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Archivio per il giorno “aprile 11, 2014”

NOLA. COMUNALI, L’ATTENZIONE DEI MOVIMENTI CIVICI ALLA COALIZIONE “NOLA CHE CAMBIA” PREOCCUPA SEL

centrifuga comune di nolaLe riunioni tecniche ed organizzative dei partiti politici e soprattutto dei movimenti civici per la stesura delle liste e la definizione delle coalizioni (si parla di tre liste civiche per Arturo Cutolo, una per Franco Ambrosio, due per Domenico Vitale, quattro per Geremia Biancardi e quattro per Mariafranca Tripaldi) sono sempre più frequenti.

Come insistenti sono le voci di mal di pancia da transumanza di qualche candidato ritenuto testa di serie. Senza dimenticare poi la ricerca affannosa di candidati di sesso femminile da parte di qualche partito politico, che ha praticato negli anni esclusivamente attività maschilista (la nuova normativa prevede che almeno il 30% dei candidati debba essere non dello stesso sesso) o la formazione di coppie regine. L’elettore per la prima volta potrà esprimere due preferenze purché di sesso diverso (le schede con due preferenze dello stesso sesso saranno ritenute nulle). Alcune coalizioni non sono al momento ancora definite. Forza Italia aspetta la decisione ufficiale del Nuovo Centrodestra, il cui simbolo si avvia ad essere unico con quello dell’UDC, per poi passare a fondersi definitivamente dopo le Europee. Stesso discorso vale per l’UDC, mentre le coalizioni più tranquille e definite appaiono per ora quelle di Arturo Cutolo e Franco Ambrosio. Discorso a parte merita la coalizione “Nola che Cambia” con la Tripaldi sindaco, che negli ultimi giorni è attenzionata da movimenti civici e partiti politici, quindi ha buone possibilità di crescere. Ed è proprio l’eventuale crescita della coalizione, dovuta a liste civiche estranee al tavolo dell’alternativa, giustamente non concordata, che preoccupa alcune forze politiche del movimento. Sinistra Ecologia e Libertà ha fatto sapere che nel caso dovesse verificarsi questa ipotesi – al momento sempre più realistica – chiederà la convocazione dell’originario tavolo dell’alternativa per discutere l’accettazione o meno dei movimenti aggiuntivi. Intanto a via Fonseca, nella sede di SEL, negli ultimi giorni si susseguono incontri per la formazione di una lista che possa aggregare tutto il gruppo storico della sinistra nolana (Luigi Pasciari, Nuccio Allocca, Vincenzo Laudanno, Vittorio Avella, Emma Narni Mancinelli, Cristofaro Broda). Anche Città Viva sembra orientata a presentare una lista propria, quindi si allontana l’ipotesi di una lista congiunta con SEL. Il grande mistero resta il PD. Sicuramente l’incontro di domani alla Sala del Mutilato chiarirà la posizione. Ad oggi non si è capito ancora se i candidati alle primarie Francesco Passaro e Maurizio Costagliola saranno candidati. Nonostante questo enigma c’è chi giura che la lista sarà molto competitiva. Non è escluso che sarà proprio la coalizione “Nola che Cambia” ad andare al ballottaggio con Forza Italia. Anche i Socialisti di Nencini, il cui referente regionale è l’on. Marco Di Lello, stanno lavorando per una presenza alle prossime amministrative, promotore della iniziativa è Agostino Ruggiero. Il Movimento 5 Stelle non sarà presente con una sua lista alle amministrative, nonostante che nelle ultime elezioni politiche abbia ottenuto circa tremila voti. La responsabile nolana – Annamaria Napolitano – fa sapere che l’impegno sul territorio continua e soprattutto che a norma del regolamento, il movimento per le elezioni amministrative non appoggerà alcuna coalizione. Gli attivisti pentastellati che non si atterranno alle regole saranno immediatamente espulsi.

di ra.na.

