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NOLA. BIANCARDI BIS: RINO BARONE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, COSTITUITI BEN DIECI GRUPPI CONSILIARI. RINVIATA LA NOMINA DELL’ESECUTIVO

Rino BaroneChe sarebbe stato un consiglio comunale “effervescente” lo si era capito già dalle bottiglie d’acqua sistemate nell’aula consiliare.

Una riunione fiume, la prima del Biancardi bis, iniziata con circa due ore di ritardo per il cattivo funzionamento dell’impianto audio. A fare da apripista alla nuova consiliatura gli interventi abbastanza polemici ed aspri dei consiglieri di minoranza Arturo Cutolo (Lavor in Corso) ed Enzo Iovino (Più Nola).

A presiedere la prima seduta del consiglio comunale il consigliere anziano Enzo De Lucia, per l’assenza di Cinzia Trinchese, prima eletta alle amministrative.

Inizialmente presenti 23 consiglieri comunali, per l’assenza, oltre che di Cinzia Trinchese, anche del consigliere Antonio Tufano, che durante la votazione per la nomina del presidente del consiglio comunale è entrato in assemblea giustificando il ritardo per motivi strettamente personali.

In apertura dei lavori c’è stata la convalida degli eletti, che è stata votata all’unanimità. Il segretario generale ha precisato che all’ufficio di segreteria del consiglio comunale alle ore 10 di questa mattina non era stato protocollato alcun ricorso di ineleggibilità ed incompatibilità nei confronti di alcun consigliere.

Si è passati quindi al secondo capo all’ordine del giorno, il giuramento del sindaco.

Terzo punto l’elezione del presidente del consiglio comunale, per la cui elezione occorrevano 13 voti (maggioranza assoluta dell’assemblea). Il candidato della maggioranza Rino Barone, alla prima votazione, veniva eletto con quattordici voti ed un voto nullo, mentre per la vicepresidenza ad essere eletta con 13 voti e due schede bianche è stata Luisa La Marca.

Il neo presidente Barone, appena insediatosi, ha dichiarato: “Nel momento in cui assumo l’incarico, desidero ringraziare coloro che hanno espresso la loro fiducia proponendomi e votandomi, ma anche chi con scelta ugualmente rispettabile, non ha ritenuto opportuno votarmi. Il mio sarà un mandato presidenziale improntato alla volontà di garantire i diritti/doveri di tutti i membri del consiglio comunale, pur essendo una precisa identità e appartenenza, ho ben chiaro i miei primi doveri nel presiedere l’assemblea, che saranno improntati al rigore, all’equilibrio e all’imparzialità per assicurare una democratica e proficua dialettica tra i consiglieri di maggioranza ed opposizione”.

Sul quarto capo all’ordine del giorno – comunicazione dell’esecutivo – il sindaco ha dichiarato: “Per alcuni dettagli sulle deleghe ancora da definire la comunicazione dei nominativi è rinviata di qualche giorno, al più presto provvederò a convocare una giunta per alcune delibere importanti”.

A questo punto si passa al quinto capo all’ordine del giorno con la lettura da parte del sindaco delle linee programmatiche della sua amministrazione per la prossima consiliatura. Una relazione molto articolata. Ecco alcuni dei punti più importanti: “Continueremo in un’ottica di continuità. Seguiteremo quindi a farci guidare dalla razionalità e dal buon senso nella selezione delle priorità , seppure in un contesto di scarsità di mezzi, recessione economica e, checché se ne dica, aggravio della pressione fiscale. Abbiamo già dimostrato in questi cinque anni di saper amministrare con serietà e concretezza, gestendo anche le emergenze ed assumendoci tutte le responsabilità. Porteremo a compimento i tanti progetti avviati: ampliamento del cimitero di Piazzolla, ampliamento di via XX settembre, realizzazione del cimitero di Polvica, ripresa dei lavori di realizzazione del Museo della Cartapesta con la rivisitazione del progetto iniziale ed il completamento dell’isola ecologica di via Sarnella. Nei prossimi anni, saranno completati i progetti già ammessi ai finanziamenti, un auditorium, il palazzo della musica, un centro per anziani nel rione Gescal, le fogne di Piazzolla, il completamento di quelle di Polvica, un polo funzionale per il sociale ed un asilo nido in via San Massimo, la trasformazione dell’area del mercato ortofrutticolo in parcheggio ed area a verde, lo spostamento del mercato ortofrutticolo, l’ampliamento dei loculi nel cimitero di Piazzolla, il progetto di finanza di Piazza d’Armi, la sistemazione dell’alveo di via Saccaccio. Siamo riusciti anche ad ottenere, grazie alla collaborazione dei dirigenti scolastici, finanziamenti per 350 mila euro cadauno per i plessi scolastici Mameli, Bruno-Fiore e Tommaso Vitale. Nella nostra città è indispensabile attivare in maniera continuativa, progetti di riqualificazione urbana intesa come riqualificazione di spazi del territorio. Occorre mantenere l’identità del nostro territorio prevedendo un futuro incremento demografico, che si attesti non oltre i trentacinquemila abitanti per garantire l’adeguatezza dei servizi erogati. Il rilancio del commercio locale passa inevitabilmente per un arricchimento ed abbellimento del centro storico, e quindi occorrerà investire quante più risorse economiche possibili coinvolgendo i cittadini e le imprese pubbliche e private. L’attuazione del PUT (Piano Urbano Traffico) pur nelle sue numerose modifiche, dovute a fatti contingenti o a cambiamenti strutturali, ha sicuramente creato una circolazione del traffico più fluida. Con l’affidamento del servizi dei parcheggi pubblici (il prossimo mese) si avrà un aumento degli stalli. Occorre attuare tutte le misure per prevenire i fenomeni criminosi con interventi non solo al centro storico ma anche nelle periferie. Si dovrà predisporre un potenziamento del sistema di video sorveglianza rendendo di fatto possibile un effettivo controllo del territorio, speriamo che quanto prima le 19 postazioni installate con il collaudo finale divengano operative. Continueremo ad affidare a privati ed associazioni gli spazi verdi, incentiveremo ed attiveremo gli ‘orti urbani’. Nel sociale continueremo ad incrementare le azioni relative agli stili di vita, integrazione sociale, azioni per minori ed i giovani ed anziani, azioni per la famiglia, azioni per il contrasto della povertà, riproposizione del pacco alimentare alle parrocchie. Nelle attività culturali sarà potenziato il certame bruniano, si continuerà con l’esperienza del festival filosofico bruniano, maggio dei monumenti e settembr’arte. Particolare attenzione avrà il giugno nolano. Attualmente la dotazione organica del nostro comune è bisognevole di accrescere la propria professionalità, inoltre la giunta municipale ha deliberato in merito alla programmazione del fabbisogno del personale prevedendo l’assunzione, a mezzo concorso pubblico, nell’anno in corso di n. 3 dirigenti rispettivamente per il settore finanziario, polizia municipale e per l’area tecnica, di un agente di polizia municipale e di n. 2 istruttori amministrativi. Sono state previste per il 2015 assunzioni per n. 7 operai professionali, n. 2 istruttori tecnici ed un ispettore di vigilanza, mentre per l’anno 2016 si provvederà all’assunzione di n. 2 direttivi amministrativi e 2 istruttori amministrativi”.

