ilc@zziblog

di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

Archivi per il mese di “maggio, 2012”

NOLA. CORTEO STORICO DEGLI ORSINI

Ritorna “Medioevalia”, la magica atmosfera del Corteo Storico degli Orsini, la tre giorni di eventi promossa ed organizzata dall’Associazione Fag con il patrocinio del Comune di Nola che da sempre apre ufficialmente il “Giugno Nolano”.

La cerimonia di inaugurazione è in programma domani, venerdì 1 giugno 2012, con le serenate in Piazza Duomo a partire dalle 19.30.

Sabato 2 giugno, invece, Piazza Duomo, dalle 20.00 in punto, si trasformerà in un vero e proprio mercato recitato con l’angolo dei giochi, il cartaio, il decoratore di scudi, ceramista, zingara indovina e bottaio.

Infine, domenica 3 giugno, appuntamento alle 9.00, sempre in Piazza Duomo, con il corteo del banditore, gli armigeri, i tamburi e il vessillifero per le vie della città, alle 10.45 arrivo dei balestrieri, poi torneo dell’anello con i Maestri di Festa delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri. Nel pomeriggio, alle 18.45, uscita del Corteo dalla Reggia degli Orsini diretto a Piazza Duomo. Consegna delle chiavi della città al maestro del mercato con scene da un matrimonio: omaggio degli armigeri alla sposa, ballo della nobiltà, ballo delle popolane, giuramenti di fedeltà ed inizio della sfilata per le vie della città. Alle 20.30 ritorno del Corteo in Piazza Duomo con il ballo delle zingare e gran finale.

di Autilia Napolitano

NOLA. AL VIA LA V EDIZIONE DEL “PREMIO PAOLINIANO”

Ritorna giugno e, con esso, anche l’immancabile appuntamento con il “Premio Paoliniano”.

L’evento, giunto alla V edizione, organizzato dall’omonima Associazione con il patrocinio dell’Assessorato ai Beni Culturali dell’Ente di piazza Duomo, è in programma domani, venerdì 1 giugno 2012, alle ore 20.30, presso il Teatro Umberto di Nola.

Come consuetudine, in quella occasione saranno premiate le “eccellenze” che hanno fatto grande la Storia della Festa dei Gigli nel corso degli anni. Un omaggio a coloro che, con il loro operato, hanno contribuito alla crescita di una kermesse conosciuta a livello internazionale. E quella targata 2012 si annuncia un’edizione del tutto particolare che, tra amarcord e musica, conferirà riconoscimenti anche a tre personaggi, diversi tra loro, scomparsi recentemente: Paolino Giampietro, storico progettista dei Gigli, Salvatore Esposito Pipariello, commediografo in ricordo del quale sarà presentato in anteprima la XXXI edizione dell’Annuario, e l’ex sindaco Felice Napolitano. Riconoscimenti anche al Leo Club “Giordano Bruno” di Nola per l’impegno profuso nel corso dell’anno in campo sociale, culturale e della solidarietà. Una manifestazione che si fregerà inoltre della presenza dello scrittore–attore Peppe Lanzetta, autore del libro “Pane e Peperoni” che, con le sue incursioni, animerà l’intera serata. Un testo quest’ultimo che ripercorre la vita e la carriera del noto personaggio televisivo e teatrale che, nel pomeriggio, alle ore 18.30, sarà presentato presso i locali della Libreria Guida di vico Duomo.

“E’ un onore, oltre che un piacere, annunciare un evento atteso da tutti in Città – ha dichiarato il consigliere comunale Vincenzo Iovino, tra gli organizzatori della kermesse –. Una manifestazione nata appena cinque anni che punta a riscoprire le “eccellenze” della nostra amata Festa. Certo, ogni anno non è semplice individuare i personaggi da premiare; la nostra Festa è millenaria e le persone che l’hanno amata, valorizzandola con il loro prezioso contributo, sono veramente tante. Cerchiamo di non dimenticare nessuno riscoprendo di volta in volta aneddoti diversi e caratterizzanti. Quest’anno poi è un anno decisamente particolare, all’insegna del ricordo assoluto. Credetemi, sarà una edizione davvero emozionante con la riscoperta di quei valori grazie ai quali oggi vantiamo una tradizione straordinaria”.

di Autilia Napolitano

SAVIANO. CONVALIDA DEGLI ELETTI E SPENDING REVIEW

Celebrato il primo Consiglio Comunale: convalida degli eletti e giuramento del Sindaco Carmine Sommese. Eletti Presidenti (Felice Ambrosino del gruppo consiliare di opposizione Saviano sei tu) e Vice Presidente del Consiglio Comunale; Commissione elettorale e Commissioni consiliari. Spending review: il Sindaco Sommese e gli Assessori comunali rinunciano alla indennità di carica.

