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di ra.na. & co… contro "il sistema" della camorra dell'usura e della violenza, è un blog indipendente, nato dall'idea di persone libere che hanno a cuore le sorti della loro terra, l'Area Nolana

SCONTRO TRA TORNADO, MARTEDI I FUNERALI DEI QUATTRO PILOTI

Saranno celebrati martedì 2 settembre, in un hangar della base aeronautica militare di Ghedi (Brescia), i funerali dei quattro piloti del VI stormo, morti lo scorso 19 agosto nello scontro tra due Tornado sui cieli di Ascoli Piceno.

Non si sa se la cerimonia sarà aperta al pubblico, per le difficoltà a consentire l’ingresso in una zona militare.

Alle 11 familiari e compagni di Alessandro Dotto, Giuseppe Palmintieri, Maria Angela Valentini e Paolo Piero Franzese potranno dare l’ultimo addio ai “diavoli rossi”.

Tutti i corpi sono stati ritrovati tra il 20 agosto e la giornata di ieri grazie al lavoro senza sosta di 200 persone tra colleghi dell’aeronautica, vigili del fuoco, corpo forestale dello Stato, carabinieri, polizia e tecnici del corpo nazionale del soccorso alpino.

L’ultimo corpo ritrovato è stato quello del capitano Maria Angela Valentini, che era sotto la cabina di pilotaggio.

Si è resa indispensabile l’analisi del DNA per l’identificazione certa dei cadaveri, ridotti in pessimo stato dalla violenza dello scontro e dal grande calore dovuto al rogo che ne è scaturito.

di ra.na.

BAIANO. NUOVA SEDE PER IL DISTRETTO SANITARIO, L’INAUGURAZIONE A META’ SETTEMBRE

Il presidio sarà operativo in via Nicola Litto, nelle vicinanze della strada statale della 7-bis e del casello autostradale dell’A-16. E’allocato in una confortevole struttura di proprietà privata, con ottocento metri quadrati di spazi ed ambienti disponibili, nonché tre aree di parcheggio-auto. La dirigenza dell’Asl Avellino ha “sbloccato” la problematica, che si è trascinata per anni, con gravi disagi e pesanti penalizzazioni sia per gli utenti che per il personale di servizio.

Una soluzione logistica eccellente, per gli agevoli collegamenti di accesso, che fanno capo alla strada statale della 7-bis e al contiguo casello dell’autostrada Napoli-Bari. Ma anche e soprattutto un assetto di spazi ariosi e confortevoli, oltre che autonomi distribuiti nel primo piano rialzato della struttura, di recente realizzazione, per una superficie utilizzabile pari ad ottocento metri quadrati, con la pertinenza di tre aree di parcheggio-auto. Sono-questi- alcuni dati “identificativi” della nuova sede di via Nicola Litto, in cui sarà operativo il Distretto sanitario di Baiano – una delle sei articolazioni dei servizi territoriali dell’Asl di Avellino – la cui inaugurazione è prevista il 14 o il 15 settembre.

Si “sblocca” così la “questione”, che per anni ha condizionato fortemente la normale agibilità del Distretto, penalizzando sia gli utenti che il personale di servizio, medico, paramedico e amministrativo. Una svolta attesa, che integra e concretizza la procedura, aperta circa tre anni fa dall’Asl con il pubblico avviso per la manifestazione d’interesse, per l’acquisizione a titolo di locazione di uno stabile nel territorio cittadino, funzionale a soddisfare – secondo i parametri della normativa e le disposizioni in materia d’edilizia sanitaria- le esigenze degli utenti dei servizi del Distretto, comprensivo dei Comuni di Avella , Baiano, Sperone, Mugnano del Cardinale, Sirignano e Quadrelle, per una popolazione di circa trentamila abitanti oltre che dei sette Comuni del Vallo di Lauro, la cui popolazione sfiora i ventimila abitanti, che fanno riferimento al Presidio sanitario di Lauro.

“Attivo” nel primo piano dell’ala posteriore del palazzo comunale di corso Garibaldi, in un contesto, che fino agli anni ’60 aveva ospitato la caserma dei carabinieri e negli anni ’70 la scuola media statale “Parini”, il Distretto per oltre venti anni ha operato in stato di permanente disagio ambientale e al limite delle stesse prescrizioni d’igienicità, in locali angusti, in cui sono stati “costretti” ad alternarsi a turno i medici, per assicurare agli utenti i servizi specialistici. Una situazione di criticità diffusa, “completata” dallo stato di degradante e degradato…suk, con cui si connota la… corte municipale, passaggio obbligato, per accedere al Distretto; suk… per “ospitare” auto in sosta stabile, persino gli auto-mezzi “vuoti” ed utilizzati per la raccolta dei rifiuti, tralasciando le … presenze umane, tutt’altro che campionario della…dovuta discrezionalità e della necessaria riservatezza, richieste dalla struttura di servizio.