Alla relazione del sindaco sono seguiti gli interventi di Domenico Vitale: “Questa amministrazione ha bisogno di dirigenti qualificati, oggi non è possibile accentrare le funzioni in una sola persona (segretario generale); abbiamo bisogno di un nuovo PUC (Piano Urbano Comunale); un piano del commercio. Faremo anche un opposizione collaborativa, ma controlleremo e staremo attenti sui lavori soprattutto quelli colpiti dalle interdittive prefettizie. Occorre un controllo sull’esecuzione dei lavori e sapere i motivi delle loro sospensioni”.

Maria Franca Tripaldi: “Ho ascoltato con attenzione le linee programmatiche, ma mi pongo una domanda: che senso hanno se poi non vengono individuati gli interlocutori con cui confrontarci. Chiediamo un sito web accessibile, la trasparenza non è un fatto solo formale. Secondo me questa sera stiamo stravolgendo il diritto amministrativo, non è possibile che una relazione programmatica non abbia il consenso dell’esecutivo”.

Luisa Marone (Pd- Città Viva): “La nostra sarà una opposizione ferma (perché tutti i cittadini vanno tutelati), coerente (per la salvaguardia del territorio) e costruttiva (non opporre solo resistenza ma essere costruttivi)”.

Carmela Scala: “Nella sua relazione il sindaco ha parlato sempre al passato remoto più che al futuro, quindi si è trattato di un consuntivo. Sembra più una relazione di ringraziamento elettorale. La nostra sarà un’opposizione vigile ed attenta basata sulle regole. Chiedo un locale dove è possibile riunirci ed incontrare i cittadini”.

Enzo Iovino: “Non credo che quanto dichiarato dal sindaco possa essere realizzato, a partire dalle fogne di Piazzolla, anche perché è da oltre due anni che i cittadini delle traverse di via Saviano chiedono invano una riqualificazione delle fogne”.

Infine si passa alla elezione della commissione elettorale. Membri effettivi per la maggioranza vengono eletti con sette voti Laura Napolitano e sei voti Giancarlo Moccia, per l’opposizione Raffaele Parisi con nove voti. Come membri supplementi per la maggioranza Antonio Tufano con sette voti e Carmine Pizza con sei voti, per l’opposizione Emma Vecchione con nove voti.

Infine sono stati depositati i nominativi dei capigruppo, ben dieci: Carmine Pizza (Uniti per il Territorio); Antonio Manzi (Centro Destra Nolano); Roberto De Luca (Forza Italia); Giuseppina La Marca (Socialisti-Riformisti-Liberali Hyria); Luisa Marone (Partito Democratico-Città Viva); Enzo Iovino (Più Nola); Arturo Cutolo (Lavor in Corso); Maria Franca Tripaldi (Io sto con la Tripaldi); Domenico Vitale (Nola Mia); Carmela Scala (Ncd-Udc).

di ra.na.

NOLA. GLI ATTIVISTI M5S “APRONO” LO SPORTELLO VIRTUALE DEL CITTADINO

m5s sportello nolaGli Attivisti del M5S di Nola hanno presentato in Villa comunale a Nola una grande iniziativa dal nome: Lo Sportello Virtuale del Cittadino.

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Lo sportello è on-line e nasce da una esigenza che è propria del M5S ovvero la richiesta continua di chiarezza, trasparenza ed onestà per le attività svolte della Pubblica Amministrazione, sia a livello locale che nazionale.

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Ricordiamo che il M5S deve essere “fastidioso” ovvero “pura” democrazia partecipata ed orizzontale, oltre ad essere crescita intellettuale e politica di ogni singolo cittadino.

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Con lo Sportello Virtuale potremo finalmente “riprenderci” il Nostro territorio dando voce ad alcune priorità che sono assolute per ognuno di Noi.

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L’Ambiente, la Salute, l’Acqua, i Rifiuti, la Vivibilità, il Decoro Urbano, i Tributi.

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Con questa iniziativa gli Attivisti di Nola del M5S vogliono far in modo che ogni cittadino si senta alla pari del suo Amministratore nel governo della città.

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Pertanto la sterile protesta viene sostituita dalla “Denuncia Costruttiva” che ogni singolo cittadino potrà fare.

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Ci sarà sempre in modo gratuito un “Pool” di professionisti a “cinque stelle” pronti a prospettare una possibile soluzione.

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Una volta ricevuta la segnalazione, sarà nostra cura, pubblicare sul Sito tutti i risultati raggiunti su ogni singola questione.

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Lo sportello virtuale, vuole essere una sorta di “118”, un pronto soccorso immediato per tanti piccoli e grandi problemi di fronte ai quali spesso il cittadino si sente schiacciato.

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Vuole fare anche da stimolo, trasformando ogni cittadino in “Sentinella del territorio”.

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Ecco la grande rivoluzione culturale e politica del M5S… Non più delegare ad altri ma attivarsi personalmente sapendo comunque di non essere solo.

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In Alto i Cuori ecco è questo il M5S…!!!

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di Attivisti M5S Nola

NOLA. GIGLI, NOVE ISTANZE PER LA BARCA E IL SALUMIERE

festa dei gigli 2014 nolaFesta dei Gigli 2015, aperte le buste per la Barca e il Salumiere. Nove le istanze presentate.

È cominciata questa mattina, con l’apertura della buste, l’istruttoria per l’assegnazione del Giglio del Salumiere e della Barca per l’edizione 2015 della Festa dei Gigli, a seguito della riapertura dei termini.

Nello specifico, presentate quattro domande per il Giglio del Salumiere e cinque per la Barca, di cui due bianche.

Le singole istanze sono state presentate entro le ore 12.00 di sabato 19 luglio presso l’ufficio protocollo del locale comando di polizia urbana.

Ecco i nomi dei potenziali maestri di festa:

BARCA:

Aspirante Maestro di Festa: Tudisco Giuseppe nato a Nola 4/09/1979
Firmataria: Simonetti Filomena nata a Nola 26/04/1921

Aspirante Maestro di festa: Vecchione Michele nato a Nola 11/01/1972
Firmataria: Autorino Cristina nata a Nola 23/01/1917

Aspirante Maestro di Festa: Castagnini Gaetano nato a Nola 10/08/1980
Firmataria: Napolitano Olimpia nata a Nola 13/05/1917

GIGLIO SALUMIERE:

Aspirante Maestro di Festa: Napolitano Lucia nata a San Paolo Belsito 15/10/1976
Rappresentante di categoria: Napolitano Carmina nata a Nola 04/03/1935

Aspirante Maestro di Festa: Buonaguro Emma nata a Nola 4/11/1955
Rappresentante di categoria: Roberto Felice nato a Nola 3/03/1948

Rappresentante di categoria e aspirante maestro di festa: Minieri Antonio nato a Nola 01/02/1952

Aspirante Maestro di Festa: Canfora Vincenzo nato a Nola 22/09/1967
Rappresentante di categoria: Acerra Aniello nato a Nola 22/11/1972

Nei prossimi giorni il cda della fondazione procederà all’assegnazione.

di Autilia Napolitano

NOLA. OPERAZIONE PURGATORIO, PARTE LA RACCOLTA FONDI DI MERIDIES PER IL RESTAURO DELLA MADONNA DELLE ANIME PURGANTI

operazione purgatorio meridies nolaAl via la raccolta fondi promossa dall’Associazione Meridies per la realizzazione del restauro della Madonna delle anime purganti, opera di Agostino Beltrano proveniente dalla chiesa dei Santi Apostoli di Nola ed oggi custodita presso il Museo Storico Archeologico di Nola.