Con l’esame delle condizioni di eleggibilità e convalida dei Consiglieri eletti e del Sindaco, entra nel pieno delle funzioni il nuovo Consiglio Comunale. Nel corso della prima seduta, celebrata martedì 29 maggio si è proceduto anche alla elezione del Presidente e vice Presidente del Consiglio; al giuramento del Sindaco; alla comunicazione al Consiglio dei componenti della Giunta Comunale e all’approvazione della proposta degli indirizzi generali di Governo. Quindi la nomina della Commissione elettorale e delle Commissioni consiliari. La delibera di convalida è stata votata all’unanimità dai presenti.

La sorpresa arriva con l’elezione del Presidente del Consiglio che la maggioranza, guidata dal Sindaco Sommese, cede all’opposizione, nella persona del giovane Felice Ambrosino eletto nella lista “Saviano sei Tu” con circa 1000 voti di preferenza. <<Abbiamo avviato un processo di rinnovamento inserendo in lista i giovani che sono stati poi eletti – dice Carmine Sommese – e per questo dobbiamo valorizzare il lavoro che questi giovani portano avanti per il bene comune. Il futuro dei giovani è oggi non domani e l’apertura ad una collaborazione anche con le forze di opposizione con l’elezione del giovane Presidente del Consiglio è un premio all’impegno e all’entusiasmo che mettono in campo per il bene della collettività>>. Felice Ambrosino è stato eletto Presidente del Consiglio Comunale all’unanimità da maggioranza e opposizione, così’ come il Vice Presidente Gregorio Corcione (lista Insieme per Saviano). Quindi la comunicazione al Consiglio dei componenti della Giunta Comunale e l’approvazione della proposta degli indirizzi generali di Governo. Questa la Giunta Comunale con le rispettive deleghe assegnate dal Sindaco: dott. Francesco IOVINO, Vice Sindaco con delega in materia di Finanze, Bilancio e Programmazione, Cultura, Contenzioso e Avvocatura; sig. Pasquale SOMMESE, con delega in materia di Lavori Pubblici, Edilizia Pubblica e Privata; sig. Angelo TUFANO, con delega in materia di Urbanistica, Viabilità, Verde Pubblico e Arredo Urbano; sig. Michele CACCAVALE, con delega in materia di Pubblica Istruzione ed Edilizia Scolastica; sig. Francesco FERRARA,con delega in materia di Sport, Gestione Impiantistica Sportiva, Carnevale.

Infine la nomina della Commissione elettorale e delle Commissioni Consiliari permanenti.

Intanto il Governo cittadino applica la Spending review: il Sindaco Sommese e gli Assessori comunali rinunciano infatti alla indennità di carica che garantirà all’ente un risparmio di circa 60mila euro all’anno. Anche il neo Presidente del Consiglio Comunale Felice Ambrosino, nel ringraziare per la fiducia accordata, ha dichiarato di rinunciare alla indennità di carica.

(cs)

TERREMOTO IN EMILIA, APPROVATA RISOLUZIONE

Chiesti interventi per fronteggiare i danni alle aziende agroalimentari. “L’Agea acquisti Parmigiano reggiano e Grana padano non più commercializzabile”.

L’appello a reperire “le necessarie risorse, previa autorizzazione dell’Unione europea, atte a consentire il ritiro dal mercato delle forme di parmigiano reggiano e di grana padano non più commercializzabili, ma utilizzabili a scopi alimentari da parte dell’AGEA, al fine di consentirne un successivo utilizzo nell’ambito dei piani di intervento gestiti dalla medesima Agenzia”, ma anche quello “ad adottare, ove si rendesse necessario, iniziative idonee a sostegno delle imprese che hanno offerto in garanzia per l’accesso al credito prodotti agroalimentari di particolare valore, come ad esempio parmigiano reggiano e grana padano, risultati danneggiati a seguito del terremoto”: sono solo alcune delle iniziative sollecitate al Governo dai parlamentari della Commissione Agricoltura della Camera, che questa mattina hanno votato la risoluzione sugli “interventi per fronteggiare i danni subiti dal comparto agroalimentare a seguito del recente terremoto in Emilia Romagna”.