Uno scenario di “condizioni indegne e vergognose”, come fu definito testualmente il Distretto di corso Garibaldi – nel settembre del 2010- dall’ingegnere Sergio Florio, l’attuale dirigente generale dell’Asl Avellino. La definizione fu espressa nell’ambito di un pubblico incontro, svoltosi al “Moscati”, nella ricorrenza della manifestazione per il “saluto d’omaggio” al medico Onorio Nargi, per il quarantennale dell’attività professionale al servizio dei cittadini. L’ incontro diede a Florio – all’epoca incaricato dell’esercizio delle funzioni commissariali dell’Asl- l’opportunità di focalizzare proprio la situazione complessiva dei servizi e delle strutture della sanità pubblica sui territori dell’Irpinia, tra eccellenze e carenze, per rapportarsi alle scelte del Piano ospedaliero varato dall’amministrazione regionale della Campania; Piano, configurato all’insegna della razionalizzazione dei servizi e della riqualificazione della spesa, a fronte del pesante e strutturale stato di indebitamento dell’intero sistema della sanità pubblica regionale, fatto lievitare nel corso degli anni senza alcun limite.

Florio, al di là dell’osservanza inderogabile dei rigorosi vincoli della razionalizzazione, con cui s’imponeva l’inversione ad U nelle politiche di spesa nel settore e pur evidenziando con le parole appena citate le tante …ombre logistiche ed ambientali, da cui era gravato, non mancò di rappresentare l’insostituibile valenza sociale e di servizio per le comunità locali, che era- ed è- chiamato ad assolvere il Distretto in “maglia nera”. E va ricordato che ne facevano parte anche i Comuni della Valle caudina, rientranti nella giurisdizione amministrativa della provincia di Avellino, che due anni fa sono stati “associati” al Distretto del capoluogo, secondo logica e buon comune senso.

Tre anni fa il cambio di passo, per dare al Distretto la sede della…normalità, con l’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse, a cui hanno “risposto” tre privati cittadini, nel dichiarare la messa a disposizione di stabili di loro proprietà, fino alla scelta conclusiva della struttura di via Nicola Litto, per la piena rispondenza ai criteri previsti e per la posizione logistica. E’ il cambio di passo, diventato ormai non più differibile, “maturato” anche per il netto miglioramento dei conti economici nel sistema sanitario regionale, sulla base del Piano di rientro dallo stratosferico indebitamento, che sta dando i risultati attesi per i “conti a posto”, anche se l’Asl di Avellino nel decorso quinquennio ha sempre osservato i principi della virtuosità gestionale. E’ la scelta, per la quale l’Asl corrisponderà al proprietario della struttura di via Nicola Litto- stando a quel ch’è dato di conoscere- un canone di fitto mensile di poco superiore a quattromila euro, mentre per i locali di corso Garibaldi all’amministrazione comunale è stato versato finora il canone mensile di mille e cinquecento euro.

IL POLIAMBULATORIO INCENDIATO, A MUGNANO DEL CARDINALE

ACCADEVA 20 ANNI FA: L’ASSICURAZIONE VALEVA 2,5 MILIARDI DI EX-LIRE

La positiva notizia della nuova sede distrettuale richiede,tuttavia, la fissazione di una striscia di …flash back, ritenendo che possa essere utile, per connotare soltanto alcuni dei tanti “buchi neri”, a cui fanno da contorno diffuse ed eterogenee…sfumature grigiastre, da cui è attraversata la condizione sociale del territorio degli ultimi decenni. E’ la striscia, che copre e focalizza, in particolare, lo scorcio iniziale degli anni ’90. Su un verso sono impresse le lunghe e rosseggianti lingue di fiamme del rogo, che annientò il Poliambulatorio di Mugnano del Cardinale e sull’altro verso c’è il progetto per la costruzione ex novo della sede del Distretto, con finanziamento della Regione-Campania, nell’area contigua al casello dell’A-16, a Baiano. Due vicende distinte e diverse, ma rappresentative dello stato di catalessi, in cui è piombata l’intera area, a datare dai nefasti esiti e dai ladrocini di ogni portata e caratura, con il saccheggio del denaro pubblico, destinato alla ricostruzione del patrimonio abitativo e edilizio, dopo il terremoto del novembre dell’ 80 e del febbraio dell’81.

E’ bene, tuttavia, procedere per ordine. Il Poliambulatorio, divorato dal rogo, domato dopo decine di ore di estenuante lavoro dei Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Avellino e Nola, , era una struttura in pre-fabbricato, completa di arredo e apparecchiature sanitarie, che la Croce rossa australiana donò al Comune filomeniano, nell’ambito delle tante iniziative di solidarietà, di cui si rese protagonista verso le comunità della Campania e della Basilicata, colpite dal dramma degli eventi sismici. La struttura- chiavi in mano- andava… soltanto “montata”, per essere funzionale ed operativa, in tempi brevi. I tempi brevi, invece, si allungarono per un decennio, quando l’amministrazione comunale decise finalmente di…utilizzare la donazione, arrivata dal Paese dei Ganguri. Il Poliambulatorio fu allestito lungo la direttrice della strada statale della 7-bis, nell’area antistante il Cimitero, con le opere infrastrutturali realizzate nel giro di alcune settimane, e grazie al pieno utilizzo delle apparecchiature e dell’arredo, funzionali ed efficienti, anche se erano stati abbandonati a lungo tra le carabattole degli scantinati nel palazzo comunale, a piazza Municipio.

Il Poliambulatorio divenne operativo sul finire del 1991, per essere a pieno regime nel 1992, con i servizi erogati dall’Asl per le analisi cliniche e la specialistica. Un polo, in grado di assicurare prestazioni in costante crescita e con il pieno gradimento degli utenti, specie gli anziani; polo, che, però e all’evidenza dei fatti, per “Qualcuno” o per “Taluni” non “doveva” durare molto. E così venne trasformato in un informe ammasso di materiali anneriti, incenerito dal rogo, appiccato da “mani ignote”, nel maggio del ’92. Ma con… palesi modalità camorristiche.

