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SAN PAOLO BELSITO, FINALE DI CONSILIATURA AL CARDIOPALMA

manolo cafarelliLa lotta per le amministrative di San Paolo Belsito, dopo il tentativo di rovesciare il sindaco Manolo Cafarelli, ha avuto un altro e significativo seguito.

Una nuova maggioranza si è formata in consiglio comunale per garantire la continuazione della consiliatura fino alle prossime elezioni di maggio.

riccioIl sindaco Manolo Cafarelli ha revocato a Raffaele Riccio la carica di vice-sindaco e assessore.

Ormai il confronto è serrato. Fino ad oggi i due appaiono i contendenti più accreditati. Nuovi scenari politici si fanno strada all’orizzonte, non è escluso un riposizionamento di questo schieramento nel centro-sinistra. Il Pd locale, come del resto in tutti i comuni dell’area nolana, è in affanno. Le candidature attuali appaino deboli, anche quella in quota rosa (se così fosse sarebbe la prima volta a S. Paolo Belsito), una persona intelligente, perspicace, di buona cultura e molto professionale rischia, suo malgrado, di essere la candidata sindaco di una lista civetta, come da qualche mese si vocifera nei palazzi dei comuni vicinori.

Comunque all’appuntamento elettorale mancano ancora sei mesi e tutto è possibile. Non sono pochi coloro che aspettano la collocazione politica dell’attuale sindaco Cafarelli, che negli ultimi tempi è corteggiato sia dai moderati che dal centro-sinistra. Al momento l’unica cosa certa è l’incompatibilità e la rottura con il suo ex alleato Raffaele Riccio, sindaco per due consiliature.

Una quarta formazione si affaccia alle porte. Sono i Pentastellati. I prossimi mesi diranno più chiaramente sul loro cammino.

di ra.na.

LO STATO DELLE COSE

I nostri guai VENGONO da LONTANO.
Secondo Francesco Guicciardini, il popolo italiano è composto da persone dedite solo al proprio “particulare” (c’è anche un risvolto positivo in questo, e cioè l’ottimale definizione delle piccole realtà tradizionali, le piccole imprese ecc.);
secondo Giacomo Leopardi il popolo italiano non è capace di essere “società”.
Guicciardini (1493 – 1540) – Leopardi (1798 -1837) = PRIMA e DOPO la Rivoluzione Francese.