“C’è un sistema produttivo che va salvaguardato nell’interesse delle popolazioni, degli agricoltori e dell’intero Paese. Nell’area colpita dal sisma – ha sottolineato il presidente della commissione Agricoltura, Paolo Russo – oltre ad essere concentrate numerose aziende vinicole ed ortofrutticole sono presenti le produzioni di vere e proprie eccellenze nazionali come il parmigiano reggiano, il grana padano, l’aceto balsamico di Modena ed il prosciutto di Parma. Ingente il valore dei danni stimati, che ammonta a 500milioni di euro. Per questo motivo abbiamo ritenuto necessario intervenire chiedendo al Governo di attivarsi, accanto ai provvedimenti già previsti, anche con iniziative di coinvolgimento della Comunità Europea soprattutto in tema di risarcimenti”

All’esecutivo guidato da Mario Monti è stato chiesto anche “di valutare l’opportunità di intraprendere tutte le iniziative necessarie per attivare gli ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori delle aziende agricole colpite dal terremoto”

Il Governo è stato anche sollecitato “a favorire l’ipotesi prospettata in sede regionale di una rimodulazione dei piani di sviluppo rurale, compatibilmente con gli stati di avanzamento dei singoli programmi regionali, a favore di un potenziamento dei programmi delle regioni colpite”.

Il documento è stato firmato da Marco Carra, Di Giuseppe, Beccalossi, Delfino, Paolo Russo, Zucchi, Franceschini, Oliverio, Agostini, Benamati, Brandolini, Bratti, Castagnetti, Catanoso, Cenni, Colaninno, Cuomo, Dal Moro, De Camillis, Fiorio, Galletti, Ghizzoni, La Forgia, Lenzi, Libè, Marchi, Marchignoli, Marrocu, Messina, Miglioli, Miserotti, Naro, Nastri, Mario Pepe (PD), Rota, Sani, Santagata, Servodio, Trappolino, Vassallo, Zampa.

(cs)

QUELLI CHE… LA FESTA: IL MALE OSCURO

Se nelle precedenti osservazioni si è parlato in qualche modo di storture e di degradazione della Festa dei Gigli, appare opportuno rilevare chi o cosa permette tutto ciò, chi consente con la propria latitanza, con un continuo disinteresse, con tranquilla complicità tutto questo. Non risulta particolarmente difficoltoso individuarne il vero responsabile: le istituzioni. In un passato più o meno recente si è assistito ad una totale mancanza di organizzazione, di coordinazione di continuazione, di miglioramento della Festa dei Gigli. Le varie amministrazioni succedutesi, non si sono mai preoccupate di creare una solida e duratura struttura che si dedicasse alla Festa a 360 gradi e per tutto l’anno. Il primo vero errore è quello di cominciare a pensare alla Festa solo verso la fine del mese di maggio. Un ente preposto ad una millenaria Festa come quella di Nola, dovrebbe, oggi, pensare alla Festa del 2013, mentre invece al momento non si è nemmeno certi di avere un programma per il prossimo  giugno nolano. Si obietterà che in un periodo di crisi, dove le disponibilità del comune sono limitate non può esservi un programma ricco di eventi. Siamo del parere che nessun nolano vorrebbe dilapidare risorse, ma ognuno si aspetterebbe una serie di idee che possano valorizzare la kermesse di giugno. Non sono mai state le grandi disponibilità economiche a decretare il successo di una manifestazione, ma le idee che si apportano, anche in tempi di “vacche grasse” non pare ci siano stati eventi di livello che hanno contribuito alla valorizzazione della Festa, anzi, in quei periodi si è assistito ad uno spreco di risorse. Una istituzione seria, capace, competente e soprattutto disinteressata porrebbe in essere una serie di regole semplici, chiare, precise che non danno  adito ad interpretazioni, che si basano su eventi già accaduti per evitare che si ripetano.   Una città che ambisce ad un riconoscimento internazionale della propria tradizione, non può lasciare al libero arbitrio di un singolo maestro di festa, l’organizzazione di un Giglio. Il maestro di festa deve si organizzare, ma nei limiti e nel rispetto della Millenaria tradizione Nolana. Non si può permettere che il vestimento di un Giglio sia conosciuto dalle istituzioni solo nel momento in cui è in strada, stesso discorso vale per le canzoni. Si vive nella più completa anarchia. Anche in termini giglistici, i nostri politici, si preoccupano delle prossime elezione, mentre dovrebbero pensare alle prossime generazioni. Qualche timido passo verso una regolamentazione della Millenaria Festa è stato fatto con la creazione dell’Ente Festa, tentativo fallito sul nascere per tutta una serie di motivazioni. La creazione è sembrata più un’operazione di facciata che un reale impegno verso la città, non poteva e non può crearsi un ente senza una dotazione, senza una reale gestione, senza un gruppo di persone che si dedicano esclusivamente all’ente, senza creare tutta una serie di sinergie con l’intero ambiente esterno. Oggi a distanza di un decennio circa, siamo ancora a trasformare un Ente mai effettivamente operativo in una Fondazione, che per quanto possa essere condivisibile pare solo una questione di forma, ma priva di qualsiasi sostanza, chi era preposto all’Ente lo sarà per la Fondazione. Cerchiamo di cambiare i soggetti più che cambiare i termini. Nola merita che la Festa dei gigli sia una risorsa e non un peso sull’economia cittadina, sia tutelata e non vilipesa, sia valorizzata e non mortificata. L’attuale andamento non deve scoraggiare, ma stimolare, pungolare, creare quel moderato ottimismo che possa sfociare nel raggiungimento dell’obiettivo primario che è quello di un continuo miglioramento della Millenaria Tradizione Popolare Nolana. Si potrà osservare che non è semplice risolvere i problemi che attanagliano la festa, ne si possiede una bacchetta magica che di colpo cancelli le storture e riporti o innalzi la Festa ai Fasti che merita. Non si chiede ciò, ci si accontenta di cominciare a risolvere quei problemi  di facile soluzione, di preoccuparsi di quelli più complicati, di pensare a quelli migliorativi, purchè il tutto sia organico ad un piano che porti risultati nel breve, medio e lungo periodo. Poche e semplici regole da autoimporsi servirebbero per dare il là ad un nuovo inizio:

