LA GUERRA DI FRANCESCO
Sieropositivo e solo, il “parcheggiatore abusivo” di piazza Marconi viene ricoverato allo “Sforza Riardo” di Napoli, grazie all’intervento dell’Ufficio Assistenza e Politiche Sociali del Comune di Nola.
NOLA - Una vera e propria mission denominata “La Guerra di Francesco”. E’ quella portata avanti da mesi ormai dall’Ufficio Assistenza e Politiche Sociali del Comune di Nola, guidato dal dirigente Giacomo Stefanile. Una mission per aiutare un uomo abbandonato a se stesso e al suo triste destino, allontanato da tutti perché malato. Una condizione che trova le sue radici in un passato triste, caratterizzato da stenti, fame, disoccupazione e tossicodipendenza che, nel corso degli anni, lo ha portato ad una solitudine estrema. Unica forma di sussidio, quei pochi euro al giorno guadagnati come “parcheggiatore abusivo” in piazza Marconi a Nola. Altro non c’era. Così è andata avanti la sua vita, sino a quando il suo esile corpo, stremato da una condizione patologica irreversibile (è affetto da sieropositività), non ha più retto costringendolo al ricovero. Un ricovero del quale si è interessato personalmente il dirigente al ramo dell’Ente di piazza Duomo, Giacomo Stefanile che, coadiuvato dal Sert di Nola con le referenti Rosalia Napolitano e Maria Teresa Masullo, ha accompagnato Francesco a Napoli, presso la struttura “Sforza Riardo” dove è attualmente ricoverato, assistito da personale medico ed infermieristico specializzato. Una storia che finalmente vede un po’ di luce, come afferma lo stesso Stefanile. “Una missione nella quale ho creduto fortemente sin dal primo momento – ha dichiarato il dirigente -. Un progetto nato tempo fa su richiesta proprio di Francesco il cui unico desiderio era quello di ‘non morire in solitudine’. Solo, senza nessuno al mondo, affetto da patologie gravi oltre che da sieropositività, su mia ferma volontà è stata così creata una rete di solidarietà attiva tra professionisti ed operatori secondo un progetto denominato “La Guerra di Francesco”, per significare il forte impegno che doveva caratterizzare l’operazione di indirizzo sociale e sanitario del giovane. La guerra o si vince o si perde – ha continuato Stefanile – e non consente la rivincita. Questo è stato lo slogan che ha conseguito il grande risultato della vittoria dell’altro giorno. Una vittoria che considero anche la mia in quanto ho partecipato in prima persona a questo progetto della rete delle emergenze sociali. Un esempio lampante di serietà, professionalità e umanità che ha consentito di salvare un uomo dalla solitudine”.
di Autilia Napolitano