Alcune voci …correnti, nell’abbozzare un’ipotesi di “spiegazione” del devastante e rovinoso incendio rapportarono le “mani ignote” ai corposi interessi economici dei laboratori di analisi cliniche dell’area e accreditati con il Servizio sanitario pubblico; interessi, che – sostenevano le…voci, forse anche per risentimenti d’invidia sociale- oggettivamente sarebbero stati ridimensionati o del tutto “lesi” dalla funzionalità del Poliambulatorio. Altre voci….correnti si spinsero a immaginare che l’incendio avrebbe mascherato una probabile truffa o danneggiamento verso la compagnia che aveva assicurato il Poliambulatorio, con l’intero apparato di attrezzature, per l’importo che si sarebbe aggirato sui due miliardi e mezzo delle lire del vecchio conio. Voci…correnti- queste ultime- alquanto ingarbugliate, anche perché non fornivano, però, elementi di logica e credibile chiarificazione sugli eventuali promotori della truffa o del danneggiamento, dal momento che la titolarità patrimoniale e gestionale del Poliambulatorio- per le specifiche competenze loro spettanti- era ripartita tra l’Asl di Avellino e l’amministrazione comunale di Mugnano del Cardinale, soggetti istituzionali, con assetti collegiali, anche se poi avrebbero fruito di un sostanzioso premio assicurativo, per quanto si sa; premio, posto che se ne siano avvalse, era loro dovuto.

Certo è che le voci …correnti oltre venti anni fa, ebbero breve vita, quasi l’”espace d’un matin”, non di più, senza alcun intervento delle pubbliche istituzioni, con cui le comunità locali fossero poste in condizione di capire la portata del grave episodio. E se ne… rinfresca, tuttavia, la memoria storica e civile, fermo restando il dovuto beneficio d’inventario sulle “voci”, in ragione della rappresentazione di quei “buchi neri” contornati di sfumature di grigiastra ambiguità, di cui si è fatto cenno e da cui è segnata l’amorfa vita sociale del territorio. E così, dopo qualche mese, sulla vicenda calò la cappa del silenzio totale, nel mutismo dei partiti e degli amministratori dei Comuni del territorio. E neanche serve ricordare che sulla “storiaccia”, in stato di …latitanza risultarono i parlamentari del collegio. Un costume, che sopratutto i parlamentari dei partiti del potere sostanziale hanno praticato da sempre e con sovrana indifferenza verso le reali problematiche dell’area, preferendo, invece, percorrere i “comodi” tracciati del consenso drogato e deviato, grazie all’assistenzialismo clientelare, beneficiando “amici” e “amici degli amici”e….familiari.

DAL PROGETTO DELLA NUOVA SEDE ALL’ALTERNATIVA DI VIA LITTO

La storia della sede da costruire ex novo per il Distretto sanitario prende, invece, le mosse dall’iniziativa, assunta a metà degli anni ’90 dall’amministrazione comunale di Baiano, la prima eletta con maggioranza di centro-destra, dopo trentacinque anni di amministrazioni con maggioranze di “Sinistra unitaria”, a trazione Pci\Pds, in alternanza con tre cicli amministrativi a guida democristiana. La Giunta, guidata dal sindaco Raffaele Napolitano, con il voto unanime del civico consesso, si fece promotrice del progetto per la costruzione del nuovo presidio, con il supporto della dirigenza dell’allora Asl Avellino-2. E l’istanza fu recepita dalla Giunta regionale della Campania, presieduta dall’on.le Antonio Rastrelli, che deliberò anche lo stanziamento finanziario, per la realizzazione del presidio, nel sito, indicato dall’Ente di corso Garibaldi proprio nelle immediate vicinanze del casello autostradale; sito, per il quale era necessario attivare la procedura di esproprio per utilità pubblica.

Era il percorso istituzionale e socio-amministrativo, che scaturiva dalla sinergia tra Asl, Comune e Regione, restato, pero, ai blocchi di partenza, per evidenti ragioni politiche, dal momento che l’ esperienza della prima Giunta regionale di centro-destra, guidata da Rastrelli, si esaurì dopo quattro anni nel 1999, sulla scia del noto “ribaltone trasformistico” che segnò il cambio di maggioranza, con l’avvento della Giunta di centro-sinistra, guidata da Andrea Losco, in rappresentanza della Margherita, a cui ha fatto seguito il decennio della presidenza della Giunta di sinistra-centro, con la guida di Antonio Bassolino.

Un percorso impostato con linearità di obiettivi e che, esaurita l’esperienza delle due Giunte-Napolitano, poteva anche essere seguito dalle amministrazioni succedutesi nel palazzo comunale. Ma non l’hanno fatto nei tempi dovuti con la necessaria determinazione e l’opportuna volontà politica, mentre si venivano determinando le oggettive condizioni per lo stop al cammino intrapreso, a fronte della voragine dell’indebitamento ufficialmente “dichiarato”, in cui nel 2010 si è ritrovato il sistema sanitario pubblico della Campania; sistema, logorato da decenni di pessima gestione e, di fatto, sottoposto al commissariamento straordinario ancora in atto. E così il progetto è finito negli archivi, mentre la soluzione della nuova sede distrettuale in via Nicola Litto, ne costituisce un’adeguata e congrua alternativa. Una soluzione – è il caso di dire – infilata nel rotto della cuffia, per impulso dell’onesto e scandalizzato giudizio-denuncia di Florio.