1)      Un Ente o Fondazione autonomo, indipende e creativo;

2)      un regolamento chiaro, non interpretabile;

3)      la componente umana di provata capacità;

Così è………. se vi pare.

di r.e.

OSPEDALE DI NOLA: IL D.G. D’AMORA GARANTISCE MANUTENZIONE TAC MA LE CRITICITA’ RESTANO

L’associazione sindacale ANPO-ASCOTI-FIALS Medici comunica che ieri mattina presso la sede di Castellamare di Stabia (a ben sessanta chilometri dall’Ospedale di Nola) si è tenuto un incontro sindacale con la partecipazione tra l’altro del segretario provinciale Fials Medici, Antonio Agostino Ambrosio, del Segretario Aziendale dello stesso sindacato Umberto Maione e del direttore generale dell’Asl Napoli Sud Maurizio D’Amora per la problematica relativa alla TAC dell’Ospedale di Nola che negli ultimi tempi è soggetta a guasti continui, nonché la questione del Centro di Ematologia bruniano, del quale si è paventata negli ultimi giorni addirittura la chiusura. Il direttore generale ha garantito che, per la TAC, a breve si risolverà il problema garantendo una manutenzione continua in caso di ulteriori guasti; per il Centro di Ematologia invece, è in atto la procedura per la mobilità di sanitari anche da fuori regione; nell’attesa, se necessario, si ricorrerà a convenzioni ad personam con specialisti della branca provenienti dall’Asl Napoli 1. Il segretario provinciale della FIALS Medici Antonio Agostino Ambrosio chiosa di aver registrato un grande senso di responsabilità da parte del segretario generale ed è convinto che a breve le problematiche discusse troveranno le giuste risposte nell’interesse degli operatori del settore e del vasto bacino di utenza che quotidianamente si rivolge al nosocomio nolano. Proprio quel vasto bacino di utenza chiede ai sindacati e soprattutto al direttore generale una maggiore sensibilità verso un ospedale per troppo tempo abbandonato e portato avanti con sacrifici ed impegno solo dal personale medico e paramedico interessato più a tutelare la salute dei cittadini che gli interessi e le ambizioni personali. Senza manutenzione una TAC non può funzionare, come un centro trasfusionale non si può chiudere per il pensionamento del responsabile, la procedura di mobilità poteva essere pensata anche prima. Ci aspettiamo risposte concrete ai tanti problemi dell’Ospedale: da quelli strutturali alle attrezzature ormai obsolete, logistiche ed organizzative. Purtroppo le criticità fanno parte ancora del presente e non appartengono al passato come qualche responsabile ha ultimamente dichiarato.

di ra.na.

