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Archivi per il mese di “gennaio, 2014”

NOLA. COMUNALI 2014, ARTURO CUTOLO: “CAMBIERO’ FORZA ITALIA DALL’INTERNO DEL MIO PARTITO”

arturo cutolo“Sono stato insieme ad alcuni amici nel 1994 il fondatore a Nola di Forza Italia, rimando quindi al mittente tutte le voci che in questi ultimi tempi circolano su un mio presunto passaggio ad altra formazione politica”. A dichiararlo è Arturo Cutolo, tra i possibili candidati a sindaco alle elezioni comunali della prossima primavera.

“Il mio esordio politico in consiglio comunale – prosegue Cutolo – è avvenuto nel 1995 con la coalizione vincente di centrodestra capeggiata da Franco Ambrosio, in quella occasione ottenni 650 preferenze, risultando il primo degli eletti in Forza Italia e assumendo l’incarico di capogruppo. Nel 2000 la coalizione nella quale mi candidai risultò perdente, in quanto ad essere eletto alla carica di sindaco fu Giuseppe Serpico, ciò nonostante, con 630 preferenze, mi riconfermai primo eletto sempre in Forza Italia. Nel 2004, dopo il commissariamento dell’amministrazione Serpico, divenni nuovamente consigliere comunale con la più alta percentuale di preferenze, quasi settecento (688). Durante quella consiliatura ho maturato una forte esperienza amministrativa, prima assumendo il ruolo di presidente del civico consesso, poi come assessore all’ambiente in un momento, particolarmente critico (2007), e poi come vicesindaco ed assessore alle politiche sociali e beni culturali. Infine nel 2009, di comune accordo con la famiglia, è stata la volta di mio genero Vincenzo Iovino e di mio fratello Michele, tutti e due eletti con buone preferenze. Il dissenso con l’attuale sindaco Geremia Biancardi – chiosa Cutolo – è nato nell’ultimo biennio, per la mancanza di confronto e soprattutto di metodo, dove a prevalere sono state per lo più decisioni calate dall’alto, anche per le questioni più ordinarie e spicciole. Si grida allo scandalo se io non condivido la linea del partito a livello locale e mi candido a sindaco, mentre se a sfidare il partito è il deputato Paolo Russo, come è successo alle ultime elezioni amministrative di Somma Vesuviana con la formazione di alcune liste a favore di un candidato non ufficiale, non c’è alcuno scandalo. Anche Scelta Civica è stata un’esperienza elettorale che ha arricchito il mio percorso politico, sia ben chiaro non ho mai aderito al movimento, nonostante i circa mille e quattrocento voti ottenuti con uno schieramento politico agli esordi. Non nascondo che ho avuto alcuni incontri con la dirigenza locale del Nuovo Centrodestra (Ncd), si tratta di una formazione politica che ammiro per il coraggio che ha avuto. E’ vero che sono stato all’incontro con Forza Campania a Napoli, ma anche in questo caso si tratta di un movimento all’interno di Forza Italia dove ci si incomincia ad interrogare sul futuro dei nostri territori confrontandosi e discutendo, rifiutando le decisioni calate dall’alto. Alla fine – conclude Cutolo – sono stato costretto ad organizzare le liste civiche sia per la mancanza di confronto che per l’assenza di una disanima dell’operatività dell’attuale amministrazione, in particolare del sindaco Geremia Biancardi, al totale servizio del padre-padrone”.

di ra.na.

A NOLA, ACOCELLA HA INAUGURATO LA SCUOLA DI FORMAZIONE ALL’IMPEGNO SOCIALE, CICLO DI LEZIONI A POMIGLIANO D’ARCO SUL RINNOVAMENTO DELLE CLASSI POLITICHE

diocesi nola scuola formazioneE’ aperta ai giovani e ai laici delle comunità parrocchiali, delle associazioni e movimenti ecclesiali e a tutti coloro che sono attivi nel favorire la crescita civile delle comunità locali. E’ la Scuola di formazione all’impegno sociale e politico, la cui promozione coinvolge l’Ufficio diocesano per i problemi sociali e del lavoro, l’Istituto superiore di scienze religiose “Giovanni Duns Scoto” e l’Azione cattolica della diocesi di Nola. Un’esperienza, approdata al terzo anno consecutivo, con crescenti e significativi riscontri di partecipazione, e che per l’edizione 2014 si dispiegherà sul territorio. Una scelta di presenza attiva e capillare, per articolare al meglio possibile la diffusione dei principi e delle istanze del messaggio cristiano e della dottrina sociale della Chiesa, che prende le mosse innovative verso la modernità con la Rerum novarum di fine ‘800.

Le tre zone pastorali, in cui è articolata la Diocesi di San Felice e San Paolino, tra le più vaste ed antiche del Sud, rapportandosi ad oltre cento comunità parrocchiali operanti nelle province di Napoli, Avellino e Salerno, nel cuore della Campania interna, saranno al centro della Scuola e della sua interessante programmazione. Marigliano, Lauro e Scafati, rispettivamente con la Chiesa parrocchiale dei Santi Margherita e Potito, del seicentesco Convento di San Vito e del restaurato Polverificio borbonico di via Vitiello, “ospiteranno” le attività programmate ed inaugurate nella Sala dei medaglioni del palazzo vescovile, a Nola, con gli interventi del professore Giuseppe Acocella, ordinario di Filosofia del Diritto nell’Università degli Studi di Napoli Federico II e coordinatore della quinta commissione per le politiche sociali del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e della professoressa Pina De Simone.

Democrazia, sviluppo, cittadinanza e legalità sono i percorsi tematici degli incontri-lezione, che si svilupperanno in due fasi dall’1 al 15 febbraio e dall’1 al 15 marzo dalle ore 9,00 alle ore 12,30, mentre gli incontri a carattere diocesano programmati nel palazzo vescovile di via San Felice si svolgeranno con la stessa cadenza d’orario dall’8 al 22 febbraio e dall’8 al 22 marzo. L’agenda delle tematiche della Scuola si colloca nel quadro dei valori della responsabilità e dei doveri dei cristiani; quadro di valori da vivificare e calare nella quotidianità dei territori.