La nuova sede è…oro davvero rispetto… al ferro vecchio del… “suk” di Corso Garibaldi.

di Geo

QUELLE BONIFICHE FANTASMA NEI REGI LAGNI, MILIONI DALLA REGIONE ATTRAVERSO LA SMA

Accertamenti su delibere e fatture: già numerosi indagati dalla Procura di Nola.

La Procura di Nola accende i riflettori sugli interventi di bonifica e di manutenzione dei Regi Lagni dell’area nolana, probabilmente svolte parzialmente e non in maniera conforme. Sotto la lente d’ingrandimento dei pm coordinati dal procuratore capo Paolo Mancuso ci sarebbe l’operato della Sma, la società in house della Regione Campania le cui attività sono finalizzate alla prevenzione e contrasto degli incendi nelle aree boschive, al risanamento ambientale, al monitoraggio del territorio e al riassetto idrogeologico. Stando a quanto trapela dal naturale clima di riserbo che ruota attorno alla vicenda, che è bene chiarirlo, è ancora alle battute iniziali ed in pieno svolgimento, ci sarebbero anomalie nello svolgimento degli interventi di bonifica affidati appunto alla società.

C’è l’indagine e ci sono diverse persone già iscritte nel registro degli indagati, il cui numero però, non è certo. «Stiamo lavorando », si limita ad affermare il capo dei pm nolani Mancuso. Quello che è certo è che nelle prossime settimane ci potrebbero essere scenari più netti e distinti e si potranno delineare — ultimato il lavoro d’indagine — con chiarezza le responsabilità. Storia intricata e irta di intoppi quella bonifica dei Regi Lagni, da decenni al centro di polemiche e disastri ambientali, non ultime le alluvioni che colpirono Sarno, Siano e Bracigliano e che devastarono ampie fette di territorio. Sul banco degli imputati finirono appunto i Regi Lagni e la loro mancata manutenzione, che avrebbe consentito il deflusso di acqua non inquinata verso il mare. La politica discusse tanto e si arrivò, non senza difficoltà ad un piano globale di interventi di risanamento e di bonifica.

La delibera della giunta regionale (la numero 1344), il cui presidente era Antonio Bassolino, porta la data del 6 agosto 2009. Il piano d’azione di chiusura o risanamento ambientale e riqualificazione dei Regi Lagni prevede anche un finanziamento di 50 milioni di euro. Nel gennaio del 2010 la Regione accorda un ulteriore finanziamento di 3 milioni di euro al Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno per la bonifica, la gestione e la manutenzione dei Regi Lagni nell’Area Nolana. I lavori partono tre anni dopo, nel gennaio 2013 e sono affidati alla Sma Campania, la società regionale specializzata nel monitoraggio e nel risanamento ambientale. Prima del 2012 nella società vi era anche un socio privato, il gruppo Intini, che aveva una partecipazione al 51%. Il restante 49% era invece di competenza regionale. Nel giugno 2012, la Sma Campania Spa diventa, con la fuoriuscita del socio privato, una società interamente partecipata dalla Regione Campania. Ed un anno dopo, il 3 giugno 2013, con una delibera di giunta si dispone la definitiva trasformazione della Sma Campania Spa in società «in house» della Regione Campania. Trasformazioni societarie che non fermano gli interventi di bonifica dei Regi Lagni da parte della società. E proprio per proseguire negli interventi che nel mese di febbraio di quest’anno, la Regione stanzia altri 12 milioni di euro per la manutenzione del reticolo di canali di epoca borbonica. Interventi tuttora in corso e che stanno seguendo un cronoprogramma stilato dalla procura di Nola attraverso consulenze effettuate sulle condizioni attuali dei Regi Lagni.

di Antonio Scolamiero (Corriere del Mezzogiorno)

PIU’ SCARICHI INDUSTRIALI A MARE, AUMENTO A DISMISURA DELLE SOGLIE DI CONTAMINAZIONE DEI TERRENI, 5 NUOVE DISCARICHE E 4 NUOVI INCENERITORI IN CAMPANIA: IL FORUM AMBIENTE AREA NOLANA SI OPPONE ALLE SCELTE (POCO ECOLOGISTE) DEL GOVERNO RENZI

stop biocidio nola 2Come ogni anno, la stagione estiva è quella nella quale si consumano maggiormente i reati ambientali perché i criminali puntano sul fatto che essendo periodo di ferie i controlli in genere sono minori.

Infatti anche durante questo mese di agosto, l’area Nolana (e non solo) è stata teatro di numerosi accadimenti spiacevoli:

- ovunque si consumano roghi agricoli nella più completa illegalità e nel disinteresse istituzionale;

- una fabbrica di Roccarainola è stata distrutta da un incendio;

- sono aumentati i luoghi di sversamenti illeciti di rifiuti urbani, speciali e tossici e sono stati appiccati numerosissimi roghi agli stessi, sia a Nola che nei comuni circostanti.

