempo che…fu e che nel volgere degli ultimi trent’anni è diventato il luogo del disagio e dello straniamento, attraversato da lacerazioni sociali diffuse, profondi e pericolosi particolarismi e perdita d’identità. E la stessa manipolazione l’artista, originario di Piazzolla di Nola, ma da lungo tempo operante a Milano, riserva alle bandiere dell’Italia e dell’Europa della Commissione di Bruxelles e del Parlamento di Strasburgo, per significare la fragilità delle convenzioni economiche e sociali, quando non sono emanazione di un comune e forte sentimento di appartenenza.

E se c’è da stilare un bilancio di valenza civile e culturale, si può affermare che la prima edizione del Festival della Filosofia in città è stata di buon livello, nella coerenza delle manifestazioni, da cui è stata scandita, rispetto alla tematica, incentrata su Verità e dissimulazione; manifestazioni varie e stimolanti per originalità e contenuti. Un viatico ben promettente per l’edizione del 2015, da coniugare al meglio con la 14.ma edizione del Certame.

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Uno scambio culturale di largo respiro, quello innestato sull’asse Trento-Nola, con profili più che rilevanti nella sperimentazione andata in porto. Uno scenario di belle prospettive e lusinghiere seduzioni, che fa il paio con la decima edizione del Festival della Filosofia in Magna Grecia, concluso la settimana scorsa, dando spazio alla Campania che piace.

Un format di collaudato valore attrattivo, messo in scena in uno dei più importanti siti, costitutivi del patrimonio culturale dell’Unesco, qual è il Parco archeologico della Velia dei romani, l’antica Elea, dove, 2500 anni fa, Parmenide elaborò l’innovativa concezione dell’Essere, delineando uno dei riferimenti basilari del sapere universale, concorrendo a fare del Cilento la matrice del pensiero occidentale. Una teoria, per la cui analisi ed apprendimento- nei nostri giorni- sono di primaria rilevanza le opere di Emanuele Severino, sul versante divulgativo e sul versante, per dir così, strettamente accademico.

Un’esperienza, che, rinnovando l’eccellente caratura delle precedenti edizioni, ha catalizzato l’attiva presenza di centinaia di giovani, provenienti da tutt’Italia, e uomini di cultura, quali Aldo Masullo, Francesco Fronterotta, Christoph Jamme, Richard David Precht. Tema del Festival, in correlazione con gli assi tematici del Forum universale delle Culture, “Gnòthi seautòn”, la massima della sapienza delfica, corrispondente al Conosci te stesso, chiave di volta per scoprire la propria interiorità, con il lievito del dubbio, che esclude i pre-giudizi, per poter percorrere i difficili e complessi itinerari, che conducono alla conoscenza e al vero. Sono gli itinerari del kantiano “Aude scire”, ovvero dell’”Abbi il coraggio di sapere”, ch’è il connotato distintivo della società aperta e plurale, di cui Karl Popper fornisce ampia ed eloquente testimonianza.

Il Festival di Velia si è sviluppato con bella varietà di approcci, dagli spettacoli musicali con i ritmi africani del gruppo Wol ai fiati della BandaSofia, intervallati da passeggiate filosofiche e teatrali, per approdare ai laboratori di Filosofia pratica, alle arti performative e all’artigianato, alla Street dance, alle gare e via seguendo. Un susseguirsi ed intrecciarsi di modalità, sperimentate e vissute dai giovani, quali tecniche per conoscere se stessi e gli altri, ri-conducendo la Filosofia alla dimensione aperta della magnifica Agorà del Parco di Velia, tanto diversa e…distante dalle mura…accademiche.

Una magnifica realtà, che onora e premia l’impegno dell’Associazione Festival della Filosofia in Magna Grecia, di cui sono animatrici impeccabili ed operose le professoresse Giuseppina Russo ed Iriana Marini.

di Geo

BAIANO. BIGLIARDO, CHE PASSIONE: A LUCIANO MASCHERI, IL MEMORIAL FELICE PIACENTE

Calma e gesso, con colpi di stecca calibrati e precisi nel far disegnare geometrie lineari alle biglie sul tavolo verde. E massima concentrazione di neuroni, per la “finalissima” del Torneo di bigliardo, promosso ed organizzato dal Circolo socio-culturale L’Incontro e intitolato alla memoria di Felice Piacente, scomparso di recente. Un eccellente e gradevole spettacolo, all’insegna del gioco “alla goriziana” e “all’italiana”, di cui sono stati protagonisti Luciano Mascheri e Paolino Albertini, in linea con la buona qualità della selezione, ch’è venuta maturando lungo l’arco di diciannove giornate di gare “tirate”, con venti partecipanti. Un impegno ludico-sportivo di profilo strettamente amatoriale, quello andato in scena nei locali del sodalizio di via Luigi Napolitano per circa cinque mesi, ma per nulla inferiore alle peculiarità e all’interesse, che suscitano le manifestazioni, che sono animate dai “professionisti della stecca”, nelle sale dedicate esclusivamente al bigliardo.

Come a dire che con la manifestazione appena conclusa, si fanno rinverdire i fasti del gioco del bigliardo – sempre con carattere amatoriale – hanno avuto il loro… cuore dagli anni ‘30 agli anni ’60 del secolo scorso nel Bar Centrale, in piazza Napolitano, gestito da ’Ziuccio Colucci, ch’era raffinato e provetto pasticciere, eccellendo per di più nella confezione di prelibati e gustosi gelati alla frutta, rigorosamente artigianali e… bio. Fasti, di cui erano artefici uomini impegnati nelle libere professioni, artigiani, pubblici impiegati, commercianti e studenti universitari del territorio. E che si “celebravano”, soprattutto di sabato e domenica.

Il percorso del Torneo, iniziato a novembre, é approdato la scorsa settimana ai turni di semifinale, in cui si sono confrontati Luciano Mascheri ed Attilio Alfieri, Paolino Albertini e Luigi Fiordellisi. Dal doppio confronto, emergeva la coppia finalista Mascheri-Albertini, con brillanti ed efficaci giocate che hanno davvero onorato il valore della manifestazione, il cui tasso di attrattiva cresce di anno in anno. La palma del successo era “conquistata” da Luciano Mascheri, con merito.

Nell’Albo d’oro del Torneo di bigliardo de “L’Incontro”, tre edizioni, rispettivamente, sono state appannaggio di Lino D’Angelo e Luigi Fiordellisi, l’edizione del 2013 è stata appannaggio di Paolino Albertini. E per il 2014 c’è la… firma di Luciano Mascheri.

A consegnare le Coppe di premio ai finalisti del Torneo, la sig.ra Teresa Petteruti, con i figli Massimo e Mariella Piacente. La targa del Circolo L’Incontro, evocativa di Felice Piacente, era consegnata ai familiari dal presidente de L’Incontro, il professore Gianni Amodeo, che ne accomunava il ricordo a quello di Mario Bellavista e Mimì Lippiello. Tre persone dabbene, nel lavoro e nella dedizione al bene familiare, che hanno profuso particolare impegno per la formazione e la continuità di presenza nella vita cittadina de L’Incontro. Il sigillo alla manifestazione era dato da un buffet.

Un plauso agli organizzatori della manifestazione Giovanni Capiluongo e Mario Stefano Montella, in uno con Bernardo Colucci ed Enrico Stago. Già fissato l’appuntamento per la nona edizione del Torneo, a cavallo dell’anno in corso e del 2015.

(red)

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