La struttura degli incontri-lezione contempla la proposta degli argomenti, connessi alle tematiche dell’agenda, con successivi approfondimenti d’analisi e dibattito. Una visione, per la quale gli aspetti fondativi della Dottrina sociale cristiana saranno declinati e focalizzati nel segno dei tempi che “furono” e nel segno del tempo presente, per contestualizzarli e calibrarli sulle soluzioni possibili per le problematiche delle comunità e dei territori.

Coinvolti nel progetto, i sacerdoti Franco Iannone, Salvatore Purcaro, Aniello Tortora,Salvatore Bianco, Pino De Stefano, nonché docenti universitari e liberi professionisti, tra i quali Titti Cimmino, Chiara Ruocco, Gigino Conventi, Antonio Gaita, Pier Francesco Savona, Carmine Ferrara, Umberto Ronga e Gian Paolo Cesaretti, Giuseppe Auriemma. Il progetto della Scuola di formazione si propone di creare e suscitare un’attenzione sociale diretta sulle varie realtà parrocchiali e territoriali, al fine di coniugare fede e vita. “E’ un’importante opportunità – ha dichiarato il vescovo Beniamino Depalma, intervenendo all’incontro inaugurale – per ampliare gli orizzonti della conoscenza e del confronto di quanti desiderino contribuire alla rinascita dei territori, di tutti gli uomini e le donne di buona volontà che abbiano a cuore la pratica e la diffusione del bene comune”.

L’esigenza di connotare l’impegno sociale e politico con consapevole responsabilità e congrua formazione culturale è il caposaldo della Scuola della diocesi nolana. Un piano, in cui si incontrano analogie e corrispondenze con l’iniziativa, che prende forma e contenuti a Pomigliano d’Arco, parte integrante del territorio della stessa diocesi. Nella città del Polo automobilistico ed aeronautico, il Partito democratico in collaborazione con la “Legautonomie della Campania ha indetto ed organizzato “Il Nuovo corso, conoscere per decidere ed innovare”. Un logo, che ricorda il motto di Luigi Einaudi, fior di liberale riformista ed economista di vaglia, presidente della Repubblica, dopo Enrico De Nicola. Il motto einaudiano de le celebri “Prediche inutili”, recitava appunto “conoscere per deliberare”.

E’ un percorso tematico, che sarà scandito da 14 incontri-lezione sul ruolo della politica, intesa come servizio strettamente da far lievitare con le competenze di profilo sia giuridico che amministrativo e di profilo economico-finanziario, oltre nel complesso ed impegnativo ambito della pianificazione territoriale ed urbanistica. Destinatari del progetto, cittadini, giovani e il volontariato; e quest’ultimo a Pomigliano dArco propone importanti testimonianze sia d’ispirazione strettamente religiosa con matrice cattolica che d’ispirazione laica.

Gli incontri de “Il Nuovo corso” si svolgeranno nella storica Distilleria di via Roma, ben restaurata qualche anno fa e diventata agorà delle iniziative culturali della città. Nella “brochure” di presentazione del programma si evidenzia, tra l’altro che… “una nuova classe dirigente non coincide con il meglio, l’inesperienza non può essere un merito. Il ciclo di incontri vuole formare nuovi amministratori e nuovi dirigenti preparati alle moderne competizioni, in grado di invertire i processi di declino del territorio e di immaginare nuove prospettive di sviluppo”. Come per dire che ’è vitale e indifferibile l’esigenza di cambiare decisamente il passo, a fronte del ristagno e dell’immobilismo del generale declino. Un cambiamento, che non può né deve avere ancoraggi nella demagogia, bensì nella formazione che identifica la politica, strutturata sull’etica della responsabilità.

Il programma de “Il Nuovo corso” per la città prenderà avvio il 7 febbraio, alle ore 18,30 e si concluderà il 25 marzo. Tema della prima lezione, le Autonomie locali nella Costituzione e nel quadro della riforma del titolo V. A trattarne sarà Sandro Staiano, ordinario di Diritto costituzionale nell’Ateneo federiciano. Altri docenti universitari, che animeranno il ciclo, Aniello Cimitile, già rettore dell’Università del Sannio e commissario straordinario della Provincia di Benevento, di cui è stato presidente, Fortuna Caragliano, dirigente del settore delle politiche sociali della Regione Campania e Giuseppe Capocelli, responsabile dell’Ibm di Napoli.

Nello spirito della Scuola diocesana come in quello de “Il Nuovo corso” si manifesta chiara la volontà di costruire condizioni per un presente ed un futuro migliori e diversi dallo stato attuale del territorio. Una volontà, per la quale non contano neanche un soldo bucato l’indignazione e la protesta confusa, se non c’è la capacità di operare il cambiamento nel rinnovamento positivo; capacità che si salda con impegni coerenti e sacrifici concreti. E senza illusioni del “tutto facile” per soluzioni a portata di mano. Soluzioni agevoli che non ci sono, se non “ci si rimbocca le maniche”. E senza concessioni alla metafora.

di Gianni Amodeo

NOLA PIANGE LUIGI VECCHIONE, “INVENTORE” DELLA FESTA DELLA MATRICOLA

Nola 1957 - Festa della Matricola - Da sinistra: Raffaele e Geppino Iorio, Luigi Vecchione, Emilio Ruocco

Nola 1957 – Festa della Matricola – Da sinistra: Raffaele e Geppino Iorio, Luigi Vecchione, Emilio Ruocco (clicca sull’immagine per ingrandire)

“Oggi Nola è più povera per la perdita di uno dei suoi figli migliori, Luigi Vecchione, una vita spesa al servizio della Città”. Con queste parole il vescovo di Nola Beniamino Depalma ha ricordato Luigi Vecchione i cui funerali si sono tenuti questa mattina in Duomo dove la salma era giunta ieri sera dalla sua abitazione privata.

