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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivio per il giorno “dicembre 14, 2013”

«CHI VIVE A NOLA VA IN VAL D’AOSTA». DOVE FUGGIRE SE ERUTTA IL VESUVIO

Per fortuna sul Vesuvio si sta intensificando soltanto l’attività dialettica e non quella eruttiva o sismica. Giovedì c’è stato un convegno a Napoli, nella redazione del periodico Il Fiore Uomosolidale, sul tema «Intervista al Vesuvio: vulcano o montagna?», con Giuseppe Mastrolorenzo dell’Osservatorio Vesuviano. Venerdì 20, invece, si discute di «Zona rossa e sviluppo dell’area vesuviana» nella sala congressi del Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia, iniziativa organizzata da Vesuvio Hub in collaborazione con il periodico L’Ora Vesuviana e l’associazione SviMeu. E probabilmente la voglia di dibattere è cresciuta anche perché sta per approdare in Conferenza Unificata (sede congiunta della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Stato-Città e autonomie locali) il nuovo piano di emergenza per il rischio Vesuvio.

NUOVO PIANO DI EMERGENZA – L’aggiornamento, in realtà approntato a inizio anno, richiede il placet della Conferenza perché sono stati rivisti l’elenco dei Comuni in Zona rossa e anche la mappa dei gemellaggi, cioè di Regioni e Province autonome che dovrebbero ospitare i campani evacuati.

LA GEOGRAFIA DEGLI SFOLLATI – Mentre si sa da mesi che i Comuni inclusi nella zona di massimo rischio sono passati da 18 a 24, più parte di Napoli, non si conosceva la nuova ripartizione delle destinazioni per i possibili fuggitivi. Compresi i cittadini di Nola che potranno mettersi in salvo in Valle d’Aosta (dove prima andavano i residenti a Ottaviano, dirottati adesso nel Lazio), quelli di Palma Campania destinati a raggiungere il Friuli, mentre da Poggiomarino è prevista l’evacuazione nelle Marche, da San Gennaro Vesuviano in Umbria, da Scafati in Sicilia, da Pomigliano d’Arco nel Veneto e dai quartieri napoletani esposti al massimo a rischio, cioè Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio, nel Lazio. Forse per l’inserimento dei nuovi Comuni, forse per altri imperscrutabili motivi, intanto, rispetto alle mappe precedenti cambiano molte destinazioni. Qualche esempio. Da Boscoreale nel 1995, poi nel 2001, successivamente nel 2006, era prevista l’evacuazione in Puglia: ora la meta-salvezza è in Calabria. Da Torre Annunziata, al contrario, finora era previsto che ci si mettesse in salvo in Calabria, ora si dovrà fuggire in Puglia. Gli abitanti di Torre del Greco nel ’95 erano destinati in parte in Sicilia e in parte in Sardegna; nel 2001 e nel 2006 solo in Sicilia; con l’aggiornamento 2013 dovranno evacuare verso la Lombardia. Da Somma Vesuviana, invece, nei piani del 1995, del 2001 e del 2006 era previsto lo spostamento in autobus verso l’Abruzzo: per loro la destinazione è oggi la Lombardia. Eppure proprio i sommesi sono stati protagonisti della prima prova di evacuazione alla fine del 1999. Quattordici anni fa. In quell’occasione arrivò a sorpresa anche Franco Barberi, allora sottosegretario alla Protezione civile. L’esperimento coinvolse centocinquanta famiglie, meno di mille persone. che furono trasportate in autobus ad Avezzano. Ci furono parecchie polemiche, e Barberi rispose agli altri sindaci che era stata scelta Somma Vesuviana perché era «una delle poche cittadine che si era dotata del piano di viabilità, richiesto da tempo». Barberi e il prefetto Romano annunciarono che dal gennaio 2000 sarebbe stata organizzata «una prova-campione al mese». Ben sette anni dopo, a fine ottobre 2006, si tenne quella che Guido Bertolaso, allora a capo della Protezione civile, definì «la più grande simulazione mai entrata in scena finora».

