25 APRILE: LIBERA L’ITALIA, LIBERA NOLA
Mercoledì 25 aprile alle ore 10.30 in Piazza Duomo “Libera l’Italia, libera Nola” manifestazione pubblica per la Festa della Liberazione organizzata dalla Rete nolana 25 aprile. A promuoverla movimenti e partiti del centrosinistra, Città Viva, Italia dei Valori, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia Libertà, insieme ai sindacati Cgil e Unsil, al Fronte della Legalità, agli studenti dell’Uds ed al Laboratorio Fonseca30. Un’occasione per dare voce a quelli che ancora oggi resistono ed operano per liberare l’Italia e la nostra terra, per restituirle le promesse mai mantenute della Costituzione repubblicana.
Dal lontano 25 aprile 1945 si apriva per il nostro Paese una stagione storica nuova e ricca di conquiste. Dalle lotte partigiane nacque una Costituzione tra le più avanzate, ancora oggi fondamento della vita democratica, minacciata da più parti.
Nella città che fu teatro dell’eccidio nazista dell’11 settembre 1943 in Piazza d’Armi, celebrare la Resistenza e la Liberazione significa ricordare oggi il valore di quelle lotte, farle vivere nel presente e nel futuro. Specie in tempi di crisi e difficoltà economiche, quel passato ci dà speranza e propone un esempio da seguire.
Ripartiamo dall’articolo 1 della Costituzione, innanzitutto.
Dal diritto al lavoro, che nell’area nolana, spesso con un’acutezza peggiore che in altre parti d’Italia e d’Europa, è sotto attacco, umiliato, relegato ai margini delle politiche pubbliche, precarizzato e ricattato. Pensiamo ai tanti giovani costretti ad andare via, a quelli che lavorano nel distretto CIS-Interporto-Vulcano Buono, spesso con contratti di pochi giorni, alle donne e uomini che devono accettare impieghi in nero, per quattro soldi e senza tutele, ai lavoratori in lotta per il loro posto, come gli operai Esplana Sud che combattono per riaprire la propria fabbrica.
Il contrasto alla camorra e a tutte le mafie, l’impegno civile contro il clientelismo, la corruzione e la cattiva amministrazione, la lotta contro discriminazioni di ogni genere, i movimenti per la difesa di beni comuni come acqua, sanità, trasporti, scuola e università.
La cura per il territorio ed il paesaggio assumono un richiamo particolare in questa terra devastata da discariche abusive ed impianti autorizzati, che quotidianamente devastano quella che un tempo fu chiamata Campania Felix. Ancora, i beni culturali e la loro valorizzazione, che i nani di casa nostra considerano come semplici accessori ai propri giochi di potere, che affogano nel degrado e nel fango, come lo straordinario villaggio preistorico di via Polveriera.
(cs)