Il suo attico a Nola era diventato nel tempo una biblioteca di oltre trentamila testi di cui alcuni originali ed unici, oltre ad una pinacoteca dei più grandi artisti dell’ottocento e novecento italiano. Il professor Vecchione era solito accogliere tutti in casa propria, sia se si trattava di studenti (alla ricerca di testi per tesi di laurea) sia di studiosi. Amava fare da cicerone mettendo a proprio agio i suoi ospiti che, puntualmente, andavano via con un volume tra le mani gentilmente donato da lui. Conosceva a memoria il posizionamento di tutti i suoi testi, un vero mostro di cultura e fine ricercatore di testi introvabili di personaggi importanti e minori del nostro territorio. Alla fine degli anni ’50 fu il promotore della prima “Festa della Matricola” nazionale che si tenne proprio a Nola. Per tre giorni nel mese di novembre del 1957 la città bruniana divenne capitale universitaria d’Italia; in quella occasione arrivarono universitari da tutta la nazione ed in piazza Giordano Bruno fu celebrato il primo “papiello” ai giovani universitari, una consuetudine che purtroppo scomparve alla fine degli anni ’80. Negli anni ’90 fondò l’Archeoclub, sezione di Nola, ancora oggi attivo e presieduto da Flora Nappi. Presente questa mattina al rito funebre anche il sindaco di Nola, Geremia Biancardi. “Luigi Vecchione nella sua lunga esistenza è stato uno dei più fervidi e brillanti animatori culturali della Città – ha esordito Biancardi –, fin dagli anni ’50 il suo impegno è stato principalmente rivolto a dare lustro anche a quei personaggi minori che hanno operato a Nola come Nicolao da Nola. Approfondiva tutto, è stato un vero testimone della nolanità. Vecchione ha donato al Comune di Nola, in un primo momento, oltre cinquemila testi (tutti catalogati ed allocati nella biblioteca comunale al corso Tommaso Vitale), mentre altri diecimila testi, successivamente donati e la cui catalogazione è in corso, saranno allocati nei locali ristrutturati dell’ex Carcere in via Merliano dove sarà aperta una nuova biblioteca intitolata a Luigi Vecchione, in modo da essere fulgido esempio per quelle generazioni che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo”.

di Autilia Napolitano

ilc@zziblog ricorda con affetto il professor Luigi Vecchione, stringendosi intorno alla moglie, sig.ra Rosetta, in questo momento di profondo dolore.

RITORNO AL FUTURO

copertina Nola cronaca dall'eccidio - Alberto LiguoroDalla “Terra dei Fuochi”… che mai più una nostra terra abbia a chiamarsi così! Ma, si trasformi, si faccia di tutto perché si chiami piuttosto la “Terra della vita e della speranza”, alla “Terra del sangue, delle antiche civiltà e della memoria”.

L’altro ieri, 27 gennaio 2014, si è celebrata alla biblioteca comunale di Caivano, grazie allo spirito di iniziativa della direttrice Giuseppina Donesi, affiancata da Ciro Pisano e con l’appoggio e la collaborazione del Sindaco di Caivano, Dr. Falco ed altre Autorità Comunali, la tradizionale giornata della memoria, in un modo particolare; prendendo spunto, cioè, dal libro “Nola, cronaca dall’eccidio”, di cui sono autore, e che la dott.ssa Donesi ha conosciuto attraverso i mass media, ha quindi acquistato, letto e, come appare evidente dai fatti e dalle sue parole, ha trovato interessante e portatore di spunti di riflessione ed emozioni.

Il mio libro fa anche cenno all’immane tragedia della shoah, ma il punto fondamentale è che esso, attraverso la storia di due innamorati, prima fidanzati, poi coppia di giovani sposi, spaccata in due e subito dopo annientata dalla guerra, ma più concretamente da uno dei numerosi crimini di guerra, anzi il primo, perpetrato dai Nazi-fascisti contro le istituzioni e il popolo italiano, dopo l’8 settembre del ’43, richiama fortemente l’attenzione sull’imprescindibile necessità di non dimenticare.

Ripercorro brevemente la storia per meglio illustrare quanto da qui a poco dirò:

Alberto e Nina sono due giovani sposi torinesi, trentenne lui, ventiseienne lei, i miei genitori.

Alberto è un architetto, richiamato sotto le armi per gli eventi bellici della II guerra mondiale, col grado di tenente e assegnato al 48° reggimento di artiglieria di stanza a Nola; Nina, che ha attitudini da sarta, segue Alberto, stabilendosi a San Marco dei Cavoti, piccolo paesino del Sannio, fuori dal turbinio della guerra, in una ospitale famiglia di loro amici per motivi di colleganza e di affinità elettiva.

Il 10 settembre del ’43 muore a Nola, nel corso di tafferugli che vedevano coinvolti militari tedeschi e civili e militari italiani, un tenente tedesco (oltre a due civili italiani). Immediata, l’11 settembre scatta la reazione tedesca, che si sostanzia, contro ogni regola di civiltà e di ragionevolezza, nell’uccisione di 10 ufficiali italiani, che, prelevati con uno stratagemma e con casualità, a parte i due colonnelli comandanti, rispettivamente, il reggimento e il distretto militare, vittime designate, quali ufficiali superiori, senza bisogno di sorteggio, tutti messi al muro, e falciati con una raffica di mitra che, con loro, recide i loro progetti, i loro sogni, i loro affetti. Tra quegli ufficiali è anche Alberto, mio padre.

Sei mesi dopo io nasco a San Marco dei Cavoti, e un mese dopo, mia madre Nina, che aveva, nel frattempo, saputo in modo improvviso e imprevedibile della atroce morte di mio padre, ne segue la sorte per complicazioni post parto, all’ospedale di Benevento, dove era stata concitatamente portata per un disperato tentativo in extremis.

Io, che ho ricevuto da mia madre, mentre era sul punto di lasciarmi, lo stesso nome di mio padre, accedo all’alba della mia vita, nell’alveo della famiglia amica presso la quale mia madre aveva trovato amorevole accoglienza, ma soprattutto “adottato” dalle persone del paese, che molta commozione e compassione hanno, certo, tratto dal senso di vuoto con cui inizia la mia storia.