NOLA. IL COMUNE NON PAGA, IMPRESE LOCALI SUL PIEDE DI GUERRA

Le imprese locali chiedono il pagamento dei lavori eseguiti al comune di Nola. “Ormai siamo al collasso – tuonano in coro -, non riusciamo più a far fronte ai costi e soprattutto abbiamo difficoltà con i nostri istituti bancari che hanno chiesto il rientro dei fidi e non danno anticipi (scontando) sulle fatture di lavori eseguiti per conto dell’ente. Siamo stati costretti a licenziare la maggior parte dei nostri lavoratori, diverse aziende hanno chiuso l’attività, mentre le altre riescono a sopravvivere con piccoli lavori privati e con due o tre dipendenti. Una situazione che aggraverà ulteriormente i bilanci familiari di una cinquantina di famiglie nolane. In molti contratti infatti – lamentano le ditte -, era previsto il pagamento a centottanta giorni, ma diversi crediti per decine di migliaia di euro risalgono a più di un anno. Se questa situazione dovesse persistere, saremo costretti ad adire le vie legali fino ad arrivare ai decreti ingiuntivi e al pignoramento dei fondi”. Intanto dal comune fanno sapere che, purtroppo, con gli ulteriori tagli che il governo ha fatto agli enti locali per il 2012 (3,5 miliardi di euro) e, con i ritardi nel trasferimento delle rate (quella di aprile non ancora incassata), l’amministrazione comunale non è in grado di garantire persino i pagamenti dei servizi essenziali, come le utenze, la registrazione dei contratti e gli stipendi dei dipendenti. Sul versante dei debiti fuori bilancio, decreti ingiuntivi e pignoramenti il comune di Nola non gode  di buona salute, anzi, quotidianamente la lista si allunga, si parla di oltre una decina di milioni di euro di debiti. Il sindaco qualche mese fa nominò una commissione speciale presieduta dal consigliere comunale Franco Ambrosio e dai dirigenti comunali per analizzare la massa dei debiti fuori bilancio, la maggior parte rinvenenti da amministrazioni passate. Allo stato sembra che la commissione abbia portato a termine il suo mandato. Nel bilancio di previsione sarà accantonato un fondo (compatibilmente con le risorse) che servirà per il pagamento di una prima tranche di debiti. Non si esclude che l’amministrazione comunale possa procedere alla alienazione di propri beni per il pagamento dei debiti. Su questo fronte occorre fare  una scelta di quali immobili alienare; in ogni caso sarà il consiglio comunale a decidere, considerato che il comune ha un buon patrimonio immobiliare da cui incassa poche decine di migliaia di euro all’anno. Molti fitti attivi, soprattutto terreni, non vengono aggiornati da decenni. Quella dei debiti comunque è una situazione comune a quasi tutti gli enti locali.

di ra.na.