In definitiva, da sempre (o forse a partire dalla caduta dell’Impero Romano, ma bisogna considerare che piccole e diffuse civiltà italiche preesistevano alla grandezza di Roma) manca, in Italia, la DIMENSIONE di un grande popolo, come accade, invece, per Francia, Germania, Inghilterra, ecc.
Come mai?
Molto probabilmente perché la sorte dell’Italia è stata, storicamente, DIVERSA da quella delle altre GRANDI NAZIONI europee (perché? E’ un punto da approfondire questo. La caduta dell’Impero Romano? Già la fine, comunque, di un’Epoca, di una lunga epopea, la fine materiale dell’inuguagliabile elevatezza di una ULTRAMILLENARIA CIVILTA’ aveva rotto gli equilibri?).
Parliamo delle GRANDI MONARCHIE europee, da una parte e, di un coacervo di PICCOLI STATI dalla nostra parte, nella Penisola Italiana; Granducati, Principati, Stato pontificio, Piccole Monarchie.
Prima dei TEMPI MODERNI (illuminismo, rivoluzione americana e fondazione degli Stati Uniti d’America, rivoluzione francese, e così via), l’unica forma di Governo conosciuta, in tutte le situazioni sopra menzionate, era l’ASSOLUTISMO; conseguentemente NON ESISTEVA il concetto di CITTADINO.
Il popolo si divideva tra SUDDITI; obbedienti, sottoposti al POTERE istituzionale, e RIBELLI, recalcitranti e rivoltosi, i Masaniello, i Robin Hood, nella fantasia, ecc.
A partire dall’’800, la FINE delle GRANDI MONARCHIE ASSOLUTE, ha comportato l’affermazione, in larga misura, del CORPO SOCIALE; il SOVRANO non si è più identificato col RE, ma con il POPOLO; quindi le GRANDI DEMOCRAZIE erano già contenute in embrione nelle GRANDI NAZIONI.
I CITTADINI hanno preso il posto, in larga misura, dei SUDDITI e dei RIBELLI.
Lo STATO si è IDENTIFICATO con la SOCIETA’.
Da noi non è stato così per l’IMPEDIMENTO determinato dalla presenza dei PICCOLI STATI, al posto dell’UNITA’ dei vari popoli, realizzatasi in FRANCIA, GRAN BRETAGNA, PRUSSIA ecc.
[MA NON BASTA, secondo me, e QUESTO è un TERRITORIO ancora da ESPLORARE:
mentre i Grandi Stati Monarchici conquistavano il Mondo, nella nostra Penisola si affermavano VETTE ECCELSE e irraggiungibili in tutti i campi dello scibile umano, dalle Arti, alle Scienze, alla Poesia, alla Letteratura, alla Conoscenza del Mondo e dell’Uomo; PERCHE’ non è stato possibile in ITALIA fare tesoro di tutto questo ed essere comunque all’ALTEZZA degli altri Stati Europei? Per la presenza ostile ed egemonizzante dello STATO PONTIFICIO? Per le manovre di Potenze politiche, servizi segreti, classi dirigenti più FORTI e SPREGIUDICATE? E perché – forse per gli stessi motivi, ed altri aggiunti dalle modalità di affermazione degli eventi – NEANCHE DOPO la, bene o male, realizzata UNITA’ d’ITALIA è stato possibile COLLOCARSI in CONDIZIONI di PARITA’ nel contesto europeo? Abissale e incolmabile il ritardo? Sbagliato il percorso? Fermo restando che, in un modo o in altro, secondo una tempistica o un’altra, con accordi, federalismo, progressiva cessione di sovranità ecc. PRIMA o POI era un OBIETTIVO assolutamente IRRINUNZIABILE, quello del superamento dei PICCOLI STATI ITALIANI, a meno di non ESSERE SCHIACCIATI , economicamente e politicamente, dalle GRANDI POTENZE. Un certo SNOBISMO, un certo PROVINCIALISMO rispetto a tutto ciò che “proviene dall’Estero” (forse perché, avendo alle spalle la GRANDEZZA dell’IMPERO ROMANO, presumiamo di non dover DIMOSTRARE niente a nessuno; di non dover IMPARARE niente da nessuno)? Forse perché il CICLO di una CIVILTA’, che sentiamo NOSTRA, è giunto ormai, come è sempre accaduto, al suo ineluttabile approdo finale e non ce la sentiamo di ACCETTARLO?
Molto ancora c’è da SAPERE e, certamente, dovremmo SAPERNE di PIU’].
In Italia, come si è visto, col richiamo a Leopardi e Guicciardini, il GIUDIZIO non CAMBIA da prima a dopo la Rivoluzione Francese.