#operazionepurgatorio. Questo l’hashtag scelto da Meridies – l’associazione culturale dal 1997 attiva sul territorio nolano a tutela del patrimonio locale – per promuovere la raccolta fondi da destinare alla realizzazione del restauro della Madonna delle anime purganti, opera di Agostino Beltrano proveniente dalla chiesa dei Santi Apostoli di Nola ed oggi custodita presso il Museo Storico Archeologico di Nola.

«Una scelta quella della tela del Beltrano – ha dichiarato Michele Napolitano, presidente di Meridies – dovuta non solo alla necessità dell’intervento di restauro ma anche dal forte valore simbolico dell’opera originariamente pala dell’altare maggiore della chiesa dei Santi Apostoli, edificio di culto, oggi non più utilizzato come spazio sacro ma come luogo di promozione culturale, al quale i nolani sono sempre stati particolarmente legati».

Il dipinto, tutto svolto su toni patetici, doveva rappresentare l’ammonimento principale per quanti varcavano la soglia dei Santi Apostoli, soprattutto dopo che questa nel secolo XVII era divenuta il luogo d’elezione del culto delle anime del Purgatorio a Nola. Per la sua realizzazione Beltrano, artista a metà tra il classicismo emiliano e il naturalismo postcaravaggesco, si ispirò fortemente all’opera di soggetto analogo del suo maestro Massimo Stanzione, collocata sull’altare maggiore della chiesa di Purgatorio ad Arco a Napoli.

«Il titolo adottato per la raccolta – ha sottolineato ancora il presidente di Meridies – mira a richiamare l’attenzione non solo sul soggetto della tela, la salvezza delle anime del Purgatorio, ma soprattutto sull’importanza e la necessità delle operazioni di restauro per la conservazione del patrimonio storico-artistico locale. Restaurare infatti non vuol dire solo recuperare materialmente un bene culturale, ripulirlo di qualche strato di polvere di troppo ma vuol dire consentire all’anima di un artista di risplendere ancora, di abbandonare il purgatorio della dimenticanza per il paradiso del presente».

Il restauro sarà condotto dalla MP restauri di Maria Paola Campeglia sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza BAPSAED di Napoli e provincia.

Le modalità di partecipazione alla raccolta sono reperibili sul sito dell’associazione e sulla pagina Fb dell’iniziativa.

(CS)

NOLA. GLI ULTIMI DUBBI SULL’ESECUTIVO SARANNO CHIARITI NELL’ASSISE DI DOMANI

A complicare la formazione dell’esecutivo bruniano, che sarà comunicato domani, martedì 22 luglio, durante la prima seduta di consiglio comunale, è la parità di genere che il decreto Delrio 56/14 ha introdotto per i comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti (il 40% dei componenti deve appartenere allo stesso sesso).

I papabili della prima giunta del Biancardi bis che, secondo le voci di dentro, dovrebbe durare fino alle elezioni regionali dell’anno prossimo, sono: Cinzia Trinchese, Enzo De Lucia, Antonio Russo e Maria Esposito per Forza Italia; Luciano Parisi per Uniti per il Territorio; Gianpaolo De Angelis per il Centro Destra Nolano; Mario Simonetti per i Socialisti-Riformisti-Liberali Hyria. Solo due donne. Manca all’appello il nome di una donna, quindi uno dei tre papabili dovrebbe cedere il posto ad una donna. Chi sarà? Un enigma che sicuramente potrà essere risolto solo in consiglio comunale, a meno che in questa prima fase venga deciso di nominare solo due donne, ma per il futuro il problema resta.

A far quadrare i conti potrebbero essere le deleghe specifiche che il sindaco intende affidare ai consiglieri comunali con pieni poteri come le Politiche Sociali (Michele Cutolo); Pari Opportunità (Laura Napolitano); Patrimonio (Rino Barone).

Non è escluso che Enzo De Lucia, per importanti impegni di crescita lavorativa del suo gruppo aziendale, faccia in questa prima fase un passo indietro. In ogni caso lo stesso tiene a precisare che il sostegno al sindaco Biancardi ed all’amministrazione comunale resta pieno, leale e corretto. “Non bisogna tradire la fiducia degli elettori – chiarisce De Lucia – occorre essere un’unica forza e remare tutti per il bene comune. Farò di tutto per esserci anche in questa fase”.

Per la presidenza del consiglio comunale resta in pool position Roberto De Luca, per la vicepresidenza invece una news entry.

I gruppi consiliari, secondo il regolamento del consiglio, saranno otto, a differenza degli undici della precedente amministrazione: Forza Italia (Angelo Siano); Uniti per il Territorio (Carmine Pizza); Centro Destra Nolano (Antonio Manzi); Socialisti-Riformisti-Liberali Hyria (Giuseppina La Marca); Più Nola (Arturo Cutolo); Ncd-Udc (Domenico Vitale); Io sto con la Tripaldi (Maria Franca Tripaldi); Pd-Città Viva (Luisa Marone). Per la costituzione di un gruppo consiliare (secondo il regolamento vigente) basta un solo consigliere comunale.

Le commissioni consiliari permanenti saranno sette (Bilancio; Politiche Sociali e Beni Culturali; Affari Generali; Urbanistica e LL.PP; Polizia Municipale; Pubblica Istruzione ed Edilizia Scolastica; Controllo e Garanzia). Ogni commissione sarà formata da un presidente e 5 membri nominati dal consiglio comunale. La presidenza della commissione Controllo e Garanzia di prassi va all’opposizione. Ad ogni commissione (secondo il regolamento) partecipano di diritto i capigruppo ed i presidenti delle altre commissioni consiliari, quindi ogni commissione potrà avere finanche 20 componenti. Il gettone di presenza è di € 32,50 a seduta.

di ra.na.

MARIGLIANO. IL “CASO”: UFFICIALE L’INSEDIAMENTO CONSILIARE, MA… SENZA GIUNTA

A DUE MESI DAL VOTO, NON C’E’ ANCORA IL GOVERNO LOCALE. IL CENTRO-SINISTRA E IL CENTRO-DESTRA FERMI NEL GUADO, SENZA LA BUSSOLA E IL COLLANTE DELLA POLITICA, IN GRADO DI ESSERE AL SERVIZIO DELLA CITTA’ DA TRENT’ANNI “IMMOBILE” TRA CRISI E COMMISSARIAMENTI.