Ritorniamo ai giorni nostri ed ecco che nel silenzio, nell’attenzione ovattata e tesa, con cui molti giovani e meno giovani, nella biblioteca di Caivano, ascoltano, con quella determinazione e assiduità della pioggia fitta e continua che, dalle finestre, molto consistentemente si sente, si spandono i sentimenti che il racconto suscita, le emozioni, l’amore, la dolcezza, il raccapriccio, l’odio, forse, per gli autori dell’eccidio, e tante riflessioni e pensieri impalpabili eppure veri, concreti, profondi, qui insondabili, ma presenti, che si avvertono dagli occhi, dall’attenzione, da alcune domande.

Alla fine tutto questo ha la sua sintesi in una decisione in cui si ritrovano, con fermezza, le volontà di docenti e studenti: andare a Nola per visitare il luogo dell’eccidio, per vedere quell’angolo di terra che fu bagnato da sangue innocente.

Così si muovono, oltre alla direttrice e operatori della biblioteca pubblica, organizzatori, corpo insegnanti, responsabili del Comune di Caivano, viene noleggiato un pullman sufficientemente capiente, e ieri, 28 gennaio, eccoci arrivati a Nola. Con i coordinatori, l’indispensabile aiuto di Mimmo Laurenza e i professori ci sono studenti delle scuole medie Milani e Cilea, dell’ITIS Francesco Morano e Istituto Comprensivo 3 del Parco Verde.

Riesco a contattare trovandolo immediatamente disponibile, con l’affetto e il senso di partecipazione di sempre, il mio amico Raffaele Napolitano, che ci fa da guida, ma più corretto sarebbe dire: da oltre 15 anni ci fa da guida a Nola, unitamente all’Associazione Nazionale Amici del Marciapiede, di cui è esponente, e non solo per tutto ciò che riguarda quello che si può, ormai, in senso gergale, grazie soprattutto al loro operato, chiamare semplicemente l’”11 settembre”, ma anche per i percorsi culturali della città, i luoghi bruniani, il museo archeologico, la curia vescovile, la festa dei gigli, patrimonio dell’Umanità, come decretato dall’UNESCO, le basiliche paleocristiane di Cimitile e, soprattutto, i contatti umani, professori, studiosi e comuni cittadini, le persone di buona volontà, il sale della Terra.

eccidio nola 11 sett 1943 - 2Possiamo così visitare, oltre alla facciata in parte sconnessa, come lasciata dalle mine tedesche, della caserma Principe Amedeo, sede del 48° reggimento di artiglieria dell’esercito Italiano nel ’43, in parte ristrutturata con diversa destinazione, luogo dell’eccidio, luogo sacro bagnato dal sangue dei militari italiani trucidati, ed oltre al monumento dedicato ai martiri risorgimentali e a coloro che si ribellarono all’oppressione tedesca dopo l’8 settembre 1943, lo splendido museo archeologico, custode dei millenni della nostra civiltà, dove incontriamo anche una preziosa guida, addirittura nell’Assessore alla Cultura del Comune di Visciano, per fortuna, o perché, come dice Raffaele, “dall’alto qualcuno ci guarda”, e gli faccio eco io “si vede che lassù qualcuno ci ama”.

Questo mi permette di salutare, alla fine della mattinata, prima di lasciarci, dandoci appuntamento per un’altra volta, tutti e, in particolare, gli studenti e studentesse che, con il raccoglimento e il silenzio di fronte al sacrificio di coloro che, come hanno ben compreso, difendevano anche il futuro delle successive generazioni, il loro futuro, la loro attenzione, la loro voglia di sapere, la curiosità, piacevolmente evidenti, per le strade e nel museo, nel loro muoversi con febbrile attrazione tra quadri, mosaici, statue, monili, suppellettili, scattare fotografie, come potevano, con i cellulari, macchinette fotografiche improvvisate, il loro avvicinarsi di più per ascoltare, hanno a noi accompagnatori evidenziato di poter ben sperare e fondare su di loro, con un ultimo pistolotto, che spero non mi abbia fatto guadagnare l’appellativo di rompiscatole:

“Oggi voi avete visto chi siete, da dove venite, sia in Piazza d’Armi davanti alla Caserma dell’eccidio, dove avete visto i segni della sofferenza e del sacrificio di un passato abbastanza recente, sia di fronte ai segni dell’arte, di usi antichi e di abilità tecnica ed elevatezza spirituale del passato più remoto. Tutto questo vostro passato, è il vostro futuro. E’ la vostra natura, la vostra originalità, fatene sempre tesoro, non trascurate e non dimenticate nulla. Solo se così farete potrete avere un futuro che ne sia degno e contenga il senso della Civiltà che voi rappresentate, e ancora oggi fa testo, in Italia e fuori d’Italia”.

Il pullman parte, ultimi saluti.

di Alberto Liguoro

PRESENTATO IL GRUPPO NCD NOLANO, LE ADESIONI

Alla presenza del coordinatore regionale e sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano e dell’on. Francesco Vincenzo Nappi, questa mattina al Palazzo G. Bruno di Nola è stato presentato ufficialmente il Nuovo Centrodestra (Ncd) bruniano.