Da noi, per tutti i motivi di cui sopra e non solo, con tutta probabilità, STENTA ancora oggi, ad affermarsi la FIGURA del CITTADINO;
ancora oggi in Italia, come è sotto gli occhi di tutti, la gente, le persone, si distinguono tra SUDDITI e RIBELLI [neanche BAGNI di SANGUE di due Guerre Mondiali; neanche la LOTTA UNITA della RESISTENZA hanno permesso di SUPERARE questo gap rispetto agli altri Grandi Stati Europei. PERCHE’? La ineluttabile soggezione agli Stati che ormai dominano nel Mondo? L’ingerenza del Vaticano e di tutto l’apparato clericale? Ritardi enormi, se non incolmabili, di carattere culturale? La situazione internazionale estremamente complessa? La “guerra fredda”? Anche su tutto ciò dovremmo SAPERNE di PIU’].
Quale che ne sia la causa, ancora in Italia, lo STATO è, prevalentemente, visto come PADRONE o TIRANNO, ma non, o solo minimamente, come espressione della SOCIETA’ CIVILE.
Ringrazio anche il filosofo Salvatore NATOLI per i preziosi spunti riflessivi che hanno permesso l’analisi fin qui svolta.
Ma che cosa possiamo dire e fare oggi, circa LO STATO delle COSE?
Questa VOCE è di DIFFICILISSIMA INTERPRETAZIONE, pur alla luce di tutto quanto sopra, e di DIFFICILISSIMO PERCORSO per uscirne, visto l’INCANCRENIMENTO mai risolto (per cui procura un certo scetticismo immaginare che se ne esca oggi), proveniente da MOLTO LONTANO; tuttavia QUALCOSA bisogna pur fare, che non sia un SUICIDIO COLLETTIVO, o l’accettazione di una DEPRESSIONE GENERALE (nemmeno paragonabile all’Alto Medio Evo, che comunque aveva davanti a sé l’orizzonte di grandi prospettive).
Questo è il mio personale pensiero, solo ABBOZZATO (non potrebbe essere altrimenti):
Bisognerebbe fortemente puntare sulla CULTURA.
Soprattutto le GIOVANI GENERAZIONI dovrebbero essere più CONSAPEVOLI del punto in cui si trovano, del perché, delle possibilità esistenti, per essere in grado di PROGETTARE il loro FUTURO;
conoscere la DEMOCRAZIA significa avere alto il senso dello STATO, riconoscersi in esso come CITTADINI; propugnare, e fare in modo che si affermi, come IRRINUNZIABILE, l’ALTERNANZA nel Governo del Paese, delle FORZE PROGRESSISTE e delle diverse FORZE CONSERVATRICI; ambedue parti costituenti il punto focale di un sistema che, per la libertà e il benessere dei cittadini, prevede e mette sullo stesso piano, nel susseguirsi dei tempi, l’espansione, la sperimentazione, l’avanguardia e, in diverse condizioni, l’acquisizione di quanto realizzato, la riflessione, l’inventario dei beni.
L’apparato della DEMOCRAZIA è fragile, delicato. Bisogna ben esserne consapevoli per evitare di muoversi in esso come elefanti tra i cristalli, tenendo ben alta in sé la CONVINZIONE ponderata che essa è oggi, in Italia e negli altri Stati omologhi, l’unico SISTEMA POLITICO che permette all’Uomo di continuare il percorso della CIVILTA’ e NON SCIVOLARE nella BARBARIE; una fragile, irrinunziabile, armonia, che se si spezza, se si rompe il meccanismo, sono DOLORI INDICIBILI per TUTTI, come la Storia ha più volte, DIMOSTRATO.
Il concetto di DIVERSITA’ è, probabilmente, la CHIAVE di LETTURA di tutto: della politica, dell’economia, della modernità, dell’originalità, dell’arte ecc.
E qui, per chiudere, mi riallaccio a quello che ho detto all’inizio:
il nostro “PARTICULARE” che contiene in sé anche BUONI PIGMENTI, come molte volte si è visto nel nostro passato, anche recente, per quanto tormentato, andrebbe TRATTATO, non PRETERMESSO o semplicemente RIFIUTATO.
I buoni pigmenti di autenticità, di peculiarità andrebbero certamente VALORIZZATI, in un contesto generale, FINALMENTE, di grande COESIONE SOCIALE e GRANDE CIVILTA’ e MODERNITA’.
Arriveremo a questo? Riusciremo ad uscire da questa EPOCA INSULSA? Io dico di sì; credo che sia un AUSPICIO FONDATO , proveniente da tante cose (fondamentalmente da chi siamo e da dove veniamo); non una semplice vaga speranza.