Come se ciò non bastasse è stato pubblicato un dossier della Dia nel quale viene affermato che la distruzione ambientale avvenuta nel nolano è ancora più seria di quanto credevamo e ed è ancora in corso.

Il governo Renzi tramite due decreti legge – il “DL Competitività” e il “Dl Sblocca Italia” – ha stabilito che gli stabilimenti industriali potranno aumentare gli scarichi in mare. Inoltre ha sancito nuove tabelle per la contaminazione dei terreni, aumentando a dismisura le soglie consentite, evitando così a grandi gruppi industriali le necessarie bonifiche e condannando a morte altre centinaia di persone.

stop biocidio nola 1Infine si è deciso di costruire 5 nuove discariche e 4 nuovi inceneritori nella sola Campania. Noi, come sempre, ci opponiamo fermamente a tutto ciò.

Pertanto ieri notte abbiamo affisso due degli striscioni della mobilitazione del 16 maggio scorso in luoghi strategici della città di Nola. Una piccola azione dimostrativa per evidenziare che noi saremo ancora qui a difendere la nostra terra e lo faremo con ancora più grinta e forza di volontà di prima.

È solo un atto simbolico, ma il primo di una lunga e dura lotta.

Stop Biocidio!

di Forum Ambiente Area Nolana

UNA BOTTEGA NOLANA “FIRMERA'” IL GIGLIO 2015 DI BROOKLYN

gigli usa soprano 1A Brooklyn il Giglio che ballerà il prossimo anno in occasione della tradizionale Festa dei Gigli di luglio, sarà “firmato” da una bottega nolana.

E’quanto espresso dal presidente della Sant Paulinus Society (l’equivalente della nostra fondazione), Carl Bonomo, al presidente della fondazione nolana, Raffaele Soprano, durante il soggiorno americano di quest’ultimo in questa calda estate. Un incontro importante che segna l’inizio di una collaborazione tra i due enti per la promozione e la valorizzazione della Festa Eterna, oggi patrimonio immateriale dell’umanità grazie al riconoscimento Unesco. A giugno 2015 Bonomo sarà così ospite della città di Nola mentre Soprano volerà in America un mese dopo per veder ballare il Giglio durante le celebrazioni legate alla Madonna del Carmine che, per la prima volta, potrebbe essere realizzato da una bottega nolana. Ciò costituirebbe per la Festa di Brooklyn una grande novità, considerato che da anni il rivestimento utilizzato per il loro Giglio è sempre lo stesso, nonchè motivo di orgoglio visto che la loro tradizione cartapestaia discende direttamente da quelle delle botteghe di Nola. Un impegno economico non indifferente su cui Bonomo si è dichiarato disponibile a sostenere ogni costo relativo alla realizzazione e al trasporto del rivestimento nolano.

Nel corso dell’incontro inoltre, Carl Bonomo ha mostrato il giglio che si è recentemente esibito nella ballata della Festa 2014; quest’ultimo non è stato ancora demolito in quanto in attesa di essere filmato come parte di un film che sarà distribuito in America e, probabilmente, anche in Italia.

gigli usa soprano 2“Un incontro che potrebbe dare una ulteriore svolta alla nostra amata Festa dei Gigli – ha dichiarato Raffaele Soprano – E’ stato emozionante visitare i luoghi della kermesse americana, conoscerne gli usi, i costumi, le origini, l’entusiasmo. Emozionante è stato inoltre entrare nella chiesa dedicata a San Paolino ed alla Madonna del Carmine, dove è venerata una statua del Santo stesso. La Festa di Brooklyn del resto è dedicata proprio a Paolino ed alla Madonna insieme. Due Feste così lontane ma così vicine che, nel 2015, potrebbero abbattere quella distanza geografica che le divide. Perchè quando si parla di Gigli, non c’è distanza che tenga”.

di Autilia Napolitano

VALORIZZAZIONE DELLE BOTTEGHE D’ARTE E IMPRESE ULTRACENTENARIE, ISTITUITO REGISTRO REGIONALE

logo bottegheSono stati approvati i criteri per l’individuazione e le modalità di rilevazione dei locali, dei negozi e delle botteghe d’arte e degli antichi mestieri a rilevanza storica nonché delle imprese storiche ultracentenarie della Campania (delibera di Giunta regionale n. 312 del 08/08/2014, pubblicata sul BURC n. 58 dell’11/08/2014).

La misura, promossa dalla giunta Caldoro con il coordinamento dell’assessorato alle Attività produttive, va ad integrare quanto disposto dalla legge regionale n. 11 del 10/03/2014 inerente la “valorizzazione dei locali, dei negozi, delle botteghe d’arte e degli antichi mestieri a rilevanza storica e delle imprese storiche ultracentenarie della Campania”.

I criteri di individuazione e rilevazione delle botteghe storiche campane sono finalizzati a salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico, imprenditoriale ed economico rappresentato dagli esercizi commerciali e dalle imprese storiche ultracentenarie connotate da particolare valenza storica, artistica e culturale.

I Comuni, sulla base dei criteri previsti dalla delibera, potranno individuare i locali, i negozi, le botteghe d’arte e degli antichi mestieri a rilevanza storica, nonché le imprese storiche ultracentenarie presenti sul proprio territorio e trasmettere alla Regione Campania i relativi elenchi. Sulla base di tali elenchi comunali, sarà predisposto ed aggiornato l’elenco ed il registro regionale.

logo impresaLa delibera ha inoltre definito i loghi che potranno essere utilizzati dalle imprese iscritte in tali elenchi o registri per valorizzarne l’identità ed il riconoscimento.