LA LENTA AGONIA DELL’OSPEDALE DI NOLA

Continua la lenta agonia dell’ospedale di Nola; nessuna traccia circa le prospettive di rilancio più volte annunciate dal nuovo direttore generale Maurizio D’Amora. Negli ultimi tre anni sul nosocomio bruniano sono stati spesi fiumi di parole, centinaia di promesse, assemblee dei sindaci, consigli monotematici, comunicati e proteste sia sindacali che dei dipendenti, interessamenti ecclesiastici, convegni sanitari, visite guidate e non, di politici nazionali, regionali, provinciali ed amministratori locali, ma fino ad oggi le cose non sono cambiate, anzi, la demotivazione degli operatori sanitari e parasanitari è aumentata; molti medici professionalmente validi stanno passando alla fase di  indifferenza e rassegnazione, pensando soltanto ad arrivare alla pensione non lontano dalla propria residenza. Eppure l’ospedale di Nola inaugurato negli anni ’70 era il fiore all’occhiello dei comuni dell’area nolana e non solo; oggi nel piano sanitario regionale è Dea di I livello, pertanto l’emergenza che dovrebbe essere l’attività principe incontra ancora disagi e soprattutto non viene potenziata. I lavori di ampliamento del pronto soccorso (circa 1.500.000,00 di euro) forse inizieranno agli inizi di giugno perché solo qualche giorno fa è stato nominato il responsabile del procedimento. L’inaugurazione di alcuni mesi fa del pronto soccorso (fatta in pompa magna con politici nazionali, regionali ed amministratori locali) riguardava solo l’emergenza provvisoria. Altra grana è la richiesta di rescissione del contratto della ditta Item, affidataria dell’appalto del blocco centrale dell’ospedale che prevedeva la costruzione al primo piano di due sale operatorie più la rianimazione, un appalto di oltre 2.500.000,00 € al netto del ribasso, i cui lavori sono iniziati nel mese di ottobre 2009 e dovevano terminare entro la fine del 2012. Ebbene in sette mesi sono stati eseguiti dalla ditta lavori per circa 1.150.000,00 euro per due sal (stati di avanzamento lavori), uno di 750.000,00 € sui fondi regionali ed euro 400.000,00 sul mutuo in conto capitale dell’Asl. Il sal relativo ai fondi dell’Asl di euro 400.000,00 sono stati incassati dalla ditta, mentre il sal di euro 750.000,00 relativi ai fondi regionali pronto da luglio 2010 è ancora in fase di liquidazione, a causa della mancata erogazione dei fondi della regione. A questo punto la ditta affidataria ha sospeso i lavori dal mese di ottobre 2010 in attesa del pagamento del sal di 750.000,00 euro; più volte ha chiesto garanzie sulla restante parte dei lavori ma, parole al vento, non avendo ricevuto risposta, ha chiesto la rescissione del contratto e il risarcimento dei danni (si parla di oltre 300.000,00 euro). In caso di contenzioso occorre fare un verbale di consistenza dei lavori, indire una nuova gara per il completamento. Sembra che il direttore generale D’Amora abbia incontrato in questi giorni la ditta per risolvere il contenzioso che, onestamente, non è addebitabile alla sua gestione; comunque l’accaduto è significativo per capire i tempi biblici della politica per affrontare i problemi. La prossima settimana è convocato un nuovo incontro per definire i dettagli e soprattutto dare le garanzie alla ditta sugli ulteriori pagamenti per il completamento dell’opera. Questa è la situazione sul fronte – lavori, mentre le criticità sulle attrezzature sanitarie e di tipo organizzativo permangono: reparti che operano in emergenza con attrezzature obsolete, personale insufficiente, sebbene tra operatori sanitari, parasanitari ed amministrativi il solo ospedale di Nola conta più di 500 dipendenti per circa 120 posti letto; dulcis in fundo i disagi al pronto soccorso con ammalati sulle barelle sono diventati cronici. E’ di alcuni giorni fa la nota sindacale della Fials che preannuncia la chiusura del centro trasfusionale operativo all’ospedale di Nola. Un presidio inaugurato nel 2002 che conta circa 1.600 donatori all’anno. La chiusura è dovuta alla mancata nomina del nuovo responsabile per il pensionamento per raggiunti limiti di età dell’attuale. Il centro dovrebbe essere trasferito a Brusciano, mentre gli altri due centri trasfusionali dell’Asl Castellamare e Sorrento hanno personale a sufficienza tanto da programmare anche i turni, cosa non possibile per il centro di Nola quindi ciò sta a dimostrare la mancanza di volontà da parte degli organi preposti di mettere in campo un serio progetto di rilancio del presidio ospedaliero. La perdita di tanti piccoli tasselli aggiunti alla lentezza con cui vengono portati avanti da anni i pochi lavori, la paventata chiusura dell’emoteca, lo spostamento del reparto oncologico a Pollena stanno determinando la caduta di credibilità del presidio nella indifferenza dei massimi vertici aziendali, tra l’altro distanti oltre sessanta chilometri. Eppure avevano promesso che uno dei vertici aziendali (nominati dalla politica) sarebbe stato spostato nell’area nolana. Probabilmente la zona costiera sorrentina dà più tranquillità e permette di raggiungere le sedi gestionali (regione e politiche) con maggiore facilità. I cafoni delle zone interne hanno  solo il dovere  di votare, senza vedersi garantire nessun diritto in primis quello alla salute; questa è la voce unanime dei cittadini dell’area nolana che dicono basta anticipando che prossimamente invieranno una lettera aperta al Presidente della Repubblica per dire di essere stanchi di essere considerati cittadini di serie C. La notizia più eclatante dell’ultima ora, che conferma le nostre ipotesi, riguarda il protocollo di intesa tra il sindaco di Pollena Trocchia ed il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud al fine di rilanciare il presidio ospedaliero “Apicella” (nel piano regionale sanitario ne era prevista la chiusura come emergenza con il trasferimento di operatori sanitari all’ospedale di Nola, mai arrivati). I termini del rilancio saranno resi noti mercoledì 30 maggio alle ore 17,00 presso l’aula consiliare del comune di Pollena. Le promesse e le intenzioni sulla carta sono tante, di fatti i cittadini dell’area nolana e vesuviana ne hanno visto pochi.

di ra.na.