di Alberto Liguoro

MESSAGGIO DI NATALE DEL VESCOVO DI NOLA ALLA DIOCESI

Il vescovo di Nola, Mons. Beniamino Depalma, rivolge alla diocesi il consueto messaggio di Natale in vista delle imminenti festività.

“Che cosa ci rende umani?” Con questa domanda si apre il messaggio di Natale del vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma dal titolo “Natale, per diventare più umani”. Una domanda alla quale è difficile dare una risposta, essendo tante le risposte possibili. Ma, avverte il Pastore nolano, “non tutte sono sufficienti. Ci manca un principio che le unifichi tutte. Un punto di partenza. E per chi crede un’origine dell’umano c’è ed è chiara: è quel preciso istante in cui Dio Padre ha sognato, pensato, voluto e dunque creato l’uomo perché fosse al suo fianco, perché averlo con sé, corresponsabile del suo progetto, era, è e sarà “cosa molto buona e giusta”.

Per questo è importante vivere appieno il Natale, viverlo come possibilità per “riappropriarci dell’essenziale di noi stessi e delle nostre vite, come renderne testimonianza, come sanare le ferite che tolgono dignità alle persone. Un’icona può guidarci in questa ricerca: la Santa famiglia di Nazareth, metafora di un’umanità piena che non ha paura di dire sì al progetto di Dio, accoglie il mistero della vita, affronta la croce, gusta la Resurrezione”. E mons. Depalma non rivolge l’invito a guardare alla Santa famiglia solo ai credenti: “Chiedo, – scrive – con umiltà, anche ai non credenti, di tenere in casa questo simbolo di profonda laicità: Maria, Giuseppe e Gesù sono emigranti in fuga, poi una famiglia di onesti e semplici lavoratori, quindi persone che dal vincolo di una relazione profonda e sincera maturano scelte di giustizia e libertà”.

L’augurio del vescovo di Nola è che la Sacra famiglia guidi il cammino di tutti, e della Chiesa: “ Di una Chiesa che si è messa oggi, senza superbia, sulle tracce dell’umanità vera. Per riscoprirsi, essa stessa, più umana. Attraverso il Sinodo diocesano, ora entrato nel vivo, attraverso la prossima decisiva Assemblea ordinaria dei vescovi sulla famiglia, attraverso il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del 2015, vogliamo dire al popolo di Dio che la Chiesa non è distante dagli uomini e dalle donne di questo tempo, non è distante dei problemi ma anzi vi si vuole immergere senza paura e senza presunzione. L’uomo ci interessa, ci interessa che ogni persona, come Maria e Giuseppe, abbia la forza di affrontare la vita trasformandola in un canto di gioia”.

(CS)

BAIANO. MIGRAZIONI INTELLETTUALI E IL DEPAUPERAMENTO UMANO DEL SUD

prof amodeoLe dinamiche della società mondializzata, con particolare evidenza per le migrazioni dei giovani del Sud, prima e dopo la laurea, sono stati al centro del convegno-dibattito, svoltosi nei locali del Circolo de L’Incontro, a Baiano. Dettagliata e puntuale la relazione del professore Gaetano Vecchione, docente di Economia alla Federico II e responsabile dei collegi universitari dell’ Istituto per le pratiche educative.

Le dinamiche della società mondializzata del XXI incidono sempre più nella realtà dei popoli. E disegnano scenari geo-politici radicalmente distinti e diversificati non solo da quelli del XIX e del XX secolo, ma si connotano anche e soprattutto per la rapidità delle trasformazioni, sotto gli influssi delle innovazioni tecno-scientifiche e della diffusione del multiculturalismo.

I flussi migratori in atto riflettono i processi innescati dalla nuova visione del mondo e dell’economia. E’ il contesto, in cui prevale il modello socio-culturale, largamente ispirato dal ruolo esercitato su scala planetaria dalle società multinazionali e dai mezzi d’informazione, che ne sono lo specchio riflettente, gestiti, a loro volta, in modo diretto o indiretto dai sistemi di potere dominanti nei Paesi industrializzati; modello socio-culturale non sempre condiviso, ma in ogni caso ambito, tanto che nei decorsi ultimi due decenni, gradualmente circa un miliardo di un miliardo di uomini e donne si è affrancata dalle angustie della fame.

E’ lo scenario del mondo, in cui, però, persiste il divario tra il Nord dello sviluppo e del progresso materiale e il Sud dell’arretratezza, determinando sempre più frequenti e massicce ondate migratorie, con significativi notevoli mutamenti. E così se all’inizio del XX secolo gli Stati Uniti e l’America latina costituivano poli di attrazione per l’emigrazione europea ed asiatica, alla fine dello stesso secolo la situazione è cambiata. L’America latina si è trasformata in terra d’emigrazione e l’Europa occidentale è diventata meta d’immigrazione. La stessa Italia, terra di emigranti, è diventata polo attrattivo per i migranti stranieri, senza, però, aver strutturato né predisposto una rete sistematica per le politiche d’inclusione e di integrazione. Un vuoto, di cui,tanto per dire, le squallide e tristi vicende di Mafia Capitale, ne sono soltanto uno degli spaccati testimoniali più appariscenti, volendo restare nella quotidianità della cronaca.