Ad aderire ben quattro consiglieri comunali di Nola (Francesco Maggio, Luigi Sommese, Antonio Annunziata e Antonio Tufano) e l’assessore Erasmo Caccavale. Presenti all’incontro numerosi amministratori locali dell’area nolana: in prima fila (molto pensieroso) il sindaco di Casamarciano Andrea Manzi, Francesco Iovino (vicesindaco di Saviano) e l’assessore Teodoro Aliperti; il presidente del consiglio comunale di Scisciano Santa Palma e l’assessore Giuseppe Paduano; l’ex consigliere comunale di Marigliano Rocco Esposito ed il candidato sindaco Michele Nappi; Peppe Sommese, consigliere comunale di Somma Vesuviana; Francesco Aprile e Carmine Greco, consiglieri comunali di Cimitile; Nicola Marotta di Brusciano; Raffaele Restaino, consigliere comunale di Casamarciano; Angelo Perrotta, consigliere comunale di Roccaraionola; Santolo Scala, consigliere comunale di Liveri; Salvatore Addeo, consigliere comunale di Palma Campania; Adolfo Carrella, assessore di Carbonara di Nola, nonché il dirigente del comune di Nola Felice Maggio; Vincenzo Napolitano, ex candidato sindaco di Nola alle Comunali 2009 con la lista civica P.E.R. Nola e Salvatore Notaro in veste di moderatore del tavolo. I quattro consiglieri comunali all’unisono hanno condiviso il progetto del Nuovo Centrodestra per dire basta alle decisioni calate dall’alto. Francesco Maggio ha rimarcato con forza che la politica ha bisogno della presenza dei partiti augurandosi la formazione di una squadra seria ed impegnata nel risolvere le problematiche della città. Antonio Annunziata ha auspicato la formazione di una lista forte per le prossime amministrative, capace di portare nuove idee per il rilancio della città. L’assessore Erasmo Caccavale, uno dei più convinti ad aderire al progetto di Ncd, ha la piena consapevolezza che è arrivato il momento di riappropriarsi del ruolo che spetta agli amministratori locali essendo gli unici che entrano nella case per chiedere il voto. “L’appiattimento della politica locale è dovuto essenzialmente all’ingerenza asfissiante dei livelli superiori di riferimento – ha dichiarato Caccavale –. Mi auguro, anzi ne sono convinto, che la lista che si presenterà per le prossime amministrative di maggio sarà collocata nel centrodestra e sarà fortemente collaborativa con Forza Italia”. Luigi Sommese invece ha sostenuto di credere nel progetto in quanto il partito si è collegato dalla parte dei cittadini, ormai sempre più sfiduciati. Allo stato sembra che i quattro consiglieri comunali valuteranno attentamente se costituirsi in consiglio comunale in gruppo. “Iniziamo un percorso – ha esordito l’on. Francesco Vincenzo Nappi, coordinatore provinciale Ncd – che ci vedrà protagonisti nei prossimi mesi non solo in provincia di Napoli; nella nostra area a maggio si rinnoveranno ben otto consigli comunali tra cui Nola e Marigliano, due comuni che guardiamo con attenzione. Proprio da Nola partiamo con ben quattro consiglieri comunali ed un assessore e questo fa ben sperare sul futuro del nostro progetto. Il nostro partito era già ben radicato sui territori anche nel contenitore del Pdl; abbiamo cercato di creare un po’ di democrazia che fino a poco tempo fa c’è stata negata. Cercheremo di valorizzare il merito e l’impegno; all’inizio sul nostro progetto c’era un po’ di scetticismo, ma oggi i cittadini che hanno voglia di riappropriarsi della politica guardano con simpatia al nostro movimento. In questo momento sto molto vicino alla De Girolamo, colpita dalla macchina del fango; è la prima volta che un ministro della Repubblica italiana si è dimesso pur non essendo indagato; comunque sono convinto che resterà, anzi sarà ancora di più un pilastro del nostro partito insieme a Gioacchino Alfano”. “Sono stato uno che ha guardato sempre con interesse all’area nolana – ha dichiarato il coordinatore regionale Gioacchino Alfano –, tanto è vero che alle ultime elezioni politiche di febbraio scorso una delle due grandi convention elettoralistiche del Pdl a Napoli e provincia è stata fatta a Nola a Villa Minieri con la presenza dell’on. Angelino Alfano. Oggi che ho l’onore di coordinare il partito a livello regionale non mi metto a fare il padrone; in questa fase c’è solo l’esigenza di aderire al partito e fare i circoli. Sia ben chiaro che la campagna elettorale non è ancora partita e le coalizioni non sono state decise, l’ascolto dei territori è importante. Comunque non vorrei costruire un partito di persone che pensano di avere una rendita di posizione dall’alto, anzi, il mio sogno è quello di un partito dove i coordinatori provinciali e regionali devono impegnarsi esclusivamente per l’interesse del partito evitando di candidarsi o lavorare per se stessi”. Intanto ancora tutto top secret sulle alleanze bruniane (anche se fuori onda tutti i quattro consiglieri comunali, compreso l’assessore, sono d’accordo a sostenere il riconfermato Geremia Biancardi). Sembra che la presenza del coordinatore regionale Gioacchino Alfano sia servita anche a calmierare l’entusiasmo e la passione dell’on. Francesco Vincenzo Nappi mostrata nell’ultima conferenza stampa per la presentazione del candidato sindaco di Marigliano e per il sostegno annunciato alla ricandidatura di Geremia Biancardi a Nola.

di ra.na.

BAIANO. SCENARI DEL PARCO DEL PARTENIO: SUCCESSO PER L’OPERA DI STEFANO LANZIELLO, PRESENTATO NEL CIRCOLO “L’INCONTRO” IL DOCUMENTARIO CHE RACCONTA LE QUATTRO STAGIONI DI UNA DELLE PIU’ BELLE E SUGGESTIVE AREE PROTETTE DELLA CAMPANIA

Non c’è che dire. E’ davvero uno spot di bell’effetto e forte richiamo, per usare il corrente gergo di marketing consumistico, di cui è scontato il maggiore o… minore tasso d’inganno. Più pertinente e realistico considerarlo, invece, per la sua “unicità” quale esaustivo messaggio, in grado di veicolare e rappresentare la “carta d’identità” del versante centrale del Parco del Partenio, sul versante centrale, che corre da Montevergine all’area avellana, contrassegnata a valle dallo scorrere del Clanio, tra le pareti d’irti pendi con sporgenze di bianca roccia come in un lungo ed interminabile canyon, in cui s’insinua la via dei Cristiani, itinerario battuto da pellegrini del lontano passato, diretti proprio al Santuario mariano di Montevergine. Ed è l’itinerario, in cui s’incontra la Chiesa rupestre di San Michele, da anni ormai chiusa al pubblico. Uno straordinario monumento, segnato da incombenti pericoli di frana e che non si riesce porre in sicurezza, nonostante il suo valore culturale.