NOLA. LA “MEDEA” HA CHIUSO IL MAGGIO DEI MONUMENTI

Una rappresentazione unica nel suo genere, spiccatamente suggestiva ed emozionante. E’ quella che si è svolta domenica scorsa presso lo scenario naturale di piazza Giordano Bruno a Nola. In scena una delle tragedie greche più affascinanti e complesse, la Medea di Euripide. In un’atmosfera magica il popolo nolano ha così rivissuto il dramma della donna simbolo del mondo greco, il suo dolore, la sua disperazione, in un riadattamento teatrale rappresentato dagli attori della Cooperativa Linguaggi Trasversali per la regia di Franco Scotto. L’evento, accolto con grande entusiasmo, promosso ed organizzato dall’Assessorato ai Beni Culturali dell’Ente di piazza Duomo, in collaborazione con l’Associazione Meridies, ha chiuso gli appuntamenti del “Maggio dei Monumenti” nolano. Un cartellone di manifestazioni snodatesi nell’arco di dieci giorni con visite guidate ai luoghi più rappresentativi della Città che, nonostante le condizione climatiche avverse, ha richiamato turisti da ogni parte della regione. “E’ una gioia accogliere questi momenti – ha dichiarato l’Assessore al ramo, Maria Grazia De Lucia Serpico -. Vedere la Città così gremita in questi giorni, in continuo fermento per gli eventi organizzati e realizzati grazie al prezioso e puntale impegno dell’Associazione Meridies che non smetterò mai di ringraziare per il grande operato che quotidianamente svolge, inorgoglisce non solo me ma l’intera Città. La risposta di questa sera conferma il mio pensiero. Grazie soprattutto ai giovani accorsi numerosi, ai loro docenti, alle scuole che hanno partecipato in massa. La Cultura si impone e vola in alto facendo crescere il prestigio di questo territorio”. “Sono emozionato nel vedere questa piazza così gremita – ha replicato Michele Napolitano, presidente di Meridies -. E’ stata una settimana intensa, importante per la Città e la sua Storia. Grazie di cuore all’Assessorato che ancora una volta ha riposto in noi fiducia affidandoci la responsabilità dell’organizzazione dei singoli eventi. Nonostante la pioggia e il calo improvviso di temperature, non c’è stato giorno che Nola non abbia ricevuto visite da parte di turisti entusiasti e curiosi di vivere la Città. Esempio lampante quest’ultimo che quando si ha voglia di fare Cultura, le condizioni si creano sempre. Il mio invito oggi va ai sindaci dell’intera area. Non è vero che i giovani sono svogliati, non è vero che le Città sono amorfe, non è vero che esiste solo il folclore. Esiste la Cultura, il patrimonio di idee, esiste la Storia. Riappropriamoci delle nostre origini e voliamo in alto per ciò che siamo stati e siamo”.