Sono state – queste- alcune delle coordinate di guida e di riflessione, con cui il professore Gaetano Vecchione, docente di Economia alla Federico II, ha sviluppato la relazione sul tema, “Migrazioni intellettuali. Prospettive e disagi dei giovani nella società mondializzata”, nel convegno svoltosi nei locale del Circolo de L’Incontro, con la coordinazione del professore Gianni Amodeo.

Una relazione ampia, articolata e convincente, quella di Vecchione, coordinatore dei Collegi universitari dell’ Ipe, ed autore di interessanti pubblicazioni saggistiche in lingua inglese ed italiana; particolare il risalto dato al fenomeno dei giovani, che in Italia o ante lauream o post lauream lasciano il Sud, per approdare nel regioni e città del Nord, sia per il ventaglio delle opportunità di lavoro praticabili, sia per i livelli di qualità organizzativa socio-culturale e civile, con cui si connotano Un’analisi dettagliata, corroborata dai dati statistici, dai quali emerge lo stato di progressivo depauperamento dei valori umani per il Sud; valori, di cui sono portatrici le nuove generazioni, con i loro bagagli di formazione culturale. E valga un solo dato, a titolo esemplificativo, tra i tanti focalizzati da Vecchione: nell’arco dell’ultimo quinquennio hanno lasciato la Campania per ragioni di studio e ricerca di lavoro circa sessantamila giovani, pari all’intera popolazione di Caserta. Un processo, quello delle migrazioni intellettuali, che di per sé non va “demonizzato”, perché la libera circolazione nel Paese-Mondo dei giovani per lavoro e studio è sempre un fattore di arricchimento culturale e sociale. E’ importante, tuttavia, che il Sud, che attualmente è “lasciato” , quasi desertificato sul piano sociale, sia in grado di attrarre con serie motivazioni i giovani che lo abbandonano.

Animato nella ricchezza delle riflessioni e per la padronanza delle conoscenze il dibattito, che ne seguiva, in particolare con gli interventi della professoressa Carmela Vecchione, dell’assessore Franco Scotto, del dottore commercialista Angelo Perna, del dottor Giuseppe vecchione e del professore Carmine Magnotti. Tanti i temi di criticità sociale vagliati dalla lente d’ingrandimento, tra cui quello dell’inadeguatezza e del sistema scolastico, specie sul versante della limitatezza dei contenuti dell’attività didattica e nella carenza dei linguaggi, diffusi dall’innovazione. Evidenziate le diffuse e pesanti lacune della comunicazione radio-televisiva e della carta stampata, dalle voci del confronto emergevano le gravi responsabilità della politica in generale, che non ha saputo finora orientare e governare, ma soprattutto programmare e prevedere i processi evolutivi della società, consegnando ai giovani una realtà avara di prospettive, in cui il merito è misconosciuto e le diseguaglianze si dilatano.

E’ una realtà, tuttavia, che, per quanto dura ed aspra, va affrontata, valorizzando proprio le risorse giovanili presenti sui territori, con la formazione culturale, “investendo” nella qualità della scuola, del sistema universitario e dei poli di ricerca. E’- questo- un dato di certezza assoluta, di cui Stato, politica, società e famiglie devono farsi carico, con un radicale cambiamento di rotta, rispetto a quello ch’è “accaduto” negli ultimi trenta anni. Non bisogna dimenticare che in una realtà di grande dinamismo evolutivo e tecno-scientifico, quello che comunemente si definisce capitale umano, mentre sarebbe preferibile utilizzare la locuzione risorse umane, rappresenta un fattore decisivo per poter competere nel mercato globale ed è una condizione primaria per la formazione e la crescita del reddito.

Convergenti le sottolineature sul Sud, il cui ruolo di sviluppo civile ed economico-produttivo può essere reale, se inserito nello scenario della politica nazionale dello Stato e in quello del quadro comunitario europeo. La leva propulsiva, tuttavia, è nelle mani, ma soprattutto nella mente dei cittadini del Sud, a condizione che sappiano affrancarsi dalle trappole del clientelismo e dell’assistenzialismo, su cui soprattutto le generazioni della seconda metà degli anni ’50 si sono adagiati con piatto e comodo conformismo, a scapito proprio delle giovani generazioni di questi scorci di Terzo Millennio.