Che il tempo si sia fermato, sul quadrante della vicenda politico-amministrativa consumatasi a Marigliano negli ultimi trent’anni, è notorio. Ed era atteso l’insediamento della compagine consiliare eletta a palazzo di città, con il voto del 25 maggio e il ballottaggio dell’8 giugno, per capire se si fossero messi a punto metodi e obiettivi di cambiamento e discontinuità netta rispetto al passato… recente e remoto; metodi e obiettivi, delineati quale generale atto di resipiscenza e di scatto d’orgoglio civico, prima che di etica responsabilità, per prospettare il superamento di “logiche” vecchie e particolaristiche, tracciando una direzione di marcia chiara e convincente. Come per dire una scelta di campo, di cui le rappresentanze partitiche e gli attori della politica cittadina si fossero resi protagonisti…

Ma l’attesa è andata delusa – sabato mattina, a palazzo di città – con uno scenario decisamente insolito e certamente inedito nel panorama cronachistico nazionale sugli insediamenti degli organi elettivi degli Enti locali dei decorsi venti anni, sulla base della legge che ha introdotto l’elezione diretta del sindaco. Una volta, una volta espletate le formali procedure della convalida degli eletti, dando “senso” alla seduta e al rispetto delle disposizioni previste per l’apertura dei cicli amministrativi, il sindaco Sebastiano Sorrentino non ha potuto presentare né la Giunta, rendendo pubbliche le deleghe di competenza alle responsabili e ai responsabili degli assessorati, nel segno delle disposizioni sulla parità di genere, né, ovviamente, le linee programmatiche, che faranno da guida all’azione del governo locale, di cui è la massima espressione rappresentativa.

Un flop vero e proprio, determinato formalmente dall’éscamotage… tattico, posto in essere dai gruppi della coalizione di centro-destra, rendendo impraticabile l’elezione del presidente e del vice-presidente del Consiglio, facendo mancare il numero minimo delle presenze consiliari, richiesto per la legittima convalida delle procedure in fieri. Una situazione, che ha fatto risaltare, com’era ben risaputo,e lo status di intrinseca debolezza politica di Sorrentino; debolezza strutturale, consegnata dalle arcinote risultanze del voto del primo turno di maggio, con cui alla coalizione di centro-destra integrale, costituito da Forza Italia, Nuovo centro-destra, Unione di centro e “civiche”, gli elettori hanno conferito direttamente la maggioranza consiliare, non suscettibile di modifiche dal ballottaggio, che pone a confronto solo i candidati sindaci, one to one , per dir così. E nel voto di giugno, Sorrentino, sostenuto dalla… minoranza di centro-sinistra, è stato gratificato dall’elezione a sindaco, superando Michele Papa, candidato-sindaco di Forza Italia, sostenuto dalla… maggioranza consiliare di centro-destra.

Il dato del flop della consiliatura… aperta – ed era impossibile non aprirla, per evitarne la… decadenza ope legis – ma senza Giunta, certamente denota l’inadeguatezza, con cui l’appuntamento è stato affrontato; inadeguatezza, che lascia varie perplessità, rispetto alle difficoltà da rimuovere e superare, per configurare un equilibrio di rapporti politici, in grado di dare risposte di vera risoluzione alle problematiche in cui versa la città. E se in due mesi l’equilibrio dei rapporti non è stato raggiunto, con quella necessaria “intelligenza politica” imposta dall’esito del voto, vuol dire che la politica, le rappresentanze partitiche, gli attori che se ne sono interpreti e portavoce hanno fallito.

Certo, allo stato attuale, c’è il rimpallo di responsabilità su quanto è accaduto tra le coazioni di centro-sinistra e di centro-destra. Un dejà vu, che va in scena dagli anni ’80 del dopo-terremoto, in cui le rappresentanze dell’una e della’altra coalizione hanno avuto modo di misurarsi con l’amministrazione della città, finendo puntualmente in crisi, dettate da apparenti… particolarismi connessi, però, in larga misura con… particelle catastali su cui edificare e cementificare, per non dire delle demolizioni con ristrutturazioni “modernizzanti” di palazzi storici e delle lottizzazioni urbanistiche oltremodo bizzarre, consumando suoli agrari in modo vorace e incontrollato. E i cinque commissariamenti prefettizi, a cui sono stati sottoposti gli organi elettivi in tutti questi anni di… immobilismo, ne danno la prova.

C’è da chiedersi, a questo punto, che cosa accadrà e quale sorte è riservata alla consiliatura. La risposta non può che essere e di buona volontà, con cui le “parti” siano disponibili a rinunciare a pre-giudiziali rivendicazioni, “lottizzando” incarichi assessorili e quant’altro d’affine. C’è semmai l’esigenza di una condivisa intesa programmatica su determinati e specifici obiettivi nella breve, media e lunga visione strategica per la città e il territorio; visione, che non può essere scissa da un congruo modello di organizzazione sociale ed urbana della città, che è ancora priva di uno strumento di pianificazione urbanistica. E nei trascorsi decenni ne ha adottati ben quattro, ma nessuno ha superato il vaglio dell’approvazione degli organi sovra comunali, per diventare…vigente.

Se, però, l’intesa programmatica non è praticabile in termini aperti o, peggio ancora, si preferiscono gli accordi sotto-banco, secondo finalità e scopi particolaristici e di “congiuntura” di questo o quel grande “elettore”, pur di avere un minimum di agibilità politico-amministrativa, tanto vale ritornare al voto. Sarà l’ennesimo fallimento della politica cittadina, ma, almeno, non comporterà lo “stato pietoso”, in cui si sono trascinate finora varie consiliature, rese fragili dai poteri di veto e d’interdizione di questo o quel gruppo, all’interno delle maggioranze di turno, facendo, magari, comunella con i gruppi di minoranza di turno.

La città reclama la normalità dell’amministrazione. E dipende dalla politica darle quel che chiede. Una politica che sappia rinnovarsi E il cambiamento difficile da praticare nel “palazzo”, stante la configurazione consiliare assunta per quello che dovrebbe essere il ciclo 2014\2019. Resta, in ogni caso, auspicabile. E nei prossimi giorni si capirà quale “peso” avrà l’auspicio.

Di certo, la politica che sappia e voglia essere giovane, pragmatica ed incisiva può già cominciare a porre in essere le fondamenta del futuro. I vecchi e le loro… propaggini, con i loro molteplici intrecci compromissori, sviluppati con tutte le rappresentanze partitiche possibili e immaginabili, non hanno proprio nulla da dire.

di Geo

NOLA. BIANCARDI BIS: GIUNTA E CAPIGRUPPO, NOMI E DELEGHE

Martedì prossimo, 22 luglio, alle ore 10 prima convocazione del consiglio comunale per l’inizio della quinta consiliatura con elezione diretta del sindaco (la prima a dicembre 1995 con sindaco Franco Ambrosio).