L’EPIDEMIA INFETTIVA, DAL 1594 AL 1600: SULLE TRACCE DI SAN CAMILLO DE LELLIS A NOLA E DINTORNI

san camillo de lellis e nola“Le sofferenze fanno scoprire e conoscere la fragilità e la finitezza della condizione umana”. “I forti per stato sociale, oltre che per benessere e potere sono indotti a concepire e ad attuare l’emarginazione dei deboli dalla società. E se i primi escludono gli altri, per una società chiusa e a loro misura, i secondi, con consapevole dedizione ed amorevole responsabilità, sono inclusivi verso gli altri, per rendere più umana e giusta la società”.

Due visioni contrapposte ed antitetiche di vita, che permettono di tracciare il discrimine dei perimetri di ampi campi di riflessione. E così se la prima prospettiva ispira l’esaltazione e la valorizzazione del ruolo della compassione, intesa come attitudine e capacità di “patire” insieme con gli altri, la seconda fa prefigurare e dischiudere gli orizzonti del dis-umano, con l’approdo alle teorie e alla prassi dei cupi e deformanti etnocentrismi, per non dire dell’affermazione violenta dei primati razziali, che hanno troppo spesso connotato la storia dell’umanità, nel lontano come nel recente passato e, purtroppo, nel nostro tempo, nel segno delle tante forme di schiavitù oppressiva, con i terrificanti colonialismi, i devastanti genocidi e totalitarismi, fatti lievitare con le tragedie di immani guerre.

Sono stati – questi e per sommi capi – i motivi tematici suscitati in rapida sequenza dal vescovo Beniamino Depalma, nella chiesa-agorà dei Santi Apostoli, per introdurre i percorsi di conoscenza della figura di San Camillo De Lellis, prospettandone ai tanti giovani presenti l’esemplarità dell’azione e dello stile di vita al servizio degli altri e dei poveri; un modello, da seguire e rivivere, perché la capacità di compenetrarsi con la propria interiorità in coloro che soffrono, rende la condizione giovanile più bella e attraente.

Le riflessioni sollecitate dal presule disegnavano le coordinate di riferimento per la riscoperta della figura e dell’azione profondamente umanitaria del Patrono dei malati e degli infermieri, nel contesto dell’anno giubilare camilliano, proclamato da Papa Francesco per la ricorrenza del 400.mo anniversario della morte del Santo abruzzese, avvenuta a Roma il 14 luglio del 1614. E San Camillo De Lellis appartiene alla millenaria storia religiosa e civile della Diocesi di Nola, del suo vasto territorio e delle sue comunità cittadine. Una presenza, che coincide con la missione di Vicario generale diocesano, che svolse nel 1600, quando l’epidemia infettiva, scoppiata nel 1594, raggiunse l’apice, con il suo carico di sofferenze e morte per le popolazioni. Una missione di assistenza e soccorso, che generosamente coinvolse San Camillo con i Padri crociferi della Congregazione che aveva fondato, oltre che i Padri gesuiti.

A determinare l’epidemia, le condizioni dei canali per il deflusso delle acque, da tempo non sottoposti a lavori di manutenzione e spurgo. Causa scatenante, l’alluvione del 1594, che produsse l’inondazione dell’intero territorio, con le acque provenienti dai Monti Avella, dai Monti del Vallo di Lauro e dalla Collina di Cicala. Una situazione, la cui criticità non fu affrontata con la tempestività degli interventi che erano necessari. E così il prolungato ristagno nel fossato, che circondava le mura della città, come nei canali, a cui afferivano i Casali di Nola – diventati progressivamente Comuni autonomi – in uno con l’accumulo di ogni genere di materiali e detriti abbandonati, rese le acque malsane, innescando e facendo diffondere i virus dell’epidemia letale. E, di passaggio, va rilevato che nel tempo le reti fognarie come i servizi igienici domestici ed urbani erano decisamente precari, se non inesistenti. Né va dimenticato che tra gli organi amministrativi della Città come dei Casali si registrò anche il palleggiamento di responsabilità sulla manutenzione dei canali di spurgo. Incurie di sempre, nell’ Ager nolanus. E non solo, secondo le italiche indolenze e superficialità.