I guasti e la…confusione esistenti non sono filiazione di…marziani. E non sono necessari particolari esercizi di analisi, per averne contezza. Ma tutto ciò non può né deve essere accettato con passiva rassegnazione.

(red)

NOLA ALLAGATA, IL MALTEMPO METTE ANCORA UNA VOLTA LA CITTA’ IN GINOCCHIO

allagamenti nola 1E’ bastato un acquazzone di circa un’ora per gettare di nuovo nel panico i residenti dei rioni Poverelli, Canera e Martiniello, zone ad alto rischio per l’attraversamento dell’alveo Quindici, che negli ultimi mesi è esondato diverse volte, creando gravi disagi ed allagamenti.

allagamenti nola 3La rimozione dei detriti e della sabbia all’intersezione dei ponti al rione Poverelli, Martiniello e zona Cimitero, concordati con il Genio Civile ed il Consorzio di Bonifica, va a rilento. “In questi giorni – affermano i residenti – a rimuovere i detriti e la sabbia c’è solo un piccolo mezzo meccanico che li appoggia ad un lato all’interno del canalone dell’alveo, tra l’altro restringendo anche lo spazio per il deflusso dell’acqua”. Al rione Poverelli la situazione è critica ma l’alveo non è esondato, mentre nei pressi del Cimitero, dove i lavori del Genio Civile non sono iniziati, l’alveo è tracimato all’intersezione del ponte ferroviario, allagando via dei Cipressi, dove sono saltati tutti i tombini per scarso funzionamento delle pompe idrovore annesse alla rete fognaria.

allagamenti nola 2Diffusi allagamenti in città, le zone più colpite: il sottopasso di via S. Massimo, via S. Paolo Belsito e via Nola-S. Gennaro. Centinaia le chiamate ai vigili del fuoco e all’ufficio tecnico del comune. Non sono stati pochi gli automobilisti imprigionati dalla furia dell’acqua, fuoriuscita dai tombini saltati (come del resto accade spesso) all’incrocio di via Martiniello con via Nola-S. Gennaro, a causa della confluenza nella condotta di servizio delle acque provenienti dal Vallo di Lauro. “Una situazione assurda – gridano in coro i residenti – se si pensa che all’inizio dell’anno prossimo la zona sarà interessata dal primo stralcio della costruzione delle fogne nella frazione di Piazzolla, con l’immissione della rete in una condotta con grossi problemi di portata idraulica”.

di ra.na.

GIGLI, AL MIBAC SI INSEDIA IL TAVOLO PER LA SALVAGUARDIA DELLA RETE DELLE MACCHINE A SPALLA

fotoIl sindaco Geremia Biancardi: “Dopo il sigillo comincia il rilancio. Primo obiettivo Expo 2015″.

Rete delle grandi macchine a spalla, al via i lavori del tavolo tecnico-scientifico presso il ministero dei beni culturali. Dopo i lavori preparatori dei mesi scorsi si è ufficialmente insediato l’organismo istituzionale che si occuperà della promozione e della valorizzazione delle quattro tradizioni culturali, religiose e popolari che, a dicembre dello scorso anno, hanno ottenuto dall’Unesco l’iscrizione nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

All’incontro hanno partecipato i sindaci e gli amministratori di Nola, Viterbo, Palmi Calabro e Sassari, Patrizia Nardi, coordinatrice del progetto che ha ottenuto il riconoscimento del prestigioso organismo internazionale, i funzionari del Mibac, i rappresentanti istituzionali della Conferenza Stato Regioni ed il sottosegretario alla cultura Francesca Barracciu.

“Diventa operativo un coordinamento fortemente voluto dalle nostre 4 amministrazioni comunali. Il tavolo – ha annunciato il sindaco di Nola Geremia Biancardi – lavorerà per spianare un percorso di rilancio che dovrà necessariamente passare per la modifica della legge n. 77 del 2006 che contiene misure speciali per la tutela e la fruizione dei siti Unesco e per la quale è stato già approvato un ordine del giorno. Il tutto mentre prenderanno forma le linee guida del piano di salvaguardia e delle iniziative di rilancio complessivo delle nostre rispettive kermesse che prevedono l’imminente partecipazione della Rete ad Expo 2015″.