Sono – questi – i tratti significativi e convincenti dell’ampio ed articolato diorama di foto in sequenza di video, con il controcanto di musiche classiche, realizzato da Stefano Lanziello e con l’ottimo montaggio di Carmela Peluso. E fa specie rilevare che una produzione del genere e di spiccata qualità nel dare “visione” delle eccellenze del Parco, non sia ancora stata acquisita dalle istituzioni locali, dai Comuni alla Comunità Montana Vallo di Lauro e Partenio, che in materia di promozione e valorizzazione del territorio non hanno mai prodotto nulla, né mai incoraggiato e sostenuto iniziative come quelle di Stefano Lanziello, impegnato in splendida solitudine nella realizzazione di un’operazione culturale, che incide e lascia il segno. E nelle scuole il senso dell’operazione ha già fatto registrare una eccellente accoglienza con la proiezione del documentario nell’Istituto comprensivo “Monsignor Pasquale Guerriero”, ad Avella. Un riscontro, che meriterebbe di essere espresso anche da altre scuole, considerato il valore didattico e formativo del lavoro. Un momento di conoscenza del territorio di rara importanza.

Di certo, la proiezione del diorama nei locali del Circolo L’Incontro ha catalizzato l’attenzione del pubblico presente, inaugurando al meglio la serie d’iniziative, programmate dal sodalizio, per focalizzare il rapporto tra Ambiente e Naturalità. Un rapporto, i cui valori  sono troppo spesso elusi e disattesi, condizionando e modificando gli equilibri della vivibilità generale. Il filmato racconta i mutevoli e multicolori profili di scena, che nello scorrere delle quattro stagioni dell’anno connotano il Parco del Partenio, tra le più importanti aree protette regionali e che s’interfaccia con il Parco del Matese ed il dirimpettaio Parco nazionale del Vesuvio. Tre aree protette, quasi sentinelle, ma… inermi, poste a presidio dell’originaria morfologia della vasta pianura campana, su cui l’avidità e la stupida violenza degli uomini nel giro di trenta anni hanno innescato tali e tante di quelle alterazioni da “generare” l’innaturale ed avvelenata Terra dei fuochi, nella cui mappa, com’è noto, si trovano i territori di 57 Comuni, con la popolazione di oltre un milione di abitanti.

Sono sequenze audiovisive d’autore – di carattere amatoriale – con effetti speciali per la cura profusa nella rappresentazione espressiva dei dettagli paesaggistici e delle caratteristiche del Parco, con particolare rilievo per la flora e l’avifauna, a cui fanno da sfondo gli scenari dell’incanto del sistema-Parco, comprensivo dei Comuni delle province di Avellino, Benevento e Napoli. Una mappa, in cui spiccano le aree di Montevergine e il monumentale complesso architettonico del Santuario della Madonna bruna, mentre si rincorrono i panorami suggestivi di monti, valli e valloni lungo la dorsale dell’Alto Clanio, Capo Ciesco, la Piana di Lauro, Campo Maggiore, il Taburno che s’intravede nella sua maestosa imponenza, per affacciarsi sulla contigua Valle Caudina, per non dire delle cristalline e limpide acque delle sorgenti della Bocca d’acqua e di Sant’Egidio, del sornione chiacchiericcio dell’appena ritrovato flusso della cascata d’Acqua pendente; flusso che sembrava svanito dopo il terremoto dell’80.

Una successione di scenari, ora trionfanti di verde ora ricoperti di bianca coltre di neve, ad alta e media quota, in cui è possibile ammirare l’Eremo di San Silvestro con le sue pietre oranti in raccolta ed intima meditazione di fede. E poi si squadernano i pianori, quasi ad interrompere la vertigine delle vette montane, per ospitare gli allevamenti di scattanti e caracollanti cavalli in libertà, le taciturne mandrie di bufale e gli stazzi per le greggi ovine, retaggio della pastorizia che in queste terre per millenni è stata fonte di vita e… ricchezza.

Sono squarci rivelatori delle eccellenze del Parco, su cui Stefano Lanziello si sofferma con l’obiettivo regalando scene di stupendi dettagli nel fissare la varietà dei colori dei fiori di campo, nella loro esplosione di vita in primavera, catturando i vorticosi ed imprevedibili volteggi delle farfalle che paiono giocare con le corolle dei fiori, l’evoluzione biologica dei girini che diventano rane, le sinuose salamandre che flemmatiche s’appiattiscono sul suolo e si mimetizzano tra le protettive erbe del sottobosco e delle vicine acque sorgive. E poi, vera chicca, il racconto del nido d’uccelli, con le uova depositate fino alla loro schiusa con gli implumi volatili desiderosi di proiettarsi nel libero cielo. Sono sequenze in presa diretta, filmate con pazienza ed osservazione metodica per giorni.

Un ottimo lavoro per la cesellatura dei “tagli” e dei primi piani per un bel racconto d’impronta naturalistica. Una produzione degna di ben figurare nelle rassegne nazionali ed internazionali dei docu-film, specie se fosse arricchita ed integrata da schede esplicative delle caratteristiche topografiche dei siti, delle testimonianze architettoniche presenti e delle peculiarità delle attività zootecniche praticate sull’area del Parco.

A sigillo della proiezione – poco meno di un’ora – seguiva la conversazione d’approfondimento, con filo conduttore comune la presa di coscienza, per la quale il territorio va conosciuto, se c’è la convinzione di tutelarne le peculiarità. Un’opportunità di riflessione, quella fornita dal lavoro di Stefano Lanziello, geologo di professione, ambientalista per scelta e componente di quel folto gruppo di escursionisti e cultori della montagna, ch’è particolarmente attivo sul territorio dell’Unione intercomunale del Baianese e dellAlto Clanio. E poi la consegna della pergamena-ricordo del Circolo L’Incontro al giovane e stimato professionista.

di Gianni Amodeo

NOLA. PRIMARIE SINDACO CENTROSINISTRA, I GARANTI RACCOGLIERANNO LE CANDIDATURE VENERDI 31 GENNAIO PRESSO L’HOTEL PAMARAN

nola che cambiaProcede spedito il percorso organizzativo verso le primarie del 9 marzo.