“La misura destinata alle botteghe storiche campane conferma quanto già messo in campo per la disciplina e la promozione del commercio e dell’artigianato. Con questo intervento intendiamo promuovere nello specifico una realtà produttiva preziosa come quella delle botteghe di antica tradizione. Un tessuto produttivo che va preservato e rilanciato perché rappresenta un patrimonio storico e culturale di straordinaria importanza e costituisce un importante attrattore turistico”. Così commenta Fulvio Martusciello, consigliere del presidente Caldoro alle Attività produttive e Sviluppo economico.

(CS)

IO ESISTO!, ANTOLOGIA POETICA DELLA V° EDIZIONE DEL CONCORSO LETTERARIO INDETTO DALLA UILDM

io esisto!“Io Esisto!”: Antologia poetica della V edizione del concorso letterario nazionale indetto dalla U.I.L.D.M – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare – di Ottaviano (Na).

“Io esisto! … e non farei rumore se tu mi ascoltassi …”. Nel prezioso quanto significativo slogan che rappresenta l’U.I.L.D.M – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare – tutto l’orgoglio, la disperazione e la speranza di chi vive nella “disabilità e non nella diversità” ed è costretto a chiedere a gran voce attenzione, interessamento, una parola, uno sguardo … da parte del mondo circostante che non sempre reagisce con umanità, solidarietà, con univocità di vedute … ponendo la questione dei “diversamente abili” in modo superficiale, marginale, se non proprio con noncuranza o fastidiosa insofferenza!

Per evitare ciò, per consentire il superamento di questo malcelato “sbarramento” – morale e di fatto! – le associazioni di specie promuovono numerose iniziative e sono partecipi sul territorio ogni qualvolta se ne presenta l’occasione, sfruttando la sensibilità delle amministrazioni locali o di gruppi associativi che operano per il bene comune, senza badare tanto se uno si presenta con le proprie gambe, sostenuto da stampelle o sulla sedia a rotelle.

Così la U.I.L.D.M sezione di Ottaviano che, per il quinto anno consecutivo, organizza l’ormai rinomato premio letterario, fortemente voluto dal presidente Francesco Prisco e dalla eclettica ed impareggiabile Maria Ronzino, con la sempre “universale” Tina Piccolo a guidarne le sorti dell’aspetto puramente letterario, quale presidente di giuria, da quel lontano 15 aprile 2010.

Anche per l’edizione 2014, poeti provenienti da ogni parte della penisola hanno inviato numerosissimi elaborati, decretandone ancora il successo, l’apprezzamento e la possibilità di tagliarsi uno spazio molto interessante nel panorama letterario nazionale, che pullula, e non sempre all’altezza dei pur buoni propositi! In più, le prime cinquanta poesie classificatesi, sono state raccolte in un’antologia che lascia una sostanziale traccia dell’impegno e della bontà del progetto molto apprezzato non solo dai “sostenitori storici”, ma anche dalla sensibilità di personaggi della politica, della cultura, dello spettacolo e dell’arte.

La maggior parte delle opere vertono sul tema “Io esisto!”, com’è ovvio che sia. E non a mo di una lagnosa tiritera – visto l’inevitabile ripetersi delle situazione inerenti il tema attinente – ma previo una dignitosa e decorosa descrizione della propria esistenza, dei momenti bui e degli attimi di felicità che ribaltano le situazioni negative di un cuore che chiede solo di battere senza limiti e di una mente che amerebbe pensare “alla pari”. E scopriamo un mondo sconosciuto ai più, soprattutto a coloro che, ipocritamente, girano lo sguardo dall’altro lato, di fronte a chi ha bisogno di una semplice spinta emotiva per sentirsi vivo, uguale e non emarginato per il mancato uso delle proprie gambe: di vivere da “disabile”, vista l’ingrata sorte, e non da “diverso”!

E’ un urlo, un grido di speranza ad esalare e ad espandersi nei luoghi più svariati – non escluso i meandri dell’anima! – da questi versi dei quali il valore letterario passa in secondo ordine, considerato l’importanza e la validità della tematica, ma anche fuoriuscendo da essa. E assistiamo ad una lettura piacevole – ed anche istruttiva! – per chi si pone di fronte ad essa con serenità e sano e coinvolgente spirito di solidarietà.

Nel primo caso – non ce ne vogliano gli autori se ne carpiamo estrapolazioni senza citarne la fonte, per non incorrere in un’antipatica quanto interminabile lista dei nomi – molto significativo ci appare quell’amore che non sarà mai una cosa perdente, anche su quell’auto con solo due ruote per squarciare le nubi e per una comprensione, una solidarietà pratica e non apparente, non ‘sottocoperta’, ma alla luce del sole, per farne il proprio “trono”.

Vi sono sospiri di oblio da riportare in superficie dalle profondità, per dare loro del colore della vita, per sconfiggere la cecità d’animo. Magari a piedi nudi o per Marisol che non c’è più o pensando a Tommy, nella nenia di Tonino, nonostante la pesantezza delle gambe e la devozione della madre, fedele al tempo e alla Croce con Preghiere e lacrime alla Madonna, o della genitrice che versa lacrime nel senso di colpa per la diversità della figlia.

