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Archivio per il giorno “dicembre 18, 2013”

QUELLI CHE… SI ENTUSIASMANO, MA NON TROPPO

piazza duomo panoramica follaFinalmente è arrivato. Il sigillo dell’UNESCO è stato concesso, ora tutti i mali che hanno attanagliato, strangolato e ridimensionato la nostra ETERNA scompariranno così per magia grazie al sigillo tanto sperato.

Intendiamoci, non si vuole assolutamente sminuire il grosso successo ottenuto, anzi si è convinti che tale riconoscimento sia necessario purché si parta da questo per raggiungere mete sempre più ambiziose. La città tutta ha cercato e voluto fortemente questo riconoscimento, ora però, bisogna “capitalizzare” quanto ottenuto. Bisogna operare nell’ottica di una dimensione diversa, nazionale ed internazionale. Essere stati “riconosciuti” dall’UNESCO è un merito della storicità, della tradizione, della peculiarità della Millenaria. Che nessuno si azzardi ad appropriarsi meriti. Pare acclarato, ormai, che la festa, necessita di un cambiamento di rotta a 360°, nessuno pare essere contento dell’andamento degli ultimi anni, ma per cambiare non possiamo aspettare che siano gli altri a cambiare, ma dobbiamo essere noi a mutare il modus vivendi in relazione alla Festa. Tolstoj diceva: “tutti vogliono cambiare l’umanità, ma nessuno pensa a cambiare se stesso!”. Ecco prendendo spunto dalla massima citata, proviamo a cambiare singolarmente ed insieme cambieremo la nostra Festa. Il sigillo concesso dall’UNESCO può e deve essere l’”archè”, l’inizio di una nuova era, che riporti la nostra Millenaria, ai fasti passati ed aiuti e stimoli un rinnovamento migliorativo costante.  L’UNESCO non ha detto che la ballata dei gigli è un’esclusiva della città di Nola, ma ha riconosciuto che la ballata dei Gigli di Nola affonda radici nella tradizione, nella religione, nel folklore, nella partecipazione e nella cultura del popolo nolano. Non dobbiamo pensare che da oggi la vera Festa è quella di Nola, questo era già noto prima del Sigillo UNESCO, ma dobbiamo lavorare per conservare quelle tradizioni e gli usi ed i costumi che hanno sempre caratterizzato l’unicità della Festa Paoliniana. Le vecchie tradizioni vanno “istituzionalizzate”, codificate, elevate, perché sono queste che hanno consentito alla città di fregiarsi del sigillo UNESCO. In buona sostanza, quello che preme maggiormente oggi è chiedersi se si sarà capaci di meritarsi e mantenersi la tutela dell’organismo internazionale. Da oggi necessita rispettare ortodossamente le tradizioni e le regole. Regole, queste sconosciute, che spesso sono interpretate e quasi mai applicate, un primo passo sarebbe quello di renderle quanto più possibile certe, chiare e molto poco interpretabili. A tutto questo deve o meglio dovrebbe pensare l’organismo preposto che oggi si chiama Fondazione, prima si chiamava Ente, ma al di là della terminologia, vanno evidenziate almeno tre caratteristiche, necessarie e propedeutiche, affinché si possa mettere la Fondazione nelle condizioni di operare. Chi scrive ritiene, in stretto ordine cronologico le seguenti tre caratteristiche, necessarie per un decollo della Fondazione e per essa la Festa stessa:

1) Capacità;

2) Autonomia;

3) Indipendenza.

Capacità delle persone preposte, e capacità non in senso lato, ma nello specifico, gente che ha vissuto e vive la Festa in tutte le sue sfumature e non soltanto la domenica della ballata. Capacità nell’attrarre interesse intorno alla Festa; capacità nel mondo del Marketing e della promozione turistica. Capacità nella codificazione di norme e sanzioni necessarie, e nella loro modifica ed integrazione al verificarsi di nuove condizioni.

Autonomia finanziaria, intesa come disponibilità per l’organizzazione di ogni singola Festa. L’autonomia, certo, ad oggi non può che essere limitata, ma le capacità di cui si discorreva sopra, dovrebbero portare ad una autonomia finanziaria non derivata da concessione del comune, ma dalla capacità di autofinanziamento.

Indipendenza. Qui, forse, possono incontrarsi delle difficoltà in quanto l’indipendenza deve essere decisionale in tutto ciò che è inerente la Festa. Indipendenza significa che la Fondazione non può essere subalterna all’assise comunale, ma trovarsi in una posizione staccata, di pari grado. Riusciremo in tutto questo? Chissà. Non resta che aspettare. Per adesso godiamoci il riconoscimento ed auguriamo alla Fondazione un buon lavoro. Siamo felici del sigillo, ma per ora non ci entusiasmiamo più di tanto. Insomma cuore gonfio di gioia ed occhi spalancati.

Così è… se vi pare.

di r.e.

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