Già nelle scorse settimane il tavolo politico-organizzativo aveva individuato i cinque garanti a cui affidare la custodia del regolamento e del codice etico; personalità riconosciute in città che rappresentano un indubbio valore aggiunto alla coalizione NOLA CHE CAMBIA e la certezza di uno spirito autonomo nella conduzione della competizione. I componenti (la professoressa Emma Narni Mancinelli, il dirigente d’azienda Luigi Pappalardo, gli avvocati Vincenzo Laudanno e Vincenzo Scolavino, Salvatore Giugliano, giá segretario della sezione DS di Piazzolla) dovranno per prima cosa accogliere le candidature e vagliarne la regolarità, accompagnando il percorso fino alla proclamazione del 9 marzo prossimo. Proprio per assolvere al primo onere a loro affidato, i garanti hanno concordato che sarà possibile consegnare candidature e relativi allegati nella giornata di venerdì 31 gennaio dalle 16,30 alle 20,00 presso l’Hotel Pamaran sito in Nola alla via Stella, dove sarà allestita un’apposita aula adibita a punto di raccolta.

(CS)

NOLA. GIORNO DELLA MEMORIA, LA SHOAH RACCONTATA DAGLI STUDENTI

In occasione del “Giorno della Memoria” istituito in ricordo della tragedia dell’Olocausto e della deportazione dei cittadini italiani, civili e militari, nei campi nazisti, l’assessorato ai beni culturali dell’ente di piazza Duomo ha indetto ed organizzato un momento rievocativo per non dimenticare quella immane tragedia.

“Pagine della memoria: poesia e prosa della Shoah”, è il titolo della manifestazione in programma domani, lunedì 27 gennaio, alle ore 10 nella chiesa dei SS. Apostoli. Presenti all’incontro il sindaco Geremia Biancardi, l’assessore ai beni culturali Cinzia Trinchese, lo studioso Carmine Piscitelli e gli alunni delle scuole superiori cittadine che, per l’occasione, attraverso la lettura di versi più rappresentativi di quello spaccato di storia, daranno voce a chi nei lager nazisti ha sperato, ha pregato ed è sopravvissuto.

cinzia trinchese“Un momento significativo – ha dichiarato l’assessore ai beni culturali Cinzia Trinchese –, soprattutto per le giovani generazioni affinché la storia sia da monito all’agire contro ogni forma di intolleranza e di discriminazione”.

“Oggi ricordiamo il dramma della Shoah partendo dalle fonti e dall’esperienza vissuta dalle vittime – ha dichiarato il sindaco Geremia Biancardi –, con l’auspicio che i più giovani possano consolidare la consapevolezza di quanto accaduto e che la storia possa davvero impedire che tali atrocità e bestiali ideologie abbiano a ripetersi”.

di Autilia Napolitano

TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULLA LEGGE ELETTORALE (*)

allen(*) Ma non avete mai il coraggio di chiedere.

Demagogia. (pratica politica tendente a ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni con promesse difficilmente realizzabili).

Qual è la migliore legge elettorale? Di norma, i politici (tutti i politici) rispondono immediatamente che è quella che maggiormente risulta funzionale agli interessi del popolo, cioè (indefettibilmente) quella proposta dal partito di appartenenza: apoteosi della demagogia, appunto.

Sgombriamo il campo dagli equivoci: il sistema proporzionale (ad ogni partito viene assegnato un numero di seggi esattamente proporzionale alla quantità di voti ottenuti) è quello più equo, nel senso che si concilia con immediatezza al comune sentire degli individui, per cui, non diversamente da quanto accade ad esempio in una società,il peso (il potere decisionale) di ciascuno è commisurato al numero delle azioni possedute. Ovviamente, il limite intrinseco in tale sistema riposa nella possibile/probabile instabilità della maggioranza, condizionata dal peso spropositato che finiscono inesorabilmente col conquistarsi partiti anche piccoli, ma assolutamente indispensabili in ciascuna coalizione in un quadro politico nel quale i partiti maggiori non riescono più a coagulare un consenso realmente importante. Di qui essenzialmente le ragioni e la forza del maggioritario, che si affida a premi più o meno sostanziosi, più o meno ingiusti, appellandosi alla necessaria salvaguardia della governabilità.

Cronologia.

Com’è noto, la stessa Costituzione Italiana (sia pure in maniera non prescrittiva, atteso che rimandava al Parlamento l’elaborazione della legge elettorale) induceva chiaramente ad una legge proporzionale, che infatti fu immediatamente adottata con una valenza che si è protratta fino al 1993, allorché, sotto l’impulso di un referendum popolare, sollecitato dall’esplosione di “mani pulite”, il Parlamento adottò il cosiddetto Mattarellum (dal nome del relatore della legge, Sergio Mattarella, oggi giudice costituzionale). Senza entrare nel dettaglio, a dir poco noioso, è sufficiente in questa sede specificare che trattasi di un sistema misto, nel senso che risultava sostanzialmente maggioritario per il 75%(in ogni collegio risultava eletto il candidato che, in un unico turno, otteneva il maggior numero di voti risetto ai suoi avversari) e proporzionale per il restante 25%. Inoltre, con questa legge veniva fissata una soglia di sbarramento per la Camera del 4%.

A partire dal 2005 la maggioranza parlamentare (Forza Italia, Lega, A.N. e UDC) introduce la legge Calderoli, recentissimamente dichiarata per alcuni tratti incostituzionale dalla Suprema Corte. Solo per la cronaca: il nomignolo diPorcellum non ha alcuna relazione con l’aspetto fisico, né con il profilo politico del relatore della legge, ma è dovuto ad una felice, quanto fortunata definizione del noto politologo professor Sartori, corroborata dallo stesso Calderoli in un’apparizione televisiva a Matrix. Poiché si parla della legge sotto la cui egida abbiamo votato sino ad oggi non sembra opportuno illustrarne le caratteristiche evidentemente note anche ai più giovani, ma ci si limita a ricordare che ha un’impronta proporzionale, corretta con premi di maggioranza che, alla Camera, possono assumere dimensioni semplicemente imbarazzanti (alle ultime elezioni la coalizione di centro-sinistra, pur avendo raggiunto appena il 29,9% di consensi in quel ramo del Parlamento, ha ottenuto il 54% dei seggi).