di Autilia Napolitano

QUELLI CHE… LA FESTA: I GIGLI E LE PARANZE

I veri protagonisti della Millenaria Festa paoliniana, sono senza tema di smentita, i Gigli, la loro struttura, il loro “vestito”, ed essendo la Festa un Festa dinamica, è  naturale che  si parli anche delle paranze. A ben vedere non soltanto per l’aspetto dinamico della Festa bisogna accomunare in un unico discorso Gigli e paranze, ma anche e soprattutto, perché, ci duole dirlo, ma le paranze incidono fortemente nella scelta del Giglio, inteso come struttura da far costruire ad una determinata bottega, con un rivestimento consono, non già alla bellezza o al tema che il progettista vuole proporre, ma al peso che la paranza stessa dovrà sopportare. Quale nolano non ha sentito parlare del famoso Giglio “La Pertica fiorita”, costruito e rivestito con gesso, a detta di molti uno dei più belli, a questo proposito si vuole porre una provocazione, si crede che oggi qualche paranze avrebbe gradito un Giglio simile? Non credo, in quanto nel linguaggio in uso attualmente quello era un Giglio “fuori competizione”. La competizione non è ragione di vita, ma semplice agonismo, inteso come voglia di misurarsi, di migliorarsi, di superarsi. La struttura lignea diventa ogni hanno sempre meno imponente a vantaggio non si sa di chi o di cosa, un Giglio privo di elementi e povero in termini di consistenza è un Giglio sempre più soggetto a “rompersi” ad inclinarsi a renderne difficile e faticoso il trasporto. Dal momento che esistono precisi capitolati inerenti la struttura dei Gigli, appare proficuo che si rispettino le dimensioni naturali, ciò renderebbe difficile l’esecuzioni di alcune performance, (girata carceri), mostrando al tempo stesso, l’abilità di chi è preposto al comando. Qualora nei meandri della casa comunale di Nola, si fossero smarrite copie del capitolato relativo alla struttura lignea, cosa non impossibile, si suggerisce di recuperare un prezioso e preciso lavoro del compianto arch. Russo Alfonso, in cui sono dettagliatamente illustrate le misure di ogni singolo pezzo del Giglio. Oggi le paranze personalizzano il Giglio, è difficile sentire parlare del Giglio del panettiere o del calzolaio, ma del Giglio dei o della paranza che lo trasporta. La personificazione del Giglio è deleteria, sia da un punto di vista storico-culturale, che dal punto di vista dell’unicità della Festa Paoliniana, che la rende Unica. A parere di chi scrive,, diversi sono stati gli episodi che hanno caratterizzato la degradazione della nostra Festa, verso una mai abbastanza criticata personificazione dei Gigli, uno su tutti, a titolo di esempio, è l’entrata in piazza Duomo, di una paranza barrese preceduta da uno striscione con i colori della paranza, questo fatto ha in sostanza eliminato il comitato a favore di una paranza. Si badi bene che ciò non è riferito ai barresi i quali hanno dato ampie e numerose dimostrazioni di amare la Festa di Nola il Suo Santo e di rispettare le regole che sono state sporadicamente imposte. Anche paranze di Nola hanno tentato in più di un’occasione, di personalizzare il Giglio, non è il soggetto che pone in essere questo comportamento che si vuole censurare, ma è il fatto stesso di porlo in essere. Si cerchi di riportare il tutto in un contesto umano, dove le paranze, molto meno numerose, erano al tempo stesso affiatate, dove ogni singolo cullatore era pronto ad aiutare il collega di giornata. Si dirà che in passato i Gigli si alzavano e posavano, senza spettacolo, ma a parte che bisognerebbe discutere sullo spettacolo, che è dettato dalla precisione con cui si effettuano determinate manovre e non dal numero di volte in cui si eseguono, ma bisogna ricordare che in passato lungo il percorso dei Gigli vi erano almeno 4 giurie, altamente specialistiche, che giudicavano le performance delle paranze, quindi i Gigli si esibivano in diversi punti del percorso. Al giorno d’oggi molto spesso una esibizione giglistica è seguita da una lunga pausa che ritarda notevolmente il termine della Festa, ma ciò non rileva ai fini della durata, in quanto non si vuole che la Festa termini prima, ma si vorrebbe che i Gigli camminassero. La gente, si crede, sia stufa di vedere obelischi fermi con musiche mute, mentre i Gigli in movimento renderebbero un clima di allegro spettacolo, e l’orario in cui termina la kermesse sarebbe del tutto marginale. Nola è stata e dovrà essere sempre una Festa di qualità, una Festa da sempre caratterizzata dall’abilità dei capi paranza e dei loro collaboratori, dall’esperienza e la sagacia dei collatori posizionati nei posti strategici, nella Festa di Nola avere una paranza forte per il trasporto dei Gigli era una condizione necessaria, ma non sufficiente, per primeggiare. Ritorniamo ad alzare i Gigli con le canzoni e non con 1-2-3- palese o mascherato dai versi delle canzoni, prestiamo attenzione alle singole posate, riusiamo gli attenti per posare il Giglio e non per rialzarlo, ammiriamo la simmetria con cui camminano i Gigli e poi osserveremo le singole performance nei punti strategici. Tutte questa serie di considerazioni hanno l’unico obiettivo di stimolare tutti ad una riflessione che porti ad un cambiamento se dovesse ritenersi che un mutamento necessiti, se tutto ciò che è in uso oggi sia considerato, da chi ha avuto la bontà di leggere, un miglioramento della Festa un progresso a cui si è giunti per rendere la Festa migliore che in passato, allora si prendano queste riflessioni come uno sfogo dell’autore.

Così è ……………… se vi pare.

di r.e.

Navigazione articolo