C’è il “Grido dell’anima” per riacquistare la propria dignità sforzandosi di scacciare le tenebre della sera e poi fibrillare nell’attesa delle luci mattutine. E non è vero che si è fiori mai sbocciati al dolce tepore della vita, che non sarò mai girasole, se non c’è indifferenza … magari prendendo casa in una conchiglia, oppure riconoscendo alla donna amata che lo ha fatto vivo col suo amore, di aver capovolto la propria sorte di disabile … o di una mano che trova sempre la forza giusta, che non è mai venuta meno, neanche quando ci si sente rifiutati per consuetudine, ipocrisia, da chi spregevolmente si considera “Altro”.

E si ribaltano le parti quando il disabile non rimpiange le manie, le frenesie della gente, aiutandosi con la fantasia, lanciando il messaggio che essere “normale” ha i suoi lati negativi e che i valori della vita sono altri, sempre in cerca della verità: nella Fede, nel Cuore, nella Ragione, nelle Emozioni … e in ogni dove, dando a “’O viecchio”, bistrattato dai suoi cari, il coraggio di non farla finita, per l’affetto dimostratogli dal piccolo nipote, fonte di amore vero e spontaneo.

Nell’idioma napoletano avvertiamo il senso di denuncia, sconforto, disperazione di chi “Cont’ ‘e pass’ ” e nella futilità di chi, anziché preoccuparsi dei disastri del creato, quando “Ancora chiove”, sente la solitudine del mischiarsi tra la gente e sentirsi addolorato al solo pensiero di tornare alla solitaria casa.

L’angosciante racconto dell’eruzione del Vesuvio – premiato dalla giuria con l’assegnazione del primo premio – scandisce i tempi di una sciagura tra preghiere, rassicurazioni ai figli, esortazioni al marito a non esporsi al pericolo spalando lapillo dal lastrico … e ripararsi in un posto sicuro, vincendo la paura. Timori e sbigottimenti che si associano i ricordi brutti della guerra, dell’odio razziale, delle tante vittime e di chi si è salvato dalla “neve rossa” di sangue.

Potrebbero considerarsi più banali le tematiche inerenti l’imbarazzo per l’obesità o il percepire i sintomi dell’emicrania che, tramite un argomentato ragionamento, finiscono con l’approdare alla caducità di certe preghiere … tanto per fare e non per Fede o sentimento mistico. Ma non è così! Anche in questo c’è un dramma esistenziale che spesso non fa vivere come si dovrebbe. Di contro, scorre in modo spontaneo il coinvolgimento nel crescente lirismo/realismo di progetti vitali naufragati per una interruzione volontaria di gravidanza, non dando possibilità alla nuova vita che si sviluppava nel grembo materno, di potersi affacciare alla finestra di un raggio di luna … e venire stroncata un po’ prima che nascesse il sole!

Poesie alla stregua di farfalle in attesa di spiccare il volo tra metafore, allegorie e stormi d’immagini speranzose, tra passi abituati a correre da soli dentro il silenzio, nel disperdere granelli di sabbia al vento, nella fragranza di fiori di vita dove il diavolo ha ficcato gli artigli.

Prenotiamo una copia di questa quinta antologia del premio nazionale “Io Esisto!”, offrendo, per le incombenze della U.I.L.D.M sezione di Ottaviano, un contributo di dieci euro, che assicuriamo, verranno spese bene dai “maestri” responsabili di sede. Da ringraziare sempre!

di Mauro Romano

“LA GRANDE OCCASIONE” DEL NOLANO ARTURO SEPE

la grande occasionePer l’attore nolano Arturo Sepe “La Grande Occasione”, film del binomio Sposito/Vanzanella.

Sono da poco terminate le riprese del nuovo progetto cinematografico della “Big Bang Production”, uno Short Film dal titolo “La Grande Occasione”. Tra i Protagonisti Arturo Sepe, artista nolano preso in prestito, per l’occasione, dal set di Squadra Antimafia 5 e dal teatro di Maurizio Casagrande.

L’abbiamo invitato a rivelarci i particolari di questo nuovo ‘matrimonio cinematografico’, destinato a rafforzare i consensi che il Sepe va consolidando di volta in volta.

Appena il regista Mario Sposito e lo sceneggiatore Angelo Vanzanella mi hanno contattato e spiegato il soggetto del film, sono subito rimasto affascinato dal personaggio che avrei dovuto interpretare: un individuo dalle caratteristiche ben precise ma in contrapposizione tra loro. In realtà dovevano venir fuori due anime dallo stesso personaggio, un po’ come le facce opposte della stessa medaglia. Ma soprattutto a rapirmi è stato il tema da rappresentare: “Il destino”. Per usare una citazione cinematografica: “Spesso lo si incontra proprio sulla strada presa per evitarlo!”.

Al regista Mario Sposito abbiamo domandato, invece, come è stato concepito il progetto cinematografico de “La grande occasione”.

L’idea nasce dall’osservazione della realtà e dall’eterna domanda: “L’uomo è artefice del proprio destino, oppure non può controllarlo?”. Di certo non abbiamo la presunzione di rispondere a questo millenario quanto arduo interrogativo, ma volevamo dare la nostra interpretazione e, cioè, che la verità, come spesso accade, sta nel mezzo. I nostri personaggi troveranno la loro anima gemella: chi per caso, chi trasformandosi in “Deus ex machina”. Nel nostro film, insomma, abbiamo voluto “giocare con il destino”, mostrando come a volte sia semplice decidere il proprio.