Lo scenario di quello che si chiamava Ager nolanus, inteso come Conca più che pianura, si estende dall’area pedemontana di Avella fino a Castelvolturno, seguendo la direttrice del Clanio, lungo le cui sponde si è coltivata per secoli la canapa, specie nel contesto che comprende Frattamaggiore, Atella, Aversa e Capua. E l’Ager, cuore della ricca economia rurale del territorio di più antica antropizzazione in Campania, ma anche tormentato dalle problematiche di ordine ambientale e dalle criticità igienico-sanitarie per l’inadeguato regime delle acque piovane, a cui si accompagnavano, a marzo ed aprile, quelle dello scioglimento delle nevi sui monti circostanti, è stato al centro della puntuale e documentata relazione, sviluppata dalla professoressa Maria Carolina Campone, docente di Materie classiche al Liceo “Giosué Carducci”. Una rivisitazione geo-topografica e dell’assetto idrogeologico territoriale, corroborata da documenti ed atti dell’Archivio di Stato, ed integrata dalle cronache delle frequenti inondazioni che avevano interessato l’Ager nolanus, già prima dei luttuosi eventi che si registrarono dal 1594 al 1600.

E va ricordato che l’epidemia cessò di infierire, grazie alla straordinaria decisione del patrizio nolano, Pier Antonio Mastrilli, presidente della Regia Camera della Sommaria. D’autorità, oltre che con impegno personale diretto, non solo dispose i lavori di spurgo dei vecchi canali, ma anche di scavare nei tempi più rapidi possibili nuovi canali, per far convogliare le acque malsane verso il Clanio, con sbocco sul Tirreno, proprio all’altezza di Castelvolturno. La risposta di sicurezza per il territorio e per le popolazioni, nonostante la crisi economica dell’intero Vice Regno, fu data poco dopo dal governo spagnolo con la realizzazione di quell’importante e strategica opera d’ingegneria idraulica, che fu costituita dal sistema dei Regi Lagni, su progettazione dell’ingegnere Domenico Fontana. Il sistema dei Regi Lagni è valso a garantire per circa quattro secoli la sicurezza del territorio, il valore delle sue colture e della correlata economia, fino a sessant’anni fa.

Sulla scia della relazione descrittiva dell’Ager nolanus ai tempi di San Camillo De Lellis, proposta dalla professoressa Campone, il dottor Edoardo Verrillo presentava i molteplici aspetti delle criticità sociali, generate dalla diffusione dell’epidemia infettiva tra le popolazioni. Limitate erano le possibilità d’intervento medico-sanitario, decisamente lontane da quelle dei nostri giorni. E lenire le sofferenze dei tanti, che venivano aggrediti dall’epidemia, era un compito arduo, sostenibile soltanto con la generosità umana, di cui San Camillo De Lellis e tanti altri diedero testimonianza condivisa. Una testimonianza di servizio e di dedizione verso il prossimo.

Le riflessioni di padre Antonio Puca erano incentrate sullo spirito umanitario, che contrassegna le attività della Congregazione, fondata da San Camillo De Lellis. Una presenza operosa nella storia sociale italiana, che prosegue nel segno delle idealità del Fondatore.

di Geo

BOX

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ANALOGIE & CONTRADDIZIONI

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E’ anno di particolari coincidenze, il 1600, per Nola e dintorni. Sono i dintorni, che le cronache del tempo identificano come Contado, formato dai Casali, quasi… subalterni alla Città, dov’è il “palazzo”, anzi la monumentale ed imponente Reggia degli Orsini, tra i più importanti potentati dell’Italia della feudalità laica ed ecclesiastica del ‘500 e del ‘600.

Sul territorio infuria l’epidemia infettiva, che genera febbri atroci e morte, senza risparmiare nessuno. I poveri – e sono la larga parte delle popolazioni locali – muoiono nella solitudine più crudele, nell’abbandono più triste, con il solo conforto, quando c’è, dei religiosi e dei pochi volontari che sfidano rischi e pericoli. La medicina offre poco o niente e conosce solo palliativi, né esistono luoghi di cura e di assistenza ospedaliera, così come si concepiscono ed esistono nei nostri giorni…