Un ordine del giorno tecnico, dopo la convalida degli eletti ed il giuramento del sindaco si procederà all’elezione del presidente e vicepresidente del consiglio comunale. In pool position per l’incarico un uomo di notevole esperienza amministrativa, Roberto De Luca, vicepresidente una new-entry al femminile.

Al quarto punto la comunicazione dell’esecutivo. In serata ci sarà un incontro del gruppo di Forza Italia per la definizione degli ultimi criteri di scelta. La quadra sembra raggiunta, la voce che circolava nell’ambiente di divergenze tra i due più votati – Cinzia Trinchese (1936 preferenze) ed Enzo De Lucia (1466 preferenze) – è smentita dai diretti interessati. “Saremo un’unica squadra al servizio della città – dichiarano all’unisono Trinchese e De Lucia – Ribadiamo con forza che non esiste alcuna divergenza sulla scelta delle deleghe, lavoriamo per la continuità, anzi per migliorare la nostra performance amministrativa della consiliatura precedente. Sarebbe un suicidio deludere chi ci ha dato fiducia”.

Le dichiarazioni non lasciano dubbi, si va dunque verso un esecutivo misto, quasi sicuramente tre assessori saranno “politici”: Cinzia Trinchese è in pool position per la riconferma ai beni culturali con l’aggiunta della pubblica istruzione ed edilizia scolastica, mentre anche Enzo De Lucia è in pool position per la riconferma ai lavori pubblici. Beni culturali, lavori pubblici e politiche sociali sono stati i settori più attivi della quarta consiliatura, quindi non è escluso che anche Michele Cutolo possa essere riconfermato alle politiche sociali. Tra i “tecnici”, sicuramente riconfermato Antonio Russo al bilancio, poi dovrebbe esserci Luciano Parisi alla polizia municipale ed edilizia cimiteriale, Mario Simonetti all’ambiente, Gianpaolo De Angelis all’urbanistica o ambiente, ed in pool position per la “quota rosa” Maria Esposito alle pari opportunità e politiche giovanili. La delega di vicesindaco dovrebbe andare a Cinzia Trinchese come prima eletta.

Se le voci saranno confermate, ad entrare in consiglio comunale saranno i primi tre non eletti della lista Forza Italia: Pasquale Petillo, Ines Miccio e Maria Esposito, che in caso di nomina assessoriale lascerà il posto a Giovanni Velotti.

I possibili capigruppo: in pool position per Forza Italia ci sarebbe Angelo Siano; per il Centro Destra Nolano Antonio Manzi; per Uniti per il Territorio Carmine Pizza; per Più Nola Arturo Cutolo; per NCD-UDC Domenico Vitale. Dagli undici capigruppo della precedente consilitura si passa a quattro dell’attuale, a meno che il Partito Democratico, insieme alla lista Io sto con la Tripaldi, non si iscrivono al gruppo misto, in tal caso i capigruppo passeranno a cinque. La lista Socialisti-Riformisti-Liberali Hyria deve iscriversi al gruppo misto, avendo in consiglio comunale un solo rappresentante.

Anche i membri delle commissioni consiliari permanenti potranno passare dai sei della precedente consiliatura a cinque per effetto della riduzione da 30 a 24 consiglieri comunali. Un’altra novità è che per la costituzione di un gruppo consiliare occorrono almeno due consiglieri.

di ra.na.

NOLA. 1600: QUANDO LA PESTE INFIERI’

messa san camillo nolaRICORDATA LA MISSIONE DI SAN CAMILLO DE LELLIS, PATRONO DEGLI AMMALATI E DEGLI OPERATORI SANITARI.

E’ stato il filo conduttore della concelebrazione eucaristica, in memoria di San Camillo De Lellis, la lettera di San Paolo ai Corinzi, incentrata sui doni, nella cui diversità in ciascuno si manifesta lo Spirito per l’affermazione e l’attuazione del bene comune dell’umanità; diversità di ministeri e atti, riconducibili all’unità dello Spirito. E sono essenzialmente i doni della parola della sapienza, della conoscenza e della carità, a servizio del prossimo, nella riservatezza e nella discrezione, senza farne ostentazione e vanagloria…

Filo conduttore, nella cui matrice sono impresse le tracce ispiratrici dell’azione del Santo abruzzese, definito il “Gigante della carità”, a cui Papa Francesco ha dedicato l’anno giubilare, che si è concluso il 14 luglio, in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della morte del patrono degli ammalati, degli operatori sanitari e degli ospedali; tracce, rivisitate e ripercorse nel ricordo del rito liturgico, presieduto da padre Rosario Messina ed officiato nella Basilica- Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo. E nella storia civile e religiosa del territorio diocesano come della città,della quale è compatrono insieme con San Felice e San Paolino, quella di San Camillo De Lellis, è una presenza operosa e significativa, strettamente collegata con le drammatiche vicende , che furono vissute a Nola e nei Casali dell’immediato circondario dal 1594 al 1600, il lungo arco di tempo, in cui si propagò l’epidemia infettiva, la peste secondo il linguaggio corrente; epidemia, caratterizzata da febbri di crescente aggressività, accompagnate da atroci dolori e sofferenze; epidemia, che toccò l’apice proprio nel 1600, con tanti morti. E per molti di loro la vita si spense nella più cupa solitudine e nel lugubre abbandono di familiari e amici. Né c’erano ospedali che li accogliessero, né la medicina era in grado di fornire terapie specifiche, limitata, ciarlatana e rozza com’era.

E’ l’anno, in cui San Camillo De Lellis, fondatore dell’Ordine dei servi degli infermi, compie in città la missione di aiuto e conforto verso i contagiati dall’epidemia; e con Lui furono impegnati cinque confratelli, che morirono per il contagio contratto nell’opera di umana carità. Ed in questa tragica circostanza, San Camillo De Lellis, era stato nominato Vicario nella guida della diocesi, con la “Bolla”, sottoscritta dal vescovo, monsignor Francesco Gallo, impegnato a Roma per l’ Anno santo, indetto proprio per il 1600.

A determinare l’epidemia, fu lo stato delle acque stagnanti e malsane nei canali di deflusso, scavati nel territorio, e nel fossato perimetrale della città; canali e fossato restati ostruiti per lungo tempo da detriti e materiali di vario genere, senza che si avesse avuto cura di procedere alla loro regolare e normale rimozione. E così la crescente diffusione dei virus batterici, non si lasciò attendere, infierendo soprattutto sulla parte più debole delle popolazioni. Un dramma per nulla nuovo, come attestano le cronache. E si ricorderà che un’analoga e particolarmente estesa epidemia, generata dalle stesse cause, colpì Napoli e tante altre città. Nella sola Nola e nei casali del circondario si contarono circa ottomila morti. Era il 1504.

CORSI E RICORSI: IERI, OGGI… E DOMANII?