Chiaramente non potevamo non indagare sulla scelta di inserire nel cast l’istrionico attore Arturo Sepe. E la risposta è delle più significative.

quartetto sepeArturo lo abbiamo conosciuto l’anno scorso quando era in tournée con Maurizio Casagrande ed Antonio Caputo per lo spettacolo “Anche l’occhio vuole la sua parte”. Anche noi avevamo appena girato un cortometraggio con Maurizio. Arturo ci è piaciuto subito. Notammo che ha una mimica e un controllo della voce tipica di quello che stavamo cercando per il ruolo de “l’amico”. Registicamente abbiamo voluto giocare su questa camaleontica capacità di passare dalle atmosfere cupe alla serenità della sua bella risata del sud. Con la sua esperienza ci ha facilitato di molto il lavoro con gli altri attori – Annalisa Rea, Stefano Stellino, Ornella Gallo – con in più un monologo, nel finale, che spiega bene il messaggio che volevamo trasmettere.

Non resta che complimentarci con la “Big Bang Production” e con il poliedrico artista Arturo Sepe per la brillante carriera che gli si sta spianando con una interpretazione dopo l’altra, con performance particolarmente convincenti che attirano sempre di più l’attenzione di registi e addetti ai lavori. Ed anche quella propostagli dal duo Sposito/Vanzanella, rappresenta l’ennesima “grande occasione” a disposizione di un figlio di un territorio martoriato da tante negatività, ma che aspira a ritornare “Felix”. Anche dal punto di vista artistico e dello spettacolo.

di Mauro Romano

SCONTRO TRA TORNADO: COINVOLTO ANCHE UN NOLANO, SI TRATTA DEL CAPITANO PAOLO FRANZESE

Trentacinque anni, una moglie, un figlio, una laurea conseguita all’università Federico II di Napoli, la passione per il volo e le fotografie, una vita davanti e un destino imprevedibile. E’ la storia, troppo breve, del capitano Paolo Franzese, coinvolto nel tragico incidente dei due Tornado consumatosi ieri pomeriggio sopra le colline di Ascoli Piceno.

Un giovane pilota, un giovane marito e papà di cui oggi resta soltanto un dolce ricordo immortalato nelle tante fotografie che lo ritraggono felice e sorridente nei cieli italiani ed esteri. Lo stesso cielo che ieri pomeriggio lo ha “tradito” in un viaggio, forse, di non ritorno. Ancora nessun ritrovamento del corpo mentre continuano incessanti le ricerche e si affievoliscono le speranze di ritrovarlo vivo. A sperare in queste ore è soprattutto la famiglia volata in mattinata a Ghedi (Brescia), dove ha sede la base dalla quale i due tornado erano decollati. Con i genitori di Paolo (padre professore di matematica in pensione e madre dipendente Enel) anche la moglie Alessandra, originaria di Marigliano. Paolo e Alessandra, dopo la nascita del loro bambino, appena le possibilità glielo consentivano, amavano tornare a Nola, per la gioia anche degli amici. Quegli amici che aspettavano con ansia il loro capitano soprattutto a giugno in occasione della Festa dei Gigli a cui Paolo proprio non voleva rinunciare. Ricordi, soltanto ricordi. La realtà oggi è ben altra. Ma il cuore continua a sperare.

di Autilia Napolitano

NOLA SI PREPARA A CELEBRARE OTTAVIANO AUGUSTO, A DUEMILA ANNI DALLA MORTE

Bimillenario morte Ottaviano Augusto: deposizione corona di alloro ai piedi dell’omonima statua, a settembre al via le celebrazioni augustee.

Duemila anni fa, il 19 agosto, moriva a Nola Cesare Ottaviano Augusto, l’uomo più potente del mondo antico, ideatore di quell’ineguagliato e ineguagliabile sistema di ordinamenti politici, sociali ed economici, qual è stato l’impero romano. Nel giorno del bimillenario della sua morte, la città di Nola lo ricorda con una cerimonia prevista alle ore 10 di domani, martedì 19 agosto, quando ai piedi dell’omonima statua in piazza Duomo sarà deposta una corona di alloro. Un momento celebrativo che anticipa il ricco e variegato calendario di appuntamenti dedicati ad Augusto, promosso dall’assessorato ai beni culturali dell’ente di piazza Duomo, in programma in città a partire dalla seconda metà di settembre. Teatro, visite guidate, letture drammatizzate, racconti, canti, convegni animeranno la città di Nola sino alla metà di ottobre riportando l’atmosfera ai fasti dell’antica Roma. Eventi che saranno annunciati, con dovizia di particolari, in conferenza stampa nei primi giorni di settembre.

“Nola si prepara a vivere uno dei momenti storici più attesi celebrando uno dei suoi ‘figli’ più illustri – ha dichiarato l’assessore ai beni culturali, Cinzia Trinchese – Un mese intero dedicato ad Augusto con una serie di iniziative che rivisiteranno le luci e le ombre della sfera pubblica e privata con cui si alimentò la straordinaria avventura di colui che, a ragion veduta, è annoverato tra i più Grandi protagonisti della storia politica e sociale dell’umanità. Un vanto per Nola, che mai dimentica”.

(CS)

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