(CS)

CASAMARCIANO. GIRACASTELLI, UN NATALE NEL SEGNO DELLA SOLIDARIETA’

Casamarciano, Natale di solidarietà con una parata di stelle: spettacoli di Mariano Rigillo, Katia Ricciarelli e Giacomo Rizzo.

Sarà uno scambio di “doni” tra Comune e cittadini a caratterizzare il Natale 2014 a Casamarciano. L’ente ‘regalerà’ alla cittadinanza tre spettacoli esclusivi, perle di un ricco programma festivo; i cittadini potranno “ricambiare” acquistando abbonamenti il cui ricavato sarà destinato alle attività sociali del paese.

Il clou del Natale casamarcianese è costituito dal “Giracastelli”, manifestazione promossa dai Comuni di Acerra, ente capofila, Casamarciano, Cicciano, Roccarainola, Avella e Sirignano e organizzata con Fondi comunitari FESR 2007/2013 Regione Campania. Tre gli artisti che animeranno gli eventi dicembrini. Mariano Rigillo porterà in scena il suo recital “Eduardo parole e musica” il 22 dicembre; Giacomo Rizzo sarà sul palco con il pianista Toni Sorrentino in “Solo me ne vo” il 29 dicembre; Katia Ricciarelli si esibirà infine con una orchestra di quindici elementi il 30 dicembre. Gli spettacoli si svolgeranno presso la tensostruttura di via Giacomo Puccini. Il ricavato della vendita degli abbonamenti sarà destinato al restauro della Chiesa parrocchiale di San Clemente ed alle attività sociali e culturali del Comune. Il cartellone prevede inoltre appuntamenti dedicati alla danza, alla musica, al teatro a cura delle associazioni del territorio. Tra questi, la messa in scena, il 2 gennaio, di “Sogno di una notte di mezza sbornia” di Eduardo De Filippo a cura della Compagnia teatrale Pro loco Hyria con la regia di Giovanni Cavaccini, e “Aspettando la befana”, a cura del Forum giovani, il 5 gennaio.

“Abbiamo scelto di celebrare le feste all’insegna della partecipazione e della solidarietà – spiega l’assessore alla Cultura Angelo Piscitelli – perché i cittadini potranno contribuire, divertendosi, alla crescita delle attività dell’ente”.

“Sfidiamo ancora una volta la crisi mettendo la cultura e la spensieratezza in primo piano – afferma la delegata alla kermesse “Giracastelli” Rosa De Rosa – Il nostro paese dimostra che con rigore e creatività è possibile mettere in piedi un programma di spettacoli di livello”.

Gli abbonamenti potranno essere acquistati effettuando una donazione minima di 15 euro da versare sul conto corrente numero 16990806 intestato al Comune di Casamarciano. Causale: “Contributo per eventi natalizi 2014-2015”. Gli abbonamenti potranno essere ritirati presso la Casa comunale.

PROGRAMMA NATALE A CASAMARCIANO

20 dicembre “Spazio Danza” presenta “Stelle danzanti” (dalle ore 20)

22 dicembre Giracastelli- Mariano Rigillo in “Eduardo..parole e musica” (dalle ore 20)

26 dicembre “Il cinquetto”- concerto dell’ensemble del Teatro San Carlo (dalle ore 20)

28 dicembre “Concerto di Natale” a cura dell’Associazione “Arte e musica” presso la Parrocchia di San Clemente (dalle ore 20)

29 dicembre Giracastelli- Giacomo Rizzo in “Solo me ne vo” (dalle ore 20)

30 dicembre Giracastelli- Katia Ricciarelli in concerto (dalle ore 20)

2 gennaio Compagnia “Hyria”in “Sogno di una notte di mezza sbornia” (dalle ore 20)

3 gennaio Sona mo’ in concerto (dalle ore 20)

5 gennaio “Aspettando la Befana” a cura del Forum Giovani

6 gennaio “Clemart” in “Emozioni che brillano” (dalle ore 20)

(CS)

NOLA. FONDAZIONE HYRIA-NOVLA, SI VA VERSO LA LIQUIDAZIONE

Ennesimo rinvio del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Hyria-Novla, l’ente nato dopo il ricorso al TAR del 2010 presentato da alcune associazioni eco-culturali e un comitato di cittadini della città bruniana dopo l’allargamento del perimetro dell’Area Asi, servita per ospitare le officine NTV.