MESIMEX – L’esercitazione, denominata «Mesimex», interessò i 18 Comuni vesuviani inseriti nella fascia rossa con il trasferimento simulato di tutti gli abitanti dell’area: 550 mila persone. In realtà le persone coinvolte furono circa 2.500, tra cittadini, volontari, forze dell’ordine e personale sanitario. E la prova ruotò principalmente — di nuovo — intorno a Somma Vesuviana e ad Avezzano, in Abruzzo, come meta dei sommesi da sfollare. Qualche altra iniziativa, di dimensioni molto contenute, c’è stata anche in seguito. Ma l’attività in area vulcanica e in Zona rossa è stata prevalentemente dialettica e cartacea. L’evacuazione richiederebbe una grande e meticolosa organizzazione, a cominciare dai piani di viabilità e da un’adeguata segnaletica stradale. Mai vista. Del resto non sembra che le amministrazioni municipali siano particolarmente preoccupate di predisporre tutto il necessario in caso di una vera evacuazione e di farlo rapidamente. L’Anas, invece, nello scorso settembre ha approvato il progetto esecutivo relativo alla Statale 268 del Vesuvio, finanziato con fondi europei per 54 milioni grazie alla Regione Campania. L’obiettivo è saldare il grande anello stradale intorno al Vesuvio, che con lo svincolo di Angri unisce la statale all’autostrada, opera fondamentale per il piano Vesuvio. I lavori saranno completati entro il 2015. Nel frattempo, nei prossimi giorni, la Conferenza Unificata distribuirà i fondi per l’accoglienza dei vesuviani sfollati.

di Angelo Lomonaco (Corriere del Mezzogiorno)

NOLA. COMUNALI 2014, E’ CACCIA ALLE DONNE

Nonostante il clima natalizio ed il momento magico che sta vivendo la città di Nola per il riconoscimento Unesco della Festa dei Gigli come patrimonio immateriale dell’umanità, a tenere banco in città è sempre di più la politica locale con i suoi inquietanti chiaroscuri.

Sul fronte del centrodestra è ancora il silenzio a prevalere. L’attuale maggioranza amministrativa, Pdl-Udc, allo stato non ha ancora confermato per le prossime elezioni amministrative l’alleanza che nel 2009 decretò il suo successo al primo turno, ma non ha neppure ufficialmente annunciato il “divorzio” politico, anche perché a muoversi nelle pieghe di un posizionamento vantaggioso nelle liste – si mormora che nel centrodestra saranno più di otto – sono solo alcuni consiglieri comunali a rischio esclusione a causa del nuovo assetto del civico consesso derivante dalla riduzione dei costi della politica, che porterà a 24 il numero di consiglieri comunali in luogo degli attuali 30, con la presenza nelle liste di almeno 1/3 di donne e la facoltà di esprimere due preferenze purché non dello stesso sesso. Sono proprio le donne dunque ad assurgere in questo momento ad un ruolo determinante per la vittoria finale, sicuramente nel prossimo consiglio comunale siederanno almeno cinque donne rispetto alle attuali due, che di fatto toglieranno – dopo la riduzione del numero dei consiglieri – ulteriore spazio all’altro sesso. Diversi consiglieri comunali con alle spalle più di tre consiliature stanno pensando di candidare per le prossime amministrative le proprie consorti e/o figlie. La caccia alla donna sta diventando per tutti gli schieramenti politici fondamentale per la formazione delle liste. Sono molti a credere infatti che la più votata alle prossime elezioni amministrative sarà una donna e questo preoccupa – probabilmente non politicamente ma per vanità – chi nel passato ha avuto un buon suffragio elettorale. A rischiare in questo momento seriamente il “posto”, ovvero la riconferma tra gli scranni della prossima assemblea cittadina, sono almeno sei o sette consiglieri comunali dell’attuale maggioranza. C’è già intanto chi è all’opera per scongiurare tale effetto, che potrebbe creare non pochi problemi di equilibrio politico. Le caute e rassicuranti promesse dei riferimenti nazionali di tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra, ai propri rappresentanti locali dovranno molto presto chiarirsi, ma il fatto che preoccupa di più e che ad oggi l’instabilità e la fragilità di questi riferimenti è sempre più lampante e questo rende incerto il futuro delle realtà locali. Una scossa dal basso per tutti potrebbe essere finalmente l’inizio di un nuovo corso politico per la città di Nola.

di Miao

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