Il 1600 coincide con le solenni celebrazioni dell’Anno Santo, che segna il recupero e la riaffermazione del ruolo della Chiesa cattolica nei Paesi dell’Europa mediterranea; ruolo, ch’era stato posto in crisi e sotto scacco dalla Riforma luterana. Il vescovo della Diocesi di Nola, monsignor Fabrizio Gallo ha raggiunto Roma per l’evento massimo della Chiesa e della Curia, pur sempre calate nell’esercizio del potere temporalistico ed assoluto. San Camillo De Lellis, nominato Vicario diocesano, con la “Bolla”, firmata da monsignor Gallo, raggiunge a Nola per la missione di soccorso e aiuto, provenendo da Genova…

Il 17 febbraio dello stesso anno, sempre a Roma, viene eseguita la sentenza dell’Inquisizione ecclesiastica con la condanna al rogo – per eresia – di Giordano Bruno, il Nolano di “nulla accademia”, a Campo de’ Fiori. Personalità con connotazioni ben distinte, quelle di San Camillo e di Giordano Bruno. Ma ricche di umanità, l’una al servizio del prossimo e dei poveri, l’altra quale alfiere e martire del libero pensiero. E su queste tracce tornano utili i riferimenti al pensiero di Baruch Spinoza e Bertrand Russel, in correlazione con la missione di San Camillo De Lellis.
L’olandese Spinoza, la cui visione filosofica ed etica é fortemente laica, con spiccata matrice liberale, nella seconda metà del Seicento scriveva che la pietà è quel tipo d’amore che modifica l’essere umano “in maniera che goda del bene altrui e si rattristi invece del male altrui”. La pietà si atteggia così quale forma di affetto, che connette l’interiorità dell’uomo alla realtà esterna, la sua coscienza alle vicende degli altri, attraverso proprio la cognizione del dolore.

E’ la cognizione che assurge a grande Maestra dell’umana esistenza. L’inglese Russel, agnostico, che ha segnato momenti significativi del pensiero filosofico e della cultura matematica del ‘900, fautore dei valori della pace ed avversando i totalitarismi del “Secolo breve”, ha sempre sostenuto che la sua esistenza è stata costantemente “governata” da tre grandi sentimenti: ”la sete d’amore, la ricerca della conoscenza e la struggente pietà per le sofferenze”. Sono i fili dell’em-patia e della com-passione, nelle strette valenze etimologiche, che s’intrecciano e compongono un’unica trama: quella dell’umanità, che sa e riesce sempre a conciliarsi con se stessa. Come per dire che la pietà diventa ed è il veicolo della comprensione, che fa superare i confini della famiglia e della comunità di appartenenza o in cui si vive, facendo riconoscere il dolore nei propri simili e in tutte le forme viventi…

Camillo De Lellis, proclamato Santo nel 1747, muore il 14 luglio del 1614. Oltre un secolo dopo, nel 1789, proprio il 14 luglio in Francia si dischiudono gli orizzonti della Rivoluzione sociale, politica ed economica, che si nutre dei valori dell’Illuminismo, spazzando via l’Ancien regime. Il 14 luglio per il Grande Paese transalpino è Giornata di festa nazionale…

Schizzo finale. La sicurezza dell’assetto idrogeologico in uno con la bonifica della Conca nolana è stata a lungo garantita dai Regi Lagni, che negli ultimi decenni sono stati cementificati o fatti… sparire, trasformandoli… in strade. Ma le inondazioni dell’Ager nolanus, di cui raccontano le cronache prima dell’epidemia del 1594\1600 paiono ritrovare “attualità” sul territorio nelle tracimazioni frequenti delle acque putride degli alvei naturali, primo tra tutti il Quindici, e dei devastati Lagni, che furono Regi.

La diversità tra ieri ed oggi, sta nel fatto che le acque malsane degli alvei e dei lagni dei nostri giorni sono largamente contaminate da scorie tossiche e reflui pericolosi, oltre che da allacci di scarichi fognari di immobili costruiti contro-legge, infiltrandosi nei suoli agrari ed avvelenando le colture, per non dire degli allagamenti dei centri abitati, con conseguenti interventi d’urgente manutenzione straordinaria ad alti costi e pagati a piè di lista, senza controlli e verifiche stringenti. Secondo “norma” e consuetudine…

(Geo)

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