Dopo l’ennesimo rinvio della convocazione dell’organismo interno alla fondazione si va verso la liquidazione del solidalizio. Uno smacco per Nola e i suoi cittadini attivi, che avevavo riposto molte speranze nei progetti partoriti dall’iniziativa del Cda, scioltosi un anno orsono per inadempienze finanziarie dell’Interporto di Gianni Punzo, partner della fondazione. Il 22 dicembre l’ultimo atto: o si ricostituisce il Cda o si liquida l’ente.

(CS)

NOLA. REALIZZAZIONE ASILO NIDO VIA SAN MASSIMO, ESPLETATA GARA D’APPALTO

E’ in corso di assegnazione l’affidamento dei lavori per la realizzazione dell’asilo-nido in via San Massimo, il termine per la presentazione delle offerte infatti è scaduto il 9 dicembre scorso.

Hanno partecipato quattro ditte. L’opera è stata finanziata con fondi regionali POR-FERS 2007-2013 nell’ambito del progetto “Città solidali e scuole aperte”, l’importo totale del progetto ammonta ad € 249.456,34 di cui € 196.960,00 a carico della regione ed € 52.500,00 quale quota di compartecipazione del comune, prelevati dalle somme incassate per gli oneri di urbanizzazione. Direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza è l’ing. Salvatore Vecchione con studio in via Madonna delle Grazie a Nola, a cui viene riconosciuto un compenso concordato di € 8.000,00 oltre Iva e Cassa.

Sulla stessa area è prevista inoltre la realizzazione di un Centro Polifunzionale di Ambito per un importo complessivo di € 885.970,41 di cui € 700.000,00 finanziati dalla regione Campania a valere sui fondi POR-FERS 2007-2013 ed € 185.970.41 dai comuni dell’Ambito N. 23. Il progetto esecutivo, presentato dall’Agenzia di Sviluppo Locale, è stato approvato dalla Giunta Municipale di Nola il 28 settembre 2011.

di ra.na.

NOLA. GARA FOGNE PIAZZOLLA: APERTURA BUSTE OFFERTE L’8 GENNAIO 2015, COSTITUITO L’UFFICIO DI DIREZIONE DEI LAVORI

Il termine di ricezione delle offerte per la gara di riqualificazione urbana ambientale delle frazioni di Piazzolla e Polvica è stato fissato dalla Stazione Unica Appaltante (SUA) per il 7 gennaio prossimo, l’apertura delle buste contenenti le offerte per il giorno successivo alle ore 9,30 presso il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Campania ed il Molise.

L’opera è finanziata con i fondi POR-FERS 2007-2013 per un importo complessivo di € 6.290.719,07, di cui quattro milioni e mezzo di lavori fognari e due milioni per lavori stradali (+Iva). Solo il 7% dei fondi rinvenienti dal ribasso potranno essere utilizzati per ulteriori lavori, mentre la restante parte sarà restituita alla regione. L’amministrazione comunale non potrà allargare il tratto fognario con propri fondi. La durata dei lavori è stimata in 327 giorni, dall’ufficio tecnico comunale fanno sapere che i lavori dovranno terminare entro dicembre 2015, a meno di una proroga. Per Piazzolla si tratta del primo stralcio funzionale tratto 20-38a relativo alle fogne bianche.

Intanto all’albo pretorio online è stata pubblicata la determina della costituzione dell’ufficio di direzione dei lavori: responsabile del procedimento e coordinatore dell’ufficio di direzione dei lavori è l’ing. Gustavo Anaclerio. Per quanto riguarda la direzione dei lavori sarà nominato un ingegnere esterno poiché l’unico dipendente comunale ingegnere (Gustavo Anaclerio) a cui spetta la competenza in materia idraulica (sentenza Consiglio di Stato e Consiglio Superiore LL.PP.) è oberato di lavoro. Anche per il collaudo tecnico-amministrativo si procederà alla nomina esterna, mentre il geom. Giovanni Sarno, la sig.ra Maria Pizzella e il sig. Michele Autorino saranno di supporto al responsabile del procedimento.

di ra.na.

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