L’accordo Renzi-Berlusconi. (Con accodamento di Alfano. Attenzione, la coda potrebbe allungarsi ulteriormente: possibili intasamenti).

I termini dell’accordo sono fin troppo noti: giornali e televisioni ci stanno letteralmente perseguitando ad ogni ora del giorno, per cui non mi sembra il caso di ammorbarvi ulteriormente. Non so come chiameranno la legge, di certo si profila un maggioritario sicuramente tosto, condito in salsa spagnola o, ad essere puntigliosi, turca. Dunque, chi raggiunge il 35% in prima battuta prende la maggioranza assoluta; nel caso non venga raggiunta in quella sede tale soglia si va ad un secondo turno fra i primi due partiti (sia che si siano presentati al primo turno da soli, sia coalizzati): chi prende un voto in più dell’altro ottiene la maggioranza assoluta. Saluti e baci.

Come mai due culture politiche dichiaratamente avverse (almeno nei proclami) convergono improvvisamente su una così semplice e pacifica soluzione? Perché questa è la migliore legge elettorale per il popolo Italiano? Forse. Di certo, conviene ad entrambi (questa volta non mi riferisco alle culture politiche, ma ai due menzionati personaggi).

A dar credito ai sondaggi (buon Dio, dacci oggi il nostro sondaggio quotidiano) la coalizione di centro-destra e quella di centro-sinistra sarebbero sostanzialmente alla pari, per cui le caratteristiche della legge concordata darebbe alla coalizione vincente un potere assoluto in danno delle formazioni più piccole che sarebbero spazzate fuori dalla Camera. A dirla tutta le modalità con le quali si “battezzano” le due coalizioni fanno riferimento alle passate elezioni e tralasciano allegramente di considerare che, allo stato, PD e SEL sono su fronti opposti ed altrettanto accade per Nuovo Centrodestra, da una parte e F.I., Lega e Fratelli d’Italia dall’altra. Evidentemente i sondaggisti sono persuasi che di fronte al pericolo di non entrare in Parlamento alla finesi acconceranno ad una formula che consenta una qualche sopravvivenza dei cespugli, anche in spregio a sbandierate idealità o progettualità. Tutti teniamo famiglia.

Liste bloccate.

L’accordo Renzi-Berlusconi prevede, inoltre, il mantenimento delle liste bloccate, a suo tempo introdotte dal Porcellum, cioè mantiene il diritto dei vertici di ogni partito di predeterminare con fortissima approssimazione la compagine di eletti nel proprio partito. Il che significa, di norma, allestire una squadra di parlamentari la cui qualità essenziale è costituita dal grado di fedeltà al capo. Con buona pace della democrazia interna dei partiti e della stessa volontà degli elettori.

Sulla perpetrata negazione del diritto dei cittadini di scegliersi i propri rappresentanti non varrebbe neppure la pena di soffermarsi, se non per riflettere su un argomento alquanto singolare che viene proposto di continuo per sostenere l’opportunità delle liste bloccate: questa formula viene adottata nelle altre democrazie europee, a partire dalla Germania. Personalmente non sopporto più i demagoghi di turno che per sostenere la validità della propria tesi fanno riferimento ad un’analoga problematica risolta in Europa nella direzione a loro più gradita, avendo cura di tralasciare furbescamente tutte le altre scelte dello stesso Paese preso ad esempio che vanno in contraddizione con le loro argomentazioni. Per restare alla Germania: è pur vero che colà i parlamentari sono scelti con liste bloccate, ma è altrettanto vero che il sistema elettorale non prevede premi di maggioranza. Di recente la coalizione di Angela Merkel pur avendo ottenuto il 47% (quarantasette per cento) dei voti non ha potuto fare altro che mediare per circa 3 mesi con gli avversari socialdemocratici tutte le sue posizioni fino a raggiungere una sintesi programmatica caratterizzata da un afflato sociale decisamente più avanzato rispetto al programma originario.

di Eduardo Quercia

L’ASL NA3 SUD NON PAGA GLI INCENTIVI AI DIPENDENTI, INSORGONO I SINDACATI

CGIL CISL e UIL dell’ASL NA3 SUD hanno convocato per domani, lunedì 27 gennaio 2014, alle ore 11.00 l’assemblea generale di tutti i dipendenti dell’ASL NA 3 SUD presso i Servizi Centrali di Castellammare per protestare contro la Dirigenza dell’ASL che, tramite alcune comunicazioni inusuali via mail, ha comunicato che non sarebbero state pagate le spettanze dovute ai lavoratori relative all’anno 2013.

La comunicazione, ricevuta solo nel pomeriggio del 22 gennaio 2013 a firma della dott.ssa Alfieri, indica una non meglio definita “verifica tecnico contabile sull’appropriatezza degli istituti contrattuali” e che pertanto viene sospesa l’erogazione dei compensi accessori del mese di dicembre 2013. Nonostante il pronto intervento delle Organizzazioni Sindacali che si sono rivolte al Direttore Generale il 23 gennaio per manifestare le profonde critiche per questo modo assurdo e per evitare tensioni facilmente superabili, e nonostante l’impegno del Direttore Generale che ha garantito che avrebbe fatto il possibile per risolvere la questione e che avrebbe confermato il pagamento di quanto dovuto nel pomeriggio del giorno 23, nella giornata del 24 il Capo del Personale ha confermato i tagli salariali. Le Organizzazioni Sindacali CGIL CISL e UIL, ritenendo inaccettabile questo atteggiamento hanno convocato per domani, lunedì 27 gennaio 2014, alle ore 11.00 l’assemblea di tutti i dipendenti dell’ASL NA 3 SUD.

(CS)

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