Nulla avviene per caso. E alla genesi degli eventi, presiedono cause, che ne danno la spiegazione. In realtà, l’intera area, denominata Ager nolanus, con propaggini estese fino al Litorale domitio, si connota per l’originaria conformazione palustre. Una condizione, che ne determinava – e ne determina – la frequente esposizione agli allagamenti delle piogge alluvionali invernali, i cui effetti risultavano devastanti nel combinarsi con le frequenti, concitate e tumultuose “piene” del Clanio, oltre che con gli abbondanti flussi torrentizi provenienti dalla Collina di Cicala, dai Monti del Vallo di Lauro e dai Monti Avella; effetti, che tra luglio ed agosto diventavano letali, se le acque avevano ristagnato a lungo nei canali e nei fossati predisposti per il deflusso. E le epidemie del 1504 e del 1600 ne sono la conferma. Una condizione “storica” di rischio e pericolo, a cui fu posto rimedio con organiche opere strutturali dal governo del Vice-reame spagnolo di Napoli, facendo realizzare gli interventi di bonifica, correlati con il sistema artificiale dei cosiddetti Regi Lagni. Un sistema di canalizzazione dei deflussi, che, notoriamente, ha funzionato con regolarità fino a circa mezzo secolo fa.

Poi, la disarticolazione del sistema è stata posta in atto con criminosa “scientificità”, nel segno dell’urbanizzazione del territorio senza regole e massicci interventi di edilizia “selvaggia”, impermeabilizzando estese aree, su cui i flussi d’acqua …corrono incontrollati, allagando campi e case, com’è avvenuto, tanto per dire, con la “bomba d’acqua” del 19 giugno scorso. I residui suoli dedicati alle colture da tempo vengono sottoposti a intensive “cure” a base di erbicidi, pesticidi e… concimi variamente assortiti. E’ la “chimicizzazione” spinta , le cui “tossicità” si saldano con le scorie dei rifiuti nocivi e pericolosi, che per anni – indisturbata- la camorra ha interrato, perpetrando quello che costituisce il più grave crimine sociale, qual è l’alterazione irreversibile delle leggi naturali negli equilibri dell’ambiente, capitalizzando profitti e interessi per miliardi di euro…

Un capitolo – questo – certamente distinto e diverso da quello delle lontane, tragiche vicende del 1504 e del 1600. Ma è anche un capitolo, che, per il presente, induce e stimola riflessioni sui comportamenti umani e sociali del nostro tempo. Comportamenti, che lasciano interdetti, se solo si considera quello che sta avvenendo nella piana di Boscofangone, con l’innalzamento della falda acquifera nell’”isola amministrativa” di Polvica di Nola; innalzamento, che nel giro di alcuni mesi ha prodotto un esteso pantano-lago, come se la natura palustre dell’area si stia riappropriando della propria dimensione. Un’impressione, che viene immediata alla vista, anche se spetta alla scienza e agli esperti dirlo con cognizione di causa e competenza, per determinarne le cause e le ulteriori conseguenze possibili. E’ un’impressione , che per se stessa non direbbe nulla, se il pantano-lago non fosse già un concentrato di …veleni.

A darne già conto, è il referto dell’analisi dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campania. Il documento attesta nelle acque stagnanti del pantano-lago la presenza di metalli e sostanze nocive. Una presenza, che si “spiega” alla luce del “trattamento” – appena delineato – riservato alla piana di Boscofangone negli ultimi decenni. E la stessa presenza, con qualche variante in più o tipologia in meno, che fu registrata dalle ricognizioni in aerofotogrammetria condotte otto anni fa proprio sulla piana di Boscofangone. Le ricognizioni accertarono che alla profondità di quaranta metri erano disseminati…metalli, scorie e residui di sostanze nocive, attingendo le falde acquifere. Un accertamento ufficializzato dai riscontri documentali dell’Istituto nazionale di vulcanologia e che servì a far inserire l’area nel prospetto dei Siti d’interesse nazionale, in uno con il Litorale domitio per le priorità da osservare nell’attuazione del programma di bonifica.

Un prospetto, che attende ancora i riscontri attuativi, dal Nord al Sud. Nessuna sorpresa: così vanno le cose nel… Belpaese.

di Geo

CRONACHE DA BROOKLYN: UNA FESTA UGUALE, E DIVERSA

gigli brooklyn 8Domenica scorsa sono andato a vedere il giglio a Brooklyn.

Avevo più volte sentito parlare di questa festa, molto sentita e assai popolare, che i Nolani sbarcati in America a fine ‘800 celebrano ormai da oltre un secolo nel più grande quartiere di New York (oltre 2,5 milioni di abitanti). Sicchè spinto da un po’ di sana sindrome dell’emigrante, ho pensato che sarebbe stato bello andare a cononoscerla, e scoprire che in fondo è molto simile, e allo stesso tempo molto diversa, dall’amata sagra nolana. Vediamo dunque come funziona.

Innanzitutto, il dove. La festa si svolge a Williamsburg, zona centrale di Brooklyn che da qualche anno è il cuore pulsante della cultura underground newyorkese : tra gallerie d’arte moderna, vecchi depositi trasformati in ristoranti, deliziosi negozietti vintage e café-bistrot da far invidia ai Parigini, riesce a coniugare in modo quasi miracoloso le mille anime della Grande Mela con la tranquillità di una piccola città. Per questo molti artisti, studenti, coppie di mezza età etc. ormai la preferiscono alla caotica (e cara), seppur elettrizzante, Manhattan.

gigli brooklyn 2Ebbene, a Williamsburg ci sono un tre-quattro isolati dove un gruppo di emigranti meridionali, di cui molti di Nola e dintorni, approdarono alla fine del XIX secolo. Si chiamavano Bonomo, Manna, Galasso, Addeo e così via – oggi i loro pro-nipoti di nome fanno Frank, John, Jennifer e simili, ma i cognomi non son cambiati. E a guardarli non sono poi così diversi dagli italiani del Sud : pelle abbronzata, capelli neri e ciglia folte, gesticolano con insistenza e ti toccano in continuazione quando parlano. Parlano inglese, e nel migliore dei casi abbozzano un pizzico di dialetto napoletano con una pronuncia irresistibilmente buffa.

Dal 1903, questi Nolani d’America celebrano a Williamsburg la loro Festa dei Gigli.

Il quando, è la settimana centrale di luglio. Ecco la prima differenza con la sagra di Nola: la festa di Brooklyn è dedicata a San Paolino, ma anche alla Madonna del Carmine, sicchè i festeggiamenti si tengono di solito nei giorni immediatamente precedenti e successivi al 16 luglio. V’è una ragione storica : gli abitanti della Little Italy di Williamsburg, da bravi meridionali, erano devotissimi alla Madonna, e nella prima metà del ‘900 contribuirono alla costruzione della Chiesa del Carmine nel loro quartiere. Quando dunque costituirono la Società di San Paolino (Saint Paulinus Society), ente che tuttora ha sede nella chiesa e che è responsabile dell’organizzazione della festa, fu naturale scegliere di dedicare quest’ultima anche alla Madonna.

gigli brooklyn 1Ho però la sensazione che non sia l’unica ragione. C’è un’altra festa dei Gigli, a New York, in onore di San Paolino : la celebrano i Nolani di Long Island (quartiere a nord di Brooklyn) a fine giugno. E ve n’è una terza, in onore di Sant’Antonio come quella di Brusciano, che si si tiene invece ad Harlem a inizio agosto. Come dalle nostre parti, i musicisti e a volte anche i cullatori partecipano a più sagre. E’ dunque possibile che il calendario di queste ultime sia stato stilato in modo da lasciare ad ognuna il suo spazio.

Ma veniamo al giglio vero e proprio. Qui le differenze si fanno sostanziali: quello di Brooklyn è un po’ più basso, sui 20 metri circa (i locali dicono che rispetto a quello di Nola manca l’ultimo pezzo), ma soprattutto è interamente in ferro – centinaia di sbarre di ferro tenute assieme da bulloni, smontate e rimontate religiosamente ogni anno. Le stesse varre e varretielli sono in ferro, bullonate (varritielli compresi) alla struttura principale, e avvolte in gommapiuma per mitigarne l’impatto con la spalla. Insomma il varritiello non si « sfila » (e men che mai si spezza), ma d’altra parte non vi sarebbe ragione di sfilarlo: la festa si svolge in una larga strada asfaltata davanti alla Chiesa del Carmine, dove il giglio passa comodamente. Il rivestimento è invece simile a quello nostrano : cartapesta spessa e senza aperture, a tema rigorosamente religioso. Pare se ne occupi una bottega d’arte locale. Al netto dei metri mancanti, il giglio di Brooklyn ricorda per forma quello delle foto di « Nola antica » : grosso e massiccio, con la base e i vari pezzi vistosamente più larghi rispetto ai nostri obelischi attuali.

gigli brooklyn 7Assieme al giglio, unico, c’è la barca. Anche qui la struttura è larga e in ferro, ma la differenza principale con quella di Nola è che, in pratica, la base non esiste : la barca è interamente in cartapesta e sta poggiata appena sopra le varre, sicchè cantanti e musicisti sono tutti a bordo assieme al Turco.

Altra differenza fondamentale riguarda la modalità di trasporto. Il ferro del giglio di Brooklyn, diversamente dal legno di Nola, non “sbacchettea” quando lo si fa ballare, nè tantomeno le varre o i varritielli si piegano sotto la pressione delle spalle. Non vale dunque più il sistema di disporre i cullatori (lifters in inglese, letteralmente “sollevatori”) per ordine di altezza all’interno della varra: a Brooklyn ci si mette sotto come capita, e inevitabilmente sui più alti ricade buona parte del carico. Il risultato è che il giglio è particolarmente pesante, e può dunque esser trasportato solo per piccoli tratti – le alzate sono infatti brevi e semplici (ad eccezione delle prime), le girate assai rare. Ma è bello così – in fondo, la festa nasce come una processione.

gigli brooklyn 5La gerarchia all’interno della paranza ricorda invece molto quella di Nola. I cullatori rispondono agli ordini di un capo, supportato dai caporali (liutenants) – questi impartisce comandi essenziali rigorosamente in napoletano (avanti, indietro etc.), eseguiti sempre con lo stesso passo. Ecco poi un’altra reminiscenza della festa che fu: al posto del fischietto, il capo-paranza ha con sè un bastone che brandisce con orgoglio, mentre balla dinanzi al giglio con movenze assai simili a quelle dei giovani dei comitati nolani.

Infine, un elemento singolare ed a mio parere particolarmente significativo: dacchè la paranza è unica (i cullatori si dividono tra il giglio e la barca) ed i capi numerosi, essi si alternano nella conduzione della alzate, che ognuno puntualmente dedica a familiari ed amici cari. La prima alzata spetta sempre al capo cosiddetto n. 1 – questi resta in carica per due anni, durante i quali presiede anche il comitato responsabile dell’organizzazione della festa, ed al termine del suo mandato un altro capo è automaticamente promosso al suo posto.

gigli brooklyn 6Il messaggio è splendido: unione e solidarietà in nome del Santo e della tradizione, al di là di ogni possibile rivalità ed ambizione personale. Con lo stesso spirito, a metà festa i cullatori del giglio si spostano sotto la barca e vice versa.

Anche le musiche sono d’altri tempi. Innanzitutto l’alzata, ‘O Giglio ‘e Paradiso: composta nel 1957, è un riturnello do’passato sullo stile delle belle canzoni nolane d’una volta, che festoso inneggia a San Paolino, ai gigli, ed al popolo devoto in attesa de ‘o juorno cchiù bello. Da allora è sempre la stessa – tutti ne conoscono i versi a memoria, e li cantano con fervore per l’intera giornata. Anche le altre musiche sono di un tempo che fu: gettonatissime Funiculì funiculà, ‘O surdato ‘nnamurato e ‘A tazza ‘e cafè, oltre all’immancabile Inno di Mameli.

gigli brooklyn 2Il tutto è eseguito da orchestre di soli fiati (sax, trombe e corni) accompagnati dalle percussioni, rigorosamente non amplificati – gli unici microfoni sono quelli dei cantanti e del capo-paranza. Il risultato è acusticamente eccellente: si comprendono perfettamente i testi delle canzoni, si percepiscono con chiarezza i timbri dei vari strumenti, ed è possibile restare vicini al giglio senza esser frastornati. A confronto, il volume degli altoparlanti di Nola sembra insopportabile.

Strumentisti e cantanti si alternano con lo stesso spirito dei cullatori. Frequenti sono le alzate simultanee con un’unica musica, che dalle nostre parti ormai si vedono solo in piazza e in casi sempre più rari – parimenti frequenti i testi cantati per metà dal cantante del giglio, e per l’altra metà dal cantante della barca.

gigli brooklyn 4Infine, il rituale. Anche in questo caso il legame con la tradizione nolana è fortissimo, ma non mancano le differenze. Il sabato prima del 16 luglio, per esempio, non è dei comitati ma della questua: cullatori e capi, accompagnati da musica e bambini, vanno in giro per le case a distribuire pane e raccogliere offerte. La domenica mattina c’è la Capo Parade: l’intera comunità locale sfila per il quartiere a mo’ di comitato, e passa prendere i vari capi-paranza alle rispettive abitazioni affinchè si uniscano alla parata. Ad ogni fermata è una festa nella festa, con trombe e coriandoli a festeggiare il capo di turno e la sua famiglia. Segue la messa in onore di San Paolino e della Madonna del Carmine, un frugale pranzo della paranza, e infine la ballata. Questa dura non più di qualche ora, quanto basta ad onorare il Santo senza eccessi – ve ne saranno poi altre due, il 16 luglio e la domenica successiva.

Quella di Brooklyn sembra dunque una festa che si è fermata alla Nola di inizio ’900: una gioiosa processione dei Gigli cristallizzata nel tempo. Cosa unisce allora questa sagra a quella nolana di oggi, apparentemente così diversa? E’ lo spirito.

E’, innanzitutto, lo spirito di devozione profonda con cui si trasportano le macchine di festa. Lo dimostra l’entusiasmo della gente e soprattutto dei lifters di Brooklyn, che con orgoglio si accalcano per sollevare un peso a tratti abnorme. Non a caso, i patanielli sulle loro spalle sono voluminosi almeno quanto quelli di alcuni Nolani.

E’, poi, lo spirito di amore per il Santo. Lo conferma l’immagine di una chiesa gremita per la messa della domenica, i banchi popolati dalla paranza rigorosamente in maglietta e foulard, e quella fede imperterrita che solo è propria del popolo credente. Al mio arrivo a Brooklyn, la domenica mattina, pioveva – chiesi se la ballata si sarebbe tenuta comunque, e mi fu risposto: “Certamente. Tra un po’ la pioggia smetterà”. Come a dire, ci pensa San Paolino (e la Madonna).

gigli brooklyn 9E’, infine, lo spirito d’orgoglioso rispetto delle origini e della tradizione. Della nostra terra, i membri dell’attuale Saint Paulinus Society hanno ormai solo il cognome – non sono mai stati in Italia (salvo rare eccezioni), nè conoscono la nostra lingua. Eppure, i loro occhi brillano quando parli loro in dialetto o riveli le tue origini nolane. Non conoscevo nessuno a Brooklyn, e sono stato accolto con il calore che si riserva ai parenti più stretti. Con lo stesso spirito, quei loro occhi si commuovono quando la Capo Parade si ferma dinanzi alla casa dello storico capo-paranza Philly Manna, ormai vecchio e malato – così come alcuni nostalgici Nolani al ricordo di un Erasmo Leone o di un Gaetano Baccalà, o al motivo di una vecchia canzone di Patanella e Natalizio.

La differenza sostanziale è che a Brooklyn il giglio balla solo in nome di quello spirito. Forse meno bene, certamente meno a lungo, ma in modo senz’altro più sano e più sobrio. Senza competizione, senza rivalità tra paranze, e senza eccessi nelle parole, nei modi e nelle girate.

E’ una festa uguale, ma diversa.

In un tempo in cui i valori autentici della sagra nolana sembrano a tratti calpestati, quello americano è probabilmente un bell’esempio da tenere presente. Meglio ancora, da coltivare e valorizzare. Perchè non organizzare, per esempio, regolari scambi ed eventi culturali con la Saint Paulinus Society? Aiuterebbe a promuovere l’immagine della Festa dei Gigli nel mondo, ora che gli obelischi sono diventati patrimonio mondiale dell’umanità.

gigli brooklyn 3A Ellis Island, isolotto al largo di Manhattan dove a inizio ‘900 si registravano e vaccinavano gli immigrati appena sbarcati in America, è conservato uno splendido archivio che ogni anno attrae (a pagamento) milioni di visitatori – perchè non costituire un registro dei Nolani approdati a Brooklyn e/o un museo dell’immigrazione locale? Gli Addeo, Bonomo, Manna & co. di Williamsburg sarebbero probabilmente felici di gestirlo, e con i relativi incassi si potrebbero finanziare altre iniziative in collaborazione con Nola.

E ancora: praticamente ogni anno qualche Americano dei Giglio Boys viene a vedere la nostra Festa – perchè non promuovere visite di delegazioni ufficiali delle Amministrazioni Comunali di Nola e New York in occasione delle rispettive sagre, e magari anche un gemellaggio tra le due città? In fondo il neo-eletto sindaco Bill de Blasio, nipote di italiani emigrati da Sant’Agata de’ Goti (BN), domenica a Brooklyn appuntava il varretiello di cantone per la prima alzata…

Come disse orgogliosamente il parroco di Williamsburg nella sua omelia, al termine della messa che precede la ballata: “quando è festa, è festa”. A prescindere dal luogo, e a maggior ragione se la Festa in questione è figlia dalla nostra, di nostri concittadini che orgogliosamente l’hanno preservata. Sta dunque anche a noi Nolani metterne a frutto le sinergie, in una dimensione ecumenica che valorizzi i Gigli nel mondo. Perchè è all’umanità che da qualche tempo i nostri obelischi appartengono. Difendiamone la tradizione, e facciamola conoscere al mondo.

di Carmine Soprano

PROPOSTE POLITICHE

Riceviamo e pubblichiamo le proposte politiche di Maria Esposito, candidata alla carica di consigliere comunale nella lista di Forza Italia alle elezioni amministrative bruniane del 25 maggio scorso.

Uno dei compiti più difficili a cui l’individuo è chiamato è la pratica dell’amministrare la propria città, grande o piccola che sia.

Di sicuro è una grande responsabilità; una sorta di missione che il politico è chiamato a compiere con coscienza e grande moralità.

Fare delle proposte politiche quando si è chiamati a sostenere la pratica del governo è rilevante soprattutto per chi, come me, affronta questo importante compito per la prima volta.

Il mio lavoro si propone, innanzitutto, di mettere il cittadino al centro del proprio mondo, dal quale partono i bisogni che un buon governo ha il compito, nelle proprie competenze, di soddisfare, con la presa di coscienza dei diritti e doveri che caratterizzano ogni persona umana.

I cittadini che per primi meritano attenzione, a mio parere, sono quelli che appartengono alle fasce deboli: i minori, gli anziani, le persone sole, le donne abusate e maltrattate. E’ ovvio che per aiutare concretamente queste persone c’è bisogno del lavoro di una squadra, che metta in atto progetti volti a garantire una vita quanto più possibile degna di essere vissuta.

Dunque bisogna fare leva sulla sensibilità di ogni singolo membro dell’amministrazione comunale, che deve pensare al proprio lavoro come ad una “prima forma di carità” come insegna papa Francesco.

E’ ovvio che ogni individuo vive bene se è inserito in un ambiente attento alle proprie esigenze; alle proprie richieste.

La realtà che, in primis, merita attenzione è la periferia nolana troppo spesso mortificata e lasciata a se stessa. E’ nostro dovere garantire l’incolumità del cittadino che spesso diventa vittima dei disagi del territorio in cui vive, dovendo affrontare la mancanza di elementi fondamentali che assicurino, appunto, una degna vivibilità. Mi riferisco a mancanza di marciapiedi, manto stradale danneggiato, assenza di rete fognaria, ripristino di arredo urbano ed altro ancora.

Le cose da realizzare sono tantissime, meritano attenzione anche le scuole del nostro territorio che fungono da educatrici per i giovani cittadini.

Dunque muniti di impegno e amore per i conterranei e per la propria città i componenti della macchina amministrativa hanno il grande compito, con determinazione e non senza entusiasmo, di riuscire a dare tanto sulla scia di quanto è stato già fatto durante i precedenti cinque anni.

